FOBIA DA INFLAZIONE!

Scritto il alle 13:39 da icebergfinanza

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Affascinante davvero, la frenesia quotidiana, l’ansia, è il motore che guida i mercati finanziari e i suoi principali attori, per non parlare del gregge, dove sono finiti i fautori del prezzo del petrolio a 100 dollari al barile?

Non male davvero come performance, passare da 77 dollari a quasi 62, la spettacolare ripresa dell’economia mondiale è andata in fumo nello spazio di un istante!

Difficile fare comprendere ad un gregge di ignoranti il significato profondo di una deflazione da debiti, non c’è nulla da fare, della speculazione che la sostiene, senza il debito l’economia mondiale sarebbe morta e sepolta, perché il secondo denominatore comune di tutte le grandi crisi, l’impressionante, disuguaglianza di ricchezza esistente, non lascia scampo, la madre di tutte le crisi è dietro l’angolo, in un crescendo esponenziale.

In pochissimo tempo il prezzo del petrolio, nell’indifferenza generale è precipitato, disintegrando tutte le medie mobili possibili ai minimi di aprile, si sale per le scale, si scende con l’ascensore e si arriva direttamente nei territori dell’orso nero.

Nel parleremo nel prossimi manoscritto di Machiavelli in dettaglio, ma è chiaro che l’esenzione dall’embargo contro le esportazioni di petrolio dell’Iran concesse a 8 paesi tra cui Italia, Grecia, Turchia, Giappone, Cina, India, Corea del Sud e Taiwan permetterà di continuare ad esportare almeno la metà dello stesso petrolio che esportava prima.

E certo,” per ora “, la carta straccia italiana, non appena vede un successo di questo governo, spera sempre che sia momentaneo, per ora lo spread scende, per ora siamo esentanti dall’embargo, per ora questi pennivendoli sopravvivono, non hanno ancora capito che a differenza dell’Europa possiamo contare sul pieno supporto di Russia e Stati Uniti, Cina compresa.

Credetemi, le fobie sull’inflazione, l’isterismo iperinflativo è una malattia difficile da curare, piano, piano il gregge ci arriverà, noi non abbiamo alcuna fretta!

Nel frattempo i maestri della deflazione da debiti, i giapponesi fanno registrare un collasso, di oltre il 18 % degli ordininativi per macchinari a settembre, che porta la dinamica annuale ad un MENO 7 % rispetto ad attese di un aumento dello stesso importo.

Japan Machinery Orders

 

I dati assolutamente deprimenti probabilmente porteranno in territorio negativo il prodotto interno lordo nel terzo trimestre.

Un membro della banca centrale giapponese ha dichiarato che la politica monetaria è impotente di fronte al declino strutturale dell’economia giapponese, declino strutturale innestato dalla deflazione da debito.

Studiate la storia della crisi giapponese, capirete molte cose che gli asini, dotti, medici e sapienti, che commentano da anni questa crisi, non capiranno mai.

Stasera c’è la Fed, le solite due chiacchiere al bar tra amici.

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11 commenti Commenta
kry
Scritto il 8 novembre 2018 at 15:01

Ciao Andrea sei uno spasso ,
non concordo sull’ ANSIA che personalmente ritengo il motore del

MULTINAZIONALISMO

il miglior modo per le multinazionali chimiche e farmaceutiche di fare utili.

Attento all’orso nero … e non scendere con l’ascensore.

Ti stimo molto
Grazie per il tuo altruismo nel dedicare tempo ed energie per continuare a tenerci informati … anche facendoci sorridere.
Ciao

vito_t
Scritto il 8 novembre 2018 at 17:26

Spessissimo fai riferimento al Giappone ai suoi fondamentali, fra i quali spicca il rapporto debito pil al 230%, ma chissà perchè il problema del pianeta … è quello italiano, sono ridicoli e dire che là c’è la Boj che a furia di stampare rischia di esaurire l’inchiostro.
Hai certamente sbagliato il timing del crollo azionario, questo è vero, ma ho sempre condiviso quello che comunichi perchè basato sulla tremenda realtà e non sulla stupida teoria, e per questo ogni tanto non è superfluo ringraziarti.
Sull’equity sto cominciando a pensare che un giorno ci sveglieremo e guardando gli indici di borsa, diremo, beh .. ho letto male. Probabilmente “potrebbe” diventare conveniente per tutti un bel flash crash stile 19 ottobre 1987 per aver la scusa di ricominciare a fare le varie porcate, sempre che questa volta glielo permettano.
In attesa che si compia il destino, rimaniamo in paziente attesa, semprechè non debba essere ancora molto lunga.

    icebergfinanza
    Scritto il 9 novembre 2018 at 08:36

    Grazie! Ma per onore della verità al momento ho solo sbagliato il timing di entrata sui Treasuries. Per quanto riguarda l’azionario come tu bei sai io seguo solo il DAX con il suo famoso modellino e sino ad ora non ha sbagliato nulla. A me il timing interessa relativamente intanto ci godiamo le cedole, quando il DAX arriverà a destinazione sarà uno spettacolo in conto capitale con tassi negativi o pari a zero!

marcos.
Scritto il 8 novembre 2018 at 17:47

Carissimo Andrea. Come sempre un articolo denso di spunti di ragionamento e magari di angoscia per ciò che verrà e che non potremo fare altro che vivere…..
Sul Giappone però avrei una domanda: sulla deflazione da debiti ho solo da stare ad ascoltarti in silenzio ,il tuo livello di preparazione è tale da farmi evitare commenti …
Però , grazie all’invito di un collega di lavoro giapponese vengo da un viaggio di un mese nel sol levante …
é una società che non esiste più!!!
Ho visto interi villaggi abbandonati . città svuotate.
tranne Tokio e pochi altri centri il declino è impressionante.. Mi raccontava di come anno doppo anno i suicidi fra i ragazzini aumentano e di come gli hikikomori sono ormai un fenomeno da numeri spaventosi nelle loro città….. E più i segnali di stress della loro civiltà aumentano , più sono spinti alla megaproduzione…. Quanto c’è di volontà autodistruttiva in tutto ciò?
Secondo te è devvaro un futuro giapponese quello che ci aspetta?
Grazie per quello che fai!!!

    icebergfinanza
    Scritto il 9 novembre 2018 at 08:46

    Al di la degli aspetti tecnici il Giappone è sempre stato una terra di eccessi, soprattutto a livello di gioventù. Chiaro che è soprattutto una crisi antropologica, una questione sociale, il lento ed inesorabile declino demografico. Dopo il picco di metà anni settanta e una fase di stabilità ad inizio anni 80 l’accelerazione è avvenuta in coincidenza con la speculazione degli anni 80 che ha portato alla devastante crisi di inizio anni ’90. Poi il lungo doppio decennio perduto una terribile deflazione da debiti. Se il nostro Paese non riscoprirà l’importanza della Famiglia e della natalità non avrà scampo!

ilribassista
Scritto il 8 novembre 2018 at 19:59

Andrea entro il 14 il governo deve approvare la riforma del fallimento.
Gli …. che hanno fatto la legge nel 2017 hannonmesso dei parametri per la nomina del collegio sindacale che rischiano di creare grossissimi problemi alle aziende piccole!!! Aiutoooooooioo

gianni435
Scritto il 8 novembre 2018 at 23:23

Grazie Andrea.
Brillante analisi, come sempre.

signor pomata
Scritto il 9 novembre 2018 at 07:00

Continuo a non capire il tuo non capire.
Se possono manipolare il prezzo e lo hanno fatto e lo faranno , che senso ha continuare a ricollegare il tutto alla economia reale?
Quanto vale economia reale?
Quanto vale economia finanziaria?
Non paga continuare a dire che tra poco arriva il mostro della crisi!
Perché la crisi è già arrivata da tempo per alcuni.
La ripresa non si è mai fermata per altri.
In una economia di moneta elettronica la crisi grossa arriva per forza se è voluta da chi gestisce il sistema.
Perché vede delle opportunità.
E attenzione che italia è una opportunità per chi possiede i cds.
In questo sistema il default è possibile visto come agisce la bce.

aorlansky60
Scritto il 9 novembre 2018 at 11:25

Piuttosto impressionante quanto descritto da marcos. sul Giappone; in prospettiva di lungo termine quel paese sembra essere spacciato (120 milioni di ab, paese demograficamente più vecchio al mondo, con un calo di natalità significativo negli ultimi tre decenni) se non che si tratta ancora del paese tecnologicamente num.1 al mondo per prodotti “consumer” (non considerando cioè il settore MILITARE dove altri paesi -USA Russia China FR UK- si trovano al top per ricerca & sviluppo) e in fondo qualche garanzia circa la tenuta [e la supportabilità del suo gigantesco debito pubblico] è ancora in grado di darla… forse…

forse dovrebbero ritornare a far figli come dice giustamente Andrea, cosa che dovrebbe essere presa in considerazione anche da altri (…)

e non è nemmeno errato [secondo il mio parere] quanto afferma SignorPomata :
Se possono manipolare il prezzo e lo hanno fatto e lo faranno , che senso ha continuare a ricollegare il tutto alla economia reale? Quanto vale economia reale? Quanto vale economia finanziaria?“;

Fino a poco tempo fà consideravo il fatto che “prima o poi” (esattamente come accadde nel ’29 del secolo scorso) qualcuno si dovrà pur accorgere di come è GONFIATO fuori da ogni logica il livello di equity societario a WS, accendendo un segnale che potrebbe portare a correzione pesante prima e nuovo pesante crash finanziario successivamente,

ma ultimamente mi stò convincendo che il mio è un antico modo di ragionare ancorato a vecchi concetti economico/finanziari che ormai non esistono più, perchè spazzati via da quanto hanno fatto (il vertice di sistema e le BC) negli ultimi 10anni (QE e easy money a gogo) aprendo un era totalmente nuova e sconosciuta alla quale occorre adeguarsi :

“coloro” che indica SignorPomata sanno bene e meglio di chiunque altro delle criticità e delle priorità che ormai tengono a galla l’intero sistema globale, e faranno di tutto per non fare sgonfiare quella BOLLA che ormai governa il mondo intero, anche più degli stessi vertici di sistema.

corvaz
Scritto il 9 novembre 2018 at 12:07

Le banche centrali giapponesi stampano denaro col turbo dagli anni ’80 con cui comprano poi il proprio debito e sostengono di non poco l’equity. Nonostante tutto lo Yen rimane la moneta rifugio del mondo! Dove stanno le differenze con la BCE e la FED?

veleno50
Scritto il 12 novembre 2018 at 07:23

aor­lan­sky60,

Ottimo commento . Ciao

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