UN'ILLUSIONE STATISTICA: L'OCCUPAZIONE CHE NON C'E'!

Scritto il alle 06:58 da icebergfinanza

 

Il termine “immagine” deriva dal greco “phantasia”, riferito alla facoltà di immaginare liberamente o talvolta fantasticare. Il concetto di immaginazione o quello riferito alla possibilità di fantasticare provengono entrambi dalla capacità della mente umana di conservare delle percezioni “sensibili” qualunque sia la loro provenienza.

Immaginare e fantasticare si differenziano tra di loro per il grado di elaborazione delle percezioni che si trasformano rispettivamente in elaborazioni della realtà o elaborazioni estetiche della fantasia.

Secondo il grande filosofo Aristotele l’immagine è sensazione, memoria, pensiero e i dati conservati dalla memoria spesso si correggono e trasformano in base alle percezioni che con il tempo cambiano.

Nell’illusione, invece il soggetto percepisce la realtà, ma, per diversi motivi, altera questa percezione e in maniera particolare sono possibili oggi delle “illusioni statistiche” dovute ad un’errata percezione ed utilizzo dei dati.

Bene tutto ciò semplicemente per dire che, come detto in passato la mia percezione mi porta a “fantasticare” secondo alcuni, ad “immaginare” secondo altri che i dati relativi ai nuovi occupati creati mensilmente in America siano soggetti troppo spesso a sensibili revisioni sia in aumento che in diminuzione, per essere considerati fedeli testimoni della realtà occupazionale americana.

Ovviamente il compito dei media non è quello di analizzare i dati che vengono periodicamente rilasciati dai vari organi preposti, il loro compito è quello di divulgare semplicemente le notizie, ma non è raro che tali notizie vengano commentate sulla base di un’analisi sommaria.

Perché non adeguarsi come la maggior parte degli organi di informazione alla piacevole notizia che esorcizza il rischio di una contrazione del mercato occupazionale, dopo il dato di aprile che segnalava un calo a 88.000 nuove unità lavorative rivisto al ribasso di 8000 unità?

Secondo i dati rilasciati dall’Ufficio del Lavoro americano sono stati creati 157.000 posti di lavoro, creando la sensazione che il mercato occupazionale sia in continua espansione.

Non starò a ripetere del perché la grande recessione immobiliare residenziale non abbia ancora prodotto i suoi effetti negativi sull’occupazione in generale, ma  ricordo solo che negli ultimi due anni ha inciso per il 16 % sul crescita totale, ricordo che le perdite di lavoro non si hanno solo nell’edilizia ma anche negli istituti finanziari secondari che hanno concesso le ipoteche e che sono già falliti, nei mediatori d’ipoteca, nelle agenzie immobiliari e via dicendo.

Se il settore manifatturiero è in grande ripresa, per investimenti e produzione, perché continua a perdere posti di lavoro con l’undicesima flessione consecutiva e con una perdita di 19.000 posti di lavoro dovuti essenzialmente al settore automobilistico?

I mini profit warning delle ditte connesse alle vendite al dettaglio, con in testa WalMart, vengono assorbiti con minor fatturato e utili o prima e poi scenderà la scure del taglio dei costi anche sul settore principe di tutta l’economia americana?

E ancora, la perdita di circa 5000 posti nel settore al minuto è un piccolo campanello di allarme o i consumi verranno foraggiati dalle iperboliche ascese delle borse di casa, sbloccando questa piccola battuta di arresto?

Perchè secondo una notizia apparsa su Reuters WALMART,  annuncia un rinvio negli investimenti in nuovi supercenters e una riduzione delle spese per investimenti ?

Fermiamoci per un attimo e ritorniamo alla questione principale!

Quanto sono affidabili, badate bene non per qualche oscuro disegno, ripeto quanto sono affidabili i dati rilasciati in prima istanza dal BLS?

Ora prendendo alcuni spunti da internet, Vi voglio proporre alcuni  esempi di come talvolta, come detto in passato, la frenesia di proporre dati e ricerche a getto continuo per puro uso e consumo dei mercati, porti a risultati e dati che presuppongono attente verifiche e continue revisioni.

Lo scorso anno il BLS aveva segnalato la creazione di circa 498.000 posti di lavoro nel terzo trimestre del 2006 grazie anche al contributo positivo del settore edilizio. Lo scorso mese invece in maniera alquanto sorprendente, la notizia della sua revisione è passata silenziata attraverso i mercati globali.

Badate bene che non si tratta di semplice revisione, ma di un totale annullamento dei dati precedentemente comunicati che portano il totale della forza lavoro creata a 19.000 unità e che solo nel settore edilizio sono stati persi 77.000 posti di lavoro.

Quindi indagini e revisioni successive azzerano ufficialmente la grande capacità della corporate America di produrre occupazione a ritmo continuo.

Queste informazioni sono consultabili sul sito del BLS e per senso di verità ci tengo a precisare che la scoperta delle informazioni relative ai sistemi di monitoraggio dell’occupazione su alcuni siti internet è opera di economisti ed esperti, che mettendo a disposizione tali informazioni particolarmente interessanti ed importanti hanno il coraggio di non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo collettivo.

Sempre leggendo un articolo del  Wall.Street.Journal si scopre che, anche sui mezzi di informazioni è in atto il dibattito relativo a come talvolta l’attuale metodo di rilevazione sottovaluti la creazione di forza di lavoro nei periodi di crescita economica e la sopravvaluti nei periodi di rallentamento.

In breve secondo l’economista Roubini, quando l’economia è in una fase espansiva vi è creazione di lavoro tramite le ditte di nuova costituzione e meno perdite, venendo a mancare alcune ditte che stanno chiudendo senza che l’indagine tenga conto di questo, mentre nei periodi di rallentamento economico, come sta avvenendo ora, vi è meno creazione di forza lavoro tramite le ditte di nuova costituzione e più perdite tramite la chiusura di numerose attività.

Il modello usato dal BLS secondo Roubini, non è in grado di valutare correttamente questa variazione del ciclo congiunturale a tal punto da non essere più di tanto sorpreso se in futuro il BLS comunicasse che i nuovi impieghi generati a maggio erano una semplice “illusione statistica”.

Se volete leggere un’altra analisi sulla metodologia Nascita/Morte delle imprese (Birth/Death Methodology) basta trasferirsi sul sito http://globaleconomicanalysis.blogspot.com/ dove vi sono alcune considerazioni che riportano alla precedente discussione oppure http://www.safehaven.com/showarticle.cfm?id=7684&pv=1

Ovviamente sul sito ufficiale del BLS troverete l’origine ufficiale di tale metodologia http://www.bls.gov/web/cesbd.htm.

Con questo non significa che queste tesi siano portatrici di verità assolute, ma almeno hanno il pregio di analizzare a fondo i dati rilasciati dal BLS, non certo in maniera inizialmente superficiale come avviene per i mercati, i quali prendono in considerazione talvolta i numeri tali e quali senza scendere nel dettaglio.

Sul New.York.Times invece vi è un interessante articolo che fa un’analisi su cosa accadde quando le statistiche non riescono più a trasmettere la realtà effettiva.

Qui sotto invece avete tre grafici relativi alla partecipazione alla forza lavoro da parte della popolazione americana, suddivisi anche per fascie di età, ma importante è notare come nel primo grafico è evidente la notevole coitrazione in atto negli ultimi due anni, il che evidentemente aiuta il tasso ufficiale di disoccupazione a rimare basso, considerando che si stà riducendo la percentuale di partecipazione alla forza lavoro per l’appunto.

Total_participation_ratePrimeageYoung_and_old_participation_rates

Concludo questa analisi ricordando anche gli altri fattori determinanti che ammortizzano le dinamiche negative nel mercato del lavoro ovvero la conferma che se prendiamo in considerazione una più ampia misura di calcolo della disoccupazione vi troviamo  una nuova gamma di misure alternative di disoccupazione, pubblicate a partire dall’ottobre 1995 che tiene conto delle persone che attualmente non lavorano, ne cercano lavoro ma che sono disponibili e che hanno cercato lavoro nel recente passato, dei cosiddetti “disoccupati scoraggiati” che non trovano lavoro in quanto è già da troppo tempo che lo cercano e le persone che desidererebbero lavorare a tempo pieno, ma debbono accontentarsi del part-time.
Ciò significa che il dato ufficiale, non prende in considerazione queste persone, e le “esclude” dalla forza lavoro riducendo quindi la percentuale di persone su cui effettuare il calcolo.

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2 commenti Commenta
Scritto il 5 ottobre 2007 at 03:04

DI REVISIONE IN REVISIONE, L’OCCUPAZIONE CHE VERRA’![..] Mercoledi sono usciti i dati relativi alla situazione occupazionale, tramite il report emesso dalla ADP Automatic Data Processing che vedono una leggera ripresa in nuovi 58000 posti di lavoro escluso il settore governativo. Ci tengono a precisare [..]

Scritto il 5 ottobre 2007 at 03:04

DI REVISIONE IN REVISIONE, L’OCCUPAZIONE CHE VERRA’![..] Mercoledi sono usciti i dati relativi alla situazione occupazionale, tramite il report emesso dalla ADP Automatic Data Processing che vedono una leggera ripresa in nuovi 58000 posti di lavoro escluso il settore governativo. Ci tengono a precisare [..]

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