GRECIA: L’ULTIMA SPIAGGIA!

Scritto il alle 10:46 da icebergfinanza

Mentre la disinformazione mainstream in questi giorni è al lavoro per seppellire il popolo greco sotto un cumulo di immondizia di luoghi comuni, noi andiamo a dare un’occhiata nel dettaglio a quello che sono le ultime proposte del ministro dell’economia Varoufakis, senza dimenticare le sue ultime parole…

“All’Eurogruppo di giovedì scorso ho presentato la nostra ampia agenda di riforme, assieme a uno swap sul debito che permetterebbe alla Grecia di tornare sul mercato dei capitali”, scrive il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis in un articolo sull’Irish Times. “Purtroppo, la mia presentazione è stata accolta da un silenzio assordante”.

Se avete tempo date un’occhiata qui  Greece’s Proposals to End the Crisis: My intervention at today’s Eurogroup le proposte pubblicate direttamente sul suo blog prima che qualche giornalista, le publicasse modificandole ad immagine e somiglianza.

L’unico antidoto alla propaganda e alle malignità è la trasparenza. Dopo tanta disinformazione sulla mia presentazione presso l’Eurogruppo della posizione del governo greco, l’unica risposta è quella di inserire le parole precise pronunciate in quella occasione, scrive Varoufakis.

Il ministro si è detto convinto di non essere pronto all’uscita dall’euro, e che la crisi è stata provocata dall’ingresso nella moneta unica e quindi è l’Ue che deve trovare la soluzione. “Non sono pronto a fare l’esperienza di uscire dall’euro, credo che piuttosto trovare una soluzione all’interno” dice il ministro in un’intervista al quotidiano belga L’Echo. Varoufakis spiega che la Grecia “non avrebbe mai dovuto entrare nell’euro”, e visto che questa crisi è stata causata interamente da quell’ingresso, “ora sta all’Europa trovare una soluzione”. Il suo Paese, spiega poi, non ha un problema di liquidità, “è semplicemente insolvibile”, quindi “bisogna arrestare questo sistema”. “All’Eurogruppo un silenzio assordante, ignorate le nostre proposte”

Fermiamoci qui e lasciamo perdere per un attimo l’opportunità o meno di restare nell’euro, difficilmente condivisibile a questo punto.

Se per ‘regolazione’ intendiamo consolidamento fiscale, dei salari e delle pensioni tagli e incrementi di aliquote fiscali, è chiaro che abbiamo fatto più di quello che ha fattp ogni altro paese in tempo di pace.

  • Strutturale, o corretto per il ciclo, il deficit di bilancio del settore pubblico si è trasformato in surplus sul retro di un ‘primato pestaggio mondo’ adeguamento del 20%
  • I salari sono diminuiti del 37%
  • Pensioni sono stati ridotti fino al 48%
  • Occupazione è diminuita del 30%
  • La spesa dei consumatori è stata ridotta del 33%
  • Anche disavanzo cronico delle partite correnti è sceso del 16%.

Ho letto un mare di balle in questi giorni sulla stampa italiana sulla dinamica delle riforme greche, non solo dal solito editorialista del bar accanto al Corriere, ma anche da parte di pseudo economisti o politici ignoranti. Nessuno che si sia chiesto per quale motivo il FMI dopo aver candidamente dichiarato il fallimento delle sue politiche, dei suoi moltiplicatori fiscali, continua ad insistere per ottenere demenziali concessioni dalla Grecia e austerità.

Possibile che siano tutti così stupidi i giornalisti italiani?

Nessuno, prosegue Varoufakis,  può dire che la Grecia non si è adattata alle circostanze post-2008. Ma quello che possiamo dire è che la gigantesca manovra economico/finanziaria,  necessaria o meno, ha prodotto più problemi di quanti ne ha risolti:

  • PIL aggregato reale è sceso del 27%, mentre il PIL nominale ha continuato a cadere di trimestre in trimestre
  • Il tasso di disoccupazione è salito alle stelle al 27%
  • Il lavoro sommerso ha raggiunto il 34%
  • Le banche stanno lavorando con crediti non performing che superano il 40%
  • Il debito pubblico ha superato il 180% del PIL
  • I giovani qualificati stanno abbandonando la Grecia in massa
  • La povertà, la fame e la privazione di energia sono aumentati a livelli di solito associati ad uno stato di guerra.
  • Gli investimenti in capacità produttiva sono evaporati.

Chiunque sano di mente abbia letto le proposte non può fare altro che chiedersi se chi le rifiuta ha già deciso il destino della Grecia, come ha fatto la BCE e Draghi quando ha deliberatamente deciso di escludere la Grecia dal quantitative easing, facendo finta ora, di sostenerla con le caramelle ELAh.

Quello che deve essere chiaro a tutti è che all’Europa questo governo greco non va bene, come non andava bene il governo Berlusconi e quindi ogni mossa è destinata a destabilizzare per quanto possibile la Grecia.

Provate a fermarvi a riflettere. Nel 2011 sembrava dovesse saltare l’Italia, la fine del mondo dietro l’angolo, un oceano di menzogne sul nostro debito pubblico e sulla sua sostenibilità. Era chiaro che non c’era alcun pericolo, che loro non avrebbero mai potuto permettersi l’uscita dell’Italia dall’euro. Ora per un Paese che vale appena il 3 % dell’economia europea, un’altra fine del mondo è dietro l’angolo.

In questa crisi ci sono questioni che vanno ben oltre i numeri e l’economia o la finanza.

Le ultime notizie danno per certo l’accordo e la capitolazione di Tsipras con concessioni su tutta la linea.

Un accordo con i partner internazionali sul piano di salvataggio di Atene è ancora possibile, ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari Moscovici,  visto che “penso che il Governo ellenico abbia finalmente capito che deve inviare controproposte corrette e solide”.

Ovvero hanno capito che devono diventare adulti!

Il “chicken game” non è ancora finito, vediamo chi tirerà via per ultimo il piede dall’acceleratore.

Noi ci vediamo a Bologna, senza se e senza ma. Ultimi due giorni per prenotare liberamente la Vostra presenza ;-)

CI VEDIAMO A BOLOGNA: UN MESSAGGIO DALLA STORIA..

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9 commenti Commenta
capitan_harlok
Scritto il 22 Giugno 2015 at 11:03

Buongiorno a tutti,

Voglio richiamare l’attenzione di tutti su una questione di geopolitica molto più grande della piccolissima Grecia.

Non so se avete letto l’articolo di Carlo Bastasin (vi consiglio di leggerlo) sul sole 24 ore di sabato. In estrema sintesi dice che per Obama è vitale che entro la prossima primavera americani ed europei firmino il Ttip per non essere scavalcati, nel commercio globale, dalla Cina che, a sua volta, sta stringendo accordi con la Russia ed altre potenze asiatiche.

Il granello di sabbia che può far deragliare il “treno” è la Grecia in quanto ci vuole la totalità di adesione dei paesi europei. Ecco perché Obama spinge, sia la Grecia sia la Merkel a trovare l’accordo che, in un modo o nell’altro, si troverà.

Secondo me in questo frangente Varoufakis ne uscira vincente , percio il piede dall’accelleratore saranno costretti a toglierlo prima la TROICA , buona giornata a tutti ..

aorlansky60
Scritto il 22 Giugno 2015 at 12:22

Quello che deve essere chiaro a tutti è che all’Europa questo governo greco non va bene, come non andava bene il governo Berlusconi e quindi ogni mossa è destinata a destabilizzare per quanto possibile la Grecia.

Sono senz’altro d’accordo su questo concetto, tanta è palese l’ostilità delle autorità UE verso l’attuale governo greco e verso qualsiasi proposta da loro tesa alla UE per cercare di alleviare la condizione a cui sono stati sottoposti da alcuni anni.

Vista l’ottusità dimostrata da chi ha pianificato la “cura”, non c’è nemmeno da sperare che quanto risulta dal laboratorio greco (un fallimento a livello sociale dopo 5anni di applicazione) faccia da lezione per evitare in futuro l’applicazione della stessa “terapia” in altri Stati membri che fossero visti bisognosi di adozione…

Da non dimenticare inoltre quanto mette in risalto Capitan Harlok circa il ruolo FONDAMENTALE giocato dagli USA nello scenario EU : un avvicinamento della Grecia verso la Russia -come di qualsiasi altro paese appartenente alla Nato o nella sfera di influenza occidentale che se ne trovasse nella necessità- è qualcosa di semplicemente INACETTABILE e fuori da ogni considerazione logica per gli americani che faranno di tutto per opporvisi; la loro capacità di destabilizzazione per difendere i propri interessi, quando occorre, è NOTA.

A questo punto è prevedibile un ammorbidimento delle parti -come sembra emergere dalle ultime notizie- affinchè si possa raggiungere una specie di “accordo” che non faccia troppo male ad alcuno;

Io però ho l’impressione che qualsiasi accordo venga raggiunto entro il 30GIU, questo sarà l’ennesima toppa della vicenda per prendere tempo; non è affatto escluso che tra due o tre anni a partire da oggi, non si debba di nuovo parlare di default greco e possibile grexit da evitare (di nuovo).

Perchè i numeri economici della Grecia ci dicono che ben difficilmente (praticamente impossibile) riusciranno a saldare il loro debito, anche dovesse essere loro concesso MOLTO tempo; e per riuscirvi dovrebbe accadere qualcosa di potenzialmente STRAORDINARIO -praticamente un miracolo- che rimettesse la Grecia nelle condizioni di accrescere il proprio pil ad un ritmo annuo pari a quello della Cina. Impossibile da immaginare viste le condizioni in cui sono stati fatti precipitare, altrettanto impossibile da prevedere se vengono fatti permanere in ambito euro, a quelle condizioni.

john_ludd
Scritto il 22 Giugno 2015 at 12:40

Difficile comprendere questa situazione ricorrendo a spiegazioni di natura economica, finanziaria o geopolitica. Se esiste una chiave, essa è la psicologia di massa. Malgrado l’evidenza del fallimento del progetto euro, sia economicamente che politicamente (nessun paese, nessuna classe politica vuole cedere potere, altro che balle sugli Stati Uniti d’Europa), la quasi totalità si aggrappa a illusioni da sè medesimo fabbricate. La gente ha paura, una paura totale che la rende prona ad accettare ogni cosa. Si limita a lanciare invettive, peraltro incoerenti, ma poi si richiude dietro il terrore di perdere i propri soldi. Se c’è una spiegazione, è negli esperimenti di Zambardo, oppure nei miti sepolti nei testi antichi che passano per religiosi ma in realtà non lo sono.

Ma questo non riguarda certo solo il caso euro, vicino quanto si vuole, ma in fondo ben cosa cosa rispetto al problema energetico, alle decine di milioni in marcia verso un pezzo di pane, ai cambiamenti climatici, alla distruzione antropogenica dell’ecosistema. Se proprio vogliamo, il caso euro nella sua semplicità rispetto gli altri mezionati, è emblematico della capacità di creare nuovi problemi, senza risolverne alcuno.

E così si chiacchiera, qui e là, senza reale costrutto, concentrando la propia attenzione su ciò che è inessenziale , sulle cause perse e sull’inazione dell’ostinata resistenza alle leggi di natura. Senza che nulla cambi perchè nulla si vuol cambiare, correndo tutti verso l’abisso in un generale stato di incoscienza.

Qualche frammento di pensiero dai classici vale milioni di parole:

“Nulla mai fu per l’uomo e per la società umana più insopportabile della libertà!”
Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

“Non c’é preoccupazione più assillante e più tormentosa per l’uomo, non appena rimanga libero, che quella di cercarsi al più presto qualcuno innanzi al quale genuflettersi.”
Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

icebergfinanza
Scritto il 22 Giugno 2015 at 13:31

Oggi siamo in diretta su https://twitter.com/icebergfinanza tutte le notizie in tempo reale

signor pomata
Scritto il 22 Giugno 2015 at 21:17

Fammi capire andrea ma veramente pensi che tsipras volesse uscire da euro??
Più che lui volesse uscire che lo facevano uscire???
Hai letto cosa dicono i padroni al di la dell” atlantico???
Ora ho più chiaro il perche questa pagliacciata della comunità europea e della moneta comune dura da cosi tanto tempo e puzza jn questo modo??
Tutti i nodi verranno al pettine quando il padrone riterrà che debbano venire……

aorlansky60
Scritto il 23 Giugno 2015 at 09:14

Fammi capire andrea ma veramente pensi che tsipras volesse uscire da euro??

mi pare che tutti quelli ieri sera (E NON ERANO IN POCHI) radunati al di fuori del parlamento greco avessero le idee chiare, cioè chiedevano a gran voce che la Grecia NON ne esca, o per lo meno facevano il tifo per questo…

Tsipras ora dovrà solo fare i conti con la frangià più oltranzista del suo partito, se è vero quanto trapelato circa le sue concessioni a venire incontro verso gli avvoltoi che costringeranno la Grecia ad ulteriori restrinzioni. Non solo per loro:
per sostenere la Grecia nel programma imposto dagli avvoltoi saranno chiamati a contribuire tutti i paesi membri, o per meglio dire TUTTI I LORO CITTADINI CONTRIBUENTI (mi immagino che all’idea, draghi stia già dando parecchi “cinque” a gente del suo livello, lassù nella Torre a nord…)

Francamente a me sembra che quella che sarà festeggiata come un grande successo delle diplomazie occidentali in particolare della Merkel (ma i ben informati sanno che dietro le quinte c’è lo zio Sam a fare da regia, e che regia!) non è che un ulteriore rimandare il problema greco; come ho appena scritto in un altro thread, se nel 2010 il debito greco era 200 poi salito a 300 nel 2015 c’è da scommettere che tra due anni sarà a 400 (per come Tsipras pare stia “calando” le braghe nei confronti degli avvoltoi acconsentendo ad ulteriori misure restrittive per il popolo greco, non si capisce francamente come la Grecia possa rimettersi in carreggiata al punto da risollevarsi in tempi brevi) e saremo di nuovo puntualmente a trattare di un possibile default Grecia e/o di un “grexit”.

Tutti i nodi verranno al pettine quando il padrone riterrà che debbano venire

ecco, mi sà tanto che questa sia la chiave di lettura giusta, l’unica, cioè che quando il vero padrone della faccenda (che io chiamo anche REGISTA) riterrà opportuno dire BASTA (perchè se ne sarà tirato fuori nel frattempo) non gliene importerà poi molto di un esplosione della zona euro.

stanziale
Scritto il 23 Giugno 2015 at 10:14

aorlansky60,

D’accordo su tutto, bisognera’ pero’ vedere se il padrone non si e’ espanso troppo. Pretendere, 500 milioni di angloamericani, di comandare tutto il resto del mondo(dove le economie stanno crescendo)…e’ una partita a scacchi dall’esito incerto https://aurorasito.wordpress.com/2015/06/22/lisolamento-progredisce-grande-accordo-tra-arabia-saudita-e-russia/
di sicuro il nostro destino sub coloniale sembra molto molto incerto, eufemismo per non usare una parola peggiore.

aorlansky60
Scritto il 23 Giugno 2015 at 11:04

Pretendere, 500 milioni di angloamericani, di comandare tutto il resto del mondo(dove le economie stanno crescendo)…e’ una partita a scacchi dall’esito incerto

oh, yes! molto incerto.

per loro, 20anni fà c’erano molte meno varianti da prendere in considerazione, questo è certo.

poi dalla data fatidica del NOV’89, quando è stato fatto crollare un muro, come sappiamo le cose e gli equilibri mondiali sono decisamente cambiati; non immediatamente ma ragionando col senno di oggi, 25anni dopo ce ne accorgiamo eccome.

Un paese che 25anni fà se lo percorrevi in lungo e in largo poteva dare l’idea di un posto popolato prevalentemente da derelitti come l’India -che aveva comunque già raggiunto il possesso di ordigni nucleari, nota bene, un vero paradosso…- si è preso recentemente parecchie rivincite sui “colonizzatori” inglesi, quando penso che la Tata si è recentemente “mangiata” la Jaguar…

Per non parlare del competitor situato un pò più ad est dell’india, quello che molti analisti vedono come il candidato più probabile alla successione dell’egemonia yankees in un futuro che non si prospetta nemmeno troppo lontano…

poi ci sono sempre gli arabi, ma questi son sempre stati molto meno numerosi;

a differenza di questi, pur straricchi da decenni grazie al petrolio(la famiglia reggente di turno si badi, solo quella, anche se il tenore medio dei cittadini di certi emirati per volere della stessa famiglia è invidiabile, a patto di genuflettersi completamente al volere della famiglia che detta legge e domina in puro stile medievale, molti emirati non hanno il parlamento o un istituzione paragonabile…) dicevo a differenza degli arabi, indiani e cinesi sono numerosi, MOLTO NUMEROSI (quasi da far paura) e scalpitanti dato che demograficamente sono paesi GIOVANI – non come il giappone o l’italia, ecco a proposito di quest’ultima non per essere pessimista catastrofista o altro, ma purtroppo da buon realista anch’io penso (come anche tu dici, caro Stanziale) che il nostro percorso sia già ampiamente tracciato : molto molto “sub” “sub”, destinati ad essere governati dai paesi più “forti” dell’occidente, almeno finchè gli USA conserveranno la loro posizione di predominio; quando avverrà “il cambio” USA -> CINA, probabilmente non sarò più di questo mondo per assistere e per vederne gli effetti.

Intanto la Russia stà sempre là, con le sue 2000 testate nucleari “pronte all’uso” + altre 8000 “di riserva”… cifre considerevoli (e argomenti CONVINCENTI) da mettere sul piatto della bilancia, parlando di equilibri internazionali…

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