GRECIA: ACCANIMENTO TERAPEUTICO!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Accanimento terapeutico, si chiama, accanimento terapeutico un pò come chi perde 2 milioni di voti, passa dal 40 % al 25 % e va in televisione per dire che ha vinto, tipico sport nazionale.

Non solo, arriva anche l’amico Serra, il finanziatore principe, il finanziere che fa la predica al Paese e poi se la gode nei paradisi fiscali che suggerisce “Abbiamo bisogno di vedere Grexit”

La notizia dell’ultima ora è che i quattro dell’oca selvaggia, Draghi, Lagarde, Merkel e Hollande, provano l’ultimo disperato accordo. Renzi? Non pervenuto! Grecia, vertice di emergenza a Berlino. Ma senza Tsipras

Accanimento terapeutico quello che avviene sulla Grecia, ormai da tempo immemore, da quando nel 2010, invece che essere salvata con qualche miliardo è stata intubata per salvare le banche tedesche e francesi, ma di questo non si parla, no!

Premetto solo una cosa! Io sono convinto che proveranno ad accanirsi  nuovamente, ci metteranno l’ennesima pezza, proveranno a far salire tutto di nuovo, troppo pericoloso c’è l’estate di mezzo, ma Lehman Brothers non ha insegnato nulla, per cui la riva del fiume è la migliore strategia. stare a guardare senza fretta e come insegna Machiavelli alla scuola di Atene, osservare l’inevitabile come da manuale di guerra.

Ora arrivano anche gli sciacalli della più esoterica banca d’affari al mondo, Goldman Sachs a ricordarlo a tutti, pronta a sbranare ciò che resta del cadavere ellenico…

Negoziato Grecia, Goldman Sachs: elezioni o default per risolvere lo stallo

Discussioni, trattative, incontri, voci di accordo, rapide smentite. La ‘tragedia greca’ propone un nuovo atto non dissimile dai precedenti. Eppure stavolta qualcosa di diverso accade. Lo stallo nei negoziati tra creditori e Grecia appare più difficile da superare. Forse perché lo spazio per rimandare il problema sta terminando, così come in via di esaurimento sono le risorse del governo greco. Il quale, arrivato sull’orlo del burrone, può scegliere se cedere alle richieste di Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale o fare un passo indietro.

Per Huw Pill, capo economista per l’Europa di Goldman Sachs, il passo indietro corrisponde alla caduta dell’esecutivo Tsipras e a nuove elezioni o a un referendum sulla permanenza nell’euro. In altre parole qualcosa che permetta di modificare la piattaforma elettorale che ha permesso a Syriza di vincere le elezioni: permanenza nell’euro ma senza l’austerità, gli aggiustamenti, le riforme e i controlli legati al programma della ex-Troika.

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Ossia proprio senza quegli elementi sui quali le controparti non sono disposte a cedere. Tre i principi irrinunciabili dei creditori:

-La permanenza nella moneta unica richiede ulteriori aggiustamenti da parte della Grecia;

-Nel momento in cui questi aggiustamenti comportano supporto finanziario, quest’ultimo verrà fornito solo al rispetto di determinate condizioni;

-Per verificare il rispetto di queste condizioni è richiesta una supervisione esterna dell’economia greca.

“Se anche ci fosse disponibilità – spiega il capo economista di Goldman Sachs – a negoziare con Atene su alcune dimensioni come la velocità dell’aggiustamento fiscale necessario, questi tre principi non sono in discussione. Una deviazione da questi fondamenti non significherebbe solo una rivoluzione del processo in corso ma favorirebbe il rischio di azzardo morale, non solo in Grecia. Inoltre sarebbe politicamente inaccettabile nei paesi dell’Eurozona che hanno fatto sacrifici nel recente passato. E un terzo programma di salvataggio richiede unanimità all’interno dei membri della moneta unica”.

Per risolvere lo stallo, il passo indietro del governo Tsipras o il referendum sono pertanto una soluzione. In alternativa le parti potrebbero scegliere di non arrivare a una soluzione definitiva il che, secondo Pill, porterebbe inevitabilmente al default tecnico della Grecia anche se non all’uscita immediata dall’Eurozona: “Il default di uno stato sovrano è un processo politico con regole e procedure che allungano i tempi e conferiscono un ampio grado di discrezionalità e flessibilità. Inoltre anche l’uscita dalla moneta unica è una decisione politica. Il governo greco potrebbe decidere unilateralmente di abbandonare l’euro ma non ha il mandato per farlo. Se dovesse annunciare un’uscita dall’Eurozona probabilmente l’esecutivo Tsipras cadrebbe. E anche in questo caso le procedure e trattative della Grexit sarebbero lunghe”.

Tutto bene, ma perchè solo ora Serra e Goldman Sachs suggeriscono il GREXIT, perchè solo ora di fronte all’innveitabile, hanno bisogno di fare soldini con l’uscita della Grecia dall’euro?

Non passa giorno che i funzionari greci non annuncino l’accordo eminente, un pò come un malato terminale che suggerisce ai parenti di stare calmi che non è niente, solo un piccolo raffreddore da risolvere con un’aspirina.

Il default, la ristrutturazione del debito, serve ora, subito, adesso è da sciacalli torturare ancora il popolo greco.

Non servono accordi temporanei, non c’è soluzione, l’economia greca è morta!

La Grecia è come un candelotto di dinamite, che in molti si stanno passando di mano, sino al momento nel quale avviene l’innevitabile esplosione.

CI VEDIAMO A BOLOGNA: UN MESSAGGIO DALLA STORIA GUARDANDO AL FUTURO.

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8 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 2 giugno 2015 at 09:35

Un po’ di rispetto! Stiamo parlando di un grande italiano, Il COMMENDATOR Serra, fatto tale dal presidente Napolitano, per aver promosso gli investimenti nel paese (!?). Le gratifiche ora pare tocchino no agli imprenditori che pagano tasse in Italia e resistono non delocalizzando, no no: agli speculatori.

bano
Scritto il 2 giugno 2015 at 10:13

forza, senza se e senza ma, seppelliamo sto cadavere Acheo o Troiano che sia senza piangistei o lacrime di coccodrillo inutili, si stampino le loro dracme le facciano circolare allinterno dello stato per pagare stipendi pubblici,pensioni,mutui,cedole dei loro titoli ecc ecc, usando anche lo’euro per le transazioni esteree quindi senza uscire dalla moneta unica,insomma una specie di oro moderno come si faceva 2500 anni fà, se i figli di Ulisse avranno ancora un po di dignita e coraggio del condottiero loro avo, nel giro di un decennio metteranno la loro flotta in grado di solcare il mare dell euro

stanziale
Scritto il 2 giugno 2015 at 10:27

bano@finanzaonline,

“nel giro di un decennio metteranno la loro flotta in grado di solcare il mare dell euro”…la flotta del mare dell’euro non sara’ loro ma dei negrieri, pero’ possono far comodo, come schiavi addetti a remi .

bano
Scritto il 2 giugno 2015 at 10:38

stanziale@finanza,

azzz qualcuno che rema ci vuole, mica possiamo fare tutti il comandante, offriremo semmai loro un buono pasto e una paga giornaliera ,però senza scioperi .

john_ludd
Scritto il 2 giugno 2015 at 11:27

il legame tra Lehman Brothers e Grecia è molto tenue ma certo la prima non era più fallita delle altre banche di investimento. Venne lasciata fallire non perchè non poteva essere salvata ma perchè era un’opportunità. Le opportunità presentano sempre un lato rischioso ma quella volta la scommessa è stata stravinta segno che per quanto infinitamente immorali i signori del denaro sono fermamente in controllo di un mondo costruito a loro immagine e somiglianza. Le superstiti hanno sfruttato la crisi Lehmann per accedere allo sportello del denaro infinito della FED come fossero banche tradizionali e sul quel fiume di denaro hanno guadagnato iperboliche somme di denaro e fette di potere. Non ho idea di quel che decideranno i sacerdoti di mammona, nè di cosa ci sia nei loro libri contabili ed extra contabili ma hanno avuto anni di tempo per preparsi all’inevitabile. Non ci sono barriere, constato che le big ignorano senza patemi le sanzioni alla Russia, finanziano le major dell’oil&gas che operano in Russia oggi come 5 anni fa, do ut des con gli oligarchi che sono la base del potere di Putin, curano gli affari dei nuovi straricchi cinesi dai loro uffici in Hong Kong e in barba all’ossessione dei neocon, controllano il 100% dei paradisi fiscali offshore dove sta al sicuro il denaro delle multi nazionali, quello evaso dai ricconi, così come quello dei narcos e dei fondi neri della CIA. Se la Grecia affonderà del tutto nel mare Egeo accadrà perchè la cosa è gestibile o anzi, è già stata gestita. C’è solo una cosa che al di fuori de potere dei mammasantissima del denaro: non possono creare petrolio, acqua potabile, potassio, campi di grano, foreste, ossigeno, pesci e vacche. Burattinai e burattini finiranno insieme nello stesso luogo e nello stesso momento, entro la metà di questo secolo, l’ultimo di questo lungo ciclo. Noi non siamo mai stati moderni, forse in un futuro lontano ed evolutivamente incerto qualcuno lo sarà.

zanella51
Scritto il 2 giugno 2015 at 19:02

bano@finanzaonline,

ti auguro di essere il rematore più vicino alla frusta

perplessa
Scritto il 2 giugno 2015 at 22:24

non vedo il nesso tra Lehmam Brothers e la Grecia. Si sono approffittati del fatto che la Grecia avesse truccato i conti per costringere i paesi europei specie del sud a sottomettersi a controriforme del mercato del lavoro e del welfare in modo da avere lavoratori sottopagati , e far guadagnare chi fornirà servizi al posto dello stato. quello che farà la troyka sarà sempre in questa direzione, per realizzare l’obiettivo di privatizzare tutto in tutta europa.quindi, le conviene di più che esca o che rimanga?non lo so. mi pare ovvio che se esce la speculazone la distruggerà fregandosone dei bambini che hanno fame senza cure o quant’altro. non potrebbero permettersi il “lusso” che emerga che uscire dall’euro conviene, perchè sarebbe la fine del loro progetto di mercato unico con un’unica valuta, che conviene a chi ha interesse economico che sia così. Hanno il potere di farlo visto le dimensioni piccole

aorlansky60
Scritto il 4 giugno 2015 at 16:27

“PER LA GRECIA L’UNICA SOLUZIONE E’ IL FALLIMENTO”

è quello che si legge in molte testate da parte di altrettanti opinionisti.

Il fatto è che, se per la Grecia potrebbe essere la soluzione auspicata(pur con tutti i dubbi del caso), non lo è di certo per i creditori cioè FMI e UE tutta, che si ritrovano FORTEMENTE impegnati verso il debito greco e che di conseguenza hanno tutti i motivi (e gli interessi…) per non lasciare fallire la Grecia.

Questo lo sanno bene anche i greci, soprattutto i loro vertici rappresentativi che per voce del proprio min. dell’interno e min. dell’economia non hanno perso occasione di rammentare recentemente a tutta la comunità internazionale che “la Grecia potrebbe rivelarsi peggio di Lehman bros, nel caso che venga lasciata priva di sostegno…” cioè lasciata fallire, lasciando intendere sottilmente che se avvenisse non è per colpa dei greci ma per scelta dei suoi creditori…

niente male come strategia (da parte dei greci ovviamente).

Inutile farsi illusioni, alle condizioni attuali a loro imposte sappiamo tutti che la Grecia e il suo popolo non potranno mai ripagare i loro debiti(anche concedendo loro molto MOLTO tempo) per ciò che la loro economia gli permette -turismo, flotta mercantile, yogurth e nient’altro.

Così come è inutile ribobinare il film e farlo ripartire dall’inizio per evidenziare di chi sia la responsabilità dell’attuale situazione, se del debitore o del creditore (per meglio dire creditori, al plurale…)

Al di là dell’impegno economico nel quale si ritrovano impelagati i creditori della Grecia, loro -i greci- fanno leva anche sul fattore “fiducia” che potrebbe crollare da un momento all’altro, “SE” la Grecia dovesse ufficialmente dichiarare default alla comunità internazionale.

Al di là di tutto, bisogna riconoscere che la partita se la stanno giocando bene – i Greci.

se uno ha in mano una sorta di sostanzioso “pagherò” da esibire al proprio debitore che non potrà mai ripagarlo,
chi è davvero nella peggiore situazione :

il creditore o il debitore?…

una volta queste questioni si risolvevano con la guerra; poi ci siamo evoluti e siamo(forse) diventati tutti quanti più eleganti nel pensare e nell’agire… oppure no?…

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