RENZI OTTIENE LA FIDUCIA…FICHISSIMO ME!

Scritto il alle 09:39 da icebergfinanza

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/02/1101_213950_CrozzaNelPaesedelleMeraviglie-620x350.jpg

Mentre ieri al Senato tra molti proclami facili condivisibili nei buoni propositi, ma molto meno nella sostanza economico/finanziaria è andato in scena il primo atto del cortometraggio della Disney…” Fichissimo me 1 ” ieri Cottarelli ci ha spiegato come trovare 3 miliardi di briciole nel paniere dello Stato…

ROMA, 24 febbraio (Reuters) – Carlo Cottarelli è pronto a presentare le prime proposte di revisione della spesa che nel 2014 sono in grado di assicurare risparmi per più di 3 miliardi.
(…) La spending review dovrà assicurare 32 miliardi tra 2014 e 2016. Una parte delle risorse dovrà garantiregli impegni già previsti dalla legge di Stabilità e che valgono 488,4 milioni
nel 2014, 4,373 miliardi nel 2015, 8,88 miliardi nel 2016 e11,88 miliardi nel 2017.

Certo che se nel 2014 in un anno su tre riuscirà a mettere da parte 3 miliardi figurarsi dove trova i restanti 29 miliardi.

Non so se l’avete notato ma Alan Friedman è molto attivo nel sostenere Renzi e guarda caso Alan Friedman fa parte di quel “destino manifesto” che ha scoperchiato l’uovo di colombo Napolitano. Ma non pensateci continuate a sognare!

Probabilmente in pochi si rendono conto dell’enormità del problema oggi, si scanna il Paese per trovare 1 miliardo di IMU qua e 3 miliardi di IVA la, 3 miliardi di spending review oggi chissà quante unità di miliardo domani. Spiccioli e basta!

Ma non solo qualcuno ha incominciato a fare i conti senza …l’oste, si mister Fiscal Compact e Miss MES che richiede una cifra di altri 75 miliardi circa per trattamenti di bellezza nei prossimi anni. Per quanto riguarda le esigenze di mister FC vi rimando al prossimo film dell’orrore in programma su questi teleschermi a partire dal 2015.

Governo: Confartigianato, piano economia Renzi costa 100 mld

(ANSA) – ROMA, 24 FEB – Il programma economico di Renzi potrebbe costare oltre 100 miliardi. La cifra arriva dalla Confartigianato. “Pagare il debito residuo della P.A – osserva Giorgio Merletti – nel 2014 vale 70 miliardi. E una riduzione del cuneo fiscale a 2 cifre significa circa 34-35 miliardi”. Per Giuliano Cazzola, esperto di previdenza, i debiti P.A residui ammontano a 45 miliardi ai quali vanno aggiunti 30 per l’aumento di durata dell’Aspi e 27-30 per il taglio di 10 punti del cuneo.

Figurarsi se non arrivavano i papagalli della Confidustria, si quelli che hanno fatto di tutto per abbattere il governo Letta, Squinzi…

Bene Matteo Renzi su sblocco totale dei debiti della Pa e sulla riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale. «Sono d’accordo».

Si siete d’accordo ma gli uffici studi di Confindustria vi hanno spiegato che lo sblocco dei crediti alla PMI, cosa che sostengo da tempo attraverso il blog ma utilizzando la BCE come prestatore di ultima istanza, dicevo vi hanno spiegato che 70/80 miliardi di arretrati da riconoscere rientrano nel magico perimetro del deficiti/Pil al 3 % , da non sforare senza il consenso dei pasdaran dell’austerity che stanno bombardando il nostro Paese?

Glielo spiegate Voi a questi scienziati che senza domanda interna che stanno distruggendo, senza lavoro il PIL si fa la ceretta sotto il livello dell’epidermide?

Comprendo che siete euforici perchè hanno messo una fans di Berlusconi, vostra iscritta al ministero dello sviluppo, ma un minimo di sintesi non guasta.

Fa tenerezza inoltre Fassina che si agita per i conflitti di interesse della Guidi  , si è svegliato il mitico Fassina chi, chissà perchè non parla di Poletti, ma sorvoliamo…

ROMA (MF-DJ)–“Tranquillizzo gli italiani, non ho alcun conflitto di interessi perche’ da 12 anni il controllo delle cooperative compete al Ministero dello Sviluppo economico e non al Ministero del Lavoro, quindi io non vigilo nessuna cooperativa”. Lo afferma il neo ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a proposito delle polemiche sul suo possibile conflitto di interessi. “Io sono assolutamente tranquillo, non sono azionista di niente”

Se penso alla finanza rossa e a certe cooperative rosse è meglio chiudere un occhio anzi due.

Giusto per comprendere chi si mette allo sviluppo, l’azienda della Guidi è molto attiva nella delocalizzazione  nell’est Europa (Croazia e Romania), nell’estremo Oriente (India) e in America Latina (Argentina).

Si ma tanto Fichissimo me ha tutto sotto controllo!

Ma andiamo avanti e occupiamoci della mirabolante ripresa americana.

Ieri mentre a Wall Street si distribuivano all’ingresso fiale di testosterone, i responsabili di azienda in un sondaggio suggerivano che …in un momento in cui l’aumento dei salari non va di pari passo con il miglioramento dell’economia globale, un rallentamento delle spese per consumi può essere una fonte di preoccupazione per le aziende. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Cnbc, che ha sentito 51 direttori finanziari europei e asiatici: la metà degli intervistati ha indicato come motivo di timore il calo della domanda da parte dei consumatori.

Che figata hanno scoperto che servono i consumi, la domanda interna, si quella che in Europa non serve, non va tanto di moda.

Per quanto riguarda quelli americani basterebbe chiederlo al responsabile della NFIB il  Chief Economist, Bill Dunkleberg, vecchia conoscenza di Icebergfinanza, si CEO dell’associazione delle piccole e medie imprese americane, quello che non servono a nulla ma che valgono oltre i due terzi di nuovi posti di lavoro e da sole quasi la metà della produzione in rapporto al PIL…

“L’anno scorso è finito con un piccolo aumento dell’attività economica, ma probabilmente non è stato così forte come i numeri del PIL fanno credere. Nel complesso, il PIL è aumentato del solo 1,9 per cento nel 2013, in calo dal 2,8 per cento nel 2012.  Le esportazioni erano forti, questo è un bene per la produzione manifatturiera, ma meno per il lavoro…

Peccato che una quota enorme della crescita del PIL era riconducibile alla ricostituzione delle scorte di magazzino e solitamente se non vendi come sta accadendo, visti gli ultimi dati sui consumi,la crescita nel primo trimestre 2014 te la sogni!

Ovviamente tutta colpa della neve, anche la vendita di case esistenti o la firma dei compromessi di vendita , perchè sai quando si vende una casa esistente, mica puoi uscire di casa per fare una firma se nevica o fa freddo, inoltre prima bisogna traslocare e poi si firma per l’acquisto vero!

Vendite case esistenti Usa -5,1% gennaio, passo più lento da 2012

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono calate bruscamente in gennaio ai minimi da luglio 2012, segno che l’aumento dei tassi di interesse sui mutui può essere un freno per chi decide di comprare una proprietà e, di conseguenza, per il mercato immobiliare.L’indicatore, calcolato dall’associazione di settore National Association of Realtors (Nar), ha registrato un ribasso del 5,1% a 4,62 milioni di unità. Gli analisti attendevano un calo a 4,7 milioni di unità.

Il calo, il quinto negli ultimi sei mesi, ha fatto finire le vendite al minimo in 18 mesi. Le vendite sono in calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Il 2014 è iniziato in modo infelice per le vendite di case esistenti”, ha detto Lawrence Yun, capo economista del Nar, spiegando però che l’ondata di maltempo che ha colpito gli Stati Uniti a inizio anno può avere inciso sul dato. I prezzi mediani delle case sono cresciuti del 10,7% rispetto all’anno scorso a 188.900 dollari. Le case disponibili per la vendita sono cresciute e occorrerebbero dunque 4,9 mesi per esaurirle completamente (più dei 4,6 mesi di dicembre).

“Il 2014 è iniziato in modo infelice per le vendite di case esistenti”, ha detto Lawrence Yun, capo economista del Nar, spiegando però che l’ondata di maltempo che ha colpito gli Stati Uniti a inizio anno può avere inciso sul dato.

Ma andate tutti a farvi prendere a pallate di neve, economisti della malora, son cinque mesi che scende e questi tirano fuori il maltempo.

January Existing Home Sales

The Mess That Greenspan Made

Facciamo finta di non guardare la tendenza in atto, lasciamo perdere la nostra bussola il CFNAI INDEX del distretto di Chicago…

Legend

 

P&I Production and Income
EU&H Employment, Unemployment and Hours
C&H Personal Consumption and Housing
SO&I Sales, Orders, and Inventories

Download(xlsx) the data.

As of February 24, 2014

 

Dates P&I EU&H C&H SO&I CFNAI CFNAI-MA3 Diffusion
2014:01 -0.36 0.13 -0.18 0.02 -0.39 0.10 0.11
2013:12 0.06 0.06 -0.14 -0.01 -0.03 0.26 0.28
2013:11 0.19 0.38 -0.06 0.22 0.73 0.36 0.41

…facciamo finta di non leggere il grafico qui sotto …

The Economic Surprise Index Has Fallen To Zero – Business Insider

Ovviamente avanti Fed: Fisher, avanti con il “tapering”

Richard Fisher, presidente della Federal Reserve di Dallas, ha reiterato il suo sostegno al “tapering”, la riduzione del ritmo con cui la banca centrale americana acquista Treasury e bond ipotecari attualmente per un valore di 65 miliardi di dollari al mese. L’economia americana “sta guadagnando slancio” e “non ci sono pressioni inflazionistiche”. Lo ha detto Richard Fisher, governatore della Federal Reserve di Dallas, sottolineando di essere favorevole a un ulteriore “tapering”.

Quando loro si sveglieranno noi saremo pronti ad incassare!

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36 commenti Commenta
icebergfinanza
Scritto il 25 febbraio 2014 at 10:17

Mi è venuta spontanea… @icebergfinanza: #madamafiducia …#Renzi prova a dire una cosa di sinistra … ROSSI e …VERDINI Autololissimaaaaa!!! http://t.co/zGq2pGAosl. … Il nuovo che avanza insieme ad un bancarottiere trafficante…

mannoz
Scritto il 25 febbraio 2014 at 10:42

la prima cosa che introdurrà saranno i contratti di lavoro a fregatura crescente ho idea…

kry
Scritto il 25 febbraio 2014 at 11:13

mannoz@finanza,

Contratti di lavoro ???? Lavoro ???? Mi sa tanto che lì ci sia poco poco da introdurre …… bhe dai vediamola così, potrà concentrarsi meglio su altre tematiche.

kry
Scritto il 25 febbraio 2014 at 11:36

Mi sa che al nuovo governo una tassazione sulle rendite dei titoli di stato porterà ben meno degli stimati 30/50 € …. con tassi costantemente calanti. http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Italia/Italia/notizia/Asta_Ctz_rendimento_scende_sotto_soglia_1_per_la_prima_vol-413826 Dovranno rifare i conti?

veleno50
Scritto il 25 febbraio 2014 at 11:53

ctz al 2015 minimo storico

icebergfinanza
Scritto il 25 febbraio 2014 at 11:59

thundermarc@finanza,

A parte i diritti di autore ho l’impressione che nel prossimo manoscritto …Machiavelli incontrerà Boccaccio e il suo Decameron!

veleno50
Scritto il 25 febbraio 2014 at 12:03

Sono scappati tutti gli investitori come sospettava qualcuno,poi se il rendimento va vicino allo zero non c’è più bisogno di aumentare la tassazione o no ? la media dei tassi nel 2011 era del 4,5% si pagavano 90 miliardi di interessi lordi, nel 2014 se la media degli interessi avvina la 3% si pagano 60 miliardi lordi bella differenza 90-60=30 miliardi risparmiati . ho sbagliato qualcosa?

mannoz
Scritto il 25 febbraio 2014 at 12:17

veleno50@finanza,

no, però il montante su cui pagare dal 2011 è aumentato…

ilcuculo
Scritto il 25 febbraio 2014 at 12:26

veleno50@finanza,

Direi di no, ai livelli attuali la Maria ci dice che il costo medio di rifinanziamento su tutta la curva dei tassi è vicino al 2% , questo però si dispiega su diversi anni perchè il costo delle cedole che si stanno pagando è ancora alto.

C’è anche un’altro fattore di cui si parla poco ma che verrà in aiuto di Renzi, su pressioni principalemente US molti paesi a partire dalla Svizzera, ma non solo, hanno accettato di abolire il segreto bancario, e questo potrebbe portare ad un significativo afflusso di capitali di ritorno. Il più è one off ma potrebbe essere un bel tesoretto da spendere bene….

veleno50
Scritto il 25 febbraio 2014 at 12:32

mannoz@finanza,

Ti ringrazio tantissimo per la risposta .so anch’io che il montante rimane invariato fino al rinnovo però è un bel segnale come aspettativa futura . non ho idea del quantitativo del rinnovo però mi pare fosse altissimo già quest’anno.buona giornata a tutti

futre
Scritto il 25 febbraio 2014 at 12:53

Ma no, che dite! Non e’ possibile, mica hanno rinnovato tutto il debito pubblico ai tassi odierni. Il costo del servizio sul debito non cala tout court se c’e’ un calo dei tassi su tutto l’importo dei famigerati 2100 miliardi di debito ma solo sulla parte di debito oggi emessa. Certo la curva dei tassi e’ in discesa e cio’ e’ positivo, ma per ottenere un calo degli interessi passivi su tutto il debito ai prezzi attuali bisognerebbe che i tassi fossero questi per i prossimi 30 anni.

icebergfinanza
Scritto il 25 febbraio 2014 at 13:13

veleno50@finanza,

Veleno non mi fare i calcoli con i polli di Trilussa :D

kry
Scritto il 25 febbraio 2014 at 13:27

Una riduzione dei tassi e relativo aperitivo spread lo si potrebbe ottenere se chi ” Sa cosa deve fare ” farebbe notare i nostri miglioramenti e ammonire chi supera del 6% le esportazioni ripetto al pil. Praticamente farsi valere e non supinamente condizionare da chi crede di valere di più.

ilcuculo
Scritto il 25 febbraio 2014 at 14:43

futre@finanza,

Perchè 30 anni quando la durata media residua del debito è 7 anni ?

futre
Scritto il 25 febbraio 2014 at 15:45

ilcuculo@finanza,

Ciao,
intendevo riferirmi alla rotazione totale del debito essendoci in essere dei trentennali emessi da non molto tempo… di certo l’errore macroscopico di Veleno 50 e’ che non si passa da interessi passivi 80 miliardi a 60miliardi (circa , approssimativamente) cosi’ con una “girata di cappello”. Su questo spero che tu concordi. Di fatto se la durata media residua del debito e’ cosi’ breve ( non lo sapevo e quindi ti ringrazio dell’informazione, sapevo solo che il governo Monti aveva aumentato il debito a breve rispetto ai governi precedenti) i bene fici di un calo dei tassi i sono sicuramente piu’ veloci ma la rotazione totale dell’attuale debito pubblico e’, essendoci dei trentennali con scadenza oltre il 2040, a conti fatti un trentennio. Aggiungo una domanda ma allora se i tassi salissero nei prossimi anni essendoci cosi’ tanto debito in scadenza che facciamo? Converra’ allungare le scadenze in questa fase di tassi bassi? Mi raccomando “se mi sbalio mi coriggerete”.

silvio66
Scritto il 25 febbraio 2014 at 16:08

ilcuculo@finanza,

Non mi farei grosse illusione sull’abolizione del segreto bancario in svizzera come insegna l’austria che dopo averlo sbandierato per anni ad oggi mi risulta ancora in piedi :?

andrea357
Scritto il 25 febbraio 2014 at 16:55

Come mai non viene mai ricordato il prestito ltro che le banche italiane dovranno restituire a fine anno?
E’ dato per scontato che verra’ prolungato?

A me sembra una gigantesca arma di ricatto nelle mani della bce con qui qualunque governo sarebbe costretto a fare i conti.

gnutim
Scritto il 25 febbraio 2014 at 17:23

cotinuano i dati ottimi provenienti dagli states:

USA: inatteso calo della fiducia dei consumatori a febbraio

Stati Uniti: Richmond Fed in calo da 12 a -6 punti a febbraio

kry
Scritto il 25 febbraio 2014 at 17:48

gnutim@finanza,

Guarda che numeri ( lo so che lo conosci ) popolazione aumentata di 600000 persone e food stamp diminuiti di 1,3 milioni. http://www.usdebtclock.org/# e prestiti agli studenti ormai prossimi a 1081 miliardi.

dorf001
Scritto il 25 febbraio 2014 at 19:51

di bene in meglio. evviva. dai che renzie spacca tutto. della serie : coglionissimo me!!!

PREPARATEVI ALLA GRANDE TOSATURA, IL GOVERNO DEI CURATORI FALLIMENTARI E’ QUI’ PER QUESTO. BOT, PATRIMONIALE, CONTI CORRENTI: COSI’ RENZI CI TASSERA’

DI MAURO BOTTARELLI

ilsussidiario.net

Non fate l’errore, cari lettori, di credere davvero che quella di Graziano Delrio sia stata la classica scivolata su una buccia di banana frutto dell’inesperienza. Non è così. Perché il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è tutto tranne che un politico inesperto: è furbo, preparato e naviga a vari livelli nei marosi della politica attiva da qualche decennio. Se parla, sa cosa dice. E quando ha parlato di aumentare la tassazione sui Bot dall’attuale 12,5% non ha dato fiato a una voce dal sen sfuggita: ha testato la piazza, su preciso mandato. È come nel rugby: la prima mischia ordinata della partita serve a testare la consistenza del pacchetto avversario. Chi vince la prima, impone le regole tutta la partita. Magari non fisicamente, ma sicuramente psicologicamente. ………….

Quindi, non si esclude affatto che quel 12,5% possa diventare 15%. O magari 20%. Tanto, come ha detto Delrio, la vecchietta con i suoi Bot non starà male per questo. Tanto più che servirà a qualcosa di importante, ovvero l’abbattimento del costo del lavoro per aiutare i giovani a essere assunti e gli imprenditori ad assumere.

Un bel ricatto morale, fatto alla perfezione. Ce lo chiede l’Europa, mancava nel comunicato. Ma non tarderà a saltare fuori questa formula, perché questo – come vi dico da sempre – è il governo dei curatori fallimentari, i quali – esattamente come i Blues Brothers – sono in missione per conto di qualcuno di molto importante. Nel primo caso era Dio, in questo più prosaicamente la Commissione europea. Ora, al netto del nulla cosmico in cui si è sostanziato il discorso di ieri di Matteo Renzi al Senato, tra bambini che meritano scuole sicure e investimenti esteri mischiati insieme come in un frullato zuccheroso di buone intenzioni senza nemmeno una cifra o un provvedimento concreto, lasciate che faccia un brevissimo salto all’estero per farvi capire cosa ci attende in Italia con questo nuovo governo. ……………..

qui poi bottarelli parla di Austria. son messi male. pensa te come sarà conciata l’italia. …..

D’altronde, signori, il governo Renzi ha una genealogia lunga e tutta compresa nel documento segreto redatto dalla Commissione europea che la Reueters ha intercettato e letto. Eccone il punto fondamentale: «I risparmi dei 500 milioni di cittadini dell’Unione europea saranno usati per finanziare investimenti a lungo termine per stimolare l’economia e contribuire a riempire il vuoto lasciato dalle banche dall’inizio della crisi finanziaria». Ufficialmente, la Commissione vuole «svezzare» le economie dei 28 paesi sudditi «dalla loro pesante dipendenza dai prestiti bancari, e trovare altri mezzi di finanziare le piccole imprese, i progetti infrastrutturali e altri investimenti». Insomma, basta rompere i cosiddetti alle banche, poverine, le quali devono già far fronte agli stress test, che se venissero condotti in maniera seria vedrebbero una serie di bocciature capace gli spedire gli spread reali sulla luna.

C’è poi la ricetta di Davide Serra, sodale di Renzi, suo finanziatore e guru, nonché capo dell’hedge fund Algebris con sede a Londra. Eccone parte del pensiero: «Il primo problema è il debito sbilanciato: troppo debito pubblico, poco privato e poco delle aziende. Questo blocca la crescita». Serra, inoltre, propone anche l’abolizione del contante e il ricalcolo di tutte le pensioni in essere, oggi modulate col sistema retributivo, per rimetterle al magrissimo sistema contributivo: il tutto, per dare i soldi in surplus ricavati alle imprese, sgravando le banche dal loro compito. In qualche modo, una redistribuzione forzosa dai vecchi ai giovani: tu chiamala, se vuoi, rottamazione. ……………

guardate questo grafico : http://www.ilsussidiario.net/img/grafici/Bottarelli_250214_1.jpg

La lettura «è più elevata delle stime ma l’inflazione resta ben sotto il tetto del 2% della Bce», sottolinea uno strategist di Newedge, aggiungendo che il dato è fondamentale «alla luce del dibattito sui rischi deflativi e in attesa delle previsioni sull’inflazione fino al 2016» che la Banca centrale europea pubblicherà in occasione del meeting del 6 marzo. «Le speculazioni di un ulteriore intervento di allentamento dell’Eurotower potrebbero aumentare», aggiungeva lo strategist. Signori, a questi ritmi la deflazione è dietro l’angolo in pochi mesi, a gennaio abbiamo vissuto il peggior calo mese-su-mese di sempre e il dato peggiore, guarda caso, riguarda proprio l’Italia, con un calo del 2,1% mese-su-mese, il peggior risultato di tutta l’eurozona. Se non aumenta la massa monetaria, non sale l’inflazione: e Draghi non solo non è stato in grado di mantenere il suo target del 4,5% ma lo ha dimezzato, facendo scendere il tasso inflattivo sotto la metà dell’obiettivo prefissato del 2%.

In queste condizioni, l’Italia muore. E i soldi vanno presi dove ci sono, ovvero nel risparmio dei cittadini, visto che le banche non prestano ad aziende non finanziarie, come mostra questo grafico. Preparatevi alla grande tosatura, cari lettori, il governo dei curatori fallimentari è qui per questo. E Delrio non è affatto lo sprovveduto che vogliono dipingere: ha tastato il polso, su mandato. Ora basterà uno scossone, un’emergenza a livello europeo, uno spavento sullo spread e tutto sarà possibile. Perché ce lo chiede l’Europa e lo farà con la faccia giovane, fresca e rassicurante di Matteo.

l’articolo completo sta qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12989

john_ludd
Scritto il 25 febbraio 2014 at 20:54

silvio66@finanza,

ah ! e l’Austria è nell’euro !!!

chi pensa che un paese come la Svizzera possa eliminare il segreto bancario vive nel mondo del trallallero trallalla. Non sono cattivi, fanno i loro interessi e oltretutto non potrebbero farlo neppure se il governo volesse. Infatti, la cosa dovrebbe anche essere approvata dalla popolazione che sicuramente 100% direbbe NO. E neppure le nazioni che a parole se la prendono con i cosiddetti paradisi fiscali lo permetterebbero. Se Londra è il grande centro e buco nero della finanza anglo sassone, la Svizzera è il centro offshore della finanza tedesca. Dalla Svizzera sono transitati i denari che i grandi banchieri (ebraici per lo più) hanno inviato in Germania almeno sino al 1936, dato che a loro e ai loro governi non dispiaceva avere una forte Germania in chiave anti sovietica. Ricorda, il potere non ha morale, MAI. Non è questo il blog di un tale che scrive di Macchiavelli ? Il mondo così è sempre andato e così continuerà ad andare.

silvio66
Scritto il 25 febbraio 2014 at 21:14

john_ludd@finanza,

Sono daccordo john. Personalmente la cancellerei dalla carta geografica la svizzeracon tutti i suoi avvocati e notai che riciclano il denaro di mezzo mondo. Pochi sanno che solo due mesi orsono il canton ticino ha organizzato un incontro con gli imprenditori lombardi al fine di esortarli a delocalizzare nel cantone offrendo condizioni strepitose. Giusto per darci una mano..
ilcuculo@finanza,

:evil:

silvio66
Scritto il 25 febbraio 2014 at 21:29

…Ciao cuculo, la faccina diabolica incazzata era la fine del messaggio per john e non indirizzata a te.. :wink:

glare
Scritto il 25 febbraio 2014 at 22:18

Anche oggi lo shanghai index è andato in picchata, sebbene le banche cinesi abbiano protetto la fuga di capitali, le prospettive non sono per nulla rose..
La crisi dei Brics sta diventando davvero preoccupante e se l’indice andasse sotto i 1830 , probabilmente sarebbe la prova definitiva che questo è l’anno del cigno nero..

john_ludd
Scritto il 25 febbraio 2014 at 22:19

silvio66@finanza,

Il grosso dei capitali italiani evasi portati in Svizzera risale a tanti anni fa e ormai non è più lì. D’altra parte neppure la Germania ha combinato niente. Funziona circa così: la banca svizzera trasferisce a una sua società fuori bilancio alle Caymann o altrove, poi terminata la fase calda i denari rientrano. Tuttavia, la gente non sa che a un ricco italiano il servizio lo fa la propria banca che gli crea una società di comodo, la mette dentro una fiduciaria da qualche parte che rimanda a un’altra società e così via. La cosa costa moltissimo ma sei hai decine di milioni da difendere, vale il costo e l’esercito di studi legali e società finanziarie ci vive sopra alla grande. I sistemi legali e fiscali sono stati creati a misura del ceto dominante in ogni paese e la possibilità di ottenere un risultato agendo in un solo paese (quale che sia, Italia, Germania etc…) è zero assoluto. O l’azione viene fatta contemporaneamente da tutte le nazioni (almeno quelle OCSE) oppure non funziona. Ma se il più grande centro offshore è collocato negli USA (lo stato del Delaware con più società di comodo che tutti gli altri paesi del mondo messi assieme), se i più grandi centri di riciclaggio del pianeta sono Londra e New York vogliamo davvero credere che è in atto “una azione decisa contro l’evasione e l’elusione ?”. Se l’obiettivo delle banche centrali è tenere alto il prezzo delle azioni che dipendono dagli utili delle multi nazionali il cui tax rate è del 10% o meno grazie alla pletora di paradisi fiscali, società di comodo, ecc… ma chi vogliamo prendere in giro ? E perché continuare a ossessionare gli italiani con dati sull’evasione del tutto costruiti ad arte e mirati a dimostrare che gli italiani sono ladri e gli altri dei santi ? Non è che non c’è evasione in Italia, ma molta è micro evasione di sopravvivenza, oppure dobbiamo davvero credere x davvero che la disoccupazione in certi regioni del sud è al 35% . E persino gli svizzeri ammettono che i dati sull’evasione a casa loro sono sotto stimati e un valore realistico la pone attorno ben oltre il 10%. Nei paesi anglo sassoni e in Germania la micro evasione dei peones è bassissima mentre la super evasione o elusione dei ricconi molto più alta di quanto traspare nelle classifiche. Prendersela con la Svizzera oltre che inutile è pure errato. Chi crede nello stato, nella legalità e nella democrazia crede in qualcosa che esiste a macchia di leopardo in qualche piccolo paese e stop.

glare
Scritto il 25 febbraio 2014 at 22:20

Secondo voi questo sarà l’anno del cigno nero? :twisted: :mrgreen:

kry
Scritto il 25 febbraio 2014 at 22:20

silvio66@finanza,

Non solo lombardi e funny king ( genovese ) di rischio calcolato è tra questi, ha già delocalizzato e non passa giorno per ricordarlo. :evil::evil::evil::evil::evil:

john_ludd
Scritto il 25 febbraio 2014 at 23:04

glare@finanza,

alle autorità cinesi della loro borsa non importa nulla, il denaro dei loro cittadini non sta lì. Le borse sono importanti nei paesi OCSE specie in USA e UK dove svolgono il ruolo di controllo sociale per i ceti abbienti. Se le borse crollano quelli si incazzano e votano qualche altro ancora più stronzo. Gli sfigati invece non votano e il problema non si pone. D’altra parte che problema c’è, il metodo lo hanno trovato, ha fatto guadagnare tempo, vincere le elezioni e nel futuro si vedrà. Nessuno ha un piano che va oltre le prossime elezioni. Siamo una civiltà (?) investita a brevissimo termine.

ilcuculo
Scritto il 26 febbraio 2014 at 09:00

john_ludd@finanza: Nessuno ha un piano che va oltre le prossime elezioni.

Forse è questo il limite più grave di quel sistema politico che chiamiamo Democrazia. Un orizzonte temporale troppo breve per fare alcuna di quelle cose serie che nel lungo periodo hanno sostenuto lo sviluppo vero dell’umanità.

glare
Scritto il 26 febbraio 2014 at 09:03

john_ludd@finanza,

io, John , credo che gli Usa non arriveranno alle prossime elezioni come potenza leader e comincio anche a credere che da quest’anno gli states e il dollaro iscricchioleranno agli occhi dell’intera umanità…
La Cina, i suoi mercati e il suo governo li hanno abbandonati…vedremo a breve (oggi saranno resi noti i disastrosi indici Usa)..come reagirà lo zio Sam.

Ecco cos’ è per me il cigno nero; la fine manifesta del sistema turbocapitalistico statunitense.

icebergfinanza
Scritto il 26 febbraio 2014 at 10:30

glare@finanza,

Prima che scriccioli il dollaro …crollerà l’euro! :wink:

john_ludd
Scritto il 26 febbraio 2014 at 12:54

icebergfinanza,

questo è sicuro, per proteggersi basta non avere euro. Poi quando anche il dollaro andrà in frantumi bisognerà scavare.

glare
Scritto il 26 febbraio 2014 at 15:16

icebergfinanza,

Già Andrea :wink: ..una carta straccia , una carta igienica :mrgreen:

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