LA DISOCCUPAZIONE NASCOSTA

Scritto il alle 07:24 da icebergfinanza

 

www.antoniogramsci.org/img134.gif

In un precedente post ho rilevato come la Yellen, governatrice della Federal Reserve di San Francisco fosse sostanzialmente imbarazzata di fronte ai dati di un mercato del lavoro così in forma, nonostante lo sviluppo di questi ultimi mesi sia stato debole.
Di fatto questo resta un mistero, in quanto con un’economia in evidente frenata continuano ad aggiungersi nuovi occupati nel mercato del lavoro con ben 180.000 nuovi occupati secondo l’ultima lettura.

Secondo l’ultimo rapporto occupazionale della ADP Automatic Data Processing Inc l’occupazione negli Stati Uniti è cresciuta nel settore privato di circa 64.000 nuovi posti di lavoro in conformità con la media di 76.000 dei tre mesi precedenti, un indice anticipatore del rapporto mensile generale previsto per oggi.
Aggiungendo la media di 24.000 nuovi posti nel settore governativo si avrebbe un totale di circa 88.000 nuovi posti contro una previsione media di 100.000 circa.

 ore 14.30 TARGET CENTRATO !!!!!!!! Permettetemi una piccola divagazione ricordando che oggi è uscito il dato emesso dal Bureau of Labour Statistics consistente in appunto 88.000 nuovi posti di lavoro come precedentemente scritto. Ciò dimostra che chiunque con un’attenta analisi e ricerca, con un minimo di realismo può ottenere risultati migliori di qualunque analista od economista accecato da un’ottimismo fine a se stesso. Quindi quasi 100000 posti in meno, e dopo i consumi anche il motore di riserva dell’economia americana stà perdendo colpi!  Ma evidentemente tutti aspettano la Federal Reserve per l’ennesima overdose di liquidità, per risolvere un ciclo economico che stà implodendo sotto il peso dell’enorme massa monetaria, per continuare a sognare…..!!!!!!!!

Il settore terziario ha prodotto 106.000 nuovi posti di lavoro con un calo di 20.000 nel settore manifatturiero. Il precedente rapporto prevedeva 106.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato per un totale di circa 130.000 compreso il settore governativo.

DERIVATO DAI DATI DEL LIBRO PAGA DI ADP

Tabella 1. Impiegati sui libri paga riservati non agricoli dal settore e dal formato di industria selezionati
(Nelle migliaia)

Industria/formato del libro paga

Regolato alle variazioni stagionali

Novembre.
2006

Dicembre.
2006

Gennaio.
2006

Febbraio.
2007

Marzo.
2006

Aprile.
2007p

Cambiamento da:
Dal mar. 2007 all’apr. 2007 p

Riservato non agricolo totale….

114,815

114,933

115,054

115,119

115,217

115,281

64

 

 

 

Piccolo (1-49) …………….

50,203

50,299

50,373

50,425

50,500

50,545

45

Mezzo (50-499) ……..

45,166

45,191

45,243

45,276

45,314

45,343

29

Grande (> 499) ………….

19,446

19,443

19,438

19,418

19,403

19,393

-10

 

 

 

Merce-produrre ………..

22,491

22,473

22,457

22,416

22,390

22,348

-42

 

 

 

Piccolo (1-49) …………….

8,102

8,115

8,121

8,117

8,120

8,110

-10

Mezzo (50-499) ……..

9,943

9,926

9,917

9,901

9,883

9,865

-18

Grande (> 499) ………….

4,446

4,432

4,419

4,398

4,387

4,373

-14

 

 

 

Servizio-fornire ………

92,324

92,460

92,597

92,703

92,827

92,933

106

 

 

 

Piccolo (1-49) …………….

42,101

42,184

42,252

42,308

42,380

42,435

55

Mezzo (50-499) ……..

35,223

35,265

35,325

35,375

35,431

35,478

47

Grande (> 499) ………….

15,000

15,011

15,019

15,020

15,016

15,020

4

 

 

 

 Addenda:

 

 

 

 

 

 

 

Manufacturing ……………….

14,117

14,095

14,072

14,044

14,028

14,008

-20

p = preliminare

Il campione abbinato usato per sviluppare il rapporto nazionale di occupazione di ADP è stato derivato dai dati di ADP che, durante gli ultimi sei mesi di 2006, hanno stato in media 364.000 libri paga che rappresentano 22 milione impiegati degli Stati Uniti. Ciò approssimativamente rappresenta il formato del campione abbinato usato questo mese.

FONTE: ADP  Automatic Data Processing Inc.

Non da oggi i dati rilasciati dalla ADP differiscono in maniera sostanziale con quelli rilasciati dal BLS governativo come potrete vedere dai grafici pubblicati sul report di Aprile dell’ADP 

 GRAFICI  AGGIORNATI SU  (http://www.adpemploymentreport.com/report_analysis.aspx )

In un mio precedente post dal titolo “ Ultima chiamata per l’Economia americana, il mercato del lavoro”, ho descritto nei dettagli le finalità e metodologie di lavoro dei due enti che rilasciano informazioni relative al mercato del lavoro americano e quindi non tornerò sull’argomento, ma alcune considerazioni sui risultati di questi ultimi dati vanno fatte.

Iniziamo con il ricordare che i dati rilasciati dal BLS (http://www.bls.gov/
decretavano in maniera alquanto sorprendente l’ estrema vivacità del mercato del lavoro americano con ben 180.000 nuovi posti occupazionali e la discesa del tasso di disoccupazione dal 4,5 al 4,4 %. Per non dilungarmi eccessivamente nel dettaglio dei dati relativi ad ogni singoli settore ricordo al lettore che secondo il BLS il settore edilizio, quello che stà attraversando un momento a dir poco non felice, aveva prodotto 56.000 nuovi posti di lavoro contro la perdita di 22.000 rilevata dalla ADP nel mese di marzo.

Devo ammettere di trovare abbastanza inusuali le continue e consistenti revisioni che il BLS opera quasi ogni mese sul numero totale degli occupati, ovviamente al rialzo ed altrettanto sorprendenti le reazioni di alcuni economisti intervistati dal Wall Street Journal online, secondo i quali la tendenza economica non può essere forte quanto questo dato, considerando la debolezza del settore edilizio, il declino degli investimenti e che questo sarà il picco del 2007.

Ovviamente come più volte ricordato, per quanto riguarda il settore edilizio si faceva notare che i costruttori sulle ali dell’ottimismo per la ripresa del settore in primavera, non hanno licenziato nessun operaio.
Ma ora i recenti dati ci dicono che un’eventuale ripresa dovrà essere rimandata a dopo l’estate, e che la primavera/estate è il periodo più propizio all’industria edilizia quindi, potrebbe verificarsi a breve un’emoraggia occupazionale edilizia.
Naturalmente come anche nel nostro Paese esiste nel settore edilizio americano un numero indefinito di operai cosidetti "illegali" immigrati clandestini del centro/sud America che contribuiscono con il loro duro lavoro alle fortune del mercato in questione. In caso di difficoltà, quindi, sono i primi ad essere licenziati, come testimoniato dalla consistente riduzione delle rimesse, ovvero l’invio di denaro che questi lavoratori fanno nei loro paesi di origine. Ciò significa che questa è un’altra delle motivazioni per la quale attualmente il mercato del lavoro dell’edilizia non ha ancora subito un drastico ridimensionamento.

Gli ultimi dati non sono affatto positivi, viste le continue revisioni al ribasso degli investimenti delle imprese e del settore edilizio.

Quale prospettive più offrire al mercato del lavoro un’economia che non investe?

Se qualcuno di Voi ha il tempo e la pazienza di navigare nell’immenso oceano di dati che il sito ufficiale del BLS propone vi troverà un metodo di calcolo alternativo, una misurazione che tiene conto di alcuni fattori che possono essere considerati determinanti per il calcolo del tasso di disoccupazione.

Vi troverete una nuova gamma di misure alternative di disoccupazione, pubblicate a partire dall’ottobre 1995 che tiene conto delle persone che attualmente non lavorano, ne cercano lavoro ma che sono disponibili e che hanno cercato lavoro nel recente passato, dei cosiddetti “disoccupati scoraggiati” che non trovano lavoro in quanto è già da troppo tempo che lo cercano e le persone che desidererebbero lavorare a tempo pieno, ma debbono accontentarsi del part-time.
Ciò significa che il dato ufficiale, non prende in considerazione queste persone, e le “esclude” dalla forza lavoro riducendo quindi la percentuale di persone su cui effettuare il calcolo.

 

La cosiddetta “disoccupazione nascosta”!

GRAFICO PERCENTUALI DISOCCUPATI "SCORAGGIATI" fonte BLS

GRAFICO LAVORATORI PART-TIME PER RAGIONI ECONOMICHE fonte BLS

 

Se prendiamo ad esempio le tabelle di riferimento è possibile notare come dall’agosto 2003, ultimo mese che registrò una perdita dei posti di lavoro, molti hanno smesso di cercare un lavoro ed altri accettano lavori temporanei.

NUMERO DISOCCUPATI TOTALE IN MIGLIAIA fonte LBS
Year Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec Annual
1997 7158 7102 7000 6873 6655 6799 6655 6608 6656 6454 6308 6476  
1998 6368 6306 6422 5941 6047 6212 6259 6179 6300 6280 6100 6032  
1999 5976 6111 5783 6004 5796 5951 6025 5838 5915 5778 5716 5653  
2000 5708 5858 5733 5481 5758 5651 5747 5853 5625 5534 5639 5634  
2001 6023 6089 6141 6271 6226 6484 6583 7042 7142 7694 8003 8258  
2002 8182 8215 8304 8599 8399 8393 8390 8304 8251 8307 8520 8640  
2003 8523 8622 8576 8833 8948 9254 9018 8894 8928 8731 8590 8338  
2004 8367 8171 8452 8155 8197 8259 8163 7993 7953 8052 7950 7997  
2005 7756 7966 7683 7657 7656 7507 7464 7360 7606 7436 7548 7331  
2006 7023 7158 7009 7098 7006 6984 7228 7116 6912 6715 6826 6849  
2007 7017 6865 6724 6801                

Tabelle Fonte Bureau of Labor Statistics


Le motivazioni possono essere di varia natura ma, indubbiamente in un territorio così vasto come gli Stati Uniti è una variabile da tenere in considerazione specialmente nelle aree ad alta densità umana.
Quanti sono i posti di lavoro persi realmente negli ultimi anni, ad opera della delocalizzazione del lavoro nei paesi asiatici, quanto è grande l’emorragia nel settore manifatturiero e quanto inciderà l’estrema debolezza del mercato edilizio?
La contrazione degli utili aziendali giunti ormai all’apice del ciclo produttivo, le nuove rivendicazioni salariali con la loro spinta inflattiva, e la recessione che stà bussando alle porte come naturale epilogo di un ciclo straordinario, quali dinamiche porterà nel mondo del lavoro!?

L’ultima soft-recession documentata a partire dal marzo 2001 e conclusasi tecnicamente nel novembre dello stesso anno, portò con se la perdita di quasi due milioni e mezzo di posti di lavoro, una delle più grandi emorragie dal ’29.
Il tasso di disoccupazione raggiunse il suo punto di minimo nel dicembre dell’anno 2000 al 3.9% invertendo ben presto la rotta sino ad raggiungere l’apice al 6,3% del giugno del 2003.

Le stesse considerazioni rilevate in America, valgono per qualunque altro paese che non tiene conto della popolazione inattiva, non include questa massa di persone che vivono ai margini per scelta o necessità.

Questo scenario con il contenimento del costo del lavoro, una riduzione degli occupati per unità produttiva e relative forme di lavoro flessibile, ha determinato in questi anni una maggiore precarietà dell’occupazione, maggiori differenze tra gli stessi lavoratori, perdita del potere di acquisto e maggiore percentuale di povertà relativa.

Questa situazione ha fatto venire alla luce una nuova categoria di lavoratori, definiti "working poor" ovvero coloro in misura prevalente, giovani, donne e figure professionali di secondo piano, che ottengono un reddito appena sufficiente per sopravvivere.

In un recente rapporto dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) http://www.ilo.org/public/italian/region/eurpro/rome/index.htm, nel corso del 2006 il numero di disoccupati nel mondo è rimasto ai massimi storici, nonostante la forte crescita economica a livello globale.
Nonostante il numero di persone che hanno un lavoro non sia mai stato così alto, il totale dei disoccupati per il 2006 è rimasto quasi invariato rispetto al precedente anno con un tasso globale del 6,3 %.
Secondo il direttore generale dell’ILO Juan Somavia, la forte crescita economica degli ultimi 5 anni ha avuto un impatto minimo sulla riduzione del numero di lavoratori che vive con le proprie famiglie in condizioni di povertà ed ha riguardato solo pochi paesi. La crescita non è riuscita a ridurre la disoccupazione globale e qualora si dovesse registrare una forte crescita economica per tutto il 2007, rimane forte la preoccupazione sulla prospettiva di creare posti di lavoro dignitosi e quindi di ridurre il numero di lavoratori poveri.
Secondo il rapporto, per mantenere o ridurre i tassi di disoccupazione deve essere rafforzato il legame tra crescita economica e creazione di posti di lavoro.
La creazione di posti di lavoro "dignitosi e produttivi" e " non di un qualunque posto di lavoro" era necessaria per la riduzione della disoccupazione e del numero delle famiglie che ha un lavoro ma che ancora vive al di sotto della soglia della povertà.
Questo è un requisito fondamentale per lo sviluppo e la crescita economica del futuro.

Quanta enfasi, Signori, per il tasso di disoccupazione in calo nei paesi occidentali, frutto di nuovi lavori, precari, a termine, part time e quantaltro.
Quanta enfasi sui giornali e dove abbiamo letto di questo rapporto?
Sarebbe bello avere sempre le due facce delle medaglie, ma ovviamente non sempre è possibile, l’ottimismo deve avere la sua funzione propulsiva….!!!!!

Concludo ricordando, che si possono vedere le cose da diversa angolazione, ognuno secondo il proprio punto di vista ma non vi è alcun dubbio che tenendo conto delle valutazioni alternative esposte dal BLS oggi la disoccupazione sarebbe intorno all’ 8 % circa e che nessuno può realmente dire se i consumi, pilastro dell’economia americana siano stati foraggiati dal mercato del lavoro con i suoi redditi, piuttosto che dalle irrealistiche rivalutazioni di patrimoni che venivano utilizzati come tanti bancomat a pieno servizio.

 

NUMERO DISOCCUPATI "SCORAGGIATI" in migliaia fonte LBS
Year Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec Annual
1997 397 364 356 379 338 353 311 311 328 302 331 345 343
1998 374 361 343 344 268 311 374 280 317 333 310 358 331
1999 339 271 295 245 256 220 290 265 289 271 272 267 273
2000 236 267 258 331 280 309 266 203 253 232 236 269 262
2001 301 287 349 349 328 294 310 337 285 331 328 348 321
2002 328 375 330 320 414 342 405 378 392 359 385 403 369
2003 449 450 474 437 482 478 470 503 388 462 457 433 457
2004 432 484 514 492 476 478 504 534 412 429 392 442 466
2005 515 485 480 393 392 476 499 384 362 392 404 451 436
2006 396 386 451 381 323 481 428 448 325 331 349 274 381
2007 442 375 381 399                  
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1 commento Commenta
Scritto il 5 ottobre 2007 at 03:04

DI REVISIONE IN REVISIONE, L’OCCUPAZIONE CHE VERRA’![..] Mercoledi sono usciti i dati relativi alla situazione occupazionale, tramite il report emesso dalla ADP Automatic Data Processing che vedono una leggera ripresa in nuovi 58000 posti di lavoro escluso il settore governativo. Ci tengono a precisare [..]

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