ITALIA: ECONOMIA DI GUERRA E DEFICIT PUBBLICO!

Scritto il alle 08:01 da icebergfinanza

Lo so che molti di Voi in questi mesi si sono dovuti sorbire nei talk show italiani le fesserie dette dai vari Monti, Fornero, Giannino e soprattutto Cottarelli, alcuni se le sono pure bevute, ma ora è il tempo di raccontare un’altra verità, partendo come sempre dalla realtà e non dalla loro fantasia.

Alla fine di gennaio, il presidente del Consiglio Conte, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per sei mesi, ripeto sei mesi, pubblicato poi sulla gazzetta ufficiale il primo di febbraio.

Immagine

Io non ne sapevo nulla, non so Voi, ma io non ne sapevo nulla!

La prima domanda che mi viene spontanea, riguarda lo stato persistente di sottovalutazione del problema da parte del Governo e di esponenti di primo piano del Governo che andavano in giro a dire di non esagerare di continuare ad avere le stesse abitudini. Si presume che chi sta al Governo abbia informazioni di un certo tipo, sempre che non si dichiari lo stato di emergenza per aver visto un video su You Tube o altro. Quello che stava accadendo in Cina era chiaro a tutti forse a qualcuno no.

L’OMS dichiarava lo stato di emergenza alal fine di gennaio e l’Italia, fa la stessa cosa, facendosi trovare impreparata, no anzi, esponenti del Governo, ripeto esponenti del Governo che dovrebbero sapere qualcosa di più vanno in giro a dire di non cambiare le proprie abitudini?

La prima domanda che mi pongo, riguarda il tempo perso per mettere il nostro sistema sanitario in condizione di affrontare un eventuale pandemia, anche se qualcuno dice che era imprevedibile, perchè il buon senso del padre di famiglia dice che prevenire e prepararsi è meglio che curare. Perchè in un mese di tempo non è stato fatto nulla per allertare le nostre strutture ospedaliere e la Protezione civile che ora è obbligata a inviare negli ospedali pezzi di carta igienica da applicare al volto invece che efficienti mezzi di protezione per le anime che stanno combattendo eroicamente al fronte?

Tu pubblichi una dichiarazione di stato di emergenza nazionale e non prevedi mezzi e poteri straordinari, non metti a disposizione risorse strumentali e finanziarie per prepararti ad ogni evenienza?

Non solo, prevedi che questa emergenza può durare SEI MESI, ribadisco SEI MESI e non fai nulla o quasi per fronteggiare ECONOMICAMENTE ma soprattutto CIVILMENTE un’eventuale estensione della pandemia in Italia, vista l’enorme MOBILITA’ dei tempi nostri?

Non serviva dirlo alla popolazione, ma almeno essere segretamente pronti ad ogni evenienza si! Lo stato di sottovalutazione a livello istituzionale è evidente e mi fermo qui!

Ieri il povero Trump che perderà le elezioni ha detto che l’America sarà di nuovo e presto aperta a tutti, perchè l’America non può chiudersi, molto presto ha aggiunto ma non prima di tre o quattro mesi. Chiaro il concetto, non prima di tre o quattro mesi!

Questi sono i dati arrivati oggi dal Giappone è chiaro era del perchè dico che sarà una lunga marcia verso la rinascita?

Per chi non conosce la storia, invito ad andare a leggersi quanto successe con la spagnola nei primi anni del secolo scorso, giusto perchè non continui questo generale stato di sottovalutazione di una pandemia feroce come quella attuale e mi fermo qui.

Tornando a noi, ieri ho avuto l’onore di essere ospitato sul sito di Assimetrie, l’associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche che troverete al seguente indirizzo e che vi invito a seguire…

a/simmetrie – Associazione Italiana per lo Studio delle Asimmetrie Economiche [a.p.s.]

Risultato immagini per asimmetrie bagnai

Condividerò con Voi alcuni pezzi del mio lavoro, invitandovi a leggere il tutto sul sito di Assimetrie che troverete qui sotto…

Economia di guerra e deficit pubblico | Andrea Mazzalai

In questo mio intervento ci sono anche alcune propoposte di immediata realizzazione che partono dalla consapevolezza che la storia ci offre, perchè oggi SIAMO IN GUERRA e una GUERRA esige scelte e decisioni politiche confacenti ad un’ECONOMIA di GUERRA, oltre che la consapevolezza dei suoi cittadini.

Invito a far girare il più possibile questo intervento, più gente si rende consapevole e più possibilità ci sono di una vera rinascita. Grazie e buona lettura Andrea

Sabato scorso (21 marzo, n.d.r.), il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi ha dichiarato: «La vita viene prima di tutto, possiamo decidere di chiudere tutte le imprese in Lombardia con la consapevolezza che molte di queste aziende non riapriranno più. E quando usciremo da questo incubo ci troveremo in una situazione da economia di guerra».

Non userò termini difficili, non sono un economista; uso parole semplici, il più semplici possibile.

Qualche anno fa Krugman ha detto: “In questo momento il mondo ha bisogno di decidere sulla base di informazioni concrete; di conseguenza le idee devono essere rese accessibili a tutte le persone interessate, non solo ai professori di economia.

… clicca qui sotto per proseguire

Economia di guerra e deficit pubblico | Andrea Mazzalai

C’è chi dice che senza la pandemia non sarebbe mai successo questo, ma sa di mentire, perché mai come in questi ultimi mesi il sistema era sull’orlo di un collasso, drogato da illusioni, da liquidità creata dal nulla, debito stratosferico, leva finanziaria demenziale e immensa disparità di ricchezze; sarebbe successo comunque, come insegna la Storia.
Voglio dedicare un pensiero speciale a chi soffre in prima linea, nel nostro Paese: non è il tempo delle polemiche, ma non è neanche il tempo dell’irresponsabilità e dell’improvvisazione; invece, è il tempo del coraggio, di scelte difficili, che aiutino a salvare il salvabile. Poi, a tempo debito, penseremo a presentare il conto a chi di dovere.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

 

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36 commenti Commenta
noldor
Scritto il 24 marzo 2020 at 09:05

Ottimo articolo come sempre.

Ho una domanda per Andrea: se dovessero concretizzarsi politiche economiche come quelle da te suggerite, che in sostanza consistono nella creazione di denaro da parte delle banche centrali e nella sua distribuzione diretta alla popolazione in varie forme, pensi che potrà aver fine la deflazione da debiti e che inaugureremo un nuovo periodo di alta inflazione, magari stile anni 80?

Grazie e buon lavoro

icebergfinanza
Scritto il 24 marzo 2020 at 09:29

Possibile ma non subito tra molti anni da adesso…
noldor@finanza,

forex1960
Scritto il 24 marzo 2020 at 09:49

Articolo come sempre molto chiaro ed esaustivo, certo che questa Pandemia a fatto scoppiare il bubbone della a dir poco fantasiosa finanza dell’ultimo ventennio, e forse permetterà di addossare le colpe a questa guerra e cercare di fuggire dalle responsabilità di chi ha governato , mi lascia perplesso la causalità di questa esplosione del virus.Come diceva qualcuno a volte a pensar male ci si indovina.

idleproc
Scritto il 24 marzo 2020 at 12:27

L’unica osservazione che mi sento di fare è sull’espressione “economia di guerra”, può essere facilmente rovesciata nel contenuto (come prassi consolidata) e utilizzata per fare esttamente l’opposto col nobile obbiettivo di finire di spolparsi tutto… è già stata usata, ci hanno già provato.

Per descrivere l’ultimo trentennio e con modlità assolutamente bipartisan del livello istituzionale, governativo con relativo supporto gestito e fondamentale del MSM, e sulle “riforme” non esistono aggettivi adeguati.
Sul “decreto”, malignamente valutando, sembra una copertura con un pezzo di carta al far altro.
Sul virus la squadra di Zaia sta facendo la cosa giusta e avrebbe dovuto essere fatto a livello nazionale, penso che nel cominciare e proseguire abbiano avuto “qualche difficoltà”.
Non esistono parole.

forex1960
Scritto il 24 marzo 2020 at 12:55

concordo , purtroppo ormai la sinistra è interessata solo ai migranti e riempirsi la bocca di buonismo , la destra paga ancora le colpe del fascismo e loro pur di andare contro non hanno voluto ascoltare i governatori del nord rendendosi vergognosamente ridicoli con le loro stronzate del tutti insieme appassionatamente tanto non c’era da preoccuparsi ,peccato che ora tutti ne paghiamo le conseguenze, in fondo se schiattavano solo loro poco male-
idleproc@finanza,

stanziale
Scritto il 24 marzo 2020 at 13:47

Mettiamo al posto giusto le personalita’ di valore. Suo padre asso della caccia, qualcosa vuol dire. Bertolaso prossimo presidente della repubblica!

Gianbattista
Scritto il 24 marzo 2020 at 15:18

Eppure malgrado tutte queste evidenze , i sondaggi , inclusi anche quelli ultimi effettuati su Scenari Politici , danno il PD e solidali almeno in tenuta se non in aumento ..
Sono deluso ….e non credo nella manomissione ….i miei conoscenti che votavano PD ( e solidali ) li rivoterebbero.
Per me non c’è futuro …mi dispiace .

homo_invictus
Scritto il 24 marzo 2020 at 15:37

Gianbattista:
Eppure malgrado tutte queste evidenze , i sondaggi , inclusi anche quelli ultimi effettuati su Scenari Politici , danno il PD e solidali almeno in tenuta se non in aumento ..
Sono deluso ….e non credo nella manomissione ….i miei conoscenti che votavano PD ( e solidali ) li rivoterebbero.
Per me non c’è futuro …mi dispiace .

Esatto, io sto meditando l’espatrio quanto prima. Finché in Italia la gente continua a votare ste MERDE UMANE al governo non c’è futuro.

kelcri
Scritto il 24 marzo 2020 at 19:01

homo_invictus@finanza,
Liberissimo di farlo ma fossi in te aspetterei un paio di anni… Sai com’è… In altri paesi più “civili” già cominciano a nascondere i morti. Almeno qui fanno di tutto per curarti. In più eviterei di andarmene tra 3 mesi. La spagnola insegna… Potrebbe ritornare il prossimo anno anche più forte

sd
Scritto il 24 marzo 2020 at 19:49

Gianbattista,

homo_invictus@finanza,

E inutile lamentarsi, la Democrazia con la D maiuscola non c’è.
Uno vota chi gli da da “mangiare”, anche se probabilmente i sui desideri sarebbero diversi.

ilribassista
Scritto il 24 marzo 2020 at 20:00

Ma guarda un po’ .. prima di leggere questo articolo avevo fatto un commento sul vecchio .. e le conclusioni sono le medesime

ilribassista
Scritto il 24 marzo 2020 at 20:40

Riporto quanto ricevuto relativamente a Bergamo

Ti aggiungo 3 dettagli non sottovalutatili….1)nella zona rossa c’erano 3 aziende Pigna,Persico e Polini spa…che danno lavoro a circa 3500 persone in valle e queste hanno spinto confindustria a far tirare la giacchetta al governo ad non istituire la zona rossa se no le loro produzioni sarebbero crollate e i loro concorrenti nel mondo avrebbero preso il loro posto e a riguardo il sindaco di alzano ha dichiarato che non serviva la zona rossa e sarebbe stata una catastofe se posta in essere….ed invece cosi….2)nel mese di febbraio ci sono state 3 partite di calcio nella provincia tra albino-codogno(9/02)…mapello-codogno (15/02)…e a san siro Atalanta Valencia con tifosi di Lodi e Codogno perchè anche nella bassa e in quella zona ci sono tifosi della Dea…3)molte aziende Bergamasche soprattutto in valle seriana collaborano e mandano merci e collaboratori a lavorare in Cina anche nel periodo dell’epidemia e hanno poi vista l’emergenza richiamato i collaboratori inviati a casa non sottoponendoli a quarentena di 14 giorni…addirittura ti riporto un fatto la persico il 31/01 ha fatto tornare 20 collaboratori da tutta la cina e fatti atterare in germania perchè i voli erano chiusi da e per Cina e sai come sono tornati??allegramente tutti in Bus e senza quarantena dei 15 giorni …ecco spiegate le bombe biologiche che hanno colpito la nostra provincia,…in più il governo va bhe ciao aveva capito un cavolo….come dico io noi siamo avanti 15/20giorni del fuso orario del virus…

Ne è valsa la pena? Analisi perfetta di quanto successo nella bergamasca.

BERGAMO – Un mese dopo, mentre ci si prepara a contare i vivi e i camion dell’esercito portano via altre 80 bare, è ora di iniziare a farsi delle domande. E, soprattutto, di trovare delle risposte. Perché Bergamo? Come mai una città di 110 mila abitanti diventa il lazzaretto d’Italia, seconda al mondo, per morti e contagi, solo a Wuhan? Perché il coronavirus ha scelto questa provincia per aprirsi un varco spaventoso e conficcare qualcosa come un quarto delle croci disseminate in 30 giorni in Italia? Sono le domande che si stanno ponendo, assieme a migliaia di famiglie, studiosi, esperti e osservatori della “curva anomala” Bergamo.

La prima risposta, dritta, arriva una da Silvio Garattini, bergamasco, presidente e fondatore dell’istituto Mario Negri. «Purtroppo qui è stata privilegiata la protezione dell’attività economica rispetto alla tutela della salute — dice — . Eppure il modello Codogno era noto. Perché non è stato applicato anche a Bergamo, nel focolaio della valle Seriana che aveva già iniziato a produrre un numero allarmante di contagiati e di morti? A Codogno hanno subito istituito la zona rossa. A Bergamo c’è stata una grave sottovalutazione. Di chi sia stata la responsabilità non sta a me dirlo. Però posso dire che la mancata chiusura del focolaio di Alzano e Nembro è stata un detonatore».

Prima di provarec c a sciogliere il mistero della (non )zona rossa, vediamo cosa ha comportato. In provincia di Bergamo nell’ultima settimana sono morte 400 persone, 88 ieri. I contagi hanno raggiunto quota 5.869. Nessun’altra provincia italiana ha questi numeri. Ma, in rapporto alla percentuale, nemmeno mondiale. Di più: secondo il sindaco Gori i numeri sarebbero 4 volte inferiori alla realtà (tenuto conto dei tanti anziani morti in casa senza che sia stato eseguito il tampone). Una proiezione attendibile — tra i numeri ufficiali e a quelli sommersi — porta a una stima di oltre 1000 decessi. Forse 1.500 (sui 4.825 nel Paese). E dunque: un morto su 4 in Italia è bergamasco. Di questa bomba virale Alzano e Nembro sono stati gli inneschi.

Siamo al 23 febbraio. Quattro giorni dopo la partita di Champions Atalanta-Valencia a San Siro, dove 45mila tifosi hanno accelerato l’effetto domino del coronavirus. All’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano vengono accertati i primi due casi bergamaschi. Se non entrambi, uno è passato di sicuro dal pronto soccorso. Il riverbero della paura che si è accesa il 21 febbraio nell’altro focolaio, Codogno, spinge la direzione sanitaria a chiudere l’ospedale. Si suppone per sanificare e creare una safe zone dedicata ai ricoverati per il virus. Così non è. L’ospedale riapre poche ore dopo. Passa qualche giorno e si scopre che diversi medici e infermieri sono positivi e sintomatici. Si ammaleranno in tanti: primario, medici, infermieri, barellieri. E ovviamente — è facile ipotizzare — molti di quelli che sono passati dall’ospedale. Ma il particolare più interessante è del 12 febbraio. Un abitante di Villa di Serio racconta a Bergamonews che quel giorno la madre viene ricoverata ad Alzano per uno scompenso cardiaco. Nove giorni dopo muore.

«È il 21 febbraio. Le infermiere quel giorno entravano nelle camere con mascherine protettive di quelle poi distribuite per il coronavirus. Forse all’ospedale sospettavano del Covid-19 già da qualche giorno». La camera ardente viene allestita nella chiesina di San Lorenzo. «C’era moltissima gente, si abbracciavano. Per giorni, nonostante il numero dei morti crescesse, assembramenti e contatti sono proseguiti». Le due settimane tra il 23 febbraio e l’8 marzo (quando arriva il secondo Dpcm per arginare il contagio). Fissiamo questo arco temporale. Ad Alzano e Nembro, e ormai in tutta la val Seriana, passano i giorni e morti e contagiati aumentano a ritmi record. L’assessore regionale Giulio Gallera chiede e richiede a Roma di istituire una zona rossa. Si fa, non si fa. Niente. Tutto aperto. «Tante aziende della zona hanno contatti continui con la Cina — dice Alberto Zucchi, direttore servizio epidemiologico Ats Bergamo — . È probabile che il virus in valle circolasse prima che a Codogno. Già da dicembre, forse. Ma non lo conoscevamo. Una serie di polmoniti sono state addebitate a complicanze influenzali, poi abbiamo scoperto essere Covid-19. Erano segnali di allarme». Le aziende dunque. Le 376 imprese e i 3.700 dipendenti. Potevano fermarsi? Pare di no.

Intanto da Alzano il contagio si allarga alla provincia. Che succede? Niente. Il 28 febbraio Confindustria Bergamo lancia la campagna “Bergamo is running”, un video per tranquillizzare i partner europei. «Le operazioni delle nostre aziende non sono contagiose», dice il direttore generale Paolo Piantoni. A Bergamo il 28 febbraio ci sono 103 casi: cresceranno. Ma nessuno ci bada. Gori — poi con onestà ammetterà la sottovalutazione — pensa che vita sociale e precauzioni possano ancora coesistere. Gallera prima esclude la zona rossa, poi, il 3 marzo, si rende conto. Fino a battere i pugni con Roma: «La decisione sta al governo». L’ok non arriverà mai. «Una volta che hai permesso al virus di diffondersi non riesci più a far niente. Puoi provare ad arginare, ma è difficile», dice Garattini. Oggi i bergamaschi non hanno più nemmeno una bara su cui piangere i morti. Li contano e basta. Prima che i militari li raccolgano per portarli a cremare in altre città.

(Salvo Sottile)

ilribassista
Scritto il 24 marzo 2020 at 20:40

Ora purtroppo capisco i camion.

john_ludd
Scritto il 24 marzo 2020 at 21:39

Gianbattista,

la psicologia di massa è come la legge di gravità, non cambia mai. Nei momenti di estremo bisogno il popolo, qualunque sia, si stringe attorno al capo che ha, chiunque sia. Anche Trump è dato in crescita 11 punti. Ti dirò, è pure corretto che sia così, il contrario sarebbe peggio. Cosa vuoi fare, disarcionare un governo per quanto incapace, nel momento peggiore possibile, poi ? La psicologia di massa è un prodotto dell’evoluzione, non è lì perché è sbagliata. Poi però il tempo passa, l’emergenza passa, le persone fanno i loro conti etc… Pensa che sui libri di storia Winston Churchill passa per essere stato un grande, lo fu effettivamente limitatamente al periodo bellico, mostrò le doti giuste, poi alle elezioni successive gli inglesi non lo votarono e si ritirò a vita privata. Francamente spendere più di picosecondo sui sondaggi oggi è come ingegnarsi a prevedere come sarà la meteo a ferragosto 2021.

Se proprio ti vuoi porre la domanda giusta, questa sicuramente lo è: questo paese è in grado oppure no di produrre una classe dirigente vasta di numero e competente nel merito a tempo di record senza come sua triste abitudine ricercare il nuovo “capo” che gli risolve i problemi così che l’italiano medio possa tornare a farsi i cazzi suoi ?

ilribassista
Scritto il 24 marzo 2020 at 22:17

Ragazzi qualcuno ha visto il video sul corriere relativo al report fatto da un giapponese nella città di ninijiang (non ricordo il nome preciso, scusate).
Ma secondo voi in Italia saremo in grado di organizzarci in quel modo?

stanziale
Scritto il 25 marzo 2020 at 08:36

john_ludd@finanza,

“Capitano, e se il problema fossero proprio gli ospedali? Se concentrare centinaia di persone con una brutta influenza in ambienti in cui la aria non è filtrata se non in pochissime camere saturi di virus l ambiente rendendo tutto molto più difficoltoso è mettendo in serio pericolo i sanitari?”
Io penso che questa parte del commento di laforzamotrice potrebbe essere corretto, proprio in relazione alla lombardia. Avevano tanti posti in terapia intensiva , 900, poi aumentati, ma quale e’ lo stato degli ospedali lombardi? Grandi non vuol dire sicuri. Ad esempio la toscana ha costruito ospedali nuovi piu’ piccoli dei precedenti, cosa che e’ stata molto criticata onestamente anche da me, pero’ sono nuovi. ed avere strutture moderne, anche in relazione al ricircolo dell’aria, potrebbe essere importante. La butto solo li’, e’ una impressione dettata dal numero degli adetti ai lavori lombardi deceduti. Oppure e’ solo la generosita’ dei medici lombardi, non lo so’, la funzionalita’ degli ospedali lombardi effettivamente non la conosco.

idleproc
Scritto il 25 marzo 2020 at 08:48

I cosiddetti sondaggi hanno un valore nullo, sono stati utilizzati, come altro, per creare “l’effetto pecora”. E’ stato usato e viene utilizzata “la psicologia di massa” per gestire l’opinione, vale anche per le scelte per nulla causali della programmazione televisiva e sui contenuti (anche le radio), guardate con distacco le cose che propinano, è un colossale ufficio marketing con canovaccio e copione.
Osservando con distacco trovate anche gli elementi per comprendere il gioco, compresa l’induzione di stati confusionali che è una tattica del gioco.
Non sono molto bravi, l’effetto selezione inversa sul QI è ampiamente verificabile.
Non possono taroccare più di tanto, tranne che nella narrazione, l’informazione locale per il semplice motivo che funziona ancora il passa farola delle persone che basta che guardino fuori dalla finestra per vedere la realtà.
E’ anche piuttosto semplice ricostruire la struttura di proprietà a livello di linea di comando societario-finanziaria della catena.
E’ normale che le brave persone in buona fede ci arrivino dopo e si sconnettano dal meccanismo dopo, non è una colpa loro anche se ti fanno incazzare.

idleproc
Scritto il 25 marzo 2020 at 09:16

…una classe dirigente alternativa esiste sempre ed è in formazione, ogni volta che rischia di acquisire posizioni sovrastrutturali di potere, gli piglia un colpo, attacchi isterici mediatici compresi, con conseguente corsa a creare movimenti farlocchi e “leader” fasulli teste di legno di livello sempre più basso, non dobbiamo essere troppo pessimisti nel realismo.

profesimo
Scritto il 25 marzo 2020 at 10:02

Per chi ha tempo per leggere. Il CEO di Bain Italia, ha fatto una proposta per ripartire:
https://www.linkedin.com/posts/silvio-scaglia-haart-4056b246_ora-decisioni-activity-6647518198088384513-m0Jj
Cosa ne pensate?

laforzamotrice
Scritto il 25 marzo 2020 at 10:53

Capitano, voglio approfittare di questo blog per lanciare, con il tuo permesso, una discussione per me di vitale importanza, e cioè: cosa è IN REALTÀ, il denaro? COME SI CREA? Penso sia molto utile per chiarire delle situazioni che stanno decisamente degenerando. Cosa ne pensate?

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2020 at 12:22

stanziale@finanza,

Stanziale l’argomento è stato posto dalla dott.sa Capua più volte ma non come causa ma possibile concausa dell’elevato numero di casi in alcune limitate strutture. E’ intuitivo che un patogeno sconosciuto addosso a un ammalato che mostra sintomi simili a una forte influenza se arriva in un ospedale prima che sia stato riconosciuto per ciò che è fa un macello. Le persone fanno fatica a interpretare la funzione esponenziale. Osserva il caso in questione nelle fasi iniziali di raddoppio delle infezioni ogni 3 giorni a partire da 1 solo individuo dal giorno zero:

0 – 1
3 – 2
6 – 4
9 – 8
12 – 16
15 – 32
18 – 64
21 – 128
24 – 256
27 – 512
30 – 1024

Dunque prima che ci sa accorga che c’è qualcosa di insolito passano 3 – 4 settimane poi è l’inferno. A questo punto immagina che il pazienze iniziale non è 1 ma 100 in tanti punti diversi. Comprendi allora quanto sia difficile ?

Ciò che gli scienziati conoscono di questo patogeno è ancora largamente inferiore a ciò che conoscono. E’ passato un mese da quando è arrivato in Italia, due da quando i cinesi hanno chiuso Wuhan. C’è un celebre grafico riportato da Nassim Taleb su The Black Swan, è la cronistoria del tacchino, tutto va bene, poi non va bene per niente. Il concetto è che questi eventi AVVENGONO con assoluta certezza. Anzi, siamo come occidentali e italiani, stati estremamente fortunati (sinora). La vita media di un individuo oggi è 80 anni, se ripercorriamo all’indietro la storia noteremmo che la probabilità che eventi estremi avvengano almeno 1 volta nel corso di 80 anni è il 100%, ma il più delle volte, per la maggior parte dei paesi avvengono 2-3 volte ogni secolo. I miei nonni hanno vissuto due guerre e la spagnola, un cittadino di un qualsiasi paese medio orientale perennemente in un evento estremo.

Dunque ? Si devono costruire sistemi socio/economici che PRENDONO IN CONSIDERAZIONE CHE QUESTI EVENTI NON SONO EVITABILI SONO CERTI dunque con le necessarie ridondanze per prevenire le conseguenze più gravi. Il sistema economico neo liberale capitalista è progettato all’opposto e questo è il risultato. Aspettati che i paesi cardine di questo tipo di sistema saranno quelli più colpiti.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2020 at 12:26

john_ludd@finanza,

correzione:

… Ciò che gli scienziati NON conoscono di questo patogeno è ancora largamente inferiore a ciò che conoscono.

ilribassista
Scritto il 25 marzo 2020 at 13:10

Segnalo una bella intervista di Paolo Maldini sul corriere

stanziale
Scritto il 25 marzo 2020 at 16:10

john_ludd@finanza,
In giornata ho visto il video da Napoli, 10 su 14 pazienti trattati con tocilizumab sono subito migliorati. Certo immagino sono persone relativamente giovani, non lo sperimentano su anziani con gravi patologie, questi continueranno a morire, con il contributo del coronavirus poco prima di morire per i problemi pregressi, o molto prima , insomma se non c’era il coronavirus alcuni avevano ancora parecchi anni. Il problema comunque non e’ ora, siamo tutti d’accordo di stare in casa per limitare. E’ il dopo picco, previsto per la prossima settimana a sentire gli esperti. Dopo un po’ che la sanita’ tornera’ a respirare, bisognera’ pur tornare al lavoro, ad occuparsi delle proprie cose…quanto prima senno’ sara’ peggio che nel 1929 ed il rimedio peggiore del male, come dice Trump che sta’ riguadagnando consensi. Se non trovano un vaccino che risolva al 100% dobbiamo prepararci ad accettare per un po’ questa nuova causa di morte, insieme a cancro, ipertensione, infarti incidenti e tante altre. Diciamo la verita’ io penso che usa germania ed altri sostanzialmente applicano il concetto d immunita’ di gregge, l’olanda lo ammette pure. Noi che facciamo, non commerciamo piu’ con tedeschi americani e gli altri? Questi sono ragionamenti ancora da venire , ma gia’ possiamo discutere perche’ siamo messi molto male, alcuni sono senza risparmi e non e’ che abbiamo la banca centrale come svizzeri e inglesi che gia’ hanno erogato l’80% dello stipendio ai cittadini. La cupa germania non cede di un millimetro e Gualtieri ancora neanche distribuisce quello che la bce ha stanziato. Scusate lo sfogo.

idleproc
Scritto il 25 marzo 2020 at 17:21

laforzamotrice@finanza,

Vai dritto al cuore del problema, a come funziona il sistema e alla sua dinamica interna storica fino ad oggi di cui il “denaro” è anche un feticcio sistemico.
Non è un argomento banale se se ne vuol fare una fotografia inattaccabile da narrazioni diverse di copertura.
La mia opinione è che ci siano altre urgenze più a breve da affrontare.

magicx
Scritto il 25 marzo 2020 at 17:38

john_ludd@finanza:
Gianbattista,

Se proprio ti vuoi porre la domanda giusta, questa sicuramente lo è: questo paese è in grado oppure no di produrre una classe dirigente vasta di numero e competente nel merito a tempo di record senza come sua triste abitudine ricercare il nuovo “capo” che gli risolve i problemi così che l’italiano medio possa tornare a farsi i cazzi suoi ?

No

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2020 at 17:52

stanziale@finanza,

Non c’è nulla di cui scusarsi, l’atteggiamento dei cupi banchieri nordici non è una novità. C’è un proliferare di notizie a caso su questo o quel trattamento. Per avere un’indicazione di effettiva utilità serve un campione vasto e deve essere replicabile, almeno 3-4 settimane.

Quello che a me interesserebbe vedere e che sarebbe DECISIVO sono test sierologici per capire quale parte delle popolazione è stata infettata senza aver mostrato sintomi evidenti. Attraverso questo test chi è stato infettato ed è guarito (può darsi anche senza mai sentirsi ammalato) si trovano gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario. Solo in questo modo si potrà capire la reale diffusione del virus e di conseguenza il reale numero dei casi gravi e il tasso di mortalità. Sino ad allora è una gara ad inseguimento che lascia sia la comunità scientifica (che chiede incessantemente questi test) che la popolazione senza una prospettiva. Oggi le statistiche non hanno grande valore, al di là del numero dei morti che è una tragedia, manca il reale denominatore. Dunque è ovvio che ora serve la massima attenzione, ma senza quei test non è possibile programmare la fase di ripartenza in modo efficace.

Sono un pò perplesso su questa lentezza. Oggi vengono dichiarati 70.000 casi e 7.000 morti ma gli infettati sono molti di più. Quanti ? Supponiamo siano 5 volte di più, allora avremmo una mortalità del 2% e non del 10%. Ora supponiamo che ci siano altrettanti che hanno avuto il virus e non hanno sviluppato la malattia in quanto il loro sistema immunitari ha reagito perfettamente e hanno gli anticorpi nel sangue. In tal caso la mortalità è 1% e non 10%. Questi dati e la scomposizione per fasce di età è DECISIVO per organizzare la ripresa di tutte le attività economiche che potrà essere programmata per fascia di rischio. Per esempio, le donne si ammalano molto meno e sviluppano sintomo gravi ancora meno. E tanti altri dati.

Dobbiamo avere questi dati altrimenti non sappiamo di cosa stiamo parlando, una pandemia catastrofica, una gestibilissima, un caso mediano, cosa ?

Servono dati, dati, dati. Non scoraggiatevi, sono convinto sia una situazione gestibile non la fine del mondo. Servirà un pò di tempo, non so quanto, osservo che in Cina la produzione è ripresa al 90%.

magicx
Scritto il 25 marzo 2020 at 17:54

All’Italia dei 30 milioni di commissari tecnici, delle milionate di specialisti – forti del concetto che uno vale uno – in argomenti di cui hanno conosciuto l’esistenza solo in ragione di qualche messaggio o video pescato in qualche social, dei tanti protesi a salvare le foreste amazzoniche a dispetto delle difficoltà a tener ordine in camera loro… e chi più ne ha più ne metta… non poteva non aggiungersi quella degli esperti nella trattazione di emergenze a livello globale.

john_ludd
Scritto il 25 marzo 2020 at 18:19

Due precisazioni.

E’ vero la popolazione italiana è anziana ma tanto quanto quella della Corea e meno del Giappone. Gli anziani morti soffocati dalla polmonite da Covid-19 sarebbero vissuti ancora dunque vanno conteggiati come vittime. Se per gli anglo sassoni un anziano è un costo e produrranno statistiche differenti questo è una conseguenza della loro barbarica civiltà.

Tuttavia la mortalità in Corea è sotto 1% e quella in Germania anche. Falsano le statistiche ? Può essere, ma marginalmente. La differenza più attendibile è questa. Sappiamo con certezza che se un paziente viene trattato con ossigeno ai primi sintomi di dispnea la probabilità che il suo quadro clinico degeneri si abbassa molto. Conta dunque sia il numero dei posti in terapia intensiva che la loro distribuzione sul territorio. Qui la Germania è molto meglio posizionati di noi così come la Corea . I numeri dicono questo:

Secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei.

Secondo l’Ocse, il secondo Paese UE più duramente colpito dal COVID-19, la Spagna, era dotato di 2,4 posti letto in terapia intensiva per ogni 1.000 abitanti, appena sotto l’Italia.

Con 28mila posti letto in terapia intensiva, la Germania è la nazione che può contare del rapporto più favorevole rispetto alla popolazione; 6 posti letto ICU ogni 1.000 abitanti.

https://it.euronews.com/2020/03/20/coronavirus-quali-paesi-europei-hanno-piu-posti-in-terapia-intensiva

Ora questo dato sembra collidere con quanto io stesso ho scritto in precedenza sull’elevato numero di posti ICU in Lombardia. Ma quei posti sono in genere occupati e lo sono solo in parte da malati lombardi, provengono da tutta Italia, soprattutto da quelle regioni dove praticamente non ci sono postazioni di terapia intensiva, ecco allora che il numero medio x 100.000 abitanti e la sua distribuzione sul territorio recupera tutto il suo valore.

Gianbattista
Scritto il 26 marzo 2020 at 11:08

Confermo , io , purtroppo , spesso

vengo ricoverato alla Gavazzeni Hunanitas di Bergamo per problemi cardiaci importanti , e tutte le volte noto nel reparto dove vengo indirizzato , almeno il 50% di ricoverati provenienti dal meridione …forse di più.
La Gavazzeni è un’eccellenza confermo , ma alcune patologie potrebbero essere trattate anche in strutture ospedaliere al Sud , perché ciò non avviene ? Prima o dopo di dovrebbe mettere il dito nella piaga …ma probabilmente non avverrà mai.

mimmo3
Scritto il 26 marzo 2020 at 11:52

c’ e’ qualcosa di sbagliato nel numero di posti letto ogni 1000 abitanti

ilribassista
Scritto il 26 marzo 2020 at 18:22

john_ludd@finanza,

Sembra che gli extracomunitari siano meno colpiti; perché sono più giovani? Perché sono più forti? Perché hanno anticorpi più sviluppati?
Come dici tu, John, più aumenta il dettaglio della statistica e più possiamo trovare una gestione del problema.
Su lab24, nella sezione coronavirus, ci sono molti dati, fatti molto bene ma a mio parere manca un altro dato importante.
Sappiamo che 26.000 positivi non hanno sintomi o lievi, com’è la distribuzione per fasce di età?
Com’è la distribuzione per fasce di età dei guariti?
Possibile che non abbiano ancora analizzato i dati relativi ai malati?
Se un malato entra in cura dopo 1 giorno oppure dopo 3 giorni come varia la tempistica della cura?
Faccio un esempio fuori luogo; in un ospedale di Torino qualche anno fa decisero di cambiare i fornitori del cibo; decisero di spendere di più per la ristorazione e passarono al cibo biologico e so accorsero che ci fu un aumento, ovvio, dei costi ma i malati guarivano in meno tempo! Confermando che il cibo è una delle parti più importanti per mantenere sano un corpo .. o aiutarlo a farlo guarire.

Se faccio gasolio ad un Ferrari … Ma dove vuoi che vada?

Allora!!! Io non ho ancora sentito dire a nessuno nelle conferenze stampa: signori, mangiate sano!

Scusate .. l’uscita dal seminato.

Credo che servirebbero persone specializzate in statistica da affiancare agli ospedali per guidarli.
Può sembrare un’idea stupida .. ma pensateci e fatemi sapere cosa ne pensate.

Buona serata a tutti
Federico

john_ludd
Scritto il 26 marzo 2020 at 19:41

Gianbattista,

Qui a Bologna abbiamo 4 grandi poli ospedalieri, San’Orsola, Maggiore, Bellaria, Istituto Rizzoli, sono di gran lunga eccedenti la necessità della città e provincia, ma sono sempre pieni. Vengono dal centro e sud Italia e per talune specializzazioni da tante parti del mondo.

Quello delle rianimazioni è un problema generale, questo articolo mi sembra azzeccato. Sui numeri a seconda della fonte ci sono valori leggermente diversi, ma il concetto è lo stesso, ci sono paesi in media più attrezzati (bisogna poi vedere la qualità del servizio) ma nessuna sanità di nessun paese sarebbe in grado di parare il colpo di un picco epidemico come quello in corso in Lombardia, Madrid, Londra, New York e presto decine o centinaia di altre città e metropoli dal Cairo a Delhi. Solo un’estrema velocità di esecuzione può evitare i numeri che vediamo apparire, con il senso di desolante impotenza che determina. Chiusi in casa c’è persino il rischio di parlare a vuoto, azzannando l’aria. Riduciamo al minimo l’esposizione mediatica. Non c’è più molto da scrivere.

https://ilmanifesto.it/perche-mancano-le-terapie-intensive-ma-la-preparedness-non-e-solo-italiana/

idleproc
Scritto il 28 marzo 2020 at 18:23

Come John vi saluto, con l’occasione ribadisco la completa stima per l’azione di Zaia e del gruppo amministrativo e tecnico-scientifico oltre a chi sul fronte ne ha dato corso sul piano operativo che ringrazio come cittadino, hanno fatto e fanno il massimo del possibile per la popolazione della quale si sentono responsabili. Diventano marginali le differenze di visione su altri aspetti di fronte alla qualità umana delle persone in questo contesto.
Penso di aver colto come da previsione ma spero non credendo nella speranza, di sbagliarmi, cosa cercheranno di fare sul piano nazionale, non smentendo le linee di condotta perseguite finora su tutti i temi.
Ciao a tutti.

gnutim
Scritto il 28 marzo 2020 at 21:54

Ciao John, grazie come sempre dei tuoi spunti forbiti.
Ora che abbiamo praticamente raddoppiato i posti in terapia intensiva e siamo a lidella Germania cosa ne pensi? Io non capisco perché non facciamo tamponi in stile Corea sfruttando tutte le cliniche abilitate. Sennò non ne veniamo più fuori! Abbiamo un governo che si caga sotto. Non è nemmeno capace di confermare il blocco x altri 15 gg….cacasotto

idleproc
Scritto il 30 marzo 2020 at 12:13

gnutim@finanza,
Ti dico come mi regolerò io come conclusione.
La stessa banda bipartisan che gestisce in toto anche l’informazione che voleva far passare il tutto come un’influenza e con le conseguenti mancate decisioni politico-finanziarie, economiche, organizzative e operative di aprovvigionamento a livello nazionale, ha gia deciso, per me con evidenza, di riaprire il tutto ‘gradualmente’, vanificando anche quanto fatto finora, taroccando anche i dati se necessario visto che in alcune aree hanno perso il controllo o lo perderanno e devono coprirsi.
Facendo 2+2 sia sul pregresso che sull’oggi è un fax comune a tutta europa.
Mi regolo anche verso i miei affetti e amicizie con quanto considero affidabile e anche alla mia prole ho consigliato di non riaprire, proteggersi e nemmeno prenderli in considerazione.
Fino a quando reggeranno, perchè prevedo che subiranno un attacco concentrico già per me in corso, mi regolo su quanto deciso in Veneto e la prole che sta in un’altra regione farà lo stesso in quantro già preavvisata da molto sull’intero sviluppo provabile della vicenda che viene ogni giorno confermato.
Sono valutazioni, giuste o sbagliate che siano, sono quelle che null’ambito dei miei legami e amicizie mi regolano e regoleranno, ignorando la banda.
Rinnovo i saluti.

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