DRAGHI BCE QUANTITATIVE EASING: IN SETTE GRAFICI IL PERCHE’ DI UN FALLIMENTO!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

Finalmente ieri,  dopo quasi quattro anni di chiacchiere, il banchiere Mario Draghi ha comunicato al mondo intero come intende onorare la propria promessa, … “whatever it takes” to save the euro, ha rotto l’incantesimo, ora la leggenda diventa realtà e non ci sono più scuse.

Mentre illustri economisti, analisti, giornalisti e report di banche d’affari si affannano per spiegarvi come funzionerà la fonte dell’eterna giovinezza, non con semplicità, attraverso sei grafici vi spieghiamo per quale motivo, la storia insegna che purtroppo anche questo sarà un fallimento, ovvero solo un aiuto agli azionisti della banca centrale, ovvero le banche più grandi, quelle speculative.

60 miliardi al mese, compresi quelli già stanziati per le precedenti operazioni, per diciannove mesi sino a settembre del 2016, o almeno sino a quando l’inflazione non sarà tornata al 2 % dicono loro.

Primo grafico!

La Federal Reserve dopo sei anni e l’immissione di oltre 4.400 miliardi di dollari nel mercato…

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… ha fallito nel suo compito di stimolare l’inflazione e loro pensano di riuscirci con solo 1140 miliardi di euro!

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Soprattutto dopo che tutte le banche centrali del mondo hanno immesso insieme oltre 10 TRILIONI ( 10.000.000.000.000 ) di dollari allo stesso scopo…

… e l’economia globale è in disinflazione o in deflazione, Cina compresa e il Giappone ha esaurito la sua illusione!

“Alla fine anche l’orgogliosa Banca del Giappone è stata costretta ad ammetterlo: per raggiungere l’obiettivo del 2% di inflazione ci vorrà ben più del previsto.” Giappone, la Banca centrale taglia le previsioni di inflazione

L’ultimo immagine che i lettori di Icebergfinanza conoscono da tempo è quella relativa alla velocità di circolazione della moneta, l’unica in grado di stimolare inflazione…

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Ogni qualvolta è stato lanciato il QE in America, ma cosi è stato anche il Giappone e in Inghilterra, la velocità della moneta è scesa, perchè questa è una debt deflation e per risollevare l’inflazione c’è solo una maniera aumentare salari e occupazione, proprio il contrario di quello che loro stanno facendo, distruggono occupazione e diminuiscono i salari.

Si è vero ma almeno il quantitative easing fa scendere i rendimenti e il costo del debito pubblico perchè i tassi scendono, dicono loro!

La realtà empirica invece è questa 3 volte su 3 in America per oltre un anno i tassi sono saliti e 3 volte su tre all’inizio di ogni quantitative easing è successo in tre paesi diversi, America, Giappone e Inghilterra…

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Anche questa volta purtroppo la verità sarà figlia del tempo!

Un’ultima riflessione! La BCE ha concesso 2000 miliardi di liquidità alle banche private per comprare titoli di Stato in una fase nella quale tutti suggerivano di disfarsene, titoli che ad oggi in alcuni casi hanno fornito plusvalenze tra il 30 e il 50 % e ora li fa acquistare dalle singole banche centrali, rilevandoli dalle stesse banche private, un’assunzione di rischio pari all’80 di ogni eventuale ristrutturazione del debito di ogni singolo Paese.

Più socializzazione delle perdite e privatizzazione dei guadagni di così si muore!

A che serve una banca centrale europea, che si assume solo il 20 % del rischio, incapace di una qualsiasi politica monetaria indipendente dalle imposizione di un solo Paese?

Come avete visto noi amiamo i fatti, raccontarvi la realtà anche se fa male, attraverso semplici grafici, come stiamo facendo da ormai 8 lunghi anni. Il resto sono solo chiacchiere da bar che troverete ovunque sui giornali e nelle televisioni. Loro chiameranno sempre e solo coloro che raccontano quello che serve per far continuare la grande illusione.

Buona consapevolezza!

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015 e “Machiavelli 2015… la virtù e la fortuna.” Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

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41 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:01

@Andrea Mazzalai

..velocità di circolazione della moneta, l’unica in grado di stimolare inflazione…

Fammi capire Andrea, perchè spesso e volentieri dopo aver letto certi articoli in giro per il web (non però aver letto i tuoi) ho la netta senzazione o di essere io un perfetto imbecille oppure son loro che prendon per il sedere i loro lettori.

Quindi chiedo conferma a te:
la velocità di circolazione della moneta é una MISURA di una sana economia in crescita prima ancora che uno stimolo di inflazione oppure no? Perchè non può essere la banca che fa accelare la circolazione di moneta, ma l’attività economica reale che la richiede.

Perchè se é una MISURA allora ha senso buttarcene dentro dell’altra perchè chi lo fa, la Banca Centrale compra RICCHEZZA.

In caso contrario la Banca centrale compra solo debito e in tal modo ma che c….o risolve?

A me sembrano concetti per persone normali che non richiedo papers, grafici, software ultra sofisticati..
Sono sub-normale io? Possibile.

quesalid
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:04

Ma infatti l’obiettivo del QE Europeo non è economico (lo sanno benissimo tutti che la deflazione si riassorbe solo con il tempo, distruggendo la sovracapacità produttiva e nessuna banca centrale può farci niente).
L’obiettivo è politico … prendere due anni di tempo e spingere il sistema all’adattamento, sperando che nel frattempo non succedano situazioni fuori controllo (qualcuna ci si avvicina pericolosamente – vedi Grecia ed Ucraina). E’ una scommessa politica, non una scommessa economica.

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:21

luigiza@finanza,

Luigiza mi permetto di darti un indicazione. Il tema è un pò complesso e non credo Andrea possa darti un risposta in poche righe. Non ho idea di quale sia il tuo livello di comprensione della lingua inglese ma non ho di meglio. Questo è il link a un intervento di Lacy Hunt un macro economista spesso citato da Mazzalai e a mio avviso il più lucido analista che conosco e che tratta espressamente questo tema:

http://www.caseyresearch.com/articles/stumbling-into-2015

Ovviamente anche Hunt non può raccontare tutto, per esempio che rendimenti a zero sono la morte del denaro fiat riducendo la ragione per cui possederlo. Ma per ora king dollar è saldamente al secondo posto della piramide inversa di Exter.

kry
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:23

” Un’ultima riflessione! La BCE ha concesso 2000 miliardi di liquidità alle banche private per comprare titoli di Stato in una fase nella quale tutti suggerivano di disfarsene, titoli che ad oggi in alcuni casi hanno fornito plusvalenze tra il 30 e il 50 % … ” 8O E BASTA 8O qui si supera il 100% http://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/btp/grafico.html?isin=IT0004545890&lang=it Ottimista ben informato :wink:

jackwalesan
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:46

Ma se il problema è avere un’inflazione al 2%, target che sembra irraggiungibile con il QE, perchè molto piu’ semplicemente non ripristiniamo la “scala mobile”. Quando avevamo il 20% di inflazione dicevano che questa era la causa….

kry
Scritto il 23 gennaio 2015 at 11:57

jackwalesan@finanza,

Io mi immagino già da ottobre 2016 nelle sale trading aspettare con ansia i dati sull’inflazione ed esultare ogniqualvolta il dato sia lontano dal 2%.

kry
Scritto il 23 gennaio 2015 at 12:08

john_ludd@finanza,

Ciao John come li commenti questi dati? Grazie. http://www.istat.it/it/archivio/146260

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 12:20

kry@finanza,

i dati italiani sono catastrofici, il paese è tecnicamente fallito dopo la cura Monti. Inutile perderci tempo. E’ stato polverizzato da decenni di politiche criminali che hanno sistematicamente distrutto domanda interna tentando con mezzi sbagliati di sostiruirla con l’export. A meno di vivere in un paese minuscolo oppure in un paese in via di sviluppo come era l’Italia negli anni 50/60 e come lo sono stati i paesi asiatici sinora, non si vive di export perchè significa pretendere che da qualche parte, su Marte, qualcuno vive di import con soldi che non ha e che quindi gli devi prestare tu per comprare il tuo export. Per l’Italia che importa materie prime, l’export deve superare l’import di quanto necessario a comprarsi i flussi energetici, questo è ovvio ma non è il fine, è il mezzo. Sono tutte cazzate Kry, c’è questa casta di falliti, un immane zombie, che ha finito i soldi veri molto prima del 2008, lì l’è stata la prima certificazione. Il paziente non è morto perchè ha iniziato a divorare i propri figli cioè noi/voi. Quando li avrà mangiati tutti morirà anche lui.

d
Scritto il 23 gennaio 2015 at 12:37

Quantomeno ora ce lo hanno detto chiaro…
Difficile che creassero una struttura più smaccatamente filotedesca di questo QE. Certamente si sarebbe anche potuto dire: 100% di acquisti di bond nostrani in capo a ciascuna banca centrale. Così sarebbe equivalso a stilare il certificato di morte dell’euro in maniera ufficiale. Non sono arrivati a tanto, ma ci sono giunti molto vicino con l’80%. Ovviamente nei commenti ufficiali se ne guardano bene, ma la cosa è li da vedere.
Quanto all’inflazione, difficile che se ne possa vedere. Come ha sempre ben evidenziato Andrea, in una deflazione da debito, la dinamica è tale che diventa impossibile aversi incremento dei consumi ed aumento della velocità di circolazione della moneta.
Manca poi la considerazione di una funzione davvero importante: il moltiplicatore monetario. Dal 2008 è costantemente inferiore ad 1 e non mostra segnali di inversione. Per ogni euro di debito creato, si da vita a meno di 1 euro di PIL.
Nessuna velocità di fuga…
E allora? beh, diciamo che ci sono 18 mesi di tempo per prepararsi…

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 12:49

kry@finanza,

… e naturalmente NON perchè il debito pubblico ora è il 15% in più di prima, questo non è rilevante, avrà al massimo un effetto sui prezzi man mano che viene monetizzato, cosa che la Banca d’Italia si appresta a fare e come stanno facendo TUTTE le altre perchè… lo hanno sempre fatto anche se una volta lo facevano assai meglio senza che pendagli da forca ci guadagnassero sopra. Ma se distruggi la scuola, distruggi l’industria, distruggi le competenze maturate nel corso di decenni di duro lavoro allora distruggi il pilastro su cui si regge una nazione. I dati economici, le trimestrali, il deficit che si sposta dello zero virgola in qua e in là sono schiuma, il resto è sotto.

Perchè vuoi sentirti dire ste cose da me ? Sono le stesse, con la mia consueta enfasi, che ti scrive Mazzalai in maniera più posata, o Bagnai che però ci mette ancora più enfasi e mandando a cagare quelli che ritiene se lo meritino.

veleno50
Scritto il 23 gennaio 2015 at 12:52

d@finanza,

Almeno non farà aumentare un ulteriore aumento della deflazione.

silvio66
Scritto il 23 gennaio 2015 at 13:00

..i mercati volano..tutti..i bond dopo un 2014 stellare sono partiti col razzo sotto il sedile..guardate cosa hanno fatto dal 1 gennaio e parliamone..il dollaro è a 1,12..l’azionario sale..molto molto bello..tutti partecipano alla festa..io intanto consolido gli interessi..ma che fai..vendi quando sale..e magari compri quando scende..no dai, facciamo tutti il contrario..Buona giornata marinai

madmax
Scritto il 23 gennaio 2015 at 13:06

E allora?
Ragazzi leggendo i post precedenti siamo allo sbando, falliti, distrutti, senza speranza: e allora?
Il fatto che le cose vadano male non deve essere un alibi per non fare nulla in maniera che vadano meglio! Scusate se torno su questo ragionamento, ma il fatto che non vadano nella direzione sperata non e’ un alibi per non fare nulla.
A me sembra che passi questa linea: siamo sul titanic, tra poco affondiamo, non posso fare nulla che schifo che schifo che schifo!!! Risolvo qualcosa? Sicuramente no a parte compiacermi che le cose vadano male secondo le mie previsioni…che paradossalmente spero siano vere (ovvero che vada tutto male e se migliorassero non sarei contento).
A mio avviso ci piace rassegnarci ed aver la scusa: io lo avevo detto per sentirci in pace con la coscienza di non aver fatto nulla!!!

madmax
Scritto il 23 gennaio 2015 at 13:12

@pensiero su Barret Brown condannato a 5 anni per hackeraggio!
Mi fa impressione sentire dire da tutti che la privacy e’ morta, che i dati personali non contano, che il mondo e’ cambiato e non possiamo pretendere di considerare la riservatezza come prima e poi vedere che quando qualcuno arriva in un “santa sanctorum” di dati e viola la privacy dei “controllori” allora e’ super illegale e lo sbattono in galera, curioso vero? Poi..quando mai un colletto bianco finanziario si e’ beccato tanti anni? A proposito gli hanno ingabbiato pure la mamma perche’ lo aveva aiutato a nascondere i computer :(
http://www.ilpost.it/2015/01/23/barrett-brown-anonymous/

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 13:38

madmax,

io non ho figli, ne avessi, qualcosa farei eccome. Mi sbatterei alla follia per insegnare loro bene, passerei tutto il tempo possibile con loro. Per questa generazione non c’è niente da fare. La storia non è lineare, ci sono passaggi di stato che sembrano avvenire in un istante ma sono il frutto di decenni. Siamo dentro uno di questi, non è nelle nostre possibilità cambiarne il corso. Ma la prossima generazione e quella dopo dovranno ricostruire e lo potranno fare se i padri e le madri di oggi si faranno in quattro. Per gli altri non so, ognuno può essere utile in un piccolo raggio attorno a sè. Non c’è che l’imbrazzo della scelta. Ciao.

phitio
Scritto il 23 gennaio 2015 at 13:48

john_ludd@finanza:
madmax,

io non ho figli, ne avessi, qualcosa farei eccome. Mi sbatterei alla follia per insegnare loro bene, passerei tutto il tempo possibile con loro. Per questa generazione non c’è niente da fare. La storia non è lineare, ci sono passaggi di stato che sembrano avvenire in un istante ma sono il frutto di decenni. Siamo dentro uno di questi, non è nelle nostre possibilità cambiarne il corso. Ma la prossima generazione e quella dopo dovranno ricostruire e lo potranno fare se i padri e le madri di oggi si faranno in quattro. Per gli altri non so, ognuno può essere utile in un piccolo raggio attorno a sè. Non c’è che l’imbrazzo della scelta. Ciao.

Perfettamente d’accordo ;)

Da quando sei tornato, John? Mi mancavano i tuoi post

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 14:06

phitio@finanza,

da prima di natale; non volevo più scrivere ma poi non ho potuto resistere e… sì… sono sopra le righe… molto sopra le righe e intendo starci perchè un sacco di cose non hanno più senso tra le quali una è certo irrilevante, ma non posso che limitarmi a quella: basta con sto politically correct del cazzo, se uno scrive per anni cose da idiota, mentre i fatti uno dopo l’altro dicono il contrario, se uno ripete costantemente che il cielo è azzurro mentre sono le due notte ALLORA è IDIOTA e glielo lo dico e se non basta lo ripeto. In alternativa, non scrivo niente e forse e meglio.

d
Scritto il 23 gennaio 2015 at 14:24

veleno50@finanza,

Non penso. Infatti è come se ci fossero due distinti piani. Il piano dell’economia reale, quello della vita di tutti i giorni, in relazione al quale questo QE non produrrà nessun effetto. La deflazione che c’è ci sarà anche fra due mesi, tale e quale. Se ce ne sarà meno non sarà certo perchè questi si “sparano” endovena 60 miliardi di titoli. Poi c’è il piano della finanza. Qui, nel regno delle fiabe, qui si che qualcuno se ne gioverà.

d
Scritto il 23 gennaio 2015 at 14:39

Detto in altri termini, Veleno50, the show must go on, a beneficio dei soliti noti. Al cassintegrato o al sottooccupato le magie del QE di Draghi non accenderanno il turbo.
Se proprio vogliamo vederla rosa, allora diciamo che abbiamo tutti guadagnato del tempo prima dello schianto finale

dante5
Scritto il 23 gennaio 2015 at 15:14

john_ludd@finanza:
[email protected],

… e naturalmente NON perchè il debito pubblico ora è il 15% in più di prima, questo non è rilevante, avrà al massimo un effetto sui prezzi man mano che viene monetizzato, cosa che la Banca d’Italia si appresta a fare e come stanno facendo TUTTE le altre perchè… lo hanno sempre fatto anche se una volta lo facevano assai meglio senza che pendagli da forca ci guadagnassero sopra. Ma se distruggi la scuola, distruggi l’industria, distruggi le competenze maturate nel corso di decenni di duro lavoro allora distruggi il pilastro su cui si regge una nazione. I dati economici, le trimestrali, il deficit che si sposta dello zero virgola in qua e in là sono schiuma, il resto è sotto.

Perchè vuoi sentirti dire ste cose da me ? Sono le stesse, con la mia consueta enfasi, che ti scrive Mazzalai in maniera più posata, o Bagnai che però ci mette ancora più enfasi e mandando a cagare quelli che ritiene se lo meritino.

Grandissimo John Ludd. Mi hai confermato che leggi Bagnai anche tu, e probabilmente anche tu molti altri. Vedo che non mi hai risposto prima perché era inutile…Chapeau!

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 15:37

dante5@finanza,

Leggo Bagnai, saltuariamente perchè scrive torrenti di parole (non so come faccia, deve essere Superman). Questo non vuol dire che penso abbia ragione su tutto ma di una cosa sono certo. E’ un tipo coerente, con una posizione che gli costa un sacco in termini di carriera, quindi soldi e opportunità. Quando incontro anche solo virtualmente uno di questi tipi, rari come un prezzemolo rosa, mi commuovo un pò.

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 15:58

d@finanza,

purtroppo non è vero, l’effetto lo produrrà eccome ma in negativo. Sebbene vi siano differenze il grande laboratorio giapponese è assai più simile all’Europa che all’impero che ancora per poco gode del monopolio del dollaro (… ma sarà per un’altra volta parlarne). Prima della Abenomics, ispirata e voluta da Wa.DC come qualunque altra minchiata i giapponesi hanno fatto da quando accettarono di rvalutare la loro moneta, il PIL procapite giapponese andava MEGLIO di quello degli uanagana. Non ci credi ? Male, perchè non scrivo cose che non posso doumentare, quindi eccoti il link e divertiti con i vari confronti, Giappone/USA, Giappone/Italia, Giappone/Germania etc…

http://www.tradingeconomics.com/japan/gdp-per-capita

Ma con l’Abenomics KABUM, svalutazione del 40%, nessun aumento delle retribuzioni (e perchè mai le aziende giapponesi avrebbero dovuto farlo dato che vendono prevalentemente all’estero) e un paio di anni di cost push inflation e nessun segno di inflazione strutturale… E allora perchè, basta davvero un ordine da Wa.DC. Mica soì semplice. Se il tuo paese è in mano a oligarchie che hanno interessi opposti ai tuoi e si sentono tutelati da chi sta comanda a Wa.DC. e ha inventato questo bel giochino (cui i mammasantissima di Cina, Russia, Brasile, India… non vogliono più giocare perchè ci rimettono) eh beh…

…che poi perchè alla gente sta massa di stronzi che sta lassù, sia riuscita a inculcare che un pò d’inflazione che distrugge i piccoli patrimoni e i redditi sia bello è uno di quelle tante conferme che c’è un problema di natura evolutiva.

… e per finire in bellezza che fanno sti cinesi brutti cattivi e corrotti per manetenere il loro potere (bisogna che la gente non si incazzi per davvero altrimenti non c’è paese o sistema che tenga…), gentaccia che non capisce niente di quanto è bella la turbofinanzacreativadeimammasantissima ? Aumentano le retribuzioni con soldi pubblici, fanno opere pubbliche riservate a industrue e manovalanza locali, utili o meno, con soldi pubblici. IUESFOREVER, Dio lo vuole !

dante5
Scritto il 23 gennaio 2015 at 17:45

john_ludd@finanza:
[email protected],

Leggo Bagnai, saltuariamente perchè scrive torrenti di parole (non so come faccia, deve essere Superman). Questo non vuol dire che penso abbia ragione su tutto ma di una cosa sono certo. E’ un tipo coerente, con una posizione che gli costa un sacco in termini di carriera, quindi soldi e opportunità. Quando incontro anche solo virtualmente uno di questi tipi, rari come un prezzemolo rosa, mi commuovo un pò.

Io l’ho incontrato anche personalmente e ti confermo l’impressione. E’ una persona onesta, ovviamente ciò non implica che abbia il dono della chiaroveggenza. Ma molte previsioni le aveva azzeccate molto di più di economisti più “conosciuti” sui media italiani ed esteri. E’ una persona che ha un profondo senso dei propri limiti, ciò malgrado si impegna allo spasimo per divulgare quanto sa, anche talvolta con scarso riguardo “dell’etichetta”. Certamente ciò gli costa molto, in termini di tempo e di opportunità di carriera, in ambienti dove il conformismo è una regola d’oro. Onore anche al Capitano, ovviamente. Queste caratteristiche credo, pur non conoscendolo personalmente, appartengano anche a lui.

john_ludd
Scritto il 23 gennaio 2015 at 18:03

dante5@finanza,

Non esistono guerrieri senza paura, chi non è ha, è solo perchè folle. Comprendo quindi chi si comporta di conseguenza all’elevato carico di stress che si trova sulla gobba… MA c’è modo e modo. Ciò che NON SOPPORTO, zero, neanche un pò è chi per paura nega, nega, nega, nega, nega l’evidenza e in questo modo fornisce la stampella su cui questa struttura di potere purulenta si appoggia distruggendo quella residua possibilità di cambiare in meglio. E siccome negare non gli servirà a un cazzo di niente, siccome quest’epoca si chiuderà con infamia, in un big bang o in sibilo da pallone sgonfio, avranno come unico risultato quello di terminare i propri giorni avendo schifo di se stessi senza la forza di ammetterlo. Moriamo tutti un giorno o l’altro, non decidiamo noi come, quando e dove, ne avremo paura e ci dispereremo, il punto di arrivo è lo stesso, ma la traiettoria… LA TRAIETTORIA è l’unica cosa che conta !!!

ilribassista
Scritto il 24 gennaio 2015 at 11:46

john_ludd@finanza,

Caro John, pur avendo sensazioni sul petrolio diverse dai tuoi scritti ho sempre letto i tuoi post con curiosità per imparare fatti certi e concreti da chi vede diverso da me ed ha una visione costruita su fatti certe (a differenza delle mie che sono sensazioni).
Speravo in un tuo ritorno e devo dire che leggerti nel nuovo anno è ancora più piacevelo e costruttivo di prima.
Ti auguro un sereno fine settimana.
Federico

d
Scritto il 24 gennaio 2015 at 14:21

john_ludd@finanza,

Perfettamente d’accordo! quello che volevo dire è che il QE europeo non produrrà nemmeno quell’effetto che Veleno50 ha indicato come non negativo, vale a dire l’attenuazione della deflazione. A prescindere che la deflazione può essere anche un fenomeno estremamente positivo in un’economia sana (maggiore propensione per il denaro rispetto ai beni per via di un’accresciuta capacità produttiva che abbassa i costi di produzione, esistenza di risparmio e non eccesso di debito), conducendo ad un incremento di capacità di acquisto, il significato vero di questo QE europeo è aver comprato tempo prima del botto finale.

Per il resto, personalmente ho la sorte di avere numerosi figli e da ormai circa 8 anni mi sento come un soldato che ha una sola missione: impedire che cadano prigionieri e diventino schiavi. Per quanto riguarda me, la vita mi ha dato molto e mi basta ed avanza questa missione residua.

john_ludd
Scritto il 24 gennaio 2015 at 17:45

d@finanza,

Mish Shedlock è un blogger valido, come tutti ha le sue intemperante e le sue manie ma ha ottimi punti di riferimento e il buon senso di chiedere a loro. Chiaro non esiste nessun guru che abbia la verità in mano MA c’è chi scrive da 20 anni su questi temi e MAI una volta la realtà li ha smentiti. Uno di questi è Micheal Pettis professore di finanza all’università di Pechino, dai cui libri e dai cui rari e densissimi post posso dire di avere imparato tutto quello che so in materia. Questo è il frammento essenziale che Mish riporta sul suo blog di uno scambio di email tra Pettis e Steen Jakobsen altro riferimento in questo desolante panorama di ballerini ubriachi sulla tolda del Titanic:

“… There are only two things to remember, but we rarely remember them:

1. Changes in household consumption (which is most consumption) can be fully explained by changes in household income and changes in household savings rates. By the way, when you are looking for the data, some call “household” what others call “personal” — it’s the same.

a) If monetary easing causes household income to rise (by increasing employment), or if it increases household wealth (by increasing the value of equity, bonds and real estate), or if it reduces the desire to save (by reducing the reward for saving, or by reducing the cost of consumer credit), it will cause consumption to rise.

b) If monetary easing causes household income to decline (by reducing the return on bank deposits), or if it reduces household wealth (because most savings are in the form of bank deposits, which now have a lower return), or if it increases the desire to save (by increasing income inequality), it will cause consumption to decline.

c) In the US, monetary easing seems to reduce unemployment, it seems to increase household wealth on average, because most Americans savings are not in the form of bank deposits, it seems to reduce the desire to save, by making credit cards cheaper, and while it may increase income inequality, on average it seems to have a strong positive effect on consumption. In China monetary easing has little effect on unemployment because unemployment is still low, it seems to reduce household wealth on average, because most Chinese savings are in the form of bank deposits, it seems to increase the desire to save, because Chinese households have a target savings amount for retirement or for their kid’s university and lower deposit rates force them to save more to meet the target, it makes credit cards cheaper but there is little consumer credit in China, and it may increase income inequality. On average monetary easing seems to have a weak or negative effect on consumption.

2. Monetary easing can cause consumption to rise or to decline, for the reasons above, and it almost always causes production to rise (businesses can borrow more cheaply to expand facilities). If monetary easing causes production to rise faster than consumption, it is disinflationary. If monetary easing causes consumption to rise faster than production, it is inflationary.

My point is about #2. I argue that although monetary easing causes consumption to rise faster than production in the US, it does the opposite in China because most credit goes to production and on average monetary easing seems to have a weak or negative effect on consumption.

Steen is discussing #1. He argues that because Europeans have higher savings than Americans, and because most of it is in bank deposits, monetary easing has a negative effect on consumption in Europe, and not positive as in the US. Changes in consumption, by the way, also affect investment because businesses are unlikely to expand production if consumption is weak.

… etc”

Agli argomenti di Pettis che si riferisce alla Cina va aggiunto il fatto che in Europa aumenta l’imposizione fiscale che ha un effetto catastrofico.

http://globaleconomicanalysis.blogspot.it/2015/01/grand-experiment-europe-is-not-usa.html

Grecia permettendo nei prossimi mesi vedremo movimenti sulle valute che sembreranno del tutto contro intuitivi conditi da una folle volatitilità in quanto il valutario è rimasto l’unica valvola di sfogo mentre eserciti di pazzi si imbarcano sull’azionario europeo dove il rapporto EBITDA / MARKET CAP è già ora inferiore a quello USA che è il peggiore della storia… aggiungi lo spettro nero di un shock petrolifero a partire dal Q1 2016 a causa di volumi crescenti di produzione che verranno ritirati, non solo in USA ma nel mare del Nord, alcuni giacimenti russi, Nigeria, Messico, Brasile… non serve che aumenti la domanda, a questi prezzi crollerà l’offerta. Non credo il sistema terrà altri 2 anni, almeno in Europa.

ilribassista
Scritto il 24 gennaio 2015 at 19:18

john_ludd@finanza,

Io mi sento un guerriero e come hai scritto tu anche i guerrieri hanno paura.
A volte la paura però ci fa fermare quando invece vedi cose che gli altri non vedono e per paura di essere giudicato ti fermi.
Leggi qui

Eterna schiavitù.pdf

Nel 1999 mi commissionarono un libro sull’economia.
Decisi il titolo, scrissi l’indice che trovi qui allegato, e cominciai a scrivere.
Dopo aver scritto alcune pagine telefonai all’editore e gli dissi: perdonami ma se scrivo questo libro mi prendono tutti per pazzo perché parlo di fatti che non sono ancora accaduti; perdonami ma non me la sento. Forse sarebbe opportuno scriverlo tra un paio di anni.
Nel 2003 l’editore mi richiamò e mi chiese di procedere ma la mia testa era in subbuglio e così persi questa opportunità.
La paura alle volte frena; non bisognerebbe mai fermarsi, ma lottare sempre per le proprie idee anche quando gli altri potrebbero non capirle.

Una cosa simile mi accadde negli anni successivi quando elaborai il piano di ristrutturazione per Fiat: venne da me un esponente parlamentare legato al Governo e mi disse: perdonami ma la Fiat non è in crisi, non possiamo imporre noi a Fiat questo progetto; è Fiat che deve imporlo a noi!!!
In poche parole nel mio progetto si prevedeva che Fiat cedesse un sito industriale ed andasse in america a produrre auto … ops … il tutto senza licenziamenti nel nostro Paese (e questo fu il problema) in quanto il sito industriale veniva riqualificato a costo zero per la comunità!!!!!
Ovviamente ciò che scrivo è comprovato anche da mail di risposta che ho ricevuto da un certo ….. Gianluigi Gabetti.

Chissà se in futuro la mia mente avrà ancora modo di “esplorare” il futuro.
Grazie per i tuoi contributi anche perché, dopo anni, ho trovato qualcuno che vede più nero di me http://icebergfinanza.finanza.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif!!!
Buona serata
Federico

john_ludd
Scritto il 24 gennaio 2015 at 21:22

ilribassista@finanza,

questa tua risposta è veramente notevole, ne sentivo la necessità. Sei uno che 16 anni fa aveva una comprensione che io non credo di avere oggi mentre certamente allora ero più vicino a entrare nella consorteria del pensiero unico che dove sono oggi. Devi esserti sentito solo, e questo temo sia il guaio di chi ci vede bene: è solo e hai voglia ad andare in giro con un accendino, per ragioni antropologiche la massa preferisce il buio e in fondo è normale. Meno vedi quel che c’è fuori più ti illudi di essere al sicuro, più in là vedi e più ti rendi conto di quanto è dura la vita di Sisifo e i suoi fratelli.

Recentemente sul bog di Danilo, ho scritto queste poche parole, per una volta tanto senza eccedere e sbracare; me lo dico stavolta, sono particolarmente azzeccate:

… decenni di condizionamento culturale non hanno solo prodotto un “danno relativo” hanno prodotto un danno assoluto cancellando ogni pensiero alternativo. Inizia tutto molto presto, dalla scuola. Ogni persona che ambisce a una posizione apicale se la pensasse anche solo moderatamente diversa verrebbe rigettata dal sistema senza che questo significhi che esiste un comitato, quello non funzionerebbe perchè avrebbe necessità di utilizzare la coercizione alla quale l’uomo presto o tardi si ribella. Ma se il livello è uniforme, il pensiero è unico il filtro è automatico e abbiamo tutte le posizioni apicali in ogni paese occupate da gente che la pensa allo stesso modo e quelli in seconda e terza fila la pensano uguale, stanno solo aspettando/sperando di avere l’occasione per arrivare in prima fila…”

Forse ti sei fermato perchè non sei un guerriero, ma un saggio ed è meglio così, i guerrieri campano poco e han poco da insegnare.

d
Scritto il 25 gennaio 2015 at 07:15

john_ludd@finanza,

Grazie Jhon per gli utili riferimenti. In fondo Pettis e Shedlock hanno un denominatore comune davvero raro di questi tempi: sono empiristi ed applicano il buon senso. Non si rifugiano in vuote formule matematiche e in dogmi economici con la pretesa di un’applicazione universale…
Applicare la logica del QE in maniera uniforme in ciascuna delle tre “gambe” della trilaterale (USA, Europa, Giappone) è come dare un bicchiere di grappa ad un Texano, ad un Italiano e ad un Giapponese. Avete mai visto un Giapponese dopo aver bevuto un bicchiere di grappa? …. è una questione genetica.

Circa “i decenni di condizionamento culturale” cui alludi, è disperatamente vero e i danni sono incalcolabili anche se, spero, non irreversibili. Il problema è che il rincitrullimento inizia da piccoli. Avete dato una lettura ai testi delle medie? ad un libro di geografia (ammesso che si chiami così)? Non so come possa uscire il cervello da un trattamento del genere. In economia vale la stessa cosa. Renderei obbligatorio al primo anno di Economia la lettura del testo cardine di Von Mises, “L’azione umana”. Se sotto di te hai una moltitudine di imbecilli sarà molto più semplice comandarli.

ilribassista
Scritto il 25 gennaio 2015 at 09:42

d@finanza,

Mio figlio fa la prima media e mi inc.. sempre per come sono scritti. Mi fa piacere sapere di non essere l’unico a non pensarla così.

ilribassista
Scritto il 25 gennaio 2015 at 10:02

john_ludd@finanza,

Grazie John ma non credo di essere particolarmente saggio.
La cosa più grave è che è tanto tempo che non ho più la possibilità di “vedere più in la”; spero di npm aver utilizzato tutti i miei crediti.
Quando torno in ufficio ti giro una mia previsione borsisitica fatta il 17/01/2007! Quella leggendola ora, sfiora l’assurdo!!!

kry
Scritto il 25 gennaio 2015 at 11:03

ilribassista@finanza:
[email protected],

Grazie John ma non credo di essere particolarmente saggio.
La cosa più grave è che è tanto tempo che non ho più la possibilità di “vedere più in la”; spero di npm aver utilizzato tutti i miei crediti.
Quando torno in ufficio ti giro una mia previsione borsisitica fatta il 17/01/2007! Quella leggendola ora, sfiora l’assurdo!!!

MI permetto uno stimolo dal titolo ” 1999 – Le visioni di un pazzo! “. Sottotitolo: poi rivelatesi reali. La sostanza del libro non cambia e si toglie ogni dubbio. Vede secondo me “… perdonami MA SE scrivo questo libro mi prendono tutti per pazzo perché parlo di fatti che non sono ancora accaduti .” Mi e stato insegnato che con i SE MA FORSE non si va avanti si resta impiantati , aggiungiamoci la paura d’essere giudicati otteniamo che è tanto tempo che non ho più la possibilità di “vedere più in la”. immagino che dopo avermi letto lei mi risponderà che sono Pazzo. Non lo faccia , le risponderei con ” CHISSENEFREGA ” e non con un ” Non m’importa “. Le auguro una lieta domenica.

ilribassista
Scritto il 25 gennaio 2015 at 11:07

kry@finanza,

Ciao kry non ho capito il motivo per cui avrei dovuto offendermi.
Grazie per le tue parole.
Federico

john_ludd
Scritto il 25 gennaio 2015 at 11:27

d@finanza,

anche Mazzalai è un empirista per la semplice ragione che non esistono approcci alternativi, al di fuori della mistica che non si applica alla sociologia/finanza. Per questo lo leggo volentieri, fa tutto quel che può per non scrivere cazzate, mica poco.

D’altra parte nessuno può essere mai realmente oggettivo, condizionati come siamo da una moltitudine di processi mentali che sono inconsci e dei quali non siamo consapevoli… e la complessità è talmente profonda, una catena di fatti intrecciati la cui origine si perde nel passao. Pettis scrisse tempo fa un post monumentale a proposito, legando fatti recenti ad altri avvenuti 150 anni fa senza comprendere i quali NON puoi comrpendere ciò che avviene oggi, eppure non conclusivi perchè ci sono altri fatti, di cui tanti neppure noti.

MA se neppure ci provi… buio profondo.

Oggi qui da me c’è un bel sole e me ne vado fuori città con tutta la famiglia, non è quel che conta ?

kry
Scritto il 25 gennaio 2015 at 12:08

ilribassista@finanza,

Scuasa anch’io non ho capito. Rispondere ” Sei pazzo ” non vuol dire essersi offesi , altre risposte lo possono indicare. ” Ognuno è dotato di propria intelligenza per capire quando e quanto ritenere d’essere stato offeso. ” lo trovi scritto qui http://intermarketandmore.finanza.com/bce-draghi-annuncia-il-quantitative-easing-battendo-le-attese-70691.html alle ore 22:55. Sei curioso e vuoi distrarti perdici una mezzoretta stasera dopo le 22:00, anche qui da me c’è un bel sole e ti sei sbilanciato nello scrivere che fai parte delle famiglie numerose , ascolta John. Grazie a te per avermi letto e risposto. Ciao a tutti.

ilribassista
Scritto il 25 gennaio 2015 at 17:36

kry@finanza,

ho trovato l’articolo del 17.01.2007 ma non credo si riescano a vedere i grafici; li ho inseriti come pdf; spero si riesca a comprendere

—– Original Message —–
From: Federico Sala
Sent: Wednesday, January 17, 2007 8:46 AM
Subject: il ribassista!

Il grafico qui sotto è anche allegato così si vedrà meglio; lo riporto qui per farvi capire meglio il mio punto di vista.
Ora ci troviamo a metà del guado; l’obiettivo massimo di positività dell’anno potrebbe essere 47.000 (GAN), io dico che già a 46.000 ci si potrebbe leccare i baffi (ovviamente per chi è al rialzo) mentre l’obiettivo massimo di discesa potrebbe essere in area 36.000 circa.
Trovandoci in area 42.000 ci troviamo esattamente a metà tra i massimi ed i mini attesi.
Tutti si aspettano l’ingresso della massa sul mercato per fare l’ultima sparata rialzista ma chi ci da la certezza che questo ingresso avverrà?
Chi ha investito nel 2000 è in utile o in perdita?
Com’è possibile che la gente, che non è ancora uscita dal 2000 perché ancora in perdita torni a comprare?
Chi ha investito in america teoricamente dovrebbe avere i soldi di prima visto e considerato che gli indici principali DJ (sopra i massimi del 2000) e S&P sono leggermente sotto (10% circa) ma grazie al recupero dell’euro chi ha investito in america nel 2000 si ritrova con una perdita di circa il 30%.
Ma chi cavolo ha guadagnato in questi anni? Eccolo qui un esempio: questo è il Perù
17012007 perù.pdf

E di grafici come il Perù ce ne son davvero tanti; tutti i paesi in via di sviluppo hanno avuto una crescita esponenziale; loro sono quello che eravamo noi nel 2000 e loro ci trascineranno nel baratro.

E torniamo quindi al nostro MIB30 mensile.
Quest’anno vedremo l’inizio del nuovo corso ribassista; il problema è da quando e da dove:
la prima regola è: non perdere ma il problema è che ci sono tante “prima regola”.

Per me il primo segnale di crisi si è verificato il 15/1/2007 ma come leggere questo segnale?
Sempre nel 2007 ho l’esplosione della crisi il 23/4/2007 e poi ancora casini il 26/8/2007
Come date ho poi il 13/2/2008 il 30/11/2008 per arrivare finalmente al mitico 10/4/2009 dove si dovrebbe vedere un minimo o comunque dove dovrebbe finire la confusione di questi anni.
Il massimo dell’euforia io ce l’ho il 9/3/2012.
Con queste premesse come cavolo faccio a stare al rialzo?
Se verso fine novembre 2007 vedremo un minimo in area 35.500 significa, a mio avviso, che il trend di lungo è rotto e quindi quello che seguirà sarà solamente un fase di recupero per poi ripartire a scendere.
Potrei cambiare idea solamente se vedessi un massimo superiore a quello del 2000 altrimenti rimarrò della mia opinione.
Le linee verdi indicano, per ogni anno, i massimi e i minimi potenziali che mi aspetto. La freccia significa che se si verificherà la rottura di quella trend line quello sarà il segnale che il mercato precipiterà.
I tempi sono ormai maturi.
Sarà oggi, sarà a marzo, non lo so ma so che ci sarà da andare al ribasso quindi l’unica cosa che vi posso dire state attenti e non è detto che il ribasso che a breve ci potrebbe essere sia la correzione del movimento rialzista in atto; potrebbe già essere l’inizio del crollo.
17012007 previsione mib30.pdf

Vi posso assicurare che stanotte ho dormito bene!!!! Come al solito un abbraccio a tutti.
Federico

P.S. il discorso da fare sarebbe molto più ampio; ho cercato di condensare in poche parole tutto quello che c’è nella mia mente bacata!

ilribassista
Scritto il 25 gennaio 2015 at 18:00

john_ludd@finanza,

Ho riguardato la mia tesi .. effettivamente sono sempre stato fissato con i crolli …
ovviamente mi vietarono di inserire nella mia tesi il capitolo 6
indice.DOC

L’ho dovuto modificare in un più “mite” – conclusioni … nelle quali le mie mitiche frasi sono state stroncate.
conclusioni.doc

Questo era l’anno 1999

Nel 200 mi superai scrivendo articoli contro la new economy su Clarence, Spray .. che ovviamente, come scrivevo nei miei articoli sarebbero sparite dal mercato .. non so perchè ma dopo qualche articolo non mi vollero più http://icebergfinanza.finanza.com/wp-ncludes/images/smilies/icon_razz.gif

E dopo provai a scrivere su Wall street Italia ma Luca Ciarrocca mi disse che i miei articoli non andavano bene .. parlavo solo di crollo e non erano scritti in modo idoneo !!!!

Fatti due risate .. ho trovato anche questo articolo del 2003 pubblicato su “ilbarbieredellasera”

L’affare Telecom

Una voce contro a prescindere dall’andamento del titolo in borsa.
La cruda verità

Sono passati parecchi giorni dall’annuncio delle operazioni per l’accorciamento della catena di controllo che porta al primo gestore telefonico italiano e non sono ancora riuscito a trovare una voce contro.
Mi sono chiesto allora: ma sono io che non sono più capace di contare, hanno modificato la formula matematica che 1 + 1 = 2? oppure c’è una sorta di “protezione”?

Perché i conti sono molto molto semplici e così riassumibili:
Telecom senza fusione:
Anno 2003
debiti attuali: – 32 miliardi
flussi 2003 per mancata fusione: + 9 miliardi
maggior carico fiscale: – 0,6 miliardi
debiti al 31.12.2003: – 32 + 9 – 0,6 = – 23,6
Anno 2004
Maggior carico fiscale: – 0,7
Entrare da cessioni attività: + 2,5
Dividenti distribuiti: circa – 3
Flussi di cassa: + 6
Debiti al 31.12.2004: -23,6 – 0,7 + 2,5 – 3 + 6 = – 18,8
Anno 2005
Maggior carico fiscale: – 0,7
Dividendi distribuiti: circa – 3
Flussi di cassa: + 5,6
Debiti al 31.12.2005: -18,8 – 0,7 – 3 + 5,6 = – 16,9

Con la fusione la posizione debitoria di Oli- telecom sarà, come annunciato di – 31 miliardi.

La matematica non è un’opinione …. e la differenza è 14,1 miliardi di euro.

Un’altra cosa gravissima è che viene spiegato che grazie alla fusione c’è un grosso vantaggio fiscale ma il problema è che il vantaggio fiscale (tanto amato da Tremonti che non sa più dove prendere i soldi) significa solamente minori profitti e siccome al peggio non c’è mai fine ciò significa che per distribuire gli utili preannunciati saranno distribuite le riserve che sono state accantonate in tanti anni di monopolio.

Sfido chiunque a dimostrarmi che il piano presentato da Tronchetti è vantaggioso per la Telecom … altrimenti …..

…. no comment ……….. la solita rapina

Milano 16 aprile 2003

__________________________
Torno a lavorare .. che è meglio –))
Buona serata a tutti
Federico

d
Scritto il 25 gennaio 2015 at 18:15

ilribassista@finanza,

Certamente, ma la cosa non finisce li. Ormai ad essere contaminati sono tutti gli studi, fino al grado universitario ed oltre. Hanno inventato, ad esempio, le scuole di specializzazione e le hanno rese obbligatorie per chi intende approcciarsi alle carriere forensi. Dopo aver seguito il primo anno uno studente inizia a non avere più alcuna autostima, in quanto quel poco che pensava di aver imparato durante l’università, non solo non è più chiaro, me è revocato in dubbio. La torre di babele è anche questo: gente che non riesce più ad avere neppure la chiave per comunicare tramite concetti condivisi.

d
Scritto il 25 gennaio 2015 at 18:27

john_ludd@finanza,

Certo che una bella giornata di sole come oggi è una delle (non molte) cose che contano!
Ho appena mangiato un mandarino. Non finisco mai di stupirmi di questa meraviglia. Un piccolo sferoide gradevolmente colorato, cedevole al tatto, dotato di un rivestimento che si può togliere agevolmente con le mani. Se strofinato opportunamente questo rivestimento sprigiona, da migliaia di piccole sacche, un olio essenziale che si vaporizza istantaneamente nell’aria profumandola in maniera gradevolissima. All’interno si trovano, l’una accanto all’altra, quasi incollate, trattenute da una pellicola sottile, piccole sacche di liquido vitaminico dissetante, con caratteristiche digestive. L’uomo può misurare tutta la sua miseria e tutto il mistero del mondo dalle piccole gigantesche cose che sono dei doni senza prezzo e di inestimabile valore che gli sono dati. Se le contempli potresti anche sparire e desiderare quantomeno di servire a qualcosa o a qualcuno.

Per il resto, è vero quello che hai detto… senza la comprensione del passato non c’è nè quella del presente nè la possibilità di fare ipotesi circa il futuro.
Un libro illuminante sul nostro recente passato? “Massoni” di Gioele Magaldi.
Buona (residua) domenica

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:54

Durables Goods Orders Collapse…

tutto ok, sono calati perchè sapevano della grande neve…

cazzo hanno dei direttori acquisti dotati di preveggenza !!!

chi lo poteva immaginare, chi, chi, chi !!!

http://www.zerohedge.com/news/2015-01-27/shadow-crisis-has-not-passed-durables-goods-orders-collapse

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