2018: UN ANNO DA DIMENTICARE!

Scritto il alle 20:12 da icebergfinanza

Un rapido riassunto a beneficio di tutti coloro che, all’inizio del 2018, prevedevano una tempesta in un bicchiere d’acqua, con uno speciale ringraziamento a chi per mesi e mesi non ha fatto altro che attaccare e denigrare il nostro lavoro, le nostre visioni.

Chi tra i nostri lettori ha creduto alle nostre analisi, ha salvato il proprio patrimonio e durante il 2018 si è preso delle belle soddisfazioni! Sembra davvero di essere tornati ai primi mesi del 2008, quando buona parte del mondo della finanza irrideva un blogger qualunque di provincia, che con le sue analisi ha evitato un’ecatombe a chi lo seguiva.

Quasi 12 trilioni di dollari persi nel 2018 da tutte le borse globali, 12.000.000.000.000, la più grande perdita di capitalizzazione dei mercati finanziari dall’anno del fallimento di Lehman Brothers, 2008!

Persino una leggenda come David Einhorn, salito alla ribalta come il giustiziere di Lehman Brothersm riesce a perdere ben oltre il 33 % in un solo anno con il suo fondo GreenLight Capital.

Per le borse asiatiche escluso il Giappone si è trattato del secondo peggior risultato storico dopo il fallimento di Lehman Brothers.

Questo è stato il secondo risultato negativo della storia dei mercati cinesi! Per l’Europa, soprattutto per la Germania e l’indice Eurostoxx 50, un autentico bagno di sangue, che non si vedeva da 10 anni.

Peggior dicembre per gli Stati Uniti dai tempi della Grande Depressione, mentre i treasuries hanno fatto registrare negli ultimi mesi dell’anno il più grande rally dal mese di giugno 2016, caratterizzato dall’evento Brexit, mentre le obbligazioni corporate a livello “investment grade” hanno subito il peggior crollo annuale addirittura dall’ormai lontano 2002!

Mentre il rendimento dei titoli di Stato americani a 10 anni scende sotto il 2,70 %  e quello a due anni collassa sotto 2,5 % dai massimi dell’anno vicino al 3 %, c’è una probabilità del 13,4% di almeno un taglio dei tassi il prossimo anno, rispetto al 4,6% di possibilità di un aumento.

Sulla base del contratto futures sui FedFund del dicembre 2019 , il mercato sta imponendo una maggiore probabilità di riduzione dei tassi rispetto a un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno.

Uomo avvisato, mezzo salvato!

Questa è un’immagine che dedichiamo volentieri a tutti coloro che negli ultimi due anni vi hanno suggerito di stare lontani dai bond governativi, consulenti, bancari e private bankers che consigliavano di riempire i portafogli di titoli corporate e high yield per cercare un miserabile rendimento.

Mi spiace ma non facciamo sconti a nessuno, pochi in Italia hanno avuto nel 2018 le nostre performance, pochi o nessuno.

Per l’investimento gestito PASSIVO è stato un vero e proprio massacro.

Proseguendo…

Oltre 87 % delle asset class globali hanno riportato una perdita!

Il dollaro che all’inizio dell’anno in molti davano a 1.30 o 1,40 è stato uno dei migliori asset per il 2018!

Il principale colpevole del dissesto economico dell’Europa compie 20 anni…

… noi prevediamo che nei prossimi anni, l’euro finirà sotto la parità nei confronti del dollaro!

Peggiore performance mondiale per i mercati cinesi, seguiti dal petrolio e dal principale indice tedesco il DAX, l’araba fenice fatta arrosto, con oltre il 21 % di perdita e quasi 700 miliardi di perdita dai massimi dell’anno!

Questa è stato una delle nostre scommesse vinte nel 2018, più volte preannunciata assieme al nostro Machiavelli. Nel prossimo manoscritto outlook 2019, ripercorreremo insieme le fasi di questo lungo 2018, previsioni e risultati finali, cercando di intuire cosa potrebbe ostacolare la nostra rotta nei prossimi due anni, partendo da un’analisi probabilistica dei cigni bianchi.

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Per carità di euro, vi risparmiamo la performance della voragine con la banca intorno, mentre sembra che i mercati stiano iniziando ad occuparsi della Francia, vista come la nuova malattia dell’euro con le probabilità di default a cinque anni che raggiungono il massimo dall’aprile 2017, prima che il banchiere Macron finisce per sbaglio alla guida della Francia. in preda al panico.

Comunque vada come Lehman Brothers, secondo il suo chairman, Deutsche Bank è ben posizionata per affrontare la prossima grande crisi…

FRANCOFORTE (Reuters) – Deutsche Bank è forte e la sua strategia di turnaround sta dando i suoi frutti, ha detto il presidente Paul Achleitner, escludendo la necessità di aiuti di stato e minimizzando le speculazioni che la banca tedesca in perdita dovrà fondersi .”Diamo un’occhiata ai fatti: Deutsche Bank ha una base di capitale molto forte rispetto ai suoi concorrenti”…

Noi ovviamente non siamo d’accordo, il nostro modellino preferito che rivedremo nel prossimo outlook 2019 dedicato ai liberi sostenitori di Icebergfinanza, modellino che ha individuato per 9 delle prime 10 banche, fallite, nazionalizzate, incorporate o assorbite durante la crisi del 2008, sussurra che non è affatto vero che la base patrimoniale di DB è solida.

Era dal 2008 che non si registrava un anno così tragico per le performance settoriali del principale indice americano…

Come ben sanno coloro che ci seguono il timido rimbalzo di fine anno e quello che probabilmente seguirà nei primi giorni dell’anno, non è altro che il classico rimbalzo del …toro morto!

Risultati immagini per cat bounce hedgeye

L’ultimo rimbalzo è semplicemente un nuovo test della linea Maginot del principale indice americano, che ora è diventata un’area di importante resistenza.

Riteniamo fondamentale tutta la prima parte dell’anno, tre mesi vissuti al cardiopalma, con volatilità ai massimi,  gennaio con febbraio fa il paio, febbraietto freddo e maledetto, marzo è pazzo ma potrebbe riservare delle sorprese. Appuntamento per domenica 13/20 con ” Europa, l’ultimo treno. ” Outlook 2019, riservato a tutti coloro che liberamente hanno sostenuto il nostro viaggio.

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4 commenti Commenta
icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2019 at 20:49

30 year TBond in due mesi il rendimento passa da 3.40 a 2.90 i titoli salgono del 10 % a cambio invariato! La verità è figlia del tempo…

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2019 at 22:36

A me interessa , invece che il tbond o il btp, l’andamento eurirs. Ho dato ora una occhiata. In poco tempo il trentennale e’ passato dal 1,50 circa al 1,33 di questi giorni, si sta abbassando, chissa’ non continui. Ancora e’ presto, ma se la gelata continua, se si irrobustisce penso e’ l’occasione per rinegoziare i debiti…

kry
Scritto il 4 gennaio 2019 at 13:50

Se il 2018 è un anno da dimenticare
probabilmente per la francia il 2019 sarà da ricordare
…visti gli inizi

http://www.finanza.com/Finanza/Dati_Macroeconomici/Francia/notizia/Francia_Pmi_servizi_scivola_a_49_punti_a_dicembre_sotto_at-500945

di solito chi ben comincia è a metà dell’ opera …
in francia chissà.

idleproc
Scritto il 5 gennaio 2019 at 20:21

kry@​finanza,

Da noi invece la vecchia banda bipartisan che ci ha messi nella situazione attuale, cerca in tutti i modi di far saltare il governo, è una vicenda abbastanza banale.
Nel caso ci riescano a mezzo infiltrati o allocchi, non dovrebbe poi durargli molto ma purtroppo farebbero ulteriori danni sulla strada delle devastazioni pluridecennali precedenti.
Sono molto agitati, quasi isterici.

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