GIAPPONE: IL RITORNO DELLA DEFLAZIONE!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Per iniziare una buona notizia per gli appassionati di quantitative easing e sognatori dell’inflazione, per quelli che non hanno ancora capito cosa significhi debt deflation e dimenticano cosa la storia insegna…

Il Giappone torna in deflazione

TORNA LA DEFLAZIONE. L’indice “core” dei prezzi al consumo è calato dello 0,1% in agosto, cosa che non succedeva dall’aprile 2013, proprio quando il premier Shinzo Abe scelse come governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda, che non perse tempo a introdurre una politica monetaria ultraespansiva e a fissare un target preciso di inflazione al 2% da conseguire entro due anni (tempistica poi estesa). Il dato finisce per moltiplicare le pressioni sulla banca centrale perché allenti ulteriormente la politica monetaria con ulteriori acquisti di asset, forse il prossimo 30 ottobre in occasione del rilascio dell’outlook aggiornato sull’economia. Una mossa che appare però non priva di complicazioni, in quanto dalla Federal Reserve è stato sostanzialmente confermato ieri che l’obiettivo resta un avvio della manovra di rialzo dei tassi americani entro la fine dell’anno. 

Per noi nessuna novità, i lettori di Machiavelli ormai conoscono a memoria cosa il futuro ci riserva. Ma certo le dinamiche fanno prevedere che l’inflazione ritornerà vicino agli obiettivi prefissati negli Stati Uniti, lo dicono da sette anni, in Europa poi, ne abbiamo cosi tanta che Draghi sta già pensando di aumentare il volume degli acquisti e in Giappone la stanno aspettando da VENTICINQUE ANNI!

No dai non fate così, so che ci siete rimasti male, ma non volevo credetemi, a voi ci tengo come a dei figli, l’altra volta scherzavo, entro l’anno aumenteremo i tassi, su da bravi va tutto bene, abbiate fiducia…

La salute della Yellen è ancora oggi un mistero, prima di svenire le sue ultime parole sono tate … ” un aumentodei tassi entro la fine del 2015 è probabile ”

Basta qualche grafico per smentire la sicurezza della Federal Reserve …

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Grafici tratti da: Potential Output and Recessions: Are We Fooling Ourselves?

Ci ha pensato un falco come Bullard ha sottolineare come … “coloro che ancora credono che una politica più accomodante sia necessaria, non si preoccupino. La politica resterà eccezionalmente accomodante nel medio termine a prescindere da come l’Fomc procederà”.

Tassi bassi per tanti anni ancora, cari Ragazzi e noi siamo gli unici che in Italia ve lo ripetono incessantemente da ormai SETTE anni!

Affascina inoltre osservare la fiducia dei consumatori americani che giorno dopo giorno miracolosamente consumano quello in cui non credono…

Americani più ottimisti sull’andamento dell’economia a fine settembre. Il dato che misura la fiducia dei consumatori è cresciuto rispetto a metà mese, cosa che suggerisce che i timori sull’economia globale si sono allentati. Secondo quanto riportato dall’Università del Michigan, il dato finale sulla fiducia dei consumatori si è attestato a 87,2 punti, dagli 85,7 punti di metà mese e i 91,9 di fine agosto. (America24)

In effetti tutti gli indicatori istituzionali quando da un mese all’altro passano dal 91,9 al 87,2 rispecchiano una maggiore fiducia nell’economia, anche se scendono, mica come quelli alternativi e indipendenti come Gallup che scendono ininterrottamente dall’inizio dell’anno!

In molti si stanno emozionando per un Pil che è crescito del 4 % nel secondo trimestre, dinamiche da specchietto retrovisore…

United States GDP Growth Rate

Thanks to TRADINGECONOMICS.COM

…mentre per il terzo trimestre si annuncia una crescita intorno all’1 % sempre che vada bene alla Fed che non si debba manipolare ops scusate, revisionare anche i numeri che dovranno uscire.

Comunque gli americani sono davvero forti, sono riusciti a far aumentare il Pil in buon parte solo grazie ai consumi, anche se in realtà di consumi nel secondo trimestre nessuna traccia, non lo dico io, ma loro, i dati che hanno pubblicato!

ImmagineThanks to TRADINGECONOMICS.COM

Ci sono due zeri ad aprile e giugno, ma non fateci caso è solo un miraggio ottico!

Ma va bene così nessuna fretta, c’è tempo per la recessione, infatti ora c’è da tornare a pensare al tetto del debito, al fiscal cliff e allo shutdown…

Usa: dimissioni di Boehner al Congresso, sale incertezza

(Il Sole 24 Ore Radiocor) (…)  I finanziamenti al governo per l’anno fiscale in corso finiranno il 30 settembre prossimo. Una legge di spesa per il breve termine potrebbe essere approvata senza problemi, visto che le misure di emergenza potrebbero finire a fine ottobre. Ma la questione piu’ problematica e’ il tetto al debito, il limite oltre il quale il governo Usa non puo’ emettere nuovo debito per finanziare le proprie attivita’. Un nuovo braccio di ferro tra democratici e repubblicani e’ garantito se il successore di Boehner – che lascera’ il 30 ottobre prossimo – sara’ piu’ rigido dell’attuale speaker alla Camera. Il nervosismo tra gli investitori e’ dimostrato dal balzo dei rendimenti dei titoli di stato Usa a breve scadenza. Quello dei T-Bond a tre mesi, comunque a livelli bassi, e’ triplicato nel giro di pochi minuti. Gli osservatori sono divisi nel dire se le dimissioni di Boehner renderanno piu’ probabile uno shutdown, la paralisi del governo. Due anni fa, quando uno scontro sul tetto al debito porto’ a un parziale shutdown, i Treasury a breve scadenza videro schizzare i loro rendimenti.

Gli amici di Machiavelli sanno che non c’è nulla da preoccuparsi è sempre il solito folklore americano.

Proseguendo, si annuncia una settimana davvero interassante con uno tsunami di dati  in arrivo dall’economia americana, che non mancherà di muovere la fantasia dei mercati alla ricerca del rialzo dei tassi perduto…

ImmagineThanks to Investing.com

In Europa intanto la BCE sembra abbia bloccato gli acquisti di ABS targati Volkswagen…

Volkswagen, stop Bce ad acquisti Abs garantiti da finanziameti acquisto auto

FRANCOFORTE, 25 settembre (Reuters) – La Banca centrale europea ha interrotto gli acquisti di titoli ‘asset backed’ garantiti da finanziamenti per l’acquisto di automobili Volkswagen. Lo riferisce una fonte vicina alla situazione, precisando che la banca centrale si riserva di stabilire se la misura avrà natura temporanea o permanente. “Si stanno facendo le debite valutazioni” si limita a dire.

… un po come tutti i gestori di mezzo mondo che stanno facendo le debite valutazioni su quello che sta in realtà accadendo a GLENCORE, una società mineraria e di scambio merci multinazionale anglo-svizzera …  Dai crolli di Vw e Glencore una scoppola per il fondo del Qatar e Norges Bank

Buona consapevolezza …aspettando ottobre rosso!

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2 commenti Commenta
kry
Scritto il 28 settembre 2015 at 22:17

Perchè aspettare ottobre … per via di rosso … http://finviz.com/futures.ashx.

Se in giappone vogliono l’inflazione perchè non riprovano con l’aumento iva.

Per via dei tassi bassi per molti anni c’e la probabilità che negli usa vengano portati negativi … anche a -2% ?

yabadaba
Scritto il 29 settembre 2015 at 13:39

In Giappone è in deflazione anche la borsa…

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