CALCIO DI RIGORE, NELL'OCCUPAZIONE!

Scritto il alle 20:06 da icebergfinanza

Sono ormai oltre due anni che analizziamo insieme ogni particolare del mercato del lavoro americano, oltre due anni di analisi fondamentale che ci hanno aiutato ad intravvedere la Madre di tutte le crisi.

Si, analisi che continueranno sino a quando non potremo urlare la gioia di una ripresa sostenibile, la possibilità di giocare una partita pulita, in un campo dove la trasparenza e la sostenibilità di una ripresa economica, siano l’assist che conduce ad un " calcio di rigore ", essenza stessa di regole e atteggiamenti che mirino principalmente al benessere dell’ Umanità intera.

" Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar, e sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai. Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai….

…….di uomini e donne che hanno sbagliato un calcio di rigore, ma almeno hanno avuto il coraggio di batterlo!

Come ho scritto nell’ultimo post, la TRIM TABS, probabilmente non ha un gran feeling  con i dati relativi al mercato del lavoro:

……. TrimTabs says the job market was even worse than it appeared in the first half of the year. TrimTabs says the US economy probably lost 488,000 jobs in July. And it gets worse: based on unemployment insurance survey results, TrimTabs also expects the US Bureau of Labor Statistics to revise its job loss estimates sharply higher for the first half of the year….. 

TrimTabs dice che il mercato del lavoro è stato anche peggio di quello che è apparso nel corso del primo semestre dell ‘anno, inoltre si attende una revisione negativa nettamente superiore ai dati precedentemente comunicati.

Aggiunsi inoltre che …….

(…) C’è da sottolineare inoltre che, dopo aver visto giusto più di una volta la TRIM TABS ha preso una cantonata mostruosa intravvedendo la fine anticipata di una recessione appena incominciata (…)

Le rilevazioni della TRIM TABS sembrano basarsi sulle " unemployment insurance " ma come ricorda Krugman, il sondaggio del BLS non ha nulla a che fare con la realtà, si tratta solo di un sondaggio nel quale si chiede alla gente se sta lavorando o se in caso contrario sta cercando lavoro.

Basically, though, what you need to bear in mind is that these are imperfect measures, subject to a fair bit of noise.  When the trend in the labor market is very strong in either direction, the measures move together. But when you have the kind of scene we have now — the employment situation is drifting down, but not plunging — occasional mixed signals are likely.

Stabilizzazione è la parola giusta ma non basta a risollevare i consumi!

Ebbene nulla da dire, secondo i dati ufficiali, il sottoscritto e la TRIM TABS, hanno preso insieme una cantonata mostruosa, mentre Goldman Sachs, che detiene una partecipazione nella suddetta società, proprio ieri si è affrettata a modificare le stime di previsione sul dato in uscita oggi, portandolo dai meno 300.000 iniziali previsti ai meno 250.000 aggiornati.

Chapeau, il dato ufficiale è stato di, meno 247.000 persone che hanno perso il posto di lavoro. Spesso, Goldman Sachs, ne sa una più del diavolo!

Tralasciando le battute, dimenticando le revisioni che verranno, i dati segnalano che in America, molte meno persone stanno perdendo il loro posto di lavoro anche se vi è la fila per accedere ai sussidi di disoccupazione, come evidenziato dai dati relativi alle richieste oltre le 26/27 settimane, ancora in aumento.

Stiamo parlando di persone e non di numeri, ribadisco per l’ennesima volta che dietro ogni numero, vi è una storia, una famiglia, un dramma e che sottoscriverei il pieno ritorno all’occupazione, ma oggi il mio compito è quello di analizzare la realtà, per cercare di intravvedere dove i gorghi e i mulinelli della tempesta perfetta ci stanno portando.

Per la prima volta dopo oltre due anni il CES/NET_BIRTH/DEATH rispecchia la realtà della più grande recessione della storia, una realtà che in questi mesi è stata regolarmente ignorata. Il mese di luglio aggiunge "solo" 32.000 unità al dato complessivo, certo è una grande notizia, senonchè solitamente i mesi di gennaio e luglio vengono utilizzati dal BLS per revisionare l’intero semestre appena concluso.

Ora se avete voglia e tempo e andate a QUESTO indirizzo, scoprirete che solo negli anni 2007/2008/2009 in luglio il BLS ha revisionato in maniera positiva i dati semestrali, mentre negli anni di grande crescita come il 2003/2004/2005 la revisione è sempre stata ampiamente negativa.

Si tratta comunque dell’ennesima aggiunta di nuovi lavori nella più grande recessione della storia.

Da maggio a luglio la media di perdite di posti di lavoro si è dimezzata rispetto al periodo novembre/ marzo.

Il cambiamento da mese a mese suggerisce che la dinamica resta invariata nel settore delle costruzioni, migliora sensibilmente in quello manifatturiero e si dimezza in quello dei servizi anche se l’indice ISM non manifacturing suggerisce tutt’altro.

Raddoppia il numero dei disoccupati nel commercio al dettaglio ( consumi finali ) sino ad un aumento di sole 7.000 unità nel settore governativo rispetto ad una perdita di 52.000 dello scorso mese. 

Comunque sia, ora vi sono gli incentivi alla rottamazione e i nuovi rialzi del petrolio che faranno volare le vendite al dettaglio la prossima settimana, ma non dimenticate per realismo, il dato ex auto e di depurare le vendite dal fattore rincaro della benzina.

Se date un’occhiata ai dettagli, il settore auto ha aggiunto oltre 28.000 posti di lavoro, un mistero infinito, un mistero destagionalizzato! Si,  sono riusciti ad aggiungere posti di lavoro in un settore deserto, come ricorda il BLS, in gran parte la destagionalizzazione di luglio riflette il fatto che i precedenti tagli di posti di lavoro erano stati cosi ampi che sono rimasti meno lavoratori da licenziare durante la pausa stagionale.

Semplice no, siccome non è rimasto più nessuno da licenziare, si suppone che nuovi posti di lavoro siano stati creati….scusate l’ironia, non è proprio cosi, nessun complotto dietro questi dati, ma metodologia flessibili ed arcaiche, adattabili secondo le esigenze del momento.

Come dice Rosenberg, si tratta di un aumento annualizzato del 69 % in un trend che include il fallimento di GM & Chrysler contestualizzato in un calo ormai secolare di circa 20000/30000 posti di lavoro. Inoltre David stima un aumento di altri 30.000 posti nell’indotto dell’industria automobilistica che sono rilevati nel settore manifatturiero.

Inoltre i miglioramenti avvenuti in riferimento ai salari con il salario minimo aumentato a 7,25 dollari l’ora del 10,7 % riflette il rimbalzo del settore automobilistico e richiama lo stesso aumento avvenuto nel 2008.

Il rialzo non è ancora concluso, la prossima settimana, il calcio di rigore sta per essere battuto, chissà quanti ancora hanno paura di mettere la palla sul dischetto, chissà se all’improvviso la palla si alzerà colpendo la traversa invece di centrare l’incrocio dei pali.

I disoccupati da oltre 27 settimane, sono saliti di 584.000 unità, una percentuale che corrisponde a circa un terzo del numero complessivo. Se la storia si ripete, come sostiene CalculatedRisk e se la recessione si concluderà ufficialmente in questo mese, il livello di richieste oltre le 26 settimane aumenterà sino alla fine del 2010.

Inutile ricordare che grazie al ciclo della ricostituzione delle scorte e agli incentivi alla rottamazione verde, gli analisti delle grandi banche d’affari americane, fanno a gara per aumentare a suon di rilanci, le prospettive di crescita del PIL per i prossimi due trimestre, in maniera da porter confermare tecnicamente la fine di questa Grande Recessione, anche se come ben sappiamo serve ben altro per decretare la fine di questa crisi.

Ora la palla passa nel campo avversario, il gioco è in mano ai fantasisti dell’economia e in particolar modo a quelli della finanza, quelli che sanno far girare la palla, la sanno nascondere, in attesa del calcio di rigore che mai arriverà.

Qualcuno di Voi si starà chiedendo per quale motivo il tasso di disoccupazione è sceso anche se di poco al 9,4 %, la risposta sta nella patecipazione complessiva alla forza lavoro……

The civilian labor force participation rate declined by 0.2 percentage point in July to 65.5 percent.

HOUSE HOLD DATA

I°TRIM

II° TRIM

MAGGIO 2009

GIUGNO 2009

LUGLIO 2009

VARIAZIONE

GIUGNO/LUGLIO

NOT IN LABOR FORCE

80920

80547

80371

80729

81366

637

Il che significa che oltre 2,3 milioni di persone, rispetto ad un anno fa, non sono più considerati nella forza lavoro, in quanto non disponibili o che lo hanno cercato per la prima volta nei precedenti 12 mesi. Tutti coloro che non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti alla rilevazione, non sono considerati disoccupati, il che la dice lunga sulla dinamica estiva di questi dati.

I lavoratori scoraggiati sono sostanzialmente raddoppiati e circa 1,5 milioni di lavoratori non hanno cercato lavoro nelle precedenti quattro settimane in quanto in attesa della chiamata per il nuovo anno scolastico o per impegni familiari.

Due importanti indicatori inoltre segnalano una possibile ripresa del mercato del lavoro, ovvero i lavoratori partime e il computo delle ore lavorate, anche se come vedremo, non è oro tutto ciò che luccica!

E’ importante ricordare che la prossima ripresa economica si gioca su questi indicatori, in quanto gli imprenditori prima riassumeranno a tempo pieno i lavoratori a part-time e poi chiederanno di aumentare il numero delle ore lavorate, sino a quando non saranno sicuri della ripresa, una ripresa tale da indurre a nuove assunzioni.

           PERSONS AT WORK PART TIME     

luglio 2008 3/09 4/09 5/09 6/09 7/09
5,813 9,049   8,910  9,084 8,989 8,798

                                                                                              
    AVERAGE WEEKY HOURS OF PRODUCTION

luglio 2008 3/09 4/09 5/09 6/09 7/09
33.6 33.1 33.1 33.1 33.0 33.1

Ma come spesso accade il trucco c’è, ma non si vede, non è un trucco voluto ma il semplice effetto della destagionalizzazione. Come scrive Dean Baker in genere, l’industria automobilistica spegne le sue fabbriche nel mese di luglio, in attesa della produzione del nuovo modello dell’anno.

Ciò porta ad un forte calo in termini di occupazione e di ore lavorate. Poichè i dati sono destagionalizzati, il BLS corregge a luglio i propri dati in modo da non far sembrare che l’industria automobilistica nel luglio di ogni anno vada in crisi.

Il risultato è stato un aumento destagionalizzato del 1,6 % delle ore lavorate il che ha aggiunto la maggior parte di quel 0,1 % alla media generale della produzione.

" While there probably was some real boost to manufacturing hours in July, the picture is certainly less robust than implied by the WSJ article.  For example, overtime hours in non-durable manufacturing actually fell by 0.1 hours last month. "

Ad esempio, le ore di lavoro straordinario nella produzione manifatturiera dei beni non durevoli, sono in realtà scese del 0,1 %.

 

Thanks to ANGRYBEAR

Ora vorrei lasciare il mercato del lavoro per dirigere l’attenzione su un bellissima analisi di Comstockfunds.com un sito che potete trovare da sempre tra i link di Icebergfinanza, una analisi sul deleveraging in atto a livello mondiale, la "debt deflation " per eccellenza.

" Siamo nel processo di deleveraging, più leveraged della storia economica, molti investitori guardano a ciò come ad un segnale positivo. Noi d’altra parte guardiamo a ciò con apprensione per il forte impatto negativo che avrà sull’economia per gli anni a venire, un impatto che potrebbe portare ad un paio di decenni persi, come solo il Giappone ha sperimentato nel corso degli ultimi 20 anni. E’ vero che il Giappone non ha agito rapidamente come abbiamo fatto noi, ma il nostro rapporto debito/PIL è attualmente molto peggiore di quello che il Giappone sperimentò in tutto il processo di deleveraging."

Nell’analisi poi si fa il raffronto tra il mercato azionario evidenziando la "mini-bolla" delle materie prime supportata dalla liquidità delle banche centrali, e si ricorda che senza la ripresa USA il resto del mondo non conoscerà ripresa. L’eccesso di debito è stato portato dalla stessa dinamica di liquidità a basso prezzo che stiamo utilizzando per alleviare il dolore.

Ma la musica non è sempre la stessa se è vero che la China Construction Bank Corp. ridurrà nella seconda parte dell’anno l’accesso al credito, del 70 % a seguito di un incremento delle insolvenze, credito spesso utilizzato a fini speculativi.

Aug. 7 (Bloomberg) — China Construction Bank Corp. President Zhang Jianguo said the nation’s second-largest bank will cut new lending by about 70 percent in the second half to avert a surge in bad debt.

" La maggior parte degli investitori sostiene che i salvataggi, i piani di stimolo e il quantitative easing, comporterà inflazione. Infatti molti sostengono che vi sarà una nuova recessione in quanto i tassi di interesse aumenteranno una volta che l’inflazione seguirà la ripresa economica. Essi indicano il raddoppio della base monetaria, che a loro parere porterà ad un aumento dei prezzi, più dollari disponibili, più i prezzi aumentano. "

Nell’analisi si evidenzia la non preoccupazione per l’inflazione in quanto come io sostengo da tempo manca il moltiplicatore di velocità della moneta e la domanda aggregata.

"As long as velocity (turnover of money) is stagnant we expect the increases in the monetary base and all the quantitative easing will lead to a stagnant economy and deflation until the consumer goes into the same borrowing and spending patterns that was characteristic of the 1990s through 2007."

Nella lunga analisi si sottolinea inoltre che il deleveraging verrà amplificato da un eccesso di produzione , dal tasso di disoccupazione che resterà alto, dalla disponibilità di credito contraente e dalla drammatica diminuzione del patrimonio netto.

La disponibilità di credito e il crollo del patrimonio netto manterrà per lungo tempo sotto pressione i consumi, una pressione ben evidenziata nei grafici che troverete nel sito in questione, grafici che parlano più di mille parole.

Si va dalla disponibilità del credito in rapporto al PIL alla percentuale di debito delle famiglie rispetto al reddito disponibile, dal tasso di risparmio al consumo personale in rapporto al PIl, dal debito privato rapportato al Pil sino alle condizioni di credito, esplorando la capacità produttiva e il patrimonio netto. Da non perdere!

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!  

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10 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 agosto 2009 at 02:45

Caro grande nostro capitano, mi devo scusare con te e con tutti i partecipanti a questo veliero per una lunga assenza dovuta al lavoro che per scadenze tecniche mi ha letteralmente “rapito” per circa 2 mesi (sto lavorando anche per questo, affinchè avvenga sempre di meno perchè la vera ricchezza di oggi è il tempo per noi stessi). La partecipazione qui, come sai, non può essere furtiva, di chi scappa via senza neanche aver letto minimamente i tuoi magnifici (sempre più magnifici) post. Spero ora di poter avere il tempo necessario per postare regolarmente e stare in primis più in Vs compagnia, compagnia graditissima che ho avuto la fortuna di conoscere di persona. Un saluto speciale quindi a Voi tutti e dovrò fare gli straordinari per leggermi i post arretrati. Dando cmq. una letta agli ultimi due magistrali commenti di Andrea e vedendo gli eventi finanziari e le comunicazioni uffiiciali circa i dati sulla disoccupazione, dire che stiamo vivendo una barzelletta è dire poco. Non c’entra mica il catastrofismo che qualcuno ci attribuisce o pessimismo o vedere il bicchiere mezzo vuoto. Io ragiono per sentiment, per cuore. Esistono delle vibrazioni che vanno al di là delle semplici statistiche ufficiali, degli studi, delle politiche ufficiali e noi tutti in cuor nostro sappiamo che la situazione è drammatica. NOn ho la conoscenza approfondita di Andrea o di altri bravissimi scrutatori dell’universo macroeconomico, ma so riconoscere chi dice la verità e chi mente. Purtroppo viviamo in una società in cui la menzogna riesce quasi sempre a fare bella figura (come non pensare ai comportamenti di tutti i giorni delle persone) e solo chi davvero è integerrimo e moralmente incorruttibile tiene la barra dritta e sa portare avanti (sempre più difficilmente lo ammetto) comportamenti o comunicazioni basate su dati reali. E’ evidente che in questo contesto diventa sempre più difficile perchè aumentano coloro che, pur di far rimanere uno status quo e di risollevare un sistema mondo ormai “morto” mentono a ripetizione e danno false speranze. Il ruolo giusto dei politici in questa fase quale è quindi ?Dire la verità e annullare le speranze o dire il falso e far continuare a vivere in un mondo che non ha comunue futuro sostenibile? Bhe la mia risposta è : meglio una cattiva verità che una bella bugia ma la verità sarebbe forse pericolosa addirittura per la piazza perchè i ben informati (fortuna loro) sono davvero pochi. Non credo, caro Andrea e cari compagni di viaggio, che la visione nostra sia sbagliata perchè non vediamo la ripresa; semplicemente la ripresa non può esserci; l’acqua sorta 2 anni fa dalla sorgente della crisi non ha nemmeno raggiunto la metà del percorso del fiume ed il problema inoltre si sta tresferendo dalla disoccupazione e i consumi di ora ad un futuro ipotecato ancor di più (ma questa volta in maniera irreversibile) da un deficit dei paesi mostruoso che blinderà qualsiasi operazione. Per non parlare poi di malagestio quotidiana prettamente italiana per la quale siamo messi peggio degli altri (meglio sul versante risparmio individuale forse).
Insomma caro Andrea quella tua frase a me ormai cara e imprescindibile : la verità è figlia del tempo è in pratica la perfetta sintesi di una epoca che non vuole abdicare. Pensavo fortissimamente, credevo che fossimo arrivati a una svolta ma ancora gli ultimi bastioni stanno resistendo con tutte le loro macchinazioni . Quello che preoccupa non è il se succederà ma il quando e purtroppo non avendo voluto fare i conti oggi li faremo con gli interessi domani.

Spero davvero di sbagliarmi soprattutto per le giovani generazioni che subiranno tra capo e collo questa sventura; i nostri padri pur in mezzo a tanti sacrifici hanno vissuto una epoca che comunque ha portato loro benessere e soprattutto ha fatto megliorare le loro condizioni da precarie a ottime (qualcuno dirà giustamente che oggi siamo messi così proprio per aver avuto quel modello di sviluppo economico). Ogni fenomeno ha dei cicli e non vorrei che ora si fosse attivato l’esatto contrappasso ma gli eccessi si pagano, non c’e’ nulla da fare.
Mi scuso per la lunghezza dell’intervento forse anche fuori luogo e da incompetente economico ma voglio trasmettere,come sempre quello che sente il mio cuore.
Dopo le ferie, cari vo,i appronteremo il tutto per una reimpatriata verso Assisi col benestare di Andrea per i tempi (che comunque avevamo ipotizzato per la seconda metà di ottobre)
Sono come sapete a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

PG

p.s. Un saluto speciale a tutti quelli che ho conosciuto ed agli altri che spero di conoscere al prossimo nostro appuntamento.

Scritto il 8 agosto 2009 at 08:38

Grande PG felicissima di sentirti
un grande abbraccio a presto…a presto…:-) :-) Valentina

Scritto il 8 agosto 2009 at 09:19

PG ti ho scritto due righe sull’e-mail che a suo tempo mi avevi fornito…
quando vuoi fatti sentire…
Ciao
Valentina

Scritto il 8 agosto 2009 at 22:45

La crisi è nella fase iniziale se non avessero inondato i mercati di DEBITO PUBBLICO potevamo essere quasi alla fine, cero sempre tramite una riorganizzazione del sistema finanziario. Ma non hanno voluto affrontare la realtà, ma a volte tutti noi preferiamo non affrontare la nostre paure e realtà…non avere affrontato la realtà tra qualche mese tutto il mondo si renderà conto che l’equilibrio universale e naturale non appartiene alla mano umana. Purtroppo tra qualche mese o anno le conseguenze sarammo pagate dai deboli. Uno consiglio: riconvertite la vostra vita da modello consumista trasformatela a modello reale..cioè lavorate e acquistate solo in base alle vostre capacità, se potete rimborsate i debiti inutili, in primis le carte di credito. Pagate le tasse perchè da adesso in poi il recupero crediti sarà il nostro nemico al servizio delle agenzie delle entrate, inoltre rispettate il codice della strada per non regalare soldi all’aspirasoldi pubblica. In poche parole le regole del gioco sono cambiate: lo Stato vorrà prendere soldi e soldi, adesso usa il gioco del 6, siamo a circa 120 milioni di euro, usa il carburante proprio quando più persone vanno in vacanza. Non vi fare predare come dei fessi. Facciamo attenzione, essere attenti torna utile a tutti.

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 01:57

X PG,strano sono le mie iniziali ,speriamo che mi porti fortuna.Ammiro il tuo breve commento ma non ti sembra di esgerare? C’E’ TANTA CRISI e all’inizio hai detto che sei stato assente un periodo lungo per super lavoro,guarda che le bugie hanno le gambe corte.Va’ bene,prendiamola come complimento.Ciao a tutti Gino

Scritto il 9 agosto 2009 at 07:57

Gino penso che le scadenze fiscali non conoscono crisi…
se sei lavoratore autonomo ed hai avuto problemi devi pure giustificarti.
Piccola nota gli studi di settore gli avrei tolti…ma ammetto che sono stati rivisti e mi sembra che siano più realistici…
eppur qualcosa si muove…

Ma gli innumerevoli addempimenti burocratici schiacciano ancora troppe delle nostre attività…

ciao Gino…
Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 10:16

NOTE
-L’inflazione non partirà fin quando la liquidità immessa dalle banche centrali (trilioni) non circolerà, ma rimarrà dirottato su borse e materie prime (bolle)
-Le regole del gioco finanziario per ora non sono cambiate e sarà molto difficile farlo, malgrado i 4 trilioni di perdite che sono state tamponate dagli interventi irripetibili (e forse insostenibili) dei governi e delle banche centrali.
-Le vecchie generazioni risparmiavano, le nuove vivono irresponsabilmente con le carte di credito, fingendo di ignorare che in realtà sono carte di DEBITO.
-Eviterei di “santificare il martirio” dei lavoratori autonomi visto il reddito medio SCANDALOSO dichiarato (15.000 Euro).

utente anonimo
Scritto il 9 agosto 2009 at 16:00

Ciao Gino e grazie per il tuo parere. Cosa dirti: esiste un superlavoro da ordinativi e un superlavoro creato ad hoc per far vedere che c’e’ lavoro. In pratica il terziario creato negli ultimi anni ha creato i presupposti per una zavorra inaccettabile per le medie e piccole imprese. Vado contro i miei interessi ma credimi, preferirei di gran lunga una società dove vi son opoche regole chiare che non una società regolata da miglaiai di regole che hanno come primo scopo quello di non farti stare mai dalla parte della ragione. NOta come sfornino migliaia di leggi inutili perchè vanno a colpire nella stragrande magioranza i cittadini onesti che oggi però in mezzo a migliaia di pseudo regole non sanno più raccapezzarsi. Tanto per chi conta le regole non valgono. Vi auguro una buona domenica

PG

p.s. credete che tutto il lavoro sulle norme relative all’alcool siano fatte per il bene dei giovani? PEr fare il bene dei giovani bastava fare una politica mirata sulla protezione della famiglia e non sullo sfascio di essa che in 30 anni ha portato a darci giovani praticamente non seguiti in tanti casi. Il prodotto è che oggi se i fai una pizza con una birra media c’e’ rischio di ritrovarti accusato di omicidio volontario se disgraziatamente qualcuno ti va sotto la macchina.

Della serie non sempre le troppe regole creano una società più efficiente . Anzi.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 00:21

XPG,Grazie per la tua gentile risposta,mi piaci e sono con te.Certo che e’ molto difficile accettare e convivere con un sistema dove si perde tanto tempo per creare delle regole che poi alla fine non controlli piu’ e fanno piu’ male che bene.Io e’ da poco che navigo con Voi e nella mia semplice cultura in alcuni riferimenti ero molto dubbioso ma verificando a malincuore ho accettato la verita’.E’ mai possibile che ancora oggi con tutte le persone qualificate intellettualmente si debba assistere ad ogni genere di inganno ? Un po’ ce lo meritiamo grazie al nostro individualismo sempre pronti ad andare avanti basta avere quello che si vuole trascurando nell’ignoranza tutto il resto.Non e’ mai troppo tardi ,la volonta’ del popolo deve conoscere tutte le verita,per rimediare e sapersi difendere dai grandi chiamati lupi mannari.Condivido al 100% il post precedente di Andrea e ovunque sono , dove vedo organizzazioni onlus che vanno direttamente in aiuto o a beneficio dei bisognosi mi fermo e compro sempre qualche cosa perche’ so’ che lo faccio per una giusta causa.Cordiali Saluti da Gino.

utente anonimo
Scritto il 10 agosto 2009 at 01:15

X7,si hai ragione .Da settembre mi vedo costretto a chiudere,sai guadagno talmente tanto da ritornare a fare l’operaio con il ricordo di averci smenato tutti i risparmi che avevo.Troppi impegni,affitto e spese generali anticipati per guadagnare di piu’ ma non ho fatto altro che guardare per aria.Sapete chi entra UN CINESE,gli stranieri non hanno niente da perdere , nella mia citta’ L’85% DEI BAR E NEGOZI COMMERCIALI IN MANO AI STRANIERI.CI HANNO VENDUTO ALLO STRANIERO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E CON QUESTO TI SALUTO PIRLOTTO E PREPARATI A LASCIARE IL POSTO A ME CHE TRA POCO DIVENTERO’ DISOCCUPATO.

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