DOLLARO: ASPETTANDO GODOT

Scritto il alle 08:30 da icebergfinanza

Nel fine settimana esplorando l’incertezza abbiamo scritto…

” Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei “ riferendomi alla realtà economica americana, … “La natura dei popoli è varia ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione”

Noi invece non ci spostiamo di un millimetro, nessuna incertezza sino a prova contraria!

Lunedì, uno dei falchi della Fed il governatore di Dallas, Fisher ha dichiarato…

Fed’s Fisher Says Raising Rates Soon Will Allow for More Gra

Fisher è un bravo ragazzo, fa tenerezza, è dal 2010 che continua a richiedere un aumento dei tassi ed oggi è un due di picche qualunque, visto che non ha diritto di voto.

Il governatore della Fed di Dallas, chiede un graduale innalzamento dei tassi, suggerendo che ogni volta che la Fed ha iniziato ad alzare i tassi dopo che era stata raggiunta la piena occupazione, l’economia USA è caduta in recessione.

Ma quale piena occupazione, i numeri del mercato del lavoro fanno sorridere, solo illusioni statistiche, part-time a gogo e tempo determinato, spesso da una settimana all’altra per non parlare dei salari.

Probabilmente la Fed rimuoverà l’indicazione di un’attesa paziente ma, c’è ancora oltre una settimana davanti per osservare come cambierà nuovamente impostazione di fronte al super dollaro…

White House’s Furman: Strong dollar is a headwind

Secondo il capo economista della Casa Bianca Jason Furman, il dollaro è un forte vento contrario per l’economia americana, anche se il rischio è in parte annullato dal ribasso del petrolio. Riflessioni superficiali, perchè proprio dalla dinamica dollaro/petrolio potrebbe innescarsi la nuova crisi finanziaria.

Il mercato obbligazionario intanto ignora le parole di Fisher …

Continuano gli acquisti sui Treasury, alimentati dal piano di allentamento monetario della Banca centrale europea. Il fatto che siano gli investitori stranieri ad essere particolarmente attratti dai titoli di stato americani – che offrono rendimenti più succulenti tra le economie avanzate – è dimostrato dall’asta che il Tesoro Usa ha appena concluso: il 51% dei 24 miliardi di dollari di titoli a tre anni venduti è finito agli investitori esteri. Si tratta di un nuovo massimo pluriennale e di una percentuale superiore alla media, pari al 44%, vista nelle ultime quattro aste di titoli con questa scadenza. (America24)

Tutti con il naso all’insù aspettando Godot, un rialzo dei tassi stellare!

Nel frattempo in Europa…

la Bce ha dato finalmente il via all’atteso programma di riacquisti (noto anche come «quantitative easing») concentrandosi, secondo fonti di mercato, soprattutto sul debito di Germania, Italia, Francia e Belgio e su scadenze lunghe. (…)  Francoforte ha del resto sempre chiarito di voler intervenire nel modo più neutrale possibile per evitare effetti distorsivi sulla curva dei rendimenti. Nella giornata di esordio del Qe, la Bce e le altre banche centrali dell’Eurozona «hanno comprato 3,2 miliardi di titoli del settore pubblico», ha detto a Francoforte Benoit Coeuré, membro del comitato esecutivo dell’Eurotower. Anche se alcuni osservatori suggeriscono il contrario, «al momento non vi sono segni» che la Bce possa avere dei problemi nel comprare le quantità desiderate di titoli nell’ambito del quantitative easing, (… e qui cade l’asino che vola) ha continuato Coeuré, spiegando che uno degli effetti che la banca centrale si aspetta dagli acquisti massicci di bond è che le banche «spostino il proprio portafoglio d’investimenti dai bond verso attività più rischiose, come prestiti alle imprese e famiglie».

Non vale la pena di commentare le ultime parole… Banche, a gennaio peggiora il calo dei prestiti e aumentano le sofferenze

In Cina invece va tutto bene…

Il valore per Produzione Industriale Cinese é sceso più di quanto ci si aspettasse il mese scorso, dai dati ufficiali mostrati mercoledì.In un report, National Bureau of Statistics of China ha dichiarato che il valore per produzione industriale cinese é sceso a 6,8%, da 7,9% nel mese precedente. Il valore per Vendita al dettaglio Cinese é sceso più di quanto ci si aspettasse il mese scorso, dai dati ufficiali mostrati mercoledì.
In un report, National Bureau of Statistics of China ha dichiarato che il valore per Vendita al dettaglio cinese é sceso a con un tasso annuale di 10,7%, da 11,9% nel mese precedente.
Investing.com

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6 commenti Commenta
kry
Scritto il 11 marzo 2015 at 09:24

” Riflessioni superficiali, perchè proprio dalla dinamica dollaro/petrolio potrebbe innescarsi la nuova crisi finanziaria.” *** Dollaro in aumento porta diminuzione delle esportazioni , del pil e aumento della disoccupazione. Il calo del petrolio porta aumento della disoccupazione , aumento delle importazioni e una crisi finanziaria nel settore oil. Una combinazione come per il nitrato e la glicerina. Ormai sembra un mal comune che chi occupa posti di primo piano non vede , non sente e non parla responsabilmente.

aorlansky60
Scritto il 11 marzo 2015 at 11:49

stamane, da uno dei tanti art a tema economico che ho passato in rassegna, ho letto questo :

“L’economia italiana sta dando qualche timido segnale di inversione di tendenza, ma le prospettive di ripresa sono ancora fragili, come dimostrano anche gli sconfortanti dati sulla produzione industriale diffusi oggi dall’Istat. La dinamica asfittica dei prestiti alle aziende riduce sempre più la possibilità, soprattutto per le realtà economiche più piccole, di rilanciare la propria attività, come invece sarebbe opportuno in questo momento in cui il contesto economico internazionale appare più favorevole.”

Le banche -almeno quelle italiane- selezionano maggiormente rispetto al passato il grado di clientela a cui dare fiducia, è ovvio, soprattutto alla luce dei crediti inesigibili(o quasi) degli ultimi anni, arrivati alla raguardevole stima di 183 mld a fine 2014;

Il dato di GEN2015 che parla di un ulteriore inasprimento del credito verso fam e pmi italiane parla chiaro : sembra evidente che le banche italiane (presumibilmente gli istituti più grandi nel cui contesto entra come un macigno devastante il bubbone MPS…) nascondano al loro interno ancora troppi problemi(di bilancio) per riuscire a ridare slancio all’economia riaprendo il rubinetto del credito.

Dall’altro canto, è chiaro che ci sia attualmente un numero assai elevato di italiani, dipen.ti e imprenditori, che non riescono ad aggancciarsi al credito : chi è disoccupato o chi può vantare solo un occupazione part-time o simili tipi di contratto non può dare valide garanzie per richiedere qualunque tipo di credito; alla stessa stregua imprenditori protestati con problemi irrisolti con l’Ag delle entrate, equitalia etc e anche chi sopravvive con il livello dell’onda poco sopra il collo.

L’obiettivo del governo attuale di trasformare il mondo del lavoro in Italia verso un tipo di modello praticato in USA che favorisce la flessibilità creerà più problemi che soluzioni, secondo me, rispetto al decantato “attirare capitali esteri verso l’Italia” che per me suona più come uno specchietto per le allodole.

E’ assai strano che non vogliano capire ciò che anche una persona semplice comprende facilmente : se uno dispone di uno stipendio inferiore ai 1000€ mensili, come la maggiorparte dei pensionati italiani e la maggiorparte dei contratti di lavoro italiani, e va a chiedere un mutuo a scad ventennale di 150.000€ il funzionario gli ride in faccia, anche se il malcapitato gli fà notare che beneficia in busta paga del famoso bonus 80€ ; e di gente messa così in giro nel ns paese ce n’è per la maggioranza (e non ho nemmeno citato il 12% di disoccupati tra cui il 40% di disoccupazione giovanile) ed è da parte di questa maggioranza che non riparte la domanda di consumo.

E’ chiaro che la ripresa dei consumi (e il conseguente slancio all’economia per via dell’indotto che il campo edilizio è in grado di generare più di qualunque altro settore) non avviene, alle condizioni attuali. Detto questo, prima ancora di considerare la micidiale mazzata che più governi sprovveduti (susseguitisi dal 2011 in poi…) hanno pensato di dare al settore, da quando hanno elevato sconsideratamente la pressione fiscale su tutti gli anfratti che riguardano il mattone e la casa. Anche se comunque non si fa fatica a capirne i motivi (spesa statale difficile da tenere a freno, più altre quisquiglie richieste all’Italia da Bruxelles come per es le famigerate partecipazioni ai vari fondi “salvastato”…).

Non è un caso che il problema principale (*) sia lì, quello delle sofferenze bancarie in un volume così elevato per un paese come l’italia, così come non è un caso che padoan stia cercando di risolverlo senza farlo passare agli occhi della UE come “aiuto di stato”(anche se da parte mia fiuto già odore di bruciato… l’esperienza vissuta mi insegna che in questo paese TUTTO E’ POSSIBILE…). Il dubbio infatti è come padoan vorrà applicare “la cura”; non penso egli faccia solo affidamento sulla quota di QE destinata all’italia in due anni (stimata a 150 mld).

aorlansky60
Scritto il 11 marzo 2015 at 11:55

oops ho fatto confusione, volevo postarlo nell’altro thread “ITALIA LA VOLTA BUONA”… chiedo scusa, portate pazienza.

aorlansky60
Scritto il 11 marzo 2015 at 12:08

Una mia personale domanda rivolta al padrone di casa Andrea :

la scelta che a Gennaio2015 sembrò sconsiderata e incomprensibile a tutti da parte della banca centrale svizzera di portare da 1,20 alla parità il cambio del franco Ch con l’€, alla luce di quello che stà avvenendo ora (cambio € vs $ a 1,05 con prospettiva di parità in tempi rapidi) non dovrebbe essere rivalutata sotto nuova luce???…

aorlansky60
Scritto il 11 marzo 2015 at 13:37

Un art piuttosto interessante :

https://it.finance.yahoo.com/notizie/ricordarsi-quanto-doloroso-aumento-dei-120000863.html

“Ricordarsi quanto sia doloroso un aumento dei tassi di interesse”

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