IL RITORNO DEL CANTO DEL CIGNO!

Scritto il alle 07:28 da icebergfinanza

www.ebnitalia.it/gallery/cigno_re.htm

Tempo fà scrissi un post dedicato a quello che secondo me sarebbe stato " IL_CANTO_DEL_CIGNO " del PIL americano cercando di analizzarne nei dettagli alcuni_segnali_rilevanti.

Il " CANTO DEL CIGNO " un’espressione utilizzata per indicare l’ultimo canto di un poeta o l’ultimo lavoro di un artista, la fine di una carriera o di una vita professionale, l’ultimo segno di vitalità.

La leggenda racconta  che il Cigno Reale negli ultimi giorni della sua vita amava rilasciare un dolce canto, una canzone struggente. Il presentimento della morte, il sopraggiungere del tramonto della Vita.

Lasciamo per un attimo da parte il comportamento irrazionale dei mercati azionari, i quali all’improvviso nella giornata di ieri scoprono che la Realtà non è fatta solo di politica monetaria accomodante, ma di una serie di fattori, informazioni e notizie che spesso non sono altro che il risultato della infinita sindrome di Peter Pan in cui vivono, il risultato dell’onda lunga di una recessione immobiliare e di una stagione irrazionale che ha fatto scendere una cortina di fumo su tutto il sistema.

Vorrei proporvi alcune brevi considerazioni a partire dal primo rilascio relativo al PIL del terzo trimestre americano:

a) Il dato in questione fà già parte del passato e nelle prossime revisioni verrà sicuramente rivisto al ribasso considerando che la spesa dei consumatori ( che conta per circa il 70 % )per quanto corposa è stata più bassa del previsto e gli ultimi dati CONSUMER_SPENDING segnalano una contrazione che quasi sicuramente porterà la crescita del quarto trimestre ad essere inferiore all’ 1 % e quindi ad essere nuovamente considerata crescita recessiva per la seconda volta dopo quella del 0, 6 % del primo trimestre. Ricordo che si tratta del trimestre che immette i consumi sulla rotta per la stagione natalizia. La stessa BEA, l’ufficio che fornisce i dati del PIL ricorda che le valutazioni preliminari sono basate su dati incompleti e soggetti ad ulteriori revisioni oni oni oni oni!

b) non sempre è possibile intravedere e scendere in profondità nelle pieghe dei dati macroeconomici americani ma con l’aiuto di internet scopriamo che un problemino di misurazione dei prezzi all’importazione, riduce il deflattore del PIL ad un valore irrealistico di 0,8 % che trova corrispondenza solo nel lontano 1998 e più in su sino al 1963.

La media dei prezzi dal primo trimestre 2004 al terzo trimestre 2007 è stata 2,98 con un minimo di 1,7 ed un massimo del 4,2 %, quindi la considerazione sarebbe che il deflattore avrebbe generato un PIL del 1,9 % e con riferimento agli ultimi tre anni sarebbe 1 %. Una Grande interpretazione, una perla fornitaci da  BIGPICTURE.

Price_deflator_2

 

Ringrazio inoltre il Cielo di poter essere testimone di questa stagione di pura alchimia finanziaria e economica come ad esempio la MATEMATICA_DEL_PIL da MARKETWATCH.com quella somma che rende possibile il fatto che uno più uno dia zero.

Non perdetevi per nulla al mondo questo post di cui vi dò una piccola anticipazione.

Because of the way the government counts and reports the numbers, real-life inflation was understated and growth was overstated.
The economy didn’t really grow 3.9%, and inflation really wasn’t 0.8%. The numbers aren’t as good as they look.
Quindi in sintesi si sopravvaluta la crescita e si sottovaluta con quel pensiero un pò "core" l’inflazione ma in realtà i numeri non sono così buoni come la semplicità del ragionamento vuol far credere. Le somme e le sottrazioni sono giuste ma non corrispondono alla realtà.
Quando mai oggi, qualcosa corrisponde alla Realtà?
c) per coloro che vedono una luce negli investimenti in strutture non residenziali in crescita del 12,3 % al tasso annualizzato e che corripondono al 3,44 % del PIL ricordo che essi tendono a declinare solitamente a recessione già in corso. ( in particolare stiamo parlando del mercato immobiliare commerciale, l’ultima roccaforte immobiliare )
Oh guarda l’Oceano di grafici che ti propongo, nascondo mille messaggi……..
Infine alcune brevi considerazioni di uno stuolo di economisti alquanto ottimisti che provengono dal WSJonline.

Ora andiamo indietro nel tempo sino ai dati relativi al quarto trimestre 2005 e proviamo ad immaginare l’applicazione dell’analisi tecnica alla dinamica del PIL come fatto già una volta in passato.

Possiamo senza dubbio dire che il supporto della crescita economica si poteva individuare intorno al 2 % circa 2,5 % . Rotto per la prima volta nel quarto trimestre il supporto del 2% la crescita economica è salita solo del 1,8 % , rimbalzando poi nel trimestre successivo, con un exploit del 5,6 %. Nei successivi tre trimestri del 2006 la crescita è rimasta stabile intorno al 2/2,5 % rompendo il supporto solo nel primo trimestre di quest’anno dove è stata rilevata in via definitiva una "crescita recessiva" del 0,6 %

www.iaconoresearch.com/…/07-04-27_gdp.png

 

Ora il mercato si attendeva nel secondo e terzo trimestre  un rimbalzo della crescita, " pull back", intorno al 3 %. Ovviamente nel caso di una crescita al 3 % secondo l’analisi tecnica si potrebbe verificare una " Bull Trap" mentre nel caso di una crescita al 2 % un semplice pull back! L’ultimo trimestre di quest’anno proporrà nuovamente una crescita inferiore all’ 1 %, quindi recessiva proponendo la frenata dei consumi, la debolezza degli investimenti e l’accellerazione della recessione immobiliare.

A coloro che non credono alla recessione in quanto impossibile da identificarsi con crescite superiori al 3 % del PIL ricordo che come evidenziato dal grafico nella recessione " invisibile " del 2001, il "canto del cigno" del PIL  salì sino sopra il 6 %.

Ovviamente abbiamo sin qui scherzato, applicando impropriamente l’analisi tecnica, in quanto il nostro grafico non potrebbere prescindere dai fondamentali dell’economia e dai dati che regolamente escono, tutte variabili che l’analisi tecnica non prende in considerazione.

Occupiamoci ora velocemente dei dati comunicati dalla Automatic Data Processing che vedono in prospettiva un aumento ben oltre le aspettative del mercato per i non farm payrolls di domani.

Più centoseimila nuovi posti di lavoro che unitamente ad un’ipotesi standard di 20.000 nuovi occupati nel settore governativo, di cui la ADP non ha informazioni portano il totale a 126.000 nuovi posti.

Centotrentaquattromila nuovi posti di lavoro dal settore terziario dopo la costante ed inesorabile emoraggia nel settore manifatturiero, delle costruzioni e finanziario anche se quest’ultimo dato non mi convince affatto, vista la debacle finanziaria tuttora in corso e la grande depressione del settore mutui commerciale.

Detto questo vorrei riproporvi questo grafico che appare sul sito della FED_di_DALLAS per evidenziare come nell’ultima recessione, non necessariamente il settore terziario abbia sofferto un numero sensibile di posti di lavoro. Il grafico è relativo allo stato del Texas.

Chart 4: Services employment buoys Texas during recession

Qui sotto inoltre avete un grafico più specifico per settori.

Chart 5: Job growth uneven among Texas service industries

Questo invece proviene dalla ADP ed è relativo ai settori delle costruzioni e finanziario.

 

Un ronzio continuo, quello delle revisioni che non mi esce dalla testa, come non ho ancora digerito il dato che vedeva una perdita dei posti di lavoro in settembre di 4000 unità rivisto a più di 50.000. La tabella di cui sotto dimostra che la Realtà è quella che fà più comodo ma è anche quella che alla fine la Storia impone.

Qualunque sia in dato in uscita oggi non importa nulla in quanto ormai il fallimento della metodologia applicata dal BLS ovvero CES_NET_BIRTH/DEATH_MODEL  è estremamente evidente e destinato regolarmente ad essere rivisto, come nel caso del terzo trimestre 2006 quando si passò da circa 500.000 nuovi lavori a soli 9000 in sede di revisione.

Ma si sà a NEVERLAND ogni dato è magico e la capacità di analisi è molto limitata!

Oggi l’indice ISM manifatturiero torna a filtrare con la soglia che delimita la recessione ovvero a 50,9 e l’indice PMI di CHICAGO è sceso di nuovo sotto la soglia di 50 ma questo al mercato ieri importava ben poco, in fondo la FEDERAL RESERVE stava per iniettare l’ennesima dose di metadone. 

bigpicture.typepad.com/…/ism_manufacturi.html

A questo indirizzo della FED_di_NEW_YORK troverete la più imponente operazione di immissione di liquidità mai operata dalla Fedarl Reserve dai tempi dell’attacco al WORLD TRADE CENTER. Da notare in particolare l’operazione di 20 miliardi di dollari di MrtgageBacked accettati in una sola operazione che se non ricordo male testimonia l’importo più alto dall’inizio della crisi.

Per il resto nulla di nuovo sotto il cielo finanziario con CREDIT SUISSE, CITIGROUP & GMAC che testimoniano la debacle immobiliare e l’indice ABX a braccetto con il CMBX che scende inesorabilmente trascinando con sè anche le imprese assicurative ( AMBAC o MBIA ) che supportano i mercati con i credit default swap CDS.

Chiunque abbia un minimo di buon senso potrebbe comprendere come le perdite determinate dalla recessione immobiliare con l’aumento esponenziale delle FORECLOSURE saranno devastanti e permanenti e tener conto che le grandi banche di investimento possono tentare di compensare i loro problemi spostando la copertura delle perdite probabilmente utilizzando i CDS.

Vorrei aprire una piccola parentesi a proposito della recessione immobiliare americana, dedicata a tutti coloro che  non credono nel " decoupling immobiliare " in quanto da noi è tutto così diverso in Europa. Date un’occhiata a questa analisi proveniente da PIMCO.

Devo ammettere di essermi sbagliato in riferimento alla fiducia dei mercati ed al suo ritorno, in quanto è semplicemente sbalorditivo il riferimento costante ad una politica monetaria accomodante da parte di coloro che hanno sostenuto benevolmente il fenomeno subprime prima e chiuso un occhio e sottovalutato le conseguenze poi.

Mi auguro sia un’illusione, l’ennesima illusione in una cura palliativa ormai inefficace e sostanzialmente in ritardo, in quanto da lontano si ode l’eco di un forte richiamo, amplificato dai nuovi record del petrolio e dell’oro: INFLAZIONEONEONEONEONE!!!!

Per il resto non cambia nulla per un’economia che viaggia tra SCILLA_e_CARIDDI  ovvero tra una probabile RECESSIONE INFLATTIVA o una ben peggiore STAGFLAZIONE di cui in America si incomincia a parlare quotidianamente. 

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12 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 12:20

Intanto, in europa l’inflazione, che non viene castrata come negli USA, è balzata in avanti… Niente tagli dei tassi, quindi.

Mi chiedo quanto ci metteranno dall’altra parte dell’oceano a capire che la frana è ormai inarrestabile… aspettano di vedere un indice di inflazione al consumatore a due cifre? tanto non ci vorrà molto, l’indicè si aggira già attorno all 8%

Saluti

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 14:13

La Sec sta indagando su accordi intercorsi tra alcune banche ed hedge found per verificare se tali accordi servano solo a differire nel tempo le perdite legate alla crisi dei subprime.
Sembrerebbe che Merrill Lynch abbia chiesto ad alcuni Hedge Funds di comprare commercial paper per diversi miliardi di dollari con l’impegno di ricomprarli tra un anno e con un minimo rendimento garantito.
Ciò consentirebbe di evitare di riportare oggi la sofferenza nei libri contabili rinviandola di un anno.
Ciò spiegherebbe come ha fatto Merrill Linch a riportare oneri straordinari di 8 miliardi di dollari per la crisi dei mutui subprime quando alla fine di giugno aveva un esposizione di circa 40 miliardi di dollari.

Meditate gente
Cosa accadrà tra un anno?

Ciao a tutti
Mas

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 16:55

Mas appena ho letto la tua news sono rimasto a bocca aperta per un bel minuto !

Se è vera …. non oso pensare a cosa accadrà se le cose peggiorassero .

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 17:09

Non vi fanno arrabbiare questi personaggi :

Roach (Morgan Stanley): rischio recessione nel 2008 molto alto

Finanzaonline.com – 2.11.07/16:57

L’ingresso dell’economia statunitense in uno stato di recessione è molto alto. A esternare la sua incertezza sul futuro dell’economia Usa è il chairman di Morgan Stanley Asia, Stephen Roach. “L’economia globale sarà sottoposta a sfide molto pesanti nei prossimi 2 anni e la crisi del subprime è solo il primo segno della recessione che arriverà l’anno prossimo” ha detto l’ex capo economista della primaria banca d’affari statunitense in una conferenza in India.

Prima tutto bene , poi un bel giorno la realtà !
Alla veneta : ” ai mastego ! ”

Ciao a tutti
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 17:17

un saluto a Fabio dai …. sotterranei dell’umanità
pinio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 18:30

Ciao PINIO !
^_^ !
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 2 novembre 2007 at 23:45

Con la mia solita semplicità vi dico che quello che leggo qui non è riportato da nessun’altra parte.
Ci sarà un altro pò di “turbolenza” così la chiamano, come un fastidioso mal di pancia che da qulache parte dovrà sfogare! ma poi faremo sempre più due passi in su e un passo in giù, e la crisi non è così come la si dipinge, e il dollaro debole è un bene, e i mercati adesso saliranno perchè a questi prezzi chi vuoi che non comperi?
(c’è gente che compra ancora oggi titoli bancari usa, europei, italiani senza avere la benchè minima nozione di quello che è nascosto nei bilanci che ancora non vengono alla luce)
Vi saluto
Giulio (anche adesso stavo per dimenticare la firma)

utente anonimo
Scritto il 3 novembre 2007 at 09:54

Un saluto al Capitano e a tutti i Naviganti! Curiosando sul sito markit.com linkato da Andrea in uno dei suoi formidabili post mi sono reso conto come ci siano una miriade di prodotti strutturati: accanto agli ABX, CDX, CMBX, IBRIX, cmbx. Ho pensato che sarebbe molto utile saperne di più….
Daniele

utente anonimo
Scritto il 3 novembre 2007 at 13:24

su repubblica di uggi luigi spaventa parla di opacita’ e mancanza di trasparenza, se ne sono accorti???
ciao
Gianni

Scritto il 3 novembre 2007 at 22:05

Ciao Giulio, in fondo si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, e spesso si dimentica che non solo nell’ultimo anno si sale per le scale e si scende con l’ascensore, ma che da giugno siamo scesi senza mai salire con convinzione. Ma si sà e tutto così soggettivo…..e piano, piano alcuni si accorgono della mancanza di trasparenza come dice Gianni come se sino ad oggi sia stato un mondo di cristallo!

caro Daniele quando propongo i link cerco pure di spiegare ma non avrei sinceramente il tempo di inseguire in ogni angolo del pianeta l’immensa moltitudine di esseri derivatio che si nascondono sotto il pelo dell’acqua e spesso non sono pure in grado di rispondere a tutte le email private che ricevo anche se faccio il possibile magari con due righe!

Ciao Andrea

Scritto il 3 novembre 2007 at 22:33

commenta il commento…

http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=6863222&p=27#idm73984970

l’inflazione globale continua a crescere fino a quando BRIC continuano a incrementare le loro quote di consumo sul PIL globale.

questo in parte dipende da come vanno gli USA, in parte dal fatto se BRIC riusciranno a crescere per vie interne, piuttosto che sui consumi amerikani.

ovviamente un soft-landing degli USA faciliterebbe la “riconversione” delle economie BRIC (le uniche che crescono veramente) verso il mercato interno

se invece gli USA vanno in recessione pesante e la Cina si blocca non potendo piu’ esportare li’, si avra’ una recessione globale, per cui calera’ il petrolio, le commodities in generale e tutto il resto appresso, stile japan.

e in questo caso l’unica via d’uscita sarebbe una massiccia campagna di investimenti, tipo quella del dopoguerra, per la riconversione dell’economia in un modello “sostenibile” (ambientalmente, energeticamente, finanziariamente).

Anonimo
Scritto il 3 novembre 2007 at 22:42

Una firma non costa nulla…..per il resto inneccepibilmente ricorda che il fondo il MITO del DECOUPLING non è altro che l’ennesimo palliativo su cui si poggiano coloro che nutrono l’ottimismo emi trova sostanzialmente d’accordo!

Andrea

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