LA SFERA DI CRISTALLO!

Scritto il alle 07:39 da icebergfinanza

The Crystal Ball,Skull.John William Waterhouse

Secondo quanto stà scritto su Wikipedia la sfera di cristallo, viene talvolta chiamata anche palla o bolla (in lingua inglese: Crystal ball), ed è un mezzo utilizzato in genere da medium e veggenti per prevedere azioni o situazioni che si svolgeranno in futuro o mettersi in collegamento con persone dell’aldilà. Può essere in vetro o cristallo.

 

Diverse tribù celtiche, conosciute per aver popolato le isole britanniche fin dal 2000 a.C, sono state unificate da stregoni chiamati druidi. Pare che i druidi praticassero la divinazione per merito di cristalli di quarzo.

 

La loro influenza era sia sociale che religiosa. I druidi non erano solo l’equivalente dei nostri sacerdoti; spesso erano anche filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. I druidi collegavano i celti con i loro numerosi dei, erano responsabili del calendario lunare e guardiani del "sacro ordine naturale".

 

Il “sacro ordine naturale”, lo stato delle cose! La Federal Reserve, e la Banca Centrale Europea in subordine rappresentano oggi sui mercati mondiali i druidi dei nostri giorni, i sacerdoti dell’economia, con una loro filosofia, un gruppo di persone composto da “grandi” accademici, studiosi, analisti, ricercatori, responsabili del “calendario lunare” capaci di sovvertire con una sola parola, con la loro “filosofia” l’andamento del “sacro ordine naturale”.

 

La spasmodica attesa ad ogni riunione delle banche centrali, le parole, le considerazioni, le virgole e i punti di questi druidi moderni vengono sistematicamente soppesate, analizzate, sviscerate nei minimi particolari. L’esaltazione e la depressione si alternano nella scia delle loro previsioni e diventano come un fiume in piena che tutto copre, tutto travolge.

 

L’inflazione è oggi in ogni angolo delle sfere di cristallo delle banche centrali, sfere di cristallo inondate da un oceano di liquidità, sfere di cristallo talmente limpide e trasparenti che ognuno vi legge la sua versione del futuro.

 

“C’è pochissimo in economia che chiami in causa il sovrannaturale. Ma c’è un fenomeno che è stato per molti una tentazione in tal senso. Guardando un foglio rettangolare, spesso di mediocre qualità, che raffigura un eroe nazionale o un monumento o un’immagine classica vagamente ispirata a Pieter Paul Rubens o a Jacques-Louis David o a un mercato di verdura particolarmente ben fornito e stampato con inchiostro verde o marrone, essi si sono posti questa domanda: Perché una cosa che in sé è così priva di valore deve essere così evidentemente desiderabile?

 

Con queste parole un grande economista, J.K.Galbraith ricorda la magia di una banconota, la magia di un pezzo di carta che dopo la fine degli accordi  Bretton Woods è stato slegato dal valore teorico di un metallo insignificante come l’oro!

 

Oro che le Banche Centrali di mezza Europa, stanno vendendo per dimostrare ancora una volta a chi non lo avesse capito, il valore di una banconota, un atto di fiducia immenso, un foglio di carta leggero riproducibile all’infinito e senza generare inflazione, come la storia recente insegna!

 

Magie di una sfera di cristallo! Le leggi dell’economia cambiano, si modificano e la storia viene scritta su un pezzo di carta, indistruttibile, non su un metallo insignificante come l’oro.

 

La tentazione dei mercati rivolta alla magia di una banconota, il ricordo dei bei tempi passati dove il druido Alan Greenspan, attraverso la sua sfera di cristallo, trasformava il mondo in una gigantesca “Crystal Ball”.

 

Prendo lo  spunto da un articolo apparso tempo fa sul SOLE 24 ORE a firma Riccardo Sorrentino, secondo il quale la Banca Centrale Cinese ha espresso tutta la sua contrarietà per le nuove linee guida del Fondo Monetario Internazionale, secondo le quali ogni Paese, nel definire le politiche valutarie, deve evitare di creare “instabilità esterna” ed entro nella sfera di cristallo mondiale!

 

In sintesi gli squilibri mondiali vanno corretti con una maggiore flessibilità delle valute ad incominciare dallo yuan.

 

La risposta cinese devo ammettere che è stata da manuale e mi da l’occasione per affrontare forse il vero motivo per cui le banche centrali stiano attuando una politica restrittiva con riferimento dichiarato o meno alla Massa M3 che riserva potenzialità inflative.

 

Secondo la Banca del Popolo Cinese per creare stabilità finanziaria, dovrebbe rafforzare la sua sorveglianza su quei Paesi che emettono le monete maggiormente usate nelle riserve valutarie. Parlavano forse degli Stati Uniti, facevano riferimento alla Federal Reserve?

Molti economisti sarebbero in parte d’accordo, continua l’articolo, l’emissione di moneta è oggi in buona parte una decisione tecnico-politica che viene presa al di fuori di qualunque mercato.

Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla Banca Centrale Europea sul suo sito (http://www.ecb.int/press/pdf/md/md0705.pdf ) la massa monetaria M3 ha toccato i massimi da circa 17 anni a questa parte. Le statistiche della BCE rivelano un aumento del 10,7 % della massa monetaria M3 con un rialzo dal dato riferito a aprile che fu del 10,4 % e quindi sui livelli massimi che furono registrati a marzo con un rialzo del 10,9 %

Ma cosa è la massa monetaria M3 e che importanza ha rispetto all’inflazione, alle politiche monetarie, perché la BCE enfatizza questo dato mentre in America la Federal Reserve non la pubblica più!

La spiegazione ufficiale la troverete al seguente indirizzo:

 (http://www.federalreserve.gov/releases/h6/discm3.htm ) Secondo la Federal Reserve la massa M3 sembra non rilasciare alcuna informazione supplementare sulla attività economica, che non sia già compresa nella massa M2 e non svolge un ruolo determinante nel processo di politica economica da molti anni, quindi la FED ha deciso che i costi relativi alla raccolta dei dati superano di gran lunga i benefici!

E la Bce che fa, continua a gettare tempo e denaro a rincorrere un dato che non ha più nessun valore? Siamo così intellettualmente indietro rispetto agli americani da perdere il nostro tempo con un dato che nasconde la sua assoluta inefficienza!?

O la Federal Riserve ha in passato e sta tuttora innondando il mercato con quella che si può chiamare eccessiva creazione di moneta? Private equity e speculatori di mezzo mondo ringraziano!

Affidandomi al libro di Fabrizio Galimberti “Economia e pazzia, Crisi finanziarie di ieri e di oggi.” che consiglio a tutti di leggere per l’incredibile attualità di vicende delle storia finanziaria che l’autore magistralmente racconta con semplicità e grande senso di humor, faremo un salto nel passato!

Nella Svezia del XVII secolo la valuta, ricca di rame ma povera d’oro era anche rappresentata da lastre di rame pesanti fino a 15 chili. Johan Palmstruck ricevette dal Re di Svezia l’assenso a fondare una banca per alleviare la circolazione monetaria, stampando banconote che potessero essere rappresentative anche della moneta metallica sottostante.

All’inizio le cose andarono bene ma successivamente il Banco incominciò ad emettere più “moneta di carta” di quanto fosse permesso dalle riserve metalliche (oro, argento e rame) e la banca fallì.

Il gold standard (detto anche sistema aureo) è un sistema monetario nel quale la base monetaria è data da una quantità fissata d’oro. Si possono distinguere tre casi: nel primo l’oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea); nel secondo viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro); infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo parzialmente, risultando il valore della quantità di banconote emessa un multiplo del valore dell’oro posseduta dallo stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro)

( http://it.wikipedia.org/wiki/Gold_standard )

Nel 1716 John Law diede origine in Francia ai tempi del reggente Filippo,  dopo innumerevoli tentativi falliti, alla prima banca privata  che emetteva moneta cartacea in cambio di depositi in moneta metallica, capitalizzata da un gruppo di investitori privati.

L’allora ministro delle finanze, il duca di Noailles,  Saint Simon osservò con estrema lucidità che una banca che emette moneta cartacea può essere tentata di farlo al di là delle sue riserve in metallo prezioso e questa tentazione era più probabile in una monarchia assoluta come quella francese, soggetta alle necessità di guerre mal condotte.

Tutti sappiamo o molti conoscono la grande bolla di Parigi e il Mississippi e la sua naturale evoluzione finale.

Oggi i mercati dispongono, secondo alcuni, di una sfera di cristallo dalle proprietà fantastiche!

Spesso in passato mi sono chiesto quanto possa essere determinante l’analisi tecnica nel prevedere i possibili cambiamenti di trend di lungo periodo, quanto l’analisi tecnica immersa nei suoi indicatori sullo stato dei mercati e nelle rappresentazioni grafiche fosse in grado di percepire i cambiamenti fondamentali in atto.

 

L’analisi tecnica studia sostanzialmente le tendenze dal punto di vista grafico con lo scopo di individuare i prezzi futuri delle azioni, obbligazioni, valute, commodities e quant’altro. Una sfera di cristallo grafica che permetta di individuare i punti di svolta, le tendenze dei mercati finanziari.

 

Secondo l’analisi tecnica invece i mercati seguono tendenze ben definite che sono individuabili con l’aiuto di grafici, con un’impostazione di fondo psicologica.

 

Entusiasmo, euforia, pessimismo, depressione sono sintomi che esulano dalla conoscenza di informazioni che possano condizionare le scelte degli investitori.

 

Potremmo definire forse in altra maniera lo scatto di orgoglio avuto ieri da parte dei mercati americani?

La psicologia dei mercati, le tendenze, accelerazioni che si alternano a crolli improvvisi sono una manna per chiunque voglia cercare di studiare la psicologia umana!

 

La marea di dati a getto continuo che escono dai mercati, macro e micro economici, notizie, previsioni, studi, rating, analisi sono tutti un misto di soggettività ed oggettività che si riversa nella mente degli investitori.

 
I mercati scontano, anticipano, le quotazioni incorporano, sottovalutano e sopravalutano il futuro andamento di una sfera di cristallo.

 

Nella mia sfera di cristallo, non vi sono catastrofi o diluvi universali in arrivo, ma un oceano di dati oggettivi che rendono questa palla colorata alquanto grigia. Sarà forse la materia grigia del mio cervello che intravede questo scenario?

 

E’ tutto alquanto relativo nelle sfere di cristallo, ognuno vive la sua, ci crede e la racconta come meglio crede. Basta scuoterla e con la fantasia scompare tutto ciò che non piace.

 

Non piace vedervi un ciclo che giunge al termine, un’esplosione di irrazionalità che stà contagiando il mondo virtuale della crescita sostenuta dal debito, non piace comprendere che anche il mercato immobiliare è nella sua dinamica facilmente mortale e non infinito, non piace scoprire che in fondo l’occupazione come abbiamo più volte visto è un’illusione statistica.

 

Spaventa il pensiero che consumi e investimenti stanno per essere riposti temporaneamente nel cassetto, spaventa pensare e credere  che i “rifiuti tossici” di provenienza subprime stiano contaminando l’oceano candido di valutazioni talvolta irreali e costruite sull’isola dei conflitti di interesse, inquieta vedere la corsa infinita di quel liquido nero chiamato petrolio che rischia di inquinare le acque delle nostre magiche sfere di cristallo. 

Ma in fondo è pur sempre un gioco, un gioco che nasce dalla forma della nostra Terra, una rotondità che ricorda le mille bolle dei giochi da bambino, le sfere di cristallo delle favole e il cerchio che piano, piano si stà chiudendo.

E’ un mistero come la realtà venga sistematicamente travolta dalla fantasia, dall’immaginazione, la soggettività prende costantemente il posto dell’oggettività!Un campo di battaglia tra diverse opinioni, stili e analisi sui mercati, ottimismo e pessimismo si alternano nel giro di poche ore tra speranze e timori.Una serie impressionante di studi empirici testimonia che la teoria economica, la scienza economica  per eccellenza sostiene che i mercati hanno una loro base di efficienza, molto ridotta, soggetta a continui e repentini cambiamenti per’altro non identificabili.

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18 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2007 at 09:43

Penso sia la reale interpretazione della cosidetta “Scienza economica”
Complimenti la seguo da diverso tempo apprezzandola, ma questo articolo ha posto l’accento su quella che ritengo sia una illusione collettiva.

utente anonimo
Scritto il 13 luglio 2007 at 10:31

Per l’ autore del blog Andrea …. ha mai pensato ad aprire un forum all’ interno del suo blog ?

Scritto il 13 luglio 2007 at 20:20

La scienza triste, l’economia che noi dobbiamo assolutamente riempire di valori, una finanza che abbisogna di onestà, correttezza, rispetto! Un club per eletti che deve diventare di tutti una scienza al servizio della comunità e non del potere, del profitto. I padri dell’economia in fondo erano anche filosofi morali che amavano cercare una soluzione per il bene comune! L’economia deve riprendere il suo posto, la finanza non può essere derivata sino alla deviazione totale, al servizio dei conflitti di interesse. Utopie? Sono utopie le speranze che riconoscono al libero mercato la capacità di risolvere da solo le crisi, sono utopie le speranze che vedono nelle autorità di controllo la medicina di ogni male. Uno dei maggiori esperti di prodotti derivati, richiama nella semplicità, nella non complessità la soluzione agli squilibri di questo tempo. In fondo il mondo è sempre più complicato, più complesso per dirla in parole povere, la semplicità non è di questo mondo. In questi ultimi giorni abbiamo davanti agli occhi la potenza delle mani forti, la magia della seduzione, come i mercati siano in balia di un’unica regia psicologica. Ma di questo parleremo nel prossimo post! Ciao e grazie! Andrea

Scritto il 13 luglio 2007 at 20:25

Per quanto riguarda il forum, il confronto, lo scambio di idee, un giardino dove ognuno semini le proprie idee, le proprie analisi, le proprie aspettative sarebbe un sogno, sempre e comunque nel rispetto dell’altro. Nei commenti esiste tutto lo spazio per scrivere anche un poema, ma purtroppo non avrei nel il tempo, ne l’esperienza tecnica per aprire un forum. Questo blog è un cammino, impegnativo in quanto non è un lavoro e non può sostituire la fonte di sostentamento principale, un cammino fatto a volte “rubando” il tempo alla Famiglia, a volte alle ore della notte! Un cammino che mi fà crescere professionalmente, culturalmente e umanamente, un cammino insieme a Voi, artefici principali di questo Blog. Ogni pensiero, ogni idea va comunicata, senza paura di scrivere o parlare di ovvietà, di argomenti scontati perchè il pensiero di ognuno è importante, può far riflettere e comprendere anche i nostri errori, perchè nessuno è portatore di Verità assolute. Idee e pensieri comunicati sempre nel rispetto della Libertà dell’altro.
Nel limite del possibile risponderò sempre, privatamente e pubblicamente nei commenti, talvolta a tarda sera, talvolta di notte, ma Voi potete esprimervi liberamente e cosa a cui più tengo specialmente riguardo all’ etica e alla dimensione umana dell’economia e della finanza, al servizio dell’uomo e non solo del profitto.
Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 08:30

Una lettura perchè dal passato capiamo il presente :

“un articolo del giugno 2001 ”

Le profezie dei migliori specialisti al mondo sono confortanti: un anno di crescita
di Giuseppe Turani

Eravamo partiti benissimo, nel 2000, e siamo arrivati alla fine un po’ acciaccati e con molte perplessità. Quindi si vorrebbe sapere che aria tira per il 2001, anche se sappiamo già che non è destinato a essere un annno facilissimo. Basti dire che, per quanto riguarda l’economia più grande del mondo, l’America, c’è chi prevede tutto sommato un buon andamento,e chi invece prevede addirittura lo scoppio di una recessione grave e che finirebbe per coinvolgere tutto il resto del mondo. Poiché, pur nell’incertezza, qualche previsione va fatta, comunque, possiamo provare a esaminare quelle del settimanale BusinessWeek, che ha chiesto l’oroscopo del 2001, per quanto riguarda l’America, a ben 54 fra i più quotati esperti. E le loro opinioni, come è facile immaginare, sono risultate fra le più varie. Può consolare, comunque, il fatto che alla fine delle sue consultazioni il settimanale americano ha calcolato quali sono i valori di “consensus” ed è arrivato a queste cifre. Nel 2001 la crescita in America sarà del 3,1 % (quindi niente recessione), ma con un particolare interessante: nel primo trimestre del prossimo anno gli Usa partiranno con una crescita molto bassa (2,9 %); nei mesi successivi, però, questa crescita andrà facendosi sempre più robusta. Al punto che alla fine del 2001 gli Stati Uniti avranno un’economia che cresce al ritmo del 3,4%, che è un bellissimo risultato. Secondo l’opinione dei 54 più affermati analisti d’America, insomma, nel 2001 non ci sarà recessione e, anzi, l’economia americana andrà migliorando di mese in mese. Questo, naturalmente, non significa però che le cose andranno davvero così. Ma che i migliori esperti lo prevedano, può certo essere di conforto. Per l’area Euro gli stessi specialisti prevedono in pratica l’identica crescita americana: 3,1 %. Nel 2000, però, l’Europa era cresciuta un po’ di più: 3,4%. In sostanza, l’anno prossimo l’Europa rallenta un po’, ma la sua crescita rimane comunque sempre molto forte. Per quanto riguarda l’Italia dobbiamo consultare un’altra fonte, e cioè la banca d’affari americana Merrill Lynch, ma anche qui le notizie non sono pessime, in verità. Nel 2001 l’Italia crescerà del 2,6 % (contro il 2,7 % di quest’anno), ma nel 2002 crescerà del 2,9%. Insomma, niente crisi e crescita economica piuttosto buona anche se inferiore a quella che ci piacerebbe avere. Quindi se i nostri analisti non sbagliano, nel 2001 non avremo recessione nemmeno in Europa e in Italia. Anzi, avremo economie “mosse”, vivaci e in crescita. E le Borse? In questo caso BusinessWeek ha consultato una trentina di esperti. E si va da quelli che non prevedono alcuna crescita a quelli che invece “vedono” una crescita del 50-60 %. La media di tutte queste varie opinioni è la seguente: il Dow Jones dovrebbe crescere di quasi il 13 %, il Nasdaq (che è l’indice dei titoli tecnologici) dovrebbe invece salire addirittura del 37 %. È evidente che qui si sconta una forte ripresa dei titoli tecnologici e Internet, molto penalizzati nel corso di quest’anno. E poiché il Nasdaq e il Dow Jones sono i due indici che tracciano la strada per le altre Borse, è facile stimare che anche Milano potrà crescere di un 15-20 % nel corso del prossimo anno. Sempre, naturalmente, che le previsioni, che cambiano quasi ogni ora al cambiare delle condizioni di base e a seguito di eventi imprevisti, siano attendibili. L’ottimismo non è da prendere come oro colato: è solo quanto di meglio si può indovinare con ciò che sappiamo oggi.

Da oggi comincio a firmarmi
by Fabio ^_^

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 08:31

Ah giusto … il morale della favola lo conoscete tutti vero ?

by Fabio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 09:52

per quel che vale… rimane solamente una conversazione da bar in una calda serata estiva.
previsione:D.J. quota 17.000…anche i terremoti non potranno nulla contro questa ascesa…resta da vedere cosa faranno le altre borse ma soprattutto i cambi e l’inflazionata inflazione!! dimenticavo… anche le banche centrali metteranno del loro per contribuire a questa crescita.
a presto e complimenti per il blog.
PA.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 10:06

Per me l’ ultimo commento “rimane una conversazione da bar ” …tanto che spara 17000 punti …. (per me un errore probabilmente di battitura ) e inoltre testimonia il fatto che non ha letto la storiella che precedentemente ho postato (“VERA”) ….

Cmq solo alla fine vedremo chi avrà ragione

by Fabio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 11:40

il mio infatti è reaalmente un commento da bar, fatto ieri sera tra amici. la previsione di 17.000 punti sul D.J., si basa su considerazioni personali, finchè il dollaro svaluterà la borsa americana farà nuovi massimi, contribuendo ad arricchire quei 90milioni di consumatori che ogni mese ”taroccano” gli indicatori di fiducia, acq/vend ecc.ecc..e che fanno la felicità della Fed.
personalmente auspico un ridimensionamento del mercato, ma chi lo controlla ha deciso che non è ancora arrivato il momento….aspettiamo rassegnati!!
ancora complimenti per il blog.
PA.

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 12:05

17000 non è poco !

Un indebolimento del dollaro provoca maggiore inflazione quindi necessità di aumentare i tassi di interesse (Se la fed tiene fede alla sua politica ) indi fine favola liquidità e cmq un sicuro (nel breve termine conseguente al rialzo)ridimensionamento delle quotazioni .

Cmq nemmeno io ho la palla di cristallo … vedremo ….

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 15:49

scusate per la mia ignoranza ma le monete di carta come l’oro non si mangiano . voglio dire anche l’oro non ha molte applicazioni industriali pratiche e per quelle poche di oro ne abbiamo fin troppo.uno stato puo’ vivere senza oro cosi’ come senza moneta ma di certo non puo’ vivere senza petrolio rame ottone ferro e acciaio. percio’ dovremmo legare la moneta a questi bene non all’oro che in pratica non serve a niente il suo unico pregio e’ quello di essere raro come i diamanti . se nessuno lo volesse comperare non varrebbe niente e tutti possono farne a meno.provate a fare a meno dell’acciaio o del petrolio o del l’ottone .

saluti,

sergio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 16:52

Nel 1971, gli USA abolirono la convertibilità del dollaro in oro, decretando di fatto la morte del sistema ed il ritorno a cambi fluttuanti.

« Il biglietto di banca rappresenta un debito dell’istituto che lo emette e naturalmente un credito per chi lo possiede…È un’idea che pare semplice, ma che ha richiesto alcuni secoli per essere messa a punto >>

Il gold standard non c’ è più da un pezzo ^_^

Cmq trovi buoni fonti (usate da me per risponderti su wikipedia “gold standard ” e “moneta” )

La risposta cmq è molto semplice alla tua affermazione :

La fiducia come fondamento del valore di una moneta [modifica]

Normalmente gli strumenti impiegati come moneta non sono beni di consumo per chi li riceve. Questo vale per la carta-moneta (un biglietto da 50 euro ha un valore come banconota, mentre come pezzo di carta non ha praticamente nessun utilizzo), ma anche per l’oro, il cui impiego come bene intermedio o di consumo è assai limitato.

La ragione per la quale queste monete vengono accettate in pagamento risiede nella fiducia di chi le riceve che altri faranno altrettanto, accettando in pagamento monete, banconote, depositi bancari o titoli di stato.

Senza tale fiducia difficilmente una moneta sarebbe accettata in pagamento e neppure il corso legale di una moneta, ovvero l’obbligo di accettarla in pagamento, potrebbe molto contro il rischio di trovarsi in mano carta straccia o un deposito bancario inutilizzabile.

Si spiega quindi l’impiego nell’antichità dell’oro come mezzo di pagamento. L’oro era accettato ovunque perché tutti ritenevano che altri avrebbe accettato di essere pagati in oro. La stessa caratteristica è oggi posseduta dal dollaro e da altre monete e da alcuni beni.

By Fabio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 17:07

…continuo … Per lo stesso motivo potrei chiederti …mica lo mangio
l’ acciaio ! o semplicemente non mi interessa …
Ti faccio un esempio di quanto a volte si sbagli con cose che “sembrano banali” …esempio …. La Spagna durante il periodo del “colonialismo” divento povera “sembra quasi per assurdo” perchè importo troppo oro provocando una grandissima inflazione in quanto l’ oro essendocene così tanto non aveva più lo stesso valore di un tempo (poi si estese anche al resto d’ europa ) e questo porto sembra per “assurdo” ad un impoverimento del potere reale di acquisto .
Probabilmente in quegli anni si avrebbe preferito qualcos’ altro al posto dell’ oro … per comprare …

Tutto il nostro sistema monetario si basa solo sulla “fiducia” che tu accetterai la mia moneta ….

Sembrano cose banali , ma per arrivarci ci sono voluti tanti anni

by Fabio

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 17:13

…continuo …. se poi preferisci andare a pagare il pane con la sbarra d’ acciaio piuttosto che un pezzo di carta con scritto 5 € … vedi te … io preferisco il 2 ° metodo ….

utente anonimo
Scritto il 16 luglio 2007 at 17:25

il vantaggio di agganciare la moneta al debito è notevole in quanto si può controllare ” l’ inflazione ” limitando o aumentando gli strumenti di debito (Esempio : i titoli di stato …. )

mentre per esempio l’ acciaio un domani potrebbe non valere più niente (in seguito ad nuovo processo produttivo o ad un nuovo materiale ) e di conseguenza ci ritroveremo ad un aumento generalizzato dei prezzi e ad un notevole impoverimento tanto che la gente probabilmente non accetterebbe più di essere pagata in acciaio e di conseguenza bisognerebbe riagganciarsi ad un altra tipo di bene .

Ma come ripeto tutte sta nella fiducia .

Per me alternative a questo sistema non sarebbero altro che un passo indietro … Di solito dalla storia si costruisce …. non si torna quasi mai indietro !

THE END …
by Fabio

Scritto il 16 luglio 2007 at 19:27

La morale della Favola di Fabio, appunto la conosciamo tutti! In sostanza qualcuno si accorse che nel marzo del 2001 era in corso una recessione che secondo il sottoscritto fu di breve durata anche grazie all’immenso stimolo creditizio messo in atto dalle banche centrali dopo l’11 settembre.
Una recessione “nascosta” o meglio una recessione di cui nessuno voleva prendere atto, frutto revisioni su revisioni.

Per quanto riguarda invece l’oro è indubbio il suo valore storico di moneta di scambio sin dall’antichità e qui si potrebbe aprire un poema sulla sua storia e sull’utilizzo nel corso degli anni, e non è detto che prossimamente non si possa aprire un capitolo a parte.
Il petrolio e le altre materie prime, sono essenziali e vitali per i cicli produttivi, ma restano sempre e comunque materie prime finite che si consumano o che possono essere utilizzate a loro volta per produrre e dare vita ad altre innovazioni.
La fiducia nella moneta presuppone invece come detto da Fabio una fiducia incondizionata ad accettare un pezzo di carta dietro la “certezza” del suo valore effettivo. In sostanza la “ricchezza delle nazioni ” tratta dalla reputazione delle istituzioni, del sistema economico, delle risorse naturali e umane di quel paese!
Come spesso detto il rischio è quello di creare moneta in eccesso, cercando di risolvere cosi problemi strutturali o squilibri sistemici.
Quanto pensate che duri ancora il carry trade games, quanto sarà possibile indebitarsi esponenzialmente per comprare interi apparati produttivi di un paese o le sue istituzioni finanziarie detenendo lo 0.0000etc e utilizzando a debito moneta di quel sistema, quanto ancora i paesi orientali e mediorientali, produttori di petrolio o non accettarenno di investire i loro surplus in una moneta tendenzialmente inflazionata. Indietro non si torna a meno che una crisi finanziaria sancisca la fine di un sistema basato sulla concessione di credito illimitato, causa prima e scatenante di alcune delle grandi crisi finanziarie degli ultimi due secoli.
L’oro è nato prima della moneta e anche se non si utlizza normalmente per gli scambi chiunque lo accetterebbe in cambio di una transazione commerciale e non, in mancanza di una moneta o della fiducia in questa o quella moneta.
Ciao Andrea

Scritto il 17 luglio 2007 at 05:13

Bankers know that history is inflationary and that money is the last thing a wise man will hoard.

William J. Durant 1885-1981, American Historian, Essayist

“I banchieri sanno che la storia è inflazionaria e i soldi sono l’ultima cosa che un uomo saggio accumula.”

INFLATION; BAD, GOOD OR GREAT
by Sol Palha
Tactical Investor
July 9, 2007

Bankers know that history is inflationary and that money is the last thing a wise man will hoard.

William J. Durant 1885-1981, American Historian, Essayist

Many would simply characterise inflation as a very evil force; hardly would think of quoting it as good and almost no one would think of calling it great. However let’s stop here for a second and just examine the above statement. In a round about manner is that not reflective of the way most individuals think when they enter the markets; almost all of them think they will win; very few think they will lose some money and even less think that they could potentially lose it all. In reality most have lost it all at some point in time and generally speaking the majority fall into the losing category (80% plus of the players in the markets lose); only 9-11% of the players are said to really win and actually hold onto these winnings. Only 1-3% of all players or so fall into the category that continually take home spectacular wins, thus investor’s end up experiencing exactly the opposite of what they anticipated. Hence on the same token one could argue that inflation for most falls in the bad to evil category, for a few it falls into the good category and for tiny sub faction of the population it falls into the great to spectacular category. The crux of the matter is whether one has positioned oneself to deal with this so called evil or whether one is just sitting on the sidelines hoping for divine intervention.

Inflation can be viewed in same terms as a disaster; to most it’s a complete end of everything to a few a disaster is nothing but a hidden opportunity knocking in disguise. Indeed almost every disaster that has taken place has indirectly produced spectacular wins for the players who positioned themselves properly. We at the Tactical Investor have come to this conclusion; inflation is only a disaster for the UN positioned player; to the rest its nothing but a splendid opportunity.

Inflation is defined as increase in the supply of money in other words it basically debases the currency; the value of the currency depreciates as more dollars are now chasing fewer goods. However when a currency is being debased other assets rise in value to more then compensate for this debasement. Were it not for inflation Gold bugs, real estate players, base metal investors, investors who took huge positions in Uranium and so on would not be sitting on such spectacular gains.

The picture above is a chart 6 year chart of the Dollar and in that time frame the dollar has lost approximately 33% of its value; for those who stood on the sidelines crying it’s an absolute disaster the consequences have been rather tragic. However for those that took action this ruthless debasement of the dollar was a blessing in disguise. You ask how? Well as they say a picture speaks a 1000 words and we have several so let them do the talking

Copper up over 600%

Housing index gained 280% before this sector started to crash. As with any investment one has to know when to buy, when to hold and then when to fold. Individuals that invested in property made even more because their gains should be based on their down payment. In some cases individuals put down nothing and in most cases were able to put down 10k or less and walk away with the house. Thus if they sold the house say 2 years later for a gain of 100K they actually netted 1000% in profits and not say 33% if they bought the house for 300K.

Gold up over 126%

Palladium up over 125%

Platinum up over 216%

Silver up over 183%

XAU index up over 166%

Uranium up a stunning 1400% plus.

Conclusion

We could list even more sectors such as Steel, Nickel, Zinc, Lead etc which have all experienced huge gains, in many cases over the 400 percent mark. Now the picture changes, does it not and the question really comes to down this. Are you sitting on the right or wrong side of the fence? If you are sitting on the right side of the fence inflation actually looks pretty bright for look how it rewarded those that invested in the right sectors; if you were just standing around doing nothing you got whacked on the head. We at the Tactical Investor have always embraced inflation and continuously positioned ourselves to benefit from its so called evil effects. After all one man’s disaster is nothing but another’s opportunity.

The true question should not be based on inflation but on human nature. For centuries upon centuries one common theme keeps reoccurring; give a man chance to cheat and he will do so without blinking an eye. It’s not inflation that’s the problem its human nature. In the Golden era individuals who were entrusted with Gold found ways to shave small amounts of gold and then lent out money based on the original value imprinted on those coins; this was just another form of currency debasement.

Without inflation many an investor would not have been able to leap so fast into the super rich category based on just a few well placed bets. There would have been no internet boom, no housing boom, no mega bull market, no huge run up in Precious metals and commodities prices and the list is endless. Yes these huge moves are always followed with a bust cycle but then if you are out of this sector in time the bust really does not affect you at all does it. In addition as one market is topping another is putting in a nice bottom formation and getting ready to begin its long run up. In the end it all comes to down to planning and positioning yourself. Inflation bad, we hardly think so but we do think that ignorance is extremely dangerous and one of the most expensive and useless assets to have. A paralysed body is painful situation; a paralysed mind is a monumental tragedy.

utente anonimo
Scritto il 17 luglio 2007 at 11:06

VI RINGRAZIO DI CUORE A TUTTI PER I VOSTRI CHIARIMENTI .
SALUTI,

SERGIO

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