LA FORZA DEL DOLLARO!

Scritto il alle 07:43 da icebergfinanza

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Ieri un nostro compagno di viaggio mi ha scritto, chiedendomi cosa ne penso di questo articolo…

Premesso che della fine del dollaro hanno versato oceani di inchiostro, della fine dell’America e della sua implosione, del suo debito pubblico, dell’euro che avrebbe preso il dominio nelle contrattazioni sul petrolio, dello yuan che avrebbe dominato il mondo, hanno pontificato ovunque, senza che sia mai successo nulla di tutto ciò, vediamo nel dettaglio cosa si legge nell’articolo.

L’articolo è a pagamento, quindi condivido una piccola sintesi.

Secondo gli strategist di Morgan Stanley, i mercati stanno sottostimando la possibilità di uno scenario in cui la debolezza del dollaro si autoalimenta, portando a un ulteriore deprezzamento.

Partiamo dalla prima ipotesi, che premetto non ha precluso al dollaro lo scorso anno di essere il migliore asset, con la migliore performance annuale.

Secondo Morgan Stanley, il costo di copertura valutaria per gli investitori che acquistano asset americani è insolitamente alto. Di questo ne abbiamo parlato a più riprese insieme al nostro Machiavelli, ma ripeto, ciò non ha impedito al dollaro e agli asset americani, in primis i titoli di Stato, di registrare la migliore performance da anni.

A questo punto si accenna all’ipotesi che si ridurrà la distanza tra Stati Uniti e resto del mondo in termini di crescita, la Fed come ben sappiamo non solo non alzerà più i tassi, a meno di un clamoroso errore in stile ” Trichet moment” ma sarà costretta a implementare un nuovo quantitative easing oltre a riportare i tassi a zero o in territorio negativo.

Sarebbe interessante chiedere a Morgan Stanley, per quale motivo lo scorso anno il dollaro è andato sino a 1.26 circa nonostante il divario dei tassi di interesse tra Europa e America era enorme, a favore del dollaro, il rialzo dei tassi avrebbe dovuto rafforzare il dollaro che invece si è indebolito passando da 1.08 a 1,26, per poi tornare dove si trova ora.

Loro dicono che il dollaro nella prossima crisi non potrà essere un porto sicuro in quanto la Fed sarà una delle poche banche che potrà tagliare i tassi in caso di recessione.

Bene basta una sola immagine per smentire questa affermazione!

Risultati immagini per eur/usd vs fed funds rates

Come ben sanno gli amici di Machiavelli, noi abbiamo una solida base empirica, un archivio storico di lungo termine, in grado di smentire questa ipotesi.

Qui ci limitiamo a farvi osservare quanto accadde durante la recessione del 2008, senza scendere nei particolari di quanto accadde al cross eur/usd a beneficio esclusivo di coloro che sostengono il nostro viaggio…

A beneficio di chi ci legge ora condividiamo l’esempio più eclatante!

In un semplice grafico abbiamo smentito le affermazioni degli strategist di Morgan Stanley!

Ma proseguiamo.

Nel report si ricorda a tutti che nella maggior parte degli ultimi nove anni, il trade migliore per l’investitore globale è stato quello di acquistare asset americani senza necessità di coprirsi dal cambio.

Certo questa volta potrebbe essere diverso, ma la storia che non si ripete mai, ma ama fare la rima, suggerisce su base empirica che nel 90 % delle volte negli ultimi 100 e oltre anni è sempre andata così. A noi interessa particolarmente il rapporto euro e dollaro, non tanto il dollar index, che resta sempre un paniere non indifferente, ma la debolezza dell’euro ci accompagnerà per tanti anni ancora a partire dai prossimi mesi.

Prosegue Morgan Stanley, se gli asset americani fossero molto a sconto, ci sarebbe una giustificazione a investire nonostante il costo della copertura.

Io vi domando, se un titolo di Stato americano a 2 anni rende il 2,60 % ed il rendimento di un bund a 2 anni è negativo del 0,56 % e quello italiano rende solo lo 0,45 %, di cosa stiamo parlando?

Non parliamo poi delle altre scadenze, soprattutto non dimenticatevi della clamorosa “mascella” forbice, che esiste tra America e Europa.

Soprattutto non semplifichiamo argomenti così complessi, non puoi generalizzare la questione quando le dinamiche sono diverse da Paese a Paese, da continente a continente. Nulla è per sempre, le cose cambiano, il dollaro non si rafforzerà all’infinito, ma oggi i fattori a favore della sua forza sono maggiori di quelli di una sua eventuale debolezza, al netto delle dichiarazioni di Trump o di qualche altro funzionario dell’amministrazione americana, che hanno effetti solo temporanei.

I motivi per i quali il mondo continuerà a guardare al dollaro, Voi li sapete, ne ho elencati alcuni dei quali nessuno dice nulla o quasi, forse per superficialità o forse semplicemente per ignoranza.

L’articolo alla fine però si conclude cosi…

” …mentre per quanto riguarda i bond, l’impatto potrebbe essere meno netto perché il differenziale dei tassi è ancora tale da permettere di compensare il costo di copertura valutaria.”

Chiaro il concetto?

Leggete sempre bene tutto, sino all’ultima riga, ragionate con la Vostra testa, siate consapevoli che un articolo, un report, neanche se scritto dagli strategist di questa o quella banca è esaustivo, bisogna sempre andare oltre, studiare, interessarsi, approfondire, mai fermarsi alla superficie visibile dell’iceberg. Buona consapevolezza e soprattutto, barra dritta, avanti tutta, pronti a strambare se la storia smentirà se stessa.

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23 commenti Commenta
giacomocambiaso78
Scritto il 6 febbraio 2019 at 11:42

E la nostra stampa lo mena con lo spread, il livello di disinformazione nostrano e’ da Korea del Nord

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2019 at 15:38

J.M.Keynes diceva:

Quando voi dovete 1000 sterline al vostro creditore, voi siete alla sua mercé;
quando voi gli dovete un milione di sterline, è invece lui alla vostra mercé”
.

È esattamente quanto gli USA sono riusciti ad escogitare e a realizzare, da quando hanno imposto al mondo “IL DOLLARO” come riferimento pari all’ORO, dal 1971.

Non a caso dopo il 15 AGO 1971 quando Nixon obbligò il mondo intero al “nuovo stato delle cose” (non più l’obbligatoria convertibilità in oro per ogni $ emesso, ma IL DOLLARO a fare da riferimento, come e più dell’oro stesso, a tutte le altre valute internazionali) il suo Min.d.Finanze, alla prima riunione del G7 avvenuto dopo quella fatidica data, affermò tronfio, rivolto ai suoi pari europei “Il $ è diventato la vostra valuta e il vostro problema al tempo stesso…”

Gli oltre 20.000 miliardi di $ di debito pubblico USA attuali non sono sostenuti (solo) dagli USA, ma dal mondo intero che utilizza il $ USA come valuta di riserva internazionale (le principali BC mondiali detengono oltre il 60% delle loro riserve valutarie in $ USA prima di ogni altra valuta; l’€uro non arriva al 30%).

Il dollaro rimane la moneta di fatturazione internazionale per i prodotti di base e per certi beni industriali. Esso interviene nel 65% delle transazioni sul mercato dei cambi contro il 30% dell’Euro;

le principali materie prime (cito solo GOLD e OIL) sono quotate e tradate esclusivamente in dollari USA.

Stiamo parlando della valuta sovrana di un paese come gli USA (come dettaglio ulteriore a spiegarne la potenza decisionale verso qualsiasi interlocutore “terzo” che gli si raffronti) che dispone dell’apparato militare più imponente ed avanzato al mondo (solo Russia e China quasi allo stesso livello in questo campo).

Si tratta di un paese la cui capitalizzazione di borsa è la num 1 al mondo.
Di un paese che offre un mercato obbligazionario unico al mondo per garanzie in grado di fornire agli investitori stranieri che vi si accostano.

Di fronte a questi dati di fatto e a simili certezze, non vedo come il POTERE del dollaro possa tramontare.

Sono decenni che economisti ne prevedono la caduta, che puntualmente non si verifica.

stanziale
Scritto il 6 febbraio 2019 at 19:41

gia­co­mo­cam­bia­so78@fi­nan­za,

Disinformazione? Non centra nulla, ma mi viene in mente i posti auto per ricaricare le auto elettriche, sempre e solo assolutamente vuote, ma che i nostri sindaci continuano instancabilmente ad installare. Be’, c’e’ la soddisfazione di preparare il terreno a questo tipo di auto notoriamente piu’ inquinante e costosa delle auto a petrolio. Inoltre, si tolgono i posti auto e quindi si crea disagio alla gente che lavora….vanno in sollucchero, quando ci riescono. Dulcis in fundo, il fattore piu’ importante: l’auto elettrica sara’ prodotta da un consorzio di franco-tedeschi, quindi ci impoverira’ ancora di piu’. Insomma il massimo, per un amministratore pubblico tipo.

sd
Scritto il 6 febbraio 2019 at 21:21

Non mi occupo di finanza e/o economia e quindi non intendo mettere in discussione le precise analisi del Capitano Andrea. Anzi, nel mio piccolo, le seguo con molto interesse. Ma seguendo il blog da molti anni (quasi dall’inizio) vorrei esprimere un opinione personale.

Non metto in dubbio la forza del dollaro, ma se solo 70 anni fà qualcuno avesse pubblicamente detto che il Gold Standard sarebbe stato abolito ed in alternativa la moneta sarebbe diventata FIAT (Moneta inconvertibile a corso forzoso emessa a debito) con molte probabilità vi avrebbero chiuso in Manicomio.
Personalmente ho intenzione di vivere almeno altri 100 anni……minimo.

Il problema non è il Dollaro ma gli Oligarchi USA. Gli oligarchi non ci sono solamente negli ex paesi socialisti/comunisti ( https://it.wikipedia.org/wiki/Oligarchia ).
Personalmente non ho intenzione di vivere in schiavitù.

Nella loro breve storia, gli USA ed in particolare la loro Oligarchia o se preferite la loro E’lite, non sono stati un grande esempio di pacifismo e di convivenza con altri popoli contrari alle loro idee. Vorrei ricordare che sono stati l’unico stato ad usare la Bomba Atomica contro gente inerme. Per non parlare degli ultimi avvenimenti in Siria, Libia ed anche pochi giorni fà in Venezuela. Non vorrei ricordare lo sterminio dei Nativi Americani e moltissimi altri casi scritti in modo indelebile nei libri di Storia (ognuno ha la STORIA che si merita). Con questo non voglio dire che gli USA non abbiano fatto anche cose meritevoli o buone, ma il bilancio non credo sia in loro favore.

SD

coirad
Scritto il 6 febbraio 2019 at 21:43

Non vedo perché un europeo dovrebbe sostenere un costo per coprirsi sul cambio perdendo una parte delle cedole maturate dai bond americani specialmente se vede il cambio euro dollaro come una grande opportunità

A chi segue la linea di Machiavelli non viene neanche in mente di implementare una copertura valutaria sui treasury americani perché sarebbe un costo inutile, anzi vede il cambio euro dollaro come una grande opportunità per un investitore europeo in questo momento. Credo

gnutim
Scritto il 7 febbraio 2019 at 09:20

mi spiace stanziale ma condivido 0% di quello che hai scritto, perchè:
1) la tendenza a montare colonnine è ormai in tutto il mondo, anzi noi siamo come al solito in ritardo
2) la maggior parte di veicoli elettrici o plug-in non sono nè tedeschi nè francesi, ma soprattutto giapponesi, coreani e americani (Tesla, Toyota, Nissan e Nissan/Kia). Se non si costruiscono in Italia è perchè la Fiat non ha voluto investire in quel settore, difatti non vende più un cappero in eu…)
3) dimostra che sono più inquinanti i motori a petrolio rispetto quelli elettrici allora ci credo
4) il mkt elettrico è sempre più forte con tassi di crescita pazzeschi soprattutto sulle due ruote e sui trasporti pubblici.

Quindi non mettere in giro strane castronerie please….

PS: é l’Enel che sta montando colonnine dappertutto e non mi sembra che sia dovuto al governo attuale….

coirad
Scritto il 7 febbraio 2019 at 13:32

Io non so come si fa a fare una copertura valutaria, ma intuisco che avrebbe un costo che andrebbe a diminuire la resa degli asset americani tipo i treasury. Per cui se uno (europeo) crede che il cambio euro dollaro debba col tempo scendere verso la parità o oltre sicuramente non penserebbe ad implementare una tale copertura

idleproc
Scritto il 7 febbraio 2019 at 17:14

stanziale@finanza,

Senza allargare il discorso a quello che stanno combinando al vertice e ben sopra ai sindaci in buona fede o che ci marciano, giuddabbasso sono riusciti a creare una Fede e una Religione, ragione per la quale non puoi affrontare la questione in termini pragmatico-razionali, anche coi numeri.
Pertanto, come regola generale, devi aspettare che ci sbattano il naso, su questo e altro.
Sono tattiche obbligate.

idleproc
Scritto il 7 febbraio 2019 at 18:37

aorlansky60,

Il $ come moneta globale è diventato anche il problema degli USA come stato nazionale e del popolo USA.
Concordo col tuo punto di vista, in questa fase storica, se vogliamo dare una geolocalizzazione al capitalismo come sistema globale socioeconomico che è l’unico esistente e dal quale nessuno è mai uscito indipendentemente da come se la raccontano, la hanno raccontata e la raccontano, sono gli USA.
In questo senso vi è la loro “eccezionalità”, è anche da loro che è iniziata la crisi sistemica innescata anche dal processo interno al capitalismo della cosiddetta globalizzazione che è partita da loro.
Non sono i “colpevoli” di quanto accaduto in questo processo, sono dinamiche interne ad un sistema, sostanzialmente inevitabili ma che aprono profonde contraddizioni che possono portare alla rottura del sistema.
La “frenata” di Trump, è una frenata saggia, tendente al riequilibrio e voluta dal popolo USA ma esistono altre forze che con la loro azione tendono ad allargare fino all’insostenibilità le contraddizioni aperte.

luking
Scritto il 7 febbraio 2019 at 19:17

sarà banale, sarà troppo semplice, ma se quelli di Morgan Stanley avessero ragione, per quale motivo la copertura del dollaro sarebbe così cara?

    icebergfinanza
    Scritto il 8 febbraio 2019 at 07:35

    Certo …si tratta di scegliere!

stanziale
Scritto il 8 febbraio 2019 at 07:52

gnu­tim@fi­nan­za,

https://www.mittdolcino.com/2018/12/07/encore-sulle-auto-elettriche-ed-il-riscaldamento-climatico-le-contraddizioni-dellitalia/
Sono 2 post di Dolcino, ha fatto molti articoli che si trovano in rete,e non solo lui….le auto elettriche creano piu’ co2 di quanto ne eliminino….sempre a petrolio vanno, in sostanza….

aorlansky60
Scritto il 8 febbraio 2019 at 08:13

@ SD

“Il problema non è il Dollaro ma gli Oligarchi USA.”

Con la mia disamina precedente non vorrei aver dato l’idea di un personale “apprezzamento” verso l’amministrazione USA degli ultimi 70anni(almeno); tutt’altro, lungi da me, la mia era una semplice esposione di dati di fatto indiscutibili -perchè veri- sui quali possono contare ancora attualmente gli USA (per potersi ancora ritenere in cima alla piramide mondiale) i cui oligarchi (o lobbies come preferiamo definirle) restano i più “bastardi” che si possa immaginare a memoria d’uomo (negli oltre 5000 anni di storia umana dalla costituzione delle prime civiltà stanziali),

ma chiediamoci : nel game che vale “il controllo dell’intero pianeta”, quale player non lo sarebbe ?

Russia e China sono forse da ritenere meglio degli USA ? Ne dubito fortemente.

aorlansky60
Scritto il 8 febbraio 2019 at 08:27

@ Idleproc

In questo senso vi è la loro “eccezionalità”, è anche da loro che è iniziata la crisi sistemica innescata anche dal processo interno al capitalismo della cosiddetta globalizzazione che è partita da loro. [gli USA] Non sono i “colpevoli” di quanto accaduto in questo processo, sono dinamiche interne ad un sistema, sostanzialmente inevitabili ma che aprono profonde contraddizioni che possono portare alla rottura del sistema.”

A mia volta concordo con il tuo punto di vista; aggiungo che a me fanno ridere tutti i recenti allarmi lanciati sull’Italia -anche da parte di “prestigiose” istituzioni internazionali- quale fonte di una possibile e prossima destabilizzazione economica internazionale… se mai questa dovesse avvenire, sono da tenere d’occhio gli epicentri ECONOMICI attualmente più RICCHI e POTENTI al mondo,

ovvero USA e CHINA. E’ solo da una di queste due -o da entrambe contemporaneamente- che potrà esserci un nuovo pesante scrollone mondiale.

Ridicolo anche solo pensare che da un paese come l’Italia possa partire l’innesco della prossima crisi globale, è chiaro che siamo di fronte ad un attacco POLITICO dato che il suo attuale esecutivo di governo è avverso e inviso da tutto il sistema.

noldor
Scritto il 8 febbraio 2019 at 17:32

Io personalmente sono investito in T-bond e non mi sono mai coperto, non vedo rischi di perdite consistenti.

coi­rad@fi­nan­za:
Io non so come si fa a fare una co­per­tu­ra va­lu­ta­ria, ma in­tui­sco che avreb­be un costo che an­dreb­be a di­mi­nui­re la resa degli asset ame­ri­ca­ni tipo i trea­su­ry. Per cui se uno (eu­ro­peo) crede che il cam­bio euro dol­la­ro debba col tempo scen­de­re verso la pa­ri­tà o oltre si­cu­ra­men­te non pen­se­reb­be ad im­ple­men­ta­re una tale co­per­tu­ra

noldor
Scritto il 8 febbraio 2019 at 17:38

Il discorso sull’effettiva convenienza e sull’impatto ambientale delle auto elettriche è piuttosto complicato. C’è chi sostiene che considerando il ciclo di vita (quindi dalla produzione fino allo smaltimento finale delle grosse batterie) l’impatto ambientale di un’auto elettrica sia effettivamente maggiore anche se ovviamente non inquinano “in loco” durante l’utilizzo su strada. Non mi sono ancora fatto un’opinione in merito ma la cosa andrebbe dibattuta ed indagata.

Altre osservazioni:

1) Effettivamente per il sistema industriale italiano una massiccia diffusione dell’auto elettrica sarebbe un danno ora come ora perché siamo tagliati fuori dalla filiera.

2)Rispetto ai motori a combustione interna quelli elettrici necessitano di una manutenzione pari a quasi zero. L’impatto occupazionale sulla filiera delle officine e dei centri di revisione potrebbe essere pesante.

gnu­tim@fi­nan­za:
mi spia­ce stan­zia­le ma con­di­vi­do 0% di quel­lo che hai scrit­to, per­chè:
1) la ten­den­za a mon­ta­re co­lon­ni­ne è ormai in tutto il mondo, anzi noi siamo come al so­li­to in ri­tar­do
2) la mag­gior parte di vei­co­li elet­tri­ci o plug-in non sono nè te­de­schi nè fran­ce­si, ma so­prat­tut­to giap­po­ne­si, co­rea­ni e ame­ri­ca­ni (Tesla, Toyo­ta, Nis­san e Nis­san/Kia). Se non si co­strui­sco­no in Ita­lia è per­chè la Fiat non ha vo­lu­to in­ve­sti­re in quel set­to­re, di­fat­ti non vende più un cap­pe­ro in eu…)
3) di­mo­stra che sono più in­qui­nan­ti i mo­to­ri a pe­tro­lio ri­spet­to quel­li elet­tri­ci al­lo­ra ci credo
4) il mkt elet­tri­co è sem­pre più forte con tassi di cre­sci­ta paz­ze­schi so­prat­tut­to sulle due ruote e sui tra­spor­ti pub­bli­ci.

Quin­di non met­te­re in giro stra­ne ca­stro­ne­rie plea­se….

PS: é l’E­nel che sta mon­tan­do co­lon­ni­ne dap­per­tut­to e non mi sem­bra che sia do­vu­to al go­ver­no at­tua­le….

madmax
Scritto il 8 febbraio 2019 at 21:04

stanziale@finanza,

Stanziale,
Mi spiace ma su quel link vi sono delle cagate pazzesche!!!! Peccato che i commenti siano disabilitati. Indue righe e’ vero che il diesel ha un rendimento maggiore del ciclo otto (benzina) ma in situazioni reali arriva al 25% (mentre un motore elettrico ha un rendimento dal 50% al 70% a secondo della classe di motori). Seconda toppata che le rinnovabili non supereranno il 25% infatti oggi in Italia siamo al 38% non commento oltre. Sulla terza quella del global warning non commento sull’ignoranza. Un consiglio prendi con le pinze quanto sta scritto, se poi vogliamo dire che all’estero vi e’ la corsa alle auto elettriche e’ vero mentre noi vendiamo la Magneti Marelli (tecnologia top della formula E elettrica) ai Giapponesi. Non commento oltre.

noldor
Scritto il 10 febbraio 2019 at 09:46

Continuando il discorso di prima, è importante vedere come è prodotta l’energia elettrica che arriva alla spina dove l’auto elettrica viene ricaricata. Se è prodotta in una centrale a carbone vecchia ed inquinante forse è meglio bruciare gasolio / benzina che si inquina di meno.

Come dicevo l’argomento è complesso, certo è che un passaggio su larga scala dalle auto a benzina / gasolio a quelle elettriche sarebbe un cambio di paradigma che in termini economici danneggerebbe l’economia italiana, speriamo quindi che non avvenga troppo bruscamente e che nel frattempo il nostro sistema industriale si evolva.

stanziale
Scritto il 10 febbraio 2019 at 09:49

mad­max,

Mad, ti faccio notare che lo 0,39% delle vendite non vuol dire il 39% , ma molto meno dell’1%….https://www.greenstart.it/dati-di-vendita-di-auto-elettriche-e-ibride-in-italia-a-settembre-2018-14462 chi ha comprato le 489 auto elettriche in italia nel mese di settembre 2018? Malignamente, posso supporre che gli acquirenti non posso essere che dirigenti del pd e loro stretti seguaci che leggono le favolette della supposta energia pulita dai giornali di riferimento…io posso dire che nella mia citta’ ho visto che hanno installato decine, forse centinaia di posti auto con ricarica ma mai, ho visto un’auto in ricarica….quei posti sono sempre desolatamente vuoti, sottratti al parcheggio pubblico della gente che lavora…un chiaro RICATTO a comprare l’auto elettrica per favorire lindustria estera(noblesse -di partito- oblige…) . E’ ovvio che se le auto elettriche le produceva l’italia allora incentivavano le auto tradizionali….Tradire sempre e comunque—magari in latino…sarebbe questo il logo giusto del partito… Non e’ che gli altri siano molto da meno, visto che sul caso Magneti Marelli -hai perfettamente ragione- nessuno ha detto ne ai ne bai….qualunque altro stato, governo estero avrebbe posto il veto. Ma , in questi interessi italiani vitali, il nostro lavoro che verra’ ulteriormente a mancare, nei media come sempre la discussione LATITA, infatti sono tutti al soldo degli stranieri, i nostri giornali.

aorlansky60
Scritto il 11 febbraio 2019 at 08:14

Visto che si è toccato l’argomento ne approfitto per dire la mia opinione :

Mi dispiace deludere tutti i fautori della trazione elettrica nel settore automobilistico, compreso il sottoscritto
ma il fatto è che esiste -almeno per ora- un problema insormontabile, dettato dalla priorità del BUSINESS rispetto alla qualità dell’AMBIENTE (con tutti i problemi ecologici che l’uso di derivati OIL si trascinano dietro da molti decenni),

per cui COLORO (non solo oggi ma da almeno 70anni) che detengono il potere dell’OIL in tutta la sua filiera -dall’estrazione alla vendita finale- (USA, Saudi Arabia ed emirati del golfo ai quali si è aggiunta la Russia recentemente) hanno tutti gli interessi a non vedere diminuita la loro fetta di GUADAGNI e costringeranno tutto il mondo ad utilizzare devices a tecnologia da derivati OIL (non solo automobili) ed ostacoleranno fortemente (ne hanno il potere e lo possono esercitare in tutti i modi immaginabili e convincenti, stiamone certi) la tecnologia ELETTRICA applicata al settore AUTO di serie, tollerando quella ibrida (che alla fine prevede consumo di derivati OIL).

madmax
Scritto il 11 febbraio 2019 at 16:08

stanziale@finanza,

Stanziale, non parlo del 39% di auto elettriche ma della quota elettricita’ rinnovabile che generiamo.
Sul sito sta scritto:
Le energie rinnovabili NON SONO e soprattutto NON SARANNO sufficienti a coprire il fabbisogno mondiale di elettricità, al massimo rappresenteranno il 25%.
Ripeto e’ una cagata pazzesca oggi in Italia il 39% dell’elettricita’ viene dalla rinnovabile, lascia perdere le polemiche, questo e’ il dato che contesto che siporta erroneamente il tuo sito.

idleproc
Scritto il 11 febbraio 2019 at 21:33

aorlansky60,

La questione di fondo nella realtà è che da un oligopolio, oggi in qualche difficoltà, passi ad un altro, la devi vedere sul piano complessivo e strategico cosa ti conviene fare, non pensandola a breve e non scommettendo su di un unico cavallo.
Noi, con la cosiddetta liberalizzazione (svendita con ingrasso per il liberalizzatore) perpetuata dagli ex che oggi cercano di riproporsi (fallendo) come Salvatori della Patria, abbiamo perso in molti settori chiave la possibilità di fare un piano pubblico organico infrastrutturale fondato sull’efficenza sistemica che è anche energetica, si può tranquillamente invertire la rotta.
Il risultato, finora, è stato aumento dei costi per il Pollo Sovrano e caos con la percezione collettiva realistica in quanto si tratta della realtà, che non funziona più un c.
Andrebbe rivisto tutto il sistema nel suo complesso con un progetto organico e complessivo, graduandolo sulle risorse disponibili e su quelle che si liberano con lo sviluppo all’interno del processo.
Quindi l’elettrico va bene dove serve ed è efficente energeticamente oltre che per la salute collettiva.
Non scarterei le auto ibride per il trasporto privato.
Ci sono e ci saranno sviluppi sulle “batterie”, sono interessanti anche quelli dal lato “condensatori” che non dovrebbero usare terre rare etc oltre che sull’ideale della produzione elettrica autonoma.
La questione metodologica è che la Fede di alcuni, essenziale per svegliare i conservatori come me, non diventi una ricerca dell’Assoluto.
I veri conservatori, amano i rivoluzionari veri in quanto sono quelli deputati a trovare le ipotesi di soluzioni quando diventa necessario fare una scelta inevitabile all’approssimarsi dell’orrizzonte degli eventi.
Farla prima è sbagliato e in questo vorrebbero essere ascoltati.

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