L' ERA GLACIALE: BRIVIDI IN ARRIVO!

Scritto il alle 07:11 da icebergfinanza

INTERFRED.IT

La pioggia secondo quanto sta scritto su Wikipedia è la forma più comune di precipitazione atmosferica e si forma quando gocce separate di acqua cadono al suolo  dalle nuvole.

Oggi una parte della pioggia che cade dalle nuvole della politica monetaria non riesce a raggiungere la superficie finanziaria  ed evapora nell’aria mentre cade, specialmente se attraversa l’atmosfera,  fondamento di questa crisi, la mancanza di fiducia.

Il suolo finanziario è improvvisamente inaridito, la sfiducia nelle istituzioni è il sintomo di un cambiamento climatico devastante, il blocco totale delle cartolarizzazioni e del mercato della carta commerciale sinonimo di acqua avvelenata, non più trasparente.

Un’acqua che in questi anni si è infiltrata nelle fessure di ogni angolo della terra, un’acqua dalle proprietà incerte, difficilmente valutabili un’acqua che improvvisamente si è ghiacciata, dilattando le profondità del sistema finanziario e minandone la stabilità.

Un’improvvisa " Piccola Era Glaciale " un’improvviso abbassamento delle temperature nelle contrattazioni del mercato interbancario, preceduto da una stagione di temperature elevate determinate da un’intensa attività di operazioni leverage by out, da un’intensa stagione di trasferimento del rischio, da una irrazionale corsa all’indebitamento globale.

"Gli scienziati hanno identificato due possibili cause principali per la piccola era glaciale: la diminuzione dell’attività  solare  ( la mancanza di trasparenza ) e l’aumento dell’attività vulcanica ( il trasferimento del rischio , l’indebitamento insostenibile, la crescita irrazionale dei mercati immobiliari ) "

Oggi la maggior parte delle obbligazioni CLO utilizzate per i cosidetti " prestiti del ponticello" sono praticamente congelate nei libri contabili degli istituti finanziari, che li  offrono_a_sconto per evitare di veder congelate tutte le altre attività.

Nessun tecnico è in grado di determinare il grado di potabilità di queste sorgenti, tranne determinarne ipotetici valori di mercato ad opera di valutazioni interne al sistema stesso, lo stesso sistema che ne ha inquinato le falde principali.

In settimana i tecnici delle principali sorgenti finanziarie comunicheranno gli esiti delle attività trimestrali, a partire da martedi da quelli della Lehman Brothers,  quarto acquedotto americano di cui si parla di una prossima potenziale esplosione vista l’esposizione all’erosione del mercato ABS, acquedotti che si presentano con attività che fanno potenzialmente acqua da tutte le parti.

WARNING del massimo livello! Date un’occhiata a questo post su MINYANVILLE vi aiuterà a leggere nel suo complesso i dati che verranno rilasciati dalla LEHMAN. 

Allarmi utili potenziali di cui Merrill Lynch è il precursore, allarmi utili che potrebbero essere annacquati dalla possibilità offerta di non dichiarare completamente il nuovo " fair value " e quindi prendere tempo e rimandare il tutto a tempi migliori.

Alcuni commentatori " illuminati " di questa crisi sostengono che in fondo basta tenere i vari CDO, CLO insomma obbligazioni strutturate e derivate sino a scadenza per determinarne un valore ipotetico che in fondo può fare a meno di un livello di mercato fantasma. Una pozza di liquidità destinata ad imputridire e con il tempo congelarsi.

CLO, che una volta arrivato l’eco di possibili default corporativi vedranno intervenire le solerti agenzie di rating per determinare un repentino abbassamento della temperatura del sistema, e cosi pure per le cartolarizzazione delle carte di credito e per i prestiti automobilistici.

Prestiti obbligazionari di cui disfarsi, ma non certo ai prezzi di mercato, in attesa di un cavaliere bianco che intervenga prima che aumenti il rischio di un periodo prolungato  di crisi finanziaria che si ripercuota sull’economia.

Nel frattempo nel mercato interbancario si raccoglie la liquidità con ogni mezzo possibile, secchi, botti, cisterne ed acquedotti interni favorendone la sua scomparsa effettiva ad opera dei maggiori gruppi finanziari che diffidano di chiunque per il rischio di potenziali insolvenze. 

Possiamo lasciare libero accesso alle sorgenti delle banche centrali, accettare qualsiasi sostanza nell’acqua anche il mercurio delle cartolarizzazioni subprime abbassare le riserve obbligatorie, dichiarare che le economia sono forti, che non vi è alcun pericolo di insolvenza, che il sistema degli acquedotti è sano, revisionato ma la fiducia nel sistema è ormai minata da anni di mercurio introdotto nel mercato dei capitali.

Sentire il segretario al Tesoro americano, Paulson esclamare che non dovrebbero esse imposte nuove regole ai mercati finanziari, come reazione alla turbolenze del mercato del credito, credetemi fà " gelare " il sangue.

L’azzardo morale continua, con il salvataggio della Northern Rock banca che non disdegnava di concedere mutui sino al 125 % del valore dell’immobile, in nome di un azzardo senza fine, il volo "infinito" dei mercati immobiliari, dalla stessa Banca Centrale Inglese che sino a due giorni fà sosteneva la linea dura nei confronti di coloro che avevano operato in maniera perlomeno azzardata, una gigante di ghiaccio che con il calore di questa crisi, incomincia a sciogliersi.

Un iceberg di proporzioni gigantesche  quello  della Northern Rock che testimonia la fragilità del sistema fiduciario finanziario, una marea umana che sia accalca presso gli sportelli della banca per ritirare i loro risparmi mettendo in crisi il sistema stesso.

Questo è il potenziale ultimo pericolo per il sistema della moneta basata sulla fiducia, una glaciazione improvvisa quanto prevedibile. La mancanza di percezione del rischio avviene solo nelle celle frigorifere del senso di onnipotenza.

Possiamo dimenticare che il mercato immobiliare si avvia verso una grande depressione, che i consumi sono scesi al livello più basso da un’anno a questa parte e che porteranno una sensibile riduzione nella prossima revisione del PIL del secondo trimestre, che in fin dei conti corrispondono solo a tre quarti di un PIL tenuto in vita da scorte ed esportazioni figlie di un dollaro debole, che vedranno ben presto il loro epilogo.

Possiamo dimenticare che nella crescita della produzione di uno 0,2 % il settore manifatturiero ha sofferto l’ennesimo declino, frutto della debacle immobiliare – prodotti in legno (- 0.4%), automobili (- 2.6%), mobilia e prodotti relativi (- 0.6%), macchinari (- 1.0%), materiale elettrico (- 0.8%) e manufacturing non durevole (- 0.2%)e che l’alta tecnologia è scesa ad un crescita anemica del 0,8 % contro il 3,3 % del mese precedente  ed esaltarci per una fiducia dei consumatori calcolata su un campione di 5000 anime volenterose.

Possiamo esaltarci perchè i prezzi all’import sono diminuiti dello 0,3 % ma dimenticarci che escludendo l’energia sono comunque saliti dello 0,2 % e che il petrolio staziona poco sotto 80 dollari al barile.

Possiamo dimenticare la debacle retroattiva del mercato del lavoro  ( attenzione all’evoluzione delle richieste settimanali di disoccupazione in quanto sono uno dei segnali più seguiti dalla FED),  dimenticare il credit crunch, la contrazione del credito alle famiglie e al mercato immobiliare, dimenticare le tensioni mai sopite di una guerra commerciale tra Cina e USA che riportano alla memoria uno dei sintomi e delle cause della Grande Depressione, il Protezionismo.

Dimenticare che in fondo oltre al gelo di una nuova ondata di protezionismo si aggiunge il rumore lontano del ghiaccio alla deriva, una deriva che riguarda la possibile opzione militare contro l’Iran. Una soluzione glaciale per far dimenticare ogni brivido finanziario.

Possiamo fare finta di nulla ed aspettare con fiducia una politica monetaria che viene vista sempre e comunque come l’ultima spiaggia di ogni crisi finanziaria ed economica.

Ma il brivido più grande di questa Era Glaciale corrisponde ad un uomo di nome Alan.

Greenspan  si espresse cosi nell’ aprile del 2005:

L’innovazione ha determinato un gran numero di nuovi prodotti, quali i prestiti del subprime ed il credito di nicchia per gli immigranti. Tale sviluppi rappresentano le risposte del mercato che ha guidato l’industria dei servizi finanziari attraverso la storia del nostro paese.(…) La maggior parte della gente ha avuto un accesso abbastanza limitato al credito e quando questo credito era disponibile era abbastanza costoso.(…)Lo sviluppo di un mercato secondario per i prestiti ipotecari inoltre ha notevolmente allargato  l’accesso al credito da parte del consumatore. Riducendo il rischio di proporre prestiti di lunga durata, con tasso fisso e l’accertamento della liquidità, il mercato secondario ha contribuito a stimolare la concorrenza nel business delle ipoteche.(…) Dove una volta ai clienti più marginali, sarebbe stato semplicemente negato il credito, ora i prestatori possono giudicare abbastanza efficacemente il rischio di quei clienti e prezzarlo appropriatamente.(…) Riflettendo sullo sviluppo del credito al consumo negli Stati Uniti, dobbiamo concludere che l’innovazione ed il mutamento strutturale nell’industria dei servizi finanziari ha fornito un accesso critico e allargato al credito per la maggioranza dei consumatori, compresi quelli con possibilità ridotte.(…) Questo fatto sottolinea l’importanza  dei nostri ruoli come policymakers, ricercatori, banchieri e sostenitori dei consumatori nella promozione dell’innovazione costruttiva che sia sensibile alla domanda di mercato e favorevole ai consumatori.

Lo stesso "maestro" che davanti ai microfoni della CBS dichiara recentemente di non aver compreso a fondo il fenomeno "subprime" e che la politica espansiva era l’unico modo per far funzionare l’economia.

Lo stesso "personaggio" che in un’intervista al FINANCIAL_TIMES ammette che in fondo una bolla nel mercato immobiliare vi è stata e non solo una " piccola schiuma ", scoprendo l’acqua bagnata quando dice che i prezzi scenderanno a doppia cifra nel mercato immobiliare, che le probabilità di recessione aumentano dello zero virgola, che il problema era nascosto dietro l’angolo in attesa di emergere, visto che gli investitori assumevano rischi asset backed securities come se fosse cocoina.

E pensare che lo pagano pure per dire quanto io sostengo da mesi, praticamente unico " signor nessuno " ad aver focalizzato il fenomeno subprime prima di qualunque altra consapevolezza del seno di poi.

Ma brivido, per brivido il buon Greenspan ci regala una perla di ghiaccio, suggerendo alla Federal Reserve di andarci piano con un politica dei tagli agressiva in quanto i rischi inflazionistici sono molto più rilevanti di quando lui era al timone dell’economia mondiale.

Non bastasse ciò, il " Maestro " dell’ovvietà, gela l’Inghilterra comunicando che il congelamento del sistema immobiliare inglese è vicino alla sua naturale evoluzione e che l’inflazione crescerà in maniera drammatica, raddoppiando i suoi effetti sui prezzi e determinando tassi di interesse che potrebbero raggiungere la doppia cifra.

Fiducia in chi, in cosa, nel Nulla! Un effetto domino magistrale, una nemesi perfetta!

Forse non è proprio una Fantasia, la possibilità che io da tempo prevedo, ovvero un potenziale periodo  di STAGFLAZIONE , un nemico terribile degli anni 70/80.

Una stagnazione-recessione economica potenziata dal credit crunch, con una disoccupazione in rialzo e  con una possibile esplosione dell’inflazione reale, non certo quella "core" destinata ai malati di cuore.

Nel 1998 tanto caro a Greenspan, durante la crisi del LTCM l’economia era in piena espansione e il mercato immobiliare agli albori della sua crescita, ma oggi con un’economia in contrazione e un sistema fondato sul debito, figlio di una stagione immobiliare disastrosa, una riduzione dei tassi non porterà alcun beneficio.

L’appuntamento con martedi sera passa da una serie di importanti riflessioni:

a) Bernanke ha sempre sostenuto che la politica monetaria non deve inseguire le variazioni dei prezzi delle attività patrimoniali (azioni o immobili )

b) Nelle ultime settimane le posizioni dei governatori delle varie federazioni americane non sono state univoche e tenendo conto del diritto di voto, si spazia dalla preoccupazione per il contagio all’economia (Mishkin, ex Yellen), alla questione di non inseguire le variazioni dei prezzi patrimoniali utilizzando altri strumenti che non la sola politica monetaria (Plosser), dalla situazione poco chiara che abbisogna di ulteriori dati (Plosser, Lockhart) ad un dubbio ulteriore di uno "straripamento" del fenomeno subprime all’economia (Fischer,Hoenig, Poole) alle aumentate probabilità di recessione (Poole), dalla possibilità che se la recessione immobiliare persiste allora l’economia ne risentirà (Kroszner) Quindi tre su quattro di coloro che hanno diritto di voto, a parole potrebbero votare un riduzione di tasso.

c) Le pressioni esterne per un taglio dei tassi monetari sono sensibili.

d) La Federal Reserve sa benissimo che le aspettative inflazionistiche sono rilevanti e che ormai il fattore energia è strutturale, lo ha comunicato per mesi ed ora non può rimangiarsi ogni riferimento in nome di un rischio sistemico sottovalutato.

e) Difficile spiegare all’opinione pubblica come si salvano istituzioni o speculatori in difficoltà attraverso la finestra di sconto e non si aiutano milioni di cittadini che rischiano di perdere la loro casa.

f) Oggi le decisioni nella FED sono collegiali e non fanno più riferimento ad un pensiero unico, sono frutto di gruppi di lavoro.

Quindi se guardiamo alle possibili soluzioni avremo le seguenti possibilità:

a) Se la Federal Reserve non taglia i tassi, sarà costretta a decisioni affrettate e sicuramente inefficaci un domani quando ormai anche l’economia soffrirà le conseguenze totali di questa crisi.

b) Se invece taglia i tassi,  i mercati vivranno un istante di euforia, scampato pericolo, per poi comprendere che in fondo se la FED ha tagliato è un messaggio negativo in quanto vede un reale e potenziale pericolo già in via di espansione, ammettendo il contagio. Ma quanto servirà questo taglio in un mercato che in media richiede sull’euribor circa 70/75 punti base in più del tasso monetario, figlio di una sostanziale diffidenza verso il sistema.

d) Forse uno shock momentaneo come un nulla di fatto, porterebbe allo scoppio definitivo di ogni bolla finanziaria in atto, un male nel breve termine per un interesse di lunga durata. Un segnale chiaro ed inequivocabile nei confronti della speculazione per sentenziare la fine del grande gioco, la fine dei CDO & CLO, la fine dei CONDUITS & SIV, preservare il sistema da un’altra stagione di speculazione e bolle finanziarie. In fondo per alcuni un dato sull’occupazione in frenata o l’ipotesi , solo l’ipotesi di un contagio all’economia del fenomeno subprime, non può far dimenticare che l’inflazione rialzerebbe la testa, persino quel fantasma dell’inflazione "core".

In conclusione l’ipotesi più probabile riguarderà il taglio di 25 punti base con un riferimento nella dichiarazione allegata alle solite prospettive inflazionistiche, un riferimento all’attenzione ai dati futuri e alle prospettive aumentate di recessione economica.

Vorrei ora solo per un attimo riproporvi una vecchia conoscenza il signor Richard Bookstaber, colui che creatore e protagonista di questa stagione di finanza creativa ha scritto il libro " A_DEMON_OF_OUR_OWN_DESIGN " una testimonianza della complessità di questo sistema, del potenziale distruttivo e delle sue possibili conseguenze:

 I mercati che abbiamo costruito ora, sono così complessi e le transazioni così veloci che situazioni apparentemente isolate ed eventi secondari, possono avere conseguenze catastrofiche”

Nel suo  libro dal titolo “ Un Demone nei nostri disegni: I mercati, gli hedge fund e i pericoli dell’innovazione finanziaria”, Bookstaber racconta che ogni derivato, con alcune eccezioni può essere facilmente rintracciato, ma se lo strumento è composto da troppe “fette” di ulteriori strumenti diventa sempre più complesso, in maniera che da un piccolo evento può nascere la sorpresa.

Il signor Bookstaber racconta la sua sete per il talento "quantitativo", un esperto di livello assoluto che ha lavorato per la Morgan Stanley e la Salomon  Brothers, in prima linea con ruoli attivi nella tempesta del 1987 e nella crisi del LTCM. ci comunica la complessità di tali prodotti, i derivati, "costruzioni" finanziarie dalle variazioni infinite destinati a sfalsare il rischio.

" Per quanto le crisi siano sbalorditive tendiamo sempre a vederle come inevitabili. I mercati sono rischiosi dopo tutto e vi entriamo a nostro rischi e pericolo. Comodamente attribuiamo le perdite fantastiche alle forze della Natura e all’inevitabile incertezza economica. (…) Virtualmente l’eccesso di crisi delle decadi passate ha radici nella struttura complessa dei mercati finanziari. (…) Le crisi nei mercati succedono non per i nostri sforzi nel migliorare gli strumenti dei mercati, ma a causa loro. Il rischio strutturale dei mercati finanziari è un risultato diretto dei nostri tentativi di migliorare il sistema, quelli che noi chiamiamo progresso. La velocità delle transazioni, l’integrazione dei mercati finanziari globali hanno accellerato la complessità degli strumenti finanziari rendendo le crisi inevitabili, un " demonio nei nostri disegni ".

Il signor Bookstaber dubita della possibilità che le autorità monetarie e di controllo possano impedire un disastro. I mercati finanziari sono sistemi altamente complessi che richiedono una correlazione per funzionare insieme, ma questa stretta correlazione permette si, che quando vi è un problema questo si trasmette velocemente attraverso il sistema, producendo disastri.

 “La soluzione è che Wall Street cerchi maggiore semplicità per non negoziare ogni strumento finanziario che possa essere inventato”

Credetemi, la mia commozione non ha limiti, quello che sussurro da tempo immemorabile e che da alcuni mesi urlo nel mio blog è la complessità di questo sistema, un sistema dove chiunque anche menti al limite della follia sperimentano le loro creazioni, la stessa complessità che pervade la nostra vita di ogni giorno e che alcuni si ostinano a chiamare "progresso".

Questa crisi resterà per sempre nella storia finanziaria, nella memoria dei suoi attori come un marchio indelebile, il sistema andrà rifondato, modificato, semplificato e non mi si dica che non possiamo tornare indietro per ricominciare.

La "privatizzazione" dei profitti e la "socializzazione" delle perdite come dice Nouriel, deve finire. La consapevolezza del rischio deve essere trasparente, accessibile a tutti.

Per concludere io farei molta attenzione ai flussi netti di capitale esteri denominati in dollari che verrà rilasciato martedi alle ore 15.00 in quanto tralasciando la tesi dei deficit gemelli non vi è alcun dubbio che gli investitori asiatici, Cina e Giappone in primis hanno contribuito in questi anni a sostenere il debito americano. Quando e come stanno incominciando i deflussi dalla moneta americana, come e quando la diversificazione delle riserve non solo asiatiche ma anche dei paesi mediorientali verrà trascinata dall’onda della fuga dal dollaro.

Questa crisi è una devastante crisi di fiducia, in un mare di liquidità dove migliaia di piccoli Long Term Capital Management rischiano o vivono l’insolvenza, in un ciclo sulla via del tramonto con un mercato del lavoro e consumi in progressivo deterioramento.

Una crisi improvvisa, inaspettata come la definiscono molti commentatori, analisti, attori principali del mercato.

Ma per favore smettiamola di manifestare la nostra sorpresa, il nostro sgomento per questa sostanziale " MORTE IMPROVVISA " del mercato interbancario.

Bill, il nostro ormai carissimo medico-lettore del blog ci ricorda che le metafore prese in prestito dalla medicina, sono di assoluto rilievo ed efficacia, in fondo ciò che accadde nella vita di ogni giorno, nella quotidianità, ci ricorda l’esempio di un imprenditore:

 " Un imprenditore che ha un’azienda con 49 dipendenti (51 creava ulteriori problemi), lavora tutto il giorno, almeno 12 ore con grande responsabilità verso se stesso  e verso i suoi dipendenti. Cosa dovrebbe fare alla sera quando torna a casa? Riposarsi. E invece no: va in palestra, si produce per due ore le sue belle beta endorfine e si sente nuovo, ricaricato, pronto per andare a ballare (per semplicità ne prendo uno pulito, che non si fa). Il sistema è fuori giri, ma ovviamente le capacità di compenso sono enormi e la cosa va avanti, molto avanti, troppo avanti.

Qualche raffreddore e poi influenza o simili vengono subito combattute con i farmaci di turno e “…via, riparti di slancio..” Un bel giorno sciatalgia acuta: e chi si ferma, “l’azienda ha bisogno di me ed io ho bisogno dell’azienda”.: cortisone e via, riparte di slancio… Accidenti, questa sciatica continua a tornare: intervento, il più veloce, “non posso fermarmi”.

E Via, riparte di slancio… “Accidenti, questa polmonite non ci voleva”. Ma ora, con una settimana di antibiotici, si guarisce subito… 
A questi ritmi il Sistema non può più sopravvivere, da troppi anni è fuori giri e allora, per sopravvivere questa volta va a bloccare il regolatore del metabolismo: la Tiroide.

Con una tiroidite autoimmune (anticorpi anti tiroide). Con la tiroide fottuta il sistema deve rallentare per forza.

 
Nooo. C’è l’intervento!! porta via la tiroide e prende l’Eutirox, così torna come nuovo e prosegue a fare la stessa vita.

 
Un giorno… Morte Improvvisa, si chiama proprio così: le cause non si conoscono ancora con precisione. Stava così bene…

Si definisce morte improvvisa la “morte che sopraggiunge inaspettata, che avviene entro un’ora dall’inizio della sintomatologia acuta, in soggetti in pieno benessere o in soggetti il cui stato di malattia cronica non faceva prevedere un esito così repentino”.

Si stima che ogni anno in Italia muoiano improvvisamente circa 70.000 persone.

Alla faccia dell’inaspettato… …

Concludo questo post con il riferimento che Voi conoscete alla fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, un Paese delle Meraviglie, i nostri mercati che stanno conoscendo la fine della Fiaba infinita:

Il Bruco rivolgendosi ad Alice le chiese: Chi sei, bambina?

In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta!

Devo dirti una cosa importante, bambina!

Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!

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18 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2007 at 07:45

Ciao Andrea , ottimo post !

Certo che mi sento fuori luogo in una nave di poeti e di filosofi , ma in fondo anche i mozzi sono sempre necessari e allora :>

Capitano Andrea io e lei ci dobbiamo scontrare sempre su una cosa : i dati !
Premesso che conosco i principi contabili ias/ifrs (quelli usati in europa) posso assicurare che le attività (in questo caso cdo ecc…)dovranno essere valutate a fair value e in questo caso a mercato .

I pricincipi contabili internazionali sono ispirati ai modelli anglosassoni di redazione del bilancio che hanno come obiettivo principale quello di dare informazioni useful agli investitori e soppratutto sull’ attitudine dell’ azienda nel sviluppare probabili flussi finanziari futuri (guardare anche le cash generanting ability)

Quindi la lehman è obbligata nel valutare a mercato le sue attività finanziarie ! A meno che non voglia fare un falso in bilancio , cosa che escludo totalmente perchè gli investitori non sono scemi e penso che ad ottobre la prima riga che leggeranno in nota integrativa e nell’ attivo di stato patrimoniale saranno sicuramente le attività finanziarie .

Ottobre si sta avvicinando ,preparatevi signori , la mia caccia a ottobre rosso inizierà presto !

Aye Aye Capitano !
By Fabio
The hunt for the red October

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2007 at 07:47

dopo ” allora : ” ci stava il mio “presente ! ” che me l’ ha tagliato

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 18 settembre 2007 at 07:58

Apprezzo il contributo dato da Andrea Mazzalai al più rapido disfacimento della già scarsa fiducia nel sistema finanziario. Una perla, poi, il riferimento alla stagflazione. Avanti così….

Scritto il 18 settembre 2007 at 22:10

” Apprezzo il contributo dato da Andrea Mazzalai al più rapido disfacimento della già scarsa fiducia nel sistema finanziario. Una perla, poi, il riferimento alla stagflazione. Avanti così…. ”

In fondo non è poi tanto difficile lasciare due righe senza firmarsi….

Chissà forse avrei dovuto infondere fiducia facendo dimenticare tutto ciò che è successo, anestetizzando il tutto per non disturbare i fautori del ” libero mercato ” coloro che giocano una partita estremamamente complessa sul filo del rasoio, memori dell’azzardo morale che presuppone la ” socializzazione delle perdite ” il salvataggio di ogni azzardo da parte dello Stato, dei Governi, delle Banche Centrali.

Sono mesi che segnalo nel mio piccolo, la moltitudine di iceberg che incrociano i nostri mari, sono mesi che parlo di etica e di irrazionalità umana, di edonismo finanziario ma qualcuno ha giocato con il fuoco e vorrebbe continuare a farlo. Chissà forse anche la Stagflazione è un fantasma della mia immaginazione; nei dati la componente energetica scende ma quella “core” continua a salire ed oggi il petrolio ha fatto un saltino sopra 81 dollari.

Signori, la Verità è figlia del Tempo!

Andrea

Scritto il 19 settembre 2007 at 01:36

“Apprezzo il contributo dato da Andrea Mazzalai al più rapido disfacimento della già scarsa fiducia nel sistema finanziario. Una perla, poi, il riferimento alla stagflazione. Avanti così….”

Senza tanti ragionamenti: il petrolio aumenta (se aumenta il costo dei trasporti aumenta tutto), le materie prime aumentano (due miliardi in più di persone stanno scoprendo il consumismo). Nel più grande centro di consumo mondiale (USA) il lavoro diminuisce (lavorano quei 2 miliardi a basso costo per l’utile delle sole aziende) e la maggior risorsa che sosteneva il consumo, rifinanziamento dei mutui, si sta prosciugando con effetto boomerang e necessità di abbassamento tassi.
Come fa a non venire la stagflazione?

In Medicina prima di tutto LA DIAGNOSI. Prima evidenzio il problema, meglio è, per ovvii motivi.

Se poi decido di fare lo struzzo o me la prendo con chi mi apre gli occhi, bhè, anche questo è libero arbitrio.

Bill

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 06:20

Che equipaggio Signori un equipaggio Meraviglioso.
E’ importante che Vi sia anche chi critica, chi stimoli la riflessione, il confronto, come Fabio, come l’anonimo della ” STAGFLAZIONE” ma avere un’identità aiuta a confrontarsi meglio.
In questa Isola non esiste la VERITA’ ASSOLUTA, esiste solo un oceano di ” visioni ” e opinioni che poi devono essere liberamente interpretate.

Ognuno di Voi ha visto quanto è successo ieri, la FED ha tagliato di 50 punti base.

Non ho avuto il tempo di esprimere la mia opinione, ma questo taglio rafforza se proprio ce ne fosse stato bisogno la ” mia opinione” che il prossimo anno l’ America cadrà in recessione! La prevenzione ha fallito, la medicina spesso e volentieri pure.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 09:23

Parlando fi Petrolio, vi suggerisco di dare una occhiata ad un modello chiamato Export Land Model, che mette la parola fine ad ogni speranza di mitigazione del problema esaurtimento.
Il concetto e’ piuttosto semplice: possiamo dividere le nazioni in due gruppi: esportatori ed importatori. Tutti e due i gruppi sperimentano, chi piu’ chi meno, una crescita costante dei consumi interni.
Gli esportatori, stanno sperimentando complessivamente un appiattimento/diminuzione della produzione, per svariati fattori, e a dirlo no sono io, ma i dati IEA e AIE.
Ora, i paesi importatori sono soggetti ad una forbice, dato che i loro consumi dovrebbero crescere (dettame dell’acrescita economica) ma l’offerta viene decurtata SIA dalla diminuzione oggettiva di prodotto estratto, sia dalla crescita dei consuni interana delle nazioni produttrici. E questa crescita non e’ per nulla trascurabile, prendendo Russia, Arabia e Iran, abbiamo un combinato di 5% di crescita annua dei consumi interni, e quasi 5% diminuzione di offerta. Noi importatori sperimentiamo un 10% di calo annuale.
In questi ultimi due anni, la stretta brutale dell’offerta e’ stata assorbita dalla distruzione di domanda dei paesi poveri, i primi ad essere stati esclusi dai prezzi stellari del greggio. Ma dal prossimo anno in poi inizieranno ad essere scalzati gli altri, e noi Italiani siamo tra i primi, nella cerchia dei paesi sviluppati.

Questo per dire che la crisi economica USA ed internazionale potra’ solo peggiorare, dato che le attivita’ produttive sono inestricabilmente legate alla disponibilita’ energetica, e quindi il motore del cosiddetto “sviluppo” sta’ per calare bruscamente di giri, per tutti.

Intanto la FED ha abbassato di 50 punti il tasso di sconto. Una bella pompata di anfetamine nel corpo del sistema, ma nessuna cura seria. Il botto e’ rinviato di un mesetto.

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 09:35

Ciao a tutti…
Marco

Petrolio a 200
Maurizio Blondet
19/09/2007
Bisogna fare la guerra all’Iran.
L’ha detto anche Kouschner (della grande famiglia dei Katz).
Lo ripete Fiamma Nirenstein: la guerra è un «antidoto» (1).
Antidoto contro cosa?
Contro il pacifismo del’Europa, il panciafichismo.
Ci ha rammolliti.
Bisogna fare la guerra per il nostro bene: guerra sola igiene del mondo.
Una volta era un detto fascista, ora delle Nirentesin e degli altri Katz.
E’ proprio inevitabile, ripetono tutti i giornalisti.
Si farà, l’Iran minaccia la legalità internazionale, la non-proliferazione.
Può sembrare incredibile la leggerezza dissennata, la frivolezza sinistra con cui stiamo scivolando in una nuova, in un’altra guerra non necessaria.
Dopo l’Iraq e la sua rovina, dopo il Libano devastato (un anno fa: già dimenticato, Israele non vuole che ricordiate), dopo l’Afghanistan ogni giorno più pericoloso.
Parteciperà anche l’Italia?
Io credo di sì: ho notizia di segretissimi spostamenti di avionica verso Brindisi.
Un altro Paese verrà devastato, altri milioni moriranno, anche l’Occidente verrà dissanguato e immiserito, ed è già sull’orlo del suo nuovo ’29.
Forse, però, non è leggerezza.
E’ un progetto ben congegnato.
Forse ha ragione l’anonimo che un mese fa ha scommesso che, entro il 21 settembre, le Borse mondiali precipiteranno – della metà, o almeno di un terzo.
Perché la natura della sua scommessa (con opzioni put) è tale che se le azioni calano meno di un terzo, il misterioso speculatore ci perde: anche un miliardo di dollari.
Se invece ha indovinato, ne guadagna 2 miliardi.
Qualcuno ha sospettato una speculazione «alla Bin Laden», come nei giorni precedenti l’11 settembre.
Qualcuno che sapeva, aveva scommesso sul ribasso delle due compagnie aeree coinvolte.
Poi molti lettori esperti, mi hanno scritto che quel trading non aveva niente di fuori del normale.
Va bene, d’accordo, abbiamo ecceduto in sospetti.

Beh, l’anonimo sta già indovinando: la disperata corsa agli sportelli della Northern Rock suggerisce che la crisi finanziaria si allarga, che è panico, e che ciò produrrà un crollo (o «severa correzione») dei «mercati».
A breve.
Ma basterà a far vincere l’anonimo?
Occorre pur sempre un crollo di – 33 %.
Però se alla crisi sistemica globale si aggiunge un attacco all’Iran, allora sì che basta.
Il petrolio schizza a 200 dollari al barile, la recessione si fa abissale e improvvisa, e la «severa correzione» farà dell’anonimo un ricco, più ricco di quel che è già.
Già se ne parla, negli ambienti che contano.
Il sito «24/7 Wall Street», che è emanazione del Wall Street Journal e di Dow Jone’s Market Watch, già dà per scontato il rincaro a 100 dollari del barile per fine anno; ora la discussione degli insider è non se, ma quando il barile toccherà i 200.
«Il mondo dovrà produrre 118 milioni di barili-giorno contro gli attuali 83 milioni, solo per soddisfare la domanda prevista per il 2030, secondo la Energy Information Agency» (http://www.247wallst.com/2007/09/with-oil-at-rec.html).
La guerra all’Iran potrebbe accelerare il momento.
Con diversi vantaggi per le petrolifere americane, che estraggono ancora parecchio in Arabia, a 5-7 dollari.
Così si capisce perché Ann Coulter, una giornalista molto filo-Bush, abbia detto durante un trasmissione televisiva: «E’ bene per Wall Street il bombardamento in Iran» (2).
Forse bisogna assegnare un altro significato all’uscita della Nirenstein, per cui la guerra a Teheran è necessaria «come antidoto».
Antidoto al crollo delle azioni detenute da costoro, antidoto alla crisi sistemica che può provocar loro dolori e una riduzione del potere, antidoto al dollaro debole?
Come ricorda il giornalista Paul Joseph Watson, il petrolio a prezzo basso non è mai piaciuto a lorsignori.
Nel maggio 2005, quando il Bilderberg si riunì a Monaco di Baviera, era a 40 dollari a barile.
In quella sede, Henry Kissinger rese noto agli altri Bilderbergers che era stata presa la decisione di far raddoppiare quel prezzo entro 12-24 mesi, il che è puntualmente accaduto, grazie all’aumento di tensione nel Golfo e alla «rovinosa guerra in Iraq».
Rovinosa per il popolo americano e per tutti gli altri, ma non per lorsignori.
Nell’incontro avvenuta a Ottawa nel 2006, secondo fonti interne, i signori del Bilderberg si sarebbero accordati per un barile a 105 dollari prima della fine del 2008.
Ciò agevolerebbe «spontaneamente» il progetto enunciato da Josè Barroso, capo delle Commissione Europea (e membro del Bilderberg): far passare l’Europa ad una «economia post-industriale, ossia a basso tasso di carbonio».

Il progetto è già stato precisato da Andris Piebalgs, responsabile dell’energia per la UE: riduzione dei consumi di un incredibile 20% entro 15 anni, il 20% dovrà venire da energie rinnovabili, il 10% dai bio-carburanti (3).
Non c’è forse da stroncare il riscaldamento globale?
Non ve lo ha spiegato il «Rapporto Stern», emanato da anticamere del Bilderberg?
Dovete ridurre i consumi.
Accettare l’arretramento dei vostri livelli di vita: e il rincaro dei cereali, dissennatamente impiegati a distillare bio-carburante, aiuta.
Il rincaro generale dei prezzi vi renderà spontaneo ridiventare poveri; e così la disoccupazione di massa che vi colpirà, vi renderà più dipendenti dai poteri costituiti e da quelli occulti.
Il terrorismo globale e la guerra all’Iran vi renderanno docili davanti all’ineluttabile miseria: siamo in guerra, dopotutto.
Tempi di penuria e di razionamento.
Solo che il razionamento non sarà di Stato, ma di «mercato»: niente tessere annonarie, saranno i prezzi a decidere quanti mangeranno e quanti andranno in macchina, o faranno turismo in aereo.
La classe media sparirà, finalmente: la sola che pretende di partecipare, che sta protestando contro le oligarchie, che reclama la sua parte di legittimo potere.
Via la classe media, ha scocciato con la sua sovranità popolare.
Vada a razzolare nei bidoni della spazzatura; non avrà tempo di «fare politica» e chiedere democrazia.
Come i negri in USA, che non votano da quando la loro situazione sociale è passata da classe operaia a disoccupati cronici, anzi inoccupabili, tossicodipendenti, ragazze-madri quattordicenni; e tutti gli altri, consumatori a debito, indebitati sub-prime.
Il petrolio alle stelle aiuterà.
L’ecologismo darà la giustificazione.
La guerra sarà di antidoto.
E’ un progetto deliberato?
Non mancano gli indizi.
Come rispondono le Banche Centrali (FED e BCE) alla crisi?
Mettendo soldi in tasca agli speculatori finanziari colpevoli della rovina, riempiendo le banche di liquidi per i quali – già da tempo – le banche non trovano solidi aspiranti a farseli prestare (perciò hanno indebitato gli insolventi).
Naturalmente, l’uso giusto di quel denaro creato dal nulla sarebbe tutt’altro: vasti programmi di riabilitazione di infrastrutture, miglioramento dell’istruzione, creazione di lavori e di salari decenti. Incentivi al risparmio (in Italia, Visco lo vuol tassare di più).
Ritorno all’economia reale e al mercato interno.

Le banche stringeranno l’orrendo credito al consumo che ha gonfiato gli americani come capponi, perché con quei liquidi si cureranno i loro bilanci malconci.
Più occhiute nel concedere i mutui, e mutui più cari – in aggiunta a gasolio e alimenti più cari.
Il resto è un piano inclinato, già disceso nel decennio ’29 – ’39.
Meno mutui, ribasso dei prezzi immobiliari.
Di conseguenza, rallentamento dell’edilizia e delle industrie annesse, dal cemento ai mobili.
Quindi, più disoccupati.
Ossia ulteriore restrizione dei consumi.
Recessione accelerata.
Azioni che cadono: e dunque fondi-pensione che pagano pensioni minori, fra l’altro.
In USA, già la disoccupazione reale supera il 10%, contro la cifra ufficiale del 4,6%, che non tiene conto dei lavoratori part-time perché non trovano lavoro a tempo pieno, né di quelli troppo scoraggiati per cercar lavoro.
Ogni sistema ideologico in fase terminale finisce con la menzogna statistica.
Tutti i fattori negativi si stanno congiungendo, aggravandosi a vicenda.
I banchieri centrali lo sanno benissimo: ma sono anch’essi soci, o ospiti, del Bilderberg.
Stanno applicando il progetto – loro non perderanno l’emolumento, né li preoccupa il caos e la violenza: hanno le guardie del corpo, le ville corazzate, gli alti muri.
La Banca Centrale Europea mantiene altissimo l’euro, vuole portarci al punto che chi produce non potrà più esportare niente, specie nella recessione che incombe.
Mario Baldassari ha chiesto un freno a questa disastrosa rivalutazione dell’euro sul dollaro, e anzi «una nuova Bretton Woods» (4), dove la Cina sia costretta a lasciar fluttuare la sua divisa, tenuta artificialmente bassa, per decreto, per esportare.
Ingenuo economista: come se i banchieri non lo sapessero, quel che occorre.
Solo che non vogliono.
Il disastro esterno – la guerra – è l’antidoto al disastro interno, da loro provocato.
Guerra sarà, il Bilderberg reclama il suo barile a 200.
E’ buono per Wall Street, per Israele e il Bilderberg.
Come si preparano le oligarchie italiane al nuovo clima?
Hanno compiuto arresti di non so quale pericoloso gruppo neo-nazista di qualche decina di fessacchiotti.

La cosa allarmante è come hanno dipinto il fatterello i TG: con la voce incrinata…

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 09:38

La cosa allarmante è come hanno dipinto il fatterello i TG: con la voce incrinata dall’indignazione, mostravano i pericolosi oggetti trovati nelle case dei pericolosi neonazisti.
Così, ad occhio e croce, era materiale che si trova in ogni mercato delle pulci e in ogni vendita di «militaria».
Ritratti del duce, annate di Signal, manifesti repubblichini, generalmente vanno a ruba alla fiera di Novegro (Milano), insieme all’immancabile elmetto tedesco arrugginito.
In ogni casa si può trovare materiale così.
Lasciatevelo dire da uno che ha già visto la precedente «strategia della tensione»: questo è un segnale.
I parassiti pubblici, che già danno a Beppe Grillo del proto-fascista, vogliono creare l’atmosfera e preparare i pretesti legali per la repressione della protesta, sotto l’intoccabile egida dell’antifascismo: puntano sul riflesso pavloviano del popolo di sinistra (così si disamoreranno di quel Grillo); in perfetto accordo con le Nirenstein e tutti gli altri Katz che strillano su un «risorgente antisemitismo» in Europa: «antisemiti» sono quelli che potrebbero non applaudire la guerra all’Iran, anzi magari opporsi.
Azzittirli subito, cominciando da fessacchiotti impresentabili.

Maurizio Blondet

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 11:57

Stamane sono risalito in superficie. Ho fatto scorta d’aria ed ero incantato da alcune nuvole che passavano su di me. Poi è passata una procellaria . Aveva un messaggio di Maurizio Blondet. L’ho letto velocemente. Ho chiuso tutti i portelloni ed ho portato il nautilus in fondali tranquilli. A rileggere e riflettere su quel messaggio. A riflettere…ettere…ettere…
saluti nautilus

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 12:52

Vai cosi GRANDE CAPITANO !!!! tini la barra e… aperte le comunicazioni per tutto l’equipaggio !!!!! :))

Roberto.

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 14:09

Interessante vedere come, a fronte di una riduzione di 50 basis points del tasso di sconto, il LIBOR sia sceso si soli 39 punti, e l’overnight di soli 25.
Questo vuol dire che la situazione si è semplicemente tradotta in un ulteriore ampliamento del gap dei tassi, dettato dalla sfiducia.
ora vediamo se il libor continuerà a scendere o meno, ma non credo proprio, dato che la crisi del settore edile si è eulteriormente aggravata e quindi tutta la pacottaglia delle obbligazioni sono sempre più velenose.

Marketwatch: Dollar LIBOR rates — the interest rate banks charge each other — fell Wednesday following the Federal Reserve’s decision to cut its key rate by half a point to 4.75%. The overnight rate dropped to 4.94% from 5.33% on Tuesday and the three-month rate fell to 5.24% from 5.59%, according to data from the British Bankers’ Association

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 14:48

Beh il mio commento iniziale era pre – taglio dei tassi !

Anche questa volta la realtà ci insegna che l’ economia e le scelte degli uomini sono tutt’ altro che prevedibili ! Chi si aspettava un taglio simile ? Ma in fondo lo sapevamo tutti che non era da escludere se ci si voleva salvare !

Ah giusto il prezzo di tale manovra nessuno se lo scorda : INFLAZIONE !

Potremmo tirare avanti per qualche mese , un anno , o forse di + … ma dove volete che vada un economia basata sul debito ?

Penso che a livello operativo come ho sempre ribadito , ora è il momento giusto per restare liquidi e sempre , pronti al momento giusto per virare ! … questi sono mari pericolosi ….anche se qualche obbligazione area Euro non la disprezzerei anche se i rendimenti sono quelli che sono !

Attendo altri post di Andrea
Ciao a tutti
By Fabio

Ps: i risultati di lehman ribadisco sono veri …ma non capisco perchè tutti si siano così esultati , un azienda che faceva + 20 a trimestre e passata a -3 ……

“le attese” sono un altro strumento inventato per giocare sulla pelle dei piccoli speculatori

The hunt for red october !

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 14:49

questo mercato non vuole saperne di scendere, fosse successo tutto ciò quattro anni fa, sarebbe successa un’ecatombe. altro che malato terminale! questo mercato è uno zombi…ma credo che il D.J. potrebbe veramente arrivare a 17.000.
firmato visionario

Anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 19:05

Capitano Andrea aziona il sonar ed ascolta il lento fluire…..

Run on Northern Rock Bank – Now in Denmark Too
September 19, 2007 (LPAC) – The troubled British bank Northern Rock has in the recent period had an aggressive campaign in Denmark to get Danish customers to deposit money in their bank. With interest rates of 5% for a normal bank account, which can be accessed from day-to-day, Northern Rock has gotten 10,000 Danish costumers, with a balance 3 billion pounds. The Danish daily Jyllands-Posten reported yesterday in a front page article, “Worst banking crises in 30 years,” that nervous Danish costumers were trying to get their money out of the bank, as in the UK.The headline was accompanied a picture of people in Britain making a run on the bank to get their money, reminding many of the history books pictures of the run on the bank in the 1930s, only this time in color.

More Insanity: Northern Rock to Use MBS Junk as Collateral
September 19, 2007 (LPAC)–Despite a “unlimited credit line” from the Bank of England, the share price of the British Northern Rock Mortage bank plunged another 20% today. Meanwhile Northern Rock is being seen as about to draw on the extraordinary unlimited credit facility extended to them by the Bank of England (BoE) last week. One of the bank’s funding vehicles, a “conduit” called Granite 07-3, holds 5 billion pounds in residential mortgage backed securities (MBS), which Northern Rock claims it can use as collateral for drawing on the BoE credit facility: “The Granite 07-3 issue was repurchased by Northern Rock. If required, these notes can be utilized as eligible repo collateral for the purchase of drawing on the Bank of England facility,” a statement by Northern Rock stated.
The move follows the fact that as much as 4 billion pounds of Northern Rock’s 24 billion pounds worth of deposits have been withdrawn in the run on the bank which began last Friday.
Following the BoE announcement that it would guarantee deposits, panic withdrawals have somewhat subsided, but Ambrose Evans Pritchard of the Daily Telegraph reports that the European Union might challenge the bailout as a breach of EU laws. A spokesman for Neelie Kroes, competition commissioner and well known Thatcherite, said that they are “monitoring the situation” because it might violate competition laws.
NR announced that they plan to go ahead with a 60 million pound dividend to investors, despite the collapse. Liberal Democratic Party Treasury spokesman, Vince Cable said it was “outrageous” that the government’s guarantee for savers was also extended to shareholders and directors who had “run the risk of collapse. He called for the NR’s CEO, Adam Applegarth to be sacked. One city source is quoted in today’s Guardian as saying that shareholders will be asking for the heads of a few of the bank’s directors.

House Passes a Mortgage Crisis Bill Ignoring the Mortgage Crisis
September 19, 2007 (LPAC)–The House of Representatives yesterday passed by a wide margin HR 1852, a “comprehensive reform of the Federal Housing Administration,” which is likely to be introduced in some form in the Senate today, by Sen. Christopher Dodd (D-CT). This Act would put the FHA in the subprime mortgage lending-insurance business, allowing it for the first time to insure mortgage loans which involve no initial downpayment, are issued to “high-risk” borrowers, and are what are colloquially called “jumbo loans,” up to 125% of the average home price even in “high-cost states” like California, Florida, etc.
The ongoing rise in mortgage-loan interest rates, especially for jumbo loans, and the plunge in housing prices which is just now gathering steam, would involve the FHA in large losses if this program is passed and it attempts to implement it, as a few Congressmen have pointed out in hearings. But the initiating House Financial Services Committee press release announcing the bill’s passage, issued Sept. 18, ignores this threat arising from the accelerating mortgage bubble collapse.
HR 1852 is originally a bill introduced in March 2007 by Financial Services Housing Subcommittee Chairwoman Maxine Waters (D-Calif.), but some of the most important provisions are amendments added in Chairman Barney Frank’s (D-Mass.) mark-up just before the House vote.

saluti nautilus

Anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 19:19

La carne per la macellazione…

Milano – Che cosa sta succedendo? chiediamo a Mario Breglia, presidente dell’istituto di ricerca Scenari immobiliari.
«I tassi in realtà sono già aumentati molto nell’ultimo anno e hanno falcidiato la domanda»

La gente non ce la fa?
«Non solo. L’effetto immediato lo si è avvertito proprio tra le banche, che hanno progressivamente diminuito la percentuale di importo mutuabile. Se fino a un anno fa era possibile farsi finanziare il 75%, ma anche il 95%, del costo di un immobile, oggi non si sale sopra il 50-60%».

Quindi l’acquirente ha bisogno di più denaro proprio
«Sì, e questo va a colpire le fasce più deboli. Nell’ultimo paio d’anni avevamo assistito a un mercato che abbiamo definito “mutuodipendente”, che acquistava a credito immobili con prezzi inferiori ai 200mila euro. Giovani, immigrati, le fasce deboli appunto. Con 600 euro al mese potevano finanziarsi per 100mila euro in vent’anni. Una coppia di giovani poteva farcela. Oggi occorrono 800 euro. É molto più difficile».

In tutto questo c’è relazione con le vicende legate ai subprime americani?
«Questi sono i nostri “subprime” di fatto. L’effetto dei tassi e delle vicende d’Oltreoceano è combinato, e ha avuto un unico effetto: creare preoccupazione nelle banche, che hanno stretto i rubinetti»
Giovani e immigrati, ha detto. Quanto vale questo mercato?
«I soli immigrati rappresentano oggi il 16-17% delle compravendite. Nelle province più importanti salgono al 20%. A Roma al 25 per cento».

saluti nautilus

Anonimo
Scritto il 19 settembre 2007 at 23:37

Capitano o mio capitano !
vorrei tracciare sul radar di nuovo la rotta per il porto dell’ Etica. Di cui ormai si conosce il nome ma non la destinazione. Perche’ oggi non c’e’ fiducia, perche ogniuno nel fare il propio lavoro si e’ voltato dall’ altra parte quando avrebbe dovuto dire basta! Abbiamo una volta per tutte il coraggio di dire che spesso nella paura di perdere il cliente alcune societa’ di revisione contabile sono spesso troppo impegnate a far compiacere la committenza che a fare il loro dovere. Chi non puo’ vedere che di fronte all’enorme massa di nuovi prodotti/strumenti le societa’ di rating hanno visto nuove aperte praterie di conquista su cui scorazzare e raccogliere fees gonfiando i portafogli, annegando le responsabilita’ sotto volumi di disclaimer, come non possiamo vedere che se Banche d’ Affari sono azioniste di agenzie di rating forse qualcosa non funziona! Cosa succedera’ mai si dissero tutti…chiudendo un occhi ma anno dopo anno il sistema e’ diventato strabico…certe cose non le si possono piu’ dire anche se tutti le sanno! Che senso ha la richiesta della Banca d’ Italia di chiedere alle Banche Italiane quale sia la loro esposizione al fenomeno sub-prime…assomiglia alla auto-certificazione antimafia…mentre poco mi pare sia stato fatto per far capire al mercato cosa sia successo nel caso Italease e come una societa’ di leasing si stia leccando le ferite su operazioni derivate.
Per cui Andrea grazie ancora di poter permettere tramite il tuo blog uno scambio apreto di opinioni…lontano c’e’ il porto dell’ Etica su cui dirigersi…ma vi sono molti scogli e sofferenze prima di arrivarci…e forse pochi sono disposti a puntare la barra su tale rotta.
Saluti e complimenti come sempre
Massimo

p.s. a proposito dei disclaimer ce lo vedi un ingegnere progettista che dopo aver calcolato il ponte si rintana e dice che la sua e’ solo un’ opinione e che se il ponte cade mica e’ sua la responsabilita’…per cosa viene allora pagato !

Anonimo
Scritto il 24 maggio 2008 at 20:42

Ho letto su internet un articolo del corriere della sera riguardo il rischio di una nuova era glaciale, visto come stanno andando le cose è molto probabile, leggendo l’articolo sullo studio mi ha colpito un paragrafo, quindi chiedo:
perchè aspettare lo scadere dei sette anni di Kyoto, e se tutto avvenisse prima dei sette anni?
I grandi studiosi si sono posti questa domanda? Quindi sarà buona norma prevenire prima dei sette anni e non rischiare, così facendo, forse e ripeto forse, si potrebbe iniziare a fare qualcosa per prevenire o quantomeno intensificare gli studi sui ghiacciai e trovare almeno una soluzione, so che non è facile ma almeno potremmo provarci e impegnarci tutti ad avere un pizzico di buon senso e pensare soprattutto anche ai nostri figli perchè il nostro futuro sono loro.
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