LA FINE DELL’EURO PASSA DA KARLSRUHE!

Scritto il alle 11:55 da icebergfinanza

MES: GERMANIA IL QUARTO REICH! | icebergfinanza

Dopo un fine settimana all’insegna della realtà, in mezzo al delirio di un Governo che ha sequestrato la democrazia, mettendola in mano ad un gruppo di presunti esperti e scienziati già screditati dall’evidenza, torniamo ad occuparci di quello che accadrà dal punto di vista geopolitico, con la decisione domani della Corte Costituzionale tedesca.

No, questa non sarà una settimana decisiva per le sorti dell’euro, ne la data di domani, ne quella del 6 di maggio, quando l’Europa dirà chiaramente a questo Governo di ingenui che il recovery fund è un’illusione e che il MES deve bastare e avanzare.

Loro iniziano a terrorizzare, ultimo appello, il baratro davanti a noi, gli stessi che hanno portato l’Italia in queste condizioni.

In questi giorni abbiamo appreso che …

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Dopo settimane e settimane a raccontarvi che il trattato prevedeva condizionalità e che non bastava dichiarare che per le spese sanitarie era da escludere, all’improvviso i media si sono svegliati o meglio hanno fatto finta di svegliarsi…

… vedremo anche che si sono novità sul MES dice Mentana e mentre aspettiamo inutili spiccioli, Gualtieri ha grossi problemi, non ci sono sette miliardi per la cassa integrazione …

Quindi continuiamo a fare patti con il diavolo!

La scorsa settimana la Lagarde ha detto chiaro e tondo che …

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Ora c’è il PEPP tenete bene a mente queste parole!

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OMT sono piano acquisti di titoli sul mercato secondario, in particolare titoli di stato e quindi condizionato dal MES come compare sul sito della Bce datato settembre 2012. Il governo che richieda OMT dovrebbe concordare con il Mes piano di rientro dai suoi squilibri … 

Ma veniamo alla Corte costituzionale tedesca, già è davvero interessante che un’Europa unita, un’unità monetaria deve attendere le decisioni di un solo Stato per sapere se continuare o morire, la democrazia in Europa ha un peso.

Il più importante consigliere di Angela Merkel ha già messo le mani davanti, il PEPP dovrà essere condizionato.

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Ma ascoltiamo cosa ci racconta un magistrale Luciano Barra Caraccio, che ci anticipa un passaggio del suo nuovo libro…

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DI KARLSRUHE (IL 5 MAGGIO DELL’EUROZONA)

Nel capitolo 3 di questo nuova parte introduttiva, si affronta, in un apposito paragrafo, il tema della tanto “attesa” sentenza della Corte costituzionale tedesca del prossimo 5 maggio. Ve la anticipiamo, anche per comprendere come e quanto sia arduo definire l’evoluzione dell’eurozona nella tempesta sia economica che istituzionale che sta ora attraversando e che rischiano di travolgerla; a causa delle molte, e per lo più insormontabili, difficoltà…


Per chi vuole venire subito al dunque, vi anticipo che secondo noi domani, la Corte costituzionale tedesca darà il via libera al nuovo programma di acquisto titoli della BCE ma CONDIZIONANDOLO!

Se Karlsruhe non avrà cambiato idea, rispetto alla propria ordinanza del 2017, con la quale chiedeva un parere consultivo (invero, lanciava un ultimatum) alla Corte Europea di Giustizia, la sentenza di domani suonerà più o meno così: “Il QE costituisce un atto ultra vires se le seguenti condizioni non sono rispettate, la Banca Nazionale Tedesca può partecipare al QE solo se le seguenti condizioni sono rispettate; cioè se:

• il volume degli acquisti è limitato sin dall’inizio,

• i dettagli degli acquisti non sono annunciati,

• è possibile verificare il rispetto di un periodo minimo tra l’emissione di titoli di debito sul mercato primario e l’acquisto dei relativi titoli sul mercato secondario;

• il Sistema Europeo di Banche Centrali acquista unicamente titoli di Stato degli Stati membri che hanno al mercato obbligazionario un accesso che consente il finanziamento di tali titoli,

• solo in casi eccezionali le obbligazioni acquistate sono detenute fino alla scadenza,

• gli acquisti non includono obbligazioni che portano fin dall’inizio un rendimento negativo,

• la ripartizione all’interno dell’Eurosistema delle perdite sugli acquisti viene fissata ad inizio programma e definitivamente,

• la parte di tale ripartizione gravante sulla Banca Nazionale Tedesca direttamente od indirettamente attraverso la sua partecipazione al capitale di Bce ha ottenuto la preventiva approvazione del Bundestag tedesco conformemente ai principi stabiliti dal Senato nella sua giurisprudenza sull’EFSF e sul MES”.

Vi consiglio di leggervi l’articolo per intero ne vale la pena! Qui vivra verra.

Ma torniamo a noi, in settimana uscirà l’ultimo manoscritto di Machiavelli, intitolato “Terra Promessa” avremo molte cose da raccontarvi, la prima è ormai chiara a tutti, prima di due anni non usciremo da questa crisi, la seconda è che non sposteremo di un millimetro la barra, siamo sulla giusta rotta e la “Terra Promessa” sarà spettacolare.

Nel frattempo si intensifica il bisogno del Tesoro americano di ossigeno dall’estero con il ritorno delle emissioni a 20 anni in attesa di quelle a 50 anni …

Il risparmio delle famiglie americane torna vicino ai massimi mentre esplodono le insolvenze sui mutui e tornano i pignoramenti…

Non tutta la liquidità che raggiungerà le famiglie servirà per rilanciare i consumi, in una deflazione da debiti, le famiglie preferiscono ridurre il debito o risparmiare.

Nel prossimo Machiavelli rinnoveremo il consiglio di stare lontani dai mercati emergenti…

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Nel fine settimana …

Non bastava una depressione economica e una crisi sanitaria, ora le prospettive di una nuova guerra fredda e commerciale sono sempre più vicine…

Ovviamente tanto per cambiare, i monetaristi dell’inflazione dietro ogni angolo sono tornati all’attacco, inflazione ovunque vedono loro da 12 anni e da 12 anni è una Waterloo dietro l’altra…

E ora cerchiamo di comprendere per quale motivo questa non è una tempesta in un bicchiere d’acqua, questa purtroppo è una tempesta davvero perfetta, se provocata ad arte, lo sapremo solo tra qualche decennio.

Ma ascoltiamo cosa ci raccontano nel fine settimana due mostri sacri come Mish e Daniel…

Non aspettarti il “normale” per anni 

  1. Coloro che lottano per l’affitto o i debiti avranno la paura della loro vita.  Più risparmi significa meno spese e minori profitti per le imprese.
  2. L’acquisto di auto, i viaggi, i ristoranti, ecc. Non torneranno alla normalità quest’anno o il prossimo dopo questa crisi.  Il solo impatto sulla ricchezza richiederà anni, date le esigenze di pensionamento.
  3. Dal lato aziendale, saluta le strategie di produzione just-in-time con dipendenza dalla Cina e senza inventari. Ciò ridurrà i guadagni aziendali.
  4. Per ridurre le spese, i frequenti viaggi di lavoro lasceranno il posto a più teleconferenze. Ciò significa minori costi di hotel e meno viaggi aerei.
  5. Più persone lavoreranno a casa in modo permanente. Ciò consentirà di ridurre l’uso di benzina e il bisogno di mangiare fuori.
  6. Anche i boomers che non hanno fatto shopping online in questi anni hanno dovuto imparare nuovi trucchi. Molti ora saranno agganciati alla comodità di Amazon e non torneranno ai loro vecchi modi. Questo è un altro colpo per i centri commerciali in difficoltà.

Daniel Lacalle ci piega tre ragioni per le quali serve essere preoccupati per la sorte dell’Europa. 

  1. La zona euro ha già subito un grave rallentamento nel 2019 (…) La debolezza della zona euro è iniziata già nel 2017 e i dati economici deludenti sono continuati negli anni successivi  Le PMI manifatturiere erano già in contrazione, la spesa pubblica è rimasta troppo elevata e l’elevato cuneo fiscale ha pesato sulla crescita e sull’occupazione. Nel 2019, quasi il 22% del valore aggiunto lordo del PIL dell’area dell’euro proveniva dal turismo.
  2. Il settore bancario è ancora debole. Nella zona euro, l’80% dell’economia reale è finanziato tramite il canale bancario (rispetto a meno del 15% negli Stati Uniti). Le banche della zona euro hanno ancora più di 600 miliardi di euro di crediti deteriorati (3,3% delle attività totali contro l’1% negli Stati Uniti)(…)La maggior parte dei governi della zona euro fa affidamento sui bilanci delle banche nei loro “piani di risanamento”. Un massiccio aumento dei prestiti, anche con una qualche forma di garanzia statale, probabilmente causerà notevoli tensioni sulla capacità di prestito e sulla solvibilità nei prossimi anni, anche con enormi TLTRO e riduzioni dei requisiti patrimoniali.
  3. La maggior parte dei piani di risanamento è destinata alle spese correnti del governo e gli aumenti delle tasse avranno sicuramente un impatto sulla crescita e sull’occupazione (…)

Le nostre stime mostrano che, anche con un grande stimolo fiscale e monetario, l’economia della zona euro non recupererà la sua produzione e posti di lavoro fino al 2023, e l’aumento del debito a causa della massiccia offerta di euro in un contesto di domanda in calo, potrebbe causare problemi significativi per la stabilità della zona euro.

La zona euro deve capire che se decide di aumentare le tasse per far fronte all’aumento del debito a causa della risposta di Covid-19, la sua capacità di recupero sarà danneggiata in modo irreparabile.

E qui torniamo sempre e solo alla BCE, che crea denaro e lo distribuisce GRATUITAMENTE a FONDO PERDUTO, diversamente salutate l’euro indipendentemente da cosa deciderà domani la Corte costituzionale di Karlsruhe e dalla presunta magnanimità di Germania o Olanda!

Appuntamento in settimana con una splendida nuova puntata del nostro Machiavelli e la sua “TERRA PROMESSA”

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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7 commenti Commenta
forex1960
Scritto il 4 maggio 2020 at 13:15

Ciao come sempre molto chiaro ,volevo chiederti ,il fatto che il tesoro americano si appresti ad emettere altri titoli a 20 e forse anche a 50 anni non pensi che possa far aumentare il rendimento e di conseguenza il calo del prezzo . inoltre so che non ti piacciono strumenti passivi , volevo sapere cosa ne pensi del Lyxor Daily Double Short S&P 500 UCITS ETF C-USD per cavalcare il momento del tracollo della borsa Usa o l’equivalente sul Dax

    icebergfinanza
    Scritto il 4 maggio 2020 at 14:23

    Consiglio di dare un’occhiata alla dinamica delle emissioni a 50 anni svizzere e 100 anni austriache.

madmax
Scritto il 4 maggio 2020 at 13:45

Comunque una cosa non ho capito perche’ Lega e Forza Italia hanno votato contro un emendamento presentato dal Gruppo dei Verdi Europei alla risoluzione RC-9-2020-0143 che invitava il Parlamento a:

“considera(re) essenziale, per preservare la coesione dell’Unione Europea e dell’integrità dell’unione monetaria, che l’emissione di una parte sostanziale dei titoli di debito necessari per combattere la crisi COVID-19 sia mutualizzata a livello comunitario”.

    icebergfinanza
    Scritto il 4 maggio 2020 at 14:31

    Nello stesso emendamento si chiedeva una patrimoniale…

icebergfinanza
Scritto il 4 maggio 2020 at 14:30

homo_invictus
Scritto il 4 maggio 2020 at 16:58

Un cinquantennale americano lo comprerei subito, speriamo lo rendano disponibile sui nostri mercatini nostrani.

madmax
Scritto il 4 maggio 2020 at 20:31

icebergfinanza,

Questo e’ il testo: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/RC-9-2020-0143_IT.html

Non trovo traccia della patrimoniale, anzi la stessa era stata bocciata pure dai falchi del nord come Olanda, Finlandia etc etc

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