AMERICA: NEVE SUI BINARI!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

Proprio quando tutti incominciano a parlare di recessione in America e come Bloomberg riporta c’è da stare molto attenti, chissà cosa stanno preparando di bello…

Bank of America: Rail Traffic Is Saying Something Worrying

“Similar periods of weakness have occurred in only five other instances since 1985: (1) the majority of 1988, (2) the first half of 1991, (3) several weeks in early 1996, (4) late 2000 and early 2001, and (5) late 2008 and the majority of 2009 … all either overlapped with a recession, or preceded a recession by a few quarters.”

“Periodi simili di debolezza si sono verificati solo in cinque altri casi dal 1985: (1) la maggior parte del 1988, (2) la prima metà del 1991, (3) qualche settimana all’inizio del 1996, (4) la fine del 2000 e all’inizio del 2001, e (5) alla fine del 2008 e per la maggior parte del 2009 … tutti o sovrapposti con una recessione, o hanno preceduto una recessione di alcuni trimestri. “

Sarà perchè nevica o perchè è esondato il Mississippi?

Un amico mi ha scritto che il buon Platero nel suo programma dall’America, comincia ad essere preoccupato. Da anni non ho più la televisione e non ascolto più la radio, Voi tenetemi informato ;-)

Ieri, infine per omaggiare il solito senno di poi è arrivata anche la Cristina…

I prezzi del petrolio “probabilmente resteranno a livelli bassi per un periodo prolungato”. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, parlando da Parigi a un simposio della Banque de France.(America24)

E pensare che solo il 2 dicembre del 2014…

NEW YORK – “La caduta del prezzo del petrolio è una buona notizia per l’economia mondiale”: parola della direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, che ha spiegato come questa situazione aiuterà la ripresa dell’economia Usa e di molti altri paesi.

Che figata Ragazzi, la Cristina!

lagarde

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6 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 13 gennaio 2016 at 15:44

La caduta del prezzo del petrolio è una buona notizia per l’economia mondiale

:mrgreen: …oh si, come no,

che Christine Lagarde vada a (riba)dire questo suo pensiero alle società nord-americane del scisto [per vedere che ne pensano]… :lol:

e non è che noi in italia vediamo poi tutti questi effetti positivi, visti dalla parte del consumatore :

ho di fronte a me la curva storica del prezzo crude oil degli ultimi decenni, il cui livello attuale (30$/bar) è praticamente simile a quello degli anni 2001-2004, quando però la benzina alla pompa costava 40 centesimi al litro in meno rispetto al 2016… chi glielo va a dire al consumatore che al momento attuale il governo italiano non può certo rinunciare alle accise applicate su ogni litro di carburante, quali introiti garantiti per soddisfare la mai sazia macchina pubblica ???…

comunque, se la Lagarde “ci prende”, questa volta :
I prezzi del petrolio resteranno probabilmente a livelli bassi per un periodo prolungato”

[e la sua non è un opinione isolata, il ministro dello Sviluppo Economico Russo Aleksey Ulyukaye va oltre, dichiarando che “il periodo del basso costo del petrolio potrebbe durare per decenni“, qui non si capisce se tale affermazione nasca da dati oggettivi o messa lì apposta per procurare tensioni verso altri paesi del cartello Opec affinchè si costituisca un ondata comune contraria allo stravolere dei sauditi che di fatto sono gli unici in grado di dettare legge nello stabilire la quotazione del petrolio]

il mondo va di certo incontro a tensioni serie :

a questo livello prolungato -o peggio a 20$ come alcuni iniziano già a ipotizzare-

il Venezuela salta [letteralmente] per aria,
(lo stesso altri emergenti che basano la propria economia soprattutto sull’export di petrolio)

la Russia trattiene a stento i propri umori,

l’industria del scisto in nord-america, meglio lasciar perdere
(il WSJ stima che a questo livello più di un terzo delle società nord-americane andrebbero in banca rotta, e secondo me nell’affermare questo sono stati perfino ottimisti)…

stanziale
Scritto il 13 gennaio 2016 at 20:04

aorlansky60,

Uhm, bo’, di fatto comunque chi ci sta’ rimettendo di piu’, piu’ ancora di russi e americani, che stanno resistendo abbastanza bene, sembrano proprio i sauditi….
ma volevo anche rispondere al tuo commento di ieri su Mps….mi sto’ convincendo (in un mondo dove e’ tutto praticamente fallito) che il calo azionario mps , sfruttando la vicenda bail-in delle 4 piccole banche (clamoroso autogol del governo), sia legato a fattori speculativi CONTRO l’italia. Chiaramente, mps(ed a questo punto anche carige, credo) non puo’ essere bailinizzato, perche’ indubbiamente poi verrebbe giu’ l’ euro, e tutto il resto, a cascata. Se questa analisi come credo e’ corretta, allora e’ un bel ricatto contro il governo Renzi, l’Italia….il Renzi messo’ li’ dai poteri forti stranieri, si, ma che forse , per una parte, resiste in alcuni punti (vedasi la vicenda del gasdotto stream, le banche stesse, forse eni ecc.) e con attacchi alla germania …quindi ecco l’avvertimento mafioso per la colonia italia… piu’ in piccolo, ma simile allo spread a 600 del 2011…se e’ cosi’ in questo caso Renzi fa bene ad ostentare tranquillita’ per Mps e carige (in poche parole, il suo messaggio: la bce e’ obbligata a comportarsi con occhio benevolo).

aorlansky60
Scritto il 14 gennaio 2016 at 09:52

Uhm, bo’, di fatto comunque chi ci sta’ rimettendo di piu’, piu’ ancora di russi e americani, che stanno resistendo abbastanza bene, sembrano proprio i sauditi….

ciao :-)

secondo me, i sauditi [che tutto possono essere, meno che sciocchi e sprovveduti] hanno fatto bene i loro calcoli;

possono resistere -da quanto ho letto da autorevoli commenti ed analisti- per anni con il prezzo del greggio a questi livelli;

sono gli unici al mondo che -data la loro efficienza nella propria catena estrattiva- possono ritrovarsi “in gain” anche con il greggio a 20$/bar, mentre per tutti gli altri concorrenti questo significa “saltare per aria” dati i maggiori costi estrattivi; (ho un grafico statistico del prezzo crude oil che parte dal 1990, ebbene da quell’anno fino al 1999, per un intero decennio, il costo del greggio è rimasto stabilmente ancorato ai 20$/bar e questo non ha evitato ai sauditi “di continuare a far soldi a palate”…)

hanno fatto talmente TANTI SOLDI negli ultimi decenni(7 almeno) da essersi ricavati scorte di liquidità adeguate per resistere a qualsiasi tempesta, di questo c’è da essere certi – non solo liquidità; basterebbe andare a vedere le partecipazioni saudite [e di quelle degli altri emirati del golfo esportatori di greggio] in molte grandi società nord americane(e NON solo); senza considerare i [loro] fondi sovrani… girava una voce già dagli anni 80 : i sauditi fanno talmente tanti soldi che il loro unico problema è quello di non sapere più dove metterli…

secondo me, nel riuscire a leggere la strategia [nel settore oil] intrapresa dai sauditi a partire dal 2014 occorre andare più a fondo del solo fattore economico; si, è vero, alla fine questo è fondamentale, però io penso che la recente apertura dell’amministrazione Obama verso gli sciiti iraniani abbia dato ENORMEMENTE FASTIDIO alla monarchia saudita sunnita notoriamente avversa all’Iran (*);

qui occorre aprire una parentesi : quando si cita un paese come la francia o l’italia, si dice di essi essere costituiti da 60 (o più) milioni di cittadini, che democraticamente eleggono il governo che li deve rappresentare e dirigere;

l’Arabia Saudita è tutt’altra cosa; quando si cita l’Arabia Saudita, si cita la famiglia reggente e basta.

l’Arabia Saudita è uno Stato sovrano popolato da 30 milioni di sudditi (NON cittadini), governati da una monarchia totalitaria rappresentata dalla famiglia reggente; se qualcuno dei sudditi si lamenta o peggio inizia a rompere le scatole alla famiglia reggente, quest’ultima risolve il problema molto serenamente, come sappiamo = eliminazione fisica di 10, 100, 1000 sudditi, non importa il numero; a loro -la famiglia reggente- non importa il destino dei sudditi, dato che la famiglia reggente è quella che di fatto possiede il 100% della ricchezza dell’intero paese (costituita al 100% da export di petrolio); ai 30 milioni di sudditi è garantito un minimo di welfare sociale e di sopravvivenza per mantenere un tenore di vita adeguato, nient’altro, e soprattutto un ordine : QUELLO DI NON ROMPERE [ALLA FAMIGLIA]; se la famiglia reggente non avesse 30 milioni di sudditi ma ne avesse solo 10 milioni o anche solo 1 milione, per loro è lo stesso, dato che quello che a loro importa è un solo fattore : la vendita di petrolio per garantirsi la ricchezza che posseggono, più naturalmente l’altro fattore, fondamentale : la protezione per loro(la famiglia reggente), garantita da decenni con il patto stabilito con gli USA, notoriamente l’esercito con apparato militare più potente del mondo.

Ecco perchè, da quest’ultima considerazione, mi convinco che qualcosa [nel mondo conosciuto] stà cambiando :

lo screzio -o qualcosa di più- avvenuto tra USA e Arabia Saudita mi dice che il mondo stà davvero cambiando; anni orsono, non avremmo visto nulla di tutto quanto stà avvenendo; il mutuo vicendevole rapporto tra USA (potenza militare) & Arabia Saudita (ricchezza petrolio) conveniva fortemente ad entrambi fino al punto da costituire il binomio che ha sorretto e governato il mondo intero (quando URRS e Cina erano ancora assopite dal comunismo intransigente) dalla fine della II WW.

Ora lo stato delle cose sembra mutare;

ora, se [dal 2014] c’era la volontà [da parte della monarchia Saudita] di sfiancare il nuovo concorrente americano (tecnologia shale) in fatto di potenziale export di petrolio (da cui la strategia di non diminuire la propria produzione nonostante evidente frenata della domanda mondiale di petrolio) ora si è aggiunto anche questo notevole screzio ad irrigidire ulteriormente i sauditi, uno screzio che ha dato molto fastidio anche al tradizionale alleato americano dell’area, vale a dire Israele, un altro Stato notoriamente avverso all’Iran (tanto per farci capire che gli yankees sembrano aver perso la bussola di controllo sul mondo) .

Di fronte a questa prospettiva, se i sauditi intendono e riescono a permanere il costo del greggio ai livelli raggiunti attualmente -e nessuno al mondo come loro è in grado di stabilire e “fare” il prezzo del petrolio- di certo si innescano conseguenze serie e inevitabili, per paesi che basano tutta la loro economia su produzione e export di greggio;

se un paese come il Venezuela salta per aria, il mondo assiste e dice “eh” ??? e gira pigramente le spalle…

ma se un paese come la Russia, che come il venezuela basa la sua economia sul petrolio, viene costretto a stringere (e ancora a stringere e stringere) fino a rasentare un possibile default(non credo si possa arrivare a questo nel caso russo, ma serie difficoltà, si), ecco che allora la cosa cambia prospettiva, e di molto, nell’intero scacchiere geopolitico mondiale.

phitio

Se i sauditi pensano di tornare a vendere il petrolio stabilmente a 100$ o piu’ al barile, dopo a ver distrutto la concorrenza, stanno freschi. Se il prezzo del greggio e’ calato, e’ perche i consumatori non avevano piu’ possibilita’ di indebitarsi per pagare quei prezzi, quindi economie in contrazione, domanda in contrazione, prezzi in contrazione.
D;altra parte, L’arabia paga un sacco di soldi in sussidi per tenere buona la popolazione, ed e’ impegnata in almeno due guerre, una conclamata in Yemen (e sta andando male) e una non dichiarata in Siria-Iraq (e li va anche peggio). L’Arabia viaggia con un deficit di bilancio del 15%, in peggioramento, e sta cominciando a chiedere PRESTITI all’estero. Perche’ avrai pure dei fondi sovrani enormi, ma non puoi smobilitare capitali al momento per pagare le tue spese senza rimetterci un sacco. C’e’ chi e’ pronto a scommettere un crollo della dinastia Saud in Arabia per fine 2016 se le cose continuano cosi’ ( o peggio). Se accade, stracciate via pure tutti i vostri scenari e rifateli d’accapo.

stanziale
Scritto il 14 gennaio 2016 at 19:02

phitio@finanza,

Naturalmente, questo anche in risposta ad Aorlansky, le opinioni variano a seconda delle fonti. Anche io avevo letto della estrema difficolta’ dei Saud, mentre invece la Russia grazie alla svalutazione del rublo se la cavicchia. Le mie fonti sono aurorasito, blondet, rischio c. che pero’ traducono, fanno riferimento a siti filorussi.

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