AMERICA … FRAGILE MANEGGIARE CON CURA!

Scritto il alle 08:00 da icebergfinanza

 

La verità figlia del tempo ha sempre ragione e noi da tempo, la seguiamo senza fretta!

Mentre il mondo intero attendeva il primo rialzo dei tassi in America e decantava i meravigliosi dati economici, la verità figlia del tempo suggeriva che da mesi l’economia americana sta lentamente ma inesorabilmente deteriorandosi, ovunque, gli ultimi dati macroeconomici stanno seguendo la peggiore traiettoria dal lontano 2006, ovvero qualche anno prima dell’inizio della grande crisi.

Thanks to Zero Hedge.

Per carità si può sempre rimbalzare nei prossimi mesi, l’importante è trovare un’economia in grado di sostenere la sensibile frenata americana o di prendere per mano l’economia mondiale e accompagnarla nelle verdi praterie infinite.

Quello che ormai deve essere chiaro a tutti che i mercati non hanno più nulla a che vedere con la realtà, grazie alle banche centrali, loro se ne vanno per la loro strada amplificando la lotta tra il capitale e il lavoro, aiutando la finanza a sequestrare definitivamente la democrazia.

C’è una tale assuefazione in circolazione che all’improvviso potrebbe comparire un banchiere in televisione a reti unificate globali, dichiarare che è necessario utilizzare buona parte dei risparmi della gente per salvare le banche e ormai nessuno reagirebbe.

Molti di Voi, non tutti per fortuna,  ormai non reagiscono più a nulla non riescono neppure a condividere la realtà, nascosta dai media, come vedremo nel prossimo post.

Se c’è ancora qualche analista che cerca di raccontarvi attraverso un’analisi o un report la sostenibilità dei prezzi con gli utili attesi e le condizioni macro, portate pazienza, l’Istituto Luce fornisce stipendi da sogno.

 

 

Charts: Bloomberg

Ieri dopo settimane di chissà quali attese per le prossime mosse della Federal Reserve…

La Federal Reserve non ha fretta di alzare il costo del denaro negli Stati Uniti. Nella sua riunione di gennaio “molti governatori hanno fatto notare che un rialzo prematuro dei tassi potrebbe frenare la ripresa apparentemente solida dell’attività economica e delle condizioni del mercato del lavoro, mettendo a repentaglio i progressi per il raggiungimento degli obiettivi del [Federal Open Market] Committee per la massima occupazione e un’inflazione al 2%”. America 24

E’ chiaro ora perchè ieri si è verificata un’altra grande occasione!

” La Federal Reserve continua a monitorare i rischi provenienti dall’estero e che potrebbero frenare la ripresa dell’economia Usa. E tra questi c’è anche la Grecia.(…) “Il rallentamento della crescita in Cina è un fattore che frena l’espansione economica in un certo numero di Paesi e vari rischi ancora in corso per l’outlook economico globale sono stati citati (…) inclusi pressioni globali deflative, tensioni in Medio Oriene e Ucraina e incertezza finanziaria in Grecia”.

Nel frattempo ieri la sterlina ha raggiunto un nuovo minimo sull’euro dal 2008, rafforzando e confermando le nostre previsioni di tre mesi fa. E non è finita qui adesso sta per cominciare il bello!

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015 e “Machiavelli 2015… la virtù e la fortuna.” Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

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13 commenti Commenta
d
Scritto il 19 febbraio 2015 at 08:47

Capitano, come non essere d’accordo? Quello che mi sbalordisce è constatare come la manipolazione del pensiero unico abbia ormai ottenebrato le facoltà di discernimento delle persone, quantomeno in Italia. Però anche nel mondo, dal momento che molti hanno creduto e credono ancora alla favola del rialzo dei tassi in virtù delle mirabolanti performance degli USA.
Quanto a noi, basta dire due paroline in inglese e tutti rapiti dagli effetti speciali. Job act? Reverse charge? Ohhh!
L’ulltima, in ordine di apparizione, è lo “split payment”. Tu mi esponi l’IVA in fattura, io non te la do. Mi chiamo Stato, Regione, Comune. Tutti insieme, appassionatamente, verso il sequestro integrale di ogni elemento dell’economia. Ovviamente nessuno spende una parola per chi, imprenditore autonomo, non può compensare IVA acquisti ed IVA vendite, dovendo attenderne il rimborso per mesi o anni. Certamente intanto può chiedere un prestito ;-)
D’altronde una buona metà degli Italiani si nutre del sistema e prega che rimanga in piedi: chi prende (per ora) la pensione e chi lo stipendio dagli Enti pubblici.

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2015 at 09:35

ora tocca al tollaro e ai tresuri bond

stanziale
Scritto il 19 febbraio 2015 at 10:05

Dal blog orizzonte48, un aggiornato studio http://www.nomisma.it/index.php/it/newsletter/scenario/item/765-11-febbraio-2015-potenziale-manifatturiero/765-11-febbraio-2015-potenziale-manifatturiero
sul crollo italiano del manifatturiero, per via dell’euro. ERAVAMO , PRIMA, in rapporto agli abitanti, piu’ industrializzati della germania.
Inutile ripetere che dentro il crollo c’e’ il dramma dei disoccupati e degli italiani costretti ad emigrare. Criminali!!

john_ludd
Scritto il 19 febbraio 2015 at 10:43

L’economia americana è per il 72% consumi privati (UK e Italia un pò meno ma non tanto meno). Poichè i consumi devono essere prodotti, questo implica maggiori consumi di idrocarburi. La debole ripresa americana è stata determinata dal boom del gas/petrolio shale che ha ridotto il deficit commerciale e mantenuto quei dollari in patria. In passato OGNI volta che il prezzo del petrolio è calato c’è stato un forte rimbalzo dell’economia. SE questa volta NON sarà così sono campane a morto per l’economia che abbiamo conosciuto. Poichè le probilità di vedere il prezzo del brent aumentare stabilmente oltre il 60 dollari nei prossimi mesi sono zero (a meno di fattori geopolitici) lo capiremo presto. In Italia poi, un rimbalzo dell’economia dello 0,6% (previsto dal governo) vuole dire che anche risparmiando 20 miliardi di euro (ben oltre 1 punto il PIL) + QE non si ottiene una crescita nominale in grado di fermare l’aumento del debito pubblico al ritmo del 5% annuo.

aorlansky60
Scritto il 19 febbraio 2015 at 10:45

@Stanziale :

grazie della condivisione, ottimo studio;

…piuttosto emblematico il grafico “Fig. 2 – Italia: numero delle imprese manifatturiere”,
che peraltro si ferma al 2012… i due anni successivi sono stati anche peggio sotto quel profilo, forse il docente non ha voluto infierire…

Non so Te o voi ma per me nessun mistero, l’articolo non fa altro che confermare a NUMERI una delle conseguenze dirette della moneta unica : il fatto che l’Italia come paese fortemente dedito alla manifattura sia stato inevitabilmente ostacolato -per meglio dire COLPITO- dal fattore imposto da chi evidentemente ne aveva intuito i vantaggi derivanti e ne avrebbe beneficiato a lungo termine. Basta vedere e osservare, per capire e arrivare a questa semplice laconica conclusione.

aorlansky60
Scritto il 19 febbraio 2015 at 11:20


“In Italia, un rimbalzo dell’economia dello 0,6% (previsto dal governo) vuole dire che anche risparmiando 20 miliardi di euro (ben oltre 1 punto il PIL) + QE non si ottiene una crescita nominale in grado di fermare l’aumento del debito pubblico al ritmo del 5% annuo.”

andamento del rapporto dal 2008 al 2014 :

2008 – deb.to = +4,22% | pil = -1,00%
2009 – deb.to = +5,84% | pil = -5,10%
2010 – deb.to = +4,95% | pil = +1,60%
2011 – deb.to = +3,00% | pil = -0,60%
2012 – deb.to = +4,34% | pil = -2,50%
2013 – deb.to = +4,04% | pil = -1,90%
2014 – deb.to = +3,15% | pil = -0,40%
2015 – det.to = +3,00% | pil = +0,60% (ipotizzando un aum.to del deb = al 2014)

…i numeri non mentono mai(sono quelli uff.li emessi da BankItalia); se uno si sofferma con attenzione su di essi, capisce al volo che la direzione del ns deb pubbl è tracciata a senso unico irreversibile, arrivando prima o poi al forte dubbio circa la sostenibilità del “sistema italia”, a maggior ragione considerando che il ns è un paese VECCHIO dove il totale di pensionati in aumento progressivo richiede sempre più risorse per essere mantenuta da una parte produttiva sempre più in diminuzione per cause varie (comprese crisi economica e conseguente calo occupazionale, comprese calo delle nascite + fattore emigrazione in aumento negli ultimi anni soprattutto da parte dei giovani fascia 18-35)…

…e non mi sono nemmeno soffermato sull’aspetto “parassiti” cioè tutti quelli (NON POCHI IN ITALIA) che richiedono risorse assitenziali continue, come per es. la Regione Sicilia e relativo consiglio regionale a palazzo dei Normanni (e chissà cos’altro a cascata da esso)…

…a meno che… la “sostenibilità” del sistema italia venga garantita da(eh eh eh… ) manovra che prima o poi temo sarà attuata, per forza di cose, se non vogliamo rivedere interamente il ns sistema assistenziale, divenuto progressivamente insostenibile con l’attuale crescita asfitica… a differenza delle chiacchiere, i numeri non mentono mai.

john_ludd
Scritto il 19 febbraio 2015 at 11:46

aorlansky60,

ripetiamo di nuovo e di nuovo e di nuovo e di nuovo che questa è una grande immane crisi DA DEBITO PRIVATO nata in USA e nei paesi creditori del nord EU. L’Italia aveva un problema di debito privato assai modesto rispetto ai paesi per i quali ancora oggi gli italianuzzi stravedono in un orgia di masochismo incapaci di liberarsi di un complesso di inferiorità monumentale. Naturalmente il criminale tentativo di trasferire il debito privato su quello pubblico ha ottenuto come risultato il bombardamento dei debiti pubblici, distrutto buona parte dello stato sociale e della coesione sociale SENZA migliorare la situazione del debito privato… COME PREVISTO da chi usa il cranio per usi alternativi a tenere separate le orecchie. Ovviamente questo sognifica che NEXT TIME non ci sarà modo di salvare i creditori di decine di triliardi di crediti inesigibili nè di tenere in piedi decrepite strutture di potere pubbliche. Il triste è che COME PREVISTO la “pulizia” varrà da destra, molto a destra… sento già lo sferragliare dei vagoni piombati.

aorlansky60
Scritto il 19 febbraio 2015 at 12:10

verissimo quello che dici, JOHN, ma purtroppo qui dobbiamo anche comprendere che abbiamo a che fare con un sistema di burocrati che detta legge :

la loro “legge”, pur menzognera, va oltre e prevalica qualsiasi punto di vista, anche la verità dei pochi che come Te o pochi altri la vedono lucida;

quando i burocrati ipocriti decideranno che “il debito pubbl ita non è più sostenibile” allora applicheranno il piano “B” ver 2.0 (o per meglio dire, lo faranno applicare al governo satellite succube del potere centralizzato)

…sempre che nel frattempo le condizioni economiche del ns paese non si risollevino al ritmo di crescita di un +5% / anno tale da sostenere l’aumento continuo del ns deb pubbl, ma per come vanno le cose presenti e nella prospettiva di lungo periodo come delineato dall’autore del blog, qui, la vedo molto, moooolto inverosimile da realizzarsi.

john_ludd
Scritto il 19 febbraio 2015 at 12:31

aorlansky60,

il debito pubblico HA DIFFERENTE NATURA dal debito privato, è solo l’attuale imperante ideologia turbo/ordo liberista che sembra avere convinto anche quelli che credono di essere stati illuminati/consapevolizzati che debito pubblico e debito privato sono uguali. Ma se sono uguali allora mi si spieghi PERCHE’ TUTTI I MERDOSI FINANZIERI/BANCHIERI SI SONO RIEMPITI LE TASCHE DI TITOLI GOVERNATIVI ?????????????????

… perchè non sono la stessa cosa, ecco perchè.

TORNATE TUTTI A SKUOLA… la consapevolezza o come diavolo la chiamate è lontana qualche parsec lassù nello spazio profondo.

phitio
Scritto il 19 febbraio 2015 at 14:43

john_ludd@finanza,

Ciao,
visto che non mi vergogno ad ammettere la mia ignoranza in materia, mi potresti sintetizzare le differenze essenziali tra debito pubblico e privato?

Grazie in anticipo

john_ludd
Scritto il 19 febbraio 2015 at 15:37

phitio@finanza,

lo stato ha:

– il monopolio delle leggi
– il monopolio della moneta
– il monopolio della violenza (per far rispettare le prime due)

lo stato oltre al debito pubblico (passivo) possiede o può (con opportuna legislazione) possedere tra le altre attività:

– il territorio
– le acque fino al limite internazionale
– monumenti e opere d’arte
– ponti, strade e porti
– scuole, università e ospedali
– reti elettriche, gas, TLC
– banche (yes !)

Certo se i babbei continuano a guardare SOLO al passivo di uno stato patrimoniale è ovvio che il cervello non gli serve, altrimenti comprenderebbero perchè ai privati PIACCIONO TANTO le privatizzazioni dei beni nella seconda lista di cui sopra…

tu mi dirai… ma è quello che sta accadendo qui…

bene allora che cazzo aspetti a muovere almeno parte dei tuoi soldi laddove INVECE le attività di cui sopra sono almeno ancora in buon parte dello stato ?

idleproc
Scritto il 19 febbraio 2015 at 22:26

Magnifica sintesi.

…è stata ma procede con sempre maggiori difficoltà, una propogaganda totalitaria di condizionamento di massa.
Sono stati bravi… è che fatti poi i danni, è difficile rimettere il dentrificio nel tubetto.
In guerra i tempi sono fondamentali…

aorlansky60
Scritto il 20 febbraio 2015 at 10:14


“lo stato ha:
– il monopolio delle leggi
– il monopolio della moneta
– il monopolio della violenza (per far rispettare le prime due)
lo stato oltre al debito pubblico (passivo) possiede o può (con opportuna legislazione) possedere tra le altre attività:
– il territorio
– le acque fino al limite internazionale
– monumenti e opere d’arte
– ponti, strade e porti
– scuole, università e ospedali
– reti elettriche, gas, TLC
– banche (yes !)”

La tua esposizione è ovvia,

ma quello che volevo cercare di dire, evidentemente spiegandomi male, è che l’ordine di cose venutosi ad istaurare in Europa con la moneta unica prevalica anche quello che hai delineato.

Oltre ad avere determinato squilibri evidenti -Stati forti(Germania) che con la propria economia dominano gli altri- il sistema decisionale centralizzato (Comm.EU, BCE, DE) esercita un forte controllo su tutti gli Stati membri nei numeri; ed ha il potere di “bocciare” chi non rientra nei parametri prestabiliti (da almeno un anno, all’italia e agli italiani hanno fatto una “testa così” imponendoci di non sforare il 3%) fregandosene altamente anche di chi è in grado di vantare ricchezze alternative a garanzia. Non solo, anche il potere di colpirlo.

La realizzazione spettacolare di questo l’abbiamo vissuta nell’estate del 2011, quando il sistema centralizzato non si limitò a tirare le orecchie allo scolaro indisciplinato mediante quella famosa “letterina”; fece ben altro : vendendo simultaneamente una quantità gigantesca di titoli italiani che la BundesBank deteneva, essa scatenò la conseguenza nota nel giro di breve tempo e diede un segnale forte ed inequivocabile del potere che deteneva.

Hai detto giustamente “PERCHE’ TUTTI I MERDOSI FINANZIERI/BANCHIERI SI SONO RIEMPITI LE TASCHE DI TITOLI GOVERNATIVI” :
non solo per necessità(ovvia…) ma anche un modo per tenere sotto controllo un intera nazione.

Abbiamo visto realizzare lo stesso concetto di potere, esercitato sulla Grecia.

Qui i tedeschi hanno messo in atto un capolavoro : si sono dapprima riempiti la pancia di titoli governativi ad alto rendimento; quando questi hanno iniziato a scricchiolare insieme al loro paese (2010) i tedeschi sono riusciti a farsi finanziare le proprie esposizioni bancarie dagli altri stati membri e togliere contemporaneamente sovranità al popolo greco, dettando loro le regole da seguire per “rientrare nei parametri prestabiliti”. Ricattandoli anche, come stà avvenendo in questi giorni.
Beh, niente da dire : “à la guerre come à la guerre” dicono i francesi… altro che “unione”…

(*)C’è un settore che non hai citato tra quelli descritti potenzialmente di proprietà dello Stato :
negli immobili, oltre ai “monumenti”, un numero elevatissimo di normali edifici (si pensi solo alle caserme militari dismesse negli ultimi 30anni); la stima di questo patrimonio è stato valutato in “alcune migliaia di mld” (4000 mld da Tremonti nel 2011); ma il fatto è che questo capitale ce l’hai solo sulla carta e sulla stima, perchè poi volerlo liquidare in caso di necessità è tutta un altra storia; il valore reale di tutto questo si traduce alla fine a “quanto è disposto a darti e riconoscerti per l’eventuale vendita un potenziale acquirente” ammesso che si riesca a trovarlo…

Tornando al debito pubbl, al ns in particolare, dobbiamo semplicemente tenere botta per 20anni da oggi :

2030-2035 su per giù; da questa linea di confine in poi, il sistema assistenzialistico/pensionistico che incide per il 40%ca (300 mld) sulla spesa totale corrente dello Stato (800 mld) inizierà ad essere costantemente e progressivamente alleviato per il realizzarsi di alcuni fattori chiave :

1) le pensioni attuali erogate sulla base del calcolo “retributivo pieno” si saranno nel frattempo tolte di mezzo (…)

2) le pensioni erogate sulla base del calcolo misto non incideranno sulla spesa corrente come le precedenti; e chi sarà entrato nel mondo del lavoro da un certo punto in poi(1995) sarà interessato solo al “calcolo contributivo”.

3) da alcuni anni in italia quasi il 50% dei giovani -fascia compresa tra 18-30anni- non lavora : tutti questi, secondo la regolamentazione attuale, non riusciranno ad accumulare anni di contributi validi ai fini pensionistici, prima di essersene molto probabilmente andati definitivamente(…)

..

4) last but not least : la speranza che in questo dannato paese possa nel frattempo (non dico sparire) ma calare la generosità di ellargire pensioni d’oro a go-go come fossero bricciole per piccioni, compresi i vitalizzi e tutte le skifezze che il sistema politico clientelare si porta dietro da decenni: questo sarebbe oltre modo determinante per allegerire la spesa corrente. Se mai potrà avverarsi.

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