DEFLAZIONE …OVUNQUE!

Scritto il alle 10:22 da icebergfinanza

Chi ci segue da sempre sa che la storia, l’analisi empirica hanno tracciato un rotta inequivocabile in mezzo alla nebbia di questa crisi, di questo tempo.

Cina: inflazione al 2% in agosto, ‘scompare’ spettro deflazione

(AGI) – Pechino, 10 set. – L’inflazione in Cina e’ cresciuta in agosto raggiungendo il 2% contro l’1,6% di luglio. Lo ha reso noto il governo cinese sottolineando come si tratta del livello piu’ alto in un anno ed un elemento positivo perche’ lo spettro deflazione (calo dei prezzi che porta nel medio periodo a calo di investimenti e recessione) e’ ora un’ipotesi remota. (AGI) .

Che bello, la Cina è in ripresa, la deflazione un’ipotesi remota, peccato che sotto il pelo dell’acqua, l’iceberg è enorme …

China deflation fears grow as producer prices sink most in …

I produttori hanno tagliato i prezzi al tasso più veloce in sei anni in agosto come prezzi delle materie prime sono scesi e la domanda (…)anda anda anda si è raffreddata, segnalando rischi di deflazione  per l’economia e l’aggiunta di aspettative di ulteriori misure di stimolo.

L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è sceso del 5,9 per cento in agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si tratta del 42 ° mese consecutivo di declino e del più grande calo dal profondo della crisi finanziaria globale alla fine del 2009.

Non dimenticate mai che questa immagine è fondamentale per comprendere le dinamiche della recessione globale che verrà, nei prossimi anni…

In pochi hanno presente la dimensione di quello che sta accadendo in Cina, disinflazione, inflazione bassa, deflazione, inflazione depressa, chiamatela come volete ma non è altro che MANCANZA DI DOMANDA.

E loro stimolano sempre e solo l’offerta, ma in fondo non ci possiamo fare nulla è la nemesi di questa crisi.

Ma in America invece va tutto bene, si a meraviglia, loro sono diventati il traino dell’economia mondiale, loro non hanno problemi…

I prezzi all’importazione negli Stati Uniti sono calati ad agosto, segno che il dollaro forte, il crollo delle quotazioni del greggio e una crescita ancora debole all’estero penalizzano l’economia americana. La discesa è stata leggermente più ampia delle previsioni. Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi all’importazione sono scesi dell’1,8%. Gli analisti attendevano un ribasso dell’1,7%.

Su base annuale, i prezzi sono in calo del 11,4% rispetto all’agosto 2014. Si tratta della contrazione annuale più ampia dal settembre 2008 e 2009, quando ci fu un -12%. A incidere sul ribasso è stato in particolare il calo dei prezzi dei carburanti importato: i prezzi delle importazioni sono scesi mensilmente del 13,3%, la cifra più alta dallo scorso gennaio. I prezzi alle importazioni di prodotti petroliferi sono scesi del 14,2%, anche in questo caso uno scivolone che non si vedeva da inizio anno. In entrambi i casi su base annuale c’è stato quasi un dimezzamento, il maggiore declino dall’estate del 2009. America24

MENO UNDICI VIRGOLA QUATTRO!

A ma sai è tutta colpa del petrolio, ma certo…

Escludendo il petrolio, i prezzi all’importazione sono calati comunque dello 0,4% su base mensile SU BASE MENSILE!

Se non vi bastano i dati, un veloce colpo d’occhio dovrebbe migliorare la visione di

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2015/09/import%2Bexport%2Bprices%2B2015-09-10A.png

In Europa il bazooka ad acqua della BCE lascia il tempo che trova…

Bce, silenzio sul primo flop di Draghi

In tempi non sospetti abbiamo scritto Draghi Bce quantitative easing: in sette grafici il perche’ di un fallimento …

No non siamo maghi, ne indovini, ma sappiamo leggere la storia e si basiamo esclusivamente sull’analisi empirica. Quando studi centinaia di crisi, dinamiche e paesi coinvolti è difficile sbagliare quando si è di fronte alla più grave crisi economica della storia.

Ecco quindi il motivo per il quale il mondo intero non compra più titoli del tesoro americani anzi sta scaricando ogni sicurezza possibile…

I Treasury riducono le perdite dopo la buona asta di titoli a 30 anni per 13 miliardi di dollari. La domanda è stata la più alta dallo scorso giugno e le offerte indirette – riflesso della domanda dall’estero – hanno raggiunto massimi pluriennali aggiudicandosi il 66% dell’asta. Il rendimento offerto dal Tesoro è stato pari al 2,980%. Il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – salire al 2,2078% dal 2,179% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia con rendimenti in calo allo 0,0279%. America24

La domanda è stata la più alta dallo scorso giugno e le offerte indirette – riflesso della domanda dall’estero – hanno raggiunto massimi pluriennali aggiudicandosi il 66% dell’asta.

Si è proprio vero la fine del dollaro è vicina! ;-)

Ha dimenticavo! Noi non siamo pessimisti, ma ottimisti…ben informati!

Nel fine settimana il nostro Machiavelli torna in America con un’altra delle sue analisi dedicate ai sostenitori del nostro viaggio.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’ oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio

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10 commenti Commenta
unocometanti
Scritto il 11 settembre 2015 at 11:48

Lei non è un pessimista, ma realista…ben informato!
Buona giornata.

kry
Scritto il 11 settembre 2015 at 12:25

—– chiamatela come volete ma non è altro che MANCANZA DI DOMANDA.

E loro stimolano sempre e solo l’offerta, ma in fondo non ci possiamo fare nulla è la nemesi di questa crisi. —-

Ieri sera sono stato chiamato dal DROGHI dicendomi che la nonnina gli ha telefonato chiedendogli : COME FACCIAMO AD AUMENTARE LA DOMANDA SENZA CONTRARRE DEBITO ?

icebergfinanza
Scritto il 11 settembre 2015 at 13:14

kry@finanza,

A Mario ho suggerito di finirla di rompere i … salari con questa svalutazione, sta menata del costo del lavoro.

sherpa
Scritto il 11 settembre 2015 at 13:24

icebergfinanza,

Mario la DOMANDA proprio non se la pone.
Non lo sfiora nemmeno l’idea.

signor pomata
Scritto il 11 settembre 2015 at 14:06

Quando iniziò sta cagata di storia pensavo che non sarebbero mai andati fino in fondo perche distruggendo noi lavoratori occidentali e schiavizzando senza reddito quelli dei paesi emergenti chi cazzo avrebbe poi comprato la roba che producono?
Ma uno razionale ragiona in questo modo ma se pensi solo a oggi e farti i cazzi tuoi oggi e domani cazzi vostri può essere che invece al peggio non c” è mai fine.
A dire il vero una soluzione la hanno trovata ossia visto che ti decurto il reddito da lavoro ti produco roba di scarto ma a poco prezzo che magari è per le tue tasche ovviamente roba di merda ma proprio perche di merda cioè usa e getta o mangia e muori costa assai poco e magari ci si guadagna meglio che produrre roba sofisticata e ottimale.
In questo mondo non vi è spazio per chi vorrebbe produrre roba sana funzionale e duratura perche il consumatore guarda per primo al prezzo…….e poi mentre compra quello più basso si dice che tanto è tutta fatta in cina e quindi UGUALE.
Dopo parliamo di impresa in questo contesto…….ma vedo ancora i politi belli vispi e vivi quindi….tutto ok

stanziale
Scritto il 11 settembre 2015 at 20:06

Anche Schauble vede nero, aggiungendosi al coro dei pessimisti http://www.wallstreetitalia.com/article/1825955/eurozona/schaeuble-prossima-bolla-imminente.aspx
oddio, l’aria da menagramo l’ha sempre avuta…

kry
Scritto il 11 settembre 2015 at 23:33

icebergfinanza:
[email protected],

A Mario ho suggerito di finirla di rompere i … salari con questa svalutazione, sta menata del costo del lavoro.

Caspita ora comprendo la sorpresa e lo stupore di quando gli dissi che le soluzioni esistono e sono semplici e per conoscerle basta andare a leggersi i post di Iceberfinanza , già vi conoscevate, non lo sapevo. Al rigurdo dei salari mi ha detto di essere a conoscenza che nel paese dei balocchi una soluzione in tal senso sembra essere già stata presa per la miserabile cifra di … 80 den€uri … e non per tutti.

dorf001
Scritto il 12 settembre 2015 at 19:55

kry@finanza,

senti kry andiamo al sodo. basta manfrine. vuoi sapere cosa farebbe un politico con le palle?

per risollevare il paese? non certo quello che fanno quei 4 frocetti del pd. gentaglia immonda. servi che più servi non ce nè. ripeto : BERLINGUER si rivolta nella tomba a vedere gente infame e vendutissima come renzi. fosse vivo lo prenderebbe x il collo.

ora parliamo di quelli con le palle. UNGHERIA. e il suo capo V. ORBAN. uno che non ha paura. leggi sotto ma tutto però.

l’autore è uno in gamba. si chiama MINCUO molto preparato su economia. uno dei capi del sito C. DONCHISCIOTTE.

Se c’è un Paese che gode di cattiva stampa, giusto per non dire diffamazione, quello è l’Ungheria.
E quando non è presente un articolo costruito per parlarne in termini negativi allora è silenzio totale.
Tutti i giornali “progressisti” (ma anche quelli cosiddetti di centro-destra), come qui la solita Repubblica, o il Corriere, o altrove il N.Y.T., l’Economist, la Bild-Zeitung, le Figarò, l’Humanitè ecc…se scrivono un articolo è solo di critica se non proprio per calunniare.
E non è certo un caso.
(N.B. Qui da noi hanno perfino organizzato un “girotondo” per la “democrazia” contro l’antidemocratico Orban. Che però è stato eletto da un’ampissima maggioranza, mentre qui i “girotondi democratici” non si sono accorti che non si vota ormai da 4 anni e Monti è andato su con una congiura di Palazzo. Quisquilie.)
L’Ungheria a Governo progressista-socialista (cioè pro-Troika, perchè questo vuol dire ormai progressista di sinistra da almeno 25 anni, al pari di quelli di centro-destra) aveva accumulato un debito elevato in pochi anni e costruito la dinamica usuale, con relativo intervento dell’FMI per 20mld, aiuti condizionati a programmi EU ecc… con la solita spirale debito-austerity, cioè la ricetta classica della Troika.

Nel 2010 gli Ungheresi hanno eletto il “mostro” Viktor Orban.

Che nel 2011 ha iniziato delle riforme completamente contrarie alle “raccomandazioni” dell’EU e basate sull’interesse Nazionale (una colpa gravissima questa).

Vediamo un po’ cosa ha fatto Orban e poi che risultati ha avuto.

-Intanto pur mantenendo l’indipendenza della B.C. ha cambiato i criteri di nomina (che da noi ad esempio sono solo formalmente del Tesoro, perchè comunque sono su “indicazione” della B.d.I., cioè in pratica della BCE, cioè della Troika).
E così ha nominato Matolcsy, che era Ministro dell’Economia, e che segue la sua linea. Cioè ha riproposto uno schema normale in cui Governo e B.C. lavorano in accordo, e non con una B.C. dipendente da interessi e visuali prevalentemente extra-nazionali.
L’Unione Europea si è subito scatenata intentando una procedura di infrazione.
I giornali hanno parlato immediatamente di “attentato gravissimo alla democrazia”.
Contemporaneamente Moody’s, S&P e Fitch hanno ribassato, per lo stesso motivo, il rating dell’Ungheria. Hanno poi attaccato il fiorino.
Ma poi hanno smesso. Perchè Orban ha tirato dritto e Matolcsy gli ha detto a muso duro che faceva default la mattina dopo e quella dopo ancora Orban nazionalizzava tutto e così ci rimettevano tutti i soldi.

-Ha messo una tassa temporanea (cosiddetta di crisi) su banche e multinazionali.
Subito l’EU ha prodotto una serie di documenti di minaccia.
Intanto i giornali hanno iniziato una musica coordinata con Orban nazista, fascista, sciovinista, razzista, antisemita ecc….
I leader e giornali “di sinistra” nostrani (Il Fatto, il Manifesto ecc…) si sono subito distinti, quanto a senso del ridicolo, perchè, a parte strapparsi i capelli sull’antidemocratico Orban, si sono guardati bene dal menzionare anche vagamente al lettore questa tassa sul grande capitale.
Come del resto gli Stiglitz e i Krugman, pure critici sull’austerity, ma mai una parola su tassare banche e multinazionali.
E più ridere ancora hanno poi fatto i Tsipras e i Varoufakis delle “linee rosse” a favore di lavoratori e pensionati ma che in 6 mesi mai però hanno proposto di fare un provvedimento analogo per reperire i soldi per quei lavoratori e pensionati. Che caso.

-Ha abbassato le tasse (flat tax) al 16% (oggi al 15%) dal 44% che erano, con ciò spingendo i consumi.
L’EU e i giornali si sono scatenati immediatamente in previsioni di default e poi di “iniquità” quando il default non c’è stato.
[Sono molto equi loro con aliquote arrivate al 50 – 60% – 70% di tassazione].

-Ha alzato l’IVA al 27% [che era invero un’aliquota alta nel 2011] cioè ha spostato il carico sulla tassazione indiretta (salvo alcuni beni di prima necessità dove invece ha ribassato l’IVA).
Altre critiche feroci. Però ora l’IVA qui da noi è già al 22% (l’anno prossimo sarà al 23%) e in Grecia è già al 23%, ma con a fianco però tassazioni dirette di oltre il 50%, e non del 15% come in Ungheria.

-Ha posto in essere finanziamenti e aiuti massicci alla PMI.
Altre “procedure” della EU sulla “concorrenza violata” (Ma a loro vanno bene i monopoli della grande impresa però). Orban ha tirato dritto.

-Ha ridotto progressivamente ed aggressivamente i tassi dal 7,5% all’1,35%.

-Ha convertito i finanziamenti in valuta estera in fiorini (erano i mutui in valuta estera a basso tasso fatti dagli Ungheresi, ma che dopo la crisi e la svalutazione del fiorino erano diventati per loro molto onerosi).

-Ha ripagato in anticipo all’FMI i 20mld che avevano dato all’Ungheria quando era pressochè in bancarotta come la Grecia, per avere le mani più libere, e l’ha invitato pure a chiudere gli uffici FMI a Budapest.

-Ha nazionalizzato parte del sistema bancario nazionale e parte dei fondi privati pensionistici.

-Ha ridotto le bollette e le tariffe dei servizi.

Morale: l’Ungheria era in fallimento, con la spirale austerity-debito/PIL solita.

Oggi viaggia al 3,6% di PIL, con un deficit/PIL sotto il 3% e inoltre ha ridotto il debito dall’80,9% al 77,3% dove ovunque in Europa invece è aumentato.
Ha ridotto il debito estero, ha aumentato le riserve valutarie.
Tutto questo in un’Europa dove la crescita è asfittica e cresce solo il debito.

Qui comunque uno si guarda tutto quello che vuole:
http://www.tradingeconomics.com/analytics/api.aspx?source=chart

L’EU rosica infuriata e non potendo dire niente manda fuori analisi “che non durerà” e l’unica cosa che evidenzia è la poca crescita del credito al consumo, dovuta alla mancanza di osservanza delle sue
“raccomandazioni”.

I giornali intanto parlano solo “del muro” e del fatto che Orban ha detto chiaro e tondo che l’Ungheria accetta stranieri [We welcome foreign investors, artists, scientists, but we don’t want to mix on a mass scale] ma non vuole essere un Paese multietnico con una immigrazione forzata di massa.
(Questa di non volere una mescolanza forzata è un’altra colpa gravissima per tutti, salvo per Israele). Ma non dicono una riga sul resto, nè fanno un confronto con gli altri Paesi sotto il profilo economico e sociale.

Le multinazionali e le banche estere sono state più pragmatiche, tutto sommato.
Hanno visto che la maggior tassazione verso di loro non ha compromesso più di tanto i profitti, anzi, dato l’aumento di attività e consumi.
Questa tassazione poi sarà man mano ridotta entro il 2020 (e avranno sgravi fiscali per 10mld di fiorini) e già la ERSTE Austriaca è entrata [e con lei Tedeschi, Americani, Inglesi ecc…nei settori industriali e commerciali.]
A Febbraio è stata, dopo lotte infinite, firmata infatti una “pax bancaria” garantita pure dalla BERS (Banca Europea per la ricostruzione e sviluppo) e in cambio di sgravi il sistema bancario si impegnerà però a maggiori finanziamenti di progetti, soprattutto infrastrutturali.

L’Ungheria ha comunicato intanto alla Ue che manterrà il programma di lavori pubblici finanziati dal Governo e manterrà i prestiti a tassi agevolati alle piccole e medie imprese e inoltre farà un altro taglio alle bollette dei servizi per ulteriori 10 miliardi di fiorini.
Bruxelles ha subito fatto sapere che “dovrà valutare” in termini di “normative sulla competizione”.

Il fatto è che a Bruxelles dovranno farsene una ragione: l’Ungheria sta dentro a tutti i parametri Europei e non ha debiti come la Grecia.
Non è perciò molto ricattabile.

Dovranno quindi tutt’al più ridursi a studiare qualche rivoluzione colorata “a la Soros” per “normalizzare” l’Ungheria.

Che non è purtroppo esclusa.

Basterà vedere se e quando comincerà una campagna stampa mondiale in grande stile sui “nazisti, fascisti, razzisti, sciovinisti ecc..”

by DORF

kry
Scritto il 13 settembre 2015 at 00:49

dorf001@finanza,

Ciao Dorf voglio mantenere la mia linea nel non voler commentare la politica ricordantoti per i motivi che ben sai … dopo 35 righe non riesco a reggere ( le tue son più di 110 ). Tenendo presente che nelle ultime righe trovo …. ” Non è perciò molto ricattabile. ” penso che è di certo meritevole al contrario di noi con ” la scusa ” o aggravante del ricordo della premature mancanza di almeno 2 pezzi da 90 come Mattei e Moro. Nel post precedente ho già commentato sul come potremmo finire vista la precedente esperienza quando la germania aveva sforato il deficit/pil oltre il 5% ed allora c’era il nano ( tanto amico di Putin da non rendere credibile il detto ” non c’è il due senza il tre ) che al confronto dei 3 , di certo non Magi , che son susseguiti … in confronto è un gigante … magari con i piedi d’argilla resta pur sempre un gigante. Confrontare Orban con chi ci rappresenta equivale allo sparare contro la croce rossa e continuando con la mia linea stupida del mal comune mezzo gaudio noto che siam sempre più copiati e superati e anche in campo politico ormai sembra che i peggiori non sono più i nostri. Magra consolazione. ( Mi ripeto l’Italia tornerà come minimo nel G8 per crollo degli altri ). Ciao.

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