GRECIA: WATERBOARDING!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

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La scorsa settimana il ministro delle finanze greco Varoufakis ha paragonato la troika alla CIA, alla tortura delle vittime con la tecnica del waterboarding (il soffocamento con l’acqua). «Poco prima dell’arresto cardiaco ci è consentito prendere respiro e subito ricominciano a metterci sott’acqua».

C’è sempre qualche bella addormentata che si scandalizza per certi termini, tranne quando uno come Mario Monti, uno che ha applicato alla lettera le imposizion della troika, in una delle solite interviste zerbino del fine settimana esclama che … “(…)parliamoci chiaro: la troika è una forma di neocolonialismo…”

Ma non era la Grecia in più grande successo dell’euro, grazie alle ricette della troika?

Nessuna sorpresa il diavolo è un professionista nel recitare le Sacre Scritture.

La Spagna è contraria a qualunque concessione, Rajoy sente sul collo il fiato di Podemos e la Finlandia in aprile eleggerà il nuovo parlamento, sentono tutti il fiato sul collo, fanno tutti la voce grossa nell’Europa solidale, si solidale a tal punto che uno come Zingales, richiede l’aiuto e l’intervento dell’America per salvare l’Europa, si l’aiuto di coloro che hanno causato la terza guerra mondiale, con le loro armi di distruzione di massa subprime.

Non è affascinante, se la Grecia dovesse essere salvata dagli americani, dell’ euro non resterebbe più alcuna traccia, sparirebbe tra i bombardamenti della speculazione. Questa è la Vostra Europa, l’Europa solidale e cooperativa.

Non c’è più niente da aggiungere oggi, ora la parola passa al “gioco del coniglio”, oggi vedremo chi avrà il coraggio di non sterzare sino all’ultimo minuto.

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015 e “Machiavelli 2015… la virtù e la fortuna.” Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

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29 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 16 febbraio 2015 at 10:14

Comunque finirà sarà una festa.

luigiza
Scritto il 16 febbraio 2015 at 10:49

…si l’aiuto di coloro che hanno causato la terza guerra mondiale, con le loro armi di distruzione di massa subprime.

Vero ma qui finalmente qualcuno ne ha spiegato la ragione in termini che dovrebbero essere comprensibili anche a voi che vi dilettate di economia e finanza:

I legislatori non sembrano capire che i modelli usati nel dare un prezzo al debito derivato o cartolarizzato non sono progettati per un mondo finito. I modelli sembrano funzionare ragionevolmente bene quando l’economia è lontana dai limiti. Una volta che l’economia si avvicina ai limiti, avvengono molti più eventi negativi di quelli che avrebbero previsto i modelli, causando problemi potenzialmente enormi per il sistema

Notate bene: i legislatori, i banchieri hanno solo eseguito gli ordini.
Ora manca l’ultimo passaggio: chi ha rincitrullito i legislatori?
O aspettate che siano quelli dell’ISIS a fornire la risposta?

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 11:48

luigiza@finanza,

l’analisi della Tverberg ha seri limiti. Se da un lato pensa la diversamente dal “mainstream” sulla reale situazione enrgetica e sull’impossibilità di produrre la stessa quantità di energia da fossile con le rinnovabili, sulla parte finanziaria si muove nel solco del pensiero dollaro centrico, banca privata, sistema finanziario privato. Esiste una sorta di blocco psicologico per il 99% degli americani nel comprendere che ci sono altri modelli. La Cina ha un capitalismo di stato, le banche sono di stato, le compagnie petrolifere sono di stato. Il resto, dove NON sono in gioco gli interessi di fondo della nazione, possono essere privati al 100%. Anche la Russia, dopo l’orgia degli oligarchi privati promossa dalle “riforme” dell’FMI sta tornando a un capitalismo di stato dove gli oligarchi sono comunque “di stato” e non più cani sciolti con mire di indipendenza/onnipotenza (Khodorkovsky, Berezovskij… mentre Abramovic è stato furbo e ha venduto agli oligarchi di stato). Per un modello di quel genere, l’utile finanziario non è il fine. Ci sono poi modelli ibridi, il capitalismo paternalista di Singapore per esempio, dove le maggiori due banche del paese sono private ma la quota di (larga) maggioranza relativa è dei fondi sovrani nazionali, come pure sono di proprietà statale l’80% delle abitazioni così da ridurre l’impatto delle bolle speculative. Man mano che la crisi energetica avanzerà anche l’occidente (o parte di esso) si adeguerà. E’ probabile che sarà più difficile l’adattamento per un’economia basata sui consumi e (quindi) consumi pro/capita elevatissimi con utilità marginale nulla che per economie pianificate in grado a un certo punto di imporre un cambio paradigmatico.

madmax
Scritto il 16 febbraio 2015 at 12:39

luigiza@finanza,

Luigiza,
Guarda che l’Isis e’ parte del problema, prima li armiamo fino ai denti per andare contro Assad in Siria (guarda caso pure lui del partito Bath di Hussein ovvero socialisti) poi ce li ritroviamo a mettere i prigionieri in tuta arancione stile Guantanamo e a girare con gli hummer mimetici!!??? E guarda caso qualche giorno dopo che Anonymus lancia su di loro la crociata cubernetica il libro delle facce (FB) chiede di creare un megagruppo per chiedere a tutti gli esperti di fornire indicazioni contro gli hacker???
Curioso e affascinante tempismo.
Il terrorismo (pure quello finanziario) ha come scopo quello di non far ragionare la gente e fargli prendere decisioni contro se stessi … guardatevi il film: Il Dittatore di Cohen e la comicita’ vi spieghera’ tante cose!

madmax
Scritto il 16 febbraio 2015 at 12:45

john_ludd@finanza:
luigiza@finanza,

Esiste una sorta di blocco psicologico per il 99% degli americani nel comprendere che ci sono altri modelli.

Il blocco psicologico sta nel fatto che ormai vivono in un delirio stile Orwell o Huxley se preferisci in cui censura e autocensura gli hanno ormai tolto le capacita’ di ragionare. E’ l’unico paese che abbia visto su cui ha stampato su libri di scuola: Do not sale or distribute in US…ovvero da non vendere e distribuire in US, roba da USSR!

luigiza
Scritto il 16 febbraio 2015 at 12:48

john_ludd@finanza,

John_Ludd non credo però che il modello economico a gestione prevalentemente pubblica o privata possa fare la differenza quando cozza contro i limiti delle risorse. Il risultato é analogo per entrambi: il collasso.
Gli uanagana, come li chiami tu, di cambiare paradigma non ne hanno alcuna intenzione e lo si vede, stanno giocando la loro ultima carta: la potenza militare; gli altri in Asia stanno andando a sbattere contro lo stesso muro contro il quale ci siamo rotti le corna noi.
Per la Russia non saprei cosa predire al momento.

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 12:58

luigiza@finanza,

non sto parlando di successo, intendo il controllo dell’ordine pubblico. La gente, e questo blog nel suo piccolo è un buon campione, ha paura e al momento opportuno la gran parte farà il contrario di quanto creda oggi: implorerà di essere comandata pur di ottenere la sicurezza che è l’unica cosa cui ambisce, ma non è detto che trovi qualcuno in grado di farlo. A questo mi riferisco: efficacia nel controllo dell’ordine pubblico.

luigiza
Scritto il 16 febbraio 2015 at 13:31

john_ludd@finanza,

Scusa, non avevo capito.

luigiza
Scritto il 16 febbraio 2015 at 13:47

madmax,

No Mamax, a mio avviso l’ISIS é funzionale al tentativo USA di cercare di risolvere il loro colossale problema: la loro stessa sopravvivenza come Stato egemone del pianeta.
E’ il loro piano B, visto che i piani A: Georgia, Ucraina messi in atto dopo la perdita dello Eltsin, non hanno dato l’esisto sperato.
Io concordo con la tesi del John_Ludd espressa nei commenti del post precedente a questo: l’obiettivo USA é la Russia e le sue risorse energetiche e non. Per ottenerle son disposti a fare anche decine di milioni morti per non morire loro. LISIS l’hanno creato per tale scopo ed adesso si devono limitare a non ostacolarlo. Ed é quello che fanno.

Io condivido e da tempi non sospetti, totalmente la chiusa dell’articolo apparso sul blog del Bardi di cui ho fornito il link più sopra (citazione): Forse ciò che stiamo incontrando è una qualche specie di cambiamento o trasformazione che è nei migliori interessi della specie umana e del pianeta

Tolto il forse e detto in maniera più brutale: la Gran Mattanza, chiamata anche Terza Guerra Mondiale, é necessaria perchè salutare per una specie stupida.
Quelli che sopravviveranno capiranno gli errori commessi e forse cambieranno atteggiamento nei confronti della vita.

Poi possiamo per ore parlare di QE, di borse, di Bad Bank ecc. ecc ma restano parole in libertà dettate o da stupidità o vanità.

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 14:10

luigiza@finanza,

la terza guerra mondiale combattutta con le atomiche non è combattibile nè vincibile da nessuno e non lascerebbe spazio alcuno per la sopravvivenza della specie al di fuori di piccoli gruppi sparsi nell’emisfero australe. Forse gli ideologi nazi neocon non lo capiscono ma credo che i generali lo sappiano. L’intenzione mi sembra diversa: avendo una smisurata confidenza della forza che deriva dalla gestione della finanza e dalla creazione monopolistica di dollari (che gli altri al contrario devono guadagnare con la produzione) ritengono che costringendo i paesi nemici a un lento dissanguamento finanzario alla fine cedano. In questo senso la guerra finanziaria è invece in corso ed è più complessa di quanto scrivi. Mi sembra sia combattuta non solo tra stati o gruppi di stati ma anche all’interno dell’occidente tra i vari settori, semplificando, banchieri vs lavoratori. Quest’ultimo mi sembra il vero punto debole. I grandi ricchi sono per l’appunto ricchi e non credo abbiano intenzione di farsi vaporizzare. Se perdono il potere vivranno da satrapi comunque da qualche parte, magari cambieranno casacca, cosa che riesce loro piuttosto bene.

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 14:21

I like this man and… HE IS NOT BLUFFING !

http://www.nytimes.com/2015/02/17/opinion/yanis-varoufakis-no-time-for-games-in-europe.html?_r=1

gnutim
Scritto il 16 febbraio 2015 at 14:32

john_ludd@finanza,

però….

aorlansky60
Scritto il 16 febbraio 2015 at 14:55

Ma non era la Grecia il più grande successo dell’euro, grazie alle ricette della troika???

A questo punto si potrebbero far notare alcuni punti significativi -secondo me- :

1) ormai è chiaro che la Grecia si è rivelata una specie di valido “laboratorio” su cui riflettere; un paese, primo della serie nella UE, ad essere pericolosamente ad un passo -anche meno- dal default totale, se non fosse stata puntellata con immissione di liquidità dal 2010, in cambio di forti tagli operati allo stato sociale, alla spesa pubbl etc etc

2) a 4 anni dalla prima flebo, l’esperienza dice chiaramente che non è con la rigida austerity applicata in grande formato che si risolvono i problemi di uno stato fortemente indebitato, almeno questo è quello che traspare dal caso Grecia.

3) la stessa Italia, se non fosse stata OSSESSIVAMENTE OBBLIGATA dai ns cari amici crucchi a rispettare un ridicolo 3% di vincolo, avrebbe avuto a disposizione molte più risorse per “ripartire” ed ora non si ritroverebbe al punto in cui aihmè e aihnoi si ritrova;

4) la Francia arranca malamente da anni, pur essendole stato concesso dai simpatici amici crucchi – a contrario sia di Grecia che Italia obbligate a rispettarlo – di sforare allegramente il ridicolo vincolo del “3%“…

5) la Spagna è un altro caso e termometro interessante : se pur vero che da quelle parti una piccola ripresa è stata avviata, va detto che al popolo delle corride è stata concessa più libertà di muoversi entro certi parametri(perchè poi???), i soliti dell’ormai famigerato 3%, rispetto ad altri -sempre i soliti infinocchiati, cioè noi italiani e i greci…

Le conclusioni del ragionamento sono perfino banali :

1) evidentemente ai mangia-crauti non stanno simpatici ne italiani ne greci, senza doverne approfondire i motivi qui;

2) ribadisco per l’ennesima volta che un “unione” tanto sbandierata nelle prospettive, a simili condizioni così dispari tra singoli stati non ha ragione di essere, perfino oltraggiosa ed offensiva per chi la deve subire. A meno che non si riportino a più miti consigli coloro che insistono sulla ricetta della austerity a tutti i costi…

3) …se non fosse che oltre a questo, che basterebbe già di suo, si profilano all’orizzonte altri dubbi e interrogativi :
per quanto durerà la tregua Ukraina ???? e la Libia, ora improvvisamente salita nelle priorità occidentali ????…..

aorlansky60
Scritto il 16 febbraio 2015 at 15:25

<strong@John_Ludd

“la terza guerra mondiale combattutta con le atomiche non è combattibile nè vincibile da nessuno e non lascerebbe spazio alcuno per la sopravvivenza della specie al di fuori di piccoli gruppi sparsi nell’emisfero australe. Forse gli ideologi nazi neocon non lo capiscono ma credo che i generali lo sappiano. L’intenzione mi sembra diversa: avendo una smisurata confidenza della forza che deriva dalla gestione della finanza e dalla creazione monopolistica di dollari (che gli altri al contrario devono guadagnare con la produzione) ritengono che costringendo i paesi nemici a un lento dissanguamento finanzario alla fine cedano. In questo senso la guerra finanziaria è invece in corso ed è più complessa di quanto scrivi.”

tutto chiaro JOHN; però, come dici, “la guerra finanziaria in corso” è talmente complessa e caotica che -almeno per me- si sono rovesciate strada facendo alcune certezze :

la prima (correggimi se sbaglio, chiedo il tuo punto di vista su questo) mi pare che si sia rotto l’accordo multi-decennale tra USA e Arabi Sauditi che di fatto ha retto e governato il mondo garantendo fortuna smisurata per queste due parti, i secondi perchè detentori della “materia prima necessaria all’occidente”, i secondi perchè detentori dell’arsenale militare più potente del mondo, in grado di fornire opportuna garanzia di protezione ai primi.

Il crollo dei prezzi del greggio voluto certamente dai Sauditi ha di fatto attaccato gli interessi USA direttamente a casa loro – i problemi portati alla neonata industria e all’indotto dello “shale-oil” in nord-america, con prezzi del petrolio così bassi, sono palesi ed indiscutibili; stanno già facendo i conti di quante società non saranno in grado di onorare i propri bonds in scadenza che le banche hanno loro concesso, nel caso il prezzo del petrolio venga volutamente mantenuto agli attuali livelli…

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 15:41

aorlansky60,

Purtroppo non sono in grado di aggiungere molto alle tue ipotesi ma mi attengo a quanto di convincente viene affermato da tutti gli analisti di professione e non quelli improvvisati che di volta in volta salgono su questo o quel barcone: gran parte del calo del prezzo del petrolio è legato a un eccesso di offerta e non richiede alcuna ipotesi di complotti trans nazionali. Per quanto la politica estera americana mi sembri assai poco brillante, questo non toglie che francamente mi sembra faticosa accettare che rischino di distruggere l’unico settore industriale in espansione zavorrando di debiti inesigibili il proprio settore finanziario. Il ruolo della speculazione può in momenti di elevata volatilità facilmente produrre alterazione del prezzo nell’ordine del 20-25 percento. Sui reali rapporti tra USA e sauditi il tutto è sepolto nella massima opacità come tutto cià che riguarda le satrapie medio orientali. Certo non sono lineari e semplicistici come si legge di solito ma questo vale per molte altre cose. Se proprio vogliamo essere sintetici potrei riassumere così: in generale anche nei momenti buoni non esistono stabili alleati ma solo interessi, quindi che accade nei momenti di crisi ?

john_ludd
Scritto il 16 febbraio 2015 at 15:48

aorlansky60,

“Il crollo dei prezzi del greggio voluto certamente dai Sauditi”

non è così. I sauditi non hanno aumentato la produzione negli ultimi 5 anni perchè non sono in grado di farlo. Stanno semplicemente difendendo le proprie quote di mercato. Il ragionamento è semplice e condivisibile: “perchè devo (io saudita) tagliare la MIA produzione quando quella di altri avviene a costi maggiori ? Se lo faccio mi castro da solo, permettendo ad altri di beneficiarne anche se il costo che pago è elevato.”

e il costo per i sauditi è MOLTO ALTO:

http://oilprice.com/Energy/Oil-Prices/Saudi-Facing-Largest-Deficit-In-Its-History.html

quasi mai il complottismo spiega qualcosa ma cercare le ragioni con fondamento fattuale costa tempo… il complottismo è più semplice e adatto ai pigri.

laforzamotrice
Scritto il 16 febbraio 2015 at 16:17

Qui si parla spesso della distruzione dello “stato sociale”, vorrei farvi una domanda: ma lo stato sociale deve avere dei limiti o no? Deve aiutare tutti sempre e comunque? Per capirci, è giusto che lo stato aiuti qualcuno perché disoccupato perché non trova il lavoro che desidera fare? Lo stato deve aiutare, senza condizioni, chi fa il passo più lungo della gamba? è questo essere “solidali”?
Davvero, vorrei solo il vostro parere.

francia r
Scritto il 16 febbraio 2015 at 17:07

Salve Marinai, se posso, il problema non è tanto la scelta di un modello economico più o meno soffisticato dal punto di vista finanziario, di una linea pseudo politica o della visione corretta sul futuro delle nostre risorse energetiche in via d’inesorabile esaurimento. Il problema è enormemente più banale ed “antropologico”: da tempo immemore siamo in balia di svariate forme di “società umane” più o meno “evolute”, società che fondamentalmente si sono basate sull’oppressione della maggior fetta possibile di una loro parte (debole) esercitata da parte di una ristretta minoranza di “ricconi” senza scrupoli (forte), il tutto nel tempo condito da scoperte tecnologiche, rivoluzioni industriali, culturali, welfare, socialismo, uguaglianza, diritto di voto, e soprattutta tanta corruzione e soppruso appena possibile, dei vari “diritti” altrui, spesso usati come merce di scambio.
Sembra banale ed un tantino ingenuo, ma come si può / poteva parlare seriamente di globalizzazione e di autoregolamentazione dei mercati quando le varie “concentrazioni d’interessi”, o come dicevano una volta “cartelli”, possono corrompere e manipolare qualsiasi istituzione statale o economica di qualunque paese del mondo, senza che nessun organo di “vigilanza” o comunque “politico” abbia la “spinta” e la forza di opporsi?
Questo poi prima dell’ultima grande crisi finanziaria, dovuta all’incredibile livello di corruzione “nei costumi finanziari” e delle società “civili” che ha portato all’attuale grande depressione mondiale grazie alle incredibili “ricette” escogitate da persone, ovviamente tanto corrotte quanto resposabili dello scempio che è ancora in atto.
Provate solo a pensare a che fine avrebbe fatto fino a qualche tempo fa, qualsiasi buon tempone che avesse suggerito di regalare i soldi degli stati nazionali (tramite QE) alle banche private che stavano fallendo a causa delle proprie speculazioni …. come minimo gli avrebbero dato del mentecatto e poi un bel mavaffanc…. avrebbe chiuso il discorso ipotetico.
Ora una pletora di premi nobel e “pensatori falliti” fa finta di non capire come la truffa e la corruzione abbiano banalmente generato questa crisi e come sia insostenibile per le società coinvolte, continuare a sostenere questa casta di banchieri massoni / mafiosi che con la loro ingerenza sono riusciti non solo a socializzare le loro perdite di “allora”, ma ad avviare un “giochino” di finanziamento per i loro interessi, che pare non avere mai fine, mentre le società che subiscono questo continuo ladrocinio si stanno sempre più inaridendo.
Questa crisi è sicuramente comune alle altre in quanto come sempre generata dalla stupidità e dall’avidità dell’uomo, specie quando è lasciato colpevolmente libero di agire da un punto di vista politico (quanta corruzione), diversa grazie alla grande disponibilità di mezzi finanziari e teconologici di cui hanno potuto usufruire i vari truffatori più o meno geniali (attenzione perchè tante truffe erano poco più intelligenti di uno schema di Ponzi), epocale perchè porterà inevitabilmente alla miseria miliardi di persone, distruggendo oltre che le loro finanze, anche i diritti sociali tanto faticosamente acquisiti in secoli di guerre e sofferenze.
Speriamo solo che questa crisi non sia anche l’ultima per la nostra civiltà, in quanto spesso le precedenti crisi hanno avuto il loro naturale sbocco in lunghi e sanguinosi conflitti, che pomposamente abbiamo voluto chiamare “mondiali”, dove la “bestia” ha potuto dare finalmente libero sfogo alla sua vera natura.

signor pomata
Scritto il 16 febbraio 2015 at 17:10

laforzamotrice@finanza,

Senti parliamoci chiaro, in questi decenni si è permesso al capitale di viaggiare con un clik e al lavoro di prendere schiaffi a destra e manca.
Le tue diciamo perplessità sarebbero opportune se questi fossero tempi in cui il mercato del capitale venga da repressioni forzose e il mercato del lavoro fosse ingessato.
Ma è il contrario quindi di che parli???
Oggi investi i capitali dove vuoi e quindi è chiaro che questi vadano dove rendono di più…non lo trovi coerente??
Ma i lavoratori che rimangono senza reddito come pensi che la prenderanno??
Questo gioco è un gioco vecchio, se non lo sai vuol dire che sei in malafede o poco informato.
Questo gioco porta a molti rischi, perche un conto che un imprenditore si fa i cazzi suoi ma quello che è buono per uno è devastante se lo fanno tutti…quindi se mi chiedi perche lo stato dovrebbe pensare ai più deboli io ti rispondo che conquisteremo lo stato e te la faremo pagare perche cosi è stato e cosi accadrà ancora.
Perche non ti domandi come mai lo stato pensa solo a quelli che hanno i capitali nonostante che questi si difendano egregiamente visto che grazie alla libertà odierna scappano e non pagano mai???
Lo stato è un riequilibratore tra noi e loro, lo è sempre stato fino a quando non vogliono stravincere, cioè dire quello che dici tu nonostante si facciano i cazzi loro alla grande.
In tutti i tempi lo stato è espressione del potere dominante ma se il potere vuole sopravvivere deve scendere a patti, quello che tu ritieni inutile sono i patti per vivere in pace e non in guerra.
Per centinaia di anni le più ridicole teorie economiche provenienti dal pensiero classico si sono incamminate in pensieri che definire ridicoli è poco, basti pensare al darwinismo in cui il ricco è semplicemente la specie umana che si seleziona in maniera naturale…..un bel credere per i ricchi non credi???
Stanno riaffiorando idee ottocentesche e soluzioni ottocentesche, basti vedere la costruzione europea completamente devota al mercantilismo.
Ma i professori di storia e economia dove cazzo stanno????
Di che gli parlano a gli alunni, della austerità espansiva???
Ma quanto sarete ricchi per ritenervi al sicuro dalle teorie che fomentate??
Cazzo, non se ne può più de sta merda…….

signor pomata
Scritto il 16 febbraio 2015 at 17:32

francia r@finanza,

Hai argomentato in maniera più lucida e meno sanguigna quello che avevo appena sostenuto io.
Qui di nuovo non c” è nulla, hanno rispolverato idee ritenute ridicole dalla storia ma che proprio guardando la storia hanno portato a conflitti sociali di enorme portata.
Leggo di decine centinaia di persone che ritengono la carità, la pietà, la equità un di più e non un diritto.
Governi che legiferano senza alcun consenso su argomenti rilevanti senza che mai siano stati messi al vaglio elettorale.
Gente come monti che nella vita ha sempre predicato che le scelte devono essere prese fuori dal giudizio elettorale e noi lo abbiamo fatto presidente del consiglio naturalmente senza alcun consenso elettorale e lo abbiamo fatto anche senatore a vita visto i danni che ha causato e causa con il suo pensiero invece di mandarlo a fare in culo.

gainhunter
Scritto il 16 febbraio 2015 at 19:11

luigiza@finanza: Notate bene: i legislatori, i banchieri hanno solo eseguito gli ordini.

Che differenza c’è tra banchieri e legislatori?

http://www.pagina99.it/news/home/5136/Settecento-lobby-finanziarie-a-Bruxelles-.html

laforzamotrice@finanza: ma lo stato sociale deve avere dei limiti o no?

Deve aiutare tutti sempre e comunque?

No

Ma questo è quello che sta succedendo in Europa:
“As a result in part of a deliberate policy strategy but also partly due to productive failure, Germany’s economic and political elites have clearly managed to bring about the creative destruction of the institutions of erstwhile social capitalism – a destruction taken just so far that the remnants of the old model were still robust enough to successfully manage the economic crisis to some degree. However, the result has not been a renewed social market economy that could serve as a model for Europe and the world, but
rather the establishment of a highly selective competitive society in which social services are provided to the classes without capital only in so far as is necessary to combine allegiance at home with a “semi-hegemonic” policy of domination on
the European stage.”
http://rosalux-europa.info/publications/books/Jobwunder_en/

Meglio prima o meglio ora?

francia r
Scritto il 16 febbraio 2015 at 20:26

Egregio Signor Pomata,

concordo pienamente anch’io sullo stato di nausea riguardo allo sfascio sociale in atto, in Italia ed in Europa. Pare che la nostra corrotta democrazia non sia in grado di partorire persone diverse da Monti o da Renzi passando per Letta, in attesa che altri bei personaggi tornino al governo (vedi tutta la bella cricca del povero silvio).
In Europa non direi che stanno meglio … i crucchi che spadroneggiano al momento, sono seduti su una polveriera sociale che s’innescherà nel momento in cui anche loro entreranno in recessione e non potranno più nascondere la montagna di debiti “nascosta” nelle banche “regionali” o sempre che in anticipo la loro “bancona”, che si è aspirata una marea di merda made in USA non faccia un bel botto causato dalle sue leggere speculazioni sempre a segno …..

Il problema è antico quanto il mondo, l’uomo nel suo DNA non ha l’onestà, e’ un valore che dipende da una sua scelta personale, dalla sua morale, dalla sua infanzia e dalla sua formazione, dai suoi valori umani.
Non è un caso che la stragrande maggioranza di buffoni che si sono approfittati della nostra fiducia (quando l’hanno avuta…) si siano rilevati poi nel tempo come delle merde che si sono vendute, ed hanno venduto il nostro futuro, per un boccone un po’ più ricco per loro e per i loro lacchè.
Fino a quando non verrà ridotto il potere economico delle lobby finanziarie da qualche forza politica “vera” non ci sarà nessuna possibilità di uscire da questa “crisi”. Stiamo semplicemente regalando montagne di soldi a speculatori e truffatori senza che questi debbano rispondere di nulla. Attenzione che quando i soldi finiscono nella merda resteremo noi semplici cittadini.
Occorre tornare a limitare la possibilità di azione spregiudicata della finanza, riequilibrando il rapporto di forza fra i tre poteri che dovrebbero governare uno stato, che sia l’Italia o l’Europa.
Il resto è tutta “fuffa” fatta da qualche furbone che vuole rubarsi gli ultimi ossi della polenta…..

laforzamotrice
Scritto il 16 febbraio 2015 at 20:37

signor pomata@finanzaonline,

Stai parlando del lavoratori o del lavoro? Perchè io sono un lavoratore, non un ricco, però non trovo assolutamente giusto che lo stato aiuti qualcuno senza chiedere nulla in cambio, specie perchè pago anch’io questo aiuto. Un parassita, che sia un miliardario ereditiere o un disoccupato di professione, è un parassita, punto e basta. In quanto alla teoria di Darwin, che non conoscevo, devo dire che è ragionevole, a patto che il punto di partenza sia lo stesso per tutti, perchè se uno è figlio di un ricco, è chiaro che non occorre essere cosi bravi per continuare a esserlo; come diceva un tizio, posso rischiare 100.000 euro se ne ho un milione, diverso se sono gli unici 100.000 che hai. Io ho rispetto di chi diventa ricco, anche in modo criminale, che sopporto a fatica sono gli eredi, quelli che si trovano la pappa pronta. Non accetto ad esempio che i figli di scrittori, musicisti, artisti, possano godere per anni del lavoro di loro padre anche se questo è morto da anni. Trovo scandaloso che un brevetto duri 20 anni, e i diritti d’autore 70. Allo stesso modo, non accetto che qualcuno possa stare in cassa integrazione per 10 anni o sia disoccupato organizzato per 20 anni. Una carriera da disoccupati, che probabilmente avranno anche la pensione , magari la stessa di chi ha lavorato 40 anni. Lo stato sociale non è questo, non deve essere questo, dev’essere un amico che ti aiuta a rialzarti quando cadi, ma appena puoi devi camminare sui tuoi piedi, perchè in caso contrario diventa un carretto su cui cercano di saltare sopra tutti, e prima o poi chi tira, muore.

kry
Scritto il 16 febbraio 2015 at 21:37

—La scorsa settimana il ministro delle finanze greco Varoufakis ha paragonato la troika alla CIA, alla tortura delle vittime con la tecnica del waterboarding (il soffocamento con l’acqua). «Poco prima dell’arresto cardiaco ci è consentito prendere respiro e subito ricominciano a metterci sott’acqua». —- Si sono modernizzati , risparmiano e anticipano i tempi visto che in futuro probabilmente non potranno utilizzare il gas come la storia insegna.
laforzamotrice@finanza,

— perchè in caso contrario diventa un carretto su cui cercano di saltare sopra tutti, e prima o poi chi tira, muore. — Hai ragione è proprio un somaro, si è fermato a metà strada per la salita in cielo.

magro
Scritto il 16 febbraio 2015 at 21:53

laforzamotrice@finanza,

ecco, il fatto che tu, che sei una persona che dice anche un mucchio di cose sensate, affermi di aver rispetto “per chi diventa ricco, anche in modo criminale”, la dice tutta del come siamo messi in questo paese di m…da, che forse davvero va bene che si vaporizzi in una esplosione nucleare perché non ha speranza d tirarsene fuori. viva Totò e gli amici suoi (il 95% di tutta la classe politica italiana).
io il rispetto ce l’ho per le brave persone, gli altri mi fanno ca..re, poveri o ricchi che siano.

aorlansky60
Scritto il 17 febbraio 2015 at 08:44

@LaForzaMotrice :

“ma lo stato sociale deve avere dei limiti o no? Deve aiutare tutti sempre e comunque?”

… …

Per come la penso io in tema di sistema demograficamente elevato, in teoria uno Stato ideale sarebbe quello che non fa mai mancare assistenza ai propri appartenenti, quando questi siano nelle condizioni critiche di gridare “aiuto” come ultima soluzione, non avendo più altre opzioni utili per se.

Perchè si possa realizzare questo in pratica, però, occorre che tutti facciano la propria parte dal più importante al più umile dei sudditi, perchè l’assistenza non è un bene che cade dal cielo come manna e per poter essere sempre a disposizione uno Stato deve possedere adeguate risorse e RISERVE per riuscirle a garantire ed attuare quando richieste.

E’ chiaro che per ottenere questo, uno Stato deve essere formato da una popolazione mentalmente adeguata, prevalentemente non incline ne all’astuzia ne alla corruzione.

In pratica, la realizzazione di questo modello in Terra è abbastanza fedelmente rappresentato da quello scandinavo che funziona egregiamente NON PER GRAZIA RICEVUTA ma per buona volontà dei propri cittadini, tutti; comprovato da numerosi “feedback” (ho parlato di questo molto spesso con un mio collega di lavoro che in passato ha vissuto in Finlandia per lungo tempo per lavoro e che ha potuto fare le dovute proporzioni tra il sistema che ha trovato e quello da cui proveniva(…), oltre vari servizi televisivi passati in rassegna sull’argomento negli anni, che raccontano in maniera piuttosto disarmante la differenza tra quel tipo di società ed altre generalmente viziate da aspetti deterioranti, una delle quali a noi piuttosto nota…); l’applicazione di questo tipo di modello statale prevede anche ALTA PRESSIONE FISCALE in proporzione al reddito; il ritorno però è assolutamente gratificante per il cittadino, che sente e prova di essere parte di una comunità che funziona egregiamente in tutti i suoi ingranaggi con ritorni di servizi eccellenti ed ineccepibili, che non lo lascerà mai solo in caso di bisogno .

Forse è proprio per questo che tale modello, nella propria riuscita, rimane confinato da quelle parti… pensare di potere ottenere una simile realizzazione in paesi latini come il nostro è cosa sproporzionatamente ottimista e comunque impossibile a causa della mentalità prevalente della popolazione per la quale “non pagare le tasse ed evaderle quando possibile è non solo un vanto ma pura normalità“… non lo dico io, ma le statistiche : è ormai innumerevole, per es, il numero di casi di soggetti che hanno richiesto assitenza senza averne diritto (pensioni di invalidità…) con ricarichi per lo Stato italiano ingentissimi; con questo tipo di mentalità, unita ad un controllo inesistente se non assai spesso compiacente e perfino complice è facile capire che da tale sistema marcio e incancrenito è impossibile pensare di riuscire ad applicare tale modello con successo (guardavo ieri in tv documentato il caso di cronaca di un medico di TO che fintosi invalido è riuscito ad ottenere un risarcimento immediato di 1,4 milioni di € + una pensione di 5.000 € mensili… la pacchia gli è durata 3anni poi è stato colto in flagrante, e come questo di casi simili ormai non se ne contano più in italia tanto sono all’ordine del giorno)

Infatti, nel caso dell’italia, troviamo l’applicazione del modello assistenzialista su larghissima scala anche quando non dovuto, ed il risultato lo vediamo impattare direttamente sul ns dato ENORME di debito pubbl, dove incide non poco, secondo me.

Attenzione, però, ultima nota : il pur ideale modello societario scandinavo non è fine a se stesso ma come tutti si inserisce in un contesto di economia mondiale sempre più globalizzata… se le cose vanno male ed iniziano a precipitare, come accaduto negli ultimi anni alla società occidentale, al punto di intaccare inevitabilmente l’economia interna di finlandia, norvegia, svezia, danimarca, allora anche il loro paradiso sociale potrebbe essere messo a rischio fino a implodere, con tanti saluti.

veleno50
Scritto il 17 febbraio 2015 at 08:58

stanziale@finanza,

Non banalizzare il caso Grecia con un articolo strappalacrime.IL leader greco ha fatto delle promesse ai Greci senza un’euro in tasca. Aumento degli stipendi ,riassunzione dei dipendenti pubblici, per farla breve al popolo greco occorrono 60 miliardi di euro e vuole dettare le condizioni. la Grecia è fallita e lo sanno anche i greci che corrono a ritirare i pochi euro rimasti nelle banche.Un conto è aiutarli con un programma elaborato da chi ti presta i soldi ascoltando nei limiti consentiti anche il leader greco,un conto è volere dettare le condizioni e porre dei veti a chi ti sta dando una mano. SCHAUBLE ha definito TZIPRAS un irresponsabile e un demagogo che promette cose irrealizzabili,un po come uscire a fare la spesa facendo finta di aver dimenticato il portafogli,non porti a casa nulla.Meglio se abbassa la testolina e accetti i suggerimenti di Angela e sperare che finisca questa tragedia greca che ormai non se ne può più.

aorlansky60
Scritto il 17 febbraio 2015 at 09:56

Infatti, non si capisce bene che tipo di partita stia conducendo Tsipras, probabilmente anzi sicuramente sarà portato a far “vedere” le proprie carte ven20…

Avevo già scritto che Tsipras si ritrova in un “cul-de-sac” : il suo programma elettorale era fin troppo CHIARO, e a questo i greci hanno democraticamente aderito concedendogli la maggioranza. Ora è difficile prevedere che egli lo ripudi in sede di trattativa presso la Comm UE, il suo elettorato e i greci in genere lo interpreterebbero come una specie di tradimento vero e proprio.

A parole tutto sembra facile (anche annunciare un programma elettorale che prevede la riassunzione di un certo num di dip.ti pubbl nel frattempofalcidiati dalle politiche di austerity imposte dalla troika) il difficile poi è riuscire a confermare con i FATTI.

Non posso pensare che Tsipras non si sia già coperto le spalle con un piano “B” altrimenti sarebbe un folle irresponsabile :
se vengono a mancare le risorse garantite da FMI -o troika chiamatela come volete- secondo il programma di finanziamento stabilito, tempo un mese e la Grecia non avrà liquidità sufficiente per corrispondere pensioni e dip.ti pubbl con tutto quello che ne consegue (facilmente immaginabile).

A questo punto la fantasia è libera di immaginare qualsiasi possibile eventualità, perfino che la Grecia possa voltare le spalle alla UE (e alla Nato) per chiedere soccorso alla Russia (che non vedrebbe l’ora di poterlo fare)… si aprirebbero scenari piuttosto interessanti in ottica di rapporti ed equilibri internazionali… perso per perso, trovandomi nelle condizioni attuali(particolarmente disastrate) come si ritrova la Grecia, fossi stato nella posizione di Tsipras avrei certamente sondato, con relativa discrezione, la possibilità con Vladimir… seguendo l’esempio di Cipro(altro paese che ha incontrato difficoltà economiche recentemente) che sembra in trattativa con Vladimir per concedergli un pezzo della propria isola, da usarsi come meglio crede( :lol: )… da ridere : se si realizza, le truppe Nato e la Marina Russa potrebbero farsi “cu-cu” a distanza di pochi km…

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