VA A FUOCO LO STATO SOCIALE.

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

Ve lo ricordate questo articolo SHOCK ECONOMY! ATTACCO ALLO STATO SOCIALE…

Abbiamo visto insieme in queste anni e mesi come un manipolo di falliti sta gestendo il più imponente fallimento della storia economica e finanziaria, come il neo liberismo o il liberismo estremo sta cercando di insinuarsi attraverso le crepe del suo stesso fallimento, proponendo attraverso uno shock economico, modelli di crescita che partono dal presupposto che lo Stato sociale ha fallito e che solo il libero mercato è il bene assoluto!

Quando sento parlare della superiorità del libero mercato o della perfezione della pianificazione economica statale alzo gli occhi al cielo e sorrido! Purtroppo gli esaltati estremisti anche nella scienza economica abbondano e spesso e volentieri sono i più pericolosi.

In Italia lo Stato sociale è stato spesso usato come bancomat corporativo dalla politica, ma questo non significa che vada eliminato come vogliono in molti, discepoli di un libero mercato fallito, come dimostra la crisi. Mario Draghi in primis che ha annunciato tempo fa che che lo Stato sociale è morto.

Nell’epoca del socialismo finanziario, della socializzazione delle perdite e della privatizzazione dei guadagni, del troppo grandi per fallire, la menzogna e la falsità sono di moda,  il fascismo delle oligarchie finanziarie sta amministrando lo schock attuale…  quando la crisi colpisce  è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo!

Il fallimento di questo sistema è evidente, “Avendo conquistato posizioni nelle quali sono destinati a fallire – sostiene Sutton – cominciano a usare un arsenale di tattiche per dissimulare la loro incompetenza. Distraggono l’attenzione dai loro errori spostando sistematicamente la colpa su altri. L’inganno diventa lo strumento per creare l’illusione di un progresso. Oggi noi siamo sommersi da una marea di imposture, create da quel modo di pensare e di agire”.

Blind Faith, si fede cieca, abbi fede in noi, noi sappiamo quello che è bene per te!

Ricordate?

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» (Naomi Klein).

Mi fermo qui e lascio la parola ad un magistrale articolo, di Luigini Bruni, docente di Economia Politica, presso la Facoltà di Economia, Università di Milano-Bicocca…

Ho sempre guardato con sospetto i tagli allo stato sociale come via di uscita dalla crisi economica e finanziaria dell’Italia e degli altri stati europei in difficoltà. Un paio di anni fa il Nobel per l’economia e filosofo Amartya Sen in più occasioni rimproverava l’Italia perché assisteva passiva allo smantellamento progressivo di una delle conquiste più importanti delle democrazie moderne – lo stato sociale. Ci sono molte ragioni per essere preoccupati dell’entusiasmo con il quale i funzionari europei, i nostri governanti e il commissario per la spending review interpretano il loro compito di tagliatori di welfare.

Innanzitutto due premesse. Non tutte le riduzioni della spesa pubblica sono riduzioni di sprechi, sono anche riduzioni e tagli di diritti: basta chiederlo ai sindaci e agli amministratori che oggi fanno fatica a garantire i servizi minimi in sanità, scuola, trasporti, viabilità. Secondo: tagliare la spesa pubblica significa quasi sempre ridurre posti di lavoro (quindi aumentare la disoccupazione) e ridurre il Pil. La spesa pubblica, nelle moderne democrazie e contabilità, è direttamente Pil (che in Italia pesa, complessivamente, per circa il 50% del totale). Aspetto ancora qualcuno che mi spieghi, dati alla mano, come si possano aumentare nel breve periodo occupazione e Pil tagliando la spesa pubblica. Ancora non l’ho incontrato. E poi sullo stato sociale ci sono almeno due considerazioni di carattere generale che trovo troppo poco presenti nei nostri dibattiti pubblici…

Il resto non perdetevelo sul Sussidiario!

Ricordatevi che oggi più che mai il cittadino comune ha diritto di partecipare alle scelte di politica economica, non può esimirsi dal farlo, non può continuare a delegare, non può lasciare una scienza triste e allo stesso tempo semplice in mano ad alcuni pseudo sacerdoti economici screditati dalla storia e dalla realtà dei fatti. Oggi se non siamo ancora usciti da questa crisi è grazie alle ideologie e al fanatismo accademico!

Buona Consapevolezza a tutti mentre aspettate che 80 euro raggiungano il Vostro conto corrente, giusto in tempo per pagare qualche tassa o qualche servizio mancante, in attesa che tra un secolo possiate beneficiare del ritorno del welfare dopo aver assistito ai brillanti risultati del liberismo o neoliberismo come volete chiamarlo! Auguri!

Per fine mese in arrivo una spettacolare analisi che smonta scientificamente, pezzo per pezzo la pedagogia dell’ottimismo di maniera!

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7 commenti Commenta
massimo84
Scritto il 28 aprile 2014 at 10:49

Gufo!
http://www.repubblica.it/economia/2014/04/28/news/la_fiducia_degli_italiani_risale_al_massimo_dal_gennaio_2010-84663644/?rss

80 euro a pochi, senza coperture
e 20 mld di manovra in estate

magic italy

icebergfinanza
Scritto il 28 aprile 2014 at 10:53

massimo84@finanzaonline,

Dai che lo facciamo anche noi blogger indipendenti un sondaggio e poi vedrai i risultati… :D

stanziale
Scritto il 28 aprile 2014 at 11:47

Sul sussidiario altro articolo, Raffone affronta vari interessanti argomenti, si ricava inoltre che con l’Obamacare si abbasseranno i costi sanitari negli Usa. Il loro sistema privato in essere fino ad un po’ di tempo fa, pur non raggiungendo tutti, ERA MOLTO PIU’ COSTOSO del sistema pubblico in uso da noi e negli altri stati europei, cui peraltro accedono tutti. Cioe’ I PRIVATI (multinazionali) MANGIANO DI PIU’. Quindi con il ttip AVREMO LE MULTINAZIONALI AMERICANE CHE SOSTITUIRANNO IL NOSTRO SISTEMA SANITARIO, mentre negli usa se ne sono liberati. CIOE’ SARA’ MOLTO PIU’ COSTOSO del nostro sistema pubblico. IL PRIVATO (MULTINAZIONALI LADRE ) E’ PIU’ COSTOSO DEL SISTEMA PUBBLICO(GUARDATE IL GRAFICO DI rAFFONE). SAREBBE DA SCRIVERE CENTO VOLTE, visto che da noi ci raccontano barzellette.
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-..e-Finanza/2014/4/27/IL-CASO-Cosi-la-finanza-americana-controlla-Obama-e-l-Europa/494319/

soltero
Scritto il 28 aprile 2014 at 11:49

Friedman ha ragione su una cosa: BISOGNA AGIRE IN FRETTA
quando il male è così enormemente metastatizzato c,è solo una cosa da fare: Tagliare, ma non in senso metaforico ma reale. Tagliare un po di teste di c…o prima che siano loro a tagliare le nostre in italia lì conosciamo molto bene.Altri rimedi non ci sono, tutto il resto sono solo blablabla

massimo84
Scritto il 28 aprile 2014 at 12:06

icebergfinanza: ne su una cosa: BISOGNA AGIRE IN FRETTA
quando il male è così enormemente metastatizzato c,è solo una cosa da fare: Tagliare, ma non in senso metaforico ma reale. Tagliare un po di teste di c…o prima che siano loro a tagliare le nostre in italia lì conosciamo molto bene.Altri rimedi non ci sono,

tu non sei attendibile
mica vorrai fare sondaggi sui giovani precarizzati o sui privati…o magari su quelli in cig o contratto di solidarietà

sei matto?
quelli sono parassiti
meglio chiedere a qualche pensionato retributivo a 55 anni, o magari a qualche passacarte…

kry
Scritto il 28 aprile 2014 at 15:27

Se quanto segue non è una barzelletta va a fuoco anche anche la GDF o meglio anche la GDF adotta obiettivi come gli alti dirigenti del mondo bancario. http://www.rischiocalcolato.it/2014/04/confessioni-finanziere-incasso-tangenti-per.html Auguri a chi detiene la partita iva.

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