LA PICCOLA FIAMMIFERAIA: LO SPECCHIO DELLA NOSTRA VITA!

Scritto il alle 09:10 da icebergfinanza

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Piano, piano, anche quest’ anno si sta avvicinando alla fine, un anno intenso, un altro anno estremamente difficile, per molti tragico e drammatico, per altri occasione di cambiamento, di rinascita.

Per tanti di Voi è un ritorno alle origini, ritrovarsi davanti al caminetto dell’osteria del porto, visto che abbiamo ormeggiato, stare di nuovo insieme in attesa di ritrovarci tutti il prossimo anno, in occasione del decennale di Icebergfinanza. Per chi è appena salito a bordo, ma non solo, un’occasione di ripercorrere questo lungo anno, di riflettere insieme oltre alla dimensione puramente tecnica, economico, finanziaria.

Ho sempre detto che questa è e resterà principalmente una crisi…

ANTROPOLOGICA

…Siamo in emergenza antropologica! Chi vi racconta che è una crisi economico / finanziaria è solo un falso ipocrita, come sono falsi ipocriti, quelli che quotidianamente vi raccontano che la soluzione sono le riforme, le loro  riforme, quelle che servono al loro interesse.

Falsi ipocriti sono anche gli ottimisti di maniera, quelli che quotidianamente vi suggeriscono che per ripartire bisogna sempre usare la stessa ricetta, più produzione, piu crescita, più riforme, più produttività, più flessibilità, più libero mercato e meno Stato, più consumo, più investimenti e così via.

A questi insolenti ignoranti andrebbe spiegato che i loro templi, le banche, sarebbero state rase al suolo senza l’intervento Statale, che il loro libero mercato è morto e sepolto da tempo senza gli stimoli monetarie e fiscali. Falsi ipocriti ideologicizzati ovunque!

Ideologie, su ideologie e ancora ideologie, in questa guerra non c’è spazio per gli uomini, per i sentimenti e per le emozioni, per la verità, per la giustizia, per l’ ETICA, per lo spirito, no, oggi ciò che conta è solo il denaro, il profitto, il budget, il prestigio.

La dimensione del caminetto nell’immaginario popolare richiama la Famiglia, si quella dimensione che in Italia è completamente dimenticata, lasciata alla deriva, fiscalmente sodomizzata. L’unica Famiglia che i Governi oggi hanno a cuore sono le banche, i mercati!

Sarà come sempre una lunga storia, come quelle che si raccontano davanti al caminetto.

Sembra di essere tornati indietro di un anno, alla fine dello scorso anno, di mille luci in fondo al tunnel nessuna traccia, immaginarie come la storia della nostra piccola fiammiferaia, che ormai accompagna ogni nostro Natale a bordo di Icebergfinanza.

O si certo, per i mercati, la luce è  Donald, Donald Trump, si, luce del treno che sta per arrivare!

Per chi ha perso il lavoro, per chi non ha futuro, per le Famiglie, per i giovani e per chi vive nella precarieta’, per chi e’ stato ingannato e sfruttato, per gli emarginati, per gli ultimi, per tutti coloro che hanno perso la speranza in un futuro migliore.

Soprattutto nei teatri di guerra, nelle carneficine umane che la nostra indifferenza alimenta, ovunque dove impera il business delle armi, guerra, guerra e ancora guerra ovunque.

Noi siamo responsabili di quello che accade, come scrissi per la prima volta dieci anni fa, l’onda deflattiva dello sfruttamento del lavoro dei paesi emergenti, del terzo mondo, prima o poi sarebbe arrivato come uno tsunami a travolgere le nostre sicurezze.

L’hanno pure importata la guerra, giusto per dare una dimensione di fragilità e sicurezza.Ci sono esaltati criminali che girano liberi ovunque in Europa, ma non solo, liberi di compiere le loro stragi, lasciando pure sempre e ovunque un documento di identità, per poi venire a sapere, che erano tutti sotto controllo, che erano conosciuti.

Non dimentichiamoci di chi soffre per qualunque ingiustizia a casa nostra e in ogni angolo della terra, perchè alla sera della vita ciò che conta è avere amato, donato.

Inutile nascondercelo la crisi durerà più a lungo di quello che molti di noi sono disponibili a credere, più a lungo di quello che i pifferai magici vi raccontano da tempo. Ogni anno la luce in fondo al tunnel, ma nessuno che si incarichi veramente di accenderla questa luce, nessuno che ha il coraggio di ricominciare dall’uomo, dall’umanità.

Nella vita, nonostante tutto, rimango ottimista ad oltranza, credo nel lato migliore di ogni uomo e donna, quello alle volte nascosto,quello che questo Paese sa offrire nelle difficoltà, come la storia insegna, quello della solidarietà e creatività, la fantasia, quello che è scritto nel nostro DNA , nella sua tradizione, usi e costumi, nel suo favoloso tessuto manifatturiero e industriale che quotidianamente viene smontato e trasferito altrove, nell’indifferenza totale della classe politica.

Ora tocca alla cooperazione, pezzo per pezzo smonteranno anche l’ultimo modello funzionante, l’unico che ha saputo attenuare gli effetti della crisi, creare occupazione nonostante tutto. E lo stanno smontando dall’interno, con la collaborazione interessata di chi corre dietro ad un modello fallito, banche troppo grandi per fallire, sai, non c’è alternativa, sono i tempi che cambiano bellezza!

Una crisi è anche sinonimo di opportunità, di riflessione, di cambiamento, di rinnovamento per tutti coloro che hanno il coraggio di ricominciare, il cambiamento che noto nelle singole persone, nelle singole comunità, non certo ad alto livello, nelle istituzioni, qualunque esse siano, troppo intente a preservare i loro privilegi.

Il cambiamento, lento ma inesorabile, sta venendo dalla gente di tutti i giorni, dai giovani in cui credo ciecamente, la maggior parte di loro sono una risorsa impressionante che questo Stato sta continuamente distruggendo. Poi se volete facciamo quattro chiacchiere sul ruolo della Famiglia nell’educazione dei figli, visto che è tutta colpa loro, vero?

Sant’Agostino ha scritto che la speranza ha due bei figli: la rabbia ed il coraggio, la rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio nel  vedere come potrebbero andare.
Il cambiamento nasce dalla responsabilità individuale, il mio ottimismo e’ riposto nell’alternativa, in un mondo sommerso di progetti e sistemi economici che hanno come stella polare l’uomo e non solo il profitto, l’esaltazione personale.

Sarà il tema centrale del decennale di Icebergfinanza, non solo economia e finanza, ma mondi alternativi.

Sono passati ormai sette anni dal Natale 2008, ma per l’ennesima volta ho voluto ritornare a quel momento e riscoprire tutta la magia della “ Piccola Fiammiferaia” un post particolarmente a me caro, pieno di significato, un modo come un altro per abbracciarVi tutti e augurarVi un Sereno e Santo Natale illuminato dalla Luce di un Bimbo e un Anno nuovo pieno di Speranza e Gioia di Vivere, nonostante tutto!

” Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello.
La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote…

Si una piccola e povera bimba, nata dall’immaginazione e dalla fantasia di Hans Christian Andersen, un fanciullo dall’infanzia triste, il papà morto giovane e la mamma alcolizzata, un grande scrittore universale, con i suoi racconti spesso tristi ma ricchi di umanità, di amore, testimonianza di attenzione verso gli ultimi, gli umili, i diseredati con quel carico di speranza che ogni sua favola porta con se.

Guardate fuori dalle Vostre finestre oggi loro sono nascosti nei Vostri vicini di casa che non hanno lavoro, famiglie distrutte dalla crisi, uomini e donne amici e conoscenti che al momento non riescono ad intravvedere l’orizzonte, da chi fugge dalla guerra e dalla miseria e cerca un’occasione di riscatto rispettando le leggi e le tradizioni.

Si la finanza e la politica, la corporatocrazia e le elites in questa immensa crisi antropologica, hanno sequestrato le nostre vite, il futuro dei nostri figli, in questo lungo inverno, che ha anestetizzato le coscienze, congelato l’indignazione, un inverno che preannuncia il freddo che verrà.

Apatia e tolleranza, ma soprattutto apatia sono le ultime virtù di una società morente diceva il buon Aristotele a aveva ragione.

Molte responsabilità sono anche nostre, in troppi si sono lasciati cullare da questa immensa illusione!

Camminiamo oggi con la testa e i piedi nudi, senza più pantofole, usate, abusate negli ultimi decenni, sformate, così sformate da una serie di eccessi, al punto tale da ritrovarci all’improvviso seduti in un angolo della strada, tra illusione e speranza, coperti dalla neve che cade candida e lieve, l’infanzia negata, il culto del breve termine, la fretta di ottenere tutto e subito, quello che la Vita regala nell’arco di un’esistenza.

Teneva nel suo vecchio grembiule, un gran numero di illusioni che era riuscita a vendere, perché le strade erano piene di sogni e di speranze, speranze spesso derise, speranze e sogni di pochi, la disperazione e il pianto di molti.

Per la piccola fiammiferai era stata una pessima giornata, un periodo da dimenticare e le sue tasche ora erano vuote, aveva molta fame, sete di liquidità e il freddo della mancanza di fiducia la assaliva. Dalle finestre delle case in festa, risplendeva la luce della leva infinita, si udivano le risate dell’azzardo morale , insieme al profumo inebriante dei profitti stellari…lei pensava ad altro.

Guardava il cielo e sognava candidi e soffici fiocchi, travestiti da ottanta euro, sufficienti a fare la spesa per due o tre settimane, come racconta la leggenda metropolitana pina, picierna e picciò.
Non osava ritornarsene a casa senza un centesimo, senza una trimestrale degna dei bei tempi, passati a creare ricchezza dal nulla, una ricchezza di carta, favorita dalle asimmetrie informative, dalle frodi e dalle manipolazioni, perché il padre le avrebbe tolto il bonus!
Per riscaldare l’intrinseca insolvenza, il credito congelato, la mancanza di fiducia, per allontanare lo spettro del fallimento, prese un fiammifero dalla scatola che le banche centrali le avevano lasciato.

Ai lati della strada l’araldo che portava il messaggio del Re, se non votate così o cosà, verrà la fine del mondo e le banche salteranno ovunque, i mercati collasseranno e sarà la fine, quindi votate come suggerisce il Re che tanto a cuore ha la Vostra esistenza.

All’improvviso una fiamma calda e brillante si sprigionò, un istante, un lungo ed interminabile istante, una nuova piccola illusione.
Una luce bizzarra, l’ennesima illusione, alla bambina sembrò di vedere la politica monetaria, la favola del quantitative easing, fiumi di liquidità, di champagne ovunque, ecstasy e droghe sintetiche, le banche centrali con le loro politiche espansive, che assecondano i mercati drogandoli, distruggendo i risparmi di un’esistenza, per mezzo della repressione finanziaria.

Piccoli mostri umani, avidi e assetati di potere e gloria che si nutrono del sangue subordinato, che ordinano di falsificare mifid o manipolare cervelli umani per ottenere una firma, la firma necessaria alla loro stessa sopravvivenza. Sai è questione di vita di morte … O LORO O NOI, non c’è alternativa.

Creano quella calda sensazione di un’improbabile ricchezza, sostenendola ogni qualvolta la favola riposa, ogni qualvolta la favola volge al termine, come una stufa di rame luccicante nella quale bruciare tutte le naturali recessioni, il naturale aggiustamento degli squilibri, allontanandone la realtà rifugiandosi in un mondo virtuale, dove assistere inerti e impotenti al più colossale trasferimento di ricchezza della storia, alla più colossale truffa politica mai perpetrata.

Avvicinò i suoi piedini al fuoco… ma la fiamma si spense e la stufa scomparve.

La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola grande come un fondo di salvataggio, ricoperta da una bianca tovaglia piena di euro i nostri, i Vostri, freschi di stampa che tornavano a casa nelle casseforti delle banche tedesche, francesi ed inglesi, tovaglia sulla quale era ricamato un Paese meraviglioso, dove tutti chiedevano più Europa e si impegnavano a rispettare il pareggio di bilancio scolpendolo nella Costituzione, la più colossale fesseria della storia, sottoscritta da un manipolo di mercanti e speculatori politici che hanno saccheggiato e devastato le istituzioni portando il Paese, i Paesi alla deriva, socializzando le perdite di un manipolo di psicopatici esaltati, che non hanno alcun senso di responsabilità.

Qui nessuno è responsabile, solo nelle dinamiche economico/finanziarie influenzate da subdole ideologie non ci sono responsabili, tutti liberi a festeggiare nelle loro dimore di lusso, mentre fuori tante piccole fiammiferaie muoiono di freddo, freddo economico, freddo morale, freddo spirituale.

E chi deve controllare,  chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole fa finta di nulla è connivente, immerso nel suo conflitto di interesse.

In un angolo, il sorriso beffardo di Angela, Wolfgang e Jens che insieme ai due Mario, , benedicevano austerità e svalutazione salariale, ridevano divertiti per aver salvato le proprie banche mentre altri saranno costretti a distruggere i risparmi dei propri cittadini, circondati da merletti flessibili e competitivi, mercati del lavoro e pensioni riformate o … deformate, graziosamente decorati, mentre spariva come d’incanto l’ombra terribile di un uno Stato sociale, welfare impuro e insostenibile sotto la minaccia di una fine ingloriosa, un debito insostenibile, la Grecia dietro l’angolo, il fallimento dell’Italia.

Allimprovviso…

20 miliardi di euro apparvero davanti alla nostra piccola fiammiferaia, mai nella storia della Repubblica Italiana si sono trovati, nello spazio di un istante, 20 miliardi di euro di nuovo debito pubblico sottoscritti da centinaia di grassoni incollati alla loro poltrona in Parlamento concentrati sul loro unico obiettivo, raggiungere il vitalizio. La nostra cara bambina ingenuamente sognava, più sanità, più ricerca, più istruzione, più Famiglia, meno tasse per tutti, in fondo sono 20 miliardi mica noccioline.

Pensateci, i nostri governanti non hanno aperto bocca mentre l’Europa chiedeva lacrime e sangue, distruggeva pensioni, welfare, sanità e istruzione. Ora si sono svegliati tutti per le banche, solo per le banche, esclusivamente per le banche! Il passato per meno sarebbe scoppiata una rivoluzione!

Un “MarioDraghi ” arrosto annegato in un LiTRO di quello buono, le strizzò l’occhio e subito si diresse verso di lei, vedrai faremo qualunque cosa per salvarti, qualunque cosa e credimi sarà abbastanza…o forse no, chissà!

La bambina le tese le mani… ma la visione scomparve quando il piccolo fiammifero, si spense spazzato via dal freddo vento dell’est merkeliano, intriso di dumping sociale, voragini con le banche intorno e un Paese che per primo aveva dato il buon esempio non rispettando i parametri, le regole, la parola data.

Giunse così la notte.

“Ancora uno!” disse la bambina. Crac! Appena acceso, s’immaginò di essere vicina all’albero di Natale della ripresa, si quella della crescita infinita, abbagliata dalla visione di mille luci in fondo al tunnel!

Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli… il fiammifero si spense… le fiammelle sembrarono salire in cielo… ma in realtà erano stelle.

Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte…la fine di un’illusione, la rinascita della Consapevolezza, il sogno di un nuovo sistema economico più “umano”, sostenibile, dove non conta solo la competizione ma soprattutto la cooperazione.

Ma proseguiamo con questa magica e allo stesso tempo tragica fiaba…

La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c’ è un’anima che sale in cielo”. La bambina prese un’altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
– Nonna! – gridò la bambina tendendole le braccia, – portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l’oca arrostita e il bell’albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un’altra scatoletta, uno dopo l’altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
“Vieni!” disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia
e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell’anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto! … ma nessuno poteva sapere le belle cose che lei aveva visto, né in quale chiarore era entrata con la sua vecchia nonna, nella gioia dell’Anno Nuovo!

Non ho idea di quante scatole di fiammiferi dispongono i menestrelli di questo sistema, quello in cui credo sono i vostri valori e i vostri sogni , di uomini e donne di ogni giorno, che vivete semplicemente la vita rispettando il prossimo, che della verità e onesta ne fate un vessillo.

Una delle nostre luci lassù, la nostra Valentina direbbe… “Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON SI POSSONO COMPRARE NE’ VENDERE; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli”

Quello che è certo è che li stanno accendendo rapidamente, uno dopo l’altro, cercando di diffondere una luce sempre più intensa, una finta sensazione di benessere.

La fame, il freddo, la sete , la mancanza di amore, l’indifferenza che caratterizza la storia della nostra piccola fiammiferaia è spesso la fotografia della nostra vita, della nostra società. Possiamo cercare di fuggire nell’immaginazione di ogni piccolo fiammifero che accendiamo, che qualcuno ci accende, ma non possiamo fuggire dalla realtà, pena la morte della nostra Essenza.

Abbiamo bisogno della luce dei nostri valori, delle nostre tradizioni, una luce capace di illuminare i nostri sogni, le nostre emozioni.
Commuove questa favola, una commozione, pulita, profonda che non deve far paura, da condividere, con figli e nipoti, senza alcuna vergogna, come le lacrime della nostra vita.
Non dimentichiamo mai quella piccola bimba, la piccola fiammiferaia, li fuori da sola nel freddo glaciale dell’indifferenza, ad un passo dalle nostre case, calde e riscaldate, testimonianza della disperazione, degli ultimi, dei diseredati, degli affamati oggi spesso Vostri parenti e amici.
In fondo siamo fortunati! Non dovremmo mai dimenticare il bimbo che è in Noi, la sua genuinità, la sua spontaneità, perché ogni anno ritorna ad annunciare la Luce, la Speranza, l’Alba di una nuova avventura.

Un abbraccio, Buon Natale e Buon Anno a Voi e alle Vostre famiglie. Andrea.

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12 commenti Commenta
giulio0808
Scritto il 24 dicembre 2016 at 10:04

Caro Andrea, visto che non si può fare con le stelline, lo scrivo qui: 10 e lode a questo articolo, che si rinnova ad ogni Natale e ci fa sentire tutti uniti dal calore di quelle fiammelle (di speranza).
Auguri di Santo Natale a tutti.

bano
Scritto il 24 dicembre 2016 at 11:37

che dire di tutto questo carissimo capitano…. solo 2 parole grazie auguri

galactus
Scritto il 24 dicembre 2016 at 15:13

Ciao Andrea, grazie per la forza. l’impegno ed il coraggio con cui ogni giorno affronti questa immensa follia che riguarda tutti noi, anche quando, di fronte alle evidenze, persino noi, che ti seguiamo da anni, perdiamo l’assennatezza delle evidenze stesse. Siamo ancora troppo piccoli per cambiare la situazione attuale. Ma credo sia sufficiente guardare i nostri bimbi ed i nostri anziani per capire quanto velocemente dobbiamo modificare la nostra visione delle cose. C’è tanta tristezza in giro. Lavoro con mezza europa, con alcune parti del mondo e la depressione è tanta. Ma la verità è certamente figlia del tempo. Ed il tempo è galantuomo. Il tempo nn si ferma ed ogni giorno che passa porterà anche alla consapevolezza per tanti che oggi sognano un immediato futuro di ripresa che non ci sarà. E’ vero, la depressione è dentro di noi, mangia un pezzo di noi ogni giorno, ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare questa immensa paura per raggiungere il coraggio necessario per rovesciare questa immensa follia. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo a chi non arriva a fine mese, lo dobbiamo a tutti quelli che non riescono a veder un futuro migliore. In fondo se non ne hanno la forza, dobbiamo noi aiutarli, visto che già accettiamo di salvare quei maiali dei banchieri in giro per il mondo. L’obiettivo dei nostri politicanti del cazzo è di urlare contro chi non ce la fa, perché colpa loro, non hanno voglia di lavorare. Al contempo salvano le banche con la compiacenza dei merdosi giornalai fetidi e putridi. E’ possibile che ci sia chi non ha voglia di lavorare. Ma penso che ci siano abbastanza soldi anche per loro, se, come è vero ci sono abbastanza migliaia di miliardi per salvare cocainomani e finanziare terroristi psicopatici, figli peraltro di questo mondo scellearato. Quindi grazie e grazie ancora per il tuo impegno. Che non sarà mai pagato abbastanza, non sarà mai celebrato abbastanza. Ma crea il dissenso, silenzioso, ma continuo e distruttivo. Grazie Andrea, Buon Natale, Sereno e Felice. in questi giorni, ti penseremo tanto e guarderemo ancor di più’, con coraggio, nel profondo, oltre le parole, nostro figlio. Li ci sono le nostre responsabilità. A presto !!

zanella1951
Scritto il 24 dicembre 2016 at 15:41

Una sola parola GRAZIE buon natale a tutti

gainhunter
Scritto il 24 dicembre 2016 at 16:58

Buon Natale Andrea, grazie, e complimenti non solo per la professionalità ma anche e soprattutto per i principi, l’etica, la morale, la buona economia che ci trasmetti e ricordi ogni giorno e non solo in occasione del Santo Natale in cui “si deve” essere “più buoni”.
Buon Natale a tutti.

dorf001
Scritto il 24 dicembre 2016 at 17:21

caro Andrea, mi sento giusto preso in causa. si è vero c’è tanta sofferenza là fuori e tanta precarietà. tu sai bene quanto ho dovuto tribolare x ritrovare un lavoro e precario per giunta. anni a casa dal lavoro e tanta amarezza, per non dire poi della mancanza di soldi per vivere. apprezzo in pieno le tue parole e soprattutto le tue considerazioni. e io come te vado subito al punto, sul come e cosa bisogna fare. e ancora una volta consiglio a tutti di leggere questo libro ben fatto. si chiama : FUTURO SOSTENIBILE uno degli autori è italiano. Marco Morosini. spiega bene cosa fare e come salvare il pianeta. peral pure di finanza sostenibile. si può fare, non è impossbile, basta volere.
le risposte eco-solidali alle crisi in europa.

caro Andrea, ti faccio tanti auguri dibuon natale a te e alla famiglia.
e saluti a tutti

by DORF

andrea357
Scritto il 24 dicembre 2016 at 17:28

Auguri di buon natale a te Andrea e a tutti i lettori del miglior blog di finanza.
Ancora Grazie

sherpa
Scritto il 24 dicembre 2016 at 17:48

Auguri alla ciurma, un sereno Natale a tutti.

magro
Scritto il 24 dicembre 2016 at 17:57

Auguri Andrea, auguri a tutti per un felice Natale e uno splendido anno nuovo…. oh insomma, se non splendido quantomeno accettabile, per l’intero pianeta. Un abbraccio :-)

stanziale
Scritto il 24 dicembre 2016 at 19:48

Tanti auguri a tutti qui, agli italiani ed in particolare a Dorf, di restare sopra la linea di galleggiamento. Si vede all’orizzonte una grossa tempesta, ma il capitano e’ bravo la ciurma esperta ed il veliero solido.

charliebrown
Scritto il 24 dicembre 2016 at 20:07

Nei tuoi articoli troviamo grafici e sentimenti. Usando la terminologia pascaliana, direi che l’esprit de geometrie non basta se non è illuminato dall’esprit de finesse. Indubbiamente uno stile coraggioso e controcorrente il tuo, capitano. Gli spunti di riflessione non mancano leggendoti, grazie.

gnutim
Scritto il 27 dicembre 2016 at 10:03

Grazie Andrea, un caloroso abbraccio da parte mia e della mia Famiglia

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