US ECONOMY: DI REVISIONE IN REVISIONE…

Scritto il alle 10:16 da icebergfinanza

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Oggi partiamo da qui, dalle solite previsioni dei soliti economisti che vivono insieme ai loro conflitti di interesse, come topi da biblioteca,  invece di affrontare la realtà…

ImmagineLo scorso trimestre erano partiti da una previsione del 2,8 % per poi finire miseramente allo 0,7 % ora si sono sforzati di calarsi nella realtà, hanno sportato le virgole dal 2,5 % di inizio anno sono già scesi al 2,2 % di fine gennaio.

Il modello GDPNow  della Federal Reserve Bank of Atlanta invece parte da una previsione del 1,2 % ma non può tenere conto delle revisioni che verranno e come i lettori di Icebergfinanza ben sanno, le revisioni sono all’ordine del giorno alla fine di un ciclo economico…

HOUSING AMERICA: SCUSATE CI SIAMO SBAGLIATI …

Ieri, tanto per cambiare la spesa per costruzioni è stata rivista al ribasso in maniera sensibile e il dato di dicembre ha deluso le attese …

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Thanks to Econoday

Prior Prior Revised Consensus Consensus Range Actual
Construction Spending – M/M change -0.4 % -0.6 % 0.6 % 0.3 % to 1.3 % 0.1 %
Construction Spending – Y/Y change 10.5 % 8.2 %

Il solito consensus dave una salita dello 0,6, il mese scorso tanto per cambiare è stato rivisto da MENO 0.4 % a meno 0,6 %.

Faccio notare che lo scorso anno a dicembre le tormente di neve erano all’ordine del giorno, ma la spesa sali del 1,5 %, il mese scorso in America c’erano ovunque temperature primaverili, e la spesa ha deluso per l’ennesima volta le attese 0,1 %

Spesa privata in diminuzione e spesa pubblica per le costruzioni in aumento, diversamente sarebbero stati dolori senza lo Stato.

Proseguendo dei consumi che hanno tenuto in piedi il pil dell’ultimo trimestre nessuna traccia, se guardate al trend qui sotto in rosso le dinamica è chiara.

[Chart]

E non potrebbe essere diversamente vista la recessione in corso nel settore manifatturiero con migliaia e migliaia di posti di lavoro persi soprattutto nei settori minerario e petrolifero.

Employment fell a very steep 2.1 points to 45.9 to signal significant contraction for manufacturing payrolls in Friday’s employment report, which however would not be much of a surprise given the sector’s prior payroll contraction. This is the third sub-50 reading for employment of the last four months and the lowest reading since, once again, 2009.

Significativa è la perdita di posti di lavoro del settore, come non si vedeva dal lontano 2009…

Employment %
Higher
%
Same
%
Lower
Net Index
Jan 2016 11 67 22 -11 45.9
Dec 2015 10 73 17 -7 48.0
Nov 2015 15 69 16 -1 50.8
Oct 2015 12 68 20 -8 47.7

Latest Manufacturing ROB

Vediamo quale dato sull’occupazione saranno in grado di far uscire dal cilindro del BLS venerdì.

Per il resto la Cina è in ripresa suppongo…

China NBS Manufacturing PMI

… e l’Europa in gran forma!

Euro Area Manufacturing PMI

Per quanto riguarda l’Italia decisa frenata dell’indice PMI a gennaio, ma nessun problema …

Italy Manufacturing PMI

… dopo la ripresa del 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 ecco quella del 2016…

S&P, accelera la ripresa dell’Italia | Padoan: “Il 2016 è l’anno della ripresa …

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6 commenti Commenta
kry
Scritto il 2 febbraio 2016 at 11:35

ICEBERGFINANZA dice le bugie.

https://it.finance.yahoo.com/notizie/usa–economia-al-galoppo–ma-non-mancano-le-ombre-095357115.html

è probabilmente che l’articolo sia stato scritto in una zona d’italia dove per ” ombre ” s’intende bicchieri di vino … e vai al galoppo.

silvio66
Scritto il 3 febbraio 2016 at 11:52

In questa settimana vedremo gli esiti del quarto tentativo di rottura dei minimi di Gennaio. In questa fase la borsa appare fortemente legata al petrolio. Non riescono a salire se il petrolio scende. Devono agire li se vogliono tenere. Nonostante tutto il panico non si è ancora visto, tolto forse un giorno. Alla fine avranno sicuramente ragione quelli più esperti di me che sostengono la impellabile necessità di vero panico per procedere ad una reale pulizia. Tuttavia per ora resta in piedi la mia umilissima idea relativa ad una nuova strategia che preveda il salto della Fenice come storicamente la conosciamo. Non abbiamo visto il panico sul indici é vero, ma avete guardato bene i titoli. Nella quasi indifferenza della massa sono stati decimata interi settori. Anche in Italia, tutti a guardare le banche che certamente sono scese di brutto ma vogliamo parlare ad esempio di Saipem che in un mese passa da 7 a 0,50. Andando a vedere altri indici troviamo molti casi analoghi anche in America. Al 99% mi sto solo facendo delle gran pipe mentali ma se non le dico qua ditemi dove…

kry
Scritto il 3 febbraio 2016 at 12:48

silvio66@finanza,

— ” Nella quasi indifferenza della massa sono stati decimata interi settori. ” —

Quanti sono quelli che ancora possono permettersi di giocare e/o scommettere in borsa … a parte gli statali ?

veleno50
Scritto il 3 febbraio 2016 at 12:55

silvio66@finanza,

Tieni duro Silvio,dai un’occhiata ai grafici storici e ti tranquillizzi subito.Certo che possono scendere ancora,ricordi il 2009? Tutto è buttato nel cestino come allora ,ricordo benissimo di un titolo bancario che è definito attualmente uno dei migliori in Europa ,crollare fino ad un misero 0,85 ha fatto un recupero del 450% ,idem su un titolo del risparmio gestito,etc etc.Non credo che hai bisogno di un mio consiglio ,a piccole dosi come un antibiotico bisogna prenderlo per guarire. Potrebbe arrivare a 12/14000 l’importante avere la ruota di scorta,rischiare quello che ti puoi permettere altrimenti sono c…i amari.buon pranzo Silvio

silvio66
Scritto il 3 febbraio 2016 at 15:17

veleno50@finanza,

Ciao Veleno,
Ricordo bene i primi due mesi del 2009. Il mercato toccò i minimi il 6 di Marzo. Come allora anche oggi siamo riusciti a prevedere la festa e a fine Novembre siamo usciti percui sono tranquillissimo. In realtà sono euforico in quanto simili occasioni capitano ogni 6/7 anni. Sto solo cercando di capire se è quando si scatenerà il panico e nel frattempo tengo d occhio i papabili cavalli sui quali puntare quando la festa finirà. Per inciso la penso come Andrea ossia che la festa vera e propria debba ancora venire e che sarà intervallata da quello che metaforicamente chiamiamo canto del cigno. Fine Febbraio? Inizio di Marzo come il 2009? O molto di più co e suggerisce il Capitano? In Asia e in Europa ci sono già stati notevoli sciaccuoni ma l America tutto sommato tiene ancora e si sa che senza di loro non c’è vera festa. Ti immagini cosa succederebbe in Asia ed Europa se ora rompessero sotto gli americani. Direi meno 50 dai valori di oggi che dici. Qui non bastano ruote di scorta bisogna essere fuori. Oggi i future sono positivi e la voglia di positività è intrinseca negli investitori ma è anche la peggior compagna in questi frangenti. Stiamo sulla riva e aspettiamo nuove dal Capitano.
Mi schiero con coloro che ti difendono Veleno in quanto serve avere anche chi la pensa diversamente per formulare analisi più complete e tu la tua parte la fai.
Buona serata

aorlansky60
Scritto il 3 febbraio 2016 at 15:58

@

Fine Febbraio? Inizio di Marzo come il 2009? O molto di più come suggerisce il Capitano? In Asia e in Europa ci sono già stati notevoli sciaccuoni ma l America tutto sommato tiene ancora e si sa che senza di loro non c’è vera festa.

sono d’accordo, è dagli USA che può partire (se proprio deve) l’innesco significativo per un tonfo epocale, finchè gli yankees reggono [inondando il mercato di parole da “high hope”(belle speranze) come sa fare la Fed] ci sarà ancora spazio per i robo-traders.

E poi a Marzo è previsto l’annuncio di “super mario” circa qualcosa di ancor più corposo per l’europa in fatto di misure economiche, e la cosa potrebbe fornire un pò d’ossigeno ai mercati;

da questo mi spingo a dire che il cigno nero potrebbe vedersi non prima del 2017

resta però l’incognita Cina : è pur vero che da quelle parti hanno corretto in 6 mesi(seconda metà 2015) quello che avevano fagocitato in altrettanti 6 mesi(fine 2014-primo sem 2015, quando il loro indice balzò da 2500 a 5200), ma è anche da un paese opaco come questo [da cui difficilmente si hanno dati certi e attendibili e sappiamo che ciò che più dà fastidio ai mercati è l’incertezza più di dati negativi] che potrebbe provenire un altro scossone significativo a tutto il mondo, in fondo la Cina è diventata la seconda economia mondiale (oltre che il secondo mercato finanziario) e sapere che una fortezza simile possiede i piedi di argilla non mette certo in uno stato di tranquillità.

ed infine l’ultimo fattore : IL PETROLIO… se permarrà a lungo ai livelli attuali, sale significativamente la probabilità di assistere ad un tonfo epocale, gli umori che arrivano dall’industria dello shale nord-americano parlano chiaro; in più, alcuni paesi come il Venezuela rischiano seriamente di saltare in aria.

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