ITALIA: NPL LA GRANDE RAPINA!

Scritto il alle 07:35 da icebergfinanza

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Quello che sta andando a concludersi è il peggiore ottobre per i mercati finanziari dal lontano ottobre del 2009, l’anno che iniziò la corsa drogata più sfrenata della storia economico/finanziaria. Un paio di settimane fa, in un sola settimana sono usciti ben 17 miliardi di dollari dai fondi comuni americani, uno dei movimenti più imponenti della storia di Wall Street.

Qualcuno dirà che il nostro Machiavelli ha avuto fortuna a prevedere un ottobre rosso all’inizio di settembre,che non era prevedibile, certo, ci vuole fortuna, ma ricordatevi che quando si analizza seriamente la realtà, il breve termine può sfuggire di mano, ma nel medio e lungo termine, la verità è figlia del tempo.

Noi abbiamo previsto la grande crisi del 2008, grazie allo studio della storia, soprattutto delle grandi crisi, in particolare quelle immobiliari, c’è chi dice che questa volta il sistema immobiliare americano non rischia una nuova deblace, io consiglio di leggersi questo articolo…

Prima di trattare l’argomento del titolo, su Bloomberg è apparsa una chicca del mitico Paul Volcker, il governatore che affrontò la grande inflazione degli anni ’70, una critica spettacolare agli attuali governatore della Fed e al loro obiettivo di inflazione…

Nel 1996, il presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, aveva avuto uno scambio con Janet Yellen, allora membro del Board of Governors della Fed, che presagiva un importante – e, penso, sconsiderato – cambiamento nell’approccio della banca centrale alla gestione dell’economia.

Yellen ha chiesto a Greenspan: “Come definisci la stabilità dei prezzi?” Ha dato quella che io ritengo l’unica risposta sensata: “Quello stato in cui i cambiamenti attesi nel livello generale dei prezzi non alterano in modo efficace le decisioni aziendali o domestiche.” Yellen insistette: ” Potresti per favore mettere un numero su questo? ”

Da allora, sotto la presidenza di Ben Bernanke e poi sotto Yellen [la risposta] è stata tradotta in un numero: 2 percento.

Mi preoccupo della logica. Un obiettivo del 2%, o il suo limite, non era nei miei libri di testo anni fa. Non conosco alcuna giustificazione teorica. È difficile essere allo stesso tempo un bersaglio e un limite. E un tasso di inflazione del 2%, mantenuto con successo, significherebbe che il livello dei prezzi raddoppia in poco più di una generazione.

La sintesi di tutto ciò è magistrale, come scrive Mike Shedlock, il vero rischio è la deflazione,  “la paura [della deflazione] può infatti portare facilmente a politiche che ne aumentano inavvertitamente il rischio.

Volcker afferma con precisione che il pericolo deriva dall’inflazione dell’inflazione e il suo cugino stretto ovvero la speculazione estrema che crea bolle e eccessi che minacciano i mercati finanziari. Ironia della sorte, il “denaro facile”, che cerca una “piccola inflazione” come mezzo per prevenire la deflazione, potrebbe, alla fine, essere ciò che porta alla stessa deflazione.

Questo è quello che io e Machiavelli vi raccontiamo da anni, questa è una deflazione da debito, quando il debito esploderà, non ci sarà più spazio per le idiozie legate all’inflazione.

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Ma torniamo all’argomento del giorno, attenzione perché in questo articolo di Alberto Bagnai, ci sta l’essenza della più grande rapina nel mondo bancario in corso, avviata dai mercenari che amministrano oggi Unicredit. In questi anni ci siamo spesso chiesti con ironia come sia possibile, costringere una banca a liquidare crediti deteriorati a valori estremamente ridicoli, spesso inferiori addirittura a 20 centesimi, talvolta si è arrivati a sfiorare il ridicolo o il sospetto che chi ha liquidato NPL sotto i 10 centesimi aveva un interesse particolare a farlo.

Se un credito deteriorato o inesigibile come meglio volete chiamarlo viene “regalato” ad un valore inferiore al livello del buon senso, esistono solo due possibilità, o il fesso è quello che vende e il furbo è quello che lo acquisisce o viceversa, il fesso è quello che lo compra e il furbo quello che riesce a rifilarglielo.

Vi lascio solo alcuni passaggi, poi riporto alcune tabelle e dichiarazioni che sono delle autentiche pietre miliari per comprendere cosa in realtà è successo in questi anni, senza escludere che un giorno non ci sia spazio per qualche indagine della magistratura.

Scrive il senatore Alberto Bagnai…

Nei casi più eclatanti (sui quali si soffermerà, spero, la Commissione d’inchiesta che verrà approvata dal Senato fra una decina di giorni, dopo essere stata approvata in sede redigente dalla VI Commissione) i prezzi ai quali le banche hanno ceduto i crediti dubbi agli “specialisti” del recupero erano assolutamente incredibili.

Gli acquirenti, quindi, ci hanno fatto dei bei margini di profitto. Se la banca vende crediti per un valore di 100 al prezzo di 17, e chi acquista il credito riesce a recuperare 34 (circa un terzo del valore iniziale del credito), la banca ci ha perso l’83% (ha prestato 100 e le rientra 17) ma l’acquirente dei crediti ci ha guadagnato il 100% (raddoppiando da 17 a 34).

Recuperare il 30% di un credito, anche in caso di problemi, non è una prospettiva utopistica (stiamo parlando di crediti per lo più “assistiti” da garanzie reali, cioè da ipoteche su immobili) e quindi nessun istituto li avrebbe ceduti a un prezzo tanto basso se non fosse stato per l’urgenza provocata dal bail-in “anticipato” di novembre 2015.

Spero sia chiaro a tutti questo concetto, grazie agli sprovveduti che hanno amministrato il nostro Paesi negli ultimi anni, i nomi non serve farli perché li sapete a memoria, prima si è introdotto il “bail-in” in Italia, poi si è pensato bene di favorire il panico tirando fuori dalle pieghe dei bilanci statali 20 miliardi di euro per salvare le banche di mio nonno, si quelle dove la maggior parte degli amministratori erano semplicemente dei criminali, come i politici loro amici ovviamente.

Prima di proseguire una piccola riflessione, visto che oggi media e televisioni strillano da mesi per qualche miliardo destinato alle pensioni o ai redditi, mentre dormivano quando chi ha contribuito a creare la crisi in Italia, tirava fuori 20 miliardi per il decreto salvabanche!

Il thread che vi sconsiglio di leggere è un pò tecnico, ma spettacolare,la sintesi è che ha fatto più danni alle banche la svendita dei crediti deteriorati che 10 minuti di spread alle stelle.

Il resto oltre all’invito di leggere tutto l’articolo ve lo lascio con le incredibili dichiarazioni di chi doveva sorvegliare, ovvero la Banca d’Italia, che invece insieme alla BCE di Mario Draghi sollecitava le banche a far presto per liberarsi dei crediti deteriorati regalandoli in giro.

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Non è incredibile, vi raccontano che una vendita generalizzata e affrettata di crediti deteriorati trasferirebbe risorse a danno delle banche verso altri soggetti, ovvero dai fessi ai furbi e loro sollecitano quotidianamente le banche di disfarsi degli NPL.

Il pressing della vigilanza europea!

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Tutto e subito a favore di chi?

Occhio a questa ultima perla e poi abbiamo finito…

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Un giorno scopriremo che loro i banchieri della Banca d’Italia non erano d’accordo con la BCE, ma dovevano ubbidire agli ordini, non erano d’accordo con il “bail-in” , non erano d’accordo con le valutazioni dei crediti deteriorati, ma quando te lo chiede l’Europa, non si può dire di no!

MI auguro che il buon senso non se ne stava nascosto per paura del senso comune, come direbbe il buon Manzoni, perché un sospetto mi gira per il cervello, perché tutta questa fretta di liquidare crediti a prezzi irragionevoli ad essere buoni.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca! Buon lavoro alla nuova commissioni di inchiesta, non quella ridicola messa in piedi dal precedente governo, buon lavoro alla magistratura, credo ce ne sia abbastanza per riscrivere la storia del nostro Paese.

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38 commenti Commenta
silvio66
Scritto il 30 ottobre 2018 at 13:08

Ciao Andrea,
tutti i soloni blasonati le stanno prendendo di brutto. Siamo dinnanzi ad un ulteriore evoluzione del mercato e i parametri di soli 3 anni fa non valgono più un piffero. Si affacciano nuove società e nuovi modelli che scalzano i vecchi Makers. Una di queste che pongo al vostro giudizio è l H2O con il suo multi bond isin fr0010923375. Roba che fino ad un paio di anni fa non prendevamo neppure in considerazione ma che oggi si impone almeno in valutazione.
Buonagiornata

embi
Scritto il 30 ottobre 2018 at 13:42

Sono un pelo fuori thread ma in questi giorni mi domando questa cosa e vorrei domandarla al Capitano e a coloro che elogiano le mosse del nuovo governo (non c’e nessun tono polemico). Voi considerate le loro mosse in materia economica sagge, invece le critiche dell’informazione o le previsioni catastrofistiche dell’Europa solo mistificazioni della realtà o balle. Quindi i rappresentanti del governo sarebbero persone valide e illuminate. Come e giusto che sia, i risultati diranno chi ha ragione. Ma io mi e vi domando, ora che si avvertono i primi segnali di un rallentamento dell’economia globale, delle persone illuminate avrebbero scelto questo momento per attuare delle manovre che, secondo loro, porteranno crescita? Senza giudicare le manovre, non potrebbero fallire per il solo fatto che hanno sbagliato timing? O comunque non portare i risultati sperati per pessimo tempismo? Se cosi fosse, la colpa potrebbe non essere loro, ma delle persone che si definiscono illuminate, sagge e informate avrebbero dovuto saperlo…a meno non abbiano intrapreso la strada giusta solo per culo e nel momento sbagliato…

    icebergfinanza
    Scritto il 30 ottobre 2018 at 15:08

    Le persone illuminate, sagge e informate dei precedenti governi hanno fallito, il loro tempo è finito, si cambia!

ilcuculo
Scritto il 30 ottobre 2018 at 16:18

ice­berg­fi­nan­za:
Le per­so­ne il­lu­mi­na­te, sagge e in­for­ma­te dei pre­ce­den­ti go­ver­ni hanno fal­li­to, il loro tempo è fi­ni­to, si cam­bia!

Andrea,

con tutto il rispetto, hai mai sentito il detto:

“di male in peggio ” ?

    icebergfinanza
    Scritto il 30 ottobre 2018 at 17:02

    Mamma mia un menagrammo è un ottimista al tuo confronto!

apprendista
Scritto il 30 ottobre 2018 at 16:19

Caro capitano onestamente mi fai paura,e’ chiaro che i precedenti governi hanno fallito ma se la novita’ e’ una merda una merda rimane anche se e’ la novita’,l’italia sta gia’ andando in recessione e nella manovra’ non c’e nulla che possa essere da volano perlomeno per una non decrescita ,Salvini ha tradito i suoi elettori non c’e nulla per le imprese (salvo i minimi che erano gia’ abbastanza evasori cosi creando una disparita’ fiscale tra imprese che operano nello stesso settore) anzi come scritto sul def la pressione fiscale, di poco, ma andra’ ad aumentare,mandiamo in pensione della gente prima sapendo che per le nuove generazioni non ci sara nessun assegno pensionistico con l’errata convinzione,gia’ ampiamente smentita,che se n vanno in pensione n devono essere assunti,su giggino non mi esprimo nemmeno i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

    icebergfinanza
    Scritto il 30 ottobre 2018 at 17:04

    La verità è figlia del tempo e non aggiungo altro per carità di Patria!

xtrust
Scritto il 30 ottobre 2018 at 17:37

aggiungi pure e se per caso arrivasse il peggior tipo di Inflazione perché non deriva da un aumento della domanda quindi non stimola alcun consumo agguntivo anzi. Veramente pensi che pippo ,pluto il cane da guardia e paperino che non conta niente abbiano le competenze necessarie. Capitano sei troppo intelligente per non capire che non sono all’altezza.

    icebergfinanza
    Scritto il 30 ottobre 2018 at 20:14

    Tu, voi non avete ancora capito chi sta dietro questo governo…

silvio66
Scritto il 30 ottobre 2018 at 17:45

Ciao a tutte/i,
un esempio di come il tg1 riporta le notizie lo abbiamo oggi in relazione all alluvione a Dimaro Folgarida dove il torrente incriminato lo chiamano meladrio al posto di meledrio e va be, ma quello che ha straripato si chiama rotian ed è in tutt’altro luogo. Stanno lavorando alacremente perché se dovesse realmente straripare il meledrio arriva diretto in piazza.

puntosella
Scritto il 30 ottobre 2018 at 18:17

Banca Etruria, Tercas e non solo. Ecco i veri attriti fra Paolo Savona, Ignazio Visco e Antonio Patuelli
di Michele Arnese

Sono svelati anche gli attriti fra i vertici del Fondo interbancario di tutela dei depositi (quando era presieduto da Paolo Savona), la Banca d’Italia e l’Abi su Banca Etruria e non solo nel libro in uscita dell’economista Savona “Come un incubo e un sogno” per i tipi di Rubbettino.

Nei giorni in cui Savona è candidato da Movimento 5 Stelle e Lega come ministro dell’Economia e delle Finanze, con la ritrosia del capo dello Stato, Sergio Mattarella, il libro in uscita dell’economista chiarisce per la prima volta gli attriti istituzionali che ci sono stati negli anni scorsi su alcuni dossier bancari ad alto tasso politico.

Non mancano nel libro di Savona staffilate ai vertici della Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi, della Banca d’Italia governata da Ignazio Visco e dell’Abi presieduta da Antonio Patuelli.

(TUTTE LE SOAVI BORDATE DI SAVONA A EDITORI, BANCHIERI, ISTITUZIONI, MANAGER E MAGISTRATURA)

Ecco alcuni brevi brani tratti da “Come un incubo e un sogno”:

La direttiva che regola la garanzia sui depositi e la risoluzione delle crisi bancarie fu approvata affrettatamente e disordinatamente dagli organi europei e dal Parlamento italiano, nonostante i miei avvertimenti fatti in occasione di una udienza parlamentare. All’aggravarsi della crisi, Draghi fu costretto a «inventarsi» altri strumenti per intervenire, la Commissione europea colse l’occasione per accrescere il suo potere e così fece, abbastanza disordinatamente, pure fece il governo Renzi e quello che seguì.

Per le altre mie richieste – chiarire il contenuto di deposito protetto, i rapporti tra noi e i commissari designati dal MEF, ma voluti dalla Banca d’Italia, le informazioni da dare al comitato del FITD per decidere la forma dell’intervento e i limiti statutari, i doveri di informazione dei depositanti sui rischi che corrono – il nervosismo al quale ho fatto cenno divenne reazione contraria aperta.

La Vigilanza mal sopportava in particolare la funzione di controllo che il FITD affidava a una società di auditing per verificare la fondatezza della richiesta di intervento che ci veniva richiesta, invece di ubbidire come avvenuto nel periodo di mia assenza.

Nella soluzione della crisi di una piccola banca milanese appurammo talune anomalie; tra queste che i dirigenti della banca in via di fallimento avevano chiuso i loro contenziosi accendendo depositi a saldo, che il FITD avrebbe dovuto rimborsare. La Banca d’Italia mi chiese di «passarci sopra» in attesa di un chiarimento che non venne, per evitare reazioni tra i depositanti (che avrebbe di seguito essa stessa determinato, permettendo l’applicazione anticipata del bail-in rispetto ai termini di entrata della sua validità, per le obbligazioni subordinate della Banca Etruria).

(TUTTE LE SOAVI BORDATE DI SAVONA A EDITORI, BANCHIERI, ISTITUZIONI, MANAGER E MAGISTRATURA)

La situazione di confusione e autodifesa degli errori di vigilanza della Banca d’Italia si sono ripetuti per altri casi e per altri aspetti dell’intervento, esplodendo in occasione della sistemazione della crisi della Tercas, la Cassa di Teramo, che si trascinava da anni ed era stata malamente condotta per coprire il conflitto di interessi in cui era incappata.

I commissari ci chiesero 300 mln di euro rifiutando di darci la documentazione adeguata, posizione che la Vigilanza ratificò sulla base di assurdi motivi, quale quello che il Fondo fosse parte terza che per legge non poteva accedere alle informazioni riservate.

La tesi era che chi pagava non aveva diritto a sapere perché dovesse farlo. Dopo aver chiesto un parere a un giurista altamente stimato dalla stessa BdI, il prof. Merusi, decisi qualcosa che, ben sapevo, avrebbe irritato i vertici della Banca, ormai non adusa a veder discutere le sue scelte: scrissi una lettera in cui affermavo che la richiesta era statutariamente «irricevibile». Apriti cielo!

Il presidente dell’ABI, Patuelli, fu invitato a non presentarsi più con me per difendere la posizione del Fondo, perché io ero titolare della difesa di interessi generali, mentre lui di interessi particolari; argomento valido, ma non ancora risolto, perché il presidente dell’ABI è membro di diritto del comitato esecutivo del Fondo e, quindi, amministratore responsabile, oltre che grande elettore del presidente.

L’ingiunzione era quindi contra legem, oltre che espressione dell’incapacità di governare un’importante istituzione rappresentativa di interessi legittimi. Il governatore Visco si fece dare il parere sul quale avevo basato la mia lettera e se ne fece preparare uno dal responsabile legale della Banca d’Italia, guarda caso moglie del responsabile della Vigilanza per le crisi bancarie, che venne silenziosamente rimosso secondo lo stile della casa.

Ovviamente il parere reso dagli uffici della Banca d’Italia era contrario al mio e, sulla sua base, ingiunse al Fondo di obbedire, negando il diritto all’indipendenza di giudizio del Fondo come organo legale Nel disperato tentativo di ottenere la collaborazione dell’ABI a tutela dei suoi associati preparai, con la preziosa e intelligente collaborazione dei funzionari del FITD diretti dal prof. Ricardo De Lisa – che avrei ben visto come nuovo direttore dopo il pensionamento di Roberto Moretti, che sarebbe dovuto restare presidente dell’EFDI –, un documento di confronto tra gli schemi di tutela depositi e di risoluzioni delle crisi dei principali Paesi sviluppati e una proposta per un monitoraggio delle crisi bancarie che consentisse una programmazione anticipata degli interventi.

(TUTTE LE SOAVI BORDATE DI SAVONA A EDITORI, BANCHIERI, ISTITUZIONI, MANAGER E MAGISTRATURA)

Il primo lavoro implicava la superiorità del metodo americano dell’assicurazione depositi con integrazione pubblica per le crisi che superavano le riserve matematiche; il secondo richiedeva una stretta collaborazione tra Vigilanza BdI e Fondo che, come ho ricordato, mancava.

Nella riunione del direttivo ABI che si tenne a Milano, i membri si rifiutarono di discutere il programma e il vice presidente dell’Associazione bancaria, Venesio, e membro del comitato esecutivo del FITD disse che non erano interessati a queste proposte, ma volevano solo sapere se l’intervento che era stato richiesto dal commissario della Tercas poteva godere degli esoneri fiscali. Quale lungimiranza!

Dietro di me il solito ragioniere di banca di vista corta, vice presidente del FITD, mi scavalcò e si mise a negoziare con la Vigilanza piccoli sconti sulla cifra richiesta, distogliendo l’attenzione dal più importante problema di fondo, che non era quello di avere una riduzione dell’onere, ma un chiarimento statutario sulla correttezza dell’intervento, che venne effettuato, ma è stato di seguito impugnato dalla Commissione europea.

Il presidente dell’ABI Patuelli non sostenne la mia azione e assecondò la decisione di sostituire me e il direttore generale, rispettivamente con un consulente e un funzionario della Banca d’Italia, ponendo fine alla vicenda. Di seguito, informai Visco per iscritto di una grave violazione compiuta dal consiglio della Banca Etruria ed egli neanche mi rispose. Non ricorsi alla magistratura, che comunque era informata dalla stampa, anche per la disistima verso questa importante istituzione di cui ho già parlato. Le vicende che sono seguite e sono tuttora aperte mi hanno dato in larga parte ragione.

Ho atteso inutilmente da Visco e da Patuelli un semplice gesto riparatorio dei loro comportamenti scorretti nei miei confronti, ma soprattutto verso il Paese, il primo, e verso gli associati, il secondo.

(TUTTE LE SOAVI BORDATE DI SAVONA A EDITORI, BANCHIERI, ISTITUZIONI, MANAGER E MAGISTRATURA)

TUTTI GLI ULTIMI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE SUL CASO SAVONA:
(IL VERO PENSIERO DI PAOLO SAVONA SU EURO, DEBITO, BCE, TASSE E SPESA PUBBLICA. L’ARTICOLO DI START MAGAZINE)

(ECCO PERCHE’ BANKITALIA NON GRADISCE PAOLO SAVONA AL TESORO. L’ARTICOLO DI OLDANI)

(VI RACCONTO LE STRANE MANOVRE CONTRO SAVONA AL TESORO. I GRAFFI DI DAMATO)

(TUTTI GLI ARTICOLI DELL’ECONOMISTA PAOLO SAVONA SU START MAGAZINE)

(COME RIFORMARE I TRATTATI EUROPEI. IL MANIFESTO-APPELLO DI PAOLO SAVONA)

(EUKLID, DA CHE COSA SI E’ DIMESSO GIORNI FA PAOLO SAVONA)

Anche questa rapina spacciata per “SALVABANCHE”…. solo dei banditi potevano inventarsi
una dicitura del genere…..

https://www.startmag.it/economia/banca-etruria-tercas-e-non-solo-ecco-i-veri-attriti-fra-savona-visco-e-patuelli/

apprendista
Scritto il 30 ottobre 2018 at 18:19

Felicissimo di sbagliarmi.
ice­berg­fi­nan­za,

sherpa
Scritto il 30 ottobre 2018 at 18:20

Vedo che parecchi componenti della truppa sono pessimisti.
Forse stavano meglio prima, io no.
Ma di cosa avete paura?
Dello spread?
Lo stesso spread che, manipolato ad arte ha consentito il rovesciamento di un governo magari non gradito, però legittimo?
Forse non avete capito che qui c’è in ballo ben più della quotazione dei Btp.
Per quanto mi riguarda questo governo ha fatto la mossa giusta con questa manovra.
Sarà una passeggiata?
Certo che no, nessuno lo ha mai detto, ma visto i ricatti e le politiche UE ampiamente è spudoratamente pro Germania e Francia (vedasi banche, come sopra ben descritto dal capitano, ma non solo, anche politiche apertamente liberiste e contrarie ai dettami della nostra Costituzione) il lottare per difendere i nostri interessi non è rimandabile.

sherpa
Scritto il 30 ottobre 2018 at 19:35

sherpa@finanza,

—Vedo che parecchi componenti della truppa sono pessimisti.
Forse stavano meglio prima, io no.
Ma di cosa avete paura?
Dello spread?
Lo stesso spread che, manipolato ad arte ha consentito il rovesciamento di un governo magari non gradito, però legittimo?
Forse non avete capito che qui c’è in ballo ben più della quotazione dei Btp.
Per quanto mi riguarda questo governo ha fatto la mossa giusta con questa manovra.
Sarà una passeggiata?
Certo che no, nessuno lo ha mai detto, ma visto i ricatti e le politiche UE ampiamente è spudoratamente pro Germania e Francia (vedasi banche, come sopra ben descritto dal capitano, ma non solo, anche politiche apertamente liberiste e contrarie ai dettami della nostra Costituzione) il lottare per difendere i nostri interessi non è rimandabile—.
Secondo voi in una probabile recessione le precedenti politiche di austerità cieca sarebbero le più adatte?
L’errore, a mio avviso, potrebbe rivelarsi il poco deficit, ma qui entra in gioco il livello dello scontro politico con l’UE: aver proposto un troppo ragionevole 2,4% rende ingiustificata la reazione della commissione, portandola in posizione di torto.
Lo 0,8% deciso dal precedente governo era un non senso e il 2,4% rientra nei (comunque assurdi) limiti imposti da Maastricht.

madmax
Scritto il 30 ottobre 2018 at 20:25

Ragazzi, vedo incensare Savona ma la cosa mi lascia perplesso, ripeto uno che dice che il condono e’ un regalo dai ricchi ai poveri mi lascia molto perplesso! Ma tanto perplesso, ma contenti voi.

embi
Scritto il 30 ottobre 2018 at 20:54

Niente, con tutto il rispetto non ho ricevuto nessuna risposta che possa ritenersi utile. Non si parlava di ottimismo o pessimismo, non si metteva in dubbio che i precedenti avessero fallito, non si affermava che il governo attuale sarebbe responsabile dell’eventuale recessione, ma soltanto che se l’economia globale rallenta, l’Italia non credo possa crescere, al massimo decrescere meno degli altri. Percui se volevano stravolgere il mondo e fare la rivoluzione, se come dicono vogliono far crollare il sistema, dovevano scegliere i tempi giusti prima di annunciare la rinascita, aspettare il crollo…altrimenti mi sembra facile bruciarsi e poi venire a giustificarsi come i governi precedenti, del perche non sono riusciti o del perche non sono loro i responsabili del disastro. E a quel punto con tutta onestà, sarebbe difficile giustificare uno e accusare l’altro se non ricorrendo alla faziosità. O tutti colpevoli o tutti innocenti…propenderei per la prima

apprendista
Scritto il 30 ottobre 2018 at 20:59

Non confondiamo,sono con il governo per l’orgoglio italiano ma la manovra é una merda perché fatta da provvedimenti perlopiù nati da compromessi ed esigenze elettorali,i mercati li avrei sfidati con una eccellente manovra magari in investimenti strutturali da volano per lavoro e crescita poi se andava male amen,ma tu pensi realmente che con quota 100 e le mancette di giggino l’economia si rivitalizza?
Spiegamelo perché io non vedo come possa accadere
sher­pa@fi­nan­za,

signor pomata
Scritto il 30 ottobre 2018 at 23:13

Carissimi ragazzi , io faccio operaio e ho la licenza media.
Ho sempre lavorato oltre le nove ore tutti i giorni.
Ho una passione che era prima la finanza e poi la macro economia.
Chiaramente a livelli infimi.
Ma spesso leggendo alcuni commenti e ascoltando i media mi sembra di essere un genio, un nobel.
Spesso mi viene da ridere a leggere o sentire certe considerazioni.
Sembra come che questo pensiero liberista abbia distrutto il nostro modo di ragionare, di capire il problema, perfino di ricordare gli eventi.
La manovra non è altro che il modo più veloce per aumentare la domanda.
Dare soldi a chi li spende sicuramente.
Disoccupati e le finte partite iva ossia i fottuti dal sistema.
Siamo al manuale economico cazzo.
Una disoccupato o un finto lavoratore autonomo non risparmia ma spende.
Quello da guardare non è lo spread ma il saldo estero, visto che la domanda verrà intercettata anche da prodotti esteri.
Non piace perché i soldi li volevano i soliti noti.
Quelli che lo stato paga e loro risparmiano e portano via.
Chiaramente senza un controllo valutario e doganale la cosa è di breve respiro.
Ma nel breve è quello che ha più impatto.
Chiaramente nessuno conosce le intenzioni di chi comanda.
Noi sappiamo cosa farebbero i keynesiani alla bagnai ma qui siamo in presenza di una truffa ben organizzata e con risorse infinite.
Ci hanno fatto male e ce ne faranno.
La maggioranza non ha minimamente capito.
Bisognerà avere anche molto culo e forse non basterà.
Di fatto se cade il governo e riescono a mettere uno filo troika o lei stessa ci asfaltano e si prendono tutto.
I primi colpiti saranno quelli del pubblico.
Ma non credo che hanno compreso il rischio.

signor pomata
Scritto il 30 ottobre 2018 at 23:26

xtru­st@fi­nan­zaon­li­ne,

Non si capisce cosa vorresti dire.
Il peggior tipo di inflazione è quello che ti mettono chi controlla mercati senza mercato.
Che per inciso sono quelli che ci bastonano da tempo tipo le autostrade.
Quello di cui la gente ha paura sono fatti già accaduti.
Disoccupazione, fallimento bancario, deflazione immobiliare, deindustrializzazione, distruzione welfare,povertà.
Dobbiamo capire che per loro questo è un effetto sopportabile e cercato per arrivare a far scegliere i cittadini che non vi è un altra scelta.
Andare avanti a distruggere lo stato e regalare tutto , noi compresi, allo stato europeo.
Che non esiste e mai nascerà.

ilcuculo
Scritto il 30 ottobre 2018 at 23:55

sher­pa@fi­nan­za,

Non è il deficit il problema.

È come viene impiegato.

Ma di questo non si parla… almeno non qui

sd
Scritto il 31 ottobre 2018 at 01:44

Probabilmente a molti non piace la Democrazia.
Quelli che hanno perso i voti dei propri elettori e di conseguenza le elezioni dovrebbero convincersi che sono stati truffati, per non dire ingenui. Potevate ascoltare il malcontento del popolo.

vincentspa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 01:50

Verissimo tre nomi per tutti Borghi inventore dei minibot consiglio il video su Youtube dove spiega cosa sono e a cosa servono Bagnai visitate il suo blog goofinomics ed ultima ma non meno importante Barra Caracciolo costituzionalista visitate il suo sito orizzonte 48 questi tre ITALIANI sono l’arma segreta la bomba nucleare all’interno del governo… senza nulla togliere ai politici 5s e lega coscienti del progetto in atto per sottrarre il paese al riparo dei ricatti dei mercati…
ice­berg­fi­nan­za,

vincentspa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 01:57

Ha dimenticavo un altro fattore non meno importante a chi sta dietro il governo uno de passaggio un certo Trump che ha sulle balle e sullo stomaco quegli imbroglioni di Teteschi che attraverso l’euro finto Marco fanno surplus pazzeschi sulle spalle degli americani i quali hanno detto chiaro e tondo di essersi stufati di essere i compratori di ultima istanza dei prodotti Alemanni quindi un ottimo supporto per il governo giallo.verde…
vin­cen­tspa@fi­nan­za,

gavino
Scritto il 31 ottobre 2018 at 07:26

sherpa@finanza,

Ho paura della fattura elettronica! Anzi terrore. Non ci voleva molto a bloccare questo inutile aggravio burocratico che ci porterà via tempo denaro e serenità. E ci voleva poco a far andare i bimbi non vaccinati in ludoteca e all asilo! Mi sembrava proprio il minimo sindacale!

aorlansky60
Scritto il 31 ottobre 2018 at 11:57

Ciò che starò per dire saranno cavolate per molti, o banalità per altri, ma mentre la maggioranza dibatte e discute sul governo ITA “giallo-verde” e relative scelte politiche, e in Europa sono tutti preoccupati a dare contro quest’ultimo, vorrei umilmente ricordare che più in alto esiste un livello decisionale ancora più importante di EU ed Europa, che pensa e lavora a fini e scopi precisi,

per far comprendere ciò che voglio dire bastano pochi dati (le cui fonti sono assolutamente certe e veritiere) :

in UK sono attualmente operative 30 basi militari di proprietà USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, gestite esclusivamente da personale AMERICANO di stanza in Gran Bretagna;

poco male direte voi, o magari “chi se ne frega”, tanto più che l’UK ha deciso per la “brexit” quindi non farà più parte dell’UE;

no, c’è dell’altro :

OLANDA 10 basi militari operative USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, gestite esclusivamente da personale AMERICANO di stanza in questo paese;

BELGIO 8 basi militari operative USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, gestite esclusivamente da personale AMERICANO di stanza in questo paese (più la ciliegina sulla torta di Bruxelles, assai nota al grosso pubblico per essere sede UE, ma meno nota per essere anche sede COMANDO NATO per l’Europa);

ora viene la parte più interessante :

GERMANIA 70(settanta) basi militari operative USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, gestite esclusivamente da personale AMERICANO di stanza in questo paese;

ITALIA 110(centodieci) basi militari operative USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, gestite esclusivamente da personale AMERICANO di stanza in questo paese; (*)

…per non tediare oltre tralascio i dati di altri Paesi Europei (Francia, Spagna, Polonia, Danimarca, Islanda, Norvegia, Grecia ed altri) dove sono notoriamente censite altre numerose basi militari operative USA, ripartite tra US-Air-Force, US-Navy, US-Army, sempre gestite da personale AMERICANO di stanza nei vari paesi citati.

…e sottolineo “basi militari operative USA” (e non Russe o Cinesi) dislocate in territorio Europeo, nei vari Stati sovrani che ho citato.

NON CREDO SERVA AGGIUNGERE ALTRO, PER CERCARE DI FAR COMPRENDERE CHI CONSENTE e SUPPORTA le politiche dei vari stati Europei : non i cinesi, non i russi e nemmeno gli indiani, MA GLI STESSI CHE DECIDONO DI FAR CADERE GOVERNI A LORO POCO GRADITI, seppure in maniera molto discreta come usano da molti decenni, QUANDO IL CASO LO IMPONE PERCHÈ AVVERSI AI LORO INTERESSI.

E tutto questo non avviene per caso : in fondo, a ben pensarci, anche la situazione qui descritta è “FIGLIA del TEMPO” come molto spesso si usa dire…

(*) Gli USA hanno imposto all’Italia la situazione in essere sulla base di: 1) Le clausole della «Convenzione d’Armistizio» del 3 Settembre 1943 (resa incondizionata firmata dai rappresentanti italiani a quelli americani); 2) Le clausole del «Trattato di pace» imposto all’Italia, il 10 Febbraio del 1947 (Parigi); 3) Il «Trattato NATO» firmato a Washington il 4 Aprile 1949, entrato in vigore il 1 Agosto 1949; 4) L’«Accordo segreto USA-Italia» del 20 ottobre 1954 (Accordo firmato esclusivamente dai rappresentanti del Governo di allora e mai sottoposto alla verifica, né alla ratifica del Parlamento); 5) Il «Memorandum d’intesa USA-Italia» o «Shell Agreement» del 2 Febbraio 1995.

Del resto, la maggioranza dell’opinione pubblica americana è ancora convinta che ad assassinare J.F.Kennedy sia stata “la maffia” piuttosto che uno sfigato idealista comunista di nome Lee Oswald, così come in italia la maggioranza dell’opinione pubblica è ancora convinta che a rapire ed assassinare l’on. Aldo Moro siano state “le brigate rosse”…

apprendista
Scritto il 31 ottobre 2018 at 16:45

No guarda permettimi,sarai preparatissimo sul resto ma sulle partite iva i gialloverdi hanno ulteriormente fatto cazzate,sai chi sono i minimi,? qualsiasi merdosa ditta anche fatta dal principale ed un solo dipendente deve abbondantemente passare i 65000 euro di ricavi altrimenti o muoiono di fame o sono evasori e li beccano perche’ gli studi di settore mai ammetteranno un ricavo cosi’ contenuto,i minimi sono pensionati e/o singoli individui il cui giro di affari e’ prevalentemente con privati con cui possono fare nero a go go pertanto fanno bene i loro calcoli e stanno attenti a non superare col fatturato il limite suddetto inculando il sistema,quindi va da se che si crea per individui/imprese che operano nello stesso una assimmetria fiscale che di fatto favorisce gli evasori a scapito di tutte le imprese con un minimo di struttura aziendale (cioe’ la maggior parte),questo fenomeno era presente anche con ricavi a soglia 50000 ma ora e’ peggiorato grazie agli idioti che l’hanno portato a 65000,tantevvero che il mi commercialista mi sta avvisando di numerose imprese con pochi addetti che si stanno sciogliendo a favore di ditte individuali, ed a sfavore dell’occupazione e delle entrate fiscali, per restare nei minimi e avantaggiarsi fiscalmente,chiaro che chi non potra’ farlo o non vorra farlo, magari per non buttare sulla strada ragazzi con famiglia che si conoscono da una vita,se lo prenderanno nel culo portando ulteriormente in difficolta’il tessuto imprenditoriale sano ,reale e strutturato seppur medio piccolo ma del resto i nostri 2 eroi giggino e l’ex comunista milanese,di impresa ne sanno meno di te,quindi detto tutto.
Mi raccomando continuate a sognare prendendo come riferimento (come sempre accade) il vostro modesto orticello personale da cui desumete le verita’ del pianeta
si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

embi
Scritto il 31 ottobre 2018 at 18:44

Eh beh, se dietro al governo e alle sue mosse, come scrive qualcuno, ci sta Trump stiamo in una botte di ferro….da Machiavelli a Donald, direi i passi da gigante dell’evoluzione umana

sherpa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 21:07

ilcuculo@finanza,

Problema è quello che dice UE :-)
Il problema è il deficit per quello, non certo per l’entita della manovra.
Come viene speso è un compromesso tra le 2 forze che formano il governo, del quale vi ricordo la storia complicata della sua formazione, oltrechè delle rotture di maroni provenienti da fuori e dall’interno delle istituzioni.
Non possono fare la rivoluzione, solo ottenere il massimo col poco che hanno e contro forze che sono ancora salde al loro posto.
In queste condizioni penso abbiamo fatto più di quel che potevano.
Il trambusto creato fin da subito in UE lo dimostra.

sherpa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 21:19

apprendista@finanza,

Non è certo sufficiente ma è un inizio, di più non potevano fare.
Hanno presentato una manovra prudenziale e gli sono piovute addosso ogni genere di eccezioni, in primis il respingimento della commissione UE.
A questo punto la parte del torto sta in chi ha rifiutato (non potevano fare altro per giunta, e qui sta la perfetta mossa politica) e si è preso la responsabilità di aver respinto una manovra ragionevole.
Vedremo, io ho fiducia.

sherpa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 21:24

aorlansky60,

Dati di fatto, non discutibili.
110 basi su territorio nazionale, volenti o no, sono influenti.
Prendiamone atto.

sherpa
Scritto il 31 ottobre 2018 at 21:33

gavino@finanza,

Questo proprio non me lo spiego nemmeno io, non so che dire.
Sono coinvolto e mi sta dando parecchi pensieri, perdita di tempo e denaro.
Associazioni di categoria si sono mosse per fornire il servizio, certo, a pagamento naturalmente.
Non sarà certo visto di buon occhio da parecchi elettori coinvolti questa mancata proroga dell’ennesima vessazione imposta con argomentazioni fasulle, vedi lotta all’evasione.
Rischia di essere un discreto boomerang.

liber
Scritto il 1 novembre 2018 at 00:29

Brigate Rosse: purtroppo i giovani, inevitabilmente, dovranno pensare che questa cosa sia vera perché è scritta nei libri di storia e gli insegnanti( anche loro fanno parte della maggioranza) gliela fanno studiare, quando almeno la storia recente potrebbero tralasciarla facendola sedimentare ancora qualche decennio.

veleno50
Scritto il 1 novembre 2018 at 07:26

aor­lan­sky60,

Caro Aorlansky sono più di 70 anni che non c’è una guerra in Europa,probabilmente non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena.Ciao

dorf001
Scritto il 3 novembre 2018 at 20:39

mad­max,
cioa madmax. ascolta, ti ho scritto una mail privata. vai a vedere.

Grazie

aorlansky60
Scritto il 5 novembre 2018 at 08:28

@ Veleno

ciao Veleno,

osservazione esatta la tua,

ma dobbiamo anche chiederci, noi europei (e specialmente noi ITALIANI) :

quanto è stato caro il PREZZO che ci è stato presentato da 70 anni
dall’OSTE ?? (“per avere la moglie ubriaca” o “la botte piena”, a scelta…)

ilcuculo
Scritto il 8 novembre 2018 at 17:28

aor­lan­sky60: quan­to è stato caro il PREZ­ZO che ci è stato pre­sen­ta­to da 70 anni
dal­l’O­STE ?? (“per avere la mo­glie ubria­ca” o “la botte piena”, a scel­ta…)

Considerando cosa sono state le guerre in Europa nel XX secolo e quanto ancora più devastanti potrebbero essere quelle del XXI esimo direi che nessun prezzo è troppo alto per la pace.

idleproc
Scritto il 9 novembre 2018 at 22:20

ilcuculo@finanza,

Non è perché c’è la cosiddetta europa che finora non c’è stata guerra in europa.
Basta una banale analisi per trovarne le ragioni e comprendere che è pura propaganda giustificativa dell’esistenza di quella che chiamano “europa”.

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