FED BCE BREXIT FAKE DEAL: MANIPOLAZIONE!

Scritto il alle 08:51 da icebergfinanza

Oggi partiamo da qui tanto per cambiare, ormai non c’è più nulla che corrisponde alla realtà sui mercati, c’è del marcio a Wall Street e in America, ma come ben sapete fa parte del gioco delle elezioni presidenziali.

Un consiglio, leggetevelo tutto questo articolo perchè vi aiuterà a comprendere molte cose di questo mercato manipolato e vi aiuterà a stare lontani da ciò che non conoscete.

Era il lontano ormai settembre del 2012 quando…

Disoccupazione Usa, dati truccati prima della rielezione di Obama?

Falsi dati su disoccupazione Usa per favorire Obama alle elezioni

New York, 19 nov. (TMNews) – Nuove accuse sulla manipolazione dei dati di disoccupazione negli Stati Uniti prima delle presidenziali. Il tasso di disoccupazione negli Usa, nel settembre 2012, fece registrare una diminuzione dello 0,3%, attestandosi sul 7,8 per cento. Fu un dato positivo per l’economia americana, diffuso poco prima delle presidenziali, che aiutò Barack Obama a confermarsi alla Casa Bianca. Allora, l’ex amministratore delegato della General Electric, Jack Welch, accusò l’amministrazione di aver manipolato i dati e ora nuove accuse arrivano dal New York Post, in un articolo di John Crudele.

Secondo il Post, le persone incaricate di condurre i sondaggi – su cui si basano i dati sulla disoccupazione – subirono pressioni per falsificare i dati, completando le schede sullo status lavorativo dei cittadini, in caso di risposte incomplete o assenti. In realtà, il problema dei dati inventati risale al 2010, quando un impiegato del Census Bureau – incaricato dal dipartimento del Lavoro a condurre i sondaggi – fu scoperto mentre ‘fabbricava’ le risposte. “Ma non è l’unico” ad averlo fatto, ha assicurato la fonte del quotidiano, secondo cui diventò un’abitudine per molti impiegati, soprattutto nella campagna elettorale dello scorso anno, e che prosegue anche oggi.

Venerdì pomeriggio all’improvviso un dato fantastico…

… come è fantastico il video, peccato che sia tutta una farsa! Non importa quali dati hanno comunicato venerdì, sono completamente inattendibili e vi dimostreremo il perchè!

Chiunque sano di mente si chiederebbe per quale motivo di dati del BLS siano completamente diversi da quelli pubblicati dalla ADP, un sistema di rilevazione dell’occupazione privata che pur con qualche problema di attendibilità nel breve nel lungo ha dimostrato di essere affidabile.

Risultati immagini per adp vs bls long term

Infatti come ho scritto venerdi su Twitter…

Vi sembra attendibile una differenza media a tre mesi di oltre 100,000 posti di lavoro?

Come detto più volte pur in presenza di metriche di rilevamento differenti, a lungo termine,  i due indicatori tendono ad allinearsi, ma a breve termine le differenze sono spesso sensibili anche se la storia ci racconta che spesso l’errore in questa fase del ciclo è nei dati del BLS. Mediamente la differenza è di circa 40.000 posti ma francamente, pur contando i posti prodotti dal governo 200.000 è un’enormità, visto che il dato della ADP mercoledì prevedeva una crescita del settore privato di sole 67.000 unità.

La ADP conta tutti i dipendenti che sono elencati come attivi nel libro paga di un datore di lavoro, mentre il BLS esamina le aziende per calcolare i dipendenti che sono effettivamente pagati. Ciò significa che i cambiamenti strutturali del mondo reale nell’economia o i cambiamenti temporanei della forza lavoro possono far divergere le cifre.

Io come sempre preferisco la realtà, ovvero contare chi davvero sta lavorando e non sulla base di qualche domanda spesso non verificata, nel breve.

L’ADP è una misura preziosa che riflette i fondamenti economici. Guarda caso circa cinque anni fa usci una ricerca nella quale si stabiliva che l’inclusione dei dati forniti dalla ADP in un modello di previsione ha migliorato l’accuratezza rispetto a un modello standard privo di tali informazioni.

Sappiamo già perchè il BLS lo ha comunicato alcuni mesi fa che nella revisione di inizio anno, a febbraio o marzo, verranno cancellati 501.000, ma questo ad economisti o analisti drogati non interessa nulla, anche se in realtà hanno ragione, perchè i mercati vivono di altro, algoritmi e manipolazione.

Il BLS, Ufficio del Lavoro americano ha scritto sul suo sito che dovremmo essere pronti per una revisione al ribasso di 514.000 posti di lavoro sino a marzo di quest’anno nel settore primato mitigato da 13.000, revisione che verrà pubblicata in febbraio anno delle elezioni presidenziali, non proprio una splendida notizia per il presidente Trump.

Ovviamente si tratta solo di quasi 42.000 posti in meno al mese negli ultimi 12 mesi sino a marzo, niente di particolare.

Il vero test si verifica di solito quando la crescita del lavoro rallenta in modo significativo o diminuisce effettivamente in modo coerente ed è quello che sta accadendo, quindi non servirà attendere molto, lo sapremo nel 2021 o forse prima se gli avversari di Trump decideranno di eliminarlo facendo crollare i mercati.

L’unico mercato ancora difficilmente manipolabile nel medio e lungo termine è quello obbligazionario sovrano, quello del reddito fisso, qui Stati e banche centrali non permettono agli psicopatici di giocare con il denaro.

Ci sono molte novità in arrivo anche su questo argomento, frodi e manipolazioni delle grandi banche, ma noi non abbiamo fretta, il bello deve ancora incominciare.

Nel fine settimana è uscita un’interessante intervista, per noi nessuna sorpresa ma ci sono dei passaggi interessanti che sintetizzo ma che consiglio di leggere interamente su LombardReport

Le quotazioni? In buona parte pilotate. Confronto fra vecchi e nuovi stratagemmi utilizzati da chi muove i mercati, grazie alle ammissioni di chi è vissuto su quel fronte per trent’anni.

Non è italiano ma vive poco lontano dai nostri confini in una bella villa con una fantastica vista sul Mediterraneo. Per trent’anni ha lavorato in banche europee in quello che si può definire un ruolo di “manipolatore dei mercati”. L’abbiamo intervistato (naturalmente la segretezza di nomi e luoghi ci viene imposta) ed è un’esclusiva riservata a Lombard Report.

Negli ultimi anni l’importo delle multe inflitte al sistema bancario per quelle che lei definisce manipolazioni – sebbene il termine non sia esatto – è stato di 240 miliardi di dollari. Ed è poca cosa rispetto alle dimensioni delle contraffazioni. Vuole una mia stima? Oggi l’80% dei mercati è pilotato, in maniera parzialmente regolare o totalmente irregolare. Poi spiegherò come.

Si parla delle “macchinette” del HFT ma soprattutto…

… credo che sia interessante analizzare le diverse più comuni opzioni di alterazione dei mercati, cominciando da quelle che definirei arcaiche. Il primo metodo è semplice: sta nel diffondere false notizie. Non tanto quelle scritte dai media quanto quelle diffuse attraverso canali specialistici nonché dagli analisti. Colpiscono soprattutto i trader “intraday”, più esposti comunque al tema delle contraffazioni dei mercati. Il secondo metodo – molto praticato negli anni dopo la crisi Lehman – sta nel “pump and dump”, cioè nel “pompa e sgonfia”, tipico dei listini a bassa capitalizzazione. Esistono specialisti attivi in tale ambito. Diffondono notizie false o alterate per trascinare al rialzo titoli detenuti in portafoglio dai loro ispiratori. Evidente l’obiettivo di vendere in presenza di forti rialzi. E guardi che questa prassi esiste perfino fra operatori professionali. Io ho smontato posizioni da milioni di dollari investiti in “penny stock” vendendo a miei colleghi, grazie alla collaborazione di uno specialista di notizie false operante a Panama, dove nessuno l’avrebbe incolpato per quest’attività fraudolenta. Il terzo metodo è un po’ banale e viene alla fin fine attuato anche da privati molto abili. Consiste nello “spoofing”, ovvero nell’immettere ordini falsi poi cancellati velocemente, cercando di imporre così un trend ingannevole. Ci sono anche altre tecniche – per esempio lo “smoking” e il “layering” – ma tutte possono essere individuate dall’occhio di chi sa stare in piattaforma. Con un rischio enorme: un eventuale guasto dei computer o un’interruzione di energia fanno correre il pericolo di non portare a termine l’operazione, con perdite in tal caso di tutto rilievo. Alcuni colleghi sono specialisti del “wash trading”, consistente in contemporanei acquisti e vendite di uno stesso titolo, gonfiando così gli ordini. E’ molto diffuso nel settore delle criptovalute e delle azioni a bassa capitalizzazione specialmente europee. Infine cito la tecnica che ho utilizzato di più in alcune fasi dei mercati. E’ quella del cosiddetto “bear riding”, risultante da strategie ribassiste strutturate nell’immettere progressivamente falsi ordini di vendita. Tutto questo è però il passato.

Dove si colpisce di più?

Azionario e criptovalute, mentre per l’obbligazionario il tema è un altro.

Quale?

Essendoci molto Otc sul mercato, il che si presta in maniera diversa, si percuotono i titoli di Stato. Qui è inutile che io aggiunga altro, perché proprio nelle ultime settimane si sono scoperte truffe per aumentare o abbassare le quotazioni di Bund, Oat e Btp nelle fasi calde. Gli organi di controllo statunitensi e francesi hanno fatto un buon lavoro, scoprendo le banche attive in tal senso. Ora si attendono le sentenze …e le multe! Stesso discorso per gli spread, allargati in rapporto ai titoli detenuti. Magari si tratta di 1 o 2 pb per contrattazione ma sui volumi ciò comporta enormi maggiori profitti.

Più che semplici multe io inizierei a cambiare le normative e introdurre la galera per questa gente, forse la galera è troppo semplice, meglio i lavori forzati su un’isoletta tipo Alcatraz.

Ma c’è molto di più in questa intervista, noi ci limitiamo solo a diffondere consapevolezza visto che la fuori di fessi e ingenui ce ne sono abbastanza, non abbiamo bisogno di ingrossare le file del gregge per ingrassare i lupi che circolano indisturbati con l’aiuto delle banche centrali e della vigilanza che dorme alla grossa, magari foraggiata dallo stesso sistema.

Qualcuno si è meravigliato di quanto sono esplicito, certo non troverete nulla di simile su qualche giornalino mainstream o su qualche rivista che viene foraggiata dalle stesse entità che hanno tutto da guadagnare da notizie false e manipolate, ma l’importante è coltivare consapevolezza e stare sereni e tranquilli, noi vi abbiamo più volte piegato come e ve lo spiegheremo in maniera dettagliata nel prossimo OUTLOOK 2020 intitolato la “Profezia”.

Nel frattempo una settimana interessante ci attende, una settimana nella quale prenderemo molti spunti per il nostro OUTLOOK 2020, a proposito avete visto dove è finita la sterlina, si quella che doveva finire in polvere?

Mercoledi e Giovedi, le solite riunioni tra quattro amici al bar, Fed e Bce, con l’avvento della Lagarde, si quella che si offriva a Sarkozy, sarà interessante ascoltare cosa avrà da raccontarci visto che fa parte della nostra “Profezia”.

Qualcuno mi ha scritto che il mago Fugnoli, non vede politiche espansive nel 2020, se è lo stesso che non vedeva alcuna grave crisi nel 2008 siamo a cavallo!

La Germania è davvero in splendida forma!

Immagine

Vediamo se riusciranno a manipolare pure lo ZEW, l’indice della fiducia delle imprese tedesche.

Gli inglesi andranno alle urne per ribadire il loro si alla Brexit e arriverà il tanto sospirato “fake deal” tra Cina e Stati Uniti, visto che entro il 15 gli americani devono decidere di che morte morire o far morire la Cina.

Insomma, ci sarà da divertirsi, io me le immagino già le macchinette, loro sanno già tutto, tutto è già deciso nel fine settimana, loro se ne fregano delle notizie, degli appuntamenti, fanno un po di casino all’inizio ma poi vanno dritte dove hanno deciso di andare, stabiliscono i prezzi e i fessi, con tanti saluti alla trasparenza dei mercati e ai risparmi di chi crede che la finanza sia un gioco serio.

Stiamo lavorando in questi giorni al manoscritto clou dell’anno OUTLOOK 2020 “La profezia”, dedicato a tutti coloro che hanno liberamente e generosamente sostenuto il nostro viaggio.

Buona settimana a tutti!

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1 commento Commenta
claudio1965
Scritto il 10 dicembre 2019 at 14:57

scommetto che vista la volatilità e le tensioni che si stanno creando tra stati uniti e cina il 15 dicembre rinviano la scadenza delle nuove tariffe e fanno chiudere i mercati azionari oltre gli attuali massimi ,altro che manipolazione …

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