FOMC USA: TRAIETTORIA RAGIONEVOLMENTE SOLIDA!

Scritto il alle 11:02 da icebergfinanza

Giusto per continuare a cercare la trave nell’uovo in mezzo all’entusiamo di tanti bimbi che fanno ooooh di fornte ai risultati strabilianti dell’economia americana, andiamo a vedere cosa sta accadendo al mercato immobiliare…

A ottobre l’attività edilizia negli Stati Uniti ha registrato un brusco rallentamento, calando al minimo da marzo, con i costruttori che hanno tirato il freno a mano su appartmenti e condomini. La domanda di questi ultimi aveva sostenuto il mercato nel corso dell’estate. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l’indice che misura l’avvio di nuovi cantieri è sceso dell’11% a 1,06 milioni di unità. Gli analisti attendevano un calo del 4,1% a 1,16 milioni di unità.

 Collegamento permanente dell'immagine integrata

Thanks to Econoday

Ieri sono uscite le “minutes” ovvero i verbali della riunione della Federal Reserve la banca centrale americana e subito i mercati sono esplosi di gioia.

C’è chi dice perchè secondo loro, l’economia americana è ormai sulla rampa di lancio, c’è invece chi dice che è perchè non è certo che la Fed aumenterà i tassi, comunque vada sarà un successo!

“Per molti membri del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, potrebbero essere raggiunte a dicembre le condizioni che giustificherebbero un rialzo dei tassi entro fine anno.(…)

 “Alcuni” credono invece che difficilmente i dati macroeconomici a disposizione il mese prossimo saranno tali da portare a una stretta. C’è comunque un generale accordo sul fatto che quando inizierà, la normalizzazione della politica monetaria della Fed sarà “graduale”. America24

In sintesi si sta facendo tanto rumore per nulla, ma per il nostro dollaro tutto fa brodo, ancora per un pò di tempo, chissà cosa accadrà quando si accorgeranno dell’esplosione deflattiva che porterà il dollaro forte, ma intanto loro insistono…

MILANO (MF-DJ)–“Se alzeremo i tassi di interesse, sara’ una svolta positiva, non negativa”.Lo ha affermato William Dudley, presidente della Fed di New York, ritenendo che i mercati probabilmente non reagiranno in modo caotico ad un’eventuale azione a dicembre, che sarebbe “forse la mossa piu’ pubblicizzata” della storia.

In effetti qui ci sarà da divertirsi…BofA Merrill Lynch US High Yield B Effective Yield

Proseguendo con la FED…

“Il debole andamento dell’economia al di fuori degli Stati Uniti era stata una grande preoccupazione per la Federal Reserve lo scorso settembre. Ma a fine ottobre, molti membri del board della banca centrale americana avevano osservato “una diminuzione del rischi al ribasso derivanti dagli sviluppo economici e finanziari all’estero” tanto da giudicare come “quasi equilibrati” i rischi sull’outlook per l’attività economica e il mercato del lavoro americani.

In effetti hanno ragione, rischi a ribasso in diminuzione sono confermati da nuovo minimo a SEI ANNI da parte del rame, una cosuccia che nessuno usa più, tutti preoccupati perchè la domanda cinese non si riprende, suvvia loro dicono che va tutto bene, non fate così!

ImmagineThanks to Investing.com

Non dite in giro che minimo chiama un altro minimo, soprattutto a quel furbone di Leonardo ;-)

Per fortuna c’è anche chi ragiona  all’interno della Fed, quattro gatti ma meglio che nulla.

(…)  “Alcuni” membri del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed, hanno tuttavia “notato che i rischi al ribasso dall’estero sono ancora significativi”. America24

Per carità poi trovi di tutto …

“Dennis Lockhart, presidente della Federal Reserve di Atlanta, è favorevole a un rialzo dei tassi di interesse “presto”. Secondo il membro del Federal Open Market Committee (Fom), il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, “l’economia nazionale si trova su una traiettoria ragionevolmente solida”. “

Con l’aiuto prezioso di TRADINGECONOMICS.COM diamo un’occhiata alla TRAIETTORIA RAGIONEVOLMENTE SOLIDA, dopo la più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia dell’economia…

Nel frattempo sul distretto manifatturiero di New York il terzo in America, nevica da luglio…

United States NY Empire State Manufacturing Index

Nel secondo ha incominciato da poco, ma oggi vedremo come la situazione si evolve sul secondo distretti manifatturiero di Philadelphia, anche se è tutta questione di traiettorie…

United States Philadelphia Fed Manufacturing Index

Nel complesso le cose vanno a meraviglia…

United States Chicago Fed National Activity Index

United States Industrial Production MoM

U.S. Retail Sales

Traiettorie solide al ribasso oserei dire, ma tra un mese è Natale, non si può la stagione delle vendite a pioggia è dietro l’angolo, vedrai che meraviglia con questi salari che sono su solide traiettorie al rialzo suppongo…

United States Wages and Salaries  Growth

Dite la verità soprattutto Voi che siete con noi dall’inizio, non vi sembra di essere tornati indietro al 2007, quando fuori le cicale continuavano a festeggiare e noi come tante formichine secchione, dentro in casa a studiare la realtà? Poi tutti sappiamo cosa è successo!

Molte dinamiche interessanti si intravvedono dietro gli ultimi sviluppi dei mercati, ma di questo ne parleremo con gli amici sostenitori di Icebergfinanza in “Machiavelli e la fortuna 2016″ la stessa fortuna che il buon Niccolò non considerava il fato che regola i destini degli uomini, ma in realtà la forza di tutto ciò che sfugge al suo dominio.

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50 commenti Commenta
kry
Scritto il 19 novembre 2015 at 11:27

Proprio non capisco,
si da sempre la colpa alla neve e poi ti ritrovi scritto

“ma tra un mese è Natale, non si può la stagione delle vendite a pioggia è dietro l’angolo, … ”

si vede che anche qui con le vendite a pioggia a Natale ci si aspetta un miracolo o forse FIOCCHERANNO gli ACQUISTI. Allora prepariamo gli ombrelli che fanno pil anche quelli.

OOOHHHH

massimo84
Scritto il 19 novembre 2015 at 11:42

il grafico del deb/pil?

con tutti questi risultati strabilianti immagino almeno abbiano sistemato le finanze pubbliche
o mi sbaglio?….

emzag
Scritto il 19 novembre 2015 at 11:42

Ho notato che molti paesi si sono affrettati a dichiarare che, ahimè, saranno costretti a sforare i limiti di deficit. Potrebbe essere un escamotage per iniziare un periodo di politiche espansive come spesso accade basate sulla spesa militare.
Tra l’altro a otto e mezzo Arpino e altri, anche qui evidentemente cogliendo la palla al balzo per qualcosa che preme moltissimo a Italia e Europa, hanno detto che sarà (sempre ahimè) necessario riallacciare buoni rapporti con la Russia.
Se aggiungiamo che ci sarà un trade off generale fra libertà e sicurezza fortemente voluto dal popolo in mortale periglio, credo che si stiano formando le condizioni per un periodo di superamento delle politiche di austerity.
In fondo le politiche restrittive servivano principalmente a disciplinare il lavoro e a svilire la democrazia. I costi e rischi però si stanno dimostrando elevati (vedi Finlandia) e uno stato di emergenza continuo può raggiungere gli stessi effetti ma concedendo qualcosa di più sul piano economico.
Dove porteranno alla lunga delle politiche espansive basate sulle spese militari e una progressiva limitazione delle libertà personali non si sa.

P.S.: non è una tesi complottista, gli attentati NON sono etrodiretti (sui finanziamenti dietro le quinte invece chiedete a Vladimir, ma è un’altra questione).

kry
Scritto il 19 novembre 2015 at 11:57

massimo84@finanzaonline:
il grafico del deb/pil?

con tutti questi risultati strabilianti immagino almeno abbiano sistemato le finanze pubbliche
o mi sbaglio?….

http://www.usdebtclock.org/#

reragno
Scritto il 19 novembre 2015 at 12:10

Ciao Andrea una domanda concreta:

ritieni sempre plausibile un euro alla parità contro dollaro entro la fine dell’anno?

massimo84
Scritto il 19 novembre 2015 at 13:12

emzag@finanza,

superamento dell’austerity “grazie” al pericolo guerra-attentati?
sono convinto del contrario
quanto turismo perdi per poter spendere 2 soldi in sicurezza in più?

nel 2011-2012, periodo montiano e la campagna libica, l’indice nostro tornò a 12.000
vogliamo parlare delle torri gemelle?
dei prestiti insolventi? tutto rimandato a dopo la guerra?

il terrorismo può essere usato per spostare l’attenzione, questo sì, ma non cambierà di una virgola la situazione reale.

silvio66
Scritto il 19 novembre 2015 at 13:45

Cari Marinai,
sgombriamo un po di nebbie.
Nessuno predice il futuro ma di una cosa siamo sicuri: il mercato sta scontando ADESSO tutto ciò di cui stiamo parlando in previsione di Dicembre.
Buona giornata.

signor pomata
Scritto il 19 novembre 2015 at 13:58

I mercati salgono perche alzano i tassi…….no salgono perche i tassi non li alzano più.
I mercati salgono perche devono………..a ecco.
Un tempo esisteva fare analisi sulla situazione economica e tentare di capire le varie dinamiche, oggi il mercato ha cessato di esistere e noi nemmeno ce ne siamo accorti.
Qualche anno fa un tale di cui non ricordo il nome ma è un ottimo osservatore dei mercati disse che non avevano che una sola opzione cioè far diventare la merda cioccolato.
In quel tempo non potevo capire, oggi ho capito ma…..è tardi.
Riguardo al nostro percorso credo che anche il nostro capitano non abbia considerato la le variabili economiche esistono in un mercato, se togli il mercato…….
Comunque ritengo che forse sapendo che la bce sarebbe stata costretta a fare il qe si sarebbe dovuti prendere decisi altre strade e questo anche nel caso del dollaro perche probabilmente la scelta vincente era si obbligazioni in dollari ma di stati diversi da gli usa.
Vediamo come evolve.

emzag
Scritto il 19 novembre 2015 at 13:59

massimo84@finanzaonline:
[email protected],

il terrorismo può essere usato per spostare l’attenzione, questo sì, ma non cambierà di una virgola la situazione reale.

Forse hai ragione ma a mio avviso se per implementare la lotta al terrorismo permettono di sforare i deficit e soprattutto si alleano con la Russia normalizzando i rapporti credo che qualcosa succederà anche se a cosa porterà nel lungo periodo, come ho detto, non lo so.
Un piccolo indizio è che il rublo si sta rafforzando.

dorf001
Scritto il 19 novembre 2015 at 23:18

ragazzi miei, vogliamo parlare di terrorismo? di guerra? guardate che gli ameicani son bravissimi a truccare i conti della finanza. ma sono altrettanto bravi a racconta balle su chi è il vero fomentatore del disastro globale. cioè loro. azz hanno imaparato bene la lezione di Goebbels.

sapete chi è il capo del’isis??? ebbene il senatore mc cain è un suo grande fan, e guai a dargli contro. men che meno a sparargli addosso. come volgiono fare i russi.

e allora mc cain si incazza se i russi sparano ai tagliagole!!!

ecco cosa dice mc cain, ve lo traduco.

Uno dei gruppi ribelli siriani appoggiati dagli Stati Uniti, la cosiddetta Free Syrian Army, ha detto che il loro comandante è stato ucciso da una bomba russa in provincia di Hom. Il senatore statunitense John McCain si è affrettato a saltar fuori e accusano la Russia di aver ucciso i ribelli addestrati dalla CIA.

i commenti dell’articolo dicono : che vergogna gli USA, ora mandiamo tutti i profughi a Washington

Gran pezzo! Bravo Blondet

Grande Putin: questa volta i giornalisti nostrani leccapiedi del potere occidentale dovranno arrampicarsi sugli specchi per confezionare le notizie : diventa sempre più difficile scrivere di queste notizie per loro. Come dire che i ribelli contro Assad sono in realtà l’isis, pagati, armati e addestrati dagli usa? Come dire che la russia sta veramente combattendo contro quel terrorismo con cui gli usa ci hanno rotto i maroni dal 2001, creato e servito all’occidente per distruggere intere popolazioni in questi ultimi 15 anni e per accaparrarsi le risorse energetiche.
Se la russia distrugge veramente l’isis e viene fuori palese palese (anche per la massaia di voghera) che al qaeda è un database inventato dagli usa-israele e che l’11 sett. è stato condotto con droni della us force ed è stato tutta una messa in scena con l’aiuto di computer grafica per far credere al mondo che fossero aerei di linea quelli entrati nelle torri e tutti gli altri dettagli sulle torri cadute sotto l’effetto di termite da demolizione, ecc ……. bhe, allora bisogna fabbricare al più presto un nuovo nemico !!!

Dopo il blocco economico all’Iraq nel 1990 venne chiesto alla segretaria di stato USA Marlene Albright: ““Abbiamo sentito che mezzo milione di bambini sono morti. Voglio dire: questo è un numero maggiore di quanti bambini morirono ad Hiroshima…….Valeva la pena pagare questo prezzo?”
E lei rispose: “Si, noi riteniamo che abbia valso la pena”.

Durante l’operazione “Piombo Fuso” ci sono state 1.364 vittime civili di cui
di cui 315 bambini e 166 donne (rapporto Goldstone).

E ora sono gli stessi che accusano i raid russi di aver ucciso bambini.

vi consiglio vivamente di leggerlo questo bel articolo, qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15637

by DORF

veleno50
Scritto il 20 novembre 2015 at 08:50

silvio66@finanza,

Se Putin riesce ad avere l’appoggio europeo contro il terrorismo si potrebbe scatenare una guerra finanziaria senza precedenti,gli americani non lo potrebbero accettare.
signor pomata@finanzaonline,

è un grande guazzabuglio non è facile dipanare la matassa. Quando c’è pericolo di tempesta è meglio rimanere in porto che in mare aperto.

madmax
Scritto il 20 novembre 2015 at 09:34

9/11 reloded impatto terrorismo economia!
Parto dal dire che ogni atto di terrorismo va condannato perche’ colpisce sempre persone innocenti, tanto per evitare malintesi.
Ma quanto scritto sopra in alcuni post mi fa riflettere, nel post 9/11 tutti si affrettatono a dire che l’economia causa attentati era diventata fragile e si entrava in una recessione. In realta’ guardando i dati gia’ da prima, diciamo Aprile-Maggio i segni del rallentamento erano evidenti, ma l’evento fu la causa “ufficiale”. Oggi mi pare di vedere lo stesso film, tutti cominciano a dire che sforeranno i deficit, che devono spendere di piu’ in sicurezza e che poi l’economia va male e via dicendo…purtroppo un film gia’ visto.

kry
Scritto il 20 novembre 2015 at 10:14

madmax,

Bravo concordo. Controllavo

http://www.tradingeconomics.com/

quanti fossero gli stati europei con il Badget governativo superiore al -3%.

closing time

sforeraranno tutti in nome della sicurezza; deflazione a go go per i rentier del mondo e tassi negativi ovunque. manca un tassello : eliminare il contante e anche questo scommettiamo che in nome della sicurezza avverrà quasi ovunque: tutte le transazione superiori a pochi spiccioli con carat di credito. il contante è altrimenti indeflazionabile

madmax
Scritto il 20 novembre 2015 at 12:30

madmax,

Kry per me quello che e’ agghiacciante e’ il deficit Japan!!!!
Ovvero un altro -7% che si aggiunge alla montagna di debito!!! Hallo dove sono le agenzie di RATting a scassare la balle????

kry
Scritto il 20 novembre 2015 at 12:32

aorlansky60,

Raccontano BALLE , creano BOLLE , si credono BELLI mentre sono BULLI … zio BILLI.

closing time@finanza,

L’eleminazione del contante E’ IMPOSSIBILE.
Il perchè lo scrisse tempo fa l’amico JL.
( poi come scrivi ” quasi ovunque ” sembra quasi un paradosso ).

kry
Scritto il 20 novembre 2015 at 12:36

madmax,

Non è COLPA delle agenzie , sono le INCOPETENTI istituzioni italiane che se le lasciano scassare.

( PS perchè quello Ultra Kakka al -5,7% NO ??? )

madmax
Scritto il 20 novembre 2015 at 12:47

Opppsss mi sono auto commentato, scusate, era diretto a Kri.
Comunque io continuo a ripostare il link della scadenza del debito pubblico US, ovvero il 58% equivalente a 7408 Miliardi di USD va in scadenza nei prossimi 4 anni (vedere pag. 18, http://gao.gov/assets/680/673641.pdf )
Di nuovo nessuno scrive della sostenibilita’ di tale ri-finanziamento???
Dai giornalisti che frequentate il blog due righe in prima pagina!!!!

kry
Scritto il 20 novembre 2015 at 12:59

madmax,

Pensa con che facilità riusciranno a rifinanziarsi visto il probabile ritorno in patria di tutto quello stampato in precedenza. Per assurdo potrebbero essere anche TROPPO POCHI 7408.

dorf001

aorlansky60,

hei amico, ti chiedi che razza di comunità è questa? e la chiami europa? sei mai andato dentro ad una stalla di vacche? sentito il profumino? ecco…..quella è l’europa. ho una robetta x te. ma anche per tutta la ciurma. per te kry, dai ti faccio leggere un pò. datevi da fare.
……………………………………………………………………………………………………………………………………

L’ATTO RIVOLUZIONARIO DI DIRE LA VERITA’
DI JOHN PILGER

L’intervento a Londra di John Pilger, in occasione del lancio dei file WikiLeaks, con una introduzione di Julian Assange. George Orwell disse: “In tempi di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.

Questi sono tempi bui, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite. È come se la realtà politica fosse stata privatizzata e l’illusione legittimata. L’era dell’informazione appartiene ai mass media. Si fa politica attraverso i media; si censura attraverso i media; si va in guerra tramite i media; si punisce con i media; ci si distrae con i media – una linea di assemblaggio surreale composta da luoghi comuni e falsi presupposti.

L’incredibile tecnologia [di cui disponiamo] è diventata sia nostra amica che nostra nemica. Ogni volta che accendiamo un computer o che prendiamo in mano un dispositivo digitale – i nostri rosari laici – siamo sottoposti a controlli: alla sorveglianza delle nostre abitudini e routine, e a bugie e manipolazioni.

Edward Bernays, l’ideatore del termine “pubbliche relazioni”, un eufemismo per “propaganda”, lo predisse più di 80 anni fa. Lo chiamò, “il governo invisibile”. Scrisse: “Quelli che manipolano l’elemento invisibile chiamato democrazia moderna costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro paese… Noi siamo governati, le nostre menti sono modellate, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite, in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare…”

L’obiettivo di questo governo invisibile è di impadronirsi di noi: della nostra coscienza politica, del nostro senso del mondo, della nostra capacità di pensare in modo indipendente, di separare la verità dalle menzogne.

Si tratta di una forma di fascismo, una parola che giustamente siamo cauti nell’usare, preferendo lasciarla nell’incerto passato. Ma un moderno, insidioso fascismo è ormai un pericolo costante. Come nel 1930, grandi bugie ci vengono recapitate con la regolarità di un metronomo. I musulmani sono cattivi. I fanatici sauditi sono buoni. I fanatici dell’ISIS sono cattivi. La Russia è sempre un male. La Cina sta diventando un male. Bombardare la Siria è giusto. Le banche corrotte sono buone. Il debito corrotto è buono. La povertà è buona cosa. La guerra è normale.

Di coloro che mettono in dubbio queste verità ufficiali, questi estremismi, si pensa abbiano bisogno di una lobotomia – finché sono diagnosticati “on-message”, cioè gente che si parla addosso. La BBC offre questo servizio gratuitamente. Chi non si sottomette è etichettato “radicale” – checché significhi questa parola.

Il vero dissenso è diventato una bizzarria; eppure coloro che dissentono non sono mai stati più importanti. Il libro che sto lanciando stasera, ‘The WikiLeaks Files’, è un antidoto a un fascismo che non usa mai il proprio nome. È un libro rivoluzionario, così come WikiLeaks stessa è rivoluzionaria – esattamente come Orwell intendeva nella citazione che ho usato all’inizio. Perché dice che non dobbiamo accettare queste menzogne quotidiane. Non abbiamo bisogno di rimanere in silenzio. O, come Bob Marley una volta cantò: “emancipatevi dalla schiavitù mentale.”

Nell’introduzione, Julian Assange spiega che non basta pubblicare i messaggi segreti del grande potere, ma che dare loro un senso è fondamentale, così come inserirli nel contesto di oggi e nella memoria storica.

Questo è il notevole risultato di questa antologia, questo reclama la nostra memoria. Collega le ragioni e i crimini che hanno causato tanta sofferenza umana, dal Vietnam e Centro America, al Medio Oriente e all’Europa orientale, con la matrice del potere rapace, gli Stati Uniti.

È attualmente in atto un tentativo americano ed europeo di distruggere il governo della Siria. Il primo ministro David Cameron ne è particolarmente entusiasta. Questo è lo stesso David Cameron che io ricordo come un untuoso PR impiegato da una ditta di speculazioni della televisione commerciale indipendente britannica.

Cameron, Obama e il sempre ossequioso Francois Hollande vogliono distruggere quel che resta dell’autorità multi-culturale in Siria, un’azione che sicuramente aprirà la strada ai fanatici dell’ISIS.

Questa è una pazzia, naturalmente, e la colossale bugia che giustifica questa follia è che sarebbe per sostenere quei siriani che si sono ribellati a Bashar al-Assad nella primavera araba. Come rivela però Wikileaks, la distruzione della Siria è stata a lungo un cinico progetto imperiale che precede la rivolta della primavera araba contro Assad.

Per i padroni del mondo a Washington e in Europa, il vero crimine della Siria non è la natura oppressiva del suo governo, ma la sua indipendenza dal potere americano e israeliano – come è altrettanto vero che il crimine dell’Iran è la sua indipendenza, e la vera criminalità della Russia è la sua indipendenza, e che il vero crimine della Cina è la sua indipendenza. In un mondo di proprietà americana, l’indipendenza è intollerabile.

Questo libro svela queste verità, una dopo l’altra. La verità di una guerra al terrorismo che è sempre stata una guerra di terrore; la verità su Guantanamo, la verità su Iraq, Afghanistan, America Latina.

Mai come adesso c’è un così urgente bisogno di dire la verità. Con alcune lodevoli eccezioni, i giornalisti mediatici pagati apparentemente per mettere le cose in chiaro sono ora assorbiti in un sistema di propaganda che non è più giornalismo, ma anti-giornalismo. Questo è vero dei liberali e rispettabili quanto lo è di Murdoch. A meno che non siate disposti a monitorare e controllare ogni asserzione speciosa, le cosiddette notizie sono diventate inguardabili e illeggibili.

Mentre leggevo The WikiLeaks Files, mi sono venute in mente le parole del compianto Howard Zinn, che spesso faceva riferimento ad “un potere che i governi non possono sopprimere”. Questo descrive Wikileaks, e descrive i veri informatori che condividono il loro coraggio.

A titolo personale, conosco la gente di Wikileaks da un po’ di tempo ormai. Che abbiano ottenuto ciò che hanno ottenuto in circostanze non di loro scelta è una fonte di costante ammirazione. Il loro salvataggio di Edward Snowden viene in mente. Come lui, sono eroici: niente di meno.

Il capitolo di Sarah Harrison, ‘indicizzazione dell’Impero’, descrive come lei e i suoi compagni abbiano istituito un’intera biblioteca pubblica della diplomazia statunitense. A disposizione di tutti adesso ci sono più di due milioni di documenti. “Il nostro lavoro”, scrive, “è dedicato ad assicurarci che la storia appartienga a tutti.” Com’è emozionante leggere quelle parole, che sono anche un tributo al suo stesso coraggio.

Dal confino di una stanza presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, il coraggio di Julian Assange è una risposta eloquente ai vigliacchi che lo hanno infamato e al potere canaglia che cerca vendetta su di lui e allo stesso tempo conduce una guerra alla democrazia.

Niente di tutto ciò ha dissuaso Julian e i suoi compagni di WikiLeaks: neanche un po’. Non è forse straordinario?
The WikiLeaks Files: il mondo secondo l’impero USA è pubblicato da Verso.

John Pilger

Fonte: http://johnpilger.com

DORF

neodimio67
Scritto il 21 novembre 2015 at 08:50

Leggo sempre con piacere gli interventi di Dorf che condivido quasi sempre. Mi permetto comunque una piccola riflessione, parole in libertà che scrivo di getto da profano.. Per me l’assimilazione a “fascismo” è del tutto inappropriata e fuorviante. Ordoliberismo e destra sociale rappresentano idee e concetti secondo me del tutto ANTITETICI. Da una parte l’arroganza del dominio del mercato tutto privato dei più forti, così privato da rendere lo Stato corrotto un VUOTO contenitore, solo una facciata. L’uomo diventa un tubo digerente. Repressione finanziaria. Redistribuzione forzata tra poveri e classi medie. Relativismo ed egualitarismo (tra nuovi poveri) stile comunista. Non la vera redistribuzione, quella giusta, tra iper-ricchi ed il resto.
Dall’altra parte uno STATO STATO fisiologicamente sì non democratico (non potrebbe essere diversamente in quanto Stato-Sistema sociale) ma uno Stato dominante in cui i servizi strategici essenziali non subiscono intromissioni del privato (telecomunicazioni, trasporti, sanità, scuola..). La persona in salute, l’individuo come distinto in forma meritocratica, comunque dignitoso in quanto utile alla società, il valore della famiglia, niente egualitarismo stile marxista. E se permettete in una simile concezione di società non ci vedo nulla di distopico soprattutto se confrontata con il mondo in cui viviamo.

madmax
Scritto il 21 novembre 2015 at 14:20

neodimio67@finanza,

Neodimio,
Io riformulerei il problema, ovvero a cosa serve lo Stato e cosa dovrebbe fare? Secondo alcuni, liberisti come la Lady di Ferro, lo Stato non esiste, tutto dovrebbe essere privato: scuole, ospedali, prigioni ovvero tutto in mano ai privati. Perché? Perché partono dal concetto che il privato sia migliore e sappia fare meglio le cose!

Primo falso, la recente crisi finanziaria ha dimostrato che il privato e’ inefficiente ed incapace come tutti gli attori e senza lo STATO non sarebbe stato capace di salvarsi.

Si dice che la sanità privata è migliore ma non ricordo un ospedale pubblico come quello privato a Milano in cui macellavano pazienti per gonfiare i rimborsi. E ricordiamo i privati non si mettono mai nei servizi di primo soccorso o rianimazione, o curare malattie rare, troppo costoso.

Come credo non sia corretto avere prigioni private, che più guadagnano tanto più a lungo restano i detenuti. Per assurdo si arriverebbe, come provato nel documentario di Moore sul Capitalismo, che il giudice essendo socio della società che gestiva la prigione dava il massimo della pena a tutti per massimizzare il profitto ma sulla pelle di giovani.
E forse non e’ casuale che gli US sono il paese con il più alto numero di prigionieri. Diciamo 700 persone in carcere ogni 100.000 abitanti, un grosso business se poi si pensa che esistono più carceri che college.

Potrei andare avanti all infinito ma mi fermo.

Il problema, nasce quando si condanna e si dice che tale sistema è fallimentare.

Dirlo chiaramente e’ da “ribelli e arretrati radicali” infatti sempre la Lady di Ferro diceva:there is no alternative (TINA) non ci sono alternative…falsissimo un sistema diverso e’ possibile, dove il privato sia confinato ai suoi ruoli e lo Stato garantisca i servizi essenziali per tutti…ma il pensiero globalizzante dice che questa logica è sbagliata, perché va contro ovviamente i loro interessi di massimizzazione del solito profitto.

Chiamalo come vuoi, ma questo è il problema!

dorf001
Scritto il 21 novembre 2015 at 15:51

neodimio67@finanza,

ciao amico. ecco vorrei puntualizzare 2 cosucce. quando posto un articolo, cerco sempre che sia interessante e pertinente, non vuol dire però che dò ragione al 100% al tizio che lo scrive.

al massimo all’80%. io sono italiano e non voglio più vedere che noi italiani ascoltiamo sempre e solo gli altri. fessi!!! noi siamo i meglio, solo che abbiamo paura a dirlo.

senti vengo subito al punto. giusto sul fascismo. ora ho poco tempo. hai ragione. fatti una cortesia. leggiti il libro di luca mercalli, cioè : Prepariamoci

Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d’interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare. L’autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il programma politico che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane ed economiche (dal consumo d’acqua ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall’orto all’impegno civile). Oggi non possiamo più aspettarci soluzioni miracolistiche: meglio dunque tenere il cervello sempre acceso, le luci solo quando servono

siccome l’ho letto da poco, circa a metà libro parla dei tempi agli albori di mussolini. beh ti racconta di quanti grandi fisici e scienziati e ingegneri avevamo allora. che avevano studiano bene cosa vuol dire “autarchia”. vuol dir solo arrangiarsi da soli, senza chiedere niente a nessuno. e vedrai che avevamo gente in gambissima e ti parlo di 60 anni fa e più. ahh sti tizi hanno scritto pure dei libri. qualcosa si trova in giro. forse anche in rete. usa anche le biblioteche, male non fanno.

vedrai vedrai.

BY DORF

kry
Scritto il 22 novembre 2015 at 00:48

madmax,

” Primo falso, la recente crisi finanziaria ha dimostrato che il privato e’ inefficiente ed incapace come tutti gli attori e senza lo STATO non sarebbe stato capace di salvarsi.”

FALSO.

FALSO.

FALSO.

Lo STATO ( per merito della classe politica ) per l’ennesima volta ha dimostrato d’essere in grado di sovvenzionare , con contributi vari , le aziende private inefficienti e incapaci.

DEMORALIZZANDO E DEMOTIVANDO chi invece aveva voglia di fare.

madmax
Scritto il 22 novembre 2015 at 14:32

kry@finanza,

Effettivamente!
La domanda sul perche’ non danno i soldi a chi merita ma a societa’ decotte, concordo sull’osservazione, ma forse ha ragione Braudel sul fatto che a livello piu’ nascosto i paladini del libero mercato si “associano” con i politici per far si che il libero mercato sia solo per i loro amici!!!

dorf001
Scritto il 22 novembre 2015 at 19:02

kry@finanza,

si certo, come no!!! i privati sono meglio? ma dai sei su scherzi a parte spero.

ebbene lo stato, gli stati, brutti cattivi….sono come l’uomo nero, diciamo hanno fatto un buco di economia un disastro pari a 100.

invece i tuoi cari privati sono riusciti a fare un buco ben più enorme. questi geni privati sono arrivati a 300 di buco. allora chi è meglio e chi è peggio??

per me i privati sono buoni a nulla. lo hanno dimostrato ampiamente. tutti i giorni. a livello mondiale. ed è 30 anni che è cosi’.
KRY hai bevuto qualcosa di forte x caso? sto parlando di quelli grossi ok? ma anche tra i piccoli non si scherza.

tu hai il dente avvelenato di quando eri uno dei piccoli. ma vedi caro mio, anche tra i piccoli sono pochi ma pochi quelli onesti.

io li ho visti all’opera. ho visto ahimè tante aziende. e il loro unico obiettivo era accumulare più denaro possibile. e non li fregava un cazzo di ammordernare i macchinari e l’azienda.

mettevano i soldi solo in BOT e compravano case a manetta. quello facevano. e io in fabbrica avevo un muletto che sarà stato della prima guerra mondiale.

poi ben 3 di queste aziende venete sono fallite. per colpa loro. dopo anni ho capito, leggendo MAZZALAI.

ragionavano, e lo fanno ancora tutte quelle venete, solo sul breve termine. MAI e poi mai che ragionino su cosa fare nei prossimi 5 anni. come affrontare le sfide, e voler un pò di bene agli operai, che sono quelli che tirano avanti l’azienda.

no, quelli sono solo merce sacrificabile.

ma per piacere. sono tutti invasati sulla teoria del neoliberismo. guardati attorno a Verona. sei cieco?

cosa spinge cosa motiva le 3 grandi ditte veronesei dell’agro-alimentare? i schei…schei….schei…. e basta!

tutti i giornali più grossi italiani soon falliti, lo sai o no? eppure lo stato continua a tenerli in vita. parliamo di 10-15 milioni di EURO all’anno. grazie a una legge che ha inventato 70 anni fa Mussolini.

dove sta squinzi ehh?? non ha vergogna? e la marcegaglia? visto che ha dentro quote societarie? ehh….

e la loro tanto sbandierata storia dei capitani coraggiosi? ma dove? sono tutti delle mezze seghe. venduti. buoni a nulla.

il loro adorato capitalismo demenziale che tanto invocano? ahh loro fanno danni, perdono soldi, poi corrono dallo stato piangendo e pretendono pure che li salvi. vuol dira cacciar fuori milioni al posto loro.

hai accettato il capitalismo? bene, allora accetti pure il fallimmento ok? ma ci rimetti soldi tuoi, no dello stato. troppo comodo.

ahh dove è adriano olivetti? dove sono sti imprenditori fantastici che tu vedi kry? io non li vedo.

neanche tra i piccoli. che son anche peggiori. perchè sono di una ignoranza mostruosa.

pensano che perchè hanno un milione o due in banca, sono meglio dei loro operai. ahh ahh ahh. arroganti, ma di una ignoranza cosmica!!!

ma sai quanti ne ho visti kry sulle tv locali venete? tu non hai idea. li ascoltavo, ed ero allibito.

non sanno nulla di nulla. una scimmia potrebbe sapere più di loro. tu fai come vuoi, io di questi non ho la minima fiducia. ci porteranno al disatro. non vogliono a tutti i costi mangiare cemento? evvai con la costruzione di case capannoni. chi se ne fotte se poi restano vuoti, scheletri nelle campagne.

lo sai o no, che il veneto è la seconda regione d’italia, dopo la lombardia per via di distruzione del territorio?

abbiamo in veneto un bel 20% in più di case e immobili, e mettici pure i capanoni. lì vuoti, che non servono a niente. solo a fare danno ambientale.

ma tutto quello che ti ha insegnato john ludd non è servito a niente? e la crisi ambientale….e la crisi energetica…???

ma tu pensi che questi dementi imprenditori, sia piccoli che grandi lo sappiano? mavalà. dormono in piedi. solo che distruggeranno tutto. peggio delle cavallette.

il mio sindaco lo sà? ci credi? ha pure la delega alle costruzioni. il tuo sindaco lo sà?

gli imprenditori del tuo paese lo sanno? ma quanto sanno? ma cosa sanno? ma sanno qualcosa di utile per l’umanità?

ma tu pensi che questa gente ci salverà? o il loro unico obbiettivo è di riempire il loro portafoglio, e gli altri si fottano?

pensaci, e poi dimmi.

io non ho dubbi. su di loro.

non te la prendere eh, ma oggi mi gira cosi’.

by DORF

kry
Scritto il 23 novembre 2015 at 12:40

dorf001@finanza,

I privati FALLISCONO e ” FORSE PAGANO “.

Il PUBBLICO NON FALLISCE E DI CERTO ALTRI PAGANO.

emzag
Scritto il 23 novembre 2015 at 14:17

kry@finanza:
[email protected],

I privati FALLISCONO e ” FORSE PAGANO “.

Il PUBBLICO NON FALLISCE E DI CERTO ALTRI PAGANO.

Prego?
Oh…se fallisce il grande privato paga sempre il pubblico…hai bisogno di qualche esempio?
Forse non sei italiano quindi non sei abbastanza informato…

E’ il piccolo privato che paga di persona ma il piccolo privato è cretino perché pensa che il suo nemico sia lo Stato di conseguenza, in generale, i lavoratori dipendenti se si sindacalizzano troppo.

Sveglia ragazzi, la lotta di classe i “potenti” la fanno in maniera raffinata, mettendo contro i subalterni cioè lavoratori vs micro e piccola impresa.
Allora succede che per la paura di doversi confrontare con le oligarchie del “vero” potere – per le quali si prova al contempo timore e adorante ammirazione – lavoratori e micro e piccola impresa decidono che “lotta di classe” significa solo farsi gli affaracci propri quindi i lavoratori vogliono le garanzie a tutti i costi (welfare, buoni contratti, indulgenza sul poco impegno in modo da costruirsi una seconda piccola attività) mentre i micro e piccoli imprenditori esigono di non pagare le tasse e di poter imporre le condizioni contrattuali ai dipendenti.
Due categorie subalterne incapaci anche solo di immaginare lo spirito di sacrificio e di solidarietà che occorre per una lotta.
E su quello, cari miei, i dominanti non hanno alcuna colpa.

kry
Scritto il 23 novembre 2015 at 16:27

emzag@finanza,

Magari la prossima volta il commento non solo per la prima riga , sempre che si sia stati in grado di aver letto quanto c’ è scritto … e ” FORSE PAGANO “.

silvio66
Scritto il 23 novembre 2015 at 18:28

emzag@finanza,

Ciao Emzag,
condivido il tuo pensiero, fino a che la gente sarà distratta dai mali del “pubblico” non si accorgerà del pericolo proveniente dal privato. La prova si evidenzia nel costante incremento del deficit delle parti decorrenti nella bilancia dei pagamenti.

emzag
Scritto il 23 novembre 2015 at 18:44

kry@finanza:
[email protected],

sempre che si sia stati in grado di aver letto quanto c’ è scritto

Sì e anche se si è in grado sapere quello che si è scritto.

Il privato che fallisce viene ripagato dal pubblico come sanno tutti dato che questa crisi è iniziata per il debito privato e non per il debito pubblico.
La Lehmann Brothers l’ha ripagata il pubblico con un meccanismo un po’ complesso che non spiego ma che sicuramente conoscerai.
Un privato ripagato dal pubblico.

L’Alitalia è fallita da pubblica perché l’hanno fatta fallire i privati dopodiché l’hanno presa i privati che l’hanno fatta fallire di nuovo dopo solo 4 anni e di nuovo ha pagato il pubblico con uno sproposito di cassa integrazione più gli incentivi ad accettarla che erano 7000 euro netti a cranio.
Bisognerebbe cominciare a capire che la distinzione fra privato e pubblico non è così netta come alcuni credono.
Siccome le piccole imprese campano sulla spesa dello Stato dovrebbero intuire, con il fiuto caratteristico del brillante piccolo imprenditore italiano, che se il pubblico smettesse di ripianare i debiti propri e dei privati che ne approfittano, lui andrebbe a gambe all’aria in due giorni.
Il problema non è “privato o pubblico” ma l’ingerenza del grande “privato” che si appropria del pubblico creando una rete di clientele, piccoli sottogruppi di interesse e di (sotto) potere che trasformnano lo Stato in un bancomat per l’esclusivo vantaggio di alcuni.

Ho risposto a quello che hai scritto non ad altro, se intendevi dire una cosa differente prova ad argomentare in maniera più estesa.

stanziale
Scritto il 23 novembre 2015 at 19:22

emzag@finanza,

Sono sostanzialmente d’accordo, ma e’ ancora peggio di quanto si creda. Esiste una ulteriore categoria: il pubblico (italiano, in questo caso la regione toscana), controllata o comandata dal pubblico (in questo caso lo stato francese o tedesco, a scelta secondo i casi) che fa fallire una impresa mezza pubblica e mezza privata italiana che andava benissimo, per farla rilevare appunto dal pubblico(francese, pero’): e’ il caso della gara regionale toscana per il trasporto pubblico, fatta vincere senza titoli veri ad una impresa con 3-4 autobus in tutta la toscana, che pero’ e’ controllata da una impresa di proprieta’ dello stato francese. la quale grazie alla vittoria al ribasso dell’asta, ricattera’ la cap prato, azienda fortissima che andava benissimo rilevandone l’attivita’ , le centinaia di autobus, le sedi, ed i dipendenti per quatto soldi ed abbassandogli sicuramente il normale stipendio che prendevano. Questo io prevedo. E’ cosi’ che si servono i cittadini (di francia e germania, naturalmente).
Vedere anche il caso del fondo salva banche tedesche e francesi relativo alla banche greche: erogati altri 6 miliardi , notizia di oggi. quindi inutile pensare senpre male, non e’ che il governo non pensa ai poveri precoci, coloro che lavorano da oltre 40 anni, non e’ che non pensi alla giusta flessibilita’ per i lavoratori: ci pensa, solo che il soggetto e’ il lavoratore tedesco o francese.

stanziale
Scritto il 23 novembre 2015 at 19:24

stanziale@finanza,

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&ved=0ahUKEwjt6aKfkafJAhVLXRoKHfLFCpcQFgguMAQ&url=http%3A%2F%2Fwww.lastampa.it%2F2015%2F07%2F08%2Feconomia%2Fbond-prestiti-e-fondo-salvastati-per-litalia-il-conto-della-grecia-pu-salire-di-altri-miliardi-24dtHRLBfo9HQ2YwrQYTaL%2Fpagina.html&usg=AFQjCNFpjXaVKtbLziL0JDBRTZjsmSwrVw&sig2=tv70pokf6xjRdClWP3ljew ecco il conto del fondo salva banche tedesche e francesi relativo alla sola grecia, ancora non aggiornato ad oggi(da aggiungere la quota parte di ulteriori 6 miliardi…..)ah ma che bello stato, che governo autorevole, giusto, leale con i propri cittadini…..

dorf001
Scritto il 23 novembre 2015 at 20:11

emzag@finanza,

stanziale@finanza,

senti, per caso conosci francesco gesualdi? ahh ti dico che il capitano facilmente lo conosce di persona. è stato allievo di don milani. il suo lavoro è il tentativo di progettare strategie economiche capaci di garantire a tutti la soddisfazione dei bisogni fondamentali. di dico che se ne intende di economia.

leggi il suo libro: le catene del debito e come posiamo spezzarle. fa anche un’analisi storica, niente male. a proposito dei privati. ma prima a pag 99 parla del debito odioso e come ripudiarlo. il concetto di debito illegitimo o debito odioso, è stato introdotto nel 1927 da alexander sack, un giurista. la domanda è questa: i governi che succedono ai regimi oppressivi hanno l’obbligo di accollarsi i debiti contratti da questi ultimi? ci vogliono 3 condizioni, disse.
1) il debito è stato fatto senza il consenso popolare.
2) è stato usato per fini non coincidenti con l’interesse colletivo.
3) il creditore era a conoscenza dell’uso distorto del prestito.

questa pratica fu adottata anche in iraq. cacciato saddam hussein anzi ammazzato, sai agli americani piace tanto copar la gente, gli USA perorarono la causa x annullare i debiti fatti dal dittatore, richiamandosi alla legge del debito odioso.

poi nel 2007 anche rafael correa, capo dell’ecuador fece altrettanto. istitui’ una speciale commissione d’inchiesta. oddio dicevano, arrriva la catastrofe. non succese nulla di nulla.

gli fecero uno sconto del 65% sui debiti.

infine, l’italia può optare x la scelta del debito odioso? non ci snono tutte e 3 le condizioni che diceva Sack, ma alcune ci sono si, eccome.

poi al debito ha contribuito anche spese che con l’interesse pubblico non c’entrano un fico secco. tipo i soldi x salvare le banche che erano vicino al baratro.

febbraio 2013 4 miliardi x salvare MPS. ma già prima 3,5 miliardi x salvare banco popolare, banca di milano, credito valtellinese.

ma adessso viene il bello cari miei. siamo a pag.100. cosi ‘disce: quello delle banche è una roba piccolissima rispetto alla montagna di miliardi che lo stato, brutto cattivo, passa ogni anno alle imprese. sai ifamosi capitani coraggiosi? io li chiamerei capitani scoreggioni, e segaioli. ora i dati.

marco cobianchi, che più di tutti si è occupato della questione, dice che nessuno conosce il vero ammontare dei contributi statali alle imprese, tanto è caotico il meccanismo. e anche la corte dei conti brancola nel buio. sa poco o niente. leggi e leggine in cui gli enti coinvolti non sanno nulla dell’altro. cosicchè poi loro forniscono i numeri che vogliono. tanto…chi controlla???
ha fatto 2 conti l’economista mario baldassarri. i soldi dati alle imprese sono 40 miliardi. azz…alla faccia delle noccioline. dati alle imprese piagnucolose. mamma mamma, mi hanno fatto la buia!! aiutami tu. ma come? grandi e grossi? e il loro mitico capitalismo? ma non erano grand’uomini? ahh ahhhh.

dai 40 miliardi vanno detratti quelli afavore delle ferrovie dello stato, di ANAS e altre aziende trasporto pubblico. cma sia ai privati vanno la bellezza fra i 25 e i 30 miliardi, un gruzzolo su cui hanno messo le mani molti furbetti. poi parla delle mazzette che si aggirano sui 50-60 miliardi l’anno. stime della corte dei conti. ma sono x difetto. son molti di più.

è un bel libriccino te lo consiglio. chiaro semplice scorrevole.

by DORF

dorf001
Scritto il 23 novembre 2015 at 20:40

emzag@finanza,

stanziale@finanza,

ho trovato una cosa carna che NON posso NON mettere. si tratta delcservizio UBER tutta roba che viene dall’america.

L’app Uber sta incontrando molti ostacoli ai suoi piani per i trasporti cittadini, e le sue battaglie con i servizi taxi già esistenti ne sono solo l’inizio.

È stata un’estate intensa per Uber. A San Francisco, il servizio di trasporto basato su app, che è anche la più ricca start-up del mondo, sta testando un servizio di trasporto di massa a richiesta con la sua offerta Smart Routes – praticamente un servizio di carpooling che effettua i tragitti degli autobus. Uber si sta inoltre espandendo in Cina, raccogliendo 1 miliardo e 200 milioni di dollari per supportare l’ ingresso in cento città cinesi nel prossimo anno.

Per costruire il suo Impero Orientale, Uber mantiene le sue famigerate tattiche aggressive, assoldando un team di apripista di primordine. L’annuncio di Uber potrebbe far pensare che l’azienda stia cercando degli agenti CIA, non degli ambasciatori di marca: fondamentalmente, questo lavoro comporta essere lasciati in una città o un paese dove Uber non ė presente in alcun modo, né fisicamente né come marchio, scoprire velocemente chi e che cosa fa funzionare quella città e poi, nel giro di poche settimane, costruire da zero un nuovo business che avvii Uber verso un successo di lunga durata.

tutto l’articolo è qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15653

ma il bello è l’ultimo commento. copio e incollo. dovete leggerlo tutti.

La frase chiave è:
“E privatizzando una parte sempre maggiore dell’ infrastruttura dei trasporti, i servizi pubblici sarebbero lasciati a decadere, mentre Uber offrirebbe opzioni di trasporto marginalmente ottimizzate … per un suo tornaconto”
Il principio è sempre la distruzione del servizio pubblico universale che, in quanto tale, si fa carico dei costi per fornire un servizio anche alle fasce più disagiate di popolazione.
La privatizzazione implica invece il concentrarsi soltanto sui servizi più redditizi e profittevoli, abbandonando quelli “sociali” e distruggendo così un altro pezzo di stato sociale. Ne è esempio la focalizzazione dei trasporti ferroviari sulle profittevoli tratte ad alta velocità e il simmetrico abbandono delle tratte locali, usate dai lavoratori pendolari.
C’è un preciso progetto.
Uber è solo un piccolo pezzo di questo articolato progetto.
E a tal proposito occorre “seguire i soldi”, come sempre, ponendosi la domanda: come mai Uber ha questo potere finanziario che le permette di intervenire sempre con mano pesante (sia essa il ricorso ai migliori avvocati o la capacità di “convincere”, forse ungendo, i governanti)? Da chi deriva questo denaro?
Vi sono milioni di giovani universitari brillanti, che hanno idee brillanti. Ma solo alcuni vengono pesantemente finanziati per poter diventare Facebook o Amazon, al contrario degli altri che soccombono per inadeguatezza finanziaria. E chi finanzia i vari Uber o Zuckenberg al loro esordio lo fa perché ha capito che quell’idea è perfettamente funzionale al progetto di un mondo privo di qualunque protezione sociale, dove tutti siamo nudi, soli e (perciò) manipolabili.
Riflettete per favore: il sogno di ogni tiranno è che i suoi “sudditi” vivano in case di vetro – come diceva Kundera – in cui ogni atto sia controllabile da parte del potere. Ma anche rinchiuso in una casa di vetro, il suddito terrà per sé i suoi sentimenti, l’unica cosa inconoscibile al potere. Ora, con i social network, noi li riveliamo spontaneamente. E vi stupisce che Facebook sia stato pesantemente finanziato? O Amazon che butta nel data-base le nostre preferenze più intime e spirituali, deducibili da ciò che scegliamo di leggere? Il nuovo potere non è impositivo (nei modi esteriori) ma pervasivo e persuasivo: siamo noi a richiedere il nostro capestro, a fronte della misera effimera trappola di uno sconticino sul prezzo di copertina o su quello della corsa.
Ne riparleremo quando le periferie degradate non avranno più un autobus di linea per le massaie, così come ora i pendolari penano indicibilmente con i lerci e scassati treni regionali (che per fortuna non hanno ANCORA abolito).
Buona pillola di Morfeo a tutti

by DORF

kry
Scritto il 23 novembre 2015 at 20:51

emzag@finanza,

” …se intendevi dire una cosa differente prova ad argomentare in maniera più estesa. ”

Mi spiace non ci riesco ad argomentare in maniera più estesa , non sono un politico e c’è già chi a fronte di 3 striminzite righe risponde con più di 35 a mezza riga ( omettendo volutamente ” … e ” FORSE PAGANO “

e soprattutto non riesco a riflettere quando

ore 14,17 … E’ il piccolo privato che paga di persona ma il piccolo privato è cretino perché pensa che il suo nemico sia lo Stato di conseguenza, in generale, i lavoratori dipendenti se si sindacalizzano troppo.

ore 18,44 Siccome le piccole imprese campano sulla spesa dello Stato dovrebbero intuire, con il fiuto caratteristico del brillante piccolo imprenditore italiano, che se il pubblico smettesse di ripianare i debiti propri e dei privati che ne approfittano, lui andrebbe a gambe all’aria in due giorni.

Mi verrebbe da dire : Come , come , come ” le piccole imprese campano sulla spesa dello Stato … ”

Dove??? ( in alcune regioni a statuto speciale ? ) o campano sta per residente in Campania ?

anche in risposta di un educatissimo ” Prego ? ” come inizio del primo commento ( ci mancava solamente una mano dietro l’orecchio).

Lo so , sono molto limitato d’altronde a tutto c’è un limite.

( PS A proposito di PREGO , quando ci riesco lo faccio e nella mia preferita si trovano le parole …. odio , invidia , risentimento , rancore , rivalsa , pregiudizio , egoismo , ingiustizia , viltà , condannare , mormorazione , critica , giudizio , calunnia , orgoglio , ostentazione , permalosità , impazienza , tendenza ad appartarci , sospetto , sfiducia ,cattiva disposizione , indifferenza , prepotenza , scortesia e sospetto ) .

emzag
Scritto il 23 novembre 2015 at 22:11

kry@finanza,

Diciamo che ti sei lasciato un po’ andare sull’onda di qualche questione personale della quale però capisci bene che io non posso essere né la causa né la soluzione.

Ribadisco: il reddito delle micro e piccole imprese esiste nella misura in cui esiste una spesa dello Stato.
Di più: il risparmio del cittadino esiste in quanto esiste la spesa dello Stato.
Chi non capisce questo è un telespettatore medio.

emzag
Scritto il 23 novembre 2015 at 22:30

dorf001@finanza,

@Dorf
@Stanziale

Interessanti i vostri esempi. L’Italia è terreno di rapina da parte dei paesi “superiori” del nord con la complicità imbecille di una classe dirigente venduta e di una classe medio alta notoriamente menefreghista.
La conseguenza dell’incapacità di sentirsi una comunità è che nessuno accetta un sacrificio personale momentaneo per un fine collettivo di più lungo periodo quindi ci troviamo del tutto indifesi di fronte alla strategia Uber che come giustamente dice Dorf non può essere frutto dell’improvvisazione.

Uno si indigna, si sforza di capire…poi? Avete mai provato a fare questi discorsi in una conversazione o in una assemblea di qualche movimento politico?
E la colpa di questo atteggiamento di indifferenza al limite della gaglioffa complicità col padrone di chi è?
Solo del padrone?

kry
Scritto il 23 novembre 2015 at 22:47

emzag@finanza,

Caspita hai proprio ragione sono proprio fesso.

Io pensavo che lo stato esistesse grazie alle tasse della micro e piccola impresa , mentre non sapevo che per i miei risparmi devo pur ringraziare lo stato che li riesco ad ottenere grazie al suo far spesa.

Grazie per gli ottimi spunti di riflessione.

dorf001
Scritto il 23 novembre 2015 at 23:40

emzag@finanza,

tu dici: Uno si indigna, si sforza di capire…poi? Avete mai provato a fare questi discorsi in una conversazione o in una assemblea di qualche movimento politico?

SI ci ho provato. ho provato diverse volte sia via mail che anche faccia a faccia a parlare col mio sindaco di un problema molto serio. per me è il male supremo. più grosso non ce n’è.

gli ho parlato della truffa del signoraggio monetario. il novembre 2008 io con altri amici ho organizzato una bella conferenza sull’argomento. gente che sà tutto di AURITI.
beh ho invitato il mio sindaco. poi tutti gli assessori. poi sono andato nel comune di verona cercando flavio tosi, il sindaco. beh morale, nessuno di questi tizi è venuto. sai loro sanno già tutto. si si certo. sanno meno di 100 capre.

ahh 2 anni fa che ero senza lavoro, ancora insistevo su questo tema. senza tralasciare la ricerca di un lavoro. ma ti voglio dire che mi hanno presentato un certo personaggio. un certo silvano. sto signore è stato, lui me l’ha detto, il padrone di una grossa ditta di infissi. 120 persone aveva. poi ha chiuso. non ho indagato perchè. sembrava che capisse il signoraggio. ma era un pelino invasato. ce l’aveva con altri imprenditori, che lui riteneva spendaccioni maniaci di comprarsi il macchinone grosso e altro. lui era contro queste robe.

sul signoraggio mi ha detto: no no tu non puoi parlare di macro economia alla gente. già è ignorante, non può capire. bisogna parlare di micro economia. ecco, questo lui pensa della gente. almeno io ci provo a fargli cambiare il cervello. lo so che la gente è scema, ma ci provo sempre a correggerla. a dirgli la verità.

questo x dirti che io ci ho provato. i nostri assesori locali, il nostro sindaco, sono ignoranti da paura. figurati quelli che stanno in alto.

ahh io non contento, ho provato ad andare pure nelle tv locali di verona. beh alla fine continuavano a rimandarmi. ho provato pure con il giornale l’arena di verona. ho un amico li ‘ dentro. ho parlato pure col direttore della sezione economia. non mi ascolta. quella gente pensa solo a portar a casa lo stipendio a fine mese.

scrivono quello che gli viene dettato, e basta. non scrivono nulla che possa disturbare il sistema criminal capitalista massonico bancario.
ecco con chi ho avuto a che fare.

ora dimmi : tu con chi hai parlato? ci hai provato almeno? che risultati hai ottenuto?

ora ti passo la palla. tocca a te rispondere.

by DORF

dorf001
Scritto il 23 novembre 2015 at 23:55

kry@finanza,

francesco gesualdi dice: per me lo stato è sinonimo di comunità che attraverso la solidarietà collettiva garantisce i diritti di tutti. Ne consegue la richiesta di più economia pubblica che funzioni con la partecipazione di tutti, compresa la fiscalità. ma deve trattarsi di un fisco equo e progressivo come prevede l’articolo 53 della costituzione, non di strozzinaggio degli strati popolari meno abbienti come succede oggi.

HOLA

kry
Scritto il 24 novembre 2015 at 00:29

dorf001@finanza,

Ho trovato scritto la parola che mi interessava.

EQUO.

EQUO.

EQUO.

SOLO quando è EQUO esiste lo STATO.

La COMUNITA’/villaggio ha le sue radici in Africa ed era composta , per ovvi motivi , da massimo 350 persone. Le api in questo ci insegnano qualcosa.

L’economia basata sull’ artigianato della singola persona è nata ben prima degli stati.

Da quello che scrivi Gesualdi parla di ” ECONOMIA PUBBLICA ” che non mi sembra abbia niente a che fare con ” SPESA PUBBLICA ” come qualche maestro vuol farmi credere.

stanziale
Scritto il 24 novembre 2015 at 07:11

emzag@finanza,

“Ribadisco: il reddito delle micro e piccole imprese esiste nella misura in cui esiste una spesa dello Stato.
Di più: il risparmio del cittadino esiste in quanto esiste la spesa dello Stato.”

Concetto estremo, ma giusto. Naturalmente, la buona spesa dello Stato. Non credo che Kry intendesse quella. Quello stato che ricostRui’/puntello’ il sistema industriale con l’iri, l’imi, e quindi finmeccanica, eni, le banche di diritto pubblico….(QUELLO STATO CHE NON PERMISE A NESSUN STRANIERO DI IMPOSSESSARSI DEI GIOIELLI ITALIANI)..quell’iri dai cui centri di ricerca uscirono validi tecnici ed imprenditori che si misero in proprio…Dalla crisi si poteva, si doveva uscire solo in questa maniera….non certo svendendo parmalat, le banche, le poste, le ferrovie, le utilities, le maggiori industrie (per non parlare dell’agricolo). E’ normale che lo stato, con SOVRANITA’ MONETARIA E BANCA CENTRALE SOTTO IL MINISTERO DEL TESORO, dovrebbe agire in maniera anticiclica, aumentando la buona spesa pubblica, cioe’ gli investimenti, nei periodi di magra dell’economia…e Moro e Leone, pagarono il fatto di aver emesso le 500 lire mercurio, dallo stato anziche’ da lor signori banchieri centrali (che ora oltretutto sono tutti privati).

stanziale
Scritto il 24 novembre 2015 at 07:17

emzag@finanza,

Anch’io provo a spiegare a chi conosco i concetti di sovranita’ monetaria, dei debiti impagabili, della truffa in corso da parte di chi stampa, ai danni di chi e’ sotto la germania. Risultati: scarsi, hanno quasi tutti il cervello manipolato , ormai da 40 anni: anzi, piu’ c’e’ la crisi, piu’ risparmiano collezionando futura carta staccia sotto forma di fondi pensione integrativi, btp eccetera.

stanziale
Scritto il 24 novembre 2015 at 07:26

Ecco, persino Seminero con il quale non sono mai d’accordo, critica la cessione di fs http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/11/24/PRIVATIZZAZIONE-FS-Il-pasticcio-del-Governo-per-far-cassa/657905/ comunque non e’ per fare cassa come dice lui, ma per svendere ai padroni esteri…pena la perdita del posto di lavoro(Berlusconi docet-eh si, aveva questo difetto, svendeva meno degli altri, altro che le donnine-).

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