DRAGHI…O MORTE!

Scritto il alle 11:08 da icebergfinanza

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Mi piace questa euforia che gira intorno al nome di Draghi, mi piace davvero è un pò come l’euforia che gira intorno ai nuovi ruggenti anni venti, chi vivrà vedrà.

Tanto tutti dicono che hai i numeri, ma oggi la matematica funziona all’incontrario!

Lasciamo da parte per il momento le vicende del cavaliere bianco e mentre continua a montare la panna intorno all’inflazione, diamo un’occhiata ogni tanto a qualche mosca bianca, visto che le analisi vanno tutte in un’unica direzione.

Per carità il clima da “fate presto” me lo ricordo ancora, se salta Draghi salta il Paese…

Ma cosa assumono queste persone, da quale pianeta arrivano, capisco che hanno bisogno di scrivere, ma un minimo di dignità, suvvia, se salta Draghi salta il Paese!

Pensate che proprio Draghi, uno che non si è fatto scrupolo di imporre austerità e deflazione salariale all’Italia e alla Grecia, oggi si è convertito a Keynes, più spesa pubblica e tassi bassi per sempre.

«La Bce continuerà a seguire gli andamenti del cambio e le condizioni finanziarie in relazione alle loro possibili implicazioni per le prospettive di inflazione. Nel complesso permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo». «Il perdurare del sostegno monetario – ha aggiunto Draghi – deriva dagli acquisti netti di attività, dalle notevoli consistenze acquistate e dai prossimi reinvestimenti, nonchè dalle nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse».

No, non è la Lagarde, questa ma Mario Draghi nell’aprile del 2018, poi sappiamo cosa è successo, la BCE, i banchieri centrali sono assi nel prevedere inflazione!

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Ogni volta che viene prevista una fiammata inflattiva poi arriva una bomba deflattiva, bolle finanziarie che scoppiano, pandemie, guerre commerciali, valute e nessuno che studia la deflazione da debiti, come se in giro non ci fosse una sola lira di debito.

Per carità li capisco, sono disperati si aggrappano ai grafici, alle rotture al rialzo delle aspettative di inflazione, magari aggiustano pure i dati, c’è entusiasmo anche perché sale tutto anche l’odore dalle fogne finanziarie.

Non sto scherzando prego davvero che qualche vaccino funzioni, che le mutazioni siano fantasie, non oso pensare il panico.

Come dicevo una mosca bianca, decine e decine di report al 99,9 a favore dell’inflazione.

La pandemia, che ha accelerato molti trend già in atto prima del Covid-19, potrebbe invece invertire la dinamica che ha visto negli ultimi quarant’anni i tassi d’interesse continuare a scendere? Secondo Ella Hoxha, Senior Investment Manager, e Andres SanchezBalcazar, Head of Global Bonds di Pictet Asset Management, è improbabile: i tassi, è il loro parere, sono destinati a restare bassi ancora per parecchio tempo. “Le banche centrali continueranno a garantire un sostegno economico tramite il quantitative easing e a sostenere ulteriori emissioni di debito sovrano”, fanno sapere i due esperti che poi aggiungono: “È vero che nei mercati sviluppati i tassi di interesse sono bassi con livelli di stimolo monetario senza precedenti, tuttavia riteniamo improbabile un imminente aumento dell’inflazione né, tanto meno, una brusca inversione di tendenza del movimento al ribasso dei tassi”.

Lo so che qualcuno sta provando a far esplodere le materie prime, ma con crolli di fatturato e consumi, auguri ragazzi, provate a trasferire i costi al dettaglio.

 

 

A tutto questo vanno ad aggiungersi alcune potenti forze strutturali che continueranno a pesare sull’inflazione e sulla crescita, a cominciare dall’invecchiamento della popolazione e dalla riduzione della forza lavoro. “La popolazione attiva è destinata a diminuire, mentre la dinamica della crescita della produttività resta fiacca: un contesto nel quale i tassi reali di crescita economica dovrebbero rimanere inferiori alla media, mantenendo bassi i tassi di interesse”, puntualizzano i due manager di Pictet AM che poi passano alla seconda forza strutturale: “Durante questa crisi il debito è aumentato a livelli che superano quelli registrati subito dopo la Seconda guerra mondiale. Sarà pertanto necessario destinare maggiori risorse per ripagare questo debito, penalizzando la crescita della produttività, sempre a spese della ripresa economica e dell’inflazione”.

Elementare Watson!

I due esperti di Pictet AM, indicando la terza forza strutturale che influirà su inflazione e crescita, ricordano come questa crisi ribadisca l’importanza della interconnessione a livello globale e quanto sarà costoso e difficile tornare al protezionismo e invertire la crescente influenza internazionale dei mercati emergenti. “Soltanto se la spesa fiscale venisse finanziata direttamente dalla stampa di moneta da parte delle banche centrali, aggirando i mercati e il settore finanziario, si potrebbe delineare un cambio del paradigma “tassi bassi per lungo tempo”. Tuttavia, al momento, gli ostacoli legali sono ancora notevoli in molti Paesi e un cambiamento richiederebbe molto tempo”, concludono Hoxha e Sanchez Balcazar.

Ogni tanto fa piacere essere in compagnia, le mosche bianche sono come le cassandre.

A proposito vedo molti analisti che stanno cambiando idea sul dollaro e vedo il dollar index mandare un chiaro segnale!

Vediamo quanto ci mette il popolo di WallStreetBets a capire che la madre di tutti gli shortsqueeze è sul dollaro e sui rendimenti americani!

Ricordo a tutti coloro che avessero bisogno, che ICEBERGFINANZA è anche consulenza a 360 gradi, in mezzo a questa tempesta perfetta.

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SEMPLICEMENTE GRAZIE!

9 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 4 Febbraio 2021 at 12:17

…sperano che li capitani verso l’ultimo grande assalto alla diligenza e sono in fermento, è il concetto di “lavoro” che hanno ma potrebbe andargli storta.
Le tempeste in arrivo possono essere individuate da onde premonitrici e far passare la sbronza.
I “mercati” sul piano della resilienza sistemica nel suo complesso, vanno letti a rovescio.

madmax
Scritto il 4 Febbraio 2021 at 15:00

Inflazione non si alza ma ieri ho pagato 10 euro una Margherita (senza bufala mozzarella normale) pure da portare via senza consumo al tavolo!!! Inoltre le confezioni di tanti prodotti si stanno restringendo per lo stesso prezzo, https://www.dirittieconsumatori.it/consumatori-attenzione-alle-confezioni/

idleproc
Scritto il 4 Febbraio 2021 at 17:30

Madonna che gente, senza un briciolo di dignità, invedibile la sceneggiata.

sapiosexual
Scritto il 4 Febbraio 2021 at 18:06

Si pensava che le bimbe di Conte fossero l’apice delle groupie della politica, nessuno avrebbe immaginato a che livelli ormonali saremmo giunti con l’arrivo di SuperMario. Più che dal covid temo toccherà iniziare a sanificare dai feromoni che girano nell’aria di questi tempi, pare che lascino effetti a lungo termine anche quelli.. Ma non è un po’ presto per la stagione degli amori? Ah ma i cambiamenti climatici, giusto..

giacomocambiaso78
Scritto il 5 Febbraio 2021 at 09:27

Per condire quest’ottimo pezzo vorrei aggiungere un paio di dettagli che spiegano bene l’attuale spinta inflazionistica: petrolio e trasporti. Il barile è tornato a livelli pre-pandemici, questo con i consumi ai minimi storici, qualche genio dice grazie all’appetito del dragone, ma in realtà tutti sappiamo bene che gli sforzi per manipolare al rialzo questa materia prima, ancora fondamentale per quanto se ne dica nel mondo del feticismo green, sono stati epici. Come? Tagliando la produzione ovunque e la crisi delle petroliere lo dimostra plasticamente. In parallelo ci troviamo con un mercato delle portacontenitori in grande rispolvero proprio grazie ai consumi domestici, tutto quello che non si spende più in servizi finisce in beni più o meno durevoli comprati da casa con i nostri PC. Risultato? Il temporaneo surriscaldamento di una certa filiera produttiva che alza costi di materie prime e di trasporto. Questa inflazione non ha nulla a che fare con una presunta ripresa, ma è i semplice risultato di gravi squilibri strutturali imposti dai lockdown e dalle manipolazioni varie, tanto per cambiare!

marco1fin
Scritto il 5 Febbraio 2021 at 10:29

fai brutti sogni la notte …cambia pillole
idleproc@finanza,

icebergfinanza
Scritto il 5 Febbraio 2021 at 10:36

Ignorare non vuol dire essere ignoranti ma quasi!

I generi alimentari, l’energia, le tasse, l’euro, gli affitti, i prezzi delle case in rapporto alle opportunità di lavoro, le assicurazioni, molte altre cosuccie salgono ininterrottamente da sempre, si chiama inflazione per fessi, quella con la quale il sistema sta eliminando la classe media da sempre, quella che le banche centrali auspicano con la speculazione da loro alimentata per eliminare gli ingenui e i fessi.

Poi c’è la deflazione da debiti, c’è la deflazione salariale, ci sono i fallimenti, i licenziamenti, i taglio delle pensioni, quota 70 o 80 anni per andarci, c’è il calo demografico, la deflazione proveniente dai paesi emergenti, la deflazione tecnologica e via dicendo.

Ma ovvio quello che conta è il prezzo della pizza, i furbi lo hanno capito, si il prezzo della pizza, allora alziamo i tassi.

Ussignur!

madmax
Scritto il 5 Febbraio 2021 at 12:22

icebergfinanza,

Sono fiero di essere ignorante, fiero del mio “sapere di non sapere” al contrario del sofista. Prima fammi dire che bisogna raccontare le cose per quelle che sono, il capitalismo ha nel DNA l’accumulo del capitale e non quello di far stare meglio i salariati, questo non viene ripetuto abbastanza. Quando mi parli do deflazione salariale devi raccontare che le multinazionali o gli imprenditori italiani dicono semplicemente: in Italia il costo del lavoro e’ troppo alto quindi lo sposto all’estero, se non vi va accettate condizioni salariali piu’ basse, tale ragionamento e’ slegato dai debiti, ma e’ collegato dall’eterna ingordigia capitalista. Spiegami perche’ la cameriera guadagnava 500 euro al mese in un ristorante che faceva 300 coperti al giorno da 50 euro!!! Ovvero 225.000 euro al mese molti di questi in nero!!! Avidita’ solo avidita’ ma non capiscono che in questo modo la domanda si distrugge, il ristoratore che si mette in tasca 75.000 al mese netti li accumula e basa e se va a cena ci andra’ sono una volta, se invece pagasse 2000 al mese la cameriera questa e altre potrebbero permettersi una vita decorosa e ad andare al ristorante sarebbero in 2 e la domanda aggregata aumenta, capito il concetto? Ma arriviamo alla deflazione, ovvero una diminuzione del livello generale dei prezzi, che genera un incremento del potere d’acquisto della moneta!!! Ti sembra che siamo in questa situazione? Diminuiscono i prezzi degli asset gonfiati da tassi d’interesse nulli ma non i prezzo che al contrario salgono o salgono subdolamente con confezioni piu’ piccole.
Siamo tutto nella caverna finche’ non si riconosce che la radice e’ il capitalismo come sistema economico-sociale che porta alla separazione tra la classe dei capitalisti-proprietari (Bezos etc) e quella dei lavoratori (i co.co.co i rider) e gli altri che sono in attesa di entrare prima o poi nella seconda.
Concludo con il ricordare che se vuoi liberarti dei debiti l’unica soluzione rapita (non indolore) e’ l’inflazione con un inflazione del 15% annuo abbatti il valore reale del di oltre il 60% la matematica non e’ un’opinione il resto non e’ fattibile.

idleproc
Scritto il 5 Febbraio 2021 at 19:19

marco1fin@finanza,

Se ti interessano i miei cicli vegia-sonno, mai preso una “pillola” per dormire o altri tipi di “pillole” per tranquillizzarmi, eccitarmi o mandar gù rospi, anche se col tempo le prestazioni sono cambiate, posso restare concentato su quello che mi interessa per decine di ore consecutive con brevi interruzioni di recupero ovviamente per lavoro o per ricerca personale ma con la fortuna di aver sempre fatto cose che non mi pesavano e con pause successive di riprisino.
Nella vita si può anche bruciare la candela dalle due parti, quando non è una scelta come non lo è per molti ha anche senso farlo per loro e non provoca stress reale.

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