FURORE!

Scritto il alle 13:00 da icebergfinanza

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Uno non fa in tempo nemmeno a scrivere che il denominatore di tutte le più grandi crisi della storia è l’eccesso di debito e l’impressionante disparità di ricchezza che subito incredibilmente arriva dal Fondo monetario internazionale, un avvertimento davvero insolito…

«Le diseguaglianze di redditi e di ricchezza sono vicine ai massimi storici: questo trend preoccupante ricorda la parte iniziale del 20esimo secolo, quando le forze della tecnologia e dell’innovazione hanno portato alla Gilded Age, ai Roaring Twenties e, alla fine, al disastro finanziario». Lo afferma la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, tracciando un parallelo fra gli anni 2020 e il 1920. 

«Sappiamo che le diseguaglianze eccessive ostacolano la crescita e intaccano le fondamenta di un paese. Questo erode la fiducia nella società e nelle istituzioni, e può alimentare il populismo e le tensioni politiche» mette in evidenza Georgieva.

«Gli ultimi decenni ci hanno inviato un segnale chiaro: le crescenti diseguaglianze sono un problema che può solo peggiorare se non affrontato. Le politiche di bilancio restano uno strumento potente, ma il settore finanziario non va ignorato. Se lo facciamo gli anni 2020 potrebbero essere molti simili al 1920» spiega Georgieva, invitando quindi a non commettere gli stessi errori due volte. «Facciamo dell’anno in corso un anno di azione e trasformiamo il decennio del 2020 in un decennio di prosperità per tutti» mette in evidenza Georgieva.

Ovviamente ci se ne frega, tra banchieri e politici che quotidianamente fottono i contribuenti, aiutati da coloro che dovrebbero controllare e vigilare, ma che in realtà fanno finta di nulla, vuoi mettere i nuovi record di Wall Street.

Ve lo ricordate Tom Joad 

Uno non ha un’anima per sé solo, ma un pezzetto d’una grande anima, che è la grande anima di tutta l’umanità. Quindi…  Che cosa, Tommy?
Quindi non importa, perché io non potrò mai morire. Io sarò dovunque, dovunque ci sia un uomo. Dovunque ci sia un uomo che soffre e combatte per la vita, io sarò là. Dovunque ci sia un uomo che lavora per i suoi figli, io sarò là. Dovunque il genere umano si sforzi di elevarsi, coi ricchi e coi poveri, in questa comune aspirazione di continuo miglioramento, e dove una famiglia mangerà le frutta d’un nuovo frutteto, o andrà a occupare la casa nuova, là mi troverai.

La madre di Tom Joad nel film di Steinbeck  sussurra..Siamo vivi. Siamo il popolo, la gente, che sopravvive a tutto. Nessuno può distruggerci. Nessuno può fermarci. Noi andiamo sempre avanti.  

La vita rende cattivi, mamma disse Tom alla madre!

Poi ci sono le solite statistiche adatte ai polli di Trilussa, che servono per le persone per bene che vanno a Davos a condividere con il mondo, la volontà di sconfiggere la povertà, si facendo fuori più persone possibili, non sparando ovviamente, ma tagliando salari, occupazione welfare e distruggendo patrimoni privati, grazie alle frodi e alle manipolazioni dei banchieri, che tra un prestito subordinato o un derivato e strutturato qualunque, stanno facendo il loro sporco lavoro in maniera egregia.

E la prossima crisi non sarà un’eccezione!

In Italia l’1% più ricco detiene quanto il 70% della popolazione. A pagare il prezzo più alto sono donne e giovani. Oltre il 30% dei ragazzi guadagna oggi meno di 800 euro lordi al mese mentre il 23% degli under 29 versa in condizioni di povertà lavorativa. Crescono gli abbandoni scolastici: peggio di noi solo Spagna e Romania

E sì perché a scorrere i numeri i Paperoni di Forbes son sempre lì. In 2153, forti di un patrimonio di 2.019 miliardi (dati di metà 2019), vantano  una ricchezza superiore a quella complessiva di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione mondiale.

Per carità, nessuna novità, ci mancherebbe che ad un record di Wall Street non corrisponda un record della disparità di ricchezza, figurarsi.

Quello che mi fa prudere le mani è che c’è sempre qualche idiota che crede alla buona fede di chi si siede intorno ad un tavolo per fare un forum o una tavola rotonda per cancellare la povertà, ma si sa nel popolo i fessi abbondano.

Ma occupiamoci di cose serie, cosa vuoi ma che siano quattro pezzetti che perdono il lavoro o la dignità, che si lamentano perchè i loro salari non crescono o non trovano lavoro.

Dopo che da oltre 12 anni mettiamo in guardia dai rischi di un’immensa disparità di ricchezza e dal troppo debito, che esplode di record in record, dopo che da oltre 12 anni parliamo di deflazione da debiti, di “liquidity trap” e suggeriamo di studiare il Giappone e la sua storia, arriva il governatore della Banca centrale inglese e ci dice…

L’economia globale si sta dirigendo verso una “trappola della liquidità” che minerebbe gli sforzi delle banche centrali per evitare una futura recessione,

Premetto che gli sforzi andranno nella naturale direzione di spingere sempre più i tassi in negativo, soprattutto negli Stati Uniti come gli amici di Machiavelli ben sanno, ma Carney aggiunge pure che le banche centrali stanno esaurendo tutte le munizioni necessarie per combattere una recessione.

E si stanno usando tutto il bilancio per salvare qualche banca fallita o qualche grosso speculatore che ha fatto il passo più lungo della gamba.

Lui dice che una trappola della liquidità si verifica nelle rare occasioni in cui la politica monetaria perde tutta l’efficacia della gestione delle oscillazioni economiche e una politica più libera non incoraggia alcuna spesa aggiuntiva. Infatti come abbiamo scritto venerdì, incoraggia solo gli investimenti speculativi e la spesa improduttiva…

“In genere è vero che ci sono molte meno munizioni per tutte le principali banche centrali di quelle che avevano in precedenza e sono dell’opinione che questa situazione persisterà per qualche tempo”

Da tempo l’oro suggerisce che le banche centrali hanno perso il controllo della situazione, pompano come disperate per tenere in piedi la mongolfiera.

Di cosa vogliamo parlare oggi di bello, di dove vanno i mercati o degli ultimi dati macroeconomici?

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

 

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2 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 23 gennaio 2020 at 11:24

Chissà forse la vita di un uomo è troppo breve perchè si possa pensare al lungo periodo , nel quale tutti quelli che operano nel presente saranno comunque tutti morti.
Ma forse la vita di un uomo è anche troppo lunga perchè chi non ha nulla da perdere prenda in mano un fucile ed insieme ad una altro milione o miliardo di persone che divide una misera condizione cerchi di rovesciare il sistema.

idleproc
Scritto il 23 gennaio 2020 at 18:12

ilcuculo@finanza,

Come tutti i lavori veri, anche questo è un lavoro che va “ben fatto”, altrimenti non funziona.

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