MONDI ALTERNATIVI: UNA LUCE IN MEZZO ALLE TENEBRE!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Mentre il mondo intero attende trepidante l’inflazione che le banche centrali quotidianamente promettono inutilmente da ormai sei anni,dimenticando che l’unica speranza è redistribuire la ricchezza e aumentare i salari, laggiù in un piccolo angolo d’America, una splendida notizia che nasconde un potenziale inflattivo meraviglioso…

Usa, ceo si taglia lo stipendio del 93% e alza a 70mila dollari quello dei dipendenti

Dan Price, amministratore delegato di “Gravity Payments”, azienda leader nello stato di Washington per servizi legati ai pagamenti con carte di credito e trasferimento di denaro, dal 2018 riceverà lo stesso stipendio di centralinisti, nuovi assunti o impiegati semplici, mentre i salari sotto i 50mila dollari cresceranno di 5mila euro l’anno, fino a raggiungere la nuova soglia minima entro il 2018. Lui: “Vivo con molto meno di un milione di dollari”

Diversa ovviamente è la storia di un uomo povero che da solo incassa 31 milioni di euro che a mala pena,  gli permettono di sopravvivere…

La «busta paga» di Marchionne: nel 2014 compensi per 31 milioni di euro…

Ovviamente troverete sempre qualche oca giuliva che suggerirà il giusto compenso per un uomo eccezionale che ha salvato la Fiat, a meno che la Fiat non sia stata salvata dal governo americano con la fusione con la Chrysler, ma lasciamo perdere, quello che è certo è che un uomo da solo con 31 milioni di euro, non riuscirà mai a scatenare l’inflazione, mentre la massa… ma si sa, la massa ha i poli invertiti, ecco perchè dalla deflazione non usciremo se non dopo lunghi decenni perduti nelle teorie fallimentari che alimentano i mondi accademici.

Come sempre, se amate questo fottuto sistema fallito, non leggete il pezzo che verrà, non è pane per il Vostri denti, per la Vostra sensibilità…

Dan Price ci ricorda il nostro Ricardo Semler e la sua SEMCO, uno dei nostri più cari compagni di viaggio degli anni d’oro di Icebergfinanza, si l’uomo che ha inventato la “democrazia aziendale”… di cui riporto interamente il pezzo scritto nel 2008, perchè non riesco più a trovare il link…

Ricardo_Semler questa disuguaglianza ha deciso di combatterla nella sua SEMCO uno straordinario successo di azienda che ha  osato risalire controcorrente il “pensiero unico” della scala gerarchica, un’azienda sull’orlo del fallimento rilevata dal padre tradizionalista e trasformata in una innovazione democratica aziendale.

Un approccio egalitario che oggi è semplicemente inconcepibile, un esempio di pura utopia che sfida le leggi dell’economia aziendale.

Condivisione e qualità di vita, senza regole e senza limiti, l’unico limite la responsabilità umana nei confronti dell’azienda che ti percepisce come una risorsa e che tu percepisci come strumento per la dignità della tua vita.

Decisioni collettive impensabili, regole condivise, una continua tensione al bene comune dell’azienda dove tutti possono partecipare alle decisioni, contribuire con idee e suggerimenti, dove il profitto è al servizio dell’uomo, del benessere di coloro che partecipano alla vita aziendale, il concetto di famiglia aziendale dove tutti ricercano il bene comune.

Demenziale, assolutamente demenziale! Irreale assolutamente irreale, peccato che questa idea rivoluzionaria abbia permesso alla SEMCO di moltiplicare esponenzialmente il suo fatturato, non solo profitto quindi ma benessere economico collettivo.

Il concetto di democrazia non significa anarchia totale, non significa libertà infinita, la possibilità di fare ciò che si vuole, esistono delle regole condivise che vanno rispettate, in fondo anche nell’impresa talvolta la democrazia latita, non la democrazia che permette a chiunque la libertà di fare qualunque cosa, ma la democrazia della condivisione, del confronto, una democrazia alla Ricardo Semler un uomo, un’idea rivoluzionaria, un’utopia se vogliamo ma un sistema a misura d’uomo, che sa stimolare, che provoca la creatività umana, che ti costringere a prenderti delle responsabilità al punto da gratificare la vita delle persone.  

Semler osserva che le persone si comportano da adulti nella vita privata: tutti noi abbiamo delle responsabilità e prendiamo decisioni riguardanti la vita privata (dalle bollette da pagare, al mutuo della casa, al dove mandare i nostri figli a scuola, ecc.), stando così le cose lui si chiede: perché nel momento in cui queste persone mettono piede nell’azienda dobbiamo cominciare a trattare gli adulti da bambini?

Dobbiamo sostituire un sistema di controllo in azienda con un sistema di responsabilità individuale e la forma che stimola al meglio la manifestazione di comportamento da adulti è la democrazia. Semler è convinto che “se si trattano le persone come adulti si comporteranno da tali”. (Personalmente, a volte noto il rovescio della medaglia, con una tendenza di collaboratori e manager a comportarsi da bambini in azienda. Semler direbbe che questo avviene perché l’azienda tratta le persone da bambini e di conseguenza questo è il comportamento che si ottiene).

La proposta di Semler (che sta funzionando con ottimi risultati nella sua azienda) è semplicemente quella di avere fiducia nei comportamenti da adulti dei propri collaboratori ed avere fiducia in un sistema gestito in modo democratico; un sistema in cui ognuno (incluso lui stesso) ha solo un voto e le persone sono molto informate e capaci di utilizzare in modo analitico e costruttivo dette informazioni (per esempio, in Semco si fanno corsi di formazione su come leggere ed interpretare dati finanziari e di bilancio a quali partecipano non solo dirigenti ed impiegati ma anche operai e gli addetti alle pulizie). SAPEREPERFARE.it

In sintesi un’alternativa, niente socialismo, nessun capitalismo nel senso vero della parola ma una pura e semplice alternativa, una di quelli impulsi di un momento, non una proposta accurata e precisa in ogni dettaglio, che il nostro caro Yunus definirebbe non in grado di mettere a loro agio i grandi capitani dell’industria.

Un’idea rivoluzionaria ed egalitaria che porta ad un livellamento delle retribuzioni, che toglie di mezzo quella demenziale idea del capitalismo che non mette limiti alle retribuzioni di uomini visti come esempio unico di capacità manageriali?

Yunus dice che ……”Ho come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. L’economia tratta gli uomini e le donne come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. L’economia prevede solo due attori sulla scena: gli imprenditori e i lavoratori. E considera gli imprenditori come persone dalle capacità eccezionali. Sono state create istituzioni che difendono solo questa casta. E così sono state ignorate le potenzialità della gran massa dell’umanità. L’economia ama definirsi come una scienza sociale. Non lo è: l’economia parla di lavoro e di manodopera. Non parla d’uomini, donne e bambini. Una scienza che vorrebbe essere sociale non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare>>.

“Siamo tutti convinti, in qualche modo, che l’economia capitalista può funzionare solo se spinta dal principio dell’avidità. È una profezia che si avvera. Solo chi punta ai massimi profitti ha un ruolo nell’economia di mercato. Sono convinto profondamente, e l’esperienza di venti anni di lavoro di Grameen me lo conferma, che l’avidità non sia l’unica molla per la libera impresa. L’impegno per raggiungere obiettivi sociali può avere una forza propulsiva pari, se non superiore, a quello spinto dall’avidità. Aziende che ispirano il proprio lavoro alla soddisfazione di finalità sociali, possono diventare formidabili concorrenti delle aziende private ispirate solo al profitto”.

In questi giorni, in questi mesi abbiamo una sintesi di cosa significa questa crisi, attraverso le lacrime dell’occupazione, ogni lavoro perso è la storia di un essere umano il cui orizzonte torna nella nebbia, ma vi è un’enorme differenza tra coloro che nonostante tutto se ne vanno con liquidazioni milionarie e coloro che vengono “liquidati” con un semplice SMS, la demenziale logica di retribuzioni agganciate a parametri del valore di un’azione, manipolabile e manovrabile a proprio esclusivo interesse.

Sempre e comunque questo sistema economico, che deve rendere conto agli azionisti ed ai valori della propria capitalizzazione, provvederà in tempi di crisi a tagliare i costi tramite licenziamenti di massa.

La “cattiva” distribuzione del reddito era ben presente anche alla fine dei ruggenti anni ’20 quelli che culminarono nella Grande Depressione , sembra che il 5 % della popolazione ricevesse in quell’anno circa un terzo dell’intero reddito personale della nazione e come Marriner S.Eccles governatore della Federal Reserve tra il ’34 e il ’48 ricorda nell sue memorie …..

Come la produzione di massa deve essere accompagnata da consumi di massa, i consumi di massa a loro volta implicano una distribuzione della ricchezza – non di ricchezza esistente, ma di ricchezza prodotta attualmente  per fornire agli uomini il potere d’acquisto  di importo pari a quello di beni e servizi offerti dal circuito economico nazionale. Invece di realizzare questo tipo di distribuzione, una pompa di aspirazione gigante aveva attirato nel 1929-30 in poche mani una crescente quota di ricchezza. Questo serviva come accumulazione di capitale. Se ci fosse stata una migliore distribuzione del reddito corrente dal prodotto nazionale – in altre parole, se ci fosse stato meno risparmio da parte delle imprese e gruppi dal reddito più alto e più redditi nei gruppi di redditi bassi  – avremmo avuto una maggiore stabilità nella nostra economia. ”

In un “MESSAGGIO_DALLA_STORIA” c’è tutta l’essenza di questa crisi che è diversa dal passato nelle sue origini ma assolutamente identica nella sua dinamica, un post che ritengo un’autentico bagno di Storia, un viaggio attraverso la semplice ma forse irrealizzabile soluzione per questa crisi, una soluzione che comporta un passo indietro da parte di tutti i protagonosti della vita sociale ed economica e come sostengo da tempo la mia soluzione è quella di Robert Reich …….

Il problema è più profondo, è il culmine di tre decenni durante i quali il consumatore americano ha vissuto al di là dei suoi mezzi ed ora tutto ciò stà terminando. I consumatori hanno esaurito la possibilità di mantere un alto livello di consumi.

 

L’unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un’economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente.

Un minor tenore di vita è difficile da accettare quando le cose vanno bene

Tornando a Ricardo Semler e alla sua rivoluzione, la retribuzione dei suoi “collaboratori” è un mix di scelte che variano da uno stipendio fisso a quello variabile, da bonus  e stock options sostenibili a parametri produttivi, retribuzioni che premiano la creatività e la genialità di un individuo, la passione e l’attaccamento al proprio lavoro, retribuzioni a misura d’uomo che fanno del turnover nella sua azienda un fantasma di altri tempi.

In fondo si tratta di scegliere se continuare a navigare per rotte ormai tracciate e spesso fallimentari, oppure girare la prua della nostra nave, della nostra vita verso orizzonti inesplorati, ma che hanno sempre e solo come obiettivo l’uomo e non il profitto, decidere se questo sistema va integrato e non sconvolto con l’essenza stessa della Vita.

Forse è veramente giunto il tempo di occuparsi di cose essenziali prima che il freddo di questa epoca congeli anche i nostri cuori…

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7 commenti Commenta
aglio
Scritto il 17 Aprile 2015 at 12:27

Mi sa che anche il Giubileo annunciato da Papa Francesco sia un ultimo appello rivolto a questa umanità che si sta disumanizzando;
un ultimo richiamo/occasione per convertirci , prima che il vento cambi pesantemente.
Ai veggenti di Medjugorje sono stati rivelati diceci segreti, che essi stessi renderanno pubblici tre giorni prima che si realizzino.
Quindi sarà questione del futuro più o meno prossimo. Non troppo lontano.

“I amar prestar aen ” Il mondo è cambiato” Han mathon ne nen” lo sento nell’acqua “Han mathon ne chae” lo sento nella terra “A han noston ned ‘wilith” lo avverto nell’aria.

signor pomata
Scritto il 17 Aprile 2015 at 14:04

Non so che pensare della giornata odierna, almeno fino a ora.
Dicono che il timore è la zona euro e euro si rafforza e il t bond sonnecchia .
A dire il vero su alcuni non vi è presente nemmeno il denaro lettera…….non scambia.

stanziale
Scritto il 17 Aprile 2015 at 17:54

Riposto il commento in risposta a John Ludd nel post sulla Grecia:
“Il collasso del sistema finanziario azzerebbe le possibilità di poter realizzare una transizione al post fossile e ci spedirebbe direttamente al livello 4 della scala di Orlov.”

Questo concetto lo hai ripetuto piu’ di una volta, e’ molto interessante anzi, se non e’ tutto e’ molto, di quello che dobbiamo capire. Puoi dettagliare meglio il tuo pensiero? E ci metto di mezzo anche Andrea mazzalai, perche’ anche lui, credo, ha una opinione simile alla tua. Se ci fosse un collasso valutario che come ho sempre scritto tutto sommato auspico, sparirebbero per come lo capisco io(diciamo, diminuirebbero notevolmente) i debiti pubblici e quelli privati, cioe’ aziende e famiglie. Pure la immane liquidita’ di google, apple, dei fondi hedge ecc.ecc: me ne farei facilmente una ragione, francamente….non sarebbe il presupposto per una economia che forse faticherebbe all’inizio a ripartire, ma sarebbe molto piu’ sana? Catastrafi valutarie non sono sempre successe con le guerre? Se con le guerre ci sono state le catastrofi finanziarie e pure tutto da ricostruire(immobili delle citta’, fabbriche, ponti, porti) perche’ ora sarebbe peggio di allora? Ed ancora: c’e’ qualcosa di peggiore dell’attuale andazzo, cioe’ continuare il trasferimento di beni materiali e finanziari dalla classe media a quella ricca e ricchissima?
Non avevo finito: non sarebbe inoltre il collasso, proprio il fattore che mancava: una sana riflessione per far ricrescere poi l’economia con valori piu’ sani/sostenibili, proprio quelli che tu John hai tante volte elencato?
Niente, l’ho riproposto ovviamente anche come commento a questo post….come facciamo a mettere in atto le idee di Andrea di questo post? non credo con le elezioni, lo abbiamo gia’ visto…e men che mai volontariamente la classe straricca rinuncerebbe ai suoi privilegi….

kry
Scritto il 17 Aprile 2015 at 19:50

Dan Price ci ricorda il nostro Ricardo Semler e la sua SEMCO, uno dei nostri più cari compagni di viaggio degli anni d’oro di Icebergfinanza, si l’uomo che ha inventato la “democrazia aziendale”… di cui riporto interamente il pezzo scritto nel 2008, perchè non riesco più a trovare il link… http://icebergfinanza.finanza.com/2008/12/06/mondi-alternativi-una-nuova-economia/ ( E’ questo ??? ).

kry
Scritto il 18 Aprile 2015 at 00:35

” Ovviamente troverete sempre qualche oca giuliva che suggerirà il giusto compenso per un uomo eccezionale che ha salvato la Fiat, a meno che la Fiat non sia stata salvata dal governo americano con la fusione con la Chrysler, ma lasciamo perdere, ….. e si Andrea hai ragione lasciamo perdere perchè come dici la verità è figlia del tempo passato soprattutto quando c’è un ulteriore storia precedente da raccontare e che come spesso ci ricordi sempre ci si dimentica. C’era una volta un certo Paolo che con l’esperienza da ex vice presidente della più potente industria mondiale sigla un contratto put inattaccabile con un altrettanto potente industria automobilistica la GM. [ Adesso ironizzo. Proprio degli affaristi sti americani hanno dato quasi 4,5MLD€ per non comprare Fiat la quale riesce a farsi regalare Crysler che vende automobili grazie all’indebitamento tramite i finanziamenti dei suoi clienti. E’ riuscito a portare a casa ( dove in olanda ? ) tutta sta roba senza avere i missili e a sparare un colpo. E’ vero non li merita 31 milioni merita solo l’attestato di nobel per la pace. Calcisticamente parlano USA-ITALIA 0-2 ]. ( PS. per la precisione Maglionne , per cosa pensavate che non vesta giacca e cravatta, oltre ai 4,5MLD Ford potè contare anche di 3MLD del convertendo banche e 2,5MLD della vendita quota montedison in totale 10MLD ).

madmax
Scritto il 18 Aprile 2015 at 02:11

Il marpionne ha capito due cose: continua a dare soldi agli azionisti senza chiedere investimenti e ricatta le nazioni con la chiusura degli stabilimenti per farti fare soldi, quanto fatto in Italia per decenni lo ha ripetuto in Serbia, in Polonia, in Brasile a Pernanbuco e adesso in US in Ohaio gli danno supporti a fondo perduto perche’ non chiuda lo stabimento a Toledo, la domanda e’ qundi fu vera gloria o guapperia di secondo ordine?

ilcuculo
Scritto il 20 Aprile 2015 at 16:11

La ricchezza (enorme) tesaurizzata dello 0,01% della popolazione per la maggior parte non si trasforma in consumi , ovviamente, ma in potere.

Se questa ricchezza si riversasse nelle tasche della classe media si trasformerebbe in consumi … insostenibili.

Non posso pensare che sia un disegno preordinato, non c’è un complotto o una decisione a tavolino, è la solita convergenza di interessi a giocare il ruolo di persuasore , a mette “tutti d’accordo” coloro che fanno le regole e gestiscono il tavolo del gioco.
Ma sicuramente l’elite ha chiaro in mente che non può rilanciare l’economia trasferendo ricchezza reale nelle tasche dei veri consumatori di massa, perchè poi la massa di beni per soddisfare la domanda non c’è…

(qualcuno ha fatto il conto di quanta materia prima servirebbe per permettere a tutti i cinesi di forbirsi il deretano con la stessa dovizia di morbidi e soffici veli di un americano o un europeo)

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