GOD BLESS DRAGHI…

Scritto il alle 11:39 da icebergfinanza

Ieri Mario Draghi mi ha fatto tenerezza, si perchè all’improvviso ha confidato… “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto molti suggerimenti da politici e istituzioni soprattutto sui tassi ma anche sulla liquidità – ha affermato Draghi – Di questo siamo grati ma il Trattato della Bce sancisce la nostra indipendenza. Le persone dovrebbe rendersi conto che se accettare tali consigli fosse visto come una minaccia alla nostra indipendenza sarebbe a rischio la nostra credibilità”.

Ora come ben sappiamo c’è unanimità all’interno della BCE sulla necessità di agire per combattere la deflazione, che pure l’accademia delle paranoie iperinflattive alemanne rappresentata da Weidmann, una che ormai sta lentamente avvolgendo molti paesi d’Europa e addirittura ha già raggiunto la Svezia che non utilizza l’euro, pensate un pò!

Draghi ha detto che la BCE agirà a giugno e in questo è stato magistrale, si è preso un altro mese di tempo e contemporaneamente è andato oltre l’appuntamento delle elezioni europee, come Angela Merkel ha sempre desiderato, e questo dimostra che la BCE non è indipendente e che da sempre ha a che fare con i desiderata della Germania e dei suoi rappresentanti.

L’apprezzamento dell’euro “impatta” negativamente “sul nostro obiettivo di stabilità dei prezzi”, ha sottolineato Draghi, motivando un prossimo intervento a giugno per calmierare la moneta unica e combattere la deflazione importata attraverso il mercato dei cambi.

No Draghi non agirà a Giugno ma agirà subito dopo le elezioni europee, perchè il risultato metterà in dubbio la sostenibilità di questa unione MONETARIA, di questo euro, ma non di un’altra EUROPA possibile! Il tempo sta per scadere tic tac tic tac!

Ci manca solo che Draghi si svegli e decida di aumentare i tassi, ma l’immobilismo della BCE verrà pagato a caro prezzo soprattutto dall’economia reale.

La balla che l’unico obiettivo della BCE è la stabilità dei prezzi sta distruggendo il tessuto economico dell’Europa intera. Se il prossimo quantitative easing non sarà finalizzato alle imprese, alle piccole e medie imprese, al credito, io fossi in loro incomincerei a preoccuparmi seriamente.

L’inflazione su base armonizzata europea “è attesa in ripresa ad aprile” dopo lo 0,5% di marzo, tenendo conto della volatilità dei prezzi nel periodo di Pasqua… ha detto Draghi in Aprile e di inflazione nessuna traccia anzi!

(Teleborsa) – Peggiora la situazione dei conti con l’estero della Francia. A marzo, la bilancia commerciale ha registrato un deficit pari a 4,9 mld di euro, centrando le attese degli analisti, ma in aumento dal rosso di 3,37 mld registrati nel mese precedente e Lo comunica l’Ufficio doganale francese.

BERLINO, 7 maggio (Reuters) – Gli ordini all’industria in Germania a marzo sono scesi del 2,8% mese su mese, secondo il ministero dell’Economia tedesco. Il consensus Reuters prevedeva una crescita dello 0,3% su base mensile. A febbraio erano saliti dello 0,9%.

(Teleborsa) – Cala a 14,8 mld di euro il surplus della bilancia commerciale tedesca nel mese di marzo, rispetto all’avanzo di 15,8 mld di euro di febbraio ed ai 17,8 miliardi di marzo 2013. Lo comunica l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis). Il dato disattende le stime che erano per 16,5 miliardi di euro. Il saldo commerciale destagionalizzato e corretto per il calendario evidenzia un surplus di 16,4 miliardi, in rialzo rispetto ai 16,2 miliardi precedenti ed al di sotto dei 18,9 miliardi attesi. Le esportazioni sono risultate in calo dell’1,8% rispetto al mese precedente mentre su base tendenziale la variazione è stata positiva dell’1,9%. Le importazioni hanno registrato un incremento dello 0,9% m/m ed un aumento del 5,6% a/a

Lo sentite lo scricchiolio del  ramo che si sta spezzando?

Poco importa se un gregge di psicopatici tossicodipendenti, quotidianamente dipende dalle parole e dalle mosse di un banchiere centrale, sia esso la Yellen o Draghi.

A beneficio di chi si affaccia per la prima volta in questo blog e crede ancora nella magia delle banche centrali, come amava ricordare con la sua sottile ironia, il grande J.K.Galbraith, …la perniciosa inutilità della   e i rischi che derivano dal fare affidamento su di essa sono oggi una realtà.

Dell ‘inutilità delle banche centrali, della loro incapacità abbiamo già parlato ma anche Milton Friedman non scherzava in questo senso…

“We don’t need a Fed,” Milton Friedman says, twirling a letter opener as he speaks. “I have, for many years, been in favor of replacing the Fed with a computer,” he adds. Each year, it “would print out a specified number of paper dollars” to augment the money supply. “Same number, month after month, week after week, year after year.”

…Noi non abbiamo bisogno di una Fed, per molti anni sono stato a favore della sostituzione della Fed con un computer…

“The Fed has had very few periods of relatively good performance,” he continues. “For most of its history, it’s been a loose cannon on the deck, and not a source of stability.”

La Fed ha avuto molti pochi periodi di relativa buona performance…per la maggior parte della sua storia è stata una mina vagante sul ponte e non un fattore di stabilità.

Alcuni giorni fa scriveva il Messaggero… Mario Draghi perde la pazienza con un giornalista all’uscita dell’Eurogruppo per una domanda sui derivati del Tesoro: «Ci può dire qualcosa sui derivati del Tesoro degli anni 90?» gli chiede un giornalista tv italiano, incalzandolo. Il presidente della Bce non risponde, sale in auto, il conducente parte, ma poi Draghi ci ripensa, lo fa tornare indietro e scende per dirigersi con tono irritato dal giornalista, spiegando che sulla vicenda dei derivati è già stato tutto chiarito e gli ha consigliato di rileggersi i documenti.

Non solo mi pare di ricordare che anche un elefante come MPS sia passato dalla cristalleria della Banca d’Italia senza che nessuno se ne accorgesse!

Concludendo vsto che ci sono mille luci in fondo al tunnel ovunque, chi indovina chi ha detto che 80 euro in più alle famiglie faranno salire i consumi del 15 % sulla base di uno studio per polli di trilussa del Censis, vincerà una spesa di 80 euro per due settimane, UNA TANTUM!

Ieri il solito Boeri ha provato a terrorizzare l’Italia con le conchiglie e le cariole in caso di uscita dall’euro, credo si sia dimenticato il tetano!

Ieri abbiamo visto Renzi scommettere sulla ripresa e sfidare  le previsioni che danno una crescita contenuta per l’Italia. «La previsione dell’Ocse di una crescita del Pil italiano solo dello 0,5% sarà smentita. Lo scommetto. Ieri Moody’s ha detto che l’Italia può crescere fino al 2%, altro che 0,5 per cento… mai scommettere su queste cose Matteo si fanno brutte figure chiedi a Padoan.

Mi dispiace ma questa è la pura e semplice realtà, bisogna prenderne atto, come noi facciamo da anni, mentre altri vi illudono inutilmente, in direzione sempre e solo ostinata e contraria!

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19 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 9 Maggio 2014 at 13:34

Una piccola nazione può attuare una politica mercantilista senza che questo comporti uno squilibrio a livello globale. Essendo piccola potrà strutturare l’intera economia verso la produzione di beni e servizi ad alto valore aggiunto poco sensibili al prezzo in quanto il mondo è grande e c’è sempre qualcuno che può comprare roba costosa. Quindi passi per la Svizzera o per la Svezia che avranno sempre monete forti e in una situazione come ora, inflazione nulla o anche negativa senza che questo comprometta alcunchè. Ma un intero continente non può attuare una politica mercantilista, non può contare solo sulla crescita di qualcun’altro. Se poi questo qualcun’altro è in crisi da eccesso di debito si chiami USA o Cina… Se poi alcuni paesi dell’eurozona annegano nel debito, la crescita nominale nulla del PIL non sarà mai in grado di tenere il passo dell’aumento del debito. E così inevitabilmente si andrà verso lo smantellamento dell’eurozona oppure, seconda possibilità… verso la distruzione dell’europa. La terza possibilità mi sembra talmente remota da rasentare il concetto astratto dello zero assoluto.

phitio
Scritto il 9 Maggio 2014 at 16:11

Suvvia caro John_ludd, esponila questa terza possibilita’: da studioso di scienze, sono interessato a tutte, comprese quelle a bassissima probabilita’ 😉

john_ludd
Scritto il 9 Maggio 2014 at 17:26

phitio@finanza,

il livello di collaborazione tra le nazioni è al punto minimo dal 1914. Non è neppure una considerazione mia, l’ha scritta Rajam ex economista capo dell’FMI e ora banchiere centrale dell’India. Ecco appunto, da domani si cambia registro e tutti a collaborare per risolvere i problemi che essendo di natura globale non possono essere risolti a livello locale. A me Renzi non piace neanche un pò, ma se al suo posto ci fosse chi ti pare poco o nulla cambierebbe perchè i problemi italiani sono collegati a quelli di altri i quali sono collegati a quelli di altri ancora etc… Quindi quando vedrò Vladimir parlare di gnocca con Barack e la cicciona (ora con 10 kg in meno pare) parlare di cinema d’avanguardia (quello che provoca l’orchite) con Hollande, tutti a cena e mezzi sbronzi per esserci tracannate le 3 casse di Amarone portate dal leader italiano di turno, allora ecco che si palesa la terza soluzione. 😀

kry
Scritto il 9 Maggio 2014 at 19:27

john_ludd@finanza,

L’Amarone non a tutti piace, prova con il Recioto i risultati saranno ottimi.

glare
Scritto il 9 Maggio 2014 at 19:29

john_ludd@finanza,

John, solo tu puoi rispondere a questa domanda..
che facciamo adesso che molto probabilmente nemmeno lo south stream passerà dall’Italia?

Non abbiamo nulla, nemmeno gli incentivi per i certificati verdi..sono davvero tutti comunitari con il culo degli Italiani

silvio66
Scritto il 9 Maggio 2014 at 19:30

…mmm..respinto di brutto dopo aver sfiorato 1,40…mah… ❗

kry
Scritto il 10 Maggio 2014 at 00:23

silvio66@finanza:
…mmm..respinto di brutto dopo aver sfiorato 1,40…mah…

mah……. http://www.ilnord.it/b-2313_SCHIANTO_DELLE_ESPORTAZIONI_DELLA_GERMANIA_VERSO_ZONA_EURO_E_USA_18_A_MARZO

dorf001
Scritto il 10 Maggio 2014 at 00:26

ecco il filmato di draghi che si incazza col giornalista. scappa non vuole dire la verità.

eccolo qui : http://www.youtube.com/watch?v=HOdOpKB2ZL4

dorf001
Scritto il 10 Maggio 2014 at 00:49

come uscire dall’euro, qui : http://www.youtube.com/watch?v=0Yrk9bl8bgw

dorf001
Scritto il 10 Maggio 2014 at 00:51

le 7 balle sull’uscita dall’euro, qui : http://www.youtube.com/watch?v=fbN7qLab_Hk

dorf001
Scritto il 10 Maggio 2014 at 16:31

stanziale@finanza,

hei mister, io provo a spiegartela cosi’. bisogna parlare del cooperare.
Economia del Credere. di Giorgio Agamben

Se la feroce religione del denaro divora il futuro

PER capire che cosa significa la parola “futuro”, bisogna prima capire che cosa significa un’ altra parola, che non siamo più abituati a usare se non nella sfera religiosa: la parola “fede”. Senza fede o fiducia, non è possibile futuro, c’ è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa. Già, ma che cos’ è la fede? David Flüsser, un grande studioso di scienza delle religioni – esiste anche una disciplina con questo strano nome – stava appunto lavorando sulla parola pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per “fede”. Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene e a un certo punto, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sé Trapeza tes pisteos. Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti a una banca: trapeza tes pisteos significa in greco “banco di credito”. Ecco qual era il senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis, ” fede” è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi, dal momento che le crediamo. Per questi Paolo può dire in una famosa definizione che “la fede è sostanza di cose sperate”: essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste ancora, ma in cui crediamo e abbiamo fiducia, in cui abbiamo messo in gioco il nostro credito e la nostra parola. Qualcosa come un futuro esiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza, cioè realtà alle nostre speranze. Ma la nostra, si sa, è un’ epoca di scarsa fede o, come diceva Nicola Chiaromonte, di malafede, cioè di fede mantenuta a forza e senza convinzione. Quindi un’ epoca senza futuro e senza speranze – o di futuri vuoti e di false speranze. Ma, in quest’ epoca troppo vecchia per credere veramente in qualcosa e troppo furba per essere veramente disperata, che ne è del nostro credito, che ne è del nostro futuro? Perché, a ben guardare, c’ è ancora una sfera che gira tutta intorno al perno del credito, una sfera in cui è andata a finire tutta la nostra pistis, tutta la nostra fede. Questa sfera è il denaro e la banca – la trapeza tes pisteos – è il suo tempio. Il denaro non è che un credito e su molte banconote (sulla sterlina, sul dollaro, anche se non – chissà perché, forse questo avrebbe dovuto insospettirci- sull’ euro), c’ è ancora scritto che la banca centrale promette di garantire in qualche modo quel credito. La cosiddetta “crisi” che stiamo attraversando – ma ciò che si chiama “crisi”, questo è ormai chiaro, non è che il modo normale in cui funziona il capitalismo del nostro tempo – è cominciata con una serie sconsiderata di operazioni sul credito, su crediti che venivano scontati e rivenduti decine di volte prima di poter essere realizzati. Ciò significa, in altre parole, che il capitalismo finanziario – e le banche che ne sono l’ organo principale – funziona giocando sul credito – cioè sulla fede – degli uomini. Ma ciò significa, anche, che l’ ipotesi di Walter Benjamin, secondo la quale il capitalismo è, in verità, una religione e la più feroce e implacabile che sia mai esistita, perché non conosce redenzione né tregua, va presa alla lettera. La Banca – coi suoi grigi funzionari ed esperti – ha preso il posto della Chiesa e dei suoi preti e, governando il credito, manipola e gestisce la fede – la scarsa, incerta fiducia – che il nostro tempo ha ancora in se stesso. E lo fa nel modo più irresponsabile e privo di scrupoli, cercando di lucrare denaro dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani, stabilendo il credito di cui ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso (persino il credito degli Stati, che hanno docilmente abdicato alla loro sovranità). In questo modo, governando il credito, governa non solo il mondo, ma anche il futuro degli uomini, un futuro che la crisi fa sempre più corto e a scadenza. E se oggi la politica non sembra più possibile, ciò è perché il potere finanziario ha di fatto sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo e tutte le attese. Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating.E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. L’ archeologia – non la futurologia-è la sola via di accesso al presente. © RIPRODUZIONE RISERVATA
GIORGIO AGAMBEN

zer
Scritto il 10 Maggio 2014 at 22:11

avere fede ottunde la persona….
l’uomo può credere in qualcosa….gli rimane perciò a ragione
vicversa se hafede diventa uno schiavo… ed obbedisce a tutti i comandi
la storia insegna…
gianni z.

icebergfinanza
Scritto il 11 Maggio 2014 at 10:35

zer@finanza,

Bella generalizzazione io ho fede ma non sono schiavo!

kry
Scritto il 11 Maggio 2014 at 13:43

zer@finanza,

icebergfinanza,

C’è una fede che al massimo chiede d’essere servi e liberamente si risponde.

alessandroecristina
Scritto il 11 Maggio 2014 at 21:39

zer@finanza,

Caro Gianni ciò che il mondo fa sembrare vero è falso e ciò che fa sembrare falso è VERO.Da ciò che scrivi non pretendo che tu ORA possa capire cosa intendo…ma spero ti possa stimolare riflessioni + profonde di quelle:la storia insegna…saluti cordiali. 😉

dorf001
Scritto il 12 Maggio 2014 at 00:50

e c’è pure molto ma molto di peggio in arrivo a breve. il fondo di redenzione. il bamboccio lo sà? ma tanto che gli frega? pagano gli italiani. leggere e capire bene prego.

DI CLAUDIO BORGHI AQUILINI

ERF. Dietro questa apparentemente innocua sigla si cela l’arma definitiva che l’Unione Europea sta preparando per il colpo finale, il furto di tutte le nostre ricchezze e la chiave a doppia mandata per impedire la fuga dell’Italia dalla tonnara dell’Eurozona.
Ogni volta che gli eurocrati immaginano qualche colpo grosso lo nascondono sotto un nome oscuro. Il MES e il Fiscal Compact vennero votati alla chetichella da un parlamento totalmente ignorante di quel che stava approvando, pungolato dall’urgenza messa da un consapevolissimo Monti.

Adesso che i buoi sono scappati i partiti fanno a gara a dissociarsi da assurdi obblighi e onerosissimi impegni già versati, tuttavia il danno è fatto e difficilmente rivedremo qualcosa degli oltre 50 miliardi impegnati a vario titolo nei fondi salvastati.

Questa cifra iperbolica è una bazzecola a confronto di quanto rischiamo di giocarci con l’ERF o “European Redemption Fund” dato che si parla, per la sola Italia, di oltre mille miliardi. Vediamo di che si tratta. Per essere sicuri che la riduzione forzata del debito prevista del Fiscal Compact avvenga davvero si è inventato un meccanismo diabolico. L’idea sembra orientata alla solidarietà: consentire ai paesi europei con un debito pubblico più alto del limite del 60% del rapporto debito/pil di scaricare tutto il debito in eccesso ad un fondo comune dove possa essere mutualizzato come un super eurobond. Fin qui tutto bene, ma esiste forse ancora qualche anima candida che creda ai “favori” e alla “solidarietà” dell’attuale Unione Europea? Se esiste è bene che si svegli perchè la commissione di studio presieduta da un ex banchiere centrale austriaco, una signora dal rassicurante nome di Gertrude Trumpel-Guggerell, e che casualmente non annoverava alcun italiano tra i propri membri, ha deciso che a fronte di questo debito debbano essere poste delle garanzie reali.

Traduciamo: l’Italia scaricherebbe oltre mille miliardi di debito ma a fronte dello “scarico” occorrerà mettere a garanzia beni e oggetti di valore. L’ERF si “mangerebbe” quindi per esempio tutte le nostre riserve auree, beni immobili di pregio, le migliori partecipazioni societarie inclusi i gioielli strategici quali Eni e Finmeccanica e addirittura verrebbe alimentato con una sorta di ipoteca sui futuri introiti fiscali. A quel punto sarebbe un gioco da ragazzi portarci via tutto, basterebbe girare la “manopola” dello spread, per esempio facendo dichiarare alla BCE la propria intenzione di non garantire direttamente il debito monetizzandolo, per precipitarci nel default. A quel punto però l’ERF si incamererebbe tutte le garanzie e noi ci ritroveremmo in ginocchio: svuotati di tutti i nostri beni di valore e con ipotecate per il futuro persino le nostre tasse e le nostre pensioni.

Il piano è semplice e sembra congegnato da un usuraio della malavita: si mette in condizione la vittima di fare debiti e a quel punto ci si offre di “salvarlo” prendendosi tutto ciò che ha di valore e che era stato messo a garanzia. Peccato che nessun paese al mondo indebitato nella propria valuta abbia garanzie reali a fronte dei propri titoli: il debito pubblico è semplicemente garantito dalla propria banca centrale. Forse che l’Inghilterra a fronte dei suoi titoli ipoteca Buckingham Palace? No di certo, anche nei momenti peggiori della crisi come nel 2008, quando la fiducia verso l’economia inglese era minima, la Bank of England comprò sul mercato tutti i titoli venduti dagli investitori terrorizzati mantenendo i tassi ai minimi e consentendo il riallineamento della Sterlina. Nessun bisogno di vendersi l’oro e anzi, in teoria adesso quel debito riacquistato potrebbe essere cancellato con un tratto di penna perché presente sia all’attivo che al passivo del bilancio statale (il tesoro è debitore e la Banca Centrale è creditore, ma entrambe sono dello Stato).

Capita la fregatura?

Ci vogliono dare un servizio che sarebbe totalmente normale al modico prezzo di un’ipoteca su mille miliardi delle nostre ricchezze e, per aiutare il furto, ecco che il servizievole (o complice) PD sta preparando la “riforma del titolo quinto della Costituzione”: vale a dire la possibilità per lo stato di mettere le mani su tutti i beni oggi vincolati alla disponibilità degli enti locali. In pratica si vogliono mangiare l’aragosta e apprestano i ferri per ripulire la polpa anche nelle zampine. Tutto questo per cosa? Per consentire all’Eurozona di andare avanti in modo che la Germania (come ammesso ieri con incredibile candore a Ballarò dalla candidata alla presidenza della Commissione Europea Ska Keller) possa mantenere bassi i prezzi delle sue merci e continuare a venderle evitando la disoccupazione. Ce lo dicono in faccia e noi continuiamo a fare cose contrarie al nostro interesse.

Per questo le prossime elezioni Europee saranno importanti: ci sono in gioco cose fondamentali per il nostro futuro che rischiano di essere gestite da piccoli collaborazionisti. Cerchiamo di svegliarci.

Claudio Borghi Aquilini

Fonte: http://www.ilgiornale.it

Link: http://www.ilgiornale.it/news/economia/cos-lue-ci-ruba-ricchezze-1016754.html

ilribassista
Scritto il 12 Maggio 2014 at 16:50

john_ludd@finanza,

Ciao John se quello che è scritto su questo sito fosse vero … tutte le tue teorie verrebbero meno
http://www.segnidalcielo.it/2014/03/16/la-fondazione-keshe-rilascia-a-tutta-lumanita-il-contenuto-della-chiavetta-usb/

Io so che esiste una tecnologia superiore che a breve sarà disponibile e perciò non mi preoccupo della fine del petrolio anche se, a differenza di altri, cerco di sprecare il meno possibile per una questione di rispetto che ho nei confronti della Terra e di tutti i suoi abitanti.

Esseno molto ignorante spero che si riduca il prima possibile l’utilizzo del petrolio .. perchè .. senti la bestialità .. non capisco come sia possibile che estraendo continuamente la terra non imploda.

Sono anche convinto che il petrolio sia di origine abiotica ma pur avendo questa convinzione sono convinto altresì che la nuova produzione non possa controbilanciare l’incremento di estrazione.

Ho delle convinzioni tutte mie che, a differenza delle tue, non si basano su teorie scientifiche quindi lasciano il tempo che trovano.

D’altronde mi ricordo ancora adesso che all’esame di stato che feci tanti anni fa ad una domanda risposi a modo mio … quando i membri della Commissione rimasero esterefatti un membro disse: “lasciatelo stare, non capite che è un filosofo”!!!

Io sono strano .. ma non sono l’unico –)))

Questo mio scritto non è per entrare in polemica con te ma solo per farti vedere che ci sono anche altre teorie.

Sta di fatto, e questo è certo, che Nikola Tesla fu considerato un pazzo .. e alcune sue follie le stiamo usando ancora oggi.

Non prendo per buono quello che ho trovato in quel sito ma mi fa sperare che le mie sensazioni possano essere corrette.

Poi da oggi sono molto più sereno perché Berlusconi ha detto che vuole dare una dentiera a tutti –)))

L’unica cosa che mi preoccupa … è l’uomo … per il resto penso che la Natura sia in grado di sopravvivere, adeguarsi e rigenerarsi …
Nooooooooo che sfiga .. anch’io faccio parte della razza umana!!!

Mi fa piacere averti riletto perchè è da un pò che non trovavo tuoi scritti che mi appassionano sempre perchè sempre ben scritti ed illuminanti.
Grazie e spero di leggerti ancora presto.
Un caro saluto
Federico

se per caso vuoi la mia mail puoi chederla ad Andrea … così puoi vedere con i tuoi occhi qualche mia “follia” del passato.

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