ITALIA: OCCUPAZIONE LA GRANDE ILLUSIONE!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

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C’era una volta, tanti ma tanti anni fa, un Paese nel quale le balle erano all’ordine del giorno, si un Paese meraviglioso, dove bastava raccontare qualsiasi cosa che milioni e milioni di uomini e donne, rimanevano incantati.

Non importa se si trattava di Silvio, Mario, Enrico o Matteo, una balla tirava l’altra come le ciliegie e più ne sentivano e più ne volevano ancora…

No caro figlio, con la menzogna non si fa alcun servizio al proprio Paese, la realtà è un’altra e loro stanno sbagliando clamorosamente ricetta!

Tornano a crescere i contratti a tempo indeterminato. Lo assicura Matteo Renzi, sottolineando che questo “è il segnale che l’Italia riparte”. “E’ un giorno importante – dichiara il premier -. Tra qualche ora saranno diffusi i dati dei contratti a tempo indeterminato siglati nei primi due mesi dell’anno: sono davvero sorprendenti, mostrano una crescita a doppia cifra”. Poletti: “In due mesi +79mila contratti indeterminati” – “Nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto ai primi due mesi del 2014”, specifica il ministro del lavoro Giuliano Poletti. Entrando nel dettaglio, Poletti spiega che a febbraio 2015 i contratti a tempo indeterminato sono stati il 38,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2014.

Non solo, sull’onda dell’entusiasmo…

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, soffia sul fuoco della fiducia prevedendo che gli 1,9 miliardi stanziati per gli sgravi nelle assunzioni potrebbero portare fino a un milione di posti di lavoro.  È un «numerone», riconosce il ministro: «spero, mi auguro, che questo dato si produca: i primi sintomi ci sono già».

Bello, li hanno promessi tutti un milione di posti di lavoro da Silvio a Mario, sino ad arrivare a Giuliano, bella cosa l’ottimismo, pessima cosa la falsità e la mancanza di trasparenza…

Occupati e disoccupati (mensili) – Istat

Per offrire ai lettori andamenti che risentono in misura minore della variabilità che si osserva a breve termine, da questo mese l’Istat pubblica anche le medie mobili mensili a tre termini degli indicatori congiunturali sul mercato del lavoro. Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo dicembre-febbraio l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,4 punti percentuali, in larga misura per la risalita del tasso di inattività (+0,3 punti).

Miracolo, la media mobile, eterna sconosciuta, verità figlia del tempo dimenticata, ma la cosa più grave è che se queste cose le scrivono i blogger sono gufi maledetti, sempre a cercare il pelo nell’uovo o a seminare pessimismo gratuito, se invece le scrivono quelli del Sole24Ore, forse, forse… Basta con l’embargo sui dati del lavoro

Solo una preghiera: dato che l’andamento del mercato del lavoro non è importante solo perché influenza il grado di consenso al Governo, ma anche e soprattutto perché fornisce al Paese informazioni preziose sull’andamento dell’economia e sull’efficacia delle politiche messe in atto (a partire dal Jobs Act), potreste rendere pubblici i dati di cui disponete?
Detto più crudamente: possiamo sperare che finisca l’embargo sui dati delle comunicazioni obbligatorie? (…) In più, non sarebbe male sapere, man mano che le assunzioni a tempo indeterminato procedono, qual è l’importo medio dei contratti attivati, e quindi l’entità della decontribuzione (non tutti gli assunti hanno un livello retributivo che consente di usufruire dello sgravio massimo di 8060 euro l’anno).
Grazie, a nome di tutti

Nooooo, non vorrete mica mettere in dubbio i numeri di Renzi, no, non si fa così!

«I contratti stabili non sono dei numeri. Sono dei ragazzi che facevano i precari e si vedono trasformato il lavoro in un contratto a tutele crescenti: vanno in banca e ottengono un mutuo. Hanno le ferie. Per noi sono numeri, per loro è la vita, altro che storie. Poi ognuno legge le statistiche come crede. Personalmente mi fa tenerezza vedere come l’armata dei gufi si aggrappi esultante a qualche zero virgola negativo: il dato di fatto è che mai come in questo momento assumere conviene. Alla fine dell’ anno vedremo se i risultati sono quelli che speravamo o no»

Appunto, vedremo se il problema è la domanda o l’offerta, se si crea lavoro offrendo incentivi a licenziare per poi riassumere o altri giochetti da trecartisti. La verità è figlia del tempo, ma noi purtroppo non abbiamo tempo!

La scorsa settimana è stato inviato ” MACHIAVELLI E IL RITORNO DELL’UOVO DI COLOMBO … buona lettura!

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6 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 8 Aprile 2015 at 10:44

Insomma, hanno “implementato” i dati per calcolare il tasso di disoccupazione..sulla falsariga del calcolo dell’inflazione e delle aspettative di vita media dalla nascita ….chiaro. Vecchi trucchetti italici, ma che almeno trapelano. Invece su determinati nazi-provvedimenti / proposte del lager /mania – ue , mettono il silenziatore, almeno in Italia
http://scenarieconomici.it/la-germania-offre-a-tsipras-di-bloccare-i-conti-degli-evasori-greci-i-tutta-europa-come-al-solito-berlino-gioca-la-carta-dellingerenza-esterna-negli-affari-di-un-paese-sovrano/

aorlansky60
Scritto il 8 Aprile 2015 at 11:45

@Stanziale

fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito a vantaggio dell’Euro-tedesco

credo che con questa descrizione l’articolo che hai linkato renda perfettamente l’idea del “concetto” cui i tedeschi intendono assoggettare i partners UE ai propri scopi…

“storicamente la gran parte dei conflitti bellici sono intimamente legati a problemi di debito tra Stati”

Pienamente d’accordo; andrei anche oltre, affermando che “storicamente tutti i conflitti bellici sono intimamente legati a problemi di debito tra Stati” senza tema di errare più di tanto…

Soldi e Stati : questi due componenti formano la miscela di ogni conflitto bellico del passato (e del futuro) su questo pianeta, tra gli esseri dominanti che lo popolano.

per quanto riguarda la “questione” Dresda (13-14 Febbraio 1945)

fu una decisione nella quale W.Churchill non entrò per nulla, in quanto presa dallo stato maggiore del Bomber Command della RAF in prima persona da Sir Arthur Harris che lo comandava e che aveva completa autonomia decisionale nel scegliere gli obiettivi strategici (e non, visto che la città di Dresda non rientrava tra questi…) in base alla teoria di “fiaccare con ogni modo e mezzo la resistenza del popolo tedesco”. Visti i risultati conseguiti, direi che con l’ormai storico bombardamento di Amburgo(Luglio 1944 nel quale gli alleati scoprirono il potenziale di un bombardamento in larga scala effettuato con ordigni incendiari) e quello anche più tristemente noto di Dresda riuscì benissimo nel proprio intento.

Peraltro interessante il parallelo che l’articolo porta al futuro attuale, verso una nuova, eventuale “distruzione” o ridimensionamento di una Germania che avrebbe avuto la colpa di “tirare troppo la corda” :

“i conti si fanno sempre alla fine”… anche se i retroscena attuali che governano l’andamento delle scelte UE (e di conseguenza tedesche) sono certamente diversi da quelli che animarono la Germania e relativi vertici di 80anni fà… ma forse nemmeno poi tanto, sempre di una questione di SOLDI alla fine si trattava (Germania uscita disastrata dalla 1ma Guerra mondiale, ulteriormente vessata da restrizioni economiche irragionevoli volute dagli stessi alleati, in particolare da Francia e Inghilterra, che portarono alle conseguenze storicamente note…)

aorlansky60
Scritto il 8 Aprile 2015 at 15:39

…nel contesto italiano, ecco un bell’argomento di cui parlare :

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11776041/Regione-Sicilia-come-la-Grecia-.html

7,5 miliardi € di “buco”… (spero non sia vero e/o che quelli di Libero abbiano esagerato…)

…io francamente mi chiedo (ora, ma è da un sacco di tempo che ormai me lo chiedo) quanto potrà andare ancora avanti questa storia di assistenzialismo allo stato puro di cui gode la Sicilia (e non solo : Campania, Calabria…) a spese degli italiani per evitare che essa salti per aria, come i suoi numeri ci ricordano puntualmente ogni anno, a fine esercizio…

magro
Scritto il 8 Aprile 2015 at 18:43

aorlansky60,

Ovviamente non finirà mai, perché si tratta di soldi che sevono a mantenere mafia e ndrangheta, in modo indiretto, cioè fornendo sussistenza alla popolazione in modo tale da lasciare inalterato il tessuto sociale arretrato ed improduttivo, in modo tale cioè da non consentire alle persone un riscatto dal giogo, o addirittura in modo diretto, i soldi entrano a palato nelle tasche della criminalità organizzata tramite appalti truccati ecc.

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