ASPETTANDO LA NUOVA GRANDE RECESSIONE.

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

 

 

Questa volta è diverso naturalmente, non ci saranno altre recessioni, la parte peggiore della crisi è dietro alle spalle, l’America sta tornando a crescere etc, etc, etc.

Ricordo ancora quando nel 2006 andando ad un incontro di lavoro alcuni “esperti” magnificavano il ciclo economico americano, negando in tutte le maniere il possibile arrivo di una tempesta perfetta, di una recessione americana.

Ve lo immaginate nel 2006, ripeto 2006 uno qualunque che si alza e sussurra… ” Attenzione, molti segnali, soprattutto il fenomeno “subprime”  indicano che una grave crisi è dietro all’angolo, una recessione potrebbe avverarsi il prossimo anno”?

Vi lascio immaginare i sorrisini e la supponenza al riguardo per non parlare poi di un corso di aggiornamento professionale quando suggerii il rischio sulla base dei fondamentali e soprattutto sulla base del leggendario indicatore CAPE SHILLER INDEX del premio Nobel Robert J.Shiller.

Immagine

 

 

Ma fermiamoci qui va tutto bene e questa volta è diverso!

Thanks to HussmanFund

Sai lo dicono anche i governatori che non c’è alcuna bolla!

Si lo dicono perchè questa volta sanno che il mercato ormai è in mano alla manipolazione istituzionale come nel Giappone degli anni ’90, come abbiamo più volta visto, ma poi alla fine sappiamo come è andata a finire.

Ma torniamo a noi e al dato che ci attende pomeriggio, facendo una premessa grafica!

Immagine

 

Thanks to Calculated Risk

Tornando al dato atteso nel pomeriggio vorrei solo evidenziare due fattori utilizzando i dati del 2007, anno in cui noi di Icebergfinanza nel maggio del 2007 abbiamo condiviso il rischio di una recessione, negata ufficialmente sino al giugno del 2008 e poi confermata ufficialmente con inizio nel dicembre 2007.

Come potete vedere le percentuali di oscillazione delle revisioni testimoniano come è inutile considerare il dato ufficiale in prima uscita.

Inoltre questo è un esempio ma la statistica dice che il mese di settembre per ragioni che non sto qui ad elencarvi per non annoiarvi è quasi sempre estremamente negativo per poi essere rivisto ampiamente positivo, cosa che ho notato in questi 7 lunghi anni di studi.

Quindi qualunque sia la reazione del mercato quello che conta è che il mercato del lavoro americano ha raggiunto la sua massima espressione, il recupero è finito, ma si sa questa volta è diverso .

Appuntamento a Milano 11 ottobre ore 16 presso il Cine Teatro L’Arca per “Il più grande successo dell’Euro” insieme ad Icebergfinanza e tanti altri amici! Non Mancate!

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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31 commenti Commenta
kry
Scritto il 3 ottobre 2014 at 09:53

” Ma fermiamoci qui va tutto bene e questa volta è diverso! ” Come avevo già commentato in altra sede il grafico, non c’è il due senza il tre e la terza conseguenza sarà più profonda della seconda e della prima, per cui questa volta è veramente diverso. Mi piacerebbe capire mese più mese meno quando sarà e quale sarà il dato che darà il via alla discesa. Poi con il petrolio sotto 90$, il rame sotto 3$ e il $ in rialzo ci sarà un inflazione ed un sacco d’ esportazione che non può che far aumentare il pil. Ciao Andrea e grazie per il tuo continuo impegno. ( Aggiornamento dell’ultima ora: il debito degli studenti ha appena sfondato il livello 1300 miliardi)

aorlansky60
Scritto il 3 ottobre 2014 at 11:11

…a posare gli occhi su uno dei grafici che ha postato il Capitano – il secondo in ordine, quello che descrive le “Bubble” coincidenti con i picchi di mercato- c’è da prendere PAURA, almeno per uno come me che trova sicurezza e verità nei NUMERI. E’ la risalita repentina della terza bolla in ord di tempo a fare veramente impressione.

aorlansky60
Scritto il 3 ottobre 2014 at 11:29

…aggiungo a quanto ho appena detto : non solo la repentina risalita della terza bolla ma ad impressionare è sopratutto il valore di picco che ha raggiunto quest’ultima rispetto alle altre due precedenti; altra coincidenza sinistra : notare lo spazio temporale che separa i picchi dai bassi, sempre 5 anni… sembra una costante… e con l’ultimo intervallo (2009-2014) sembreremmo (ri)esserci per un nuovo tonfo…

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 11:37

E pensare che basterebbero 4 persone oneste, capaci di economia, ingegneria e finanza..li al governo e potremmo salvare in due minuti la nostra nazione..
Altro che il venditore di pozioni..vabbè

kry@finanza,

la storia ci insegna ..che dopo un periodo di forte deflazione segue un altro periodo di forte inflazione o se preferisci iperinflazione..è logico che sarà tra un pò, ma chi ha liquidità si deve muovere ora in 2 -3 anni nei giusti investimenti..
Io ho semre detto che la bolla che stanno creando in Usa e non solo mi ricorda molto per modalità quella del 2000, alcuni specialisti lo hanno in seguito ammesso..ma vi è una grandissima differenza, non abbiamo ancora finito di scontare quella del 2007..e non credo che siano mai esistite tali condizioni.

Gli etf e in genere le materie prime dovrebbero ulteriormente diminuire a causa della scellerata politica che sta facendo Draghi e contemporaneamente la Fed..
E dico scellerata perchè oggi il grano sotto i 500$ per i produttori che non sono la Monsanto significa perdere il guadagno..e ciò vale quasi per tutti i prodotti di base alimentari(zucchero, mais, cacao..etc)..non voglio poi citare il rame..che significa ridurre % di pil di alcune nazioni.

aorlansky60,

Certo bisogna avere paura, se non attentamente riassorbita..potrebbe fare definitivamente implodere il sistema turbocapitalista e l’intero Occidente..ma distruggerebbe anche la Cina e l’India..con fortissime destabilizzazioni politiche e internazionali.
La guerra valutaria..adesso si è spostata su tutti i cartolarizzati, ma si combatte ancora sulle valute, è insomma una continua guerra a chi produce e riesce a piazzare più junk.

elyss
Scritto il 3 ottobre 2014 at 12:50

“..chi ha liquidità si deve muovere ora in 2 -3 anni nei giusti investimenti..”
Proviamo a individuare quali potrebbero essere?
Di solito,in periodi con Inflazione medio-alta,le Azioni,l’Immobiliare,le Materie Prime?
Però nello scenario attuale,come si fa a non rifugiarsi nella liquidità?

gnutim
Scritto il 3 ottobre 2014 at 14:02

kry@finanza,

Bolla degli student loan: se la disoccupazione dovesse crescere scoppia

Bolla delle società fracking: se i tassi salgono scoppia

Bolla immobiliare: se d’inverno c’è ancora freddo scoppia pure questa

In più il dollaro si rafforza soprattutto contro euro, venderanno ancora gli USA?

Detto ciò che cakkio mi devo aspettare? come faranno gli usa a tenere botta avendo una coperta corta in ogni settore? Mah

aorlansky60
Scritto il 3 ottobre 2014 at 14:09

@Elyss : “Di solito, in periodi con Inflazione medio-alta, le Azioni, l’Immobiliare, le Materie Prime?

mah…

per me, l’immobiliare non se ne parla, visto come è stato recentemente iper-tassato qui in Italia; salvo che uno si ritrovi nella fortunata condizione di possedere una liquidità davvero esagerata, allora il target avrebbe un senso; ma all’estero (Londra NYC), non certo qui in Italia…

azionario : quel grafico al quale mi riferivo mi dice -non so voi- che prima o poi, presumibilmente presto, potrebbe accadere una nuova caduta delle borse in stile 2008/2009 ??… in questo caso sarebbe come scherzare col fuoco e una certa saggezza suggerirebbe, come hai appena detto :

“nello scenario attuale, come si fa a non rifugiarsi nella liquidità?”

già la liquidità… ma per farne che? per metterla a disposizione in comune, nel caso il nostro paese “salti” o sia lì per farlo???… non mi dimentico i segnali che i falchi tedeschi hanno inviato a più riprese recentemente, del tipo “un prelievo forzoso straordinario è la misura più efficace per tamponare i problemi di un paese della zona € sull’orlo del default” come poi hanno deciso di fare nel caso di Cipro… (nota che per “prelievo straordinario” loro intendono il 10%…)

Momento non facile… Ci vorrebbero i poteri di Merlino…

icebergfinanza
Scritto il 3 ottobre 2014 at 14:09

glare@finanza,

“la storia ci insegna ..che dopo un periodo di forte deflazione segue un altro periodo di forte inflazione o se preferisci iperinflazione..è logico che sarà tra un pò…”

Alle volte ho l’impressione di scrivere in arabo! E’ logico che sarà tra un po’ cosa?

La deflazione è solo all’inizio e arriverà in ogni angolo! In Giappone la deflazione è durata solo un anno vero ed è in iperinflazione da oltre 23 anni?

Ussignur!

lucianom
Scritto il 3 ottobre 2014 at 15:35

Nessuno vedo sta prendendo in considerare di mettersi short, non dico con l’intero patrimonio ma con una cifra che funzioni come una assicurazione, in altre parole la cifra deve essere tale, che in caso che la borsa dovesse salire ancora i guadagni verranno assorbiti totalmente con le perdite, cioè a saldo zero.

mannoz
Scritto il 3 ottobre 2014 at 15:36

iperdeflazione stiamo arrivando!!!

aglio
Scritto il 3 ottobre 2014 at 15:55

Cambio discorso e mi sposto sui cugini francesi:

Dunque, il ministro delle finanze ed alcuni suoi colleghi sono stati rimpiazzati perchè non concordavano con l’ortodossia tedesca. E così ora c’è queso Valls che…. non concorda più col rigore tedesco!

Ma quanto ci vuole a capire che ‘sto c.zo di 3%, buttato lì senza nessun fondamento, è un cappio al collo da cui liberarsi quanto prima?
Si sono pure inventati il ricalcolo del PIL, ficcandoci dentro droga e puttane, ma di levare ‘sta mi.chia di 3% proprio non se ne parla. Piuttosto che levarselo di culo, meglio crepare… che Europa del c.zo!!

aorlansky60
Scritto il 3 ottobre 2014 at 16:54

In effetti, quello che dici Aglio non è affatto errato e sarebbe da mettere sotto gli occhi di coloro che pensano ed impongono le cosiddette regole nell’UE, per poi aggirarle e truccarle con dati illegali -prostituzione droga etc- costituendo alla fine un perfetto esempio di INCOERENZA. O peggio ancora, una presa per i fondelli colossale e preoccupante.

Preoccupante per l’integrità etica e morale di quella istituzione quale la Corte UE prima di ogni altra considerazione. Quale autorevolezza può ancora detenere un organo che accetta simili compromessi pur di salvare capre&cavoli-numeri e debiti???

E’ un paradosso che uno(o molti) che concorre a foraggiare il Pil sia arrestato se trovato a farlo tramite “droga e prostituzione” dato che questi sono considerati reati e quindi perseguibili. Burlesco…

Poi c’è da chiedersi come riuscire in modo preciso a quantificare queste attività illecite… se sono illecite sono celate e fatte fuori dalla luce del sole, come si conviene a chi intende delinquere… quindi uno può ipotizzare 1.000.000 come 1 trilione, chi mai potrà contraddirlo??? Pazzesco…

Il dramma è che quei burocrati contabili la vogliono far passare come una cosa “seria”…

Fossi nei Francesi -ma anche negli Italiani- questo farei notare a quelli insediati a Bruxelles, prima ancora di rifiutare (come hanno appena deciso di voler fare i Francesi) il tetto del 3%…

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 17:32

icebergfinanza,

Andrea non mi prendere per scemo, così mi offendi io non parlo dell’Italia e nemmeno degli Usa..vedi che il mondo è grande..sulla stagnazione dell’italia ne abbiamo discusso circa 6 mesi fa..quando abbiamo concluso che ci aspetta un lapidario futuro giapponese.

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 17:37

elyss@finanzaonline,

ve lo dico senza mezzi termini..Gli investimenti non sono da farsi ne in Europa, ne in America, ne in Cina..Abbiamo una realtà vicina pronta ad esplodere economicamente al di là del mediterraneo..

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 18:17

elyss@finanzaonline,

MI rendo conto che se non segui da tempo il blog di Andreati risulterà difficile capiere i miei commenti, per chiarirti un pò le mie considerazioni ti riporto questo commento..del 9 settembre
http://icebergfinanza.finanza.com/2014/09/09/car-subprime-loan-bubble/

“Io e John ci aspettavamo il Brent a 120$ in caso di acuirsi delle problematiche internazionali..invece è arrivato sopra quota 110 per poi discendere..oggi il petrolio vale esattamente il costo di estrazione delle multinazionali..circa 70-80 euro..ma poichè si paga in dollari questo fluttua..
perchè sono legati a doppio taglio: moneta principale materia prima principale.
Ora i livelli di consumo sono in Europa in continua discesa, questo è segno del tenore deflattivo..che in genere dura al max 2-3 anni (in italia purtroppo sarà di almeno un decennio per i problemi che conosciamo)..quindi a breve abbiamo due scenari:
1) se l’Europa dovesse continuare la sua fase di stagnazione (e se non vi saranno ai confini guerre di grandi dimension)i il petrolio potrebbe rimanere stabile o persino scendere fino a una quota vicino agli 85 $.
2)se invece vi sarà un’altra guerra ai paesi Mediorientali (Siria) il petrolio potrebbe risalire verso quota 105-110$.
Ad oggi le uniche cose che possono impedire una discesa del petrolio sono una variazione dell’offerta..che è direttametne o inderettamente controllata dagli Usa..e un aumento della domanda che può avvenire solo in Brasile, Cina e in India e questo significa che la ricchezza economica mondiale deve fluire in parte ancora più massiccia verso i paesi emergenti.
Io credo che una volta superati i problemi strutturali Cina e India traineranno il prezzo del Petrolio fino a una quota di nuovo superiore ai 120 $..comunque sarà molto ma molto difficile vedere il Brent sopra i 150$ come nel 2006-2007 da qui al 2018..MA FARE PREVISIONI E’ TOTALMENTE DA PAZZI..perchè in questo strano mondo basta un battito di ali di una farfalla per provocare un uragano”..

Cmq la vera ricchezza sta nel possedere grandi appezzamenti di Terreno produttivo e sorgenti d’acqua potabile o per irrigazione. Buoni investimenti.

Ps il picco di minimo della deflazione è previsto max per fine 2017..

madmax
Scritto il 3 ottobre 2014 at 18:30

Inflazione di guerra?
Scusate, da anni cercano di uscire dal gorgo della deflazione, ma la soluzione e’ sicuramente a portata di mano: la guerra. Non sono ovviamente d’accordo ma statisticamente i conflitti hanno portato inflazione. L’Ukraina, la Siria, l’Iraq, esiste tanta carne al fuoco. In Polonia sono arrivati tank US, cosi per prova stanno verifica do il numero dei riservisti ed il primo monistro ha deciso di aumentare le spese militari, ovviamente non lo avete letto da nessuna parte :)
Purtroppo tale soluzione brucera’ sulla pelle della gente normale, come sempre portando fame e miseria, ma forse alzera l’inflazione, ne varra’ veramente la pena?

stanziale
Scritto il 3 ottobre 2014 at 18:33

icebergfinanza,

Scusa Andrea, vorrei approfondire! Non discuto, neanche minimamente, che tecnicamente, cioe’ dati in mano ( degli analisti del tuo livello) si vada verso un lungo periodo di deflazione. Ok.
Ma: (non considerando la possibilita’ di una guerra in larga scala che resetti tutto perche’ non possiamo prevederlo) e’ sopportabile dalla popolazione(la lunga deflazione)? In altre parole la domanda e’: la drammatica sequela di fallimenti, perdite di posti di lavoro, fame, non dara’ il via a possibili rivolte, svolte politiche chiamamole come ci pare, che inducano a resettare tutto il sistema molto prima che la drammatica deflazione abbia finito di completare il suo sporco lavoro? Perche’, se c’e’ una parte che soffre(moltissimi), c’e’ ne e’ un’altra che gode( pochissimi), e mi pare che la misura sia quasi colma…quindi mi chiedo se una svolta “sumerica” (azzeramento di debiti e crediti) a furor di popolo, cioe’ imprevedibile, sia possibile non dico a breve ma neanche quando siamo tutti morti…..certo che e’ pur vero che per ora non si intravvede nulla di cio’….

madmax
Scritto il 3 ottobre 2014 at 18:35

glare@finanza,

Il prezzo del petrolio basso e’ una manna geopolitica, con una stessa fava prendi due piccioni, da un lato tagli le entrate alla Russia, dall’altro le tagli ai paesi del golfo, che hanno aiutato un po’ troppo i barba con le bandiere nere, se il prezzo scende devono mettere a stecchetto i loro bilanci e magari resta meno da spendere in “guerra santa” :)

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:02

madmax,

Il petrolio è basso..oggi..e lo sarà anche domani..e dopodomani..potrà arrivare anche a quota 80$..ma poi..sarà un attimo e risalirà..il petrolio è un bene molto particolare..e una guerra potrebbe essere prossima alle porte del medioriente..
Non vi dico che non vi sarà deflazione..ma vi suggerisco che il mondo è grande e globalizzato o in fase di globalizzazione e vi sono intere aree geopolitiche che dovranno bilanciarsi..quindi come dico da oltre un anno ci saranno aree in deflazione e aree in inflazione..per esempio oggi l’Argentina è in Inflazione a quasi due cifre..chi aveva liquidità e ha direttamente investito in terreni e beni materiali in determinate zone rurali e civili oggi in 14 anni ha decuplicato il proprio patrimonio.

http://icebergfinanza.finanza.com/2013/08/13/warning-il-fantasma-dellinflazione-futura/

veleno50
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:11

Tre mesi consecutivi di record per i dati sugli occupati in America, la disoccupazione sotto il 6% non è una ripresa robusta? l’obiettivo americano è arrivare tra 5/5.50 non è lontano. grande l’abbronzato e collaboratori per i risultati ottenuti scelte discutibili per qualcuno ma sempre per il bene del loro grande paese. ho letto da qualche forse un commento, qualcosa sul prezzo del petrolio a 80 dollari mette in crisi la Russia tutto qui i muscoli di mister Putin.Un’alzatina ai tassi in America?

icebergfinanza
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:20

glare@finanza,

Nessuno viene preso per scemo ognuno ha la sua idea …io sono convinto che la deflazione raggiungerà ogni angolo del mondo occidentale.

icebergfinanza
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:23

stanziale@finanza,

La guerra è uno shock esogeno che esula dalla dinamiche macro l’inflazione è possibile in caso di guerra l ‘iper inflazione no come ho più volte detto è un fenomeno politico storicamente sempre dovuto a demenziali scelte politiche.

icebergfinanza
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:28

veleno50@finanza,

E dai con il miracolo americano! Otto milioni di lavori a tempo pieno traformati in part time spesso e volentieri 1 o 2 ore al giorno disoccupati di lunga durata oltre 11 milioni di americani spariti dalla forza lavoro e 60 milioni che vivono di food stamps ! Il miracolo adatto alle medie dei polli di Trilussa !

glare
Scritto il 3 ottobre 2014 at 19:30

icebergfinanza,

la deflazione raggiungerà ogni angolo del mondo occidentale..bene allora la pensiamo uguale..quindi di che discutiamo, problema risolto :-).

veleno50@finanza,
I tassi saranno alzati ameno dello 0,5 per il resto veleno è molto difficile fare previsioni accurate ma Fidati la Russia non sarà facilmente messa alle corde nemmeno abbattendo il prezzo degli energetici..lì i soldi ci sono e sono VERI.

Buona serata a tutti

stanziale
Scritto il 3 ottobre 2014 at 20:28

icebergfinanza,

E’ vero, lo avevi gia’ detto… grazie del ripasso!

kry
Scritto il 3 ottobre 2014 at 22:59

gnutim@finanza:

Bolla delle società fracking: se i tassi salgono scoppia

secondo me può scoppia prima se il prezzo del petrolio dovesse scendere ancora e a questo punto mi sa che si troverà uno zoccolo sotto il quale il prezzo non scende.

madmax
Scritto il 4 ottobre 2014 at 09:48

Deflazione statistica e inflazione strisciante.
Per quello che riguarda la guerra, non vorrei essere frainteso sono contrario e ritengo che sia un’ idiozia, ma di idiozia se ne vede tanta in giro :(
Concordo sulla presenza della deflazione, ma credo che esista pure un inflazione strisciante non registrata, mio padre pensionato molto sensibile ai prezzi che si segna dove le cose costano meno mi dice che i prezzi aumentano leggermente in quelli di prima necessità, con trucchetti vari, pane comune fatto poco in maniera che finisca subito dirottando su altri pani più costosi, poi il prezzo del pellet da riscaldamento salito della stessa percentuale del gas dopo che hanno informato che aumenterà del 5%.
Insomma a livello macro, case, auto sono d’accordo sulla deflazione ma credo che esista anche un arrotondamento dei prezzi strisciante per cercare di compensare la diminuzione delle vendite.

stanziale
Scritto il 4 ottobre 2014 at 10:04

madmax,

Certo, e’ questo il bello, da una parte abbiamo l’inflazione per aumento dei prezzi dei generi alimentari, dei giornali, (e non mi ricordo che altro, lo notavo nei giorni scorsi), della tassazione locale dovuta ai tagli nazionali per il colonialismo subito (obolo mensile alle banche tedesche e francesi, signoraggio sulla moneta in affitto dai banchieri privati ecc.) , dall’altra la necessita’ che hanno i nostri governanti teleguidati, per sostenere il sistema truffa, di deflazionare i redditi, e quindi chiaramente diminuiscono i prezzi degli asset (case ecc.) e va tutto in malora. A proposito, visto che siamo ormai ad ottobre, polemicamente chiedo: qualcuno sa’ quanto abbiamo versato a settembre al fondo salva stati ed il conto esatto al 30.09.2014?

veleno50
Scritto il 4 ottobre 2014 at 11:53

madmax,

i prezzi delle case devono abbassarsi di più anche per le autovetture e tanti altri articoli se vuoi che si riprenda il mercato in generale.ti faccio un esempio stanno cercando di vendere una casa nella immediata periferia del mio paese sono circa 750/800 metri quadrati compreso il terreno, una casa costruita nel periodo 1960/70 chiedono 460 mila euro sai quanto è il rapporto con la vecchia lira 920 milioni,una cinquecento con qualche accessorio costa sui 20000 euro sono circa 40 milioni del vecchio conio si comprava una mercedes.montato un condizionatore due giorni fa macchina fuori split interno frontale quindi niente canalette 3 ore di lavoro 1360 totale mano d’opera 360 compreso iva 90 euro l’ora 180 mila lire non li prendeva nemmeno un cardiologo per fortuna detraggo il 50% in dieci anni. la media della paga di un dipendente si aggira sui 1200 euro netti,350 euro netti a settimana dividi per quaranta ore settimanali poi vedi cosa prende all’ora. per quanto riguarda i prodotti di prima necessità non sono d’accordo in italia c’è il primo prezzo che abbordabile a tutti poi se vuoi il parmigiano reggiano stagionato 30 mesi quello lo devi pagare , per il pane è la stessa cosa gli alimentari sono l’unica cosa rimasta forse abbastanza il linea con il passato . bye bye

madmax
Scritto il 4 ottobre 2014 at 14:06

veleno50@finanza,

Caro Veleno50
Per i prezzi degli alimentari le notizie che ho sono di seconda mano in quanto vivo all’estero.
Concordo sui prezzi e sul tuo ragionamento, ma manca la conclusione che se permetti aggiungo io, le aziende (non tutte) galleggiano su un mare di cash, estraendo tutto il valore possibile dai consumatori (ovvero cittadini) spostando le sedi in paesi offshore le sedi non pagano o pagano pochissime tasse e mi continuo a sentire dire che lo stato sociale non e’ sostenibile? Facessero pagare alle corporations tasse adeguate allora navigheremmo nell’oro tutti. Un recente studio diceva che con elusione sedi offshore ect etc in Europa si evitavano 400 miliardi di tasse ogni anno! Hai idea della cifra? E siamo qua a chiedere di raschiare il barile?
Un saluto a tutti i blogger ed ovviamente al Capitano che ringrazio per il suo costante certosino lavoro!!!:)

stanziale
Scritto il 4 ottobre 2014 at 16:05

Veleno, abbi pazienza, vedi le cose in maniera sbagliata. Pe le case esiste il costo di costruzione, il prezzo non puo’ andare sotto pena i fallimenti, ebbene il prezzo delle case e’ ormai abbondantemente sotto il costo di costruzione, perfino nella stragrande maggioranza dei posti qui in Toscana, che era il posto piu’ caro. Quindi non e’ che le case sono care , l’e’ che i salari sono troppo bassi, la qual cosa e’ MOLTO differente. Sui motivi, li ha spiegati madmax (ma bisogna ricordarlo proprio a voi, i simpatizzanti del pd una volta non erano comunisti?) in ordine all’elusione fiscale delle GRANDI societa’; si, l’ordoliberismo, la destra economica (una volta i comunisti la chiamavano la reazione) che impera (contro i salariati, artigiani , commercianti, ceto medio, pmi) , questo e’ il problema.

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