FILLON: “UN CINQUENNIO PATETICO” IL TEMPO DELL’AUSTERITA’ CONTINUA!

Scritto il alle 07:18 da icebergfinanza

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Non c’è due senza tre verrebbe da dire ma è meglio che il tre ce lo teniamo per l’Italia anche se lunedi è probabile che ci ritroveremo con una cinquina, ovvero l’attuale vittoria alle primarie del centrodestra francese Fillon, vero outsider e con Hofer presidente dell’Austria.

In America l’entourage della Clinton sta rimettendo in gioco le elezioni americane facendo finta di assecondare la richiesta di verità e democrazia dei verdi giusto per ricordare a tutti che i colpi di scena in questa crisi sono all’ordine del giorno e che non bisogna mai dare nulla per scontato.

C’è chi sorride a questa eventualità ma noi non escludiamo mai nulla, tutto è possibile anche se si continua a dire che non c’è stato nulla di anomalo.

Quello che notiamo è che questa incredibile nemesi ci sta portando direttamente all’appuntamento con le elezioni presidenziali francesi con l’antipasto di quelle olandesi, il nostro referendum se permettete è come il due di picche!

Primarie in Francia, vince Fillon «La Francia della verità e dell’azione»

È il trionfo dell’outsider. Gli elettori di destra e del centro francesi hanno scelto come loro candidato all’Eliseo un uomo che per tre anni non è mai stato considerato in grado di impensierire i due rivali Alain Juppé e Nicolas Sarkozy. Anzi, Fillon non era neppure giudicato un possibile terzo uomo, ruolo a lungo ricoperto dal giovane e alla fine deludente Bruno Le Maire.

Sembra uno degli uomini della Troika, un programma sociale ed economico di destra fatto apposta per fare contenta l’europa, austerità al massimo livello, deflazione salariale indotta, cancellazione del cavallo di battaglie delle sinistre, le 35 ore, taglio al welfare, taglio alla spesa pubblica e aumento dell’età pensionabile, verrebbe da dire un programma suicida che non può che fare vincere la LePenn!

 In sintesi, l’ex premier si dichiarava il candidato più serio, coerente, preparato, più rappresentativo dei valori della destra. E i francesi hanno premiato lui e un programma che, sulla carta almeno, sembra molto duro.

Il liberale Fillon ha vinto proponendo la soppressione di 500 mila posti di dipendenti pubblici, il taglio di 100 miliardi di spesa pubblica (Sanità compresa), un aumento di due punti dell’Iva, l’abolizione delle 35 ore settimanali come durata legale del lavoro. Nei temi di società, il conservatore Fillon ha promesso la revisione della legge che consente il matrimonio degli omosessuali avvicinandosi ai circoli cattolici tradizionalisti, e ha criticato con fermezza la Corte europea dei diritti dell’uomo che obbliga la Francia a iscrivere all’anagrafe i figli nati all’estero da madre surrogata. La Francia, «patria dei diritti dell’uomo», potrebbe non riconoscere più la sua autorità.

In politica estera, Fillon propone la fine delle sanzioni nei confronti della Russia, un riavvicinamento con il presidente Putin e la voglia di collaborare con il presidente eletto americano Trump in un nuovo asse Parigi-Mosca-Washington.

François Fillon, con i suoi modi seri, sobri e rassicuranti, promette una rivoluzione conservatrice e liberale fino a mettere in discussione le basi di uno Stato sociale al quale i francesi sembrano comunque affezionati.

La serata si conclude con la stretta di mano con Alain Juppé, e le voci di dimissioni imminenti del primo ministro socialista Manuel Valls.

Nel suo primo discorso da candidato ha detto: «Usciamo da un quinquennio patetico». Non ha davvero tutti i torti, nulla di più patetico di un presidente come Hollande, vissuto all’ombra di Angela Merkel, come patetici sono stati i governatori di Spagna e Italia in questi anni, gente che si sta svegliando solo ora quando l’onda populista come la chiamano loro, monta.

Mancava solo questo tassello al puzzle che il nostro Machiavelli sta costruendo per il 2017, un anno come detto più volte che si preannuncia davvero interessante.

Nessuno che si sia chiesto se la ferocia di questa crisi economica che viene da lontano ma che si è alimentata in questa europa delle monete e dei capitali, della finanza e dei burocrati quotidianamente al servizio delle elites, nessuno che sia sia chiesto  se il disagio sociale e il rischio di disintegrazione della pace sociale siano la sintesi di una classe politica fallimentare,  figlia del Principio di Peter di un manipolo di incompetenti a dire poco che sta cercando di spostare l’attenzione e la colpa sulla legittima rabbia populista che loro stessi hanno contribuito a creare.

Che sia il tempo di una nuova rivoluzione francese? Ai posteri l’ardua sentenza!

Se qualcuno stesse cercando di collare il sottoscritto in qualche area politica si risparmi la fatica, probabilmente non ha capito nulla di Icebergfinanza e del nostro viaggio. Buona Consapevolezza.

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2 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 28 Novembre 2016 at 20:17

Infatti negli Usa dopo le proteste a 15 dollari l’ora, hanno pagato la candidata verde perche’ facesse il ricorso (cioe’ con il ricorso riscuote un mucchio di quattrini) ed a dicembre i globalisti sono pronti a pagare i delegati di Trump per fare il golpe, non si sa’ cosa succedera’ .

kry
Scritto il 29 Novembre 2016 at 01:43

— ” come patetici sono stati i governatori di Spagna e Italia in questi anni ” —

No dai ma perchè in questi anni in Italia ci sono stati governatori ?
E’ già un politico non farebbe mai un simile errore quindi di conseguenza meglio risparmiare la fatica… ed investire in consapevolezza.

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