FOMC FED: LE CURVE DI NONNA YELLEN.

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Ve lo ricordate il famoso “la crescita è forte ma rallenta” di Mario Draghi, bene ieri la Yellen non ha fatto altro che dire la stessa cosa, in America in mercato del lavoro è forte ma la crescita rallenta…

“le condizioni nel mercato del lavoro in Usa sono “migliorate ulteriormente anche se la crescita dell’economia ha rallentato alla fine dello scorso anno”.

Come da manuale della realtà, la spesa delle famiglie e gli investimenti delle imprese che nella riunione di dicembre erano considerati SOLIDI ora sono diventati MODERATI.

La sintesi come abbiamo anticipato ieri è tutta qui  ovvero stiamo  “monitorando da vicino gli sviluppi economici e finanziari globali valutando le loro implicazioni per il mercato del lavoro e per l’inflazione e per l’equilibrio dei rischi alle prospettive” di crescita dell’economia Usa.

Come da previsione loro non potranno mai ammettere di aver fatto un errore aumentando i tassi e così si andrà avanti per qualche mese, dichiarando che resta aperta l’opzione per un ulteriore rialzo dei tassi, ma il mercato ha risposto in maniera diversa

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La Fed riconosce che gli investimenti ormai crescono a un ritmo «moderato» e non più «solido», ma preferisce concentrarsi sui «forti aumenti dell’occupazione» che segnalano «un’ulteriore riduzione nella sottoutilizzazione delle risorse del lavoro».È per questo motivo che la Fed non è preoccupata delle pressioni al ribasso sull’inflazione. Ammette, e questa è una novità, che «l’inflazione è attesa bassa nel breve termine, in parte a causa delle ulteriori flessioni del prezzo dell’energia», ma ripete che potrà «salire al 2% nel medio termine quando gli effetti transitori dei prezzi dell’energia e di quelli all’importazione svaniranno e quando il mercato del lavoro si rafforzerà ulteriormente». Ha riconosciuto che le aspettative di inflazione misurate dal mercato sono ulteriormente calate, ma è noto che la Fed dà loro un valore limitato rispetto alle attese derivanti dai sondaggi che «sono poco cambiate, tutto considerato, negli ultimi mesi» (a dicembre apparivano invece in lieve calo).

La Fed punta tutto sulla curva di Phillips peccato che in un simile contesto la curva di Phillips lasci il tempo che trova, soprattutto per chi continua a guidare con lo specchietto retrovisore, dell’occupazione, un indicatore ritardato del ciclo, come abbiamo visto nei giorni scorsi.

US ECONOMY: RECESSION WARNING!

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3 commenti Commenta
kry
Scritto il 28 gennaio 2016 at 10:53

— ” le condizioni nel mercato del lavoro in Usa sono “migliorate ulteriormente anche se la crescita dell’economia ha rallentato alla fine dello scorso anno. ” —

Questo mi ricorda il grafico delle vendite di Caterpiller ( che stranamente tutti vanno a ritroso solo fino al 2005 ) dove a seguito di un fossato di 19 mesi segue una montagna di crescita dovuta ad ” investimento (???)” ed ora sono più di 30 mesi di dati negativi sulle vendite a livello globale.

A volerlo creare il lavoro non manca , si possono anche spianare le montagne vista l’abbondanza di mezzi e il petrolio che a 30 sembra regalato ( e mi piacerebbe confrontare il grafico Caterpiller(vendite)/petrolio(prezzo) però dal 1980 ) … solo che è più facile e conveniente ” per alcuni ” spostare macerie… è sempre stato così.

signor pomata
Scritto il 28 gennaio 2016 at 10:54

Per inciso vorrei far presente ai marinai che la nonna ha detto che probabilmente alzerà ancora i tassi e questo dovrebbe aver avuto oggi dei corrispettivi ragionamenti ossia il dollaro che si apprezza e il prezzo dei tb che si deprime eppure oggi avviene il contrario.
La cosa che mi fa incazzare come non mai è come possano fare giochi , giochini e giochetti senza che nessuno mai si ponga la domanda che cazzo sta succedendo.

phitio
Scritto il 28 gennaio 2016 at 13:14

Cosa dira Draghi visto che quest’anno abbiamo una Pasqua bassa?

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