TRADE DEFICIT: BOOOOOOOOOOM!

Scritto il alle 09:27 da icebergfinanza

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Quella di ieri non deve essere stata una delle giornate migliori di Donald Trump, ieri sulla Casa Bianca cadevano tuoni e fulmini ovunque…

…una botta da oltre 100 miliardi di dollari, il più alto livello di deficit da un decennio intero, un altro decennio perduto.

Ma entriamo nel dettaglio della notizia, in quanto ha tutto il potenziale per produrre sensibili danni alle prossime revisioni del pil americano.

Tanto per cambiare con 59,8 miliardi di dollari in più, questo dato ha superato di gran lunga, la stima più alta di qualunque analista ed economista in circolazione in America.

Quasi 4 miliardi di esportazioni in meno alla faccia del “first America” e 5,5 miliardi di importazioni in più alimentate dai consumi a loro volta alimentati dalla politica fiscale di Trump.

Come ben sqpete, il differenziale negativi tra esportazioni e importazioni, se le ultime prevalgono sono un fattore negativo per la crescita, questo differenziale è stato di circa 69 miliardi di dollari.

​Qui sopra potete comprendere per quale motivo, non esiste alcuna possibilità di ridimensionare il problema Cina, figurarsi ridurlo a zero come Trump ha promesso. Il deficit con la Cina è aumentato di ulteriori 3,2 miliardi, 43,6 per tutto il 2018.

Anche i mesi di novembre e ottobre sono stati rivisti in maniera negativa, importazioni aumentate ed esportazioni diminuite. 

ADP

A questo punto, Trump è in trappola, entro marzo dovrà trovare una soluzione, diversamente si aprirà un cratere per i mercati mondiali.

Brutte notizie in arrivo anche dal settore occupazione…

“… la crescita delle piccole imprese ha registrato un forte calo, poiché queste aziende continuano a lottare per offrire salari e vantaggi competitivi.”

” L’economia è rallentata e così anche la crescita dell’occupazione: il rallentamento del lavoro è più evidente nei settori della vendita al dettaglio e dei viaggi e nelle aziende più piccole,l’occupazione è ancora sostenuta ma è probabile che abbiano visto il loro picco per questa espansione”.

Ci fermiamo qui, ora la parola a Mario Draghi…

… basta un solo errore, una sola parola sbagliata e la valanga inizia.

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7 commenti Commenta
andrea357
Scritto il 7 marzo 2019 at 10:08

potrebbe aver influito il rafforzamento del dollaro (il tasso di cambio conta)

    icebergfinanza
    Scritto il 7 marzo 2019 at 20:15

    Non potrebbe… ha influito ma questo è un loro problema visto che andrà ancora peggio!

madmax
Scritto il 7 marzo 2019 at 16:14

Ahahah Trump non doveva fare fuoco e fiamme per ridurre il deficit? Le sue tanto annunciate ritorsioni sono tornate indietro come boomerangs!
Mi raccomando non svegliate la Apple che ha visto in Cina le vendite crollare del -27% e vista la dimensione del paese di 1.4 miliardi di persone non e’ molto bello!
Saro’ ripetitivo ma viva il secolo del Dragone! Adesso pare che pure l’Italia si stia svegliando che il mondo gira!

luigiza
Scritto il 7 marzo 2019 at 20:40

madmax,

Beh il grande, intellettuialmente parlando, Brezinsky poco prima di morire aveva avvertito che il progetto del Nuovo Secolo USA, il XXI secolo, era da considerarsi fallito.
Non l’hanno ascoltato, ora pagheranno le conseguenze della loro stupida protervia.
A meno che non mettano in pratica il detto: “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Quello che é al vertice insieme ai suoi consuìiglieri non mi pare persona molto lucida.

sd
Scritto il 7 marzo 2019 at 21:11

madmax,

Prima o poi anche gli USA la capiranno………..”O Franza o Spagna purchè se magna”.
Prima o poi ci lasceranno in pace a farci gli “affari nostri”.

idleproc
Scritto il 8 marzo 2019 at 23:55

luigiza@finanza,

sd@finanza,

Anche Soros o chi con lui lo ha capito, è esplosa la contraddizione tra le sopravvivenze degli stati nazionali (USA compresi) e il processo sistemico della globalizzazione finanziaria e allargamento della base produttiva che in questa fase storica è esattamente l’oppsto del propagandato liberismo e libero mercato, è neocolonialismo oligopolistico puro anche a casa “propria”.
L’esplosione è legata alle spinte sociali che forzatamente non possono essere che su base nazionale-locale e che sono state interpretate dalla “destra” in occidente in quanto la sinistra ha sposato in pieno sia l’ideologia che il massacro sociale delle popolazioni interessate partecipando coi suoi vertici al banchetto e a dare consigli sulle ricette della cucina.
Esistono conflittuali anche due “modelli” diversi e incompatibili di tardo capitalismo, quello “cinese” e quello “russo” con forti basi nazionali-sociali e quello iperfinanziarizzato disintegrato socialmente e in crisi di squilibrio in occidente.
Il tutto, e quella da me descritta è una grossolana semplificazione, sta andando verso la rottura del sistema capitalistico a livello globale.
La cosa è facilitata dal fatto che interessi soggettivi dominanti e contradditori stanno su percorsi obbligati.
Dalle crisi sistemiche reali e noi ci siamo dentro, non si esce mai se non con un altro sistema nuovo di pallino e con i rapporti di proprietà e visione del mondo qualitativamente diversi e incompatibili con quelli storicamente esauriti.
Andrà così, il processo puo’ essere solo rallentato, mi dispiace per chi si scanna a produrre chiacchiere ideologiche, fatica inutile, o per chi pensa di aver raggiunto un posto a tavola.
Purtroppo non sarà una passeggiata.

stanziale
Scritto il 10 marzo 2019 at 15:30

idleproc@finanza,

…mi dispiace per chi si scanna a produrre chiacchiere ideologiche, fatica inutile, o per chi pensa di aver raggiunto un posto a tavola….
tra i posti a tavola possiamo aggiungere quelli che si orientavano sui bitcoin , anche la block chain e’ attaccabile …https://sadefenza.blogspot.com/2019/03/una-volta-salutato-come-inattaccabile-i.html

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