LA MORTE DEL DOLLARO E LA MELA BACATA!

Scritto il alle 12:09 da icebergfinanza

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Il grande Mark Twain dopo aver appreso la notizia della sua morte da parte della Associated Press, sdraiato all’ombra su un’amaca in riva ad una spiaggia delle Bermuda, mandò un telegramma, semplice, semplice…

“Spiacente di deludervi, ma la notizia della mia morte è grossolanamente esagerata.”

Nel fine settimana, per gli amici di Machiavelli è in arrivo un altro manoscritto-telegramma, sintetico, efficace, due righe, giusto per ribadire che insieme in questi anni, vi abbiamo più volte spiegato per quale motivo, lui, mister Greenback, resterà con noi ancora per molto tempo, decenni almeno. Avremo come ospite il leggendario Puntosella e il nostro amico Leonardo.

Ci sono due argomenti fondamentali sui quali, attraverso l’analisi empirica, Iceberfinanza ha puntato le sue strategie in questi anni, la deflazione da debiti e il dominio assoluto del dollaro.

Moneta rifugio per eccellenza, esperienza empirica esaltante e spettacolare, noiosamente ripetitiva. Non solo, ci sarà da parlare di un altro argomento, si parleremo di mister OIL, quello che doveva decollare sino a raggiungere nuovamente i 100 dollari, puntare sul petrolio in mezzo ad una deflazione da debiti, è come cercare di accendere un fiammifero in mezzo ad un tornado.

 

Infine, aspetteremo anche noi, insieme a Miss Deflation, sdraiati su un’amaca fuori dalla sede della Federal Reserve, le decisioni di politica monetaria per il 2019, dopo l’ultimo rialzo dei tassi per il 2018, popcorn e gassosa per tutti, paghiamo noi!

Per il resto o tengono su la baracca in queste settimane o Babbo Natale se lo possono scordare, Apple compresa.

Ieri l’ondata di vendite è arrivata dal settore tecnologico, poi a seguire quello petrolifero e via dicendo. Il titolo Apple ha perso oltre il 4 %, qualcuno sta iniziando a chiedersi quanto sia sostenibile la performance del titolo e dei ricavi dell’azienda della mela bacata.

Anche la manina del dio minore, Goldman Sachs ha preso una sventola di oltre il 6 % a causa delle preoccupazioni per l’interazione della banca con un finanziere accusato di aver rubato miliardi di dollari dal fondo di investimento Malaysia Development Bhd. la solita truffa della banca più criminale al mondo. General Electric ha perso il 5% e si avvia ad una fine ingloriosa.

Auguri, non sarà una passeggiata!

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4 commenti Commenta
phitio
Scritto il 13 novembre 2018 at 13:48

Il petrolio e’ destinato a subire questi repentini crash di prezzo. Man mano che ondate successive di calo di domanda ed eccesso di offerta, in asincrono, daranno sventole al commercio… Non siamo piu’ da tempo in una economia globale predicibile nei suoi trends… questo e’ il sintomo maggiore del peak oil.. un concetto non pienamente compreso nelle sue implicazioni, un po’ come il global warming… ma non e’ del tutto colpa nostra… Il problema e’ che le nostre menti ragionano praticamente sempre in maniera lineare, estrapolano linearmente nel futuro, e non sono in grado di beccare quello che puo’ fare un sistema complesso e dotato di retroazioni ed effetti ritardati… A meno di non padroneggiare un campo di conoscenze come quello della dinamica dei sistemi… roba che non e’ per tutti e che se ti dice le cose che non vuois sentire, e’ facile da trascurare… un po’ come e’ capitato ai “limiti della crescita”, di quasi ormai 50 anni fa.

apprendista
Scritto il 13 novembre 2018 at 17:48

cosa accade alle imprese:
https://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN1NH11L-OITTP
+ addizionali irpef sbloccati aumenti
+ farsa della quota 100 con forti penalizazzioni
+ aumenti tasse su gioco e sigarette
+ rimozioni agevolazioni fiscali imprese
+ assimettria fiscale tra imprese per effetto dei minimi,ultimo pastrocchio di cui il paese aveva bisogno.
+ beffa ai risparmiatori truffati dalle banche,30% e non rompi piu’ il cazzo
+ tasse sulle banche, gia’ allo stremo, che pagheranno i correntisti ed ancor di piu’ chi dovra’ contrarre un prestito e/o rientrare del medesimo
lascio a voi ogni conclusione

mario62
Scritto il 13 novembre 2018 at 22:04

Il petrolio è prodotto in gran quantità dagli USA, adesso, nonostante le riduzioni fatta dai Saudita di quantità c’è ne è tanto. Inoltre, il solare costa oramai meno della produzione elettrica da fossile. Lo dico se non altro per evitare una visione monodimensionale. Poi, basta unire i puntini che interessano per avere ragione… Ad ogni modo, anche io sono fuori dalla borsa, ho investito in beni solidi che non siano un debito di altri, e comprerò un po’ di Treasuries.

apprendista
Scritto il 14 novembre 2018 at 15:22

Come immaginavo frega un cazzo a nessuno ,rispondetemi un po’ c’è qualcuno tra voi che crea ricchezza?
Oppure come penso covo di dipendenti e pensionati insomma solita gente a RIMORCHIO?
ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

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