PIANO NAZIONALE DI PREPARAZIONE E RISPOSTA AD UNA PANDEMIA INFLUENZALE!

Scritto il alle 22:32 da icebergfinanza

Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale

E infine eccoci qui, ma prima di parlare di questo Piano Nazionale ai più sconosciuto, obsoleto e rottamato,  vorrei fare un rapido passo indietro…

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Sarebbe interessante comprendere per quale motivo è stato rottamato il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute nel 2016, da Ricciardi, oltre alla chiusura di un gioiello come il Forlanini di Roma…

La missione del Centro era lo sviluppo e l’applicazione di studi e ricerche miranti alla protezione e alla sorveglianza della salute umana e alla valutazione dei servizi sanitari. Per realizzare la sua missione opera attraverso l’integrazione di attività di servizio e di ricerca epidemiologica applicata nella sanità pubblica, con speciale attenzione a fornire risposte ai problemi scientifici del Servizio Sanitario Nazionale, del Ministero della salute, delle Regioni e delle Aziende Sanitarie. (WIKIPEDIA)

Ma torniamo a noi, mi scrive Marilena Girardi…

Gentilissimo Andrea,

mi hai chiesto di fare una sintesi riguardo le linee guida elencate nel Piano Nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale. Ho cercato di essere il più sintetica possibile, ma non è stato facile.
Quasi tutto quello che ho scritto è stato preso dal Piano Nazionale e dai Quaderni di Sanità Pubblica.
Quando tra il 2002 e il  2003 il virus  dell’influenza aviaria A/H5N1  ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale.
In caso di emergenza di un nuovo virus influenzale che abbia acquisito la capacità di contagio tra uomo e uomo, la maggiore mobilità della popolazione a livello mondiale e la maggior velocità dei mezzi di trasporto, rende particolarmente problematico il controllo della diffusione.
L’incertezza sulle modalità e i tempi di diffusione determinano la necessitàdi preparare in anticipo le strategie di risposta  alla eventuale pandemia, tenendo conto che tale preparazione deve considerare tempi e modi della risposta.
 
Cosa non facile dal momento che se da una parte un ritardo di preparazione può causare una risposta inadeguata e conseguenti gravi danni per la salute, dall’altra, qualora l’evento non accada, un investimento eccessivo di risorse in tale preparazione può,in un quadro di risorse limitate, causare sprechi e stornare investimenti da altri settori prioritari.

Questi i risultati di anni di smantellamento del sistema sanitario nazionale…

Nel 2005  è stato stilato il Piano Nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale seguendo linee guida concordate con l’OMS.
Il  precedente Piano Italiano Multifase per una Pandemia Influenzale era stato pubblicato pubblicato nel 2002.
Il nuovo Piano  rappresenta il riferimento Nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali.
Il Piano si sviluppa secondo le sei fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, prevedendo per ogni fase e livello, obiettivi e azioni.
Le Linee Guida nazionali per la conduzione delle ulteriori azioni previste saranno emanate, a cura del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), come allegati tecnici al Piano e saranno periodicamente aggiornate e integrate.
Se non sbaglio  l’ultimo aggiornamento è del 2010 dopo l’ultima pandemia mondiale, quella da H1N1, l’influenza suina.
Non sto ad elencare tutte le azioni previste dal  piano. Si può trovare il Piano completo sul sito www.epicentro.iss.it piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale.
Ti mando anche un articolo che spiega ancora meglio che cosa è successo.
Se andiamo a leggere i Quaderni di Sanità Pubblica di dicembre 2007 troviamo  il rapporto dell’OMS  sulla salute nel mondo nel XXI secolo che cercherò di riassumere brevemente ( sarebbe però interessante leggerlo tutto).
Alcuni dei più grandi pericoli che minacciano la sopravvivenza dell’umanità possono manifestarsi senza preavviso.
Si darebbe prova di estrema ingenuità a non pensare che potrebbero sopraggiungere altre malattie come AIDS, febbre emorragica di Ebola o la SARS o la MERS e per questo, i paesi devono avere le capacità di base necessarie per individuare gli agenti patogeni  collaborando tra di loro di fronte alle emergenze di salute pubblica di importanza internazionale.

Quindi aggiungo io, non si tratta più di affrontare la pandemia in atto, ma di mettere le basi per una ricostruzione dalle fondamenta, del nostro Servizio sanitario nazionale, già per molti versi eccellenza mondiale in molti campi…

Classifica Bloomberg 2018: sanità italiana al 4° posto nel mondo ...

Bloomberg Health Care Efficiency 2018 … al 4° posto è salita l’Italia che rispetto alla precedente valutazione ha guadagnato due posizioni. Italia che ricorda Bloomberg, in un’altra classifica è prima al mondo per popolazione sana.
La falsa sensazione di sicurezza per la mancanza di epidemie da malattie infettive può portare ad una ridotta azione di vigilanza e al rilassamento dell’osservanza dei programmi efficaci di prevenzione.
La SARS, malattia identificata per la prima volta dal medico italiano Carlo Urbani, tra il 2002 e il  2003 ha confermato i timori che un germe patogeno nuovo o poco conosciuto avrebbe avuto profonde implicazioni nazionali e internazionali sulla sicurezza della salute pubblica e sull’economia.
La SARS ha messo in evidenza che le malattie emergenti rappresentano un pericolo universale.
Permettimi di concludere  dicendo che è mancato il coinvolgimento della Medicina  Veterinaria che, nel corso dei decenni, ha dimostrato capacità di operare in favore della Salute Pubblica e di gestire correttamente le epidemie quali Afta, Peste suina, Influenza Aviaria e Suina, e tutte le malattie infettive e zoonosiche  nonché di agire sulla sicurezza degli alimenti .
La biosicurezza, il biocontenimento, la sorveglianza epidemiologica, l’induzione  e la valutazione con test sierologici della resistenza della popolazione sono, le azioni indispensabili per contenere e superare le epidemie che da sempre colpiscono le popolazioni.
La sorveglianza è il cardine della sicurezza della salute pubblica
La stessa Medicina Veterinaria, che grazie ai docenti di Malattie Infettive dell’Università di Torino, il giorno 2 marzo 2020,  attraverso il canale 50 del digitale terrestre, ha spiegato  nel dettaglio le linee guida per affrontare in modo efficace e scientificamente corretto la pandemia subentrante.
” Non ho sentito spiegazioni simili nelle televisioni di Stato.”
Il Governo ha  decretato lo Stato di emergenza sanitario il 31 gennaio 2020 dicendo che la situazione era sotto controllo.
E’ vero che  il problema adesso  è mondiale, ma ho sentito Germano Dottori che affermava che,  “ chi ha gestito in modo corretto l’epidemia sarà chi ne trarrà  dei vantaggi” .
Scusami se sono stata prolissa, ma ci tenevo a mandarti   le informazioni  complete e corrette.
Grazie ancora e a presto
Marilena Gilardi

Ma veniamo alla conclusione, mentre qualcuno si limita a osservare solo la sottovalutazione politica di un fenomeno, quello della pandemia che i più davano come impossibile da prevedere anche se in realtà, le cose erano da tempo chiare.

«Non aver aggiornato il Piano potrebbe avere comportato una violazione delle leggi fondamentali del nostro Servizio sanitario», sottolinea il professor Pierfrancesco Belli, esperto di Risk Management sanitario. Nonostante i molti alert degli ultimi 10 anni, il Piano è fermo all’ultima pandemia, quella di influenza suina. A farne le spese, soprattutto gli operatori sanitari: non è stata rispettata la prescrizione di avere una riserva nazionale di dpi

«Le azioni e le misure del Piano pandemico rappresentano il Livello Minimo garantito dai Lea anche a garanzia del diritto/dovere di cura. Non aver aggiornato il Piano potrebbe perciò avere comportato una violazione delle leggi fondamentali del nostro Servizio sanitario – conclude il professor Belli -. Speriamo che l’esperienza Covid-19 serva per ridefinire l’intera governance emergenziale. Finora abbiamo visto il Sistema sempre come virtuoso, ma ora, a seguito alle migliaia di mortiil legislatore dovrà affrontare un cambiamento epocale nella rifondazione del sistema e nella scelta delle professionalità chiamate a metterle in atto partendo proprio dalla revisione delle normative e dei modelli di prevenzione primaria».

Lo speriamo davvero anche noi, chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo, diceva un uomo saggio.

Il Manzoni, che la peste l’ha raccontata nel suo capolavoro dei Promessi Sposi, amava dire che il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.

La speranza è che questa volta il buon senso non se ne stia nascosto per paura della Germania o dell’Europa, non è più il tempo di fare i virtuosi con l’austerità.

Non voglio entrare di nuovo in questi temi eslusivamente economico/finanziari, ora è il tempo della consapevolezza e della responsabilità, una responsabilità della quale parleremo in un prossimo post in questo fine settimana, gravido di verità figlie del tempo.

Responsabilità significa fare il possibile per salvare aziende e Famiglie, salvare il nostro Sistema sanitario nazionale, il futuro dei nostri ragazzi, non con palliativi o effetti placebo come il MES, SURE o BEI, non c’è tempo per aspettare un RECOVERY FUND che non arriverà mai.

La verità è figlia del tempo e il tempo sta per partorire la storia, questa volta è davvero diverso!

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1 commento Commenta
kry
Scritto il 5 maggio 2020 at 23:34

Sarebbe interessante comprendere per quale motivo è stato rottamato il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute nel 2016, da Ricciardi, oltre alla chiusura di un gioiello come il Forlanini di Roma…

https://www.huffingtonpost.it/entry/perche-difficilmente-sara-litalia-a-scoprire-il-vaccino-per-il-covid-19_it_5e96af26c5b6ac7eb2626fc9

La verità è figlia del tempo e il tempo sta per partorire la storia, questa volta è davvero diverso ???

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