GRECIA: I SEI MITI DA SFATARE GREXIT!

Scritto il alle 06:30 da icebergfinanza

Grecia, Eurogruppo contro Varoufakis: “È un perditempo e un dilettante”

Francamente non ci credevo e si che questi anni mi hanno ormai insegnato a non meravigliarmi più di nulla, ma alla fine è successo veramente, ovvero l’ultimo arrivato alla corte del circo equestre d’Europa è stato definito…

“Un perditempo, un giocatore d’azzardo, un dilettante“. Che l’Eurogruppo in corso a Riga non avrebbe rappresentato una svolta nelle trattative tra la Grecia e i creditori era ormai scontato per lo sblocco dell’ultima tranche di aiuti finanziari, ma nessuno si aspettava che finisse con toni così duri. Una vera debâcle per il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, che alcuni colleghi, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, hanno definito proprio in quei termini. Aggiungendo che il suo comportamento è “irresponsabile“ (Il Fatto Quotidiano)

Dite la verità, non è affascinante osservare un manipolo di falliti non importa se politici o ministri delle finanze che ha condotto in maniera irresponsabile e dilettantesca la tragedia greca che accusano l’ultimo arrivato di essere un giocatore d’azzardo?

Se vogliamo uscire da questo inferno come dice il buon Taleb…  A coloro che guidavano uno scuolabus bendati (e l’hanno sfasciato) non dovrebbe essere mai più permesso di guidare un altro scuolabus. L’establishment economico (università, autorità di regolamentazione, funzionari governativi, economisti al servizio di varie organizzazioni) ha perso la propria legittimità a seguito del fallimento del sistema. Sarebbe imprudente e insensato da parte nostra se ci affidassimo alle capacità di questi esperti per uscire da questo caos. Al contrario, bisogna individuare le persone intelligenti e con le mani pulite.

(…)  Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis non lascia cadere nel vuoto le accuse mosse nei suoi confronti e trapelate venerdì dopo la riunione dei ministri delle Finanze a Riga. Non ci sta a stare zitto e affida a twitter la sua risposta. Cita Franklin Delano Roosevelt e un suo celebre discorso in difesa del New Deal dagli attacchi dei repubblicani per rispondere a quelle voci che lo hanno definito «incompetente, giocatore d’azzardo, perditempo e dilettante». L’economista greco-australiano che insegna all’università del Texas scrive: «Sono unanimi nel loro odio contro di me e io dò il benvenuto al loro odio». E aggiunge:«Una citazione vicina al mio animo (e alla realtà) questi giorni».

Purtroppo è cosi dall’inizio della crisi, gli incompetenti e i falliti oggi danno lezione, amministrano, dettano le condizioni, minacciano e …fanno sorridere!

Quando non ci riescono chiamano una banca e minacciano la fine del mondo se il popolo non voterà per sostenere i loro fallimenti. Vi ricordate la Scozia, bene oggi una banca di falliti minaccia addirittura il Rischio Brexit, HSBC shock: quartier generale fuori da Londra

E’ sempre cosi, dovunque vi giriate, vi minacciano e vi prospettano la fine del mondo se non votate come vogliono loro, le banche, i tecnocrati, un manipolo di psicopatici bravi ad accusare gli altri dei loro fallimenti.

Non passa giorno che in Italia qualche idiota si preoccupi per i 42 miliardi che la Grecia ci deve, dopo aver fatto finta di nulla mentre le banche tedesche e francesi si riprendevano gli stessi 42 miliardi concessi da un manipolo di dilettanti travestiti da tecnocrati e politici, minacciando quotidianamente il fallimento del nostro Paese, la più colossale balla della storia d’Italia.

Non vale la pena di perdere troppo tempo su cosa accadrà nei prossimi giorni, il destino della Grecia è segnato, come quello dell’Europa che Martin Wolf sintetizza magistralmente sul Financial Times…

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La sintesi migliore è tutta qui

l’appartenenza alla moneta unica cesserebbe di essere irrevocabile, e ogni crisi potrebbe scatenare ondate di speculazione destabilizzanti”.

Io ormai sono stanco di ripetere le solite cose, probabilmente stiamo per giungere alla fine della nostra avventura, sto diventando noioso, forse chissà ascoltando qualcun altro magari…

In un recente articolo uscito sul Financial Times Martin Wolf ha sfatato alcuni dei miti che circondano l’epopea greca. Ecco i sei miti principali secondo il capo economista del giornale britannico:

Tratto da Grecia, i sei miti da sfatare – Eunews

L’uscita della Grecia aiuterebbe l’eurozona

Un’uscita dalla Grecia dall’euro sarebbe quasi senz’altro un disastro per tutta l’eurozona, secondo Wolf. “Se l’uscita dall’euro si traducesse in una catastrofe per il paese ellenico, le campagne populiste in altri paesi europei perderebbero di mordente. Ma l’appartenenza alla moneta unica cesserebbe di essere irrevocabile, e ogni crisi potrebbe scatenare ondate di speculazione destabilizzanti”.

L’uscita dall’euro aiuterebbe la Grecia

Molti sono convinti che un ritorno alla dracma, con relativa svalutazione, offrirebbe una via indolore alla prosperità. “Ma sarebbe così solo se l’economia fosse in grado di potenziare senza problemi la produzione di beni e servizi competitivi a livello internazionale, e la Grecia non è in grado di farlo”, scrive Wolf.

È colpa della Grecia

“Nessuno è stato costretto a prestare alla Grecia”, dice Wolf. “Inizialmente, i privati erano felici di prestare soldi al governo di Atene più o meno alle stesse condizioni che al governo tedesco: eppure non è che la natura della politica greca fosse un segreto”. Nel 2010, poi, invece di cancellare i debiti, come sarebbe stato necessario, i governi ( e l’Fmi) hanno deciso di salvare i creditori privati rifinanziando la Grecia. E così cominciò il gioco dell’“estendi e pretendi”.

Questo lo aggiungo io scritto da Wolf, questa volta in inglese perchè è la chiave di lettura di tutta la crisi europea…

” Stupid lenders lose money. “

La crisi non ha fatto altro che separare li stupidi dal loro denaro, si le banche dei tedeschi e dei francesi e degli inglesi, un manipolo di idioti che ha prestato denaro ovunque senza nessuna garanzia, la crisi aveva fatto una cosa giustissima, aveva separato gli stupidi dal loro denaro.

Purtroppo altri stupidi hanno, con l’aiuto di qualche fesso o politico idiota nostrano, contribuito a far si che gli stupidi potessero avere di ritorno il denaro che meritavano di perdere!

La Grecia non ha fatto nulla

“Atene ha operato un aggiustamento dei suoi conti pubblici e della sua posizione con l’estero di proporzioni enormi”, fa notare Wolf: tra il 2009 e il 2014, il saldo di bilancio primario (esclusi gli interessi sul debito) si è ridotto del 12 per cento del prodotto interno lordo, il disavanzo di bilancio strutturale del 20 per cento del Pil e la bilancia delle partite correnti del 12 per cento del Pil. Fra il primo trimestre del 2008 e l’ultimo trimestre del 2013, la spesa in termini reali dell’economia greca è scesa del 35 per cento e il Pil del 27 per cento, mentre la disoccupazione ha toccato un livello record del 28 per cento della forza lavoro. “Sono aggiustamenti di enormi proporzioni Anzi, una delle tragedie dell’impasse sulle condizioni per il sostegno è proprio che c’è stato l’aggiustamento. La Grecia non ha bisogno di risorse aggiuntive”.

I greci riusciranno a restituire i soldi

Secondo Wolf, è impossibile che i greci siano in grado di rimborsare la montagna di prestiti che hanno contratto. “Un condono del debito è inevitabile”, dice. E non solo in Grecia.

Una dichiarazione di insolvenza comporterebbe un’uscita della Grecia

Il sesto mito è che se la Grecia dovesse dichiarare il default, sarebbe costretta a creare una nuova moneta e dunque a lasciare l’eurozona:

Se il governo di Atene dichiarasse lo stato di insolvenza, gli istituti di credito del paese potrebbero non avere più i requisiti per accedere ai fondi di emergenza erogati dalla Banca centrale greca. Se così fosse, le banche quasi certamente dovrebbero imporre uno stop ai prelievi. Potrebbe addirittura arrivare uno stop ai pagamenti. Qualcuno sostiene che la Bce non avrebbe il diritto di venir meno al suo ruolo di prestatore di ultima istanza per le banche greche, come la Federal Reserve non avrebbe avuto il diritto di smettere di erogare prestiti alle banche di Detroit dopo il default dell’amministrazione comunale di quella città. Ma c’è una differenza. Nessuna banca americana era così esposta con il comune di Detroit da rischiare l’insolvenza in seguito al default della città. Ma nell’eurozona, che ha 19 mercati bancari separati, uno per ogni Stato membro, e con i titoli di Stato che pesano molto in ciascuno di essi, se un governo nazionale dovesse dichiarare lo stato di insolvenza le banche di quel paese potrebbero andare in bancarotta. La Bce non è tenuta prestare denaro a banche palesemente insolventi. L’interrogativo allora è quale risposta dare. Gestire l’economia greca con un funzionamento ristretto delle sue banche potrebbe essere possibile. Il governo in a corto di liquidità potrebbe effettuare pagamenti con dichiarazioni di credito che accetterebbe come pagamento delle somme a esso dovute. Non sarebbe auspicabile, ma sarebbe possibile.

“Smontare questi miti non basterà a garantire una soluzione soddisfacente, ma sarebbe un inizio”, conclude Wolf. “Un accordo che includesse una riduzione permanente del debito dopo il completamento di una serie di riforme del funzionamento dell’economia e della politica greca sarebbe il risultato migliore. Se non si riuscisse a raggiungere un accordo di questo tipo, il meno catastrofico degli esiti potrebbe essere quello di accettare la realtà del default e lasciare che sia la Grecia a decidere cosa fare. Di sicuro sarebbe un risultato negativo: ma ormai chi ha ancora fiducia in un esito migliore?”.

Chiaro? Buona consapevolezza e soprattutto mi raccomando è tutta colpa dei greci in attesa che nei prossimi anni arrivi il nostro turno!

UPDATE: Puntuali come orologi svizzeri, le elites europee sono riuscite a far rimuovere lo scomodo ministro delle finanze greco Varoufakis, i falliti hanno rimosso la loro coscienza!

Ah dimenticavo… sono solo un blogger qualunque, incompetente, ignorante, irresponsabile giocatore d’azzardo, lasciate perdere fate finta di non aver letto nulla, continuate a comprare e sostenere chi nasconde la verità, mi raccomando, buona fortuna!

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14 commenti Commenta
unocometanti
Scritto il 27 aprile 2015 at 11:15

Ecco un altro bel quadretto di questa Europa:

http://www.analisidifesa.it/2015/04/ecco-cosa-ci-da-la-ue-18-navi-5-aerei-e-tante-pernacchie/

babycottero
Scritto il 27 aprile 2015 at 12:38

Non credo che siano molti i lettori di questo blog che sostengono chi non dice la veritá….né quelli che ritengono tu stia diventando noioso.

Se tu smettessi significherebbe la scomparsa di 1/3 dell’informazione italiana sulla realtá di questa crisi. Il terzo piú comprensibile per chi non mastica economia quotidianamente.

Un po’ come se Varoufakis si dimettesse facendosi convincere dagli altri dell’Ecofin.

aorlansky60
Scritto il 27 aprile 2015 at 14:27

“Atene ha operato un aggiustamento dei suoi conti pubblici e della sua posizione con l’estero di proporzioni enormi”, fa notare Wolf: tra il 2009 e il 2014, il saldo di bilancio primario (esclusi gli interessi sul debito) si è ridotto del 12 per cento del prodotto interno lordo, il disavanzo di bilancio strutturale del 20 per cento del Pil e la bilancia delle partite correnti del 12 per cento del Pil. Fra il primo trimestre del 2008 e l’ultimo trimestre del 2013, la spesa in termini reali dell’economia greca è scesa del 35 per cento e il Pil del 27 per cento, mentre la disoccupazione ha toccato un livello record del 28 per cento della forza lavoro. “Sono aggiustamenti di enormi proporzioni Anzi, una delle tragedie dell’impasse sulle condizioni per il sostegno è proprio che c’è stato l’aggiustamento. La Grecia non ha bisogno di risorse aggiuntive”.

… … … … … … … … … … … … … …

proprio questo punto sottolineato da Wolf fà comprendere che la Grecia e i greci non hanno più nulla da fare nell’ambito di quanto è ragionevole pretendere; che altro vogliono gli avvoltoi per convincersi, cadaveri e carcasse lungo le strade ???

Partendo da questa base, è comprensibile quanto stiano cercando di attuare Tsipras e il suo min dell’economia in questa nuova recrudescenza del caso greco che illustra quanto era già in grado di evidenziare anni fà : il problema non è risolvibile, i greci con quel poco di cui dispongono nella loro economia non riusciranno mai a colmarlo. Pertanto sanno di avere in mano questa carta “forte” da giocare nella partita verso Bruxelles che in realtà sembra quella che ha più da perdere e da rimetterci -in termini puramente politici prima ancora che economici- nel caso si verifichi una risoluzione “disordinata” del caso.

Niente male, a parte questo, l’idea di coesione e di “unione” idilliaca che questi burocrati forniscono al mondo e in particolare ai popoli europei… di mio mi chiedo : dopo la Grecia, chi sarà il prossimo ad essere oggetto di attenzione dei premurosi e caritatevoli tedeschi ???…

icebergfinanza
Scritto il 27 aprile 2015 at 16:34

Direi che è giunta l’ora di arrendersi, il coniglietto Tsipras ha eliminato la volpe Varoufakis, su richiesta diretta delle elites europee, ovvero i falliti hanno eliminato colui che rendeva evidente il loro fallimento.
Aspettiamo ora che qualcuno venga a chiudere il nostro blog, in fondo credo funziona così o sei con noi o sei contro di noi…

stanziale
Scritto il 27 aprile 2015 at 18:39

icebergfinanza,

Secondo Il sole, mentre l’ansa http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/04/27/grecia-atene-valuta-proposte-di-riforma-alternative_36ef8f69-a97e-4458-8d50-7910e749a417.html
non conferma. Non ci si capisce nulla. Io pero’, spero di non sbagliarmi, tendo a dare un minimo di fiducia a Tsiprias, che non puo’ cedere molto, essendo sull’orlo del burrone. Potrebbe, sembrerebbe una mossa tattica, forse affiancare al ministro un team e/o qualcun altro, che pero’ potrebbe dire/fare le stesse cose dell’incompetente/inconcludente/dilettante.

john_ludd
Scritto il 27 aprile 2015 at 21:03

icebergfinanza,

“Aspettiamo ora che qualcuno venga a chiudere il nostro blog…”

non sei così importante… ma soprattutto questo sistema è praticamente perfetto; non solo non deve preoccuparsi dei dissenzienti ma anzi provvede loro la tecnologia gratis con la quale esprimersi contro il sistema. Tu e quelli come te e me sono utili a dimostrare che siamo in un mondo democratico dove ognuno può esprimere quel che pensa e persino scriverlo utilizzando Google, WordPress, e i vari software e le varie reti dati che il padrone concede loro gratis, sapendo che l’uso che ne fa il 99% è tale da legarsi sempre più, mani, piedi e soprattutto cervello. E quello che non è gratis, lo paghi attraverso il sistema dei pagamenti elettronico (il loro attraverso il quale paghi le cure mediche e ricevi lo stipendio o la pensione) o la tua carta di credito, che costituisce il tuo vero documento di identità. E anche questa volta mi sono sbagliato, non è il 99% ma il 100%. Questa è l’epoca della definitiva vittoria di Mammona, combattere o arrendersi è la stessa cosa se giochi là dove decide lui.

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 08:05

pur potente, Mammona non è in grado di prevedere tutto.

A volte arrivano eventi come quello appena accaduto tra Nepal e Tibet che ci ricordano, di fatto, che qui siamo solo in prestito e solo di passaggio.

rnitti
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:33

Almeno sulle prime due affermazioni di Wolf, che l’uscita della Grecia dall euro sarebbe una catastrofe SIA per i greci SIA per il resto dell’Europa, ci sarebbe molto da discutere. A me pare la solita ipotetica dell’irrealta’ basata piu’ su convincimenti religiosi che su ipotesi reali (molto probabilmente per i tedeschi lo sarebbe). Per tutto il resto ormai c’e’ poco da dire: Tsipras di e’ arreso e non puo’ che subire il trattamento che i vincitori riservano ai vinti fin dall’e poca di Brenno (quello del “vae victis” se qualcuno non ricorda).

john_ludd
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:36

aorlansky60,

Il termine Mammona viene usato nel Nuovo Testamento per personificare il profitto, il guadagno e la ricchezza materiale. L’identificazione con il/un demonio viene da un passato molto più lontano, dalla mitologia caldeo-siriaca e poi ereditato da quella greco/romana in ossequio alla nostra storia costituita da strati su strati di differenti culture in un continuum che si perde nella notte dei tempi. Ma il concetto di Mammona come rappresentazione del potere del denaro è proprio di tutti gli antichi testi religiosi che altro non sono che la raccolta di strati su strati di antica saggezza validi oggi come allora perchè al di là della tecnologia nulla è cambiato nel corso dei millenni. Ma l’uso della tecnologia di cui oggi disponiamo in abbondanza è un segnale della profonda immaturità del nostro stadio evolutivo e del nostro complessivo squallore. Un singolo bombardiere F35 costa molte volte quanto verrà speso in aiuti verso il Nepal, paese che conosco benissimo avendovi trascorso oltre 1 anno, dove ho amici che non riesco ancora a contattare e dove un Dio sconosciuto e immane palesa la sua presenza dalle vette di montagne che neppure la fantasia più fervida potrebbe immaginare. I programmi radiofonici e i giornali latreranno come cani il loro finto dolore per qualche giorno o settimana ancora per poi passare ad altro appena i video delle valanghe non faranno più audience. Finti cristiani, falsi maomettani, buddisti della domenica pregheranno nel vuoto per poi tornare a occuparsi del loro personale culto di mammona, dai meravigliosi treasuries con i quali la potenza egemone si finanzia gli F35 alla coltivazione degli indici di borsa. Chissà forse il terremoto avrà danneggiato anche qualche monastero abbarbicato su montagne inaccessibili rendendolo ancora più fotogenico per la gioia della prossima tornata di fotografi occidentali come me. Già i turisti, quelli che ora strepitano perchè vogliono tornare a casa e intasano il precario aeroporto di Kathmandu rendendo più difficile il lavoro per i soccorsi che arrivano. Ma dove arrivano ? A Kathmandu forse, ma non nelle centinai di villaggi costruiti sui fianchi a 45 gradi di montagne di terra instabile e che sono stati sommersi dalle frane. Scava, scava fratello lontano lontano nepalese o tibetano, gurung o magar, con le tue manine insanguinate nei metri di fango che coprono la tua stamberga. Sei solo, sei solo, sarai sempre solo nella tua disperazione.

kry
Scritto il 28 aprile 2015 at 10:50

john_ludd@finanza,

Sono passati quasi 50 anni. ” Chiede invano ai leader di USA e URSS di donare i soldi che spendono in una giornata della guerra in Vietnam, o ancora quelli che spendono per costruire un bombardiere. “[1]http://it.wikipedia.org/wiki/Raoul_Follereau ( Mi spiace per le tue amicizie , ieri non sapevo come fare a chiedertelo. Ciao. )

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 11:13

conosco il Vecchio Testamento per averlo letto integralmente, il termine Mammona infatti non mi sorprende.

Dal Nuovo Testamento si legge che gli Apostoli fanno notare a Cristo, dopo il loro ingresso in Jerusalem, la “possenza” delle mura del Tempio, e Gesù liquida il tutto dicendo loro “tutto questo è destinato a crollare, pietra dopo pietra…”

L’uomo farebbe bene a ricordare, nella sua onnipotenza che egli crede stupidamente avere raggiunto grazie al progresso tecnologico da lui stesso condotto attraverso millenni di evoluzione, quanto in fondo egli è “piccolo” e insignificante di fronte ad eventi sui quali non avrà mai ne il controllo ne la prevalenza.

Un singolo bombardiere F35 costa molte volte quanto verrà speso in aiuti verso il Nepal
(e chissà verso quali altri eventi futuri catastrofici come quello appena avvenuto)

in queste parole è simboleggiato in maniera adeguata il completo fallimento del sistema che l’uomo ha cercato di adottare attraverso millenni per organizzare e governare la sua storia, la sua discendenza, il suo futuro.

Per rimettere davvero le cose in ordine, alla fine dovrà esserci un solo Vero “Padrone di casa” -l’Unico- ed un solo popolo a Lui rivolto, devoti e consapevoli.

Non centinaia di Stati sovrani, ognuno a curare il proprio interesse quasi sempre a discapito degli altri pari, tutti quanti indistintamente rivolti sempre e esclusivamente verso Mammona in questa stupida, futile (ed inutile) continua corsa alla competizione reciproca.

john_ludd

aorlansky60,

gli accadimenti del Nepal dimostrano caso mai fosse ancora necessario, l’esistenza di categorie umane differenti: seria A, B… sino alla Z. I videogiornali sono pieni di fotografie e video amatoriali che riprendono la valanga sull’Everest (che in realtà è caduta dal Pumori e ha fatto molti morti solo perchè il campo base è una specie di città mobile ormai smisurata, simbolo della degenerazione che ha raggiunto da tempo anche il mondo dell’alpinismo), gente che si fa scattare foto ricordo con cui inondare Istagram… “ehi hai visto che roba, l’ho scampata bella, non ci crederai mai a quel che ho visto… sai ccchhheeeppauuurraaa” manca solo un bel “che figata”; elicotteri privati volano al campo 1 e 2 per recuperare gli alpinisti mentre altri riportano gli stessi dal campo base a valle. Chi è sta gente che si fa evacuare ? Umanità di serie A. Per lo più alpinisti incapaci che con le proprie forze non andrebbero da nessuna parte ma che per vanità vogliono salire la montagna più alta del mondo pagando da 50 a 100 mila dollari a testa. Il 95% del rischio è a carico degli sherpa che salgono e scendono dalla icefall per attrezzarla in modo che i sahib bianchi (o gialli) possano salirla… senza zaino pesante ovviamente che altrimenti non ce la farebbero. Con un pò di pazienza e con la logica esclusione dei (pochi) feriti realmente in pericolo di vita, potrebbero starsene dove stanno ancora per molti giorni essendo il campo base attrezzato come un villaggio turistico alle Maldive. Nessun elicottero invece arriva nelle centinaia di villaggi spariti sotto il fango. I tg tedeschi parlano dei 300 tedeschi che mancano all’appello, quelli italiani dei 40 italiani… e gli elicotteri privati volano, volano… a chi invece interessano le migliaia di senza nome sepolti in villaggi remoti ora spariti e che resteranno per sempre sotto il fango ? Esseri umani di serie Z. Mi viene da vomitare. Spero che Dio esista e non sia per niente misericordioso. Per questo e per tutto il resto.

aorlansky60
Scritto il 28 aprile 2015 at 20:20

Caro John

Su quello che hai scritto penso non sia possibile poter contraddire nemmeno una parola.

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