ALITALIA: SEGNO DEI TEMPI!

Scritto il alle 11:09 da icebergfinanza

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Prima di occuparci brevemente di Alitalia, diamo un’occhiata all’analasi che John Mauldin mi ha mandato questa mattina…

The Collapse of the Left | This Week in Geopolitics Investment

Abbiamo trascorso molto tempo ad analizzare l’ascesa dei  nazionalismi e populismi,, ma meno tempo ad esaminare la scomparsa della “sinistra”. Cominciamo con il mettere questo termine in virgolette perché non è più chiaro di che cosa sia la sinistra..

Il termine viene originariamente dalla Rivoluzione Francese. I membri del Terzo Stato – persone al di fuori del clero e della nobiltà (…)Coloro che volevano creare una repubblica democratica si trovarono sul lato sinistro …della Pallacorda

Mentre gli stati-nazione liberali democratici si sono innalzati in tutta Europa, la sinistra ha dovuto trasformarsi e le crescenti esigenze della classe operaia urbana hanno fornito l’opportunità. La rivoluzione industriale ha portato all’urbanizzazione e la sinistra è diventata il campione dei poveri e della classe operaia. Ma negli ultimi decenni questa definizione generale della sinistra ha perso il suo valore.

Nel fine settimana vi abbiamo parlato della rivoluzione francese e del cosiddetto Terzo Stato, ripercorso insieme le dinamiche di quei tempi. Oggi, l’impressionante iniquità che dopo aver caratterizzato in Paesi in via di sviluppo sta interessando i Paesi occidentali, favorita dalla criminale gestione delle liquidità da parte delle banche centrali, sta ripresentando il conto ovunque, e solo la l’inutile politica attuale non coglie la gravità del momento.

Metaforicamente le elites, sono asseragliate nella loro Bastiglia, usano i mercati per gettare le briciole alla classe media, suggerendo ovunque di mangiarsi le brioches dell’austerità, della flessibilità, della deflazione salariale, della distruzione del welfare e dello Stato sociale.

Solo una moltitudine di ingenui non ha ancora capito cosa sta accadendo, ovunque, per chi fosse salito a bordo solo ora lo ripetiamo, sintetizzando…

Nell’epoca del socialismo finanziario, della socializzazione delle perdite e della privatizzazione dei guadagni, del troppo grandi per fallire, la menzogna e la falsità sono di moda,  il fascismo delle oligarchie finanziarie sta amministrando lo schock attuale… quando la crisi colpisce  è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo!

Il fallimento di questo sistema è evidente, “Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire – sostiene Sutton – cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza. Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri. L’inganno diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso. Oggi noi siamo sommersi da una marea di imposture, create da quel modo di pensare e di agire”.

Blind Faith, si fede cieca, abbi fede in noi, noi sappiamo quello che è bene per te!

Ricordate?

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» (Naomi Klein).

Ho letto tante di quelle fesserie ieri da parte dell’agonizzante sinistra nostrana che frequenta i salotti del capitale e si intesta le vittorie altrui, che ho ancora da riprendermi, mi ci vorranno mesi!

I socialisti, distrutti, annientati, umiliati!

Giusto per chi incomincia a conoscerci solo ora, io da tempo cerco solo uomini e donne che vogliono la verità, non mi interessa da dove vengono, chi sono, quale è la loro fede politica, spero solo che questo criminale e fallimentare sistema sia riformato, che tutta la menzogna quotidiana che giornalisti, editorialisti ed economisti al servizio del sistema propongono venga spazzata via.

Euro, unione monetaria non ottimale, significa solo deflazione salariale e distruzione di welfare!

Lo sapete chi è questo signore qui sotto? Un certo Robert Mundell, considerato il padre della moneta unica, un ideologo alla Friedman che non vede l’ora che l’euro faccia il lavoro sporco che la sua ideologia suggerisce…

ImmagineMa con chi parli oggi in Italia, quale è la forza politica in grado di comprendere che la metastasi che sta ditruggendo l’Europa oltre che antropologica è ideologica!

Con nessuno! Nessuna speranza di trovare qualcuno in grado di andare oltre la menzogna!

Guardando ai dati della Francia, al primo turno, il Front National domina nella Francia periferica, nella Francia profonda, nei piccoli centri, mentre nelle grandi città si impone il riciclato Macron.

 

L’elettorato più giovane, il che conferma quello che vi abbiamo anticipato sabato, quello che frequenta i sociale era in maggioranza a favore di Mélenchon, un elettore su tre ha meno di 25 anni, per Fillon gli over 65, l’elettorato di Marine LePen e Macron è più equilibrato.

Il Front National ha conquistato gli operai e gli impiegati, rispettivamenet 37% e 32%, Macron ovviamente i dirigenti e professionisti, ovvero l’elites. Tra i disoccupati, vince Mélenchon, ma la LePen è subito dietro. Macron non pervenuto!

Il titolo di studio separa nettamente l’elettorato della LePen da quello di Macron, che ottiene oltre il 30 % tra i laureati. LePen tra chi ha redditi di meno di 1250 euro al mese e Macron tra chi ne guadagna più di 3000.

La LePen domina tra chi non si dichiara ne di destra ne di sinistra, ovvero spiriti liberi!

Io starei molto attento a dare per scontata la vittoria di Macron il 7 di maggio, ripeto, io starei molto ma molto attento!

Noi, come vi abbiamo raccontato, abbiamo in mente un altro scenario!

Ma andiamo ad Alitalia, non ho nessuna intenzione di rivangare quello che è accaduto dentro questa scatola vuota che ha fatto la fortuna di ladri e delinquenti legalizzati, non voglio entrare nel merito della questione, a me basta sapere che i lavoratori hanno detto NO, un chiaro NO alla politica, ai sindacati e soprattutto al Governo, un Governo capace solo di rassicurare Trump, sui soldini da dare alla Nato.

Rischiavano di essere spazzati via da un fallimento e hanno risposto con un NO chiaro e deciso, al bluff di un pugno di avventurieri, NO hanno preferito mettere in gioco il loro futuro, perdere un eventuale privilegio, ovvero continuare a lavorare per dire NO!

E’ il secondo NO a questo governo dopo quello sul referendum costituzionale, è un NO generalizzato che colpisce ovunque, una classe politica di inetti che tergiversano, che si fanno i complimenti tra di loro per lo scampato pericolo, racimolando qualche voto per tirare a campare, dietro il sogno di un’Europa che è solo la sintesi degli interessi di coloro che li sostengono, sostengono politici non eletti che bivaccano a Bruxelles e nei governi di mezza Europa.

I mercati, l’altra creatura pilotata dalle banche centrali che ormai comprano qualunque cosa per dare la sensazione di sicurezza, di stabilità, mercati sintensi di un gioco truccato, nei quali neanche l’ipotesi di un conflitto nucleare terrorizza, mercati che se ne fregano  di qualunque attentato solo l’espressione della manipolazione del sistema. Il tempo sta per scadere… “Apatia e tolleranza, sono le ultime virtù di una società morente” ( Aristotele )

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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69 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 25 aprile 2017 at 11:58

pezzo da incorniciare Andrea

gnutim
Scritto il 25 aprile 2017 at 12:01

però sono d’accordo con Jhon Ludd (sul blog di Dream) che ha scritto che non esiste paese sviluppato governabile, Ita, FR, Ger,Usa, Olanda, Austria, ecc non esiste un paese dove un partito abbia il 50 % o quasi della popolazione, non c’è.
E’ tutto ingovernabile, quindi dove il governo del popolo manca le elite vanno a nozze.
Difatti gli unici stati che sono solidi ora sono cina e russia e si vede…

Gianbattista
Scritto il 25 aprile 2017 at 12:09

C’è qualche cosa che mi sfugge. Nelle aziende private vere , quando le cose vanno male ma ll’azienda cerca di sopravvivere, , si cerca il male minore ( qualcuno viene pre pensionato se possibile , altri vengono piazzati in altre aziende dell’area geografica in cui si opera , altri ( i più bravi) si cercano loro stessi un altro lavoro , quelli che rimangono in genere accettano contratti “riduttivi” sopratutto a livello di benefit o comunque si contiene la futura dinamica salariale ..OK ? Questa è la mia esperienza di vita lavorativa quarantennale… Ho visto poi anche situazioni iper sindacalizzate del NO senza se e senza ma che alla fine ha portato solo alla chiusura dell’azienda ed al licenziamento finale di tutti i dipendenti( alcuni poi hanno alla fine delocalizzato) …Il NO dei dipendenti Alitalia perché non dovrebbe rientrare in questo ultimo scenario ? Forse conoscono un terzo scenario ?

veleno50
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:08

gnu­tim@fi­nan­za,

Senza polemica gnutin noi avevamo una possibilità con il referendum di avere una maggioranza sul totale dei parlamentari al secondo turno.Le balle poi che una minoranza diventa maggioranza fa sorridere.Pensa la velocità con cui si legiferava,senza dover sottostare al senato ,con continui ping pong. Anch’io incornicerei l’articolo molto dettagliato nelle diagnosi ma non risolve la malattia.Forse mi è sfuggito, non ho letto la cura per risolvere la malattia.Ormai sono milioni gli articoli che denunciano una situazione sconveniente per l’Italia rimanere in Europa, leggo continuamente basta uscire dall’Euro e poi?Se mi viene suggerita una strada alternativa per andare al mare e mi accorgo che è piena di insidie ed è pericolosa dubito di scegliere quella, però se me la delucidi dettagliatamente e vedo che è conveniente scelgo la strada suggerita.Nessuno sta illuminando nel dettaglio con lucidità la soluzione ad un eventuale uscita.Ciao buon 25 Aprile

stanziale
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:09

gnutim@finanza,

La Francia e Germania hanno elite nazionaliste, pero’. Si sono incontrate e si sono spartite le aree di infleunza. La Francia compra e controlla l’Italia (figata, con il rispamio stesso degli italiani, vedasi Pioneer e prima Parmalat, ma quanto siamo fessi?), anche l’oro italiano e’ stato bloccato con un provvedimento di Letta (che e’ andato ad insegnare alla universita’ dei servizi segreti francesi), e di fatto non si sa piu’ di chi e’, se della banca d’italia , se delle banche straniere che controllano la banca d’italia…non certo degli italiani, temo. Comunque e’ sterilizzato, non puo’ essere usato per uscire dall’euro, questo era il provvedimento di Letta. La Germania, ha comprato l’ennesimo porto greco, Tassalinika , per pochi spiccioli, dopo averli affamati. Il disegno neo coloniale dei figliocci di Hitler comprende anche controllare i porti, le importazioni in Ue. Direi, ancora una volta, che e’ chiarissima la politica neo coloniale francese e tedesca, noi siamo previsti come schiavi non scolarizzati, solo ubbidienti, carne da macello, Macron e’ li per quello, alla faccia del fogno dell’euro, che ancora -incredibilmente- qualcuno professa.

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:11

Gianbattista,

Ti capisco, la tua è la mentalità bonariamente lassiva del lavoratore medio.
Non te ne faccio una colpa e anzi hai la mia totale solidarietà.

Alitalia occupa circa 12400 persone più un indotto che è enorme.
Lo Stato vuole liquidarla e dare due anni di cassa integrazione a tutti? [mi pare due, prima, a partire dal 2008 ne dava 8 all’80%]
Intanto spenderà una barca di soldi e a quel pinto potrebbe decidere di investirli e di non di buttarli cosí in “sostegno al reddito” che è notoriamente improduttivo.
Se invece non lo farà quei 12400 lavoratori che sanno di diventare dei disoccupati PER COLPA DI UNA GESTIONE TRIFFALDINA DELLA’ZIENDA (truffladina DA DECENNI) diventeranno un nucleo di dissesno che porterà alla rovina il PD e il governo.

Ma d’altra parte se non danno l’esempio punendo quei lavoratori ribelli si sitroveranno con un dissenso molto più energico da parte sia dei lavoratori occupati che dei disoccupati e CERTAMENTE con qualche partito politico che troverà il modo di capitalizzare quella “enerigia politica” generata dalla rabbia dei lavoratori che COMINCIANO A CAPIRE CHE I LORO SACRIFICI NON PORTANO A DEI MIGLIORAMENTI MA SOLO A UNA NUOVA RICHIESTA DI ULTERIORI SACRIFICI.

E ce ne hanno messo del tempo a capirlo…soprattutto i lavoratori privilegiati di RAI e Alitalia se ne fottevano ampiamente della dondizione degli altri lavoratori e dei precari che i loro sindacati assumevano per poter mantenere agli iscritti quelle prerogative contrattuali iper privilegiate.

Ecco…la chiave è qui…forse (FORSE) sta nascendo la consapevolezza che DEVE ESISTERE UN FRONTE COMUNE DEI LAVORATORI.

I sindacalisti di base che hanno lottato per il no purtroppo non è che siano delle cime – o meglio degli “ingegneri nucleari” – e sono molto lenti a capire i possibili sviluppi delle situazioni e a immaginare delle strategie nuove.

Comunque qualcosa sta succedendo, speriamo che si concretizzi.

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:11

Gianbattista,

Ti capisco, la tua è la mentalità bonariamente lassiva del lavoratore medio.
Non te ne faccio una colpa e anzi hai la mia totale solidarietà.

Alitalia occupa circa 12400 persone più un indotto che è enorme.
Lo Stato vuole liquidarla e dare due anni di cassa integrazione a tutti? [mi pare due, prima, a partire dal 2008 ne dava 8 all’80%]
Intanto spenderà una barca di soldi e a quel pinto potrebbe decidere di investirli e di non di buttarli cosí in “sostegno al reddito” che è notoriamente improduttivo.
Se invece non lo farà quei 12400 lavoratori che sanno di diventare dei disoccupati PER COLPA DI UNA GESTIONE TRIFFALDINA DELLA’ZIENDA (truffladina DA DECENNI) diventeranno un nucleo di dissesno che porterà alla rovina il PD e il governo.

Ma d’altra parte se non danno l’esempio punendo quei lavoratori ribelli si sitroveranno con un dissenso molto più energico da parte sia dei lavoratori occupati che dei disoccupati e CERTAMENTE con qualche partito politico che troverà il modo di capitalizzare quella “enerigia politica” generata dalla rabbia dei lavoratori che COMINCIANO A CAPIRE CHE I LORO SACRIFICI NON PORTANO A DEI MIGLIORAMENTI MA SOLO A UNA NUOVA RICHIESTA DI ULTERIORI SACRIFICI.

E ce ne hanno messo del tempo a capirlo…soprattutto i lavoratori privilegiati di RAI e Alitalia se ne fottevano ampiamente della dondizione degli altri lavoratori e dei precari che i loro sindacati assumevano per poter mantenere agli iscritti quelle prerogative contrattuali iper privilegiate.

Ecco…la chiave è qui…forse (FORSE) sta nascendo la consapevolezza che DEVE ESISTERE UN FRONTE COMUNE DEI LAVORATORI.

I sindacalisti di base che hanno lottato per il no purtroppo non è che siano delle cime – o meglio degli “ingegneri nucleari” – e sono molto lenti a capire i possibili sviluppi delle situazioni e a immaginare delle strategie nuove.

Comunque qualcosa sta succedendo, speriamo che si concretizzi.

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:11

emzag,

Passiva, non “lassiva”

icebergfinanza
Scritto il 25 aprile 2017 at 13:40

Niente da fare o non ci arrivano o fanno finta di non arrivarci. Il piano B è pronto ovunque solo milioni di ingenui si sono fatti fregare con il passaggio all’euro che ha falciato i loro patrimoni e ora credono che restare sia la soluzione migliore quando la storia insegna diversamente. Poi ogni tanto arriva qualcuno e sussurra che vorrebbe uscire senza dolore avere una certezza, essere certo che non accadrà nulla. Nel frattempo si preferisce fare la fine della rana bollita sperando di cambiare con un si ad un referendum qualunque! Popolo di fessi e di furbi benedetto Prezzolini!

gnutim
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:22

x veleno: beh se avesse vinto il si non sarebbero cambiate le idee di un popolo, il pd al 30, la dx al 30 e il m5s al 30%, le divisioni rimangono, semmai sarebbero cambiati i numeri nel parlamento, ma non la frammentazione del popolo.

x Stanziale: parole sante, ma la frammentazione c’è pure lì, magari un pò meno in Cermania, ma lo sai che al governo c’è la grande coalizione, non c’è un solo partito…..

ellebi
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:29

Ti leggo da un pezzo..ma non ho mai commentato. Splendido articolo! Il progetto e le dinamiche sono chiare….ma nessuno le vede. Intorno a noi solo indifferenza od ignoranza. Temo che il progetto delle elites andrà a buon fine! Che tristezza!

andreblanz
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:40

gnutim@finanza,

Questo blog che citi, come si intitola che non lo trovo?

andreblanz
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:42

10 e lode. non potró mai smettere di ringraziare x tutto questo. La consapevolezza è bella anche se fa male è severa anche se giusta

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:42

Quello che mi fa incazzare di più è che il popolino livoroso non capisce che Alitalia la “vogliono” fare fallire.
Perché?
Per eliminare un pericolosissimo concorrente per le compagnie del nord Europa.
Quello che voi omini pieni di bile non sapete è che i popoli del nord ritengono gli italiani un popolo inferiore che va tenuto in uno stato di subalternità.
E essendo voi di scarsa istruzione e di troppo umili origini familiari (amche se non è colpa vostra, lo capisco) vi lasciate lavare il cervello come tanti baccalà e ripetete a pappagallo le solite storie che i tedeschi lavorano di più, che lo stato ruba e che gli statali vanno licenziati.

Se Alitalia chiude e non abbiamo più la compagnia di bandiera, i voli diretti per le città italiane diminuiranno e ci sarà molto più difficile implementare il turismo che è la mostra industria più redditizia.
Nel frattempo i francesi attaccano Tim e Mediaset.

Certo che però a leggervi uno pensa che in fondo le élite hanno ragione…anzi sono troppo buone…

d
Scritto il 25 aprile 2017 at 14:51

Grazie Andrea. Leggerti è come bere un bicchiere d’acqua fresca in un clima torrido. Non puoi pensare che il piano B sia compreso da un pensionato (mah, forse) che ha in mente soltanto di guardarsi il ventre e farsi due conticini. E’ un abisso incolmabile quello che separa chi dieci anni orsono ha tra i primi segnalato le radici non soltanto economiche, ma antropologiche di questa crisi immane, che ha analizzato ogni giorno incessantemente dati, formulando non soltanto previsioni ed ipotesi, ma quello che più conta, ha da tempo indicato in un cambiamento culturale, etico e poi economico (abbandono dell’Euro, arma di distruzione di massa), l’adozione di una filosofia “glocal” quali possibili rimedio e chi pensa che, una volta che si fosse risposto “SI” ad un referendum demenziale nel nostro povero Paese , si sarebbero aperte le porte del Paradiso.
ice­berg­fi­nan­za,

ilcuculo
Scritto il 25 aprile 2017 at 15:25

d@​finanza,

Un pensionato, e in Italia i pensionati sono tanti, e in molti casi mantengono intere famiglie, non possono rischiare con l’uscita dall’euro perché vedrebbero la loro pensione salutari drammaticamente.
Forse una parte dell’Italia alla fine avrebbe dei vantaggi ( ma proprio alla fine) dal recupero della sovranità monetara, ma i pensionati sarebbero l’agnello sacrificale. E poiché i pensionati sono tanti e votano e votano le loro famiglie….

d
Scritto il 25 aprile 2017 at 16:03

Lo comprendo bene: è che nella vita nessuno che abbia giocato in pavida difesa ha mai vinto.
E quella dei pensionati potrebbe essere una vittoria soltanto a condizione che il conto non venga loro presentato troppo in fretta. In questo senso il sistema è perfetto, dal momento che si specula sul fatto che ciascuno desidera che il cerino in mano venga lasciato… al prossimo.
Il trucco è quello di non far capire quanto è lungo il cerino, ammesso che esattamente ci sia qualcuno che lo sappia esattamente.
Uscendo dalla metafora, soltanto un atteggiamento di rigoroso egoismo i miopia può far arroccare i percettori provvisori di sussidi nell’attuale situazione, una situazione che potrebbe implodere ogni giorno.
il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

ilcuculo
Scritto il 25 aprile 2017 at 16:45

d@​finanza,

Provvida o improvvida che sia… non convincerà il tacchino ad anticipare il Natale

laforzamotrice
Scritto il 25 aprile 2017 at 16:55

icebergfinanza,

“Rischiavano di essere spazzati via da un fallimento e hanno risposto con un NO chiaro e deciso, al bluff di un pugno di avventurieri, NO hanno preferito mettere in gioco il loro futuro, perdere un eventuale privilegio, ovvero continuare a lavorare per dire NO!”
Sicuro capitano? O è che solo credono di essere tra i tanto giustamente vituperati “to big to fail” come d’altra parte è stato finora? Perchè questo non bale solo per le banche, ma anche per molti altre situazioni, dove a causa del numero di lavoratori coinvolti si salvano aziende decotte e improduttive, SCARICANDO SUI FORNITORI E SULLO STATO (CIOé SULLA COLLETTIVITA) I COSTI. Non vedo differenze tra alitalia e le banche salvate; anche qui è sempre il caso dei guadagni privatizzati e perdite collettivizzate.

veleno50
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:03

il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

Ottima disamina un’attenta considerazione 4 righe per fare capire tutto.
d@​finanza,

Non provocare, ti rispondo educatamente scusandomi per l’eloquio elementare.Se hai la voglia di rileggere il mio commento è banale e semplice però ha smosso la penna del dottore.Se hai notato dall’alto dei cieli dichiara che Milioni di persone si sono fatti fregare etcc etcc. poi ogni tanto qualcuno salta fuori che ha paura dell’uscita e chiede quali possono i pericoli o la convenienza cosa c’è di strano?C’è il piano B non credo sia il numero del piano dove abiti tu.qual’è il piano B. Lo ribadisco non mi provocare.Ciao buona giornata

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:13

gnu­tim@fi­nan­za,

quanto scritto sul blog di Danilo era più uno sfogo che un ragionamento, quanto segue invece lo è; per quanto superficiale e raffazzonato, data l’estrema complessità delle materie che tocco, delle quali ho spesso una conoscenza farraginosa e come sempre condizionata da tendenze comportamentali che nessuno è mai in grado di azzerare, è comunque il commento più lungo che abbia mai scritto e che estraggo con un minimo di editing da una nota inviata a un amico di penna il quale sono sicuro non si offenderà.

… Credo che Le Pen possa vincere le elezioni presidenziali e avere una buona rappresentanza all’Assemblea ma sarebbe un presidente debole, continuamente sotto assedio dalla claque mediatica e senza una maggioranza forte senza la quale non è possibile alcun cambiamento costruttivo. Non ha appoggi nello stato permanente (esercito, magistratura, Total, EDF, università etc…) quindi non lo può riformare. Qualunque azione decisa creerebbe SENZA UNA LARGA MAGGIORANZA NEL PAESE tensioni enormi. La maggioranza ci sarebbe ma non è larga e non è matura, per ora è divisa in gruppi, movimenti, partiti che ancora non sanno che ciò che li accomuna è maggiore di ciò che li divide. Ancora per anni le divisioni prevarranno sulle comunanze e la propaganda lavorerà su quello, creando pericolose multi fratture verticali e orizzontali tra i giovani educati alle università (la generazione erasmus) e gli altri, tra giovani e vecchi e così via. Internet, strumento utile e al contempo distruttivo, avrà un ruolo sempre maggiore nella destrutturazione di ciò che rimane di partiti e movimenti che assicurando la mediazione, permettevano la stabilità. I commenti sulla pletora di blog italiani e stranieri sono una delle tante conferme di quanto appena scritto. C’è chi si considera un illuminato, uno che ha capito tutto mentre tutti gli altri sono scemi ed è intollerante rispetto chiunque anche solo dissenta dalla sua linea di guerrigliero della tastiera. Questa gente lavora per il potere ma non lo capirà mai.

… Conosco i vari programmi, tralascio quelli economici e punto al tema dell’immigrazione che è chiave per il supporto al Front National e a movimenti simili. Sono molto deluso, non hanno capito bene e andranno a sbattere. La Francia come la Germania non ha un problema di immigrazione recente e corrente, quello si gestisce, ha 6 milioni di islamici che sono cittadini francesi (il 10% della popolazione), che hanno una natalità doppia degli altri che svolgono funzioni economiche ormai indispensabili. L’Islam è una religione espansionista come nessuna oggi, è politica, codice comportamentale sociale e personale. Per un islamico viene sempre prima il Corano, quello che dice l’iman, la propria tradizione (soprattutto), la propria famiglia allargata, poi a distanza luce vengono le istituzioni del paese in cui vivono. Le tradizioni del paese che li ospita sono in buona parte rifiutate, anche le leggi dello stato, vengono accettate solo da una esigua minoranza che si trasforma al punto da rifiutare l’islam stesso. Questi vengono indicati come esempio che l’integrazione è possibile ma è l’ennesimo falso. Infatti, nei paesi islamici non c’è distinzione tra potere religioso e politico con la sola eccezione delle dittature militari. Dovunque vi sia una forte presenza islamica, il territorio cambia, non è più Francia, Olanda o Germania è un paese a parte, i precedenti occupanti divengono minoranza, tutte le attività micro economiche (l’ossatura delle classi medio/basse) sono presidiate dai nuovi arrivati. Persino la polizia non può entrare e se lo fa si trova un muro invalicabile. L’islamista violento è solo un islamico impaziente. Potenze straniere usano ormai apertamente i propri emigrati come strumento di politica estera, vedi Erdogan che è tutto fuorchè un pazzo ma al contrario un pericoloso leader old style con un idea e gli strumenti per portarla avanti. La Turchia è un paese con una tradizione di paese imperiale ma chi se lo ricorda ? Gli sceicchi wahabiti sono opachi e sono i nostri peggiori nemici ma i nostri falliti leader, essendo oltremodo deboli e collusi, ne fanno i loro migliori alleati. L’assurdo è che sono alleati per il rifiuto di un rapporto paritario con la Russia che per il potere finanziario anglo sionista è il nemico storico da due secoli. L’Iran sciita è l’unico paese islamico che ospita una cultura islamica tradizionalmente tollerante (e colta) mentre le altre NON lo sono. L’Iran è il nemico, l’Arabia è l’alleato. Incredibile vero ? Quanto sto per scrivere a tanti può repellere, ma non è con il nostro concetto di etica e ragione che faremo un solo metro in avanti. Giusto e sbagliato sono solo il prodotto del contesto culturale che è pervasivo, millenario. Non è questione di giusto o sbagliato ma di fragile o anti fragile. La civiltà occidentale è fragile, l’islam è anti fragile, l’America è fragile la Russia è anti fragile. Le Pen per ora non sembra avere capito niente e se qualcosa ha capito NON ha gli strumenti per andare avanti. Potrà sorprendere questa mia posizione ma io non sono un buon cristiano, non credo nell’uomo (buono o cattivo) ma nell’evoluzione di cui l’uomo è un prodotto come il criceto o la betulla, solo infinitamente più complesso; osservo la storia, come essa si dipana nei secoli facendosi beffe delle buone maniere. La lotta tra civilizzazioni non è inevitabile ma LO DIVIENE se si forza un processo di assimilazione che, quando possibile richiederebbe secoli, soprattutto se guidato dall’idea di essere (noi) superiori e usando i bombardieri quando quelli non sono d’accordo. Se si permette al contesto socio/culturale di degradare oltre un certo punto, resta solo lo sbocco nella più efferata delle violenze

… Tutti i principali 4 candidati non hanno le idee chiare, la stessa Le Pen è ambigua, direi impreparata, l’idea stessa del referendum è talmente cretina che mi fa pensare che la tipa sia una specie di Tsipras di destra (Grillo è 1000 volte peggio). Tra i candidati solo uno ha espresso idee coerenti, Francois Asselineau che vale l’un percento. Se Le Pen fosse intelligente cercherebbe di perdere queste elezioni. Quando tra qualche tempo (personalmente spero il più tardi possibile dato che le conseguenze saranno terribili) la tempesta inizierà travolgerà l’ordine stabilito e chi è all’opposizione raccoglierà i pezzi, potrà imporre quello che vuole (ripeto QUEL CHE VUOLE) e avrà decenni per operare, come Erdogan ora. Probabilmente accadrà ma non credo sarà una Le Pen in fin dei conti il personaggio è pragmatico e moderato (ma parte del proprio elettorato non lo è, e non la seguirà se accetterà i compromessi necessari per disporre di una vasta maggioranza un giorno).

… Se al posto di Le Pen presidente ci fosse un altro non cambia nulla, stessa frammentazione, stessa discesa verso il caos. Oggi le società occidentali sono in avanzata fase di decomposizione sociale, frammentate e ingovernabili. La Francia è solo l’ultimo caso dopo Belgio, Spagna, Austria, Olanda e Italia. Gli Stati Uniti sono ingovernabili pure essi, la natura del loro sistema elettorale anti democratico (eh già, diciamolo una volta tanto) fornisce una parvenza di stabilità ma nessuna riforma è possibile negli USA. Per operare cambiamenti (e nessuno sa a priori se avranno esito positivo, solo che sono necessari) serve una coesa e duratura maggioranza nel paese (la via democratica), oppure una decisa e armata minoranza in grado di sospendere o depotenziare sine die il ciclo elettorale (Cina, Turchia, Russia), qualunque via di mezzo passa da un fallimento all’altro. Non vedo alcuna condizione, ora, per la realizzazione di grandi aggregazioni, al contrario ci sono tuttora pulsioni di ulteriore disgregazione esasperate dalla breve durata del ciclo elettorale e dalla sua frammentazione.

… Le estreme difficoltà geopolitiche, le aspettative irrealistiche che la gente nutre nel “nuovo” che di volta in volta si presenta, la residua forza del capitale che non può più aggregare e quindi si limita dividere. Entrambe le fazioni oggi inseguono il passato, gli oligarchi inseguono il proprio TRASCORSO splendore quando i loro eserciti razziavano il pianeta e da quelle ricchezze percolava quanto basta per alimentare il mito della crescita eterna e far felice i subalterni. I “contro” non vedono un mondo che è radicalmente differente, 8 miliardi di persone e non più 2, risorse contingentate estratte con costi superiori ai ricavi grazie all’illusione del denaro a costo zero (ma così si consumano più in fretta secondo il PARADOSSO DI JEVONS), una demografia che condanna (crescita folle nei paesi miseri e invecchiamento in quelli ricchi), il possibile cataclisma climatico che si abbatterrà soprattutto nei paesi miseri (come ora dove 20 milioni di persone sono a un passo della morte, donne e bambini soprattutto, mentre si aumentano le spese per armamenti).

… Nel breve la divisione nutre l’effimera forma di fragile pseudo governo da parte dei grandi potentati trans nazionali finanziari i quali però per la loro stessa sopravvivenza richiedono crescita economica, almeno per loro. Ora questi potentati sono gli stessi di 50 o 100 anni fa e hanno sempre superato le difficoltà con la spoliazione di altri paesi canalizzandone le risorse verso i propri. Ma ora sono in lotta con potenze straniere con un assetto sociale e un contesto culturale lontanissimo dal nostro, forti economicamente e tecnologicamente, e non battibili militarmente e che sono, nel ciclo storico più indietro di noi e quindi forse dominanti nel medio termine non fosse per il caos energetico, demografico e climatico che ci attende. Questo pseudo ordine è fragile, tenuto in vita dagli artifici contabili delle banche centrali, si sfracellerà al prossimo evento endogeno, direi con sicurezza una crisi energetica entro i prossimi 10 anni, forse prima se indotta da un evento bellico. Durerà quindi poco e lascerà spazio a nessuno sa cosa, se la storia insegna, a una lunga fase (generazioni, secoli) di caos creativo dal quale nascerà un nuovo ordine del quale possiamo auspicare la natura, per il quale possiamo operare, ma che in nessun modo possiamo intravedere. Ci vuole un miracolo anti storico, perché i cicli storici finiscono e mostrano traiettorie simili, il nostro è in fase calante da decenni.

Saluti a chi avuto pazienza ed è arrivato sino qua.

stanziale
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:14

emzag,

Commento perfetto. Di piu’, da aggiungere che i loschi personaggi intervenuti in questi anni alla guida di Alitalia, hanno venduto gli assets migliori, svendendo anche gli slots, mettendo la compagnia nelle condizioni di non essere competitiva.

ps: se qualcuno ha tempo e voglia, indaghi sulla sporca operazione del porto greco ceduto per pochi spiccioli ad una cordata sembra tedesca e francese, con dentro un greco cooptato, forse hanno fatto una legge per togliere i debiti, insomma prendono il porto quasi gratis. Questa e’ leuVopa…

signor pomata
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:18

Andrea perche si pensa che robert mundell sia il padre dell” euro?
Da quel che sono a conoscenza prese il nobel nel 1999 per uno studio fatto molti anni prima sulle analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree valutarie ottimali.
In pratica prese il nobel per aver teorizzato che se due paesi che decidono di adottare la stessa valuta , questa decisione porterà come conseguenza disoccupazione nel paese più debole e continue crisi economiche che provocheranno afflussi in uscita di operai in cerca di lavoro e persistente deflazione salariale interna per tentare di ritrova competitività.
Cioè non mi sembra che abbia detto che fare una moneta comune tra paesi diversi fosse una grande idea? Il contrario.
Poi che le elitè europee abbiano scelte questa soluzione per portare a miti consigli i salariati europei non fa di R mundell un padre di questa merda.
Come se a Albert Einstein gli venisse accollata la colpa della costruzione e sganciamento della prima bomba atomica?

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:43

Vitooooo
Laforzamotriceeee

Splendide notize per voi che vo faranno venire uno sbocco di bile a minimo un ettolitro.

La UE autorizza gli aiuti di stato per Alitalia

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/04/25/alitalia-possibile-chiedere-aiuti-stato_d38d44e8-c3c9-48e1-a66a-5217e712f5ba.html

Ihihih…a loro tutto e a voi niente…secondo me fanno bene….uhuhuhuh….
Comuqnue ve lo avevo detto che era un bluff.
Dite che liquidano davvero?
E farebbero un regalone al M5S che con grande intelligenza si è subito fiondato, unico e solo partito, a difendere la scelta dei lavoratori Alitalia,
Per di più forse non considerate quanto gli dobranno dare di scivolo gerso la pensione sotto forma di casse ingrazione varie o mobilità speciali…12400 lavoratori di cui una parte pagata pouttosto bene e sarebbe tutto a carico dello stato cioè in primo luogo di Vito e Forzamotrice.

D’altra parte non possono arrendersi cosí e cecheranno in tutti i modi di punire in maniera esemplare i lavoratori ribelli quindi si preannunciano trattative e lotte molto difficili.
L’importante È CHE GLI ALTRI LAVORATORI SEGUANO L’ESEMPIO DI ALITALIA.

laforzamotrice
Scritto il 25 aprile 2017 at 17:57

emzag,

Contento tu di continuare a mantenere parassiti… . Certo che se quelli istruiti e intelligenti sono come te, capisco tutto.

stanziale
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:14

john_ludd@finanza,

John, in realta’ i tuoi scritti si leggono tutti di un fiato, essendo scritti dannatamente bene. Peraltro penso che hai ragione sulla Lepen, che sarebbe una presidente debole li avrebbe avuti tutti contro. Anche tutto il resto che scrivi e’ condivisibile, i 10 anni max, noi lo capiamo e siamo d’accordo penso piu’ o meno tutti noi, i modesti lettori di questo ottimo blog. L’unico problema, di questo abbiamo polemizzato varie volte ed a me sembra che i fatti recenti mi danno ancor piu’ ragione, e’ che le nazionaliste francia, germania, cina eccetera, non sono state avvisate sugli eventi a lungo termine, e continuano ogni giorno a fotterci risorse primarie per avere un futuro decente (tu dici per le elites, ok, ma comunque risulta che dall’introduzione dell’euro la differenza tra i salari italiani e germanici e’ molto aumentata) anche se non ci sara’ quasi per nessuno. Ma proprio perche’ forse sara’ per pochi , che ci fregano come assatanati, ora. Ecco l’articolo sull’ennesimo porto greco comprato in cambio di carta straccia; anzi nemmeno, solo scalandolo dagli interessi di carta straccia https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=newssearch&cd=2&ved=0ahUKEwj-n_TC9r_TAhVJORQKHSYtCQcQqQIIJygAMAE&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzareport.it%2FDetail_News_Display%2FNews-e-Analisi%2Fgrecia-venduto-il-porto-di-salonicco%26CategoryId%3D327&usg=AFQjCNH3qDo8eQnZ5GMQhJDnWowPksVK1A&sig2=5titWSRcDjcWhJnOJ_EdfQ
quindi ripeto, saro’ ossessivo, tu dici che siamo polemici da tastiera(be’ io mi do’ da fare parlando anche con chi incontro, sara’ sempre meglio di niente), e’ ora che bisogna difenderci , bisogna volare basso, tra 10 anni saremo tutti morti.

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:16

laforzamotrice@finanza,

Ahahah…ma sei buffissimo…scrivi ancora mi raccomando…

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:25

john_ludd@finanza,

Fragile e anti fragile…forse corrisponde a femminile e maschile?

Comunque a proposito di queste caratteristiche di ogni civiltà vi cito un libro molto famoso che parla di unavisione simile a quella a cui accenna John ma la chiama “nomos della terra” e “nomos del mare”

https://www.adelphi.it/libro/9788845908460

Dove i popoli del mare sono naturalmente gli anglosassoni e quelli della terra tedeschi, russi etc etc
Un libro profetico scritto dopo la guerra da un uomo sconfitto, era stato uno dei più importanti intellettuali organici al Terzo Reich, che però non rinnegava il suo pensiero e anzi teorizzava la via secondo la quale questo mondo, il mondo dei vincitori della seconda guerra mondiale che sono appunto i popoli del mare anglosassoni (e ci vogliamo mettere quei discendenti dei fenici sopravvissuti a Atlantide? Ma tanto non sapete di cosa parlo per cui..), questo modno dominato dalla legge del mare ossia dal Leviathan sarebbe stato sconfitto dal nomos della terra dell’altro mostro biblico, il Behemoth.
Un librone di quelli che quando li finisci senti che hai fatto un passo avanti.

madmax
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:28

Oltre il giardino (Hal Asbhy)

Trattatemi cone Chance il giardiniere non me la prendo, e’ un personaggio che amo, ma promettetemi di essere concreti e lasciate stare per una volta la politica e ditemi che fareste con Alitalia, seriamente quali proposte.

Prima pero’ riepiloghiamo i fatti negli anni 90 Alitalia portava in giro 28 milioni di passeggeri oggi nel 2016 ne porta in giro solo 23 milioni.

Il mercato italiano conta 164 milioni di passeggeri trasportati (dati Enac nazionali e internazionali che arrivano in Italia) ebbene al primo posto abbiamo Ryanair con 32 milioni 19,5% poi Alitalia che ne prende 23 il 14% poi abbiamo Easyjet con 14 milioni il 8,5% poi Vueling con 6 milioni (3,6%) e Lufthansa con 4,2 milioni ovvero il 2,5%. Alitalia trasporta pure merci per il 3,3% dei propri ricavi.

Passiamo ai numeri finanziari dal 1999 al 2007 e’ stato un bagno di sangue, perdite fino a 2,82 miliardi di Euro, il Governo Italiano (fx e sx lasciate perdere) ha dato 4 miliardi ad Alitalia.

Poi ha fatto una bas company si e’ accollato debiti, al posto di venderla in toto ad Air France KLM l’ha data al CAI il gruppo di imprenditori italiani.

Poi nel 2009 il 25% della compagnia viene venduto ad Air-France KLM poi la storia si ripete e nel 2012 siamo da capo, in 3 anni la compagnia ha perso 735 milioni della ricapitalizzazione e perde 630.000 euro al giorno.

Si cerca un altro socioned arriva Ethiad e viene formata la nuova Alitalia-SAI passano gli anni e nel 2015 si annuncia che la compagnia perde 500.000 euro al giorno.

Non cambia nulla e a fine 2016 la compagnia perde 1 milione al giorno.

Detto questo, i numeri sopra sono incontestabili dati ditemi voi che fareste, come risolvete la situazione? Datemi idee costruttive e dimostrate come risolvere il problema di un’entita’ che brucia ricchezza…pre cortesia non proponetemi la nazionalizzazione come qualche ragliante perche’ mi pare che intentativi dinsistemare le cose in 18 anni siano stati tanti e tutto falliti.

Grazie per delle idee costruttive che vadano oltre a quello che direbbe il politico di turno!

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:41

madmax,

Ma che diavolaccio di discorso della straminkia stai facendo.

Ti rendi conto bene di cosa stai dicendo?
Stai elencando numeri che testimoniano…di cosa…? Di una mala gestione.
MA NON DICI DI CHI E’ QUESTA MALA GESTIONE
Vogliamo cominciare a capire di chi sono le responsabilità?

“Gnè gnè gnè….è un discorso ozioso…gnè gnè”

Ma no che non è ozioso benedetto figliolo perché (seguimi bene) se per rimediare alla mala gestione tu affidi la compagnia sull’orlo del fallimento PROPRIO A QUELLI CHE LA HANNO PORTATA IN QUELLO STATO il problema non lo risolverai mai.

Allora TUTTI SAPEVANO PERFETTAMENTE CHE I CAPITANI CORAGGIOSI NON AVREBBERO RISOLTO UNA MAZZA…ma i capitani coraggiosi erano “lo Stato”?
No, erano PRI-VA-TI che approfittavano dei soldi dello stato. Cioè chi si è fregato quei quattro miliardi per poi RIPORTARE L’AZIENDA AL FALLIMENTO sono stati i privati NON LO STATO.
Qual è il problema dello stato italiano?
Che non esiste in quanto organismo istituzionale della comunità ma è solamente (definizione classica) LA CAMERA DI COMPENSO DEGLI INTERESSI DELLA BORGHESIA (dove per borghesia italiana si intende oggi un gruppo subalterno alle élite cosmopolite).

Allora Alitalia NON DEVE ESSERE LIQUIDATA perché una compagnia di bandiera è importantissima sia dal punto di vista concreto che simbolico.
RENDETEVI CONTO CHE VOGLIONO DISTRUGGERE L’IDENTITà DEL POPOLO ITALIANO UMILIANDOLO ANCHE PRIVANDOLO DELLE SUE MIGLIORI AZIENDE PIU’ RAPPRESENTATIVE.
Alitalia DEVE ESSERE FATTA FUNZIONARE e ci sono tutti i mezzi per farlo in primis spostando il traffico sul lungo raggio piuttosto che sul medio.
Alitalia deve diventare nuovamente la nostra compagnia di bandiera e i sindacalisti o anche il M5S devono dire ai cittadini CHE ALITALIA VA SALVATA PERCHE’ E’ VITTIMA DELL’ATTACCO DELLE ELITE INTERNAZIONALI CHE VOGLIONO PRIVARE IL NOSTRO PAESE DEI SUOI FIORI ALL’OCCHIELLO INDUSTRIALI.
Ma per fare questo occorre una nuova coscienza politica degli italiani che li porti a comprendere che lo Stato rappresenta il paese e non solo quelle classi dominanti che lo trasformano in una macchina che serve

1) alla spartizione del mercato

2) alla costruzione e mantenimento del consenso

3) a ripianare i debiti privati con i soldi dei contribuenti

Ho tanto da dire ma temo che non mi si legga perché trovo delle risposte così incoerenti che francamente il dubbio mi sembra confermarsi.

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 18:47

emzag,

Cioè, Madmax…qualsiasi piano tu voglia fare se prima non risolvi il problema di cosa è lo Stato in Italia e quello del piano dei paesi nordici che stanno cercando in tutti i modi di rendere l’Italia una colonia, la questione Alitalia non la risolverai mai.
Allora tu dici di chiuderla…ma chiuderla significa solamente assecondare il piano di colonizzazione del nostro paese…DEVI farla funzionare Alitalia, ma non serve tanto un “piano industriale” quanto una presa di posizione politica antieuropea e fortemente sovranista.
Mi aggio spiecato?

stanziale
Scritto il 25 aprile 2017 at 19:00

madmax,

Non credo lo abbia scritto nessuno, allora lo scrivo io. Alitalia va nazionalizzata MA investendo anche risorse, per farla tornare redditizia o almeno vicina al punto di pareggio, l’incontrario che e’ stato fatto recentemente. Informati cosa sono gli slots, come li hanno venduti, a che prezzo. Inutile che elenchi l’attuale conto economico, se e’ il frutto di determinate scelte, VOLUTE da chi non vuole , o non puo’ , fare gli interessi nazionali. Questi sono, avere una bella e sana compagnia di bandiera, perche’ una nazione industriale e turistica la deve possedere. Per difendersi, non per bellezza. Tu scrivi che perde tot al giorno. Si, di carta straccia emessa senza retrostante dalle banche centrali di un mondo fallito ed in cui una, la bce, ci vuole male -vedere eba-. A me pare non sia fondamentale il debito pubblico al 130% o al 220% (cina e giappone e mezzo oriente in forte progresso lo hanno ). Quello che conta sono i beni reali, i servizi, le industrie, le infrastrutture, chi li possiede sopravvivera’, gli altri dubito molto.

stanziale
Scritto il 25 aprile 2017 at 19:08

madmax,

Pensandoci bene, poi, in definitiva stai scrivendo che con i privati va peggio che con lo stato italiano. Cosi’ come sarebbe con la sanita’. L’acqua e le banche che hanno tolto alle regioni e allo stato per darla alle multinazionali francesi. I trasporti regionali, svenduti i qualche caso dierettamente allo stato francese. Si, sono d’accordo che il pubblico gestisce meglio che il privato, soprattuto i beni nazionali primari.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 19:13

mad­max,

le compagnie aeree sono tra i peggiori business al mondo, sono poche le compagnie non in sofferenza. Il settore soffre di un eccesso di offerta tra i più spinti, troppe compagnie, prezzi troppo bassi. Sono un viaggiatore perenne che vive del proprio capitale, per me va bene così, ho un ventaglio di offerta stupendo e la deflazione la adoro, lavora per me. Ma se devo guardare un pelo più in là del mio mero e transitorio vantaggio personale quello che vedo sembra non lo vogliate vedere. Compagnie sino a ieri dominanti sono oggi alle prese con una crisi della quale non sanno come liberarsi. Turkish Airlines, per anni tra le migliori compagnie e in forte espansione, con costi di gestione nettamente più bassi di quelle europee è oggi dentro una crisi profonda, deve chiudere delle rotte e mettere a terra velivoli appena acquisiti. Le storiche Lufthansa, Air France etc… hanno problemi di sopravvivenza e vedono frequenti scioperi causati dalle precarie condizioni di salute delle compagnie. Le compagnie arabe sono tutt’altro che in buone acque, con troppe rotte, troppi aerei. Continuare a investire in settori decotti in un periodo come quello attuale, che è solo l’antipasto, di risorse scarse è suicida. L’Italia ha risorse scarse, sia come capitale finanziario che umano, è fuori dal solare, fuori dall’eolico, ha solo società che fanno impianti con tecnologica prevalentemente cinese, importa tutto il fossile che costituisce l’80% delle proprie fonti primarie. Non investe nella ristrutturazione massiva del proprio parco immobiliare che le farebbe risparmiare miliardi e aumentare il PIL (in quanto l’import è una voce negativa del PIL stesso). Ha una situazione agricola che nell’ignoranza generale è allarmante, disponiamo di 0,11 ettari pro-capite, uno tra i valori più bassi al mondo e abbiamo perso parte della nostra auto sufficienza e non e sempre colpa dello straniero di turno ma della cronica incapacità di selezionare i settori su cui puntare, i settori strategici da servire. Il caso Alitalia è solo l’ennesima battaglia di retroguardia come tante altre che avvengono, sia chiaro, anche in altri paesi. Difesa a oltranza di settori che soffrono di iper produzione e senza futuro, risorse da destinare alla peraltro incerta possibilità di costruire un futuro con un assetto economico diverso che invece vengono buttate. Non vedo alcuna speranza, sia l’oligarchia che tanti di coloro che asseriscono di esservi contro è in trincea a difesa di un mondo che sta sparendo, incapace di vedere cosa c’è dopo. Perderanno tutti e saranno travolti, per generazioni, per avere fallito nella breve finestra che abbiamo a disposizione, dove le rimanenti risorse fossili vanno canalizzate per la costruzione di un’economia a energia rinnovabile. Serviranno comunque decenni ma se le idee sono quelli che si sentono in giro, se folle di parvenu non in grado di distinguere 1 chilowatt da un pera non troveranno la ragione, il nostro destino, non come paese, ma come specie, è segnato.

charliebrown
Scritto il 25 aprile 2017 at 19:41

john_­ludd@fi­nan­za,

John, nei tuoi commenti spesso evidenzi che tutto per te si risolve nell’evoluzione. Non credi che il tuo pensiero sia troppo condizionato da questo presupposto che, se mi permetti, è un atto di fede non molto diverso da quello di chi vede una finalità (divina) nel mondo? Non è più logico mantenersi agnostici fino in fondo e non credere neanche nell’evoluzione? Io è una vita che mi dibatto tra finalismo e caso, e temo che morirò senza aver risolto il dilemma, nonostante gli strumenti scientifici per affrontare la questione personalmente li possieda, in quanto biochimico di formazione. Darwin era uno zoologo, Monod un biochimico che analizzò da questo punto di vista l’evoluzione e che pensava come te di averci messo un punto fermo, sul quale io continuo (come modesto biochimico) ad avere i miei dubbi.

Certo fai ragionamenti molto raffinati, tra questi il ragionamento sulla Le Pen debole e senza spazio per l’azione, anche se eletta. Se ragioniamo così in effetti nessuno si muove, la storia diventa un processo necessario di cause indipendenti da ogni volontà e generanti effetti predeterminati. Il singolo sarebbe schiacciato dalla forza dei fatti, tutto sarebbe meccanico e misurabile. I popoli subirebbero il loro destino e non ne sarebbero artefici. Siamo all’antiromanticismo totale, quasi alla morte dei sogni. Prendo atto, come biochimico posso parlare con cognizione di causa dei problemi che ho ad accettare l’evoluzione come assoluto, ma poco posso dire sui cicli della storia.

Quanto all’immigrazione hai ragione nel dire che per la Francia non è un problema l’immigrazione recente ma l’elevato numero di islamici residenti da decenni sul suo territorio e, a mio avviso, evidenzi bene come l’islam sia una religione totalizzante che, in un futuro non troppo lontano, integrerà anziché essere integrata. Anche qui, come per il resto, secondo quanto credo di capire a tuo parere la storia proseguirà ineluttabile su una via già segnata, Le Pen o non Le Pen.

Ma quello che mi ha spinto a mettermi alla tastiera è un’ altra domanda, o se vuoi una curiosità. Sono curioso infatti di sapere come un evoluzionista assoluto e un anatomista della storia interpreta l’atteggiamento dell’attuale papa che, mentre in tanti si pongono il problema dell’integrazione degli islamici nell’Europa già cristiana, invita solo ad accoglierli al di là di ogni ragionevole considerazione. Qui mi fermo, ringraziandoti se, nonostante il mio impertinente mettere in dubbio il tuo evoluzionismo assoluto, vorrai rispondere in due righe alla mia ultima domanda.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 19:48

stan­zia­le@fi­nan­za,

non credo proprio che tutte le nazioni che citi non sono avvisate sul lungo termine. Se cerchi in rete notizie riguardo il programma Cina 2025 trovi evidenza che quel paese opera con una logica diversa da quella delle nazioni occidentali e simile ma su scala cosmica alla logica delle nazioni europee degli anni 50 e 60. Mentre la propaganda impazza nell’enfatizzare la bolla immobiliare cinese (che non è la maggiore tra le tensioni finanziarie che si sono create in quel paese) omette tutto il resto. La Cina ha banche di stato che finanziano a lungo termine aziende che i pianificatori centrali hanno selezionato come strategiche con prestiti a tassi reali negativi, come in Italia negli anni 50 e 60. Questo determina certamente delle distorsioni, dati gli interessi in gioco, ma a fronte di una produzione di acciaio ovviamente eccessiva c’è la distruzione delle produzioni altrui che non beneficiano della massa d’urto che l’economia cinese ha e soprattutto investono cifre mirabolanti nei nuovi settori. I cinesi sono ambizioni, il piano 205 prevede che il paese sia auto sufficiente nel 100% delle tecnologie compresa la microelettronica, il biomedicale, il software e quello dove oggi sono già di fatto in monopolio cioè il solare dove anche le aziende americane (vedi le quotazioni non borsa di First Solar) una volta leader stanno sprofondando. Il settore delle batterie e quindi dell’immagazzinamento dell’energia è stato indicato come strategico (il paese è di fatto in monopolio nella produzione delle terre rare che servono per molte delle produzioni di materiali d’avanguardia) e se c’è un paese dove emergerà una flotta ampia di auto elettriche è la Cina e i prezzi saranno talmente più bassi di quelle americane e tedesche che difficilmente eviteranno la fine che stanno facendo gli ex campioni locali del solare. Quindi no, la Cina vede a lungo termine, vedi anche il rapporto sempre più stretto con la Russia, unico paese in grado realisticamente di produrre gas naturale a sufficienza ben oltre il 2050. Il potere economico va a est, inesorabilmente. Dove peraltro è sempre stato tranne che negli ultimi 150 anni.

glare
Scritto il 25 aprile 2017 at 20:08

john_ludd@finanza,

John il mondo è una sfera magnetica…se volessero ci sarebbe tanta di quell’energia elettrica da illuminarci come un sole, il problema è un altro semmai…
Al dimuinre del prezzo del greggio crollano anche il valore dei beni alimentari…un esempio recente la soia e viceversa.
il greggio ad oggi è la base fondamentale dell’agricoltura; senza petrolio non muoveresti un trattore e non neutralizzeresti e concimeresti la terra,quindi all’aumentare del prezzo del greggio aumenteranno il prezzo di tutti i prodotti alimentari e sarà un crescendo continuo implacabile di crisi, di conflitti e di carestie mondiali.

Quindi la crisi del greggio, porterà a una crisi della chimica, dell’estrazione mineraria e alla crisi agricola…ma non alla crisi elettrica , tra il 2020 e il 2030 tutti i beni tenderanno ad aumentare sostanzialmente quindi goditi la deflazione di questo lustro e viaggia viaggia a più non posso perchè ad oggi non esistono veivoli aeronautici degli di nota a propulsione elettrica e si sta spendendo questo decennio nella progettazione di propulsori propfan per la prossima crisi petrolifera.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 20:36

glare@​finanza,

io ho piacere a scrivere qui, ma credimi avete un’idea molto distorta delle possibilità scientifiche e tecnologiche. Se la mancanza di adeguata preparazione finanziaria tende alla lunga a distruggere i propri portafogli la mancanza di una base scientifica genera mostri. Una civiltà come la nostra non richiede energia in modo in-qualificato ma un flusso costante e predicibile di alta potenza (energia x unità di tempo). Permettimi un’equivalenza idraulica. Avere un lago da cui attingere con un bicchiere non è la stessa cosa che avere un lago da cui attingere con un tubo con un diametro di 20 cm. Se vuoi bere basta il primo, se vuoi irrigare un campo no. L’unica fonte di energia che permette un flusso di potenza adeguato al funzionamento delle infrastrutture moderne e ai grandi impianti industriali è quella fossile o quella nucleare. Le ragioni sono fisiche non tecnologiche, non ci sarà MAI una fonte di energia rinnovabile con le stesse caratteristiche. Ti suggerisco, se hai la pazienza e la volontà di comprendere di che cosa parlo, David MacKay, professore di fisica, matematica e accademico a Cambridge, consulente del governo britannico e altre istituzioni, morto prematuramente di cancro, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a comporre le informazioni necessarie anche a non esperti per la comprensione di questa vasta e fondamentale materia. Esiste sia un testo cartaceo che un equivalente gratis su web, di cui pubblico in seguito il link. Altre preziose informazioni, in gran parte accessibili, le puoi trovare sul sito del professor Vaclav Smil, professore emerito di fisica all’università del Manitoba, Canada. Suggerisco sia per questa che per altre materie scientifiche di seguire solo le fonti più accreditate, accademiche principalmente se non esclusivamente. Internet è una cloaca massima di fesserie scritte da fessi, tu che non lo sei non farti travolgere dal fango che ne tracima. Non era comunque mia intenzione riprendere il tema energetico, in passato ho fornito alcuni link a fonti affidabili che sono poi quelle cui attingo anche io, sia per il tema generale che l’attualità dell’evoluzione di domanda e offerta nel settore oil&gas. Ciao.

https://www.withouthotair.com/

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 21:10

john_ludd@finanza,

La questione della redditività delle compagnie aeree è vecchia di decenni anche se è esplosa davvero solo in coincidenza con le Torri Gemelle.
Il fatto è che la questione Alitalia non è un problema di redditività dell’investimento.
Investimento e redditività non esistono se non in un quadro di rapporti sociali e politici e questi ultimi non vengono determinati dalla redditività ma anzi è precisamente il contrario.

Gli aerei devono comunque volare, redditività o non redditività, e dire che lo stato dovrebbe abbandonare il settore significa che si lascia il settore “ad altri” che necessariamente investiranno in trasporto aereo.
Il fatto che Francia, Germania, Inghilterra, Giappone, Thailandia, India, Spagna, Portogallo etc etc insistano a investire nel trasporto aereo è il segno che il ritorno indiretto del possesso di una compagnia di bandiera supera le perdite in termini puramente monetari.

Alitalia è una questione di rapporti sociali, di ruolo del lavoro, di ruolo dello stato nell’economia che sono i fattori che determinano la possibilità o meno che una attività sia redditizia o non lo sia.

I lavoratori a loro volta in questa contingenza non sono altro che una metafora dei subalterni in generale quindi del senso stesso della democrazia.

L’economia è solo il terreno dove si sta preparando uno scontro sociale e politico decisivo alle soglie di un bivio oltre il quale non sarà più possibile pensare di tornare indietro.

In concreto i lavoratori devono proseguire la lotta cercando di portare avanti il discorso che esistono attività economiche fondamentali per la comunità che NON portano immediatamente profitto se non come indotto (indotto per le attività legate alle forniture, per il turismo, per la presenza di uno scalo e della frequenza degli equipaggi in una città ma anche per il semplice possesso di un vettore di bandiera che diventa il simbolo di un modo di produzione nazionale autonomo – come ho detto ricordate l’insistenza di molti grandi paesi sul mantenere una compagnia di bandiera).
E’ una lotta che ha delle importanti implicazioni politiche e sociali che (mi auguro) non dovrebbero essere difficili da comprendere.

Dopodiché lotta o non lotta la questione dei rapporti di produzione e di classe in questa contingenza verrà comunque a soluzione però sarebbe meglio se i lavoratori si scegliessero fin da subito un ruolo da portagonisti.
Alitalia è la migliore occasione possibile.
I sindacati e i lavoratori non sono molto preparati su questo ma ci sono forze politiche che pare abbiano compreso l’importanza di questa lotta.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 21:12

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

La tua non è per niente impertinente ma intelligente. Purtroppo lo spazio di un blog è angusto anche se questo blog, lasciato così volutamente aperto dall’autore, lo è assai meno di altri. Il tema dell’evoluzione è estremamente complesso e non voglio dare (come invece pare abbia dato) l’idea che sia un meccanismo deterministico. L’evoluzione è un processo stocastico, nessuno sa come si sia avviato e come proceda con precisione. La scienza, contrariamente all’opinione del non scienziato, non produce certezze ma congetture le quali si mantengono valide sin quando un solo esperimento ne fa crollare i presupposti. Dunque la scienza si occupa di eliminare ciò che è falso e non di trovare ciò che è vero, il quale è e resterà sempre elusivo. Per ogni risposta che si trova, sorgono due nuove domande. A oggi la teoria dell’evoluzione è l’unica a fornire prove a supporto di una visione coerente di come la vita si è strutturata nel corso di 4 miliardi di anni. Le osservazioni di Darwin sono state solo il punto di partenza di una tra le più affascinanti branche della scienza moderna, così complessa da essersi poi articolata in una pletora di sotto materie dovendo nel contempo ereditare metodi e nozioni da altri settori, dalla fisica alla chimica a evidenza che ormai la complessità è tale che solo una visione sincretica è possibile ma tale visione oggi è al di fuori di qualunque singola mente umana. La scienza non si è fermata a Darwin ! Di recente al Crick Insitute è stato portato a termine un esperimento dalla grande portata epistemologica, ma se mai vorrai leggerne vedrai che come sempre scienziati seri siano molto prudenti, utilizzando a ripetizione termini come “may be”. Così come il processo biologico è un processo stocastico, così lo è il processo evolutivo delle culture umane e i suoi sotto prodotti. Non è che i popoli siano irrilevanti ma non lo sono in senso deterministico, un rapporto causa/effetto è elusivo specia se le cause sono migliaia e si perdono secoli indietro. Erwin Schrödinger, nelle sue epistole dipingeva anche il processo tecnologico come simile a quelli biologici, dotato di una sorta di vita propria e seguendo un’evoluzione con ampio grado di casualità. Non per nulla la teoria quantistica del grande fisico tedesco ha travolto il precedente deterministico, meccanico, modo di vedere il mondo. Siccome questo è nato ed è un sito di informazione economica finanziaria, rientro momentaneamente nel tema, ricordando che il caso è elemento fondamentale per comprendere cosa ne sarà dei propri risparmi. Il matematico libanese Nassim Taleb ha scritto diversi libri sul tema, ma di lui si nomina solo il termine “cigno nero” o qualche frase a effetto, invece sono opere complete, fondamentali e lontane dal senso comune come la terra dalla luna. Riguardo a Bergoglio, lo ritengo una grande persona che si muove in un contesto impossibile e irriformabile, ma il tema religioso non lo vorrei trattare per i suoi connotati unici che sono personali ed emotivi. Dovesse mai interessare, la mia personale opinione sulla religione cristiana viene catturata alla perfezione dal racconto “Prima che il gallo canti” dello scrittore colombiano Alvaro Mutis. Ciao.

https://www.crick.ac.uk/news/science-news/2017/03/13/enzyme-free-krebs-cycle-may-have-been-key-step-in-origin-of-life-on-earth/

https://www.crick.ac.uk/news/science-news/2017/03/13/enzyme-free-krebs-cycle-may-have-been-key-step-in-origin-of-life-on-earth/

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 21:35

emzag,

Ci saranno aerei tra 30 anni, non credo. Quello che tu scrivi è ideologia e morale, manca il senso pratico, il contatto con la realtà. Le risorse sono finite, si devono fare delle scelte, cosa fare e cosa no. Non si può fare tutto. Se altri paesi fanno questo o quello non vuol dire lo dobbiamo fare noi. Altrimenti accetti l’idea che gli altri hanno sempre ragione e ti devi adeguare come una pecora. Strategico è un termino abusato, lo faccio anche io. Proviamo a ridurlo: strategico è qualcosa da cui dipende la tua sopravvivenza come persona o come società complessa. Lo è Alitalia ? Non credo proprio. Lo è il piano energetico e agricolo di cui non si parla MAI ? Sì lo sono entrambi. Meno piloti e meno assistenti di volo non alterano la rotta del paese Italia, la mancanza (anzi anche solo la riduzione) del flusso costante di potenza e della sicurezza agricola ci mandano indietro secoli riducendo la popolazione a un numero pari alla capacità di carico del territorio che è determinata dalla geologia, dalla tecnologia e dalla possibilità di attingere ad adeguate risorse energetiche, minerarie e agricole. Non posso pretendere che tu conosco questi dati, quindi te li fornisco io. Vivi grazie a 0,11 miseri ettari di terreno agricolo i quali sono straordinariamente produttivi (5000 kg di cereali per ettaro) grazie a una reazione chimica nota come reazione Haber-Bosh che è alla base della produzione dei fertilizzanti chimici e che assorbe una parte non irrilevante di tutto il metano prodotto ogni anno mentre l’agricoltura nel suo complesso consuma 4 volte quanto consumato dai trasporti aerei. Un giorno si dovrà fare una scelta, tu cosa sceglieresti ? E non credere che questo si allarmismo infondato, non è certo per domani, a me non tocca scegliere, ma ai tuoi figli certamente sì. In generale prova a soffermati su questo aspetto: siete qui ormai svezzati sui temi economici e sociali, non credete alla propaganda eppure credete a quel che scrivono le stesse fonti su tutti i temi che sono scomodo alle vostre tesi, energia in primis. Scordati la crescita di una volta, scordati il passato, non tornerà, quel che conta è il futuro, che tipo di economia e società si vuole avere. Le scelte sono solo due: un sistema tecno feudale che mantiene il peggio del capitalismo oppure un sistema solidale probabilmente fatto di federazioni di cantoni auto sufficienti o quasi, dove è possibile una democrazia reale e non la pagliacciata di oggi. Ci vorranno almeno due generazioni per capire cosa ne sarà venuto fuori, questi sono i tempi storici minimi, il resto sono desideri. Ma bisogna fare delle scelte e non è mai facile, impossibile se non hai le informazioni e te le devi sudare tutte perché da “sopra” non te le danno. Ciao.

charliebrown
Scritto il 25 aprile 2017 at 21:43

john_­ludd@fi­nan­za,

Grazie. Ma non ti chiedevo di affrontare il problema religioso, sarebbe stato quantomeno inopportuno, anzi sciocco in questa sede. Forse tu vedi il “caso” Bergoglio da una tua prospettiva e non in quella storica che mi si era presentata leggendo le tue parole sull’islam radicato in Francia. Non pensavo alla religione, ma a un papa che trascura l’aspetto totalizzante dell’islam. Chiudo il discorso islam e Bergoglio.

Quanto all’evoluzione, è ovvio che il discorso è solo partito da Darwin e ha sviluppi ulteriori e continui, essendo subentrate la biochimica e la biologia molecolare che ai tempi di Darwin non si sapeva nemmeno che cosa fossero. Non per niente ho citato Monod biochimico (ai tempi in cui io studiavo biochimica) non chiuso nel laboratorio ma originalmente aperto, attraverso la sua scienza, ai rapporti tra evoluzione e visione del mondo.

Andrò a leggere che cosa si possa dedurre dall’esperimento di un ciclo di Krebs “enzyme-free”. Mondo fantastico quello della biochimica, anche se un mondo di piccoli passi. Forse per questo mi ci trovavo bene. Ciao.

icebergfinanza
Scritto il 25 aprile 2017 at 21:46

Infatti viene considerato a torto il padre dell’euro o meglio hanno utilizzato la sua ideologia e le sue teorie per portare avanti il disegno finale. In realtà non è vero che Mundell sia indifferente a quello che accade perché il suo sogno è una moneta unica globale e l’Europa sua cavia il suo laboratori di analisi. In questo dialogo del dicembre 2000 con Friedman si comprendono molte cose. http://0055d26.netsolhost.com/friedman/pdfs/other_academia/NP.12.16.2000.pdf Mundell qualche anno fa nel 2012 ha suggerito di non scommettere contro l’euro. Io in realtà professionalmente come consulente lo sto facendo da anni con risultati entusiasmanti. In fondo è solo un economista innamorato delle sue idee, un altro che ha dimenticato il cervello in una biblioteca e non conosce la storia.
signor pomata@finanzaonline,

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:00

john_ludd@finanza,

Ciao.
Abbi pazienza ma ideologia e moralismo non c’entrano nulla nel mio discorso.
Per esempio tu ti chiedi se esisteranno aerei fra 30 anni. Ma non è di questo che parlavo e credevo di essere stato chiaro.
Esisterà sempre e comunque la necessità di trasporti e i trasporti sono una cosa di cui normalmente è opportuno che si occupi, almeno come uno dei player sul mercato, la comunità (locale o centrale).

Inoltre ribadisco sapendo che è un concetto non proprio intuitivo: qui non è una questione né di redditività né di risorse scarse, è una questione di rapporti sociali e politici.
I rapporti sociali e politici sono ciò che determina INTERAMENTE l’economico perché è solo in base a una visione nata da un senso di appartenenza comunitario (senso di appartenenza che può essere più o meno inclusivo, più o meno democratico etc etc) che si operano quelle scelte di valore che portano a orientare il modo di produzione.
Per i romani il valore fondamentale era il mantenimento di una proprietà frammentata secondo dei costumi di tipo tribale QUINDI nessuno doveva prendere la preminenza sugli altri QUINDI nessuno poteva organizzare il lavoro in una maniera più razionale e produttiva di quella schiavile molto arretrata QUINDI nonostante sapessero perfettamente come cominciare a produrre macchine da lavoro non lo hanno mai fatto.
Un esempio fra i moltissimi, vedi l’assenza della ruota se non nei giocattoli presso i popoli sudamericani.

Il caso Alitalia riguarda i trasporti che se considerati bene comune non è detto debbano rientrare nelle attività strettamente redditizie.
Il profitto economico in termini di soldi non è l’unico profitto possibile e sia il caso Uber che quello della compagni di bandiera dimostrano che il profitto individuale dell’imprenditore NON E’ LA STESSA COSA del profitto della comunità.

E ci sarebbe molto altro da dire, molti altri argomenti con i quali i lavoratori e i sindacalisti dei sindacati di base potrebbero sostenere la loro lotta: per esempio il motivo sovranista in quanto rivendicazione di una industria iltaiana sotto attacco da tutte le parti (vogliono vendere Alitalia a Lufthansa che sarebbe una sciocchezza colossale).
Potrebbero, e pare lo stiano facendo, rafforzare i legami con il M5S etc etc

Non so se sapranno sfruttare il drive di questo no al referendum ma gli estremi per una lotta importantissima ci sono tutti.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:02

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

“Il singolo sarebbe schiacciato dalla forza dei fatti, tutto sarebbe meccanico e misurabile. I popoli subirebbero il loro destino e non ne sarebbero artefici. Siamo all’antiromanticismo totale, quasi alla morte dei sogni.”

questa frase l’ho riletta e merita una nota a parte in quanto la mia vita è stata re-impostata a partire da eventi traumatici ma molto comuni, su una ineludibile ambiguità da risolversi con le parole di Camus al termine del suo saggio sul mito di Sisifo. S’ certo noi siamo succubi del destino. Il caso domina le nostre vite, dove e quando siamo nati determina gran parte di quel che accade dopo e poi sono le azioni degli altri a dominare la nostra vita, molto più delle nostre. Siamo forse noi a scegliere chi sono gli altri e cosa essi faranno ? Dunque che fare ? Se il caso è il nostro padrone allora vuole dire che siamo esposti a eventi casualmente favorevoli e ad latri casualmente non favorevoli, non sappiamo quali e in quale percentuale. Solo una cosa possiamo fare: accettarlo, aumentando l’esposizione all’incertezza, rinunciando alla difesa del proprio stato se questo non è possibile e produce solo sofferenza. Rifletti su queste frasi del biologo e filosofo francese Henri Laborit:

“Per noi, la causa prima dell’angoscia è l’impossibilità di realizzare l’azione gratificante, e sottrarsi a una sofferenza con la fuga o la lotta è anch’esso un modo di gratificarsi, quindi di sfuggire all’angoscia.”

“Perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l’unico rimedio all’abitudine, all’indifferenza, alla sazietà. È tipico della condizione umana ed è l’elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. È l’elogio dell’immaginazione, di un’immaginazione mai attuata e mai soddisfacente. ”

“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.”

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:12

emzag,

“I rapporti sociali e politici sono ciò che determina INTERAMENTE l’economico”

Accetto che persone abbiano una visione differente, ma qui finisce il nostro incontro. Economia è energia trasformata, ogni bene e servizio richiede un certo numero di kw/h. Se parti dal presupposto che questo non è vero perché esistono solo i rapporti sociali e politici allora pretendi che tutti i principi della fisica non sono validi, che non esiste più un pianeta terra reale ma una sfera infinita cui attingere a costo zero per sempre. Ci sono alcune persone anche illustri che sono d’accordo con te, gli economisti della scuola di Chicago per esempio. L’irragionevolezza e l’ideologia sono circolare, gli opposti si incontrano sempre. A questo punto tutto quello che ho scritto in questi anni è chiaro non ti interessa minimamente, lo rifiuti non al 10% ma al 100%. Non è necessario comunicare con tutti, solo con chi ascolta.

pdf79
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:22

john_ludd@finanza,
Una domanda john cosa bisognerebbe fare? abbiamo capito che consigli a tutti di godersi i soldi (per chi li ha) finche ci sono, ma chi ha figli, nipoti ecc che cosa deve fare, pacca sulla spalla e incitamento “forza e coraggio” e stop. Lo chiedo per capire perchè nonostante sia una persona che non deve preoccuparsi del futuro a lungo termine, dato che non ci sarò e non ho figli, ho scoperto che la miglior risposta alla depressione da malattia e fare qualcosa, piccola ma farla e godersi il momento. saluti

emzag
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:45

john_ludd@finanza,

Senti amico caro, immagino che tu abbia una certa età e quindi ti converrebbe andare dal gommista a controllarti la pressione che on questi sbalzi di umore che hai rischi che ti salta la tricuspide.

È LA PRIMA VOLTA CHE MI RICORDO DI AVERTI LETTO SE NON PER BREVI COMMENTI dai quali non avevo desunto alcuna filosofia particolare.
Proprio perché insisti mi viene in mente che scrivi sull’altro blog di Danilo ma TE LO RIPETO non ti ho mai letto se non per dei brevi commenti.
Quindi se tu ti impermalisci e dichiari pomposamente che da desso il nostro incontro (???) finisce qui fai vedere che sei solo uno dei tanto tromboncini di internet.

Ragazzi ci stanno certi soggetti in giro, fra i livorosi per il contratto altrui, i livorosi perché non li leggi con attenzione…meno male che siamo sostanzialmente anonimi…

:D

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 22:49

pdf79@​finanza,

Credo uno debba impegnarsi al meglio in ciò che crede evitando al contempo aspettative irrealistiche che oltre a fare il gioco dei furbi e dei disonesti assicurano il passaggio da una delusione all’altra. Se ha dei figli fai tutto il possibile, io non ne ho, ha dei vantaggi economici e di tempo libero ma alla fine morirò solo. Sii curioso, cerca di essere diverso, non migliore. L’azione personale è efficace in un piccolo raggio, velleitaria se miri troppo lontano, essere coerenti è più importante che avere ragione perché si può esserlo e gli altri lo apprezzano mentre avere ragione non è possibile. All’atto pratico il miglior investimento personale possibile è una fitta rete di rapporti sociali, persone con le quali condividere passioni, preoccupazioni, desideri che puoi aiutare e dalle quali puoi essere aiutato. Persone vere però non i rapporti inesistenti sui social network e i blog sono utili solo per avere degli spunti, altrimenti sono una droga, di quelle cattive. Il mondo è fuori, fatto di persone e nessun uomo è un isola. Tutto molto banale insomma perché è così da sempre, e lo sapevi già prima che te lo scrivessi io, non c’è altro.

signor pomata
Scritto il 25 aprile 2017 at 23:13

ice­berg­fi­nan­za,

Non so che dire.
Ritenevo che questo ricercatore economico fosse l” esempio classico di cosa si possa fare di una cosa buona utilizzata nel modo cattivo.
Ossia lui ha teorizzato con estrema lucidità cosa accade se ci si dota di una moneta comune essendo paesi diversi nel percorso dello sviluppo economico.
Ho sempre ritenuto che il fatto di far conseguire il nobel a uno studioso nel 1999 su quali disastri avvengono se si adopera una moneta comune pur non essendo simili fosse la più grande portata per il culo della storia economica visto che di li a un anno il continente europeo avrebbe fatto l” esatto contrario di quello che la teoria profetizzava ossia adottare tutti una moneta comune.
La teoria era valida e il continente europeo ne è la prova, il fatto che si sia fatto il contrario è anche la prova della malafede di chi ha fatto la scelta ma non potevo mai pensare che anche mundell avesse colpe specifiche.
Dotare il mondo di una sola moneta è il sogno di ogni banchiere centrale specie se è lui a gestirla nel segreto del suo ufficio.
La trovo una eventualità remota, puoi ingannare molti e per molto tempo ma non inganni mai tutti per sempre.

john_ludd
Scritto il 25 aprile 2017 at 23:19

emzag,

Quale livore, solo che non ascolti gli altri, solo la tua voce, sei partito lancia in resta con il tuo fare da guerrigliero della tastiera e non ascolti, vai fuori tema, aspetti solo qualcuno che ti dia ragione. Ho letto alcuni tuoi interventi del recente passato, hai offeso in modo gratuito gente che la pensa in modo diverso da te esprimendosi in modo pacato e civile. Altri te lo hanno scritto o fatto capire. Dipende solo da te. Guarda è capitato anche a me e più volte di essere molto sopra le righe e mandare a spendere in malo modo altri più calmi e tranquilli o di fare il professore o il cazzaro. Capita, uno è giù di corda, oppure è sotto stress per ragioni anche valide e serie. Ma ora vorrei sperare di avere smesso, dopo un pò la gente si dimentica delle stronzate e si ricorda di quello di buono che avevi scritto. E siamo su un blog, con nomi e identità di fantasia, ha senso accaldarsi su internet ? Dimmi tu. Per il resto sì ho una certa età, ho esaurito gran parte della mia speranza di vita, ma ti posso ancora dare 1 ora di distanza se facciamo un giro serio in alta montagna. Ciao.

madmax
Scritto il 25 aprile 2017 at 23:23

john_ludd@finanza,

John Ludd
Ti posso adottare come confessore “laico” ? Tra i libri che proponi trovo sempre spunti interessanti sull’energia (lo ammetto che spesso mi spiazzano).

Per quello che riguarda la religione trovo curioso che non affrontiamo il problema creazionista che sta alla base. Spesso la religione ha portato oscurantismo scientifico, vedi la recente tesi in Tunisia dove si provava a dire che il sole girava intorno alla terra.
Ma non sono gli unici, il Papato aveva una legge che VIETAVA la pubblicazione di libri che dichiaravano che la terra gira intorno al sole e tenetevi forte tale legge e’ stata abrogata non nel tardo medioevo ma nel 1892 !!!!!
Buonanotte

[email protected]

sd
Scritto il 25 aprile 2017 at 23:32

Buona sera a tutti

Ho letto con piacere molti degli ultimi post, ma stare dietro a tutti è impossibile. Ma visto che segue da molto questo blog mi sento in “dovere” di esprimere anche la mia opinione sui diversi argomenti trattati.

Per quanto riguarda l’Alitalia direi che l’azienda andrebbe chiusa il prima possibile, anzi andava chiusa molto tempo fà. Naturalmente ai lavoratori dell’azienda andrebbe garantito un reddito,,,,parlo di reddito e non di lavoro…..il lavoro, ai giorni nostri, ha perso significato è alienante, sottopagato……..è quasi una forma di schiavismo ti RUBA LA VITA.

Per quanto riguarda Darwin esprimo solo un opinione in quanto non mi occupo di evoluzione, Personalmente credo che abbia ragione solamente quando afferma che sopravvive solo il più ADATTO……per il resto….avrei seri dubbi. Se un giorno troveranno un fossile che evidenzi la sua teoria sull’evoluzione, in pratica quando troveranno un fossile con evidenti tracce di una minima evoluzione (il famoso elefante con le ali hehehe) forse mi ricredero. E molto più probabile che la vita si evolva a “scatti”. Chissa come mai ogni anno scoprono migliaia di nuove specie, mi sembra che sono circa 10-15000 nuove specie all’anno e quasi tutti insetti o animali ancora più semplici……chissa come mai…..chissa. In fondo viviamo in un universo multidimensionale ed infinito e sicuramente noi esseri umani non siamo sicuramente al centro di esso (se qualcuno lo pensa e ci crede,,,,,buon per lui)

Per quanto riguarda i Nobel, di qualsiasi natura e specie, direi che dopo i molti casi ed in particolar modo OBAMA……..è una STRONZATA…..un premio obsoleto….da abolire il prima possibile.

Per quanto riguarda l’EURO personalmente non è un problema………sarà un problema per chi nè ha molti…..auguri e buona fortuna………non è sempre detto che i ladri stiano in galera hehehe.

Un saluto

SD

emzag
Scritto il 26 aprile 2017 at 00:16

john_ludd@finanza,

Ma per cortesia di cosa chiacchier a vanvera…
Parlo di Alitalia perché di quella, di Rai e di altre cose ne so più di voi.
Gli insulti me li sono presi sempre per primo e mi limito a rispondere, non a piagnucolare.
Sul non leggere ti consiglierei di riflettere meglio perché ho detto e ripetuto delle cose molto chiare eppure non avete capito nulla come quello che insiste con i privilegiati a cui vanno tolte le ingiuste prerogative (discorso CHE NON C’ENTRA “NIENTE” CON LA SITUAZIONE ATTUALE della compagnia e nemmeno con quello passato almeno nei termini da osteria che sono stati usati qui) e tu che continui a parlare di redditività relativamente a un problema che è sociale, politico e NON economico.

Poi siccome rimanete senza argomenti vi mettete a frignare che vi prendo a sculacciate.

Fate a meno di leggermi, fate a meno di dialogare con me e soprattutto evitate di scrivere sciocchezze da barbiere che ne hanno dette già tante i giornali e gli stessi sindacalisti.

glare
Scritto il 26 aprile 2017 at 00:33

john_ludd@finanza,

John so quello che scrivo, sono ingegnere meccanico e se ti dico di viaggiare e goderti ora il basso costo dei voli è perchè so benissimo che prima o poi ci sarà una crisi petrolifera.
Non confondere l’elettrictà con l’energia, perchè l’elettricita ad oggi viene prodotta in larga parte da 3 fonti: gas naturale, carbone e nucleare,
Qualunque veicolo legato al trasporto di merci e persone (tranne gli aerei) ha la possibilità di essere dotato di un motore elettrico invece che a combustione.
Mentre per i macchinari di estrazione e di produzione agricola non vi è alcuna possibilità, poichè la potenza erogata da un motrore elettrico, confrontata a un medesimo in massa e dimensioni ma che brucia nafta, è troppo ridotta.
Quindi la crisi petrolifera causerà un amento significativo del costo delle materie prime e vi sarà una ulteriore crisi industriale e agricola ma non un aumento sostanziale del costo kW.
il picco della terra dovrebbe essere raggiunto leggermente prima del picco del petrolio ma saranno così vicini da non accorgerci di passare da un picco all’altro.

Andrea può rallegrarsi sapendo che passeremo da una crisi all’altra e dare sfogo alla sua penna o tastiera che sia.

luigiza
Scritto il 26 aprile 2017 at 07:17

john_ludd@finanza,

Ma John_Ludd crrrristooo non lo consideri? Non sai che l’Europa ci ha crrrristooo?

icebergfinanza
Scritto il 26 aprile 2017 at 07:46

La crisi è già qui quando tutti se ne saranno accorti verrà il tempo di ricostruire e io non sarò più qui a parlare di crisi ma di speranza come faccio da anni anche se in pochi lo comprendono.
glare@finanza,

veleno50
Scritto il 26 aprile 2017 at 09:08

In serata Donald the president annuncerà l’abbattimento delle tasse per le aziende al 15%.Strong buy

emzag
Scritto il 26 aprile 2017 at 10:15

Trump dovrebbe abbassare le tasse.

Ecco, qui è la chiave.
Questa è una misura dal lato dell’offerta, non della domanda.
Per di più abbattendo le tasse andrà a colpire le fasce più deboli che vivono di food stamps.
Strong buy adesso ma per gonfiare ancora di più la bolla, almeno per come la vedo io.

john_ludd
Scritto il 26 aprile 2017 at 10:21

lui­gi­za@fi­nan­za,

non è bene ironizzare su Cristo in quanto tale. E’ esistito, le scritture sono riscritte da altri ma rimane quanto basta, era un uomo che ha tentato di proporre una strada alternativa, stupenda, ma in contrasto con il nostro stadio evolutivo. Lo hanno seguito e lo seguono tuttora in pochi (davvero pochi, gli altri sono solo ipocriti e li detesto) ma mi inchino davanti a quella gente, spero possano rappresentare il prossimo stadio evolutivo, io e te apparteniamo a quello di oggi e se non impariamo in fretta la natura ci cancellerà. Ciao.

gnutim
Scritto il 26 aprile 2017 at 12:17

GRAZIE JHON

aorlansky60
Scritto il 26 aprile 2017 at 15:44

@ JOHN

Saluti a chi avuto pazienza ed è arrivato sino qua.

sono arrivato “sino qua” [alla fine del tuo intervento 25APR 17:13] senza alcuna difficoltà, riesci a scrivere in maniera assolutamente adeguata (per lessico e contenuti) in modo da mettere un lettore a proprio agio;

per quanto mi riguarda, il tuo ragionamento [basato sull’analisi di diversi fattori attualmente in gioco] è perfettamente LINEARE ed estremamente LOGICO, al pari di come può essere PREOCCUPANTE per la dinamica che sembra guidare l’intera umanità in un binario a senso unico verso una via senza uscita; razza umana che come hai saggiamente ricordato non è più quella di 1 miliardo di esseri dell’inizio del 900, ma di oltre 7 miliardi di esseri al presente, con prospettive di crescita future (entro il 2050) che corrono velocemente verso [e oltre] i 9 miliardi di esseri. Peraltro un mondo come quello attuale fortemente interconnesso a livello commerciale/economico (con tutti i rischi che vi sono annidati), assai più di come lo era in passato (solo poco più di 100 anni fà), quando pochi Stati imperialisti -uno principalmente, quello della “Rivoluzione industriale”- creavano e dirigevano lo stato delle cose.

La prossima CRISI (economica ed ENERGETICA, a scelta nell’ordine) troverà impreparati miliardi di esseri ignari.

Vorrei mettere brevemente in luce quanto la colossale inconcigliabilità tra diversi mondi e relative culture (religioni incluse) della razza umana fosse destinata prima o poi a presentare “il conto” :

il fatto che il PETROLIO sia la materia prima indispensabile a muovere l’occidente [da molti decenni] ci trova tutti d’accordo (credo);

il principale fornitore di PETROLIO [da molti decenni] dell’occidente è SAUDI ARABIA;

l’ARABIA SAUDITA è uno Stato sovrano totalitario governato dalla FAMIGLIA REGGENTE che detta la Legge; non possiede costituzione ne parlamento ed alcun tipo di istituzione che si possa definire “democratica”; sulla bandiera di questo Stato, NON A CASO, è scritto (in lingua Araba): “Non c’è altro Dio che Allah, Maometto è il suo unico profeta.”; in Arabia Saudita, i 30 milioni di sudditi hanno due comandamenti basilari da seguire, se vogliono vivere : 1) non oltraggiare MAI l’Islam e il Corano e 2) NON disturbare MAI la FAMIGLIA REGGENTE, pena decapitazione (da quelle parti non vanno per il sottile, cosa che fà rabbrividire i rammolliti Stati occidentali, comprese loro opinione pubblica e forme di pensiero generalmente consolidate da molti decenni su vari tipi di argomento come per esempio la pena di morte).

è altrettanto noto -per i meglio informati- che SAUDI ARABIA (e gli altri Emirati del golfo) sono i principali finanziatori di isis (con gli USA che sanno, guardano e lasciano fare).

L’Islam è una religione espansionista come nessuna oggi, è politica, codice comportamentale sociale e personale. Per un islamico viene sempre prima il Corano, quello che dice l’iman, la propria tradizione (soprattutto), la propria famiglia allargata, poi a distanza luce vengono le istituzioni del paese in cui vivono.

john_ludd
Scritto il 26 aprile 2017 at 16:14

aor­lan­sky60,

peraltro diversi principi della casata dei Saud sono stati paparazzati sui loro yacht con carico di troie bionde e more vestite in modo non esattamente in linea con i costumi che dettano agli altri. Immagino che sotto coperta la cambusa fosse ben fornita di alcol e coca (la pepsi no). Anni fa l’azienda per cui lavoravo cercava un partner per delle operazioni per noi troppo grandi. Tra i vari che interpellammo c’erano degli arabi i quali a cena si tracannarono un bel pezzo della cantina di uno dei più costosi ristoranti della zona, concludendo con una boccia di wisky torbato che ci costò come un’utilitaria. Nella realtà a casa loro devono usare il pugno di ferro perchè una vasta sezione del loro paese sa benissimo chi e cosa sono e li odia a morte. Li appenderebbe tutti su un bastone se potessero. Se il flusso dei petrodollari che tiene buono il popolino si interrompe non ci sono armi a sufficienza che possa impedire una resa dei conti. Mi auguro, più per noi che per loro, che i 260 milioni di barili di riserve che dichiarano (sempre lo stesso numero da 35 anni) siano veri avendo trovato il modo di rigenerarlo grazie a un contatto diretto con Allah.

john_ludd
Scritto il 26 aprile 2017 at 16:25

aor­lan­sky60,

per il resto tieni conto che non do un giudizio morale sull’islam, al contrario ne ho grande rispetto. Mohammed è stato uno tra i più grandi geni politici della storia, ha unito quattro gatti abituati a vivere in condizioni impossibili e usi a scannarsi tra di loro per il possesso di una capra, gli ha dato una fede incrollabile e con quella motivazione per un pelo non sono arrivati a conquistare l’intera Europa. Oggi sono l’unica religione e potere politico in espansione al mondo mentre i nostri comandanti si beano della propria superiorità culturale come se questa, quando anche esistesse, fosse garanzia di vittoria, alla lunga i barbari vincono sempre, sono di più e gli importa poco di morire. Lo sanno bene russi e cinesi e ne hanno un enorme timore. I nostri signori e padroni invece pensano di “poterli usare” contro gli altri. La storia dell’impero romano evidentemente non l’hanno mai letta, che massa di imbecilli ignoranti.

glare
Scritto il 26 aprile 2017 at 22:36

icebergfinanza,

Miliardi di persone, milioni di anni, migliaia di guerre, nessuna cosa è riuscita a scalfire la natura umana…..la speranza che essa possa cambiare è un illusione vuota come il futuro e dolce come il passato.

Andrea scusa il cinismo.

phitio
Scritto il 27 aprile 2017 at 15:35

Ciao John, piacere di reincontrarti
;)
Ti vedo un tantinello sul versante del pessimismo cosmico, ti diro’
:D
E dire che a fare il profeta di sventura qui, sembra, sia io, che ho gia’ annunciato la vittoria di Le Pen, la dissoluzione della EU (iniziera’ dalla Germania) e altre cosine simpatiche .
MA
non sono pessimista quanto lo sei tu su un sacco dialtre cose. Dai troppo peso, a mio parere, a visioni estremizzate della religione, della politica, dell’economia, e financo del cambiamento climatico.
Le persone vogliono vivere in pace, John, se gli e’ possibile. GLi estremisti sono e sempre saranno esigua minoranza, anche se e’ su di loro che spesso si focalizza grande attenzione.
La velocita’ dei cambiamenti sociali e’ piu’ rapida di quel che credi, anche se ovviamente serve almeno una generazione per vederla.

Si, stiamo attraversoano una fase di grandi mutamenti, che ci vedra’ complessivamente piu’ poveri materialmente, ma non necessariamente meno felici. E’ solo questione di approccio, e comprensione della situazione.

Stammi bene
;)
Saluti
Phitio

P.S.
A proposito, il contrario di fragilita’ e’ resilienza

emzag
Scritto il 27 aprile 2017 at 15:48

phitio@finanza:
P.S.
A proposito, il contrario di fragilita’ e’ resilienza

Non nel senso in cui lo impiegava lui.

john_ludd
Scritto il 27 aprile 2017 at 20:19

phi­tio@fi­nan­za,

anti fragilità è un termine ideato da Nassim Taleb cui ha dedicato un intero libro, a mio avviso un must read e il migliore di quelli che ha scritto. Nella sua definizione anti fragilità NON è resilienza, anti fragile è qualcosa che guadagna dal disordine e non solo che vi resiste bene. L’ho usato intenzionalmente quando parlo di islam e non per caso. Hai mai notato che quelli che sono abituati a vivere in condizioni precarie sono più forti di te, che sei abituato a vivere al calduccio ? Io sì. E’ noto poi che gli ingegneri cercano a differenza degli economisti di costruire sistemi robusti e non sistemi ottimizzati sul punto di massimo ritorno economico. Poi a volte i loro manager decidono altrimenti e ti becchi Deepwater Horizon e Fukushima ma quelli hanno studiato finanza e andrebbero fucilati. In questo caso parlare di resilienza è appropriato ma io intendevo l’anti fragilità. Leggi Taleb non John Ludd.

Sì certo la gente vuole vivere in pace, ma se non ci riesce cosa fa ? Se domani non puoi avere quello hai avuto sino a ieri e nessuno ti spiega perché mentre nel contempo continui a vedere che quelli che ti dicono che ci vuole flessibilità (la tua) vivono come nababbi, cosa fai ? Se poi sei uno dei 6 miliardi che sinora è rimasto escluso e non ha mai avuto un automobile, glielo spieghi tu che deve vivere PACIFICAMENTE e starsene calmo e tranquillo perché sai “caro hai avuto sfortuna, mettiti calmo, prendi quel somaro e coltiva il tuo orto”. Non ti viene mai il sospetto che sta storia che ti auto racconti che l’uomo vuole vivere in pace è una sorta di paccottiglia new age che non sopravvive 10 secondi a un ispezione più profonda ?

Il fatto che ti dichiari profeta di sventura per l’eventuale elezione di Le Pen è sorprendente. Sventura x chi ? In ogni caso se rileggi il papiro con cui avevo iniziato ho espresso l’opinione che l’elezione di Le Pen non rappresenterebbe una rottura ma solo al massimo uno scossone, la famiglia Le Pen è parte del sistema, non è scesa da Marte, e che il vero problema è l’ingovernabilità di società frantumate socialmente che invece, data l’entità dei problemi, dovrebbero essere estremamente coese, come non mai. Nessuno risponde a questa mia nota ? Perchè ? Forse perchè potrebbe essere vero e ? Dunque sarei pessimista ? No caro Phitio, tu sei pessimista, come lo erano i troiani, mentre Cassandra era un’ottimista perchè raccontava le cose come stavano e suggeriva una via alternativa. Più felici ? Ma sei mai uscito di casa, sei mai stato in Africa ? No, sicuramente no. Hai mai tentato di avviare un progetto di aiuto in un paese sfortunato ? Pensi siano lì ad aspettarti a braccia aperte, “vogliamoci bene e tutti andrà a posto”, beh scordatelo. Più poveri ma più felici ? Ti stai prendendo in giro e ci riesci benissimo. Il cambiamento climatico ? L’ho appena nominato, credo ci toccherà relativamente, ma nei paesi poveri ? Certo , se non te ne frega un cazzo, ed è così caro Phitio, nella realtà tutti quelli che scrivono cose come “più poveri ma felici”, è perchè non sono mai stati poveri, non ci sono mai davvero stati e quindi non sanno cosa sia e quindi non gliene frega un cazzo. Io non sono ipocrita, la povertà vera so cos’è, ho passato tempo là in mezzo, ci ho persino provato. Guarda, davvero “più poveri ma felici” mi fa incazzare come poche altre cose. Ciao comunque, sempre con simpatia.

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