ESPLODE IL DOLLARO VOLANO OVUNQUE RENDIMENTI!

Scritto il alle 12:17 da icebergfinanza

Entro una grandiosa architettura rinascimentale, che si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della basilica paleocristiana di S. Pietro, nella Scuola di Atene si muovono i più celebri filosofi dell’antichità, alcuni dei quali sono facilmente riconoscibili: al centro Platone, che punta con un dito verso l’alto e tiene in mano il suo libro Timeo, fiancheggiato da Aristotele con l’Etica; Pitagora è invece raffigurato in primo piano intento a spiegare sul libro il diatesseron; sdraiato sulle scale con la scodella è Diogene, mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio, è il filosofo pessimista Eraclito… 

Pare da informazioni riservate che alla scuola di Atene fosse presente anche un certo Machiavelli, il quale chiacchierando di economia con Platone abbia dichiarato…

“Ora la mia impressione è che se nel fine settimana o prima del 5 di giugno, data scadenza del prestito IFM metteranno una toppa, l’EUR/USD possa al massimo risalire sino a 1,15…”

Detto, fatto! E la sua visione non cambia di una virgola …

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Inoltre chi si trovava in Germania sulla spiaggia della rinomata località “Bundino” a godersi i primi soli estivi, si è procurato ustioni di grado che variano dal 40 al 30 %, nello spazio di un istante.

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Uno spettacolo osservare alla vigilia della riunione della BCE i rendimenti di mezza Europa esplodere in faccia a Mario Draghi, chissà cosa ci racconterà oggi a proposito dell’efficacia del suo caro quantitative easing. Bce, un occhio al rialzo dei rendimenti e un altro all’emergenza Grecia

Resta il piccolo mistero delle dichiarazioni di Benoît Coeuré, il componente del board che ha suggerito la possibilità di un’accelerazione temporanea degli acquisti di titoli – tutta da quantificare – prima dell’estate, in modo da diradarli durante la normale riduzione della liquidità nei mesi estivi. A maggio, effettivamente, gli acquisti sono leggermente aumentati a 63 miliardi, dai 60,3 miliardi di aprile, con una durata media (ponderata) in calo, ma non sui titoli italiani dove è invece aumentata. La mossa ha evidentemente lo scopo di evitare “strappi” (al ribasso, evidentemente) ai rendimenti in agosto, e potrebbe sollevare interrogativi su quali siano i tassi minimi che la Bce è disposta a tollerare. Allo stesso tempo, i maggiori acquisti di questi mesi possono essere sfruttati per frenare il rialzo dei rendimenti, iniziato a metà aprile, prima di una parziale correzione a inizio maggio. Non sono pochi gli analisti che si aspettano ora un lento aumento dei tassi di mercato a media e lunga scadenza, sia pure con differenze non irrilevanti da paese a paese. Non è irrilevante sapere come la Bce valuti questa tendenza, che in parte, sia pure minima, è in contrasto con gli obiettivi del quantitative easing.

Non è irrilevante sapere come la Bce valuti questa tendenza, che in parte, sia pure minima, è in contrasto con gli obiettivi del quantitative easing.

E per favore non venitemi a raccontare di nuovo che è perchè l’inflazione sta per scoppiare ovunque, perchè mi prendo il filosofo pessimista Eraclito e vado a farmici una birra, con l’inflazione!

L’altroieri ci ha pensato Rosengren…

Alla luce dei dati economici deludenti pubblicati negli Stati Uniti nei primi mesi dell’anno e che potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi, non è opportuno che la Federal Reserve inizi ad alzare il costo del denaro, fermo al minimo storico, vicino allo zero, da dicembre 2008. E’ di questa idea Eric Rosengren, governatore della Fed di Boston e una delle “colombe” della politica monetaria americana.America 24

potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi potrebbero essere il sintomo di problemi più profondi

Ieri invece Brainard…

I dati macroeconomici fino ad ora emersi non suggeriscono un rimbalzo significativo dell’economia americana nel trimestre in corso dopo un periodo gennaio-marzo in frenata (Pil -0,7%). Lo sostiene Lael Brainard, governatore della Federal Reserve, secondo cui un dollaro forte rallenterà la normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti. Ciò nonostante un aumento dei tassi di interesse nel 2015 è ancora possibile.America 24

” i dati in mano riguardanti il secondo trimestre non suggeriscono un significativo rimbalzo nella spesa aggregata, che ci aspetteremmo se tutta la debolezza vista nel primo trimestre fosse dovuta a fattori transitori”. “i dati in mano riguardanti il secondo trimestre non suggeriscono un significativo rimbalzo nella spesa aggregata, che ci aspetteremmo se tutta la debolezza vista nel primo trimestre fosse dovuta a fattori transitori”. “i dati in mano riguardanti il secondo trimestre non suggeriscono un significativo rimbalzo nella spesa aggregata, che ci aspetteremmo se tutta la debolezza vista nel primo trimestre fosse dovuta a fattori transitori”…

Di revisione in revisione il cervello si adatta alla situazione, ma sui mercati il cervello è merce rara!

I Treasury sono colpiti dalle speranze di un accordo tra Grecia e creditori e dal ritorno dell’inflazione nell’Eurozona, una vittoria per la Banca centrale europea. Sul primo fronte sembra che i creditori abbiano raggiunto un consensus sui termini della proposta di accordo da presentare al governo di Alexis Tsipras. Sul secondo, l’indice dei prezzi al consumo è salito per la prima volta in sei mesi, l’ultimo segno che le minacce di deflazione stanno venendo meno.

Inflation? What inflation?

Nel fine settimana non vorrei essere in chi è posizionato nel lato sbagliato del campo di regata! Oggi i creditori consegneranno l’ultimatum alla Grecia e Tsipras dovrà decidere se inchinarsi alla volontà suprema o fare esplodere la polveriera Grecia.

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15 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 3 giugno 2015 at 14:02

può darsi che i rendimenti scendano a livelli giapponesi,
ma può darsi che non scendano ai livelli giapponesi perchè america e giappone un pò diversi lo sono, almeno demograficamente…

può darsi che l’euro vada kaput tra 6 mesi,
ma può anche darsi che non vada kaput così presto e complice petrolio debole per ancora pò, dollaro forte, niente aumento dei tassi intheiuesofammerica e la possibilità che l’economia dell’eurozona si comporti meno peggio di quella uanagana da qui a fine anno, questo non depone a favore di un euro debole a lungo e con il più colossale avanzo commerciale della storia e la più poderosa posizione short della storia…

gli incidenti accadono di solito quando tutti stanno sullo stesso lato della barca…

prendere una posizione netta senza se e senza ma talvolta è MOLTO pericoloso…

harry browne e i suoi parenti continuano ad avere più ragione del 99,99% degli analisti. Cosa c’è di più saggio che ammettere di non sapere cosa accadrà domani o tra 12 o 24 mesi e starsene tranquilli a osservare le stelle guardano dentro al portafoglio un paio di volte l’anno, massimo tre ?

icebergfinanza
Scritto il 3 giugno 2015 at 16:35

john_ludd@finanza,

appunto.. guardando dentro il portafoglio non ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ma nell’arco di anni, quelli che servono per cancellare questa debt deflation!

john_ludd
Scritto il 3 giugno 2015 at 19:57

icebergfinanza,

questo è il punto che ci separa. Per me e altri la deflazione da debiti è solo un sintomo per quanto grave di una malattia molto più grave. Il metodo normalmente suggerito dalla minoritaria ma pur vasta parrocchia dei deflazionisti per “risolvere” questa deflazione da debiti va ad aggravare gli altri sintomi della malattia. Per quanti dati, tabelle e numeri noi povere cassandre del XXI secolo possiamo produrre, abbiamo di fronte un muro che sembra essere troppo alto e senza appigli anche per un giovane Messner.

stanziale
Scritto il 3 giugno 2015 at 20:56

icebergfinanza,

Andrea, puoi chiarire meglio? Apparentemente i debiti pubblici e privati aumentano progressivamente da tutte le parti(piu’ dei pil)quindi il tutto sembra insostenibile….mentre i creditori, che sono gli hedge founds, i fondi pensione aumentano i loro trilioni di depositi….quindi come si fa superare la debt deflation, se l’inflazione tipo dopoguerra NON la vogliono? Con botte di default qua’ e’ la’, quindi? Requisendo al parco buoi ed anche agli hedge founds? Mi colpi’ il fatto che anche Bernanke, dopo essere uscito dalla fed, parlo di deflazione di 25 anni. Certo che se vogliono fanno sgonfiare i fondi pensione- hedge founds. Bo’?

john_ludd
Scritto il 3 giugno 2015 at 21:56

stanziale@finanza,

se mi permetti l’intrusione fai un bel pò di confusione. Gli hedge fund son totalmenete differenti per natura e parco clienti dei fondi pensione. Anche per dimensione complessiva lo sono, per quanti trilioni abbiano in gestione sono molto meno dei fondi pensioni. Il tema è comunque delicato e complesso e soprattutto senza una soluzione. I fondi pensioni americani e britannici sono per lo più investiti in azioni, meno in bond e devono, molto spesso per contratto, garantire un rendimento minimo che si assesta sopra il 6-7 percento. L’ossessione della FED sul voler mantenere alte le quotazioni di borsa si comprende meglio se ci si ricorda di questo. Il rendimento atteso è comunque “nominale” quindi a un certo punto una scelta la dovranno fare e per la diversa natura del mercato finanziario anglosassone rispetto quello europeo non mi sento di poter escludere nulla. Al contrario in Europa le pensioni sono per lo più ancora pubbliche e i fondi sono in titoli governativi. Anche in Europa c’è ovviamente un problema di incongruenza con quanto i pensionandi di domani si attendono e quanto realisticamente avranno; anche in questo caso la scelta è tuttavia politica ancor più che economica. Alla fine resto dell’opinione ormai nota, inconfutabile dai dati che posseggo e che ognuno di voi potrebbe possedere se li volesse cercare, che qualunque sia la scelta politica, qualunque sia il tipo di pensione (pubblica o privata o mista), siamo entrati in un’era di ritorni diminuiti, di attività economica che è passata dalla crescita alla stagnazione e passerà presto alla decrescita infelice per la semplice, banale ma inaccetabile (alla mente umana) ragione che energia a basso costo non ne avremo più, le rinnovabili nella migliore delle ipotesi saranno nel 2050 in grado di coprire 1/3 dell’energia prodotta ora con il fossile, la qualità dei terreni agricoli è in crollo verticale perchè l’agricoltura industriale intensiva impoverisce i terreni molto velocemente pretendendo sempre maggiori quantità di fosfati, azoto e potassio e quindi idrocarburi per la loro produzione. E’ un meccanismo di feedback in risonanza che ci sta portando ineluttabilmente verso la fine di questa civiltà e a una forte diminuzione del numero delle persone. Ma se preferisci pensare che eliminando l’euro e distribuendo carte di credito a scadenza si risolvano questi problemi, mi sta bene. Almeno sarai felice per un pò. L’incoscienza è a questo che serve, per dimenticare.

stanziale
Scritto il 3 giugno 2015 at 22:50

Veramente sono io che mi sono intromesso nella vostra discussione; chiaro che accetto il concetto penuria di materie prime, ne abbiamo parlato milioni di volte, vanno aggiunti anche i pesci in forte diminuzione , buona parte dei minerali in esaurimento ed il rischio di guerra, tenuta forse come carta di riserva. Questo influisce, ma mettiamo che non ci sia questo problema: in ogni caso, staremmo osservando asetticamente che siamo in deflazione, con aumento dei debiti e stagnazione dei pil, quindi come risolvono il problema? I debiti aumentano per stati e privati, ma aumentano anche i trilioni di attivi dei fodni pensione, assicurativi e hedge founds, in questo articolo the walking debt da numeri leggermente diversi dai tuoi in ordine alle forze in campo http://thewalkingdebt.org/2015/05/28/leconomia-segreta-dei-fondi-pensione/ ma non e’ questo il punto, che e’ capire(parlo almeno per me) come dalla deflazione non si passi poi ad un default valutario(quando le attuali monete perderanno la fiducia della gente, dato che i debiti impliciti aumentano sempre ), cioe’ superinflazione. Che fanno: requisiscono questi patrimoni alla fine? Ripeto: bo’.

john_ludd
Scritto il 3 giugno 2015 at 23:29

stanziale@finanza,

In un celebre articolo pubblicato su The Atlantic nel 2009 nel pieno della grande crisi l’ex capo economista del FMI e professore del MIT Simon Johnson fa un breve riassunto su come un colpo di stato silenzioso abbia cambiato la natura degli Stati Uniti. Un sezione del lungo articolo è esplicito:

Becoming a Banana Republic

L’articolo andrebbe letto e imparato a memoria, ma è lungo e in inglese. Non ho alcuna fiducia negli USA, anzi, sono certo che finiranno come scrive Orlov, un paese che si avvia a una lunga guerra civile che lo cancellerà dalle mappe geografiche così come lo conosciamo ora. L’unica ragione per cui detengo una quota di titoli americani è che questo potrebbe avvenire un pò dopo la dissoluzione dell’eurozona in malomodo e il conseguente stato di semiguerra incivile che si verificherà QUI. Guarda è persino possibile che il livello di totale degenerazione, corruzione e perversione del sistema finanziario fuso ormai ai buona parte dei governi occidentali (che ne seguiranno le sorti) sia tale che la sua implosione riesca a mascherare la triste realtà dei trend secolari energia e calo delle risorse + demografia + inquinamento planetario. Cioè il botto del sistema finanziario ci potebbe mettere con il culo per terra PRIMA del tempo e senza lasciarci le risorse per tentare di costruire un’economia post carbon. E’ un’eventualità tutt’altro che improbabile e il dono finale di una vasta e secolare banda di criminali, ed è l’unica ma ottima ragione per la quale chi può farebbe bene a parcheggiare una parte di quel che ha in oro fisico. Le assicurazioni non servono a un cazzo DOPO essersi impattaccati, bisogna stipularle prima. E anche qui sono in disaccordo con Andrea che vede solo i treasury. Per me è un errore, l’America è una BANANA REPUBLIC senza possibilità di salvezza come lo era la Roma di Romolo Augusto.

L’articolo è questo:

http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2009/05/the-quiet-coup/307364/

stanziale
Scritto il 3 giugno 2015 at 23:38

john_ludd@finanza,

‘notte. Ma gli altri dove sono, tutti al mare?

john_ludd
Scritto il 4 giugno 2015 at 00:00

stanziale@finanza,

probabilmente ne ha le balle strapiene di sentire un menagramo come il sottoscritto. Posso comprendere, da fine mese mi assento per un bel pò, ma per ora non ho messaggi positivi. Appena ne vedo uno ve lo dico.

stanziale
Scritto il 4 giugno 2015 at 07:26

icebergfinanza,

Grazie, infatti, me lo immaginavo la soluzione su cui convergi, lo avevi gia’ accennato in passato, infatti avevo scritto qui sopra “con botte di default qua e la’”..certo che non e’ un bel vivere, i debiti impliciti aumentano, ogni tanto qualcuno fallisce, ristrutturano, requisiscono e vanno avanti….quale soluzione sarebbe la migliore? Per me l’inflazione (non iperinflazione) degli anni 45-80, di un pochetto dopra il tasso dei bond. Colgo l’occasione per proporre un art. di oggi, la svendita di un asset fondamentale per il paese, la rete telefonica telecom, una volta dello stato e la piu’ forte in europa(prima che D’alema ci mettesse le mani) sta’ passando ai francesi nell’indifferenza generale http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/6/4/TELECOM-La-non-strategia-del-governo-che-svende-la-rete-telefonica/614327/

kry
Scritto il 4 giugno 2015 at 10:28

john_ludd@finanza:
[email protected]za,

probabilmente ne ha le balle strapiene di sentire un menagramo come il sottoscritto. Posso comprendere, da fine mese mi assento per un bel pò, ma per ora non ho messaggi positivi. Appena ne vedo uno ve lo dico.

Il 25 ci sei a Bologna? ( http://icebergfinanza.finanza.com/2015/05/28/un-messaggio-dalla-storia-guardando-al-futuro/ )

closing time
Scritto il 4 giugno 2015 at 10:49

stessa domanda e auspicio di Kry. John il 25 a bologna devi esserci!!!

bancabassotti
Scritto il 4 giugno 2015 at 13:40

io non riesco a venire a Bologna perche’ vivo in Francia, e’ possibile vedere l’incontro caricando un video su youtube ?

gnutim
Scritto il 4 giugno 2015 at 14:34

anche io non posso esserci, bella l’idea di you tube

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