ITALIA: ASSALTO ALLA DILIGENZA

Scritto il alle 11:07 da icebergfinanza

 

Nei giorni scorsi in molti di Voi mi hanno chiesto che effetto si prova oggi a sentire parlare in tutte le salse di deflazione oggi dopo averne parlato per anni, insieme alle dinamiche della “debt deflation” mentre mezzo mondo urlava alla luna dell’inflazione e qualche “austriaco” disperso su un’isola del pacifico addirittura all’iperinflazione.

Tristezza, solo tristezza, ci si sente come Cassandra, impotenti di fronte alla storia e alla stupidità umana.

Chi ha letto il mio libro sa che le vicende dell’ultima grande crisi, quella giapponese che dura ormai da quasi cinque lustri, sono la nostra stella polare, non si può fuggire ad una debt deflation con la liquidità, non c’è scampo, soprattutto se per anni si è fatto tutto il contrario di quello che doveva essere fatto a partire dal sistema finanziario, dalle banche, che dovevano essere nazionalizzate all’inizio della crisi, quando i debiti pubblici erano ancora sostenibili, comprendere che questa era essenzialmente una crisi di DEBITO PRIVATO.

Fa tenerezza ascoltare Draghi che minaccia una ulteriore riduzione dei tassi quando ormai siamo vicini a zero, fanno tenerezza gli idioti di Dusseldorf e i loro giornali che attaccano l’aria, La Germania attacca Draghi sui tassi , si attaccano la “financial repression” di Draghi, quattro gatti di lingua tedesca come Wiedmann, Nowotny e il governatore del buco privato con il paese intorno, l’olandese Knot.

Non è fantastica questa moneta indispensabile che dovrebbe unire i popoli, un fallimento totale!

Oggi La Ue pronta ad aprire una procedura contro la Germania per il surplus commerciale certo una cannonata alla quale statene certi, dopo quello che è accaduto loro risponderanno con la Corte Costituzionale tedesca che ha ancora da rilasciare la pagella di Mario Draghi, promosso o bocciato?

No non ditemi che vi siete dimenticati della Corte di Angelina, ai posteri l’ardua sentenza.

Tornando alla deflazione è importante comprendere che in questa trappola ci siamo finiti, oltre che per gli errori politici di ogni paese America compresa come testimonia la tendenza … Inflation expectations anche grazie ai luminari bocconiani alla Monti o alle idiozie sull’austerità espansiva suggerite dagli Alesini che volano.

Ve lo ricordate Bruning…   “Se così fosse, l’Italia – conclude Münchau – continuerà a cavarsela, fingendo di aver scelto di rimanere nell’euro, ma senza creare le condizioni per rendere sostenibile l’adesione. Nel frattempo, mi aspetto l’emersione di un consenso politico anti-euro, che probabilmente potrebbe avere una maggioranza assoluta nelle elezioni successive o innescare una crisi politica, in ultima analisi, con lo stesso effetto. Quanto al signor , la mia ipotesi migliore è che la storia gli riserverà un ruolo simile a quello svolto da Heinrich Brüning, cancelliere della Germania 1930-1932. Anche lui faceva parte di un consenso prevalente che stabilì che non c’era alternativa all’”. MONTI TRA BRUNING E MELLON AUSTERITA

Il fantasma della Repubblica di Weimar è qui con noi oggi, dietro l’angolo Watch Greece – it may be the next Weimar Germany, basta un solo errore politico, ancora uno e allora si che sara iperinflazione, perchè come la storia suggerisce l’iperinflazione non è solo un fenomeno monetario ma soprattutto politico!

Ma la cosa peggiore di tutte è che gli errori di politica monetaria ed economica stanno rispolverando pulsione nazionaliste e xenofobe che attenzione non hanno nulla a che vede su un sano oggi euroscetticismo, di fronte al fallimento di questa classe politica che ha spianato la strada alla peggiore plutocrazia e all’imperialismo strisciante della Germania, favorito dagli errori ed eccessi di un manipolo di squallidi speculatori politici italiani ed europei che dormivano mentre i tedeschi deflazionavano gli stipendi di oltre 8 milioni di anime.

Oggi la marmaglia politica sta preparando l’assalto alla diligenza della presunta stabilità, attraverso oltre 3000 frecce, emendamenti, tra patrimoniali mascherate e condoni fiscali conditi da ideologie e conflitti di interesse, con consiglieri economici vari che fanno a gara per proporre un’idiozia attaccata all’altra.

Affascinante inoltre è l’intasamento quotidiano nelle trasmissioni e talkshow presunti economici di medici dotti e sapienti accademici e non, pure filosofi, che si alternano sfidandosi a duello su ideologie e soluzioni alla crisi, un gregge di intellettuali che dormiva negli anni prima della crisi e non solo anche in piena crisi, quando le autostrade erano intasate, i ristoranti pieni e non si trovava un buco su un volo qualunque.

No decisamente la gente comune ha la memoria corta, dimentica facilmente le fesserie scritte e dette, da questi soloni dell’ultima ora, se penso a quante volte siamo falliti negli ultimi tre anni non riesco a trattenere più le risate, vero Loretta.

In fondo la ripresa è dietro l’angolo, anche se non si sa bene quale, se quella del leggendario le Manni nel Sacco o quella che le piccole e medie imprese non riescono a intravvedere.

Inoltre sembra di essere tornati ai bei tempi del 2007, quando uno sconosciuto Icebergfinanza metteva in guardia dalla tempesta perfetta che di li a poco sarebbe arrivata. Un gregge ordinato che attende per l’ennesima volta di essere tosato, un’immensa tonnara quella dei mercati azionari, mentre qualche ingenuo tonno butta a mare merce preziosa aspettando chissà quale tapering.

Le immagini della tempesta perfetta nelle Filippine dovrebbero far riflettere, ben oltre la devastante forza della Natura, il significato di chi ha perso tutto e nonostante ciò, vuole ricominciare, queste sono lezioni!

Affascinante davvero … ora più che mai sulla riva del fiume, si il Mississippi ! 

Nel frattempo l’uovo di Colombo, l’ ennesima conferma che abbiamo scelto la rotta giusta è in viaggio, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro viaggio. 

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie! 

Inoltre Vi aspettiamo tutti per la nuova avventura su   METEOECONOMY  per condividere insieme nuove informazioni e analisi non solo economico/finanziarie attraverso la tempesta perfetta.

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31 commenti Commenta
kry
Scritto il 12 novembre 2013 at 11:52

No decisamente qualcuno della gente comune ha la memoria corta, la maggior parte non può dimenticare facilmente le fesserie scritte e dette perchè non si prende la briga di tenersi informati. Spesso leggo che la storia ama fare la rima e l’iperinflazione ci sarà, politici e banchieri si sono già messi d’accordo manca solo il quando o meglio il quando fa più comodo a loro. Grazie Andrea, adesso vado a ripassare il capitolo III ” L’azzardo del Mississippi “.

gnutim
Scritto il 12 novembre 2013 at 12:37

ciao Adrea, cosa intendi con la sponda del Mississippi?

L’arrivo dell’uragano finanziario in usa?

ciaula
Scritto il 12 novembre 2013 at 12:39

Come non darti ragione…
Adesso che la tempesta è all’orizzonte si cercano colpevoli a destra e manca; ed invariabilmente tra la classe dirigente politica.
Il bersaglio però è sbagliato, perchè quelli sono meri esecutori di scelte fatte fuori dal palazzo. E non sono circoli misteriosi; sono gruppi di pressione e lobbing ben determinati, con nomi e cognomi. Eccone alcuni: http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.it/2013/11/chi-comanda-realmente-in-europa-ed-in.html#more

stanziale
Scritto il 12 novembre 2013 at 12:57

Tralasciando i superflui complimenti per un ennesimo post lucido e particolareggiato, anche io sono rimasto particolarmente colpito laddove viene scritto “basta un solo errore politico, ancora uno e allora si che sara’ iperinflazione” . Io non sono un macroeconomista, ma mi sembra di poter capire che sara’ causata dall’immane stock del debito che c’e’ a giro nel mondo, e che necessiterebbe di meno finanza e piu’ politica keynesiana, questa gigantesca massa debitoria dicevo che va a scontrarsi con la politica degli idioti di Dusseldorf e (purtroppo) di chi li segue, la cui ricetta con un felice termine coniato da 48 e’ nota sotto il nome di Von Hayek per fessi ( Grecia, Spagna…ma particolarmente Italia) . Non ho quasi nessun dubbio che saranno i tedeschi a fornire, come al solito, il propellente per un grande disastro mondiale ma soprattutto europeo. Ma come e quando? Cioe’, Andrea: la cosa e’ talmente incancrenita che sara’ proprio la deflagrazione dell’euro doviuta al mancato cambio flessibile dei paesi sud a rendere ineluttabile la cosa? Mi sembra possibile.
Al riguardo un articolo di Bottarelli che parla delle banche
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/11/12/SPY-FINANZA-Le-banche-tedesche-son-pronte-a-far-crollare-Spagna-e-Italia/443119/

ferrariferrari
Scritto il 12 novembre 2013 at 13:44

Politici ed economisti di regime: “La ripresa in Italia ci sarà l’anno prossimo”.
Popolo: “Ma come, avete detto la stessa cosa l’anno scorso, e quello prima..”
Politici ed economisti di regime: “Infatti, avevamo detto che ci sarebbe stata l’anno prossimo”.
:roll:

neodimio67
Scritto il 12 novembre 2013 at 13:52

E’ il mio primo intervento, Andrea, mi sono deciso a farti sapere che ho seguito Icebergfinanza sin dal lontano 2007 con segreta ammirazione. Mi piace pensare di non essere stato uno di pochi. Non posso che ringraziarti perché grazie alla tua visione di quello che ci circonda si è allargata anche la mia salvandomi dal disastro. Niente più azioni da allora. Colleziono oro (sterline) con soddisfazione dal 2007, in memoria di mio padre, e nulla di quello che al momento sta accadendo mi farà cambiare idea. Tu sei solito ripetere frasi in genere inquetanti, ora ne voglio ripetere una che per me è musica:

.. mentre qualche ingenuo tonno butta a mare merce preziosa aspettando chissà quale tapering ..mentre qualche ingenuo tonno butta a mare merce preziosa aspettando chissà quale tapering…

Un cordiale saluto e ringraziamento a te e a tutti quelli che ti seguono fornendo spesso preziosi contributi – tanto per citarne uno John Ludd che ahimé non vedo più intervenire..

gnutim
Scritto il 12 novembre 2013 at 16:52

agiungo una news da finanza.com

Al 6 novembre, le banche italiane hanno restituito alla 38 dei 255 miliardi di euro raccolti attraverso le operazioni di rifinanziamento a tre anni (Ltro, Long term refinancing operation) indette dalla Banca centrale europea a dicembre 2011 e a febbraio 2012. È quanto si legge nel Rapporto di stabilità finanziaria preparato dalla Banca d’Italia.

Il dato è pari al 15% del totale inizialmente aggiudicato, contro il 39 per cento dell’area dell’euro. Il divario, spiegano da Via Nazionale, riflette in primo luogo un motivo precauzionale. “I titoli di Stato acquistati con i fondi ottenuti attraverso le operazioni di rifinanziamento a tre anni sono prontamente liquidabili, sostengono la posizione di liquidità a breve termine e consentono alle banche di far fronte a eventuali difficoltà di rinnovo della provvista sui mercati all’ingrosso”.

“Gli investimenti in titoli hanno inoltre alimentato i ricavi da interesse, contribuendo a sostenere i conti economici delle banche”.

“Gli investimenti in titoli hanno inoltre alimentato i ricavi da interesse, contribuendo a sostenere i conti economici delle banche”.

“Gli investimenti in titoli hanno inoltre alimentato i ricavi da interesse, contribuendo a sostenere i conti economici delle banche”.

apprendista
Scritto il 12 novembre 2013 at 16:58

Andrea scusa non capisco molto bene il concetto che un solo errore politico potrebbe portare all’iperinflazione…….

Scritto il 12 novembre 2013 at 17:50

apprendista@finanza,

Semplice, da un punto di vista logico, la situazione economica è da deflazione, calo degli stipendi, che porta ad un calo dei consumi, che porta ad un calo dei prezzi che porta ad un calo degl’investimenti che porta ad un calo degli stipendi, ovvio, ma… C’è un ma, c’è IL DEBITO, una deflazione teoricamente porterebbe ad un calo dei costi che prima o poi inciderebbe positivamente sulla competitività di un sistema paese, creando i presupposti per una ripresa, ma se questo paese è gravato di debiti, pubblici e/o privati, questi assorbono percentualmente sempre più risorse man mano che la deflazione aumenta, (se cala il pil, % aumenta il rapporto col debito pubblico e il costo per interessi) peggiorando la situazione. L’iperinflazione potrebbe diventare una tentazione per liberarsi rapidamente del peso del debito, anche se con rischi altissimi. Per dei fanatici, una tentazione il “o la va o la spacca”. O è una stronzata?

montrouge
Scritto il 12 novembre 2013 at 18:03

Credo che il governo Monti sia più facilmente assimilabile al governo Quisling.Quanto al “fallimento totale” dell’euro,ormai verità indubitabile,le elezioni europee del prossimo maggio potrebbero porre fine all’egemonia del quarto Reich in Europa(anche Obama sembra essere d’accordo)

dorf001
Scritto il 12 novembre 2013 at 18:49

montrouge@finanza,

caro mio dovresti aggiornarti. ora c’è un nuovo quisling. il successore di monti, eccolo qui : Quisling, Letta e i nuovi collaborazionisti

qui : http://www.beppegrillo.it/2013/11/quisling_letta_e_i_nuovi_collaborazionisti.html

dorf001
Scritto il 12 novembre 2013 at 18:52

per il sig. ruggero da brescia. c’è un video per te. ma hai proprio una ossessione x sto debito.

Valore indotto monetario, merce «lavoro» e reddito di cittadinanza –

video x te : http://www.youtube.com/watch?v=GGagn2lbeJ0

vedi, giacinto auriti vuole bne pure a te. non si è dimenticato. era un uomo giusto, corretto, onesto. dovresti aprrezzarlo invece di denigrarlo.

gioc
Scritto il 12 novembre 2013 at 19:33

Come al solito sottoscrivo al 1000% quello che scrivi. Eppur qualcosa si muove , come direbbe Galileo. Non certo nella nostra criminale classe politica che vuol vendersi le spiagge e forse anche i beni archeologici . Guardate quello che succede nella vicina e magnifica Francia nel più assoluto silenzio della nostra schifosissima stampa. Digitate su Google :” Génération réstistante”

gioc
Scritto il 12 novembre 2013 at 20:07

Incredibile!!! Sono scomparsi i video della rivolta dei berretti rossi in Bretagna. Comunque anche nel silenzio della stampa ufficiale sulla rete ci sono decine di articoli e foto che ne parlano. E’ una vera rivolta popolare della regione francese che nella quasi totalità aveva, alle presidenziali, votato socialista. La Le Pen vincerà , a meno di grossolani errori , le prossime elezioni ed allora ne vedremo delle belle.

stanziale
Scritto il 12 novembre 2013 at 20:51

<a href="mailto:kurskit@yahoo.it">kurskit@yahoo.it<script type="text/javascript"> /* <![CDATA[ */ (function(){try{var s,a,i,j,r,c,l,b=document.getElementsByTagName("script");l=b[b.length-1].previousSibling;a=l.getAttribute('data-cfemail');if(a){s='';r=parseInt(a.substr(0,2),16);for(j=2;a.length-j;j+=2){c=parseInt(a.substr(j,2),16)^r;s+=String.fromCharCode(c);}s=document.createTextNode(s);l.parentNode.replaceChild(s,l);}}catch(e){}})(); /* ]]> */ </script></a>@finanza,

Ottimo, non e’ per nulla una stronzata. Ci aggiungiamo che in queste condizioni vi e’ sicuramente la Grecia, ma penso quasi tutti in europa con esclusione della germania e poco piu’. Se e’ vero, come e’ vero, che i prezzi delle case si sono abbassati del 50%, quello dei capannoni molto piu’ e cosi’ tanti altri beni, ma anche tante attivita’ che incassano il 50% se ancora non fallite, questa cosa e’ se non deflazione. Purtroppo e’ anche la situazione italiana. E non so’ se saremmo ancora in tempo ad uscirne con una cura keynesiana, cioe’ (per come la intendo io) lo stato deve investire ed indirizzare per far ripartire l’economia. Forse e’ tardi, quindi potrebbe davvero arrivare l’iperinflazione, o un crollo delle valute(monete), svalutazione.

signor pomata
Scritto il 12 novembre 2013 at 21:45

Forse sarò io che sono terra terra e anche se seguo andrea e con le mie possibilità finanzio il blog non ci ho capito gran che!
In ogni salsa hai detto che siamo in deflazione conclamata, e lo dicevi quando tutti predicavano iperinflazione e corsa all” oro, ora che tutti vengono a raccogliere acqua dal tuo pozzo te ne usci che se ci sarà un solo errore politico l” iperinflazione potrebbe arrivare….ma i tassi rimarranno bassissimi a lungo.
Ma non è un controsenso, se inflazione comincia a correre saranno costretti a alzare i tassi, che poi è quello che cercano in tutte le salsa dai giapponesi a americani e inglesi……mi sfugge qualcosa?
Anche il fatto di aspettare sulle rive del mississipi non mi è chiara, non ci eravamo gia tuffati?

sd
Scritto il 12 novembre 2013 at 22:42

Buona sera

A volte il Capitano è un pò “enigmatico”…….naturalmente per chi da denaro da investire o preservare, a molti degli altri se è deflazione non avranno abbastanza reddito per vivere degnamente se invece è inflazione (o iper) non gli basterà il reddito per vivere degnamente……in pratica non cambierà niente.

L’inflazione arriverà solamente se i soldi arriverranno alla massa delle persone, finchè restano nelle mani delle banche per speculare non accadrà niente. Naturalmente è solo un opinione personale.

SD

SD

kry
Scritto il 12 novembre 2013 at 23:23

signor pomata@finanzaonline,

Se ( appunto se ) l’inflazione dovesse salire probabilmente salirebbero i tassi, e se l’inflazione andasse a 5% e i tassi al 2,5% ci sarebbe una differenza di 2,5%, non sempre i tassi d’interesse sono superiori all’inflazione.
sd@finanza,
“L’inflazione arriverà solamente se i soldi arriverranno alla massa delle persone, finchè restano nelle mani delle banche per speculare non accadrà niente.” Non è detto, potrebbe avvenire un evento tale ( es. cigno nero) da sfiduciare i risparmiatori e indurli a ritirare il contante dalle banche e spenderlo subito in beni di prima necessità e far cosi contento Dorf.

kry
Scritto il 12 novembre 2013 at 23:59

dorf001@finanza,

sd@finanza,

signor pomata@finanzaonline,

stanziale@finanza,

Henry Ford disse: “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.”

Mentre secondo l’economista canadese J. K. Galbraith, lo studio del sistema monetario è alla portata di qualsiasi persona curiosa e mediamente intelligente. La scienza economica si servirebbe dell’apparente complessità della materia per allontanare le persone dalla verità; una verità che potrebbe compromettere il perpetrarsi dell’attuale status quo.

Esiste una economia libera senza il ricatto dell’inflazione.

Ecco come avviene la creazione del denaro: le banconote sono emesse dalla BCE, ente privato, e sono utilizzate per acquistare Titoli di Stato, che però sono gravati da interessi ; ovvio che per pagare questi interessi è emesso altro denaro. E’ un cane che si morde la coda.

L’unico modo per uscire da questa spirale, sarebbe quello di generare nel bilancio pubblico avanzi primari talmente consistenti da superare la spesa per gli interessi. L’avanzo primario è il risultato della differenza tra il totale delle entrate, tributarie ed extra tributarie, ed il totale delle spese di uno Stato, risultato ottenuto prima di pagare gli interessi passivi sul debito pubblico, cioè sui buoni del tesoro e certificati di credito emessi.

In particolare, se il totale delle entrate dello Stato eccede il totale delle sue spese, avremo l’avanzo primario, contrariamente avremo il disavanzo primario[1].

Per far fronte al livello attuale del debito pubblico, bisognerebbe chiudere il bilancio con avanzi nettamente fuori dalla portata degli attuali governi. Inoltre una politica del genere comporterebbe un sacrificio lacrime e sangue da parte dei cittadini, con taglio dei servizi e inasprimento della pressione tributaria. Una assurda ingiustizia, che nei fatti andrebbe ad imporre politiche pubblica per ripianare un debito contratto dai privati.

Il debito pubblico non è ripianabile, è in continuo e costante crescita. Difatti si parla sempre non di estinzione del debito, ma di rifinanziamento. Un finanziamento che passa sempre attraverso l’acquisto di nuovi Titoli di Stato, totalmente indipendenti dalle manovre finanziare attuate dai vari governi appartenenti a diversi schieramenti politici, sempre e comunque asservite ai cartelli bancari internazionali.

Esiste una soluzione? Certo. Lo Stato per prima cosa dovrebbe riappropriarsi di Bankitalia, creando il proprio denaro e prestando attenzione a mantenere l’economia nella condizione di equilibrio. Ad un tot di soldi in circolazione, con prezzi mantenuti costanti, devono corrispondere beni e servizi reali.

Si dovranno abolire i Titoli di Stato, dopo aver provveduto a liquidare i possessori di quelli precedentemente creati, non più necessari per l’acquisizione del denaro.

Sovranità monetaria, moneta del popolo, come da Costituzione. La moneta così creata non sarà più addebitata ai cittadini, ma accreditata, elargendo un reddito di cittadinanza. Questo non a titolo di elemosina, ma a titolo di legittima pretesa giuridica. E’ il cittadino stesso a creare il valore della moneta, che la accetta come convenzione, in quanto oggi la moneta non è più legata alle riserve aurifere, quindi ha come unico valore il suo costo di stampa. La moneta è la misura del valore e il valore della misura, come il metro è la misura della lunghezza. Il resto sul link http://www.oltrelacoltre.com/?p=12227

dorf001
Scritto il 13 novembre 2013 at 00:16

kry@finanza,

ciao spiritoso. si perfetto il tuo articolo. questo è AURITI al 100€.

ottimo.

bye DORF

dorf001
Scritto il 13 novembre 2013 at 00:17

kry@finanza,

ciao spiritoso. si perfetto il tuo articolo. questo è AURITI al 100%

ottimo.

bye DORF

dorf001
Scritto il 13 novembre 2013 at 00:34

LA GUERRA DEL DEBITO: UNA MODERNA TRAGEDIA GRECA

poi toccherà all’italia. e con letta al governo la cosa è assicurata. leggere sotto.

DI ANDREW GAVIN MARSHALL
Information Clearing House

All’inizio della giornata di giovedì 7 novembre, la squadra antisommossa della polizia greca ha assaltato gli uffici della principale emittente pubblica della nazione la quale, da cinque mesi, era occupata dai lavoratori, i quali si opponevano alla decisione del governo di cessare l’attività della stessa, licenziando migliaia di dipendenti e distruggendo un’importante istituzione culturale.
Sembra che la trasmissione sia giunta alla fine.

Continua la lunga e dolorosa tragedia greca: la società e la cultura vengono distrutte, le persone impoverite e condotte verso una profonda depressione.

Si verificano la crescita di conflitti politici e sociali, l’ascesa del fascismo, l’aumento, all’interno dei campi profughi, del numero di immigrati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, che tentano di scappare dai dittatori che noi armiamo, dalle guerre che supportiamo; si intensificano i casi di suicidio, il degrado di salute e benessere, la scomparsa di servizi e sostegni a favore della popolazione; le persone sono condannate ad essere punite, umiliate, oppresse e distrutte… Queste sono le cosiddette “soluzioni” alla crisi, in nome del “risanamento economico”… Pensateci per un attimo.

Per quale motivo accade ciò? Perché lo richiedono alcune delle principali banche mondiali. Le stesse banche che hanno dato vita alla crisi finanziaria mondiale, alla crisi del debito europeo, alla crisi alimentare globale (la quale riduce alla fame decine di milioni di persone, incrementando, allo stesso tempo, la ricchezza delle sopraccitate banche); che riciclano centinaia di miliardi di dollari nel business del traffico di droga e della vendita di armi, finanziando guerra e terrorismo. Quelle banche esigono che gli abitanti della Grecia (e della Spagna, e dell’Italia, del Portogallo, e dell’Irlanda, e ovunque, sempre, in tutto il mondo) paghino gli interessi che reputano siano loro dovuti.

Permettetemi di spiegarlo il più semplicemente possibile: lo schermo di un computer, da qualche parte all’interno di una grande banca, ritiene che alcuni Paesi debbano a tale banca una certa somma di denaro, così gli abitanti di tale Paese devono soffrire e addirittura morire, in modo che il Governo si possa permettere di ripagare la banca. È questa la funzione del Governo, giusto? Servire le banche… Giusto?

La Grecia deve pagare le banche, perché le banche e tutti i loro amici (i cosiddetti “mercati finanziari”) hanno deciso di punire il Paese scommettendo contro la sua abilità di risanare il proprio debito, facendo crollare la sua affidabilità creditizia, rendendo maggiormente dispendiosa e, quindi, impossibile la sua capacità di prendere in prestito denaro e di reinvestirlo. A questo punto, la Grecia è fondamentalmente in bancarotta. Necessitando di denaro, si rivolge alla UE, alla Banca Centrale Europea e al Fondo Monetario Internazionale in cerca di “supporto”.

Essi pretendono che il Paese – per restituire il prestito [o i prestiti, ndt] – impoverisca la popolazione, tagli i servizi sociali, l’assistenza sanitaria, l’educazione, qualsiasi cosa vada a vantaggio della popolazione – lo distrugga! – perché “troppo costoso”. Queste sono le cosiddette “misure di austerità”. Poi bisogna assicurare che siano revocati alla popolazione recentemente impoverita tutti i suoi benefici, precedentemente garantiti attraverso il “patto sociale” tra questa e il Governo (sostanzialmente, un accordo che legittima il potere dello Stato di governare sulla popolazione). Tutto ciò deve essere annientato. Cose come pensioni, salvaguardia sociale, diritti e regolamentazioni del lavoro, protezione e sicurezza, industrie, risorse, servizi e ancora tutto ciò che è un bene della popolazione, deve essere demolito e svenduto a banche e aziende straniere. Demolito per assicurare che il Paese e la popolazione appena impoveriti possano essere effettivamente ed efficientemente sfruttate da aziende multinazionali. Queste sono le “riforme strutturali”, presumibilmente chiamate così perché “riformano” la struttura propria della società.

A questo punto, con la combinazione di impoverimento e sfruttamento, arriva la luce santa di ciò che guida in modo integrale il desiderio umano e la civiltà – il nostro obiettivo ed il nostro destino come specie su questo pianeta, il fondamento sul quale sorgono le nostre società, lo stadio più elevato dell’umanità: “la crescita economica”.

Chi non vorrebbe la “crescita”? Beh, a meno che non si parli di qualcosa come verruche, eruzioni cutanee, infezioni, infiammazioni, o di tumori, chiunque desidera la “crescita”, giusto? Anche se a farne le spese sono intere società e popolazioni costituite da esseri umani in carne e ossa, nella loro individualità, come ognuno di noi. Finché si soffrirà in nome della crescita, tutti saranno felici e contenti.

Allora, qual è il significato di “crescita”? Significa che le banche e le aziende – le quali hanno collaborato con le agenzie governative e i loro funzionari, specialmente nella creazione della crisi economica e finanziaria globale – adesso hanno la possibilità di raccogliere i benefici della distruzione: enormi profitti che ne aumentino il potere globale. Le grandi multinazionali possiedono più denaro di molte delle Nazioni della Terra. Il loro potere è salvaguardato dallo Stato, la loro influenza indiscussa, il loro controllo sulle risorse mondiali, sui materiali, sulla cultura e sull’intera società è in rapido avanzamento e sono – istituzionalmente e ideologicamente – totalitarie. Cosa c’è di non apprezzabile in tutto questo?

È proprio questo ciò che vogliono. Profitti e potere. Il nostro mondo è controllato e rimodellato da una minuscola élite finanziaria, industriale, politica e intellettuale. E la maggior parte delle persone deve soffrire in modo che questa possa ottenere tutto ciò che chiunque nella stessa posizione vorrebbe avere: anzi, essi vogliono tutto. Ed esigono che si taccia su queste questioni dando loro modo di impossessarsi di tutto. Se qualcuno dovesse avere problemi a riguardo, bene, è a questo che servono squadre antisommossa, prigioni e fascismo.

Ecco il motivo per cui la Grecia deve soffrire. Ecco perché ascoltiamo continuamente il dissacrante mantra della trinità economica: austerità, riforma strutturale e crescita economica.
La moderna Tragedia Greca della “Guerra del Debito” è condotta dal trio tirannico conosciuto come “Troika”: la Commissione Europea (un’élite sopranazionale non eletta, esente da qualsiasi tipo di responsabilità, di tecnocrati che salvaguardano gli interessi delle multinazionali e del potere finanziario), la Banca Centrale Europea (tecnocrati ed economisti non eletti che si occupano degli interessi dei “mercati finanziari” e delle grandi banche) e il Fondo Monetario Internazionale (tecnocrati ed economisti non eletti che fanno gli interessi della finanza globale e delle corporazioni). Questa “Troika” di istituzioni (Commissione Europea, BCE e FMI) ha rappresentato la realizzazione concreta di quella ideologica: austerità, riforma strutturale e crescita economica.

Insieme istituzionalmente ed ideologicamente, questi fanno precipitare l’umanità nel caos.

Benvenuti nel periodo più FOLLE nella storia dell’umanità; il tutto o niente. Benvenuti nella realtà.

Ora, per piacere, vorreste cortesemente favorire il cambiamento?

Andrew Gavin Marshall

DORF

giobbe8871
Scritto il 13 novembre 2013 at 01:36

e no caro Capitan ANDREA, io non dimentico della Corte di Angelina

dopo quello che è accaduto loro risponderanno con la Corte Costituzionale tedesca che ha ancora da rilasciare la pagella di Mario Draghi, promosso o bocciato?

giobbe8871
Scritto il 13 novembre 2013 at 01:39

anche se nella nostra Amata e Odiata Italia ci sono basi militari US. i Crucchi ormai COMANDANO.
Vogliono persino l’Alfa Romeo. :mrgreen: 8O :x

giobbe8871
Scritto il 13 novembre 2013 at 01:48

molti in Italia credono che i vari ricorsi alla Corte Costituzionale tedeska Karlsruhe siano spontanei e genuini…ahh :mrgreen:

giobbe8871
Scritto il 13 novembre 2013 at 02:01

Achtung 8O
Corte Costituzionale tedesca che dovrà decidere sulla legittimità del piano OMT della Bce, l’unico strumento che fino ad ora è riuscito a tenere in piedi la baracca del Vecchio Continente

theminer02
Scritto il 13 novembre 2013 at 09:09

UN REDDITO DI CITTADINANZA NON CONTROLLATO DARA’ FIATO ALL’INFLAZIONE.

icebergfinanza
Scritto il 13 novembre 2013 at 09:49

signor pomata@finanzaonline,

Solo se il rischio di una guerra civile in Europa diventerà reale… questo sarà l’errore politico più grande sottovalutare determinate pulsioni!

Scritto il 13 novembre 2013 at 10:39

icebergfinanza,

Caro capitano, la difficoltà più grande è quella di calcolare la variabile impazzita, irrazionale, l’uomo. Non è l’egoismo che ci frega, ma la stupidità.

Scritto il 13 novembre 2013 at 11:14

Non diciamo su scemenze, che libero mercato e la libera concorrenza significhi libertà è un’affermazione ridicola. Potrei fare migliaia di esempi dove chi ha vinto non era affatto il migliore, ma solo il più forte, e se qualcuno dei liberisti vuol provare a scontrarsi son una multinazionale, accomodatevi, che ci facciamo due risate. Lo stesso dicasi di migliaia di piccoli negozi che sono stati spianati dalla GDO, e non perchè peggiori, ma solo perchè come disse qualcuno, Davide vince le battaglie, ma Golia vince le guerre. In quanto alla tasse, smettetela di dire sciocchezze,le tasse troppo alte non sono un danno per l’imprenditore, ma sopratutto per il CONSUMATORE FINALE, cioè per la società tutta, perchè alla fine è lui che paga tutto il conto.

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