BOLLE OBBLIGAZIONARIE OVUNQUE!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

In questi giorni ho ricevuto una mail nella quale uno dei nostri compagni di viaggio mi comunicava…

“Ciao Andrea, leggendo quello che scrivi, mi è venuto in mente che a dicembre ad un mio carissimo amico il suo promotore ha fatto cambiare tutto il portafoglio, suggerendo che c’è una bolla nell’obbligazionario e che non c’è alternativa ai mercati azionari, solo li c’è reddito…”

Bene, non stiamo a ripetere le solite cose scritte per ormai sette lunghi anni, ma non c’è stato anno nel quale la solita volpe si è svegliata comunicando al mondo intero che l’obbligazionario è in bolla, che l’inflazione e la ripresa sarebbero ripartite il giorno dopo.

Non c’è alternativa con circa il 40 % dei bond europei ormai in territorio negativo, ovvero che alla scadenza garantiranno una perdita.

Dedichiamo solo due immagini a tutti quelli che non hanno avuto fede, soprattutto ricordando che ciò che vedono non è nulla rispetto a quello che ci attende, alla faccia di tutti coloro che in questi anni hanno chiamato la madre di tutte le bolle che non è mai rimasta incinta…

ImmagineE questa è l’altra faccia della medaglia, quando scendono i rendimenti aumentano i prezzi…

Immagine

Noi sappiamo qualcosa che gli altri non sanno?

No studiamo semplicemente la storia ed applichiamo l’analisi empirica, ma oggi è più facile riempirsi la bocca dalla mattina alla sera di fantasia, in fondo la fuori c’è un mondo che dimentica facilmente, delle favole che il giorno prima qualcuno aveva raccontato loro.

Ricordo ancora il panico questa primavera, anche tra molti dei nostri lettori, ma la verità è spesso figlia del tempo, dello studio e dall’analisi.

Agli amici di Machiavelli ricordo solo di non dimenticare mai la nostra bussola, quella è la storia che parla, 150 anni di storia, che oggi nessuno vuole più rileggere o studiare.

Verrà il giorno nel quale il limite sarà raggiunto, e la carta brucerà come suggerisce la deflazione da debiti,  ma come ben sappiamo non si tratta di anni ma di lustri, ma che ci volete fare, loro tengono famiglia, ogni giorno vi devono raccontare una favola nuova.

Buona consapevolezza e … mi raccomando attenzione perchè l’obbligazionario è in bolla!

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27 commenti Commenta
uomodellastrada
Scritto il 11 febbraio 2016 at 11:17

…. verrà il giorno i n cui la carta brucerà. … va intesa come riduzione o azzeramento di debito statale e bancario? ?

kry
Scritto il 11 febbraio 2016 at 12:00

Ricordo ancora una foto scattata in Afganistan quando il denaro era conveniente bruciarlo per riscaldare i forni e produrre il pane.

Scritto il 11 febbraio 2016 at 12:11

Bolle obbligazionarie? Questa sarà la seconda puntata…

++ TASSI NEGATIVI ++I "rendimenti" a 2-5-10 anni…#tantiauguri#yieldhttps://t.co/xcJ966qB7X pic.twitter.com/KLDMWaTmZw— Danilo DT (@intermarketblog) February 11, 2016

Scritto il 11 febbraio 2016 at 12:12

Non mi è riuscito pubblicare l’immagine dell’assurdo…
cliccate su pic.twitter.com/KLDMWaTmZw per vederla

silvio66
Scritto il 11 febbraio 2016 at 14:06

Ciao Andrea,
Fa sempre bene leggerti non fosse altro per il tuo inguaribile ottimismo.
Vediamo cosa si inventano oggi per salvare la buccia…
Buona giornata

aorlansky60
Scritto il 11 febbraio 2016 at 15:11

…cosa si inventano oggi ??…

dopo l’entrata in scena dei pezzi da 90 – Schauble e ad di Deutsche Bank- a difendere la corazzata tedesca in brutte acque,

quest’oggi seguono in campo personaggi di secondo livello rispetto ai prececedenti, ma pur sempre in grado di “dare una mano”
per sostenere la barca :

Dijsselbloem: “banche e eurozona più forti di pochi anni fa”

https://it.finance.yahoo.com/notizie/dijsselbloem-banche-e-eurozona-pi%C3%B9-forti-di-pochi-131520933.html

Banche, Moscovici: “settore europeo molto più robusto di prima”

https://it.finance.yahoo.com/notizie/banche-moscovici-settore-europeo-molto-pi%C3%B9-robusto-di-134113025.html

…e daltronde, che altro possono fare, visto che i dati reali non gli danno ragione, se non cercare di confondere tutto l’ambiente sperando nella loro credibilità a suon di bla bla bla bla bla bla ???

il gioco di squadra fà la forza, alla fine, e c’è da scommettere che non desisteranno tanto facilmente (in fondo le chiacchiere è l’unica arma sulla quale possono contare),

perchè se crolla la fiducia – e la fiducia è TUTTO in un sistema come il nostro, con banche che a fronte di capitale 1 operano a leva con rapporto 5, 10, fino al caso estremo di DB a 20(!!!) – allora può crollare davvero tutto molto velocemente.

Restiamo in attesa di Marzo e del vero PEZZO DA 90 del sistema, quando scenderà in campo Draghi ad annunciare le nuove misure per l’EU, di cui ha accennato recentemente…

mirrortrading
Scritto il 11 febbraio 2016 at 15:28

ICEBERGFINANZA PRIMA E DOPO..
E dopo mi venite a dire che adesso è piu chiaro??????

vabbhe, io preferivo la vecchia versione. molto piu ordinata e chiara.

mirrortrading
Scritto il 11 febbraio 2016 at 15:29

immagine

mirrortrading
Scritto il 11 febbraio 2016 at 15:30

immagine
2

marco72_
Scritto il 11 febbraio 2016 at 16:01

E finalmente sono ripartiti anche oro e argento, come mi aspettavo e come speravo …

silvio66
Scritto il 11 febbraio 2016 at 18:00

aor­lan­sky60,

Ciao Aorlansky,
Mi riferivo allo zio Sam….in diretta l attacco ai minimi di Gennaio proprio adesso..

mirrortrading
Scritto il 11 febbraio 2016 at 18:24

ATTENZIONE ALLA SUPERTONNARA SU ORO E BORSE.
Questa settimana faremo il minimo sul ftsemib , e poi occhi all’oro che sta facendo una super tonnara.

aorlansky60
Scritto il 12 febbraio 2016 at 12:00

@ Stanziale

non c’è da stupirsi… quella che ultimamente è diventata la seconda economia al mondo, e la seconda piazza finanziaria mondiale per importanza (magari ora un pò meno, visto quanto hanno rintracciato dai 5200 del loro indice di GIU2015 all’attuale 2800…)

se le viene un colpo di tosse -o peggio un influenza- essa non può non investire tutta l’economia mondiale, specie se si leggono certi numeri :

un economia passata da un debito di $ 2000 miliardi a un debito di $ 28000 miliardi in soli 14 anni

ti dà l’idea che li dentro centinaia di milioni di persone hanno fagocitato voracemente tutti insieme alla ricerca di un qualsiasi nuovo eldorado… con il risultato di produrre quel dato di debito citato sopra;

David Stockman recentemente ha affermato che “La verità è che la Cina non è uno show secondario; è il nucleo radioattivo dell’intera bolla globale.”

Tre anni fa, uno dei decani della finanza americana, Jim Rogers, disse una frase destinata a risultare profetica:
«La crescita del Pil cinese non può basarsi solo su case vuote».

(da una stima di HSBC al 2013, erano 50 milioni le unità abitative vuote senza padrone in Cina, ed oltre a queste, interi centri commerciali vuoti, annesse infrastrutture, ponti e strade, intere cattedrali nel deserto…)

oltre tutto, è da sottolineare che la Cina è tutto fuorchè un paese “chiaro e limpido” nei numeri, e da un paese così le cui autorità sembrano voler rendere opportunamente opaca qualsiasi informazione verso l’esterno, è facile comprendere il perchè sia fonte di forte preoccupazione a livello mondiale, nel caso il vento cambi da brezza a tempesta.

Le autorità cinesi faticano alquanto a tenere sotto controllo il fenomeno della “finanza ombra” la cui stima sul pil arriva al 40% (un dato impressionante); secondo le fonti ufficiali, al 2013 il complesso delle attività sommerse poteva essere valutato intorno ai 20.500 miliardi di yuan (3.350 miliardi dollari). Fatto relativamente recente, si è scoperto che anche le banche di Stato “impacchettano” parte dei propri soldi e li collocano sul mercato ombra, fuori dal sistema degli interessi decisi politicamente, a tavolino, e tenuti generalmente bassi. Succede così che anche una certa percentuale di credito ufficiale finisca in un settore senza regole, senza assicurazioni, che presenta un forte rischio di effetto domino lungo tutto il sistema nel caso di insolvenza dei debiti.

Da un paese con quelle cifre, regolato da tutto fuorchè dalla chiarezza nelle regole (quali regole???), qualche perplessità [per non dire timore] alla fine è logico che scaturisca…

veleno50
Scritto il 12 febbraio 2016 at 12:35

aor­lan­sky60,

Ottimo commento .

john_ludd
Scritto il 14 febbraio 2016 at 22:18

aor­lan­sky60,

Case vuote in Cina = 50 milioni
Abitanti in Cina = 1350 milioni

Case vuote in Italia = 2,7 milioni
Abitanti in Italia = 55 milioni

Abitanti Cina / Abitanti Italia = 24,5

Quindi in Italia ci sono più case vuote che in Cina in rapporto agli abitanti (anzi molte più case vuote…) e di sicuro numeri simili li troveremmo in ammmerica, austrrrralia, kanada …

La borsa poi in Cina conta una mezza minchia, poco più che una sala da ippodromo per lo più frequentata da speculatori internazionali e mezze pippe locali. Quando conta la borsa in the land of freedom lo dovreste sapere dato che non c’è tg che non apre con l’andamento di borsa e non c’è coglione zucca vuota che ci guardi meno di 10 volte al giorno.

La Cina ha mille problemi (forse duemila), ma la stampa occidentale in genere e di quell’ex paese a nome italy in particolare non fa altro che parlare del disastro Cina dando la colpa del disastro america, italia, francia etc… ai cinesi (o ai russi o ai venusiani) e con immensa tristezza noto che pare che i lettori di IcebergFinanza seguano l’onda tenendo il cervello accuratamente spento incapaci di fare un rapporto da seconda elementare. Si da poi il caso che il governo cinese ha la propria moneta e le banche sono di stato, la quantità di debito che quel paese può sopportare è di conseguenza molto (ma MOLTO) superiore a quello di paesi NON sovrani il cui debito è alla mercé delle girazioni dei mercati. Pare poi che la Cina sia lì da soli 2200 anni più o meno, parrebbe quindi avere superato l’esame della storia. Che dire di paesi che hanno 150 o 200 anni di storia dietro ? MMMhhhh …. Chissà perché la gente si masturba sui presunti problemi degli altri e non si concentra sui propri ? Forse non ha niente di meglio di fare. Mestizia e sconforto.

Il povero Mazzalai parla nel deserto. Quando duri Andrea dato che la gente sembra non capire una fava di niente malgrado gli sforzi titanici per fargli almeno socchiudere le palpebre ?

john_ludd
Scritto il 14 febbraio 2016 at 22:30

aor­lan­sky60,

David Stockman è un reazionario reganiano della prima ora ovvero il presidente che ha iniziato lo smantellamento di tutto quello che era l’ammerica come stato almeno in parte di tutti e non mucca da mungere per pochi stronzi.

Jim Rogers è uno speculatore che ha avuto il gran culo di fare un pacco di soldi (gli speculatori che invece si rovinano non finiscono sui giornali). Eserciti di babbei sprecano parte rilevante del loro tempo (bene scarso che termina e non si compra ad alcun prezzo) a leggerne i commenti privi di alcun valore, come pure quelli di questo o quel gestore di hedge fund, fenomeni abilissimi a giocare con i soldi di ricchi annoiati e che per lo più li perdono dato che sono centinaia i fondi speculativi che hanno chiuso. Fenomeni che sono 25 anni che scommettono sul default del giappone o l’iperinflazione e bla bla vari. Certo su tempi arbitrariamente lunghi avranno ragione, sai che bello starsene sulle mura della fortezza bastiani !

mi convinco sempre di più che il problema VERO è che la gente da queste parti non è capace di vivere e butta nel cesso l’unica cosa preziosa che davvero possiede: il tempo.

aorlansky60
Scritto il 15 febbraio 2016 at 10:24

@ JohnLudd

“La borsa in Cina conta una mezza minchia”

sarà una mezza M, ma nella seconda metà 2015 -per volumi tradati- era di fatto la seconda piazza mondiale.
Oltre 250 milioni di C/c titoli [più delle popolazioni di italia francia germania UK messe insieme considerando anche i neonati] la maggiorparte dei quali si è appoggiata sui crediti facili che la stessa Pboc ha incorraggiato vero la popolazione cinese, con la finanza ombra locale che non se n’è stata certo a dormire; se consideri una mezza minchia tutto questo un fattore secondario, non in grado di destabilizzare -quando emette un colpo di tosse- l’intero pianeta, spiacente ma non sono d’accordo.

“pare che la Cina sia lì da soli 2200 anni più o meno, parrebbe quindi avere superato l’esame della storia; Che dire di paesi che hanno 150 o 200 anni di storia dietro ? MMMhhhh …”

che significa questo? nulla;

4000 anni fà gli assiri babilonesi dominavano la mezzaluna ferile e il mondo conosciuto, finchè non sono stati spazzati via dai persiani che sembravano una potenza invicibile, poi a loro volta spazzati via da Alessandro il macedone e così via; l’impero Romano -l’unico capace di unire sotto il suo dominio tutta la terra emersa che si affaccia sul mediterraneo- pareva invincibile e destinato a perdurare, ma la storia ha fatto il suo corso; gli imperi nascono prolificano prosperano e raggiungono il proprio apogeo, poi si sgretolano per opera di nuovi contendenti, è il corso della storia;

150 anni di storia saranno pochi per gli yankees, ma io allo stato attuale leggo i numeri che hanno a disposizione : una decina di portaerei nucleari classe Nimitz a controllare tutti gli oceani mondiali, oltre 2000 testate nucleari multiple per altrettanti ICBM [sempre]pronti a partire dai silos terrestri, senza considerare tutto il resto dell’apparato logistico militare (sommergibili nucleari con altre testate nucleari annesse, tanks, caccia jets, bombardieri, jets tattici di suppporto) che hanno a disposizione = questi sono argomenti convincenti [per qualsiasi contendente, si chiami russia o cina]. magari non per i pacifisti che hanno orrore di questi dati, ma gli equilibri mondiali -volenti o no – si basano ancora e sopratutto su quanto elencato più su;

Senza considerare la loro economia e la loro finanza che sono ancora “number one” al mondo… questo sono numeri e fatti, non parole.

“mi convinco sempre di più che il problema VERO è che la gente da queste parti non è capace di vivere e butta nel cesso l’unica cosa preziosa che davvero possiede: il tempo.”

ciao John, bentornato;

il tempo è un fattore relativo; Siamo solo di passaggio, in questa ns esistenza; come diceva un saggio giapponese :
“l’esistenza è solo un battito di ali di farfalla”.

“Chissà perché la gente si masturba sui presunti problemi degli altri e non si concentra sui propri ?”

[problemi] propri intendi l’italia??? ma quella io la do già per andata, persa; da tempo.

Un paese così disunito nella propria gente -come ha dimostrato di essere, da sempre, o perlomeno dalla fine della II WW- non può avere alcun futuro;
la sua classe direzionale politica ha gettato -da 30anni almeno- le basi affinchè quanto di buono in fatto di imprenditoria e società pubbl e private [edificate faticosamente nel tempo] sia pasto per gli avvoltoi stranieri più ricchi [e dritti] di noi.

silvio66
Scritto il 15 febbraio 2016 at 11:58

Ciao John bentornato.
Da quando sei partito il barile è andato sotto 30. Non serve essere dei geni per capire che molto sta girando attorno al prezzo del petrolio. Un tuo parere sulle prospettive future farebbe comodo. Lo chiedo a nome di tutte/i considerando la tua non comune competenza in materia.
Buona giornata

john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2016 at 12:47

sil­vio66@fi­nan­za,

Sul blog di yardeni c’era un grafico che meglio di ogni parola spesa inutilmente illustra buone ragioni che spiegano l’andamento del prezzo del petrolio. NESSUNO è in grado di capire quale sarà il prezzo del petrolio (o qualsiasi altro). Un sistema complesso è non lineare, in retroazione composto da miliardi agenti, con parametri di ingresso e uscita non noti. Solo gli stupidi insistono nel cercare di divinare il futuro.

silvio66
Scritto il 15 febbraio 2016 at 13:16

john_­ludd@fi­nan­za,

Grazie John,
Non ho mai trattato sin qui materie prime e il mio è più interesse accademico che pratico… ( credeghe!! )…veniamo alla realtà, dai grafici che sapientemente e non avevo dubbi mi hai segnalato si deduce l ovvietà della domanda come vettore principale. Tuttavia la massaia di Voghera si chiede nella sua testolina: chi ci sta ancora dentro a questi prezzi? Sono anni che parliamo o meglio apprendiamo da te tutti i motivi che hanno portato il record di fallimenti nel settore petrolifero comprese ovviamente anche le nuove tecnologie. Sappiamo che quest anno tali record verranno ampiamente superati e sappiamo anche perché. Bene ma a questo punto sorge spontanea la domanda: chi ci sta ancora dentro a questi prezzi?..e poi, per quanto può starci?
Ti ringrazio

john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2016 at 20:05

sil­vio66@fi­nan­za,

posso solo raccomandare il sito di Art Bermann una tra le più autorevoli fonti sull’argomento. Quasi tutto il resto è fuffa o materiale da gente con enormi problemi di agenzia

kry
Scritto il 15 febbraio 2016 at 21:41

john_­ludd@fi­nan­za:

Il po­ve­ro Maz­za­lai parla nel de­ser­to. Quan­to duri An­drea dato che la gente sem­bra non ca­pi­re una fava di nien­te mal­gra­do gli sfor­zi ti­ta­ni­ci per far­gli al­me­no soc­chiu­de­re le pal­pe­bre ?

Bentornato John.

Anche Giovanni il Battista il più sapiente tra gli uomini ha avuto bisogno del Messia.

Qui sulla terra nel terzo millenio leggiamo Andrea e John

2 è meglio di 1

di nuovo bentornato.

phitio
Scritto il 16 febbraio 2016 at 10:11

Ciao John,
mi sembra di capire che il ritorno dal tuo paradiso montano ti abbia messo alquanto di malumore ;)

Dici che non si puo’ prevedere l’andamento del prezzo del greggio, ed hai ragione, ma solo per il fatto che ora siamo entrati in un regime caotico. Quello che si puo’ prevedere nel medio termine e’ che ci saranno oscillazioni selvagge di prezzo.
Per il futuro, bisognera’ vedere se la distruzione di offerta non sara’ superata in velocita’ dalla distruzione di domanda, il che inneschera’ crisi a catena in tanti altri settori economici, e di conseguenza un periodo estremamente turbolento anche politicamente (d’altronde, turchia e Arabia sembran intenzionate ad invadere militarmente la siria, avremmo potuto prevederlo anche solo 2 anni fa?)

Siamo nell’epoca delle conseguenze, e le conseguenze in coda sono innumerevoli

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2016 at 14:06

phi­tio@fi­nan­za,

Non sono di malumore, al contrario sono alquanto sereno malgrado seri problemi in famiglia. Ma quel che deve accadere accade senza un se o un perchè; ma se uno sa di aver percorso la strada di mezzo per quanto possibile, è certamente sereno.

Ne scrissi già anni fa e più volte, ma non pretendo lo si ricordi. Un sistema instabile si manifesta con caratteristiche simili, tra le quali la presenza di un moto oscillatorio forzato invece che smorzato ovvero presenza di minimi decrescenti e massimi crescenti che precedono la rottura. Hai mai visto quanto accade a un ponte mal progettato quando per cause esterne inizia a oscillare ? Le oscillazioni si auto amplificano sino alla rottura. L’attuale sistema socio/politico/economico è in questa situazione. Sebbene vi siano le condizioni per riportarlo verso una minore instabilità, tutto quanto viene messo in opera sta portando in direzione opposta, segno che la natura del problema non viene compresa. Esiste un eccesso di complessità che si pretende di risolvere con maggiore complessità (questa la natura dell’unione europea, o il sogno di un impero più grande, la moneta unica mondiale e altri deliri che cozzano contro le leggi di natura). Esiste un unico modo per mettere sotto controllo un sistema troppo complesso/interconnesso: ridurne volontariamente la complessità, in caso contrario saranno forze esterne a farlo in ossequio al principio di Swenson e in tal caso il cammino di riequilibrio seguito sarà il più veloce possibile tra i possibili cammini per riportare il sistema in un punto di minimo metastabile e ridurre l’energia del sistema (massimizzando il gradiente entropico).

Il mio malumore semmai è verso commentatori che non si rendono conto di ripetere cliché propagandistici rendendosi indistinguibili da coloro dai quali invece vorrebbero distanziarsi. Ciao.

Il primo passo è ridurre la complessità e l’interconnessione del più palesemente instabile dei vari sotto sistemi, ovvero il sistema finanziario. Primo passo: lo spezzettamento delle grandi banche in pezzi più piccoli e meno interconnessi non in grado di generare schock sistemici. Se questo fosse stato fatto nel 2009 non saremmo in queste condizioni. Ora è ancora più urgente, se non verrà fatto allora si procederà in direzione opposta, verso ulteriore accentramento e ulteriore interconnessione. Per farlo sono necessarie palesi restrizioni delle libertà personali e la definitiva distruzione delle strutture di servizio pubblico. Questo non risolve nulla ma al contrario comprime ancora di più l’energia in un spazio più ristretto e non appena una causa esterna troppo forte per poter essere controllata dai difensori dello status quo il sistema nel suo complesso passerà di stato. Il collasso di un sistema fisico o sociale è esattamente questo: una forte riduzione involontaria di complessità.

phitio
Scritto il 16 febbraio 2016 at 16:29

john_ludd@finanza,

DA fisico, sono perfettamente d’accordo con quanto dici. IL sistema piu’ si interconnette e piu’ si “integra” per diventare “efficiente” in realta non fa che barattare resilienza per efficienza o meglio dire per velocita’ di esecuzione. Il sistema si dice che diventa rigido, o meglio dire, si vetrifica e diventa sempre piu’ fragile, finche un urto di qualsiasi tipo abbastanza forte da innescare una crepa si estende a velocita’ enorme lungo linee di faglia prima invisibili.
Il sistema da uno, diventa un insieme di pezzi sparsi, sconnessi, soggetti a frantumarsi uno con l’altro per attrito, spinti dalle forze che li fanno strofinare tra loro.

Dopotutto esiste la legge di Tainter che dice che esiste un limite ai ritorni della complessificazione.

Purtroppo, va anche detto che la complessificazione e’ una legge naturale dei sistemi dissipativi, quale e’ in tutto e per tutto un sistema economico.
Semplificare consapevolmente un sistema richiede uno sforzo di volonta’ e applicazione di saggezza collettiva che ancora semplicemente non abbiamo.
Forse questa consapevolezza ce l’avremo dopo il collasso, come eredita’ preziosa per affrontare gli eventi futuri, e la cascata di conseguenze (specie sul clima) che ci interessaranno per secoli nel futuro.

silvio66
Scritto il 21 febbraio 2016 at 14:10

Grazie John,
Direi che punta decisamente il dito sullo zio Sam che ha incrementato troppo l offerta. In sostanza ci stanno dentro solo gli arabi. Chiaramente non può durare a lungo.
Buona Domenica

john_­ludd@fi­nan­za,

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