LE VERITA' DEL PIL ! (PRODOTTO INTERNO LORDO)

Scritto il alle 07:06 da icebergfinanza

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Tramite l’analisi tecnica si studiano i movimenti dei mercati finanziari allo scopo di prevederne il trend delle quotazioni con l’aiuto di grafici e  indicatori tecnici.

Dunque la quotazione, il prezzo di un asset per l’analista tecnico è il centro di gravità permanente il quale incorpora tutti quei fattori di tipo fondamentale, psicologico ed economico che ne determinano l’andamento. Fondamentalmente l’analisi tecnica utilizza i dati del passato per cercare di prevedere il futuro.

Se noi prendiamo ad esempio il grafico relativo alla crescita economica dal 2001, ovvero l’anno dell’ultima recessione vi troveremo una serie di barre che testimoniano le percentuali di crescita di ogni trimestre.

Tralasciamo per un attimo la crescita "forecast" che testimonia il grado di fiducia dei mercati su un futuro recupero dell’economia e concentriamoci sui dati a partire dal quarto trimestre 2005.

Possiamo senza dubbio dire che il supporto della crescita economica si poteva individuare intorno al 2 % circa 2,5 % . Rotto per la prima volta nel quarto trimestre il supporto del 2% la crescita economica è salita solo del 1,8 % , rimbalzando poi nel trimestre successivo, con un exploit del 5,6 %. Nei successivi tre trimestri del 2006 la crescita è rimasta stabile intorno al 2/2,5 % rompendo il supporto solo nel primo trimestre di quest’anno dove è stata rilevata in via definitiva una "crescita recessiva" del 0,7 %

Ora il mercato si attende come vedete dalle aspettative un rimbalzo della crescita, " pull back", intorno al 2/3 %. Ovviamente nel caso di una crescita al 3 % secondo l’analisi tecnica si potrebbe verificare una " Bull Trap" mentre nel caso di una crescita al 2 % un semplice pull back! Il tutto sempre considerando che i due ultimi trimestri dell’anno rifletteranno a pieno la frenata dei consumi, la debolezza degli investimenti e l’accellerazione della recessione immobiliare.

Ovviamente abbiamo sin qui scherzato, in quanto il nostro grafico non potrebbere prescindere dai fondamentali dell’economia e dai dati che regolamente escono durante la settimana. Tutte variabili che l’analisi tecnica non prende in considerazione.

Ovviamente la FEDERAL_RESERVE continua per la sua strada seminando nei mercati quella sensazione che tutto sia sotto controllo e che la crescita economica è moderatamente positiva.

Federal Reserve Release, Press Release; image with eagle logo links to home page
Release Date: June 28, 2007

"Lo sviluppo economico sembra crescere moderatamente durante la prima metà di questo anno, malgrado la rdebolezza del mercato immobiliare. L’economia sembra probabilmente continuare a espandersi ad un passo moderato ".

 INTERESSANTE_ANALISI_APPARSA_SUL_WALL_STREET_JOURNAL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dato rilasciato ieri ormai fà parte della preistoria e i mercati scontano già una ripresa duratura e progressiva.

Vediamo nel dettaglio la verità nascosta che in fondo i mercati non vogliono recepire, ispirandosi nonostante l’inflazione, al sogno di una politica monetaria nuovamente espansiva.

La crescita del Pil è dovuta essenzialmente alle esportazioni che hanno compensato e nascosto i cali nei consumi e negli investimenti di affari e residenziali. Tralasciamo per un attimo gli investimenti residenziali debilitati dalla recessione immobiliare e rivolgiamo la nostra attenzione ai "FIXED INVESTMENT" e "EQUIPMENT AND SOFTWARE".

Nel primo caso siamo a quattro trimestri consecutivi in discesa mentre per quanto riguarda gli investimenti in software vi è stata una crescita anemica.

Gli aumenti negli investimenti sono la chiave di svolta per sostenere l’espansione ora che progressivamente i consumi verranno a ridursi. In fondo che economia è quella nella quale dopo anni di grande liquidità e accesso al credito, non si investe.

Gli investimenti sono come un fantasma che aleggia sull’America e in fondo come soleva dire il buon Keynes, gli imprenditori fanno piani di investimento sulla base delle aspettative di profitti future e quindi se vi sarà una riduzione marcata dei consumi il circolo vizioso porterà ad una recessione.

In un’economia di frequenti revisioni come quella americana, non poteva mancare la revisione del tasso d’inflazione aumentato a 2,4 % e 2,3% per quanto riguarda il deflattore PCE quell’indicatore che non tiene conto di energia, alimentari e servizi medici. In fondo tutto ciò che oggi stà salendo e contribuisce depurato a produrre uno stato di coma artificiale, indotto.

La revisione è dovuta principalmente all’aumento dei servizi medici!

Inflazione o targetin inflation che la Federal Reserve in un comunicato, che ogni volta in via preliminare sconvolge i mercati globali, seguita a definire prioritario:

" Le letture su il’nflazione core sono migliorate  modestamente negli ultimi mesi. Tuttavia, una moderazione continua nelle pressioni di inflazione deve ancora essere dimostrata in modo convincente. Inoltre, l’ alto livello di utilizzazione delle risorse ha il potenziale sostenere quelle pressioni.

In queste circostanze, la PREOCCUPAZIONE PREDOMINANTE di politica del comitato rimane il rischio che l’inflazione non riuscirà a moderarsi  come previsto. Le scelte future di politica economica dipenderanno dallo sviluppo della prospettiva di inflazione cheesviluppo economico, come implicito dalle informazioni ricevute.

L’inflazione "core", un’inflazione popolare per tutti o impopolare per molti, un’inflazione che secondo alcuni non corrisponde alla realtà, un’inflazione che dimentica l’influenza delle risorse energetiche, che si inventa un costo della vita politico.

Abbiamo parlato prima di investimenti che producono profitti, ma improvvisamente nel primo trimestre i profitti scendono a soli 6,5 % i cosidetti Corporate Profits, saliti del 6,8 % con il 6,5 % per i financial corporation e del 0,7 % per i non financial.

Ed intanto scendono, scendono soffici come la neve i sussidi di disoccupazione vicini a sancire la piena occupazione e le revisioni portano nel grembo il dubbio che in fondo non tutto sia così roseo come il dipinto che i mercati ammirano giorno dopo giorno!

Ma in fondo la speranza è quel velo della natura che nasconde le nudità della verità! ( Alfred Nobel )

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4 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 giugno 2007 at 12:44

Ok la fed…. ora si gioca la sua credibilità molto più importante di una recessione … perchè se non diventa più credibile le sue politche diventeranno come pezzi di carta sparati con la cerbottana .

Il petrolio ha già superato i 70 $ se alla prossima riunione della fed diranno : magari con il greggio a 80 $ nessuno gli crederà più ! .

Già ora basta vedere il mercato dei bond per capire che qualcosa non funzia .

Bernanke … mi sa stavolta verrà cacciato a pedate

utente anonimo
Scritto il 29 giugno 2007 at 12:45

aggiungere
* diranno

utente anonimo
Scritto il 29 giugno 2007 at 12:46

azzarola questo blog mi toglie i commenti fra “

Scritto il 29 giugno 2007 at 20:12

A proposito di credibilità, mi creda la gente ha la memoria corta basta guardare mister Bubble Greenspan che imperversa tra conferenze, dibattiti e dichiarazioni alimentando il mito della politica monetaria accomodante, come se il mondo finanziario già ormai ampiamente drogato dall’oceano di liquidità avesse bisogno dell’ultima iniezione letale. Ormai è come per le vaccinazioni dell’influenza nei bimbi, in nome di un interesse economico superiore non si lascia neanche che possano sviluppare da soli i loro naturali anticorpi. Si parla tanto di ” libero mercato” e di “laissez faire” ma appena incominciano le difficoltà o i problemi si invoca la Fed o i governi di turno! I mercati devono essere lasciati liberi di sviluppare le loro difese i loro anticorpi, ma si sà le Utopie abitano la nostra Era.
Saluti Andrea

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