AMERICA: BENI DUREVOLI …AVARIATI!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Cartoon of the Day: Incredulity - Long incredulity cartoon 05.25.2016

Cartoon of the Day: Incredulous

Una rapida occhiata ai dati macroeconomici in arrivo ieri dall’America…

Usa: +3,4% ordini beni durevoli ad aprile, sopra le stime

Ad aprile gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti molto più delle previsioni, grazia al balzo registrato dagli ordini di aerei civili (+64,9%), una categoria solitamente molto volatile. La domanda resta comunque abbastanza debole per le altre tipologie di beni.

Come riporta il dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare più di tre anni, sono saliti del 3,4%, mentre gli analisti attendevano un rialzo dello 0,7%. In marzo il dato era salito dell’1,9% (rivisto al rialzo dal +0,8% della prima stima). Escludendo gli ordini del settore trasporti (+8,9%, il rialzo mensile maggiore da ottobre 2015), il dato sugli ordini di beni durevoli è salito di un più modesto 0,4% ed escludendo la difesa, un’altra categoria molto volatile, sono saliti del 3,7%. Gli ordini di macchinari sono calati dell’1,9%, quelle di beni capitali del settore difesa sono aumentati del 3,7%.America24

United States Durable Goods Orders

Tolte le componenti volatili i il tutto si ridimensiona…

United States Durable Goods Orders Ex Transportation

Thanks to TRADINGECONOMICS.COM

Loro, i bond e currency vigilantes, gente che quotidianamente trada 4 trilioni di dollari, lo hanno capito subito e hanno indebolito il dollaro e comprato sicurezza…

Immagine

Visto che come nel 2008 di revisione in revisione ci stiamo avvicinando ad una nuova recessione ufficiale, ( il settore manifatturiero è già in recessione ) diamo un’occhiata alla revisione delle spese in conto capitale uscita ieri in sordina tra i dati ufficiali…

Thanks to Zero Hedge

Nulla di particolare ve lo comunicheranno tra qualche mese, o forse qualche anno, il Pil andrà rivisto sensibilmente al ribasso, ma nel frattempo, inutile disturbare l’ottimismo di maniera!

Oggi parla nonna Yellen, tutti con il nasino all’insù ad ascoltare le favole degli illusionisti. Noi nel frattempo abbiamo trovato un’altra chicca strepitosa che conferma le nostre tesi, loro il famigerato UNO PER CENTO strategicamente ci stanno seguendo! Ma questa è un’altra storia appuntamento con il nostro Machiavelli nel mese di giugno che si preannuncia davvero interessante.

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3 commenti Commenta
kry
Scritto il 27 maggio 2016 at 10:03

— ” loro il famigerato UNO PER CENTO strategicamente ci stanno seguendo! ” —

Stanno seguendo ??? … o stanno portando (/anticipando).
A differenza dei dotti , medici e sapienti , la maggior parte di LORO non son li per caso.

dorf001
Scritto il 27 maggio 2016 at 20:02

kry@​finanza,

kry comprati un bel bazooka e usalo bene. vedrai, l’1% ne sarà entusiasto. provalo direttamente sulla loro pelle. verdai che bello schiocco!!!! na goduria!!!

dorf001
Scritto il 29 maggio 2016 at 18:35

hei CAPITANO. c’è uno in america che la pensa più o meno come te. non so se lo conosci.
si chiama Mike Whitney

Fonte: http://www.counterpunch.org

articolo suo, qui sotto.

CHI RIESCE A CAPIRE QUESTO GRAFICO ?
http://www.comedonchisciotte.org/images/Screen-Shot-2016-03-22-at-5.55.11-PM.png
Significa che gli Stati Uniti sono in mezzo alla fase di recupero post-crisi più scadente nella storia delle crisi economiche dalla seconda guerra mondiale ad oggi. “Ma come può essere?” potremmo chiederci, dopotutto la FED non ha mantenuto i tassi di interesse a zero per 7 anni consecutivi mentre allo stesso tempo innaffiava l’intero sistema finanziario con più di 4000 miliardi di dollari?

Senz’altro hanno fatto tutto questo, ma ciò che essi definiscono stimolo monetario ha fallito nel far risollevare l’economia dal suo languore e produrre la robusta ripresa promessa e ripromessa ad nauseam. Al contrario, il PIL Statunitense si è trascinato su un 2,2% dal 2009 ad oggi, marcatamente al di sotto del 3,6% che è il dato medio dei precedenti 60 anni. Conclusione: non c’è modo che l’economia esca da una fase di stagnazione a lungo termine a meno che le decisioni politiche non cambiano radicalmente di segno. Diamo una occhiata a questo grafico che illustra i risultati dell’operato della FED, tratto da un articolo del Fortune:

Ed il commento dello stesso Fortune:

“Come possiamo notare le revisioni, in generale, mostrano dati che marcano una crescita post-recessione ben più anemica del previsto. Dal 2011 all’anno scorso, l’economia USA, in media, è cresciuta solo del 2% annuo, molto al di sotto della media post bellica di oltre il 3% annuo”. (da:The post-recession economy is worse than we thought, Fortune).

Difficile a credersi, non è vero? Difficile credere che la FED possa scaricare 4000 miliardi di dollari nel sistema finanziario e non colpire nemmeno l’obiettivo della soglia del 2% di inflazione? Come può essere? Credevo che più soldi in circolo generassero maggiore inflazione? Mi sbagliavo?

Si e no. Le politiche della FED, infatti, hanno creato inflazione, semplicemente non il genere di inflazione che riflette un intensificarsi dell’attività economica. Ciò che la FED ha creato è inflazione degli assets finanziari, facendo lievitare i prezzi di azioni e obbligazioni, cosa che ha portato ad instabilità finanziaria e difficili periodi di riaggiustamento. Lo S&P è più che raddoppiato dal 2009, il Dow Jones è addirittura triplicato. I prezzi delle azioni sono balzati alle stelle e gli speculatori di Wall Street hanno guadagnato alla grande. Solo i “poveri scemi” che lavorano non hanno beneficiato delle politiche della FED perché di quei soldi nulla ha raggiunto l’economia reale, ovvero il luogo dove potrebbero anche servire. Al contrario, resta tutto congestionato nel sistema finanziario stesso, gonfiando una bolla dietro l’altra.

Ecco una rappresentazione grafica dell’operazione di pompaggio denaro della FED:

Fonte: MarketOracle.co.uk

Notiamo come la linea nera schizza alle stelle ad ogni nuovo giro di alleggerimento quantitativo? Così funziona la misura della FED. I ricchi diventano tranquillamente più ricchi mentre la gente che lavora cerca di barcamenarsi tra meno ore di lavoro, salari peggiori, spese sanitarie più care e zero risparmi per la pensione. E ci meravigliamo se Bernie Sanders ha ottenuto il suo bel seguito?

Adesso se guardiamo il grafico con attenzione possiamo notare che la FED ha smesso di pompare denaro nel sistema nell’Ottobre 2014, un anno e mezzo fa circa. Da quel momento i prezzi sono saliti ulteriormente, fatto che dovrebbe riflettere accuratamente solidi fondamentali sottostanti questo valore. Chi mai ci crederebbe?

Nessuno, che i prezzi azionari attuali sono bolle gonfiate lo sanno tutti. Infatti la FED non può nemmeno iniziare a dire “stringere” senza mandare i mercati direttamente in picchiata. Ad esempio a Dicembre, dopo ripetuti e straripetuti annunci dell’intenzione di alzare i tassi di miseri 25 punti base, la FED li ha alzati solo la metà di questa percentuale, un intero punto percentuale sotto il tasso di inflazione corrente (altro non significa che la FED sussidia la il prestare). Anche così, i mercati hanno avuto un colpo che li ha mandati giù rotolando nel peggior inizio nuovo anno finanziario nella storia.

Perché?

Perché tutti sanno che i prezzi sono falsi. Tutta schiuma montata dagli interessi zero e dall’alleggerimento quantitativo (QE), tutto, ma proprio tutto. E non c’è un possibile fondo che si possa toccare per fermarsi, ecco perché la FED è in apprensione, perché se il mercato fa un movimento inatteso e i prezzi dell’azioni vanno in caduta libera non si può sapere dove andranno ad atterrare. Potremmo assistere al crash del secolo in poche settimane. Nessuno può dirlo.

Un articolo eccellente sulla tematica è apparso poche settimane fa su Yahoo, l’articolo si intitola: “La FED è la causa del 93% di tutte le operazioni di borsa dal 2008 ad oggi”.

Secondo l’analista economico Brian Barnier, i prezzi azionari hanno raggiunto tali livelli stratosferici perché “La Federal Reserve si è messa a inondare di dollari i mercati finanziari attraverso l’acquisto di obbligazioni”.

Ok, ma se la FED è responsabile del 93% della festa, quanto devono abbassarsi i prezzi affinché riflettano veramente i fondamentali?

Molto e a lungo, più di quanto chiunque possa immaginare. Ecco perché la FED non ha venduto e probabilmente mai venderà nessuno dei 4500 miliardi di titoli finanziari attualmente sul suo bilancio. Sono troppo preoccupati che gli investitori possano interpretarlo come un segno che la FED ha deciso di smettere di fare da stampella ed imboccare i mercati, fatto che innescherebbe un circolo vizioso di vendite compulsive. In parole povere la FED non ha altra scelta che tenersi un bilancio interno gonfiato fino al giorno del giudizio o oltre.

Tornando alla questione iniziale: come mai i prezzi delle azioni hanno continuato a salire quando, nel 2014, la FED ha interrotto le sue operazioni di pompaggio di liquidità?

Risposta: I Buybacks (pratica di vendere e ricomprare le proprie stesse azioni allo scopo di manipolarne il prezzo al rialzo)

Osserviamo questo grafico tratto da contra corner di David Stockman. Aiuta a comprendere le modalità di rialzo dei prezzi, non per i solidi fondamentali, ma perché i grossi amministratori delegati hanno preso pesanti prestiti dal mercato obbligazionistico allo scopo di ricomprare le loro stesse azioni.

Proprio così, i grandi boss delle corporations hanno accumulato debiti su debiti per gonfiare i prezzi delle azioni delle rispettive aziende in maniera da poter mietere faraonici profitti sotto forma di bonus per il loro operato. Manipolazione sfacciata e di bassa lega, tuttavia perfettamente legale.

(Chart Of The Day: The Perfect Correlation——Stock Buybacks And The S&P 500 Since 2010, Contra Corner)

Ecco qual è il fattore che mantiene i prezzi elevati. Non le false statistiche sull’occupazione, non la fantomatica ripresa dell’immobiliare e di certo non la fiducia nella magra ripresa vantata dalla Yellen (Governatore Federal Reserve USA). Il tutto si basa su approvvigionamento di denaro facile per le banche, ingegneria finanziaria e frode. Ecco il succo del mercato finanziario attuale.

Ecco un estratto shock da Bloomberg:

“I titoli dello Standard & Poor’s 500 hanno ricomprato, secondo stime 165 miliardi di dollari in azioni in questo quarto, avvicinandosi al record del 2007” (There is only one buyer keeping S&P’s 500 bull market alive, Bloomberg).

165 miliardi di dollari in un quarto si traduce in 660 miliardi l’anno, è una barca di soldi, sufficiente a fare salire i prezzi indefinitamente, almeno finché i piccoli investitori non ne possono più e se ne tirano fuori. E lo stanno già facendo. Secondo una relazione recente della Bank of America (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)):

“I clienti BofAML (sezione investimenti di Bank of America) sono stati venditori netti di azioni USA per 7 settimane consecutive….Hedge funds e clienti privati altrettanto…

Coclusione di BoFa: “I clienti non credono nella tenuta dei titoli e continuano a vendere” e vendono perlopiù alle aziende la cui attività di ri-acquisto è vicina ai massimi storici: “i buybacks aziendali sono accellerati per la terza settimana consecutiva raggiungendo il livello massimo negli ultimi 6 mesi, livello superiore al livello analogo dello stesso periodo dell’anno passato” (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)

VENDERE.VENDERE.VENDERE. Pare che gli unici che non si avviano verso l’uscita siano i grossi dirigenti aziendali che vogliono un’altra scorpacciata prima che il mercato dica addio. Ancora da Bloomberg:

“I buybacks aziendali rappresentano l’unica fonte di domanda per le azioni delle grosse aziende quotate sui mercati”, Dave Kostin, capo della strategia azionistica di Goldman Sachs Group Inc. ha così affermato in una intervista televisiva a Bloomberg del 23 Febbraio scorso”. (Bloomberg).

“L’unica fonte di domanda?” Cioè, gli unici che comprano queste azioni sono gli stessi che le offrono sul mercato?

Proprio così, e se c’è una colpa è dei loro fedelissimi amici alla FED. Non fosse stato per la politica dei tassi zero e i 4000 miliardi di QE, l’ultima ondata suicida di speculazione finanziaria non avrebbe avuto luogo. Ammettiamolo, con tassi normali gli amministratori delegati non potrebbero prendere in prestito denaro per ricomprare le loro azioni. Sarebbe una operazione troppo cara e il problema non ci sarebbe affatto. Il credito facile gonfia bolle e di gran lunga il maggior produttore mondiale di soldi gratis al mondo oggi altri non è che Janet Yellen.

Quindi, dove va a parare tutto questo? Che intenzioni ha la FED? Di certo, dopo 7 anni della stessa cosa ripetuta all’infinito, la FED si aspetterà qualcosa di diverso, no?

No, assolutamente no, dopotutto alla FED non sono malati di mente, tutt’altro. Sanno benissimo quello che fanno. Sanno che la loro politica monetaria consiste nel “tirare la corda finché tiene” e che non ha nessun beneficio per il lavoro, l’investimento o la crescita, come sanno perfettamente anche che il QE non scatenerà l’inflazione almeno finché i salari sono tenuti sotto controllo. Lo sanno così bene perché hanno ottenuto gli stessi risultati in ogni paesi dove hanno applicato la stessa combo di easy money e austerity. Teniamo a mente che la cricca delle banche centrali ha applicato lo stesso identico programma in Gran Bretagna, Unione Europea, Giappone, Stati Uniti. In ognuno dei casi elencati la classe politica ha messo la crescita in sordina (tagliando la spesa pubblica), mentre le banche centrale pompavano allegramente miliardi nel sistema finanziario. E il risultato è stato esattamente quello che ci si poteva aspettare: la classe dei grossi investitori ha messo mani sui miliardi mentre l’economia languisce attaccata al respiratore. Servono altre prove?

Come detto, il fenomeno non si limita all’America. E’ una ristrutturazione in corso delle economie occidentali dominanti che consiste in un progressivo allontanamento da un modello democratico dove i Governi rappresentativi decidono le loro politiche. Il Nuovo Ordine è fatto di cambiamenti nei fondamenti dell’economia politica, una economia che oggi serve esclusivamente gli interessi dell’1% al top. Benvenuti nel Mondo Nuovo della FED (gioco di parole con Brave New World di Aldous Huxley nell’originale).

La chiave per le elites del potere reale, che controllano l’intero apparato effettivo dietro le colonne di fumo rappresentate dalle banche centrali, è l’inflazione. Finché l’inflazione si mantiene bassa le banche centrali possono tenere attiva la corsia automatica che spinge sempre più ricchezza verso i ricconi dominanti. Ecco perché non si può consentire all’economia di crescere, se l’economia crescesse più velocemente e più gente lavorasse la pressione salariale generata costringerebbe le banche centrali ad alzare i tassi.

Le elites questo non possono permetterlo, un rialzo dei tassi di interesse minaccerebbe il loro treno di soldi facili su pilota automatico. Per questo motivo l’economia va strangolata con l’austerità così che gli ultraricchi possono continuare a razziare lucro per loro stessi. Nessuna sorpresa se l’economia si manterrà stagnante nel prevedibile futuro. E’ una scelta politica precisa.

Ecco il motivo reale dietro l’austerità. Niente a che vedere con preoccupazioni rispetto al debito federale o ad ampliamento del deficit. Aria fritta. Il succo è solo e soltanto controllare l’inflazione in maniera desiderata in maniera che agli oligarchi vada sempre e comunque la fetta grossa della torta. Fine della storia.

Come detto prima, la FED sa benissimo quello che sta facendo, proprio come tutte le banche centrali lo sanno. Non c’è nulla di difficile da capire, è un piano piuttosto lineare ma disonesto per ristrutturare l’economia in modo che un pugno di plutocrati già ricchi da far schifo finiscano per controllare letteralmente tutto. Questo è l’obiettivo. Prima di essersi presi tutto non si fermeranno.

Come si può invertire questo andamento?

Sfortunatamente a questa domanda non ho più risposte.

Mike Whitney

per vedere i grafici bisogna andare qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16389
BYE BYE

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