POSTE ITALIANE: CAIO…EDUCARE RISCHIANDO!

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

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Abbiamo sempre detto che nella finanza la follia nel singolo è un’eccezione, mentre nelle masse è la regola, ma sembra che alle Poste Italiane, la follia sia la regola nei singoli…

Poste e i risparmiatori, l’ad Caio: “L’alfabetizzazione finanziaria passa per il rischio

Poste, Caio: “Siamo un’azienda di mercato ma anche sociale: abbiamo degli obblighi”

Ho preso apposta due fonti diverse per sincerarmi che qualcuno non avesse riportato male le parole dell’amministratore delegato di Poste Italiane, si quelle che per un piego libro o una raccomandata impiegano due o tre settimane, quando non sono mesi…

Far correre dei rischi ai propri clienti serve ad alfabetizzarli dal punto di vista finanziario. A esprimere questo inedito concetto è Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, nel corso di un’audizione alla Camera sulla vicenda dei fondi immobiliari distribuiti allo sportello nel 2005 che hanno causato enormi perdite ai sottoscrittori.(…) Spacciandosi da semplice “collocatore” di fondi ideati e gestiti da altri

Far correre dei rischi ai propri clienti serve ad alfabetizzarli dal punto di vista finanziario.

E questa è l’altra versione…

“Poste ha un ruolo sia di azienda sociale che di mercato, ma oggi i tempi sono cambiati”, sostiene Caio. “Oggi i mercati finanziari sono diversi, siamo in un mondo a tasso zero: i rendimenti dei titoli di Stato nel 2014 rispetto al 2017 sono precipitati passando dal 2,6% allo 0,71%. Oggi i prodotti che danno capitale garantito rendono zero”. “Se qualcuno vuole guadagnare deve prendersi qualche rischio: chi ha tanti soldi può andare dal private banker che organizza il portafoglio per avere un 3 o 4 %. Chi non ha soldi è da solo a decidere se tenere i soldi fermi ma garantiti o rischiare”. “Questo secondo percorso ha in sé la possibilità di una perdita. Nella storia, invece, Poste italiane ha sempre offeto una posizione di rendita certa, il cui guadagno è stato garantito dall’inflazione. Oggi i rendimenti dei prodotti postali sono pari a zero, garantiscono il capitale ma non danno rendimenti”.

“Noi non stiamo finanziarizzando Poste, ma postalizzando la finanza, cercando attraverso alcune piattaforme di avvicinare i nostri risparmiatori alla finanza, perché siamo un’azienda duplice, di mercato e sociale. Dobbiamo aiutare i clienti a scegliere e dobbiamo formare i nostri dipendenti”. Nel 2015 i buoni postali erano il 43% del portafoglio ora sono scesi al 42% in un contesto a tasso zero. “Bisogna profilare i clienti secondo la Mifid e aiutarli a scegliere: non vendiamo prodotti a rischio a chi non è stato profilato”, sostiene Caio. L’offerta deve essere sempre più coerente con il profilo di rischio del consumatore che ci sta davanti. “Da qualche anno Poste opera in questo modo”.

Ci vediamo alla prossima crisi!

“Abbiamo lanciato una iniziativa che è un unicum. Siamo in una posizione di svolgere una alfabetizzazione dei clienti, rafforzando il legame di fiducia con i risparmiatori”.

Sollecitato dalle domande dei parlamentari, il numero uno della società delle lettere difende la rete di collocamento dicendo che “non c’è pressione – o non dovrebbe esserci – su questo o quel prodotto: nella ripartizione degli obiettivi tra gli uffici abbiamo degli strumenti che cercano capire anticipatamente quanta raccolta di risparmio si può fare su un territorio, a seconda della tipologia della popolazione di riferimento”. Caio sottolinea che i prodotti “a rischio” vengono venduti “solo a clienti che dimostrino un’adeguata consapevolezza”.

“Siamo in una posizione di svolgere una alfabetizzazione dei clienti, rafforzando il legame di fiducia con i risparmiatori”.

Tutte belle parole spesso e volentieri disattese, ma Caio è forse stato anche presidente nel cda di Lehman Brothers Europe? Francesco Caio to join Lehman Brothers |

Noi invece vi rimandiamo come sempre alla nostra finanza etica o meglio finanza responsabile, se proprio vogliamo assumerci un rischio non dimentichiamoci di farlo in maniera consapevole, attraverso la scelta di aziende che hanno a cuore la responsabilità sociale e ambientale, rileggendovi interamente un nostro vecchio articolo…

ETICA, RISCHIO E LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO

Ieri mentre girovagavo per l’oceano sulle onde del web mi è capitato di ascoltare il vento che portava il seguente messaggio …  ” è inutile raffazzonare teoria macroeconomica x spingere un’attività come finanza etica. “

Incuriosito ho spedito un piccione viaggiatore allegando il seguente bigliettino… ” Pinco Pallo mi spieghi un po’ questa tua dotta affermazione in parole semplici…?

La risposta è stata … ” rendimento più basso in cambio di investimenti etici? eccoci ”

Cercando di comprendere il messaggio con il solito piccione ho risposto… “Etica SGR miglior fondo a 5 anni in Italia di cosa parliamo?”

La risposta non si è fatta attendere… ” abbiamo tabella con i dati?”

Et voila’ ecco la tabella inviata al destinatario, pubblicata il 30 marzo 2012 sul MONDO, settimanale economico/finanziario del Corriere della Sera..

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2012/03/Immagine23456.jpg

Come sempre buona Consapevolezza!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

4 commenti Commenta
virussingolo
Scritto il 26 Gennaio 2017 at 09:16

Non erano nemmeno in grado di fare correttamente il lavoro per cui erano nate…consegnare la posta! Oggi sono dei negozi, vendono di tutto…
Approfittano dell’ignoranza finanziaria degli italiani, sopratutto quelli in età avanzata non avvezzi nemmeno alla tecnologia!
E parlare degli aumenti delle raccomandate, aumentate del 25%(da 2 settimane dopo l’aumento di un anno fa) e delle tariffe che aumentano a colpi di 10% ogni anno…nessuno dice nulla? (lettere passate da 0,60 a 0,70 a 0,95)

virussingolo
Scritto il 26 Gennaio 2017 at 09:21

…e il piego di libri raccomandato passato da 3,63 a 4,63…sono aumenti NORMALI????Quale inflazione?

zabubba
Scritto il 27 Gennaio 2017 at 16:12

Scusate se il commento è un po’ OT ma non riesco a non scrivere ….
…. che senso ha tenere quotata una banca fallita come MPS e sospesa dalle quotazioni dal 22/12 …. 1 MESE! …. tra l’altro fa parte del paniere ftsemib e ha derivati quotati …. sarebbe da fare un bel titolo “CADAVERI NELL’INDICE!”

zabubba
Scritto il 27 Gennaio 2017 at 16:22

zabubba@finanza,

oppure “L’INDICE NEI CADAVERI”….

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