IL RATTO DELLE PENSIONI!

Scritto il alle 10:30 da icebergfinanza

Probabilmente c’è bisogno ancora di qualche altro anno di profonda crisi per comprendere che siamo in mezzo ad una depressione, ad un bombardamento che come abbiamo visto ieri ha già fatto più danni della seconda guerra mondiale…GUERRA…CIRCOSTANZE ECCEZIONALI!

Nei sei anni che vanno dal 2008 al 2013 è raddoppiata la disoccupazione, i poveri, la produzione industriale è crollata del 25%, un’impresa su quattro ha dovuto chiudere i battenti, il reddito delle famiglie è precipitato ai livelli di 25 anni fa, le retribuzioni hanno toccato la soglia raggiunta nel lontano 1992, la classe media si è scoperta povera, sta liquidato il patrimonio dei padri pur di sopravvivere…

…si perchè un’altro dei soliti sottosegretari all’economia ieri ha sottolineato che …ci diamo un orizzonte triennale per avere una programmazione strategica”.

Orizzonte triennale? Ma in Italia l’hanno capito che serve un “new deal” ora, subito, adesso? Vi prego se vedete in giro quella buon’anima di Roosevelt, ditegli che abbiamo bisogno di lui.

Ve la ricordate l’Argentina e la nazionalizzazione dei fondi pensione o il blitz polacco sui fondi pensione che spaventa gli investitori esteri ?

Ebbene ieri uno dei tanti sottosegretari all’economia di questo Paese ha dichiarato che … vogliamo immettere nel circuito di sostegno all’economia reale – sottolinea Baretta – quota parte dei fondi pensione che ora hanno tra i 100 e i 120 miliardi investititi in titoli. Il 10% di quei fondi e’ un punto di Pil”. Baretta: “Faremo di tutto per evitare una manovra correttiva

Si ma dai mica è come in Argentina o in Polonia, suvvia!

Ma vediamo le cifre aggiornate al 2013…

Alla fine del 2013 i fondi registrati alla Covip erano 510 con  un patrimonio complessivo di 116,4 miliardi. Sono 330 fondi pensione preesistenti al 1992, che totalizzano 50 miliardi di risparmio, il 40% del totale, 39 fondi pensione negoziali (con un patrimonio di 34,5 miliardi), 59 fondi pensione aperti (12 miliardi) e 81 Pip (19,5 miliardi).
Complessivamente le forme previdenziali hanno un patrimonio disponibile per gli investimenti di 86,8 miliardi. Di questi, una parte cospicua, oltre il 61%, è costituito da titoli di debito: 24 miliardi erano investiti, a fine 2013, in titoli di Stato italiani. Molto ridotta invece la quota investita in titoli emessi da imprese italiane: 2,1 miliardi, di cui solo 700 milioni in titoli azionari. Secondo il presidente Tarelli il supporto che arriva dai fondi pensione all’economia italiana è limitato e c’è “un margine significativo” per ottimizzare le scelte di investimento dei fondi.

Andiamo a leggere ora cosa dice l’audizione del Direttore Generale CONSOB
Gaetano Caputi datata aprile 2014…Il finanziamento dell’economia reale e il ruolo dei fondi

Il possibile ruolo dei fondi pensione in un’ottica di sviluppo
Alla luce delle prospettive economiche ancora fragili, risulta indispensabile avviare l’Europa su un sentiero di crescita più robusta e sostenibile. Per il raggiungimento di tale obiettivo è particolarmente importante individuare fonti alternative al credito bancario per il finanziamento sia delle imprese, in particolare di quelle di dimensioni medio-piccole sia degli investimenti a lungo termine in infrastrutture e capitale umano, che favoriscano l’innovazione e il recupero di competitività.
Progetti nel campo energetico, dei trasporti, delle tecnologie industriali, della sostenibilità ambientale, dell’istruzione e della ricerca necessitano, infatti, di un impegno di lungo periodo da parte degli investitori. Si tratta di progetti indispensabili per il ritorno alla crescita, in particolare in economie mature come quelle dei paesi europei.
In Europa il finanziamento delle infrastrutture e delle piccole e medie imprese è stato finora realizzato prevalentemente attraverso il canale del credito bancario. Il processo di deleveraging avviato dagli enti creditizi europei, indotto sia dall’evoluzione della crisi finanziaria e del debito sovrano sia dalla severità della regolamentazione di settore, rende tuttavia indispensabile la promozione di fonti di finanziamento alternative, specie per quei paesi con una crescita economica ancora troppo debole.
Allo stato attuale, solo le società quotate di maggiori dimensioni riescono ad accedere a forme di finanziamento alternative al credito bancario, quali il funding obbligazionario.
Lo sviluppo di fonti alternative di finanziamento, sia per le imprese di piccole e medie dimensioni sia per progetti infrastrutturali di lungo periodo, deve necessariamente passare per un maggior coinvolgimento degli investitori istituzionali, tra cui anche i fondi pensione.

Fin qui tutto bene ma chi glielo dice a questi signori che in Italia non c’è una crisi di offerta ma di domanda, domanda, domanda, domanda, domanda…aggregata per gli amici?

Come fai a spiegarglielo che se la popolazione non ha voglia di bere perchè non ha i soldi per permetterselo o è semplicemente ubriaca, non serva  a nulla aumentare il numero di bar che offre liquidità o spirito a chissà quale prezzo visti gli spread, si perchè anche l’alcool ha un suo prezzo e chi lo vende fondi pensione o altro si aspetta un ritorno che ora ottiene con l’investimento in titoli di Stato.

Facciamo vendere i titoli di Stato per finanziare un’offerta a servizio di una domanda che non c’è?

Nel frattempo è affascinante osservare i fondi pensione americani rischiare il botto nel paradiso portoricano Il Portorico come l’Argentina, paradiso caraibico a rischio

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44 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 29 luglio 2014 at 11:13

Si continua a far finta di non vedere che bisogna SEGARE una fetta di Stato, almeno del 10-12% del totale.
Non basta tagliare qualche budget qua e là…bisogna ridurre la dimensione complessiva dello Stato (addetti, uffici, funzioni etc.).
L’Italia da 30 anni almeno è un ottimo atleta, scattante e scaltro, costretto a correre 5 paia di mutandoni, 8 cannottiere, 3 paia di calze (la burocrazia auto-giustificante, moltissima esiste solo per giustificare l’ufficio XY o i dipendenti YZ) e uno zaino in spalla (sprechi, spesa inproduttiva, corruzione).
Come non bastasse si cava pure il sangue dalle gambe per mettersi civettuoli allori dorati in testa.

silvio66
Scritto il 29 luglio 2014 at 11:18

Ciao Andrea, sai benissimo che della domanda non frega niente a nessuno da almeno vent’anni. Tutto persegue l’offerta, ciò che fa bene all’economia è che l’offerta sia adeguata, non importa a che prezzo. Questa folle teoria economica ereditata dagl’anni novanta sta tuttora imperando e l’esempio italiano lo troviamo appunto in quel contratto a tempo determinato da 430 euro mensili per 30 ore del quale parlavamo alcuni giorni orsono con veleno, dove il nostro giovane brillante laureto ben rappresenta l’offerta adeguata, viceversa poi va ad insegnare ai profughi ed immigrati semianalfabeti che rappresentano la domanda della quale appunto non frega a nessuno che sia adeguata all’offerta. In europa abbiamo applicato il peggio del peggio, paghiamo e pagheremo un prezzo altissimo perchè qua il capitale ha vinto. Qua abbiamo distrutto l’inflazione, il peggior nemico del capitale, aperto la delocalizzazione industriale, altro vecchio pallino del capitale, deregolamentato il mercato finanziario, deflazionato i salari ecc ecc, ossia tutto ciò che il capitale voleva. Il tutto fatto con il voto dei poveracci che maxmedializzati a dovere, sognano ancora le vecchie ideologie e continuano a votarli. Mi dispiace alle volte entrare in polemica con alcuni, ma è tremendo assistere ancora a delle prese ideologiche quando la realta’ parla in modo cosi limpido. L’economia è la materia che più influenza il nostro vivere eppure è la più sconosciuta delle scienze dalle grandi masse italiane, questo è il grande male che permette ai furfanti di rovinare il nostro futuro mentre vengono in televisione a fare cabaret per i gonzi che votano ancora pensando alla destra/sinistra novecentesca. In Italia una cosa nuova c’è ed è il m5s a cui rinnovo tutta la mia simpatia e stima per il comportamento egregio tenuto sinora. Buona Giornata Andrea e grazie per quello che fai.

bano
Scritto il 29 luglio 2014 at 11:26

é da mo’ caro Andrea che il ratto delle pensioni è gia compiuto come reato ,sopratutto a danno delle giovani generazioni,il bello ,o brutto dipende da come si interpetra,,,, è che i giovani,non se ne sono ancora resi conto o forse accorti,per pigrizia o ignoranza ,e si che studiano tutti,ma forse troppi laureati in scienza sociale e troppo pochi contadini,
quanto a democrazia poi!!!!! adesso arriverà il nuovo autoproclamato califfo islamico che ci farà inginocchiare tutti sopratutto le donne……
ahhhh sono sempre in cerca di soci per aprire una fabbrica di lanciafiamme,forse qualche cinese lo trovo

draziz
Scritto il 29 luglio 2014 at 12:09

Segretari, sottosegretari, onorevoli (con la “o” minuscola apposta…), non provano fame perchè hanno lo stipendio (e le pensioni) sempre garantito.
E’ un chiarissimo esempio di conflitto di interessi, i loro, a danno del Popolo Italiano, l’unico chiamato a sostenere i sacrifici imposti dalla demenza dei falliti che hanno preteso di dirigere questo Paese.
Un applauso a chi continua a votare la vecchia politica: bravi avete proprio capito tutto di cosa sia la politica…
Meritate proprio il “nuovo che avanza”…

christiancm
Scritto il 29 luglio 2014 at 12:19

Senza considerare che in alcuni paesi si è già “intervenuti” sui fondi pensione (Mi viene in mente l’Argentina, la Polonia ma anche lo stesso Giappone e Stati Uniti).
I fondi pensione per loro natura ben si prestano alla repressione finanziaria.

http://www.finanzacritica.it/2014/07/exit-strategy-fugit/

hertz65
Scritto il 29 luglio 2014 at 12:41

Per atomictonto
Mentre l’articolo non fa altro che ripetere che la crisi che stiamo vivendo è una crisi di domanda, tu poni come soluzione quella di ridurre la dimensione dello stato.
Ti sfugge quindi il fatto che diminuire il numero di occupati nella pubblica amministrazione non risolve la crisi di domanda, anzi l’aggrava.
La pubblica amministrazione è da tempo oggetto di tagli ma questo non ha risolto il problema.
Questo perverso sistema economico che è stato creato distrugge le risorse, e anche se lo stato scomparisse del tutto e se rimanessero due impiegati in ogni comune e un dipendente in ogni assessorato, la crisi di domanda ci sarebbe lo stesso

reragno
Scritto il 29 luglio 2014 at 12:56

Abito vicino ad una città di quasi 70.000 abitanti. Nel mese di luglio la polstrada ha a disposizione una pattuglia per controllare quasi 250 km quadrati di territorio.

Che cosa vogliamo tagliare ancora?????????
Poi in certe aree geografiche ci saranno degli sprechi, ma ormai ci è rimasto solo l’osso da leccare.

Un urrà per le politche keynesiane

icebergfinanza
Scritto il 29 luglio 2014 at 13:13

E’ in corso una battaglia tra pragmatismo/realismo contro idealismo!
Chi vuole ridurre ORA in piena depressione lo Stato non ha capito nulla!
La spesa pubblica va redistribuita. Se un dipendente è inefficiente o improduttivo si sostuisce con uno efficiente e produttivo preferibilmente giovane, ma non si taglia tavoro in una depressione economica men che meno pubblico ora che il mercato privato si sta sciogliendo come neve al sole.
Dirò di più… scava la buca, riempi la buca!
Le ideologie al sottoscritto non interessano, al sottoscritto interessa il pragmatismo! Il resto sono chiacchere denominate austerità espansiva la più colossale fesseria della storia economica!

gnutim
Scritto il 29 luglio 2014 at 14:35

ormai galleggiamo su un livello medio di sopravvivenza, lo stato non potrà fare altro che liquidare liquidare e liquidare per poter pagare gli interessi sul debito.

Notizia di oggi è che il nostro super mini9stro dell’economia è riuscito a liquidare il 35% della nostra rete elettrica (Snam e Terna) ai cinesi per ben 2 mld di euro.

Bene un altro mese di interessi pagati, peccato che il debito non si abbasserà di un euro. In compenso svendiamo due aziende che ci rendono il 5% e che che sono più strategiche delle forze armate!!!

Spero solo di poterle riacquistare fra qualche anno alla metà del prezzo, porca boia!!!!
Dobbiamo abituarci ad una lenta decrescita, non c’è trippa per gatti ormai

stanziale
Scritto il 29 luglio 2014 at 15:53

gnutim@finanza,

Caro Gnutim….lo stato non potra’ fare altro che liquidare e liquidare per poter pagare gli interessi sul debito…..e gli interessi al fondo salva banche tedesche, aggiungerei…http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=0CC0QFjAC&url=http%3A%2F%2Finagist.com%2Fall%2F459004444701499392%2F&ei=babXU47sOMTnygP_kYDwBA&usg=AFQjCNF-ZVWiYAxwK9p0I5QkEiLnzHyhXw&sig2=QrwBKSirGJtqYzm1kjrpCA&bvm=bv.71954034,d.bGQ

icebergfinanza
Scritto il 29 luglio 2014 at 16:10

Permettete… ci sono piatti che vanno gustati caldi…Deutsche Bank arrosto http://www.lastampa.it/2014/07/29/economia/doccia-fredda-su-deutsche-bank-crollo-a-sorpresa-degli-utili-ttsP8p1wntDWxvn5OqsDQN/pagina.html

gilles27
Scritto il 29 luglio 2014 at 16:14

reragno@finanzaonline,

ciao Reragno,

domenica ho fatto un giro nelle vallate piemontesi, una strada che collega 3 vallate è stata chiusa perché mancano i fondi, per aggiustarla. (era passato il giro d ‘Italia nel 2002 o 2003, su in cima al colle c’è pure una statua di Marco Pantani).
….siamo alla frutta… ciao.

francia r
Scritto il 29 luglio 2014 at 16:34

Noi alla frutta?
Ma quando mai, pensa che il sistema che non trova I soldi per rimettere a posto la tua strada ne ha tanti da permettersi di mandare tre ufficiali della capitaneria di porto a multare un nonno che raccoglieva le telline con il nipotino sulla nostra riviera romagnola e poi ha trovato a che un emerito giudice che lo ha condannato per direttissima a quattro mesi, o giu’ di li’ perche’ si era ribellato alla situazione. Che belle storie e? Quando lo stato deve mostrare I muscoli lo fa sempre con le persone giuste. Lex dura lex specie quando e’ giustamente intransigente con I criminali.
Porta pazienza, vedrai che in fondo alla lista delle spese della tua bella regione qualche spicciolo per I “barboni” che vogliono andare in giro salta fuori, sempre che la nipote di qualche assessore non compia gli anni :-).

gilles27
Scritto il 29 luglio 2014 at 16:50

francia r@finanza,

…siamo alla follia pura!
pensa che ai piedi di quella strada che è stata chiusa per mancanza di fondi, c’è una borgata di montagna 20 anni fa era ridotta ad un cumulo di macerie… poi grazie all’iniziativa di una famiglia, piano piano hanno recuperato quasi tutto facendo un “albergo diffuso”, guarda il link

http://www.ceaglio-vallemaira.it/

…adesso lavorano un sacco con turisti tedeschi ed austriaci, che chiedono alla titolare come mai le strade non sono più riparate….

giobbe8871
Scritto il 29 luglio 2014 at 17:38

Sempre Grande Mazzalai
soprattutto riguardo la bellissima e potentissima Deustche Bank

REDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA NELLE TASCHE DELLA CLASSE “ex Media, e ex operaia” , ora Classe popolare…. SI DEVE RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE, a cominciare dalle PMI ITALIANE

giobbe8871
Scritto il 29 luglio 2014 at 17:46

uso questo PREZIOSISSIMO BLOG per diffondere a tutta la “ciurma” un’idea di Michele Spallino.
io la trovo eccezionale, molto positiva x l’economia ITALIANA
Credo aiuti ad una piena CONSAPEVOLEZZA non solo dell’economia, ma anche e soprattutto della POLITICA attuale.
ma non credo che la massa dei nostri attuali politici , incompetenti e traditori , la realizzeranno.
giobbe
————————————–

ABBASSARE Il DEFICIT/PIL CREANDO UN

MILIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO

Sembra impossibile? invece è facile. E’ sufficiente varare una legge in cui si abolisce totalmente l’IRAP. Unica condizione: per essere esentata dall’IRAP l’azienda deve assumere, a tempo indeterminato, nuovi dipendenti per un costo del lavoro pari all’IRAP risparmiata.

Subito un esempio: piccola impresa che paga 120 mila euro di IRAP all’anno. Viene esentata dall’IRAP, se assume 4 nuovi dipendenti dal costo medio di 30 mila euro l’anno (stipendi più contributi).

E’ possibile che qualche azienda non aderisca, ma sarebbe veramente strano: a parità di costi, perchè non avere del personale in più? qualsiasi imprenditore, se gli offrissero gratis nuovi dipendenti saprebbe bene che farsene, per migliorare il prodotto/servizio offerto.

L’IRAP dà al bilancio dello Stato un gettito di 30 miliardi. Per semplicità espositiva, ecco adesso delle cifre facili, l’importante è capire il concetto: se tutte le aziende esistenti aderissero alla nuova legge, a 30 mila euro di costo medio, avremmo un milione di nuovi occupati.

Tutto ciò premesso, andrò ora a dimostrare perchè contro intuitivamente si abbasserebbe il rapporto deficit/PIL.

Partiamo dal deficit: nel bilancio dello Stato verrebbero meno 30 miliardi di entrate alla voce IRAP.

MA:

– ipotizzando che almeno la metà dei nuovi occupati siano disoccupati beneficiari di indennità varie a carico dello Stato, con un costo medio di 10 mila euro a persona, nel bilancio di quest’ultimo si avrebbero minori uscite per 5 miliardi( se fosssero tutti, sarebbero 10 miliardi).

– dei 30 miliardi di nuovo costo del lavoro creato , la metà circa rientra nelle casse dello stato tra IRPEF e contributi, quindi 15 miliardi.

– dei 15 miliardi di stipendi netti nuovi distribuiti nell’economia, il 20% circa rientra nelle casse dello Stato dall’ IVA (sulle spese effettuate).

Mi fermo qui, ma vi sono certamente altre entrate indirette. Dunque – coeteris paribus- al numeratore del DEFICIT/PIL la voce deficit aumenterebbe di 7 miliardi= -30+5+15+3.

Passiamo al denominatore. Il PIL aumenterebbe direttamente di 15 miliardi (per stipendi netti addizionali, mi tengo basso per semplificare con cifre rotonde). Pertanto: +7/+15 = il DEFICIT/PIL scenderebbe di almeno mezzo punto percentuale. Se oggi siamo al 2,8% si andrebbe al 2,3%.

Ciò, senza considerare gli effetti indotti, quelli che in economia si definiscono “da moltiplicatore”. Ma è facile immaginare come la maggior domanda derivante dall’1% di PIL addizionale così creato, provochi a sua volta ulteriore crescita del PIL.

Questo benefico effetto , consentirebbe quindi di abolire l’IRAP per le aziende di nuova costituzione, così consentendo una riduzione del 4% del costo del lavoro, dando un netto impulso alla competitività del sistema economico nazionale, favorendo anche nuovi investimenti dall’estero. Non male, vero?

So bene che la nuova legge andrebbe corredata da una serie di paletti, per evitare aggiramenti della normativa (ad esempio chiusura di società esistenti e apertura di nuove per beneficiare della non-Irap senza fare assunzioni); oppure adattamenti per i settori che usano contratti stagionali; oppure ancora, mettere a fuoco le eccezioni alla regola dei contratti a tempo indeterminato.

MA una cosa è sicura: ognuna di queste ed altre problematiche può ben essere risolta.

 
Una mia semplice idea
Michele Spallino 26 luglio 2014

dolcetto
Scritto il 29 luglio 2014 at 18:05

gilles27@finanza,

Ciao gilles27, mi son certificato (anche se lettore del blog da anni) solo per quotare il tuo intervento e – anche se esula dal discorso – pubblicizzare una delle vallate piu’ belle che abbiamo in Piemonte (che nulla hanno da invidiare al trentino) per chi e’ della zona e ne ha la possibilita’.
PS domenica ero anch’io in zona, valle del preit e rifugio gardetta. A causa dei problemi che hai detto (chiusura strade) purtroppo per adesso e’ saltata la cima della rocca la meja..vedremo in settembre.
Scusate l’OT, e’ la passione..

dorf001
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:15

icebergfinanza,

tu capitano, dici sempre che bisogna redistribuire. dare soldi alla povera gente. e ti do ragione al 100%. e siccome sei una persona fin troppo umana, e le capisci bene le emozioni e i drammi umani, volevo postarti/vi un breve racconto di una ragazza laureata, che manda una lettera aperta a renzi. immagino che renzino ora le rispoderà subito! leggi bene il dramma.

titolo : il rene di renzi

“Lettera aperta a Matteo Renzi. Sono una ragazza di 26 anni. Questa mattina mi sono svegliata, mi sono seduta a tavola e c’era mia madre con lo sguardo perso nel vuoto.
Le ho chiesto cosa avesse. Mi ha risposto chiedendomi se io sapessi se fosse possibile vendere un rene. Prima mi sono molto arrabbiata, spiegandole che non è possibile, che è reato. Lei ha compreso, ed ha abbassato la testa con gli occhi lucidi. Poi ho respirato e ho provato dentro di me una forte rabbia mista a tristezza. Avrei voluto risponderle: “Tranquilla, ci penso io a te”. Ma poi mi sono ricordata che nonostante due lauree, nonostante aver girato tutta l’Italia in cerca di un lavoro, nonostante io abbia mandato migliaia di curriculum,io un lavoro non ce l’ho. Noto con profondo dolore che i dati inerenti i 10 milioni di italiani in povertà e oltre il 40% di disoccupazione giovanile è secondario alle vostre riforme costituzionali, alle vostre ghigliottine, al vostro senato di nominati.Stiamo morendo. Non abbiamo più sogni, speranze. Ci è stato tolto tutto. Allora ho una domanda da farle: se lei avesse una madre di 65 anni che arrivasse a pensare di vendere un rene per mantenere la propria famiglia, lei da figlio come si sentirebbe?”
A. L.

laforzamotrice
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:21

giobbe8871@finanza,

Idea non da scartare.
Lavoro dev’essere lavoro vero, utile a creare qualcosa che si possa scambiare(vendere) con qualche altra merce, o soldi che la rappresentano. Assumere per mettere a posto le strade ha senso se queste strade portano da qualche parte, se non le usa nessuno, è solo “fare buca chiudere buca” che non serve a nulla se non come forma di assistenza, di sussidio di disoccupazione ma solo per un tempo limitato. Meglio piuttosto finanziare chi DAVVERO vuole fare l’agriturismo, chi abbia la possibilità di raggiungere una capacità di spesa che non si limiti alla sussistenza, ma consenta anche un pò di superfluo, cosi da poter usare l’agriturismo.
Quello che bisogna evitare è l’eccesso, sia in positivo che in negativo, poichè se c’è poco denaro non ci sono i consumi ma se ce n’è troppo c’è eccesso di risparmi che sono l’alimento principale della speculazione finanziaria. Occorre lavoro vero, produttivo, intelligente, finanziare idee e nuovi mercati, e contemporaneamente occorrono regolatori severi fino alla ferocia, occorre terrorizzare i “furbi” rendere non conveniente rubare, sia in forma di evasione fiscale che di assenteismo, corruzione, lassismo ecc.ecc. .
In Italia c’è troppa carota e troppo poco bastone.
E occorre ricalcolare le pensioni e i regolamenti sul lavoro, regole uguali per tutti, privati e pubblici, nuovi e vecchi pensionati.

glare
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:45

giobbe8871@finanza,

Ottima idea, io credo che tutti noi persone comuni abbiano idee migliori di chi ci governa, il Problema è semplicissimo..le persone oneste non arrivano a governare.
In Italia esistono non più di 3000 famiglie che si dividono il potere direttamente e indirettamente, passando da quello economico a quello giudiziario..e questo non è COMPLOTTISMO, ma la realtà delle cose.

Quindi anche se l’idea è bellissima e rilancerebbe l’occupazione e quindi la domanda, rimarrà soltanto un’idea.

gnutim@finanza,

Caro Gnutim quando uno stato permette la vendita di parte della rete elettrica , significa che siamo oltre le pezze e in mano a persone prive di un minimo di intelletto..perchè è impensabile dare le chiavi della propria industria e produzione a un concorrente che non sarà mai leale.
La prossima manovra economica da 24 Mld di euro di Ottobre farà precipitare la situazione della classe povera e media, ma la dinamica è ormai avviata e la situazione si sta avvitando sempre più rapidamente in stile greco.
Oggi l’Italia è mantenuta in vita artificialmente in una condizione di limbo pre ristrutturazione debito, giusto il tempo che tutti i fondi (pensioni) tedeschi e a….ani possano alleggerire…., quando il nostro debito sarà per l’85% in mani Italiane allora il tempo sarà maturo, chi vivrà vedrà.. io da un mesetto sostengo che il range di attesa utile è di 6-9 mesi, anche se molte volte mi viene da gridare 3 mesi preso da una irrefrenabile rabbia e agitazione.

Il vero Pil Italiano (1580 – 15% spesa trasporti + 120 Mld di sommerso) = 1463 Mld
debito italiano 2166 calcolato a Giugno => 148% REALE..nessun trucco contabile, tra il 155-160% qualunque stato è costretto alla ristrutturazione, che come sapete distrugge di colpo l’economia di un paese e causa una fase di recessione pesante che dura dai 3 ai 10 anni prima che il Pil torni a crescere.

Considerando che una volta ceduta la ricchezza demaniale (circa 250-300 Mld utilizzati per ripagare una parte di debito) in Italia non saranno attuate politiche Keynesiane se non e in minima parte attingendo alla ricchezza reale e patrimoniale del Cittadino Privato.

dorf001
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:50

icebergfinanza,

capitano, tu che parli di roosvelt. guarda cosa è successo in una grossa tv americana. ci sono sottotitoli. è un video di 3 minuti. guardate tutti. qui : https://www.facebook.com/photo.php?v=1507377742832011

BYE

radius
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:51

atomictonto@finanza,

Ancora non hai capito che i dipendenti pubblici italiani sono in linea con quelli della media europea anzi anche sotto? Eppure in questo blog sono stati postati più volte i grafici. Sono meno della media e combattono una burocrazia superiore. È matematico che tagliandoli diminuiranno i servizi che ti sono offerti e diminuiranno le opportunità commerciali all’estero e nell’Unione. Nei ministeri ci si fa un calo esagerato perché siamo molti meno dei corrispondenti in europa. Ma contenti voi continuate con questa leggenda metropolitana e vedrete dove andremo a finire. I dati….I dati….invece di parlare a vanvera. Io I grafici li ho tutti conservati nel mio telefono.

glare
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:59

laforzamotrice@finanza,

Qui purtroppo si finirà a uno scontro generazionale e di classe ( ma tra la povera e la media) di ciò me ne sono accorto durante gli scioperi dell’8 dicembre 2013, infatti molti scioperanti se la prendevano con chi doveva andare a lavoro o magari fermavano la vecchietta e il pensionato di turno.
I pochi soldi che ci sono restituiti dalla comunità europea saranno già destinati agli “amici” o società fantasma..Ieri lo stesso Martina ha detto che saranno venduti i terreni demaniali, i pochi davvero utili all’agricoltura e al pascolo..vedrete a chi andranno e che fine faranno..purtroppo l’Italia è troppo marcia.

dorf001
Scritto il 29 luglio 2014 at 19:59

glare@finanza,

gnutim@finanza,

giobbe8871@finanza,

stanziale@finanza,

nel silenzio dei media.
L’UNGHERIA EMETTE MONETA SENZA DEBITO

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri

L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri

• Dopo che è stato ordinato all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito. L’Ungheria sta facendo la storia.

Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschild. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.

Già nel 2011 il primo ministro ungherese, Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito Fidesz di Orban.

Secondo una relazione sui siti germanofoni del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.

Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.

Il ministro per l’Economia ungherese ha annunciato che grazie a “una politica di bilancio disciplinato” ha ripagato il 12 agosto 2013 il saldo dei 2,2 bilioni di debito all’FMI, prima della scadenza ufficiale del marzo 2014. Orbàn ha dichiarato: “L’Ungheria gode della fiducia degli investitori” che non vuol dire né l’FMI né la Fed o altri tentacoli dell’impero finanziario dei Rothschild. Piuttosto si riferiva agli investitori che producono in Ungheria per gli ungheresi, creando crescita economica vera, e non già la “crescita di carta” dei pirati plutocratici, bensì quel tipo di produzione che assume realmente le persone e ne migliora la vita.

Con l’Ungheria libera dalla gabbia della servitù agli schiavisti del debito non c’è da meravigliarsi che il presidente della banca centrale ungherese gestita dal governo per il bene pubblico e non per l’arricchimento privato abbia chiesto all’FMI di chiudere i battenti da uno dei paesi più antichi d’Europa. Inoltre, il procuratore generale, ripetendo le gesta dell’Islanda, ha accusato i tre precedenti primi ministri del debito criminale in cui hanno precipitato la nazione.

L’unico passo che rimane da fare per distruggere completamente il potere dei bancksters in Ungheria, è di attuare un sistema di baratto per lo scambio con l’estero come esisteva in Germania con i nazional socialisti e come esiste oggi in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti BRICS, una coalizione economica internazionale. E se gli USA seguissero la guida dell’Ungheria, gli americani potrebbero liberarsi dalla tirannia degli usurai e sperare in un ritorno a una pacifica prosperità.

Ronald L. Ray, autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patriotti della Guerra americana di indipendenza.

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icebergfinanza
Scritto il 29 luglio 2014 at 20:09

dorf001@finanza,

Nulla di nuovo siamo in guerra e milioni di uomini e donne stanno subendone le conseguenze, mentre vicino a loro altri fanno finta di nulla sino al giorno in cui toccherà a loro.

laforzamotrice
Scritto il 29 luglio 2014 at 20:19

radius@finanza,

Spiacente, ma non sono d’accordo, e te lo posso provare. Il problema non è quanti sono i pubblici dipendenti, ma quanto fanno e quanto costano in rapporto a quanto rendono e quali condizioni di lavoro hanno. Ricordi il film “Un borghese piccolo piccolo?” Ce lo vedi un operaio di una fonderia o una partita Iva iscriversi alla massoneria per passare il posto al figlio? Perchè se gl’insegnanti sono cosi sfruttati da pretendere lo stato di “lavori usuranti” sono 500.000 i partecipanti per 6000 posti? Tutti desiderosi di “usurarsi”? Strano perchè in fonderia sono tutti extracomunitari, oppure se vuoi provare a fare l’agente di commercio, ci sono migliaia di posti. Provare per credere.
Perchè non si pubblicano le pensioni percepite accompagnate dai contributi e dagli anni versati? Proviamo a confrontare i tassi d’assenteismo? Gli orari medi? Perchè non si pubblicano il numero di licenziamenti effettivi fatti nel pubblico e li si confronta con quelli del privato (piccole aziende incluse) negli ultimi 15 anni? Quanti hanno lasciato il lavoro pubblico per passare nel privato (come dipendenti perchè molti sono diventati consulenti, strapagati, da pensionati)? Non è il lavoratore pubblico di per se che occorre licenziare, ma occorre rendersi conto che un lavoratore che anche si impegni lo faccia in una burocrazia che non ha nessuna utilità, è un costo doppio per la società tutta, per lo stato che lo paga e per il privato che deve spendere per adempiere a un’inutile burocrazia. Non è il servizio pubblico che è da mettere sotto accusa, ma il servizio pubblico inutile, inefficace e costoso.

laforzamotrice
Scritto il 29 luglio 2014 at 20:24

radius@finanza,

Sono stato in Ospedale da poco, e molti di coloro che ci lavorano sono ottime persone, e mal pagate. Ma a fronte a questi, ci sono invece imboscati e assenteisti, ma che sono trattati allo stesso modo dei primi.
Concludendo: se lavorare per il pubblico è cosi terribile, basta che si licenzino, non mi risulta che sia vietato.

glare
Scritto il 29 luglio 2014 at 20:43

dorf001@finanza,

Grazie Dorf, come tu sostieni da tempo insieme ad Andrea, l’unica via possibile è proprio possedere la moneta e così stampare senza debito..Chissà se noi riusciremo mai a percorre questa e altre utili strade che mettano al centro le persone e non i mercati finanziari e le Banche.

Saluti

veleno50
Scritto il 29 luglio 2014 at 21:49

il numero delle badanti in Italia supera il milone e mezzo il 77% sono straniere. stipendio 930 euro al mese netti un giorno di ferie alla settimana per chi fa il tempo pieno versamenti inps + tredicesima,meno chiacchere e vendite di organi rimboccarsi le maniche . notte

veleno50
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:12

Orogel una delle aziende leader nei surgelati manodopera solo straniera ,troppo dura rimanere con le mani nell’acqua a lavare le verdure usare gli stivali ,pollo Amadori ultime assunzioni solo stranieri troppo dura con i polli da spennare,Infia azienda leader nei contenitori per frutta tanto lavoro, turni anche di notte stipendio medio 1400 netti il lavoro non c’è per tutto l’anno però si riesce a prendere la disoccupazione quindi lo stipendio si riduce a circa 1100 di media annuale,tanti stranieri in particolare di notte per lo stipendio più congruo. la disoccupazione in Italia è alta e sono d’accordo ma c’è molta gente che non ne ha voglia di lavorare.notte

sd
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:17

veleno50@finanza,

Veleno50…..a volte mi sei anche simpatico e scrivi delle cose su cui meditare…….ma spesso….le spari proprio grosse.

a 65 anni prova tu a fare la badante.

Per caso hai mai conosciuto REALMENTE delle badanti straniere ??? Cosa credi che siano qui a pulirti il c….. perchè gli sei simpatico ??? Io ne conosco e a casa la loro RICHEZZA REALE (non semplici pezzi di carta colorata) e dieci volte la tua………….perche non provi…….se passi da quelle parti….ad andarle a trovare per ricordare i bei tempi passati in italia.

SD

sd
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:28

veleno50@finanza,

Purtroppo leggo che in un blog che si occupa di finanza ed economia il cambio-valute è poco conosciuto e la matematica ancora meno.

Chissà perche la Orogel non delocalizza? ….probabilmente perchè al paese dei propri lavoranti i suoi surgelati se li dovrebbe MAMGIARE DA SOLA.

SD

veleno50
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:29

pulizia scale, governante, lavare piatti in una mensa,stirare, badare un malato all’ospedale di notte, pulizia nelle aziende,aiutare un anziano/a a fare la spesa.nel mio paese solo loro chiedono se hai bisogno solo per qualche ora si adeguano a tutto. forse non mi vuoi capire comunque rimango della mia idea la disoccupazione in Italia è falsa sarebbero molto meno se ci si adattasse.notte
sd@finanza,

veleno50
Scritto il 29 luglio 2014 at 22:34

sd@finanza,

i nostri figli hanno la puzzetta sotto al naso.viva il telefonino viva l’ipad viva il selfie viva monclear viva lo spritz.ciao buona notte

dorf001
Scritto il 29 luglio 2014 at 23:50

glare@finanza,

guarda ti dico questo. preso dalla rete ma la penso cosi’ pure io.

carlo bertani parlava di teorie facili. si riferiva al signoraggio. risponde cosi’ un utente.

Teorie facili? A dire il vero sono teorie ormai comprovate dall’esperienza accumulata come minimo dagli ultimi due secoli. Se lo stato è sovrano nell’emettere la sua moneta può anche decidere come deve essere impiegato il denaro senza subire ricatti dal settore privato.

e ancora…..Il debito pubblico è aumentato sia in valore assoluto che in rapporto al pil perchè abbiamo una crescita nominale asfittica per non dire inesistente, mentre comunque lo stato è in deficit perciò i debito aumenta. Ma il problema di certo non si porrebbe se lo stato potesse regolare tassi di interesse, emissione monetaria e politiche economiche e fiscali a seconda delle esigenze della popolazione e della produzione di beni e servizi.

dorf001
Scritto il 30 luglio 2014 at 00:02

glare@finanza,

sd@finanza,

e aggiungo un’ altra cosa. se noi dessimo come diceva AURITI un redidto di cittadinanza a tutti, vedrai come spariscono al volo le badanti. vedrai come spariscono al volo i lavori che ti pagano 3€ l’ora. e vedrai come si incazzano quegli imprenditori, piccoli e grandi, che gongolavano ad avere il popolo sottomesso ai loro ricatti.

ma è per questo che brunetta NON vuole il reddito di cittadinanza. ed è per questo che NON lo vuole renzi. molto meglio avere un popolo debole e schiavo, che risponde come un cagnolino ai tuoi comandi. il popolo italiano non vale niente. ha perso tutto il suo orgoglio nazionale, se mai ne aveva uno. vedi come reagiscono in ungheria. quelli hanno le palle, noi siamo pecore.

giorni fa ho messo un articolo su questo tema, e veniva fuori che pure un pazzo liberista come m. friedman lo voleva. ecco qui il link : http://www.mediafire.com/view/3gpurgvmsx3inbi/Regalare_soldi_Internazionale.N

io lo avevo trovato qui : http://freeetiology.blogspot.it/2014/07/regalare-i-soldi-conviene.html

quindi sto a dire, che tutto è già stato scritto. non c’è nulla da inventarsi, basta solo applicare. tutto qui. ma chi lo fa? questo governo di esseri inutili?

dimmi tu la risposta.

by DORF

laforzamotrice
Scritto il 30 luglio 2014 at 07:06

veleno50@finanza,

scusa, tu che lavoro facevi? E i tuoi figli?

draziz
Scritto il 30 luglio 2014 at 07:50

laforzamotrice@finanza,

Concordo in pieno!
Lo Stato ha diminuito oppure azzerato i trasferimenti ai Comuni?
Ma chi lo ha detto che un funzionario comunale di buon livello deve percepire dai 90.000 ai 120.000 Euro lordi all’anno?
Nella città in cui risiedo, la più estesa del Nord Italia, è così.
Nessuno vuole tornare indietro.
I cali di fatturato (e di utili) delle Aziende sono comprensibili perchè “c’è la crisi, baby”, ma le retribuzioni spropositate non si possono toccare.
La scusa è sempre quella: “non possiamo tagliare i servizi”…
Di chi? del feudatario…?

veleno50
Scritto il 30 luglio 2014 at 08:45

laforzamotrice@finanza,

Cosa vuoi che importi quello che ho fatto io nella vita,ormai sono un vecchio bacucco pensionato. Ribadisco se vuoi lavorare ti devi adattare, c’è crisi non lo nega nessuno, però se muovi il culetto dalla sedia o stacchi un po dal computer forse qualche briciola di pane fuori la trovi.bay

glare
Scritto il 30 luglio 2014 at 09:45

dorf001@finanza,

Gli darò una lettura stasera ..ma ne sono convito se la gente capisse la penserebbe tutti in maniera simile

veleno50@finanza,

Hai ragione a volte noi italiani abbiamo la puzza sotto il naso, io stesso non mi abbasserei mai a fare il badante da qui a 10 anni sono un uomo e cmq dovrei badare prima ai miiei genitori che a quelli degli altri.
Per il resto ti confermo, una parte della mia famiglia lavora con Amadori, l’agroalimentare è il settore che conosco BENE e hai ragione soprattutto in centro e in nord Italia si usano dentro gli stabilimenti quasi esclusivamnete manodopera straniera (ma questo è iniziato tempo fa quando gli italiani davvero rifiutavano questi lavori, mentre ora la situazione è molto diversa e tu conosci bene le coperative….)

Al Sud invece per la coltivazione solo manodopera locale, per la raccolta solo manodopera straniera, per la lavorazione manodopera locale e straniera.
Escludendo le prime due fasi che sono per l’80% in nero e destinate alla forza maschile, l’ultima regolare e regolata è destinata in genere alle donne..certo chi disprezza la terra (e ce ne sono) rimane a casa a non fare nulla perchè dalle mie parti l’industria è l’agricoltura.
Il problema è un altro è che spesso chi fa agricoltura o agroalimentare riesce a coprire a malapena le spese a causa della concorrenza sleale interna ed estera (ad esempio Tunisina,Turcha Spagnola…) e quando il rischio è troppo elevato rispetto al profitto (anche qua sai benissimo che in Agricoltura il rischio è elevatissimo) per stanchezza e sfiducia si decide di chiudere.

Ora ad esempio prendiamo il settore ortaggi (visto che hai parlato di orogel) se l’annata è buona in Sicilia (ovvero ti permette di fare 2-3 raccolti, diciamo in questa sequenza peperoni, meloni e zucchini) un Ha di terreno ti da un profitto di 15.000 euro /annui da cui però dovrai togliere il tuo stipendio mensile e se ne hai quello del tuo socio.
Fondamentalmente 2 persone possono riuscire a gestire ad ortaggi e con affanno circa 10 ettari di terreno..quindi nella migliore delle condizioni rimarranno all’imprenditore circa 75000 euro di profitto annuo.da cui però dovrà sottrarre le varie tasse sul suo reddito, Inps…quindi al netto intorno ai 43000 euro NELLA MIGLIORE DELLE CONDIZIONI, ma se qualcosa va storto..beh allora sono dolori!!
Questa attività è molto logorante e una persone nel pieno delle forze può pensare di farla per non più di 10-15 anni..con il rischio di arrivare a 50 anni senza poi alcuna prospettiva futura e irrivendibile per il mercato del Lavoro..

IO TI HO PORTATO UN SOLO ESEMPIO (MA TU NE PUOI TROVARE TANTISSIMI) DEL PERCHE’ IL SETTORE AGRICOLO E AGROALIMENTARE, SIA IN PARTE BISTRATTATO DAGLI ITALIANI,
Certo troverai anche delle aziende che macinano profitti a tanti zeri..a partire dalla Ferrero, ma sono una goccia nel mare dell’incertezza che la mancanza di regole europee utili e il forte euro ha ulteriormente agitato.

veleno50
Scritto il 30 luglio 2014 at 11:27

glare@finanza,

ottimo ragionamento ciao

laforzamotrice
Scritto il 30 luglio 2014 at 17:32

veleno50@finanza,

Fermo restando che il pane grazie a dio lo trovo, ti chiedo che lavoro facevi, perchè se facevi il direttore di banca o l’impiegato o altri lavori simili, magari anche pubblico, risulta facile consigliare agli altri di fare lavori di merda, ma soprattutto MALPAGATI. Il che, è anche contrario alla logica della domanda offerta, in teoria chi fa lavori brutti dovrebbe essere pagato meglio di chi fa bei lavori, invece non è così, dimostrando che le famose leggi di mercato sono un pò troppo flessibili per i miei gusti.
Perchè il fatto che tu sia pensionato non significa molto, dovrei sapere, oltre a che lavoro hai fatto, quanto prendi di pensione per poter giudicare se sei nella posizione di dare certi pareri o no.

gilles27
Scritto il 31 luglio 2014 at 14:10

dolcetto,

Grazie Dolcetto. Concordo sul fatto che la Valle Maira sia bellissima e che non abbia nulla da invidiare al Trentino.
Rocca la Meja… io la paragono al Duomo di Milano. Stupenda! Già “salita” diverse volte, sempre emozionante.
…il problema strade: se continua così tra un po’ di anni saranno quasi tutte chiuse… ciao.

fortunato64
Scritto il 3 agosto 2014 at 00:28

laforzamotrice@finanza:
veleno50@finanza,

Fermo restando che il pane grazie a dio lo trovo, ti chiedo che lavoro facevi, perchè se facevi il direttore di banca o l’impiegato o altri lavori simili, magari anche pubblico, risulta facile consigliare agli altri di fare lavori di merda, ma soprattutto MALPAGATI. Il che, è anche contrario alla logica della domanda offerta, in teoria chi fa lavori brutti dovrebbe essere pagato meglio di chi fa bei lavori, invece non è così, dimostrando che le famose leggi di mercato sono un pò troppo flessibili per i miei gusti.
Perchè il fatto che tu sia pensionato non significa molto, dovrei sapere, oltre a che lavoro hai fatto, quanto prendi di pensione per poter giudicare se sei nella posizione di dare certi pareri o no.

ben detto, e comunque a mio modo di vedere il problema andrebbe visto anche da un’altro punto di vista, p.e. l’anziano da accudire come può permettersi di pagare giustamente ,diciamo 1500 euro netti mensili, una badante? Non è che l’italiano/a non voglia farlo, è che dovresti avere la fortuna di trovare quello che può permetterselo, non difendo nessuno,dico solo che bisogna considerare anche questo aspetto. E lo stesso esempio possiamo paragonarlo ad altre categorie di lavoro, un settore su tutti sicuramente l’agricoltura,pieno di molte incognite come i cambiamenti climatici, eccetera…

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