AMERICA: QE4 ALL’ORIZZONTE!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Facciamo un piccolo passo indietro, più o meno un anno fa una mia intervista a Businesscommunity

La FED ha ufficialmente concluso il suo QE. In molti parlavano di aumento dei tassi di interesse nel 2015, anche se adesso sembra che vengano rimandati a momenti migliori. Solo qualcuno come Lei vede invece l’inizio a breve di un nuovo QE. Perchè?

In realtà non sono il solo a vedere un probabile QE4 al’orizzonte, anche il governatore della Fed di San Francisco, John Williams ad ottobre prospettava un nuovo QE se le tendenze inflazionistiche dovessero cadere significativamente sotto l’obiettivo della Federal Reserve, tranne poi prevedere insieme a Bullard altro governatore, un probabile aumento in estate dei tassi. Sarà interessante osservare cosa farà la Fed in mezzo all’onda deflazionistica globale in atto, mentre le altre banche centrali stanno inondando di liquidità i rispettivi mercati e altre stanno riducendo i tassi, spesso e volentieri in negativo.(…)

Ora lasciamo per un attimo da parte la fesserie del recente aumento dei tassi da parte della Fed e andiamo a dare un’occhiata alle ultime dichiarazioni di uno dei principali sostenitori di questo aumento, Bullard della Fed di St.Louis…

Bullard della Fed di St. Louis considera “non saggio” aumentare i tassi

“Considero non saggio continuare una strategia di normalizzazione in un contesto di calo dell’outlook sui prezzi”, ha sottolineato. Per il momento, ha aggiunto, la chiave è “non continuare un programma di normalizzazione quando le aspettative sono in calo e la prima cosa è quello di non lasciarsele sfuggire di mano”. “Mi aspetto che nel 2016 la crescita economica degli Stati Uniti sia più solida rispetto allo scorso anno e che il mercato del lavoro in Usa continui a migliorare”, ha però concluso Bullard. “E mi aspetto che anche la crescita globale sia più sostenuta nel 2016”.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 25 feb – La Federal Reserve ha in qualche misura colpa per l’ondata di vendite che ha colpito i mercati dopo la decisione di alzare i tassi di interesse lo scorso dicembre per la prima volta dal 2006. Lo ha detto il numero uno della Fed di St. Louis, James Bullard, durante un’intervista a Cnbc. Per il governatore, che ha posizioni centriste, ma piu’ vicine ai “falchi” della Fed, non e’ stata una decisione sbagliata: a far calare i mercati e’ stata piuttosto l’aspettativa che altri aumenti sarebbero seguiti in modo automatico, ovvero che “la Fed fosse una specie di treno merci che sarebbe andato avanti con i rialzi in ogni caso”.

Non è stata una decisione sbagliata, dice Bullard, quanto ci scommettete che prima o poi arriva anche il QE4 visto che il QE3 è partito alla fine del 2012 per arginare la sensibile contrazione degli ordinativi di beni durevoli…

ImmagineE ora che sono addirittura collassati alziamo i tassi?

Faccio un piccolo passo indietro al recente dato del settore terziario americano che come ben sappiamo vale per circa il 70 % della crescita economica e dell’occupazione in attesa che nel promeriggio venga resa nota la revisione del Pil dell’ultimo trimestre prevista ad un miserabile 0,4 %, vista la grande salute dell’economia americana…

Immagine

USA, settore terziario in tilt a febbraio. E’ la prima volta da oltre due anni..

(Teleborsa) – Il settore terziario statunitense scivola inaspettatamente in zona contrazione a febbraio dopo 27 mesi consecutivi di crescita. La stima flash dell’indice PMI dei servizi, elaborato da Markit, indica un valore di 49,8 punti, in marcato peggioramento rispetto ai 53,2 di gennaio. Il dato è decisamente al di sotto delle stime degli analisti che prevedevano un livello di 53,7 punti. L’indice scende dunque sotto i 50 punti, soglia che separa l’espansione dalla contrazione. Secondo Chris Williamson, capo economista presso Markit,

questi numeri aumentano i timori per una contrazione del PIL USA nel primo trimestre.

Ieri un lettore mi ha scritto…

ImmagineNoi le bugie non le sappiamo raccontare bene, perchè dalle nostre parti, prima o poi, spesso e volentieri,  la verità è figlia del tempo  ;-)

 

 

 

 

 

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3 commenti Commenta
kry
Scritto il 26 febbraio 2016 at 11:27

Ma che cagnara sbagliando s’impara.
Chi sbaglia paga e come per chi rompe i cocci sono suoi … per tutti … tranne che per gli USA che sbagliano e ROMPONO i …

aorlansky60
Scritto il 26 febbraio 2016 at 12:22

Ma si, dai, riaprire il rubinetto della liquidità mi sembra la direzione più opportuna da seguire;

non quella più giusta, nota bene, ma di razionale a giustificare un opzione giusta, nei mercati più che nell’economia, ditemi cos’è rimasto ultimamente (risposta = praticamente nulla, al punto che le banche centrali sono influenzate dagli umori e dalle aspettative dei mercati finanziari assai di più di quanto le prime riescano a governare l’economia…)

tutti sanno – banche centrali, governi dei maggiori paesi coinvolti, grossi edge funds e grandi case d’affari, esercito di traders e operatori finanziari- che l’enorme baraccone finanziario che si è creato negli ultimi 6anni, basato sul NULLA(o poco più), stà su solo grazie alla linfa che gli viene assicurata dal cordone ombelicale dell’accondiscendenza delle banche centrali stesse.

le aspettative sono TANTE e non possono essere deluse, dato che il rischio, al punto in cui siamo giunti, specie legato al momento attuale che vede una frenata dell’economia mondiale (Cina in testa) è veramente TROPPO ALTO.

Di conseguenza, non ci sarebbe da stupirsi se le banche centrali (in una strategia comune opportunamente concordata, penso in particolare a BCE + FED) si mostrassero ancora più accomodanti nelle prossime mosse che adotteranno da qui a breve (mese di MARZO incombe) rispetto a quanto hanno già messo in atto fino ad ora.

Per non correre un rischio alto al momento, si tampona in vista di tempi migliori -che l’economia dia segni di risveglio più solidi soprattutto nelle aree industrializzate note, intanto si prende tempo- con la conseguenza di creare un rischio via via sempre più alto e di rimandare l’appuntamento con il problema verso il futuro… una prospettiva non certo delle migliori, ma tant’è.

Fossi in draghi o nella yellen, in questo momento mi direi “non sarò certo io quello che passerà alla storia col nome di colui che fece crollare tutto, per non avere ascoltato ciò che i clienti chiedevano…”

capitan_harlok
Scritto il 26 febbraio 2016 at 13:04

Molto bene quindi i mercati finanziari godranno ancor di piu della liquidita immessa da un probabile QE 4 e quindi via a testare e sicuramente superare i 2100 punti di S&P i 18000 di DJ e siciramemte seguiranno tutti i listini eruropei compreso il nostro alla faccia di chi sosteneva avemmo rivosto i minomo a 12800, quindi consapevoli di tutto cio acquistare azioni e derivati per il prossimo relly che partira dal 9 marzo
Giorno del discorso del buon MARIO DRAGHI , un emerito incapace

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