RIFORMA HARTZ PER TUTTI, OFFRONO GRILLO E HOLLANDE!

Scritto il alle 10:27 da icebergfinanza

Ieri sera all’improvviso, mentre su twitter leggevo le notizie che scorrevano veloci,  ecco uscirne una, come un incubo dal film Shining, quello che ancora oggi è considerato come uno dei migliori film dell’orrore della storia!

Francia: Hollande vuole Hartz, il riformatore di Schroeder

Inizialmente mi sembrava impossibile, soprattutto alla luce della storia, di quello che accadde durante le due guerre mondiali, il trattato di Versailles e la Repubblica di Vichy stato satellite del Terzo Reich, le aspirazioni francesi all’uguaglianza mica son compatibili con quelle tedesche all’egemonia, direbbe la Storia.

Mica sono come gli italiani , si quelli del Franza e Spagna purchè se magna, i francesi!

Tra i punti del M5S anche la realizzazione di un piano comparabile all’Agenda 2010 tedesca, il piano di riforma dello stato sociale e del mercato del lavoro voluto dall’ex Cancelliere Gerhard Schroeder. Perché, spiega (Grillo), “quel che ha dato buoni risultati in Germania, lo vogliamo anche noi”. Grillo sogna l’Agenda tedesca del 2010 | Teleborsa.it

Bene siamo messi proprio bene mi son detto, dopo Grillo anche Hollande vuole la riforma Hartz , come ha scritto ieri Luca su twitter, hartzati e cammina, in mezzo ad un oceano di deflazione salariale e distruzione della domanda interna.

Ho fatto subito un giro per verificare e figurarsi se i tedeschi del Die Welt, non ci marciavano sopra…Peter Hartz berät Hollande bei Sozial-Reformen e ancora Hollande holt Peter Hartz für Arbeitsmarktreformen

Poi Thomas Manfredi mi ha fatto notare con un articolo che non è politicamente accettabile per un francese farsi consigliare o suggerire da un tedesco, sono piuttosto nazionalisti i francesi e la stampa tedesca non ha perso l’occasione di ricamarci su una telenovelas. 

Quand François Hollande rencontrait Peter Hartz, le “père” des réformes allemandes du travail…

Ovvero che l’Eliseo ha confermato che il presidente francese aveva incontrato Peter Hartz, il “padre” delle  controverse riforme del mercato del lavoro in Germania due mesi fa, ma come un semplice ospite qualunque dicono loro, il presidente ha voluto invitare Hartz ad una conferenza.

Sarà vero? Ai posteri l’ardua sentenza mentre in Italia avete avuto un assaggio ecclatante di quello che significa deflazione salariale unica possibilità rimasta per aggiustare uno squilibrio macroeconomico all’interno di un’area economica non ottimale come l’Europa, visto che svalutare non è più possibile, svalutare come fanno America, Inghilterra e Giappone, che fanno magistralmente al momento opportuno, i loro interessi come direbbe il solone Zingales, si loro che svalutano solo per necessità, per disperazione no vero!

ZINGALES: DEVALUATION… MADE IN CHICAGO!

Lìamministratore delegato di STM Bozzoli ha fatto sapere che … “Nel nostro business, importante è il cambio euro-dollaro e questo risulta un vantaggio per nostri concorrenti americani”.

Ma cosa è questa famigerata riforma Hartz?

Welfare, riforma tedesca Hartz: cosa è e come funziona?

Della famigerata riforma Hartz IV o agenda 2010 per gli amici che tanti ammiratori raccoglie in Italia, ormai ne abbiamo parlato in tutte le salse GERMANIA: LAVORO, LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA! ma ovviamente nessuno parla dell’altra faccia della medaglia in attesa che la cura miracolosa calvinista invada il resto d’Europa…

Intervista alla Cancelliera tedesca alla vigilia del vertice dei leader dell’Europa a Berlino sul lavoro: «La disoccupazione giovanile è il problema europeo più impellente». Per contrastarlo ci vuole rigore ma anche capacità di cambiare. «Direi che oggi la disoccupazione giovanile è forse il problema europeo più impellente. E noi tedeschi, che dalla riunificazione abbiamo maturato le nostre esperienze riuscendo a ridurre la disoccupazione con riforme strutturali, ora possiamo mettere a disposizione queste esperienze» (…)  «Ho l’impressione – ha aggiunto la Merkel – che in molti Paesi la gente sappia molto bene che cosa sia andato male nel passato. Mi dispiace che oggi soffrono di più proprio coloro che non hanno assolutamente contribuito a questi sviluppi sconsiderati, cioè i giovani o i poveri. Chi aveva il capitale in molti casi ha lasciato da tempo il proprio Paese o ha altre forme di protezione. Credo che i ricchi nei Paesi più gravemente colpiti dalla crisi potrebbero, con un impegno maggiore, portare più risorse alla collettività. Trovo estremamente deplorevole che le élite economiche si assumano così poca responsabilità per questa situazione».

Dopo aver seminato panico e distruzione in mezza Europa per salvare le proprie banche facendo fuggire capitali dal sud verso il nord, facendo fuggire giovani e lavoro, ora la vispa Teresa ci racconta che … noi tedeschi, che dalla riunificazione abbiamo maturato le nostre esperienze riuscendo a ridurre la disoccupazione con riforme strutturali, ora possiamo mettere a disposizione queste esperienze … e che il capitale brutto cattivo non doveva fuggire dagli altri Paese per rifugiarsi in Germania, soprattutto contribuendo a rendere negativo il rendimento dei loro titoli di Stato.

Della vicenda Electrolux che io ho ridenominato ELECTROREDUX abbiamo già parlato ieri e piano piano incominciano a svegliarsi anche alcune belle addormentate del giornalismo italiano Gad Lerner …

Se all’Electrolux passa il salario dimezzato

Avremo tempo e modo di ragionare più a fondo sulla condizione posta dalla direzione svedese della Electrolux ai sindacati italiani: una riduzione drastica, quasi della metà, dei salari, per metterli alla pari con quelli polacchi, o altrimenti la chiusura degli stabilimenti. Spero sia a tutti evidente quale sarebbe la conseguenza immediata dell’accettazione di questo ricatto: Dall’indomani in molte aziende del nostro paese comincerebbe la corsa a tagliare i salari, in barba ai contratti stipulati. Non credo di abusare di una parola forte se dico che ciò significherebbe l’avvio del tante volte evocato massacro sociale.

Il massacro sociale è già in atto, è già in atto e lo stanno deliberatamente portando avanti in Europa, lo ha detto anche Monti alla CNN, la distruzione della domanda interna We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation.

Abbastanza chiaro o serve ancora qualche mese per comprenderlo?

Qualcuno si sta chiedendo dove è finito il ministro Zanonato a proposito della questione Electrolux. Da nessuna parte, fanno solo facendo finta di niente, la deflazione salariale deve continuare, siamo ancora troppo poco compititivi, per le loro menti perverse.

Nel frattempo in America tralasciando la “pedagogia dell’ottimismo” Obama alza gli stipendi minimi a milioni di americani, con i soldi che l’America non ha, ma lo fa senza farsi tante inutili domandine come in Italia o in Europa, perchè sa che quello che conta in una depressione è la domanda interna, domanda interna, domanda, domanda, domanda…

E’ il caso del salario minimo legale. Più volte Obama ha cercato di fare approvare dal Congresso un aumento del minimo retributivo, senza successo. Ora si muove da solo, laddove questo è possibile: alzando da 7,25 a 10,10 dollari l’ora il minimo salariale almeno per i dipendenti di quelle aziende che lavorano per l’Amministrazione federale. E’ un gesto importante, che rimpinguerà le buste paga per centinaia di milioni di americani. Ma Obama torna ad esortare il Congresso perché faccia la sua parte innalzando il minimo per la totalità dei dipendenti Usa, un atto che estenderebbe a 17 milioni di persone il miglioramento retributivo. “L’attuale minimo – incalza – è del 20% inferiore rispetto ai tempi in cui era presidente Ronald Reagan”. Non a caso cita il leader storico della rivincita conservatrice: oggi un partito repubblicano che si è spostato molto più a destra di Reagan è l’ostacolo per tutte le riforme. “Date un aumento all’America”, invoca Obama mentre lo applaude in piedi solo metà del Congresso: i suoi.

Chissenefrega poi se in realtà almeno un terzo della popolazione americana è senza lavoro, sottoccupata, scoraggiata, vive di buoni pasto e sussidi che stanno per finire ovvero per circa 25 milioni di americani ancora.

Per il resto dopo il mercato del lavoro crollato per colpa del freddo e quello immobiliare per colpa della neve ora collassano anche le vendite di beni durevoli per colpa della luna, con revisioni sostanziali nei mesi precedenti anch’essi turbati dalla neve e dal freddo che non c’erano.

Sono forti gli americani prima ti fanno uscire un dato terrificante sulle vendite, un mercato del lavoro in contrazione e un crollo delle vendite di case e poi ti fanno sapere che gli americani sono entusiasti che il loro indice di fiducia decolla, nelle medie dei polli di Trilussa non hanno uguali. 

Grazie a Tyler Durden date un’occhiata qui sotto a che mirabolante ripresa è in atto in America, ma la pedagogia dell’ottimismo non si ferma…

Beni durevoli che nel mese di novembre dovevano essere aumentati del 3,5%, sono stati rivisti al 2,6% in dicembre ovviamente con previsioni medie di un aumento del 1,8 % è uscito un dato negativo del 4,3 % e gli ordini per elettronica e computer non sono mai stati cosi bassi dal 1993! Probabilmente le tastiere erano ghiacciate e non è stato possibile comprarli con questo freddo.

 

In serata il concorso di bellezza della Federal Reserve con miss Tapering protagonista.

 

Al mercato serve una bella notizia e loro questa bella notizia la daranno in una maniera o nell’altra, non importa quale, magari tra le righe del comunicato, magari anche solo prospettando, ma la daranno , non possono fare altrimenti con milioni di drogati che dipendono dalle loro iniezioni di eroina fiduciaria.

Che poi questa venga interpretata in questa o quella maniera, questo è un altro discorso, provate Voi ad esplorare la mente di uno psicopatico qualunque!

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6 commenti Commenta
silvio66
Scritto il 29 gennaio 2014 at 13:05

Stiamo vedendo la realizzazione di quello che noi e tutte le persone di buon senso sanno e discutono da anni. La novità è proprio questa. Ora si sa e si discute liberamente sui blog. Fa senso vero, veder applicare le stesse cose che i teorici ripetono da tempo. Forse ora in molti ricordano le parole di tutti i bravi professori che da almeno due anni si impegnano in tal senso. Il nostro Capitano da molto di più. Ora inorridiamo per l electrolux, una grande azienda, ma pur sempre una azienda, che ci colpisce in casa nostra. Come se la grecia e cipro fossero stati un sogno. Vedremo di molto peggio statene certi. Loro continueranno fino alla fine, la nostra fine. Lo fanno con la complicità della nostra classe politica corrotta e rinnegata nei confronti del paese. Cari astanti, signore e signori, se non ci ribelliamo è la fine sicura. Tutti i cosiddetti moderati benpensanti, di cui faccio parte, devono capire l’enorme responsabilità che assumiamo nei confronti delle classi meno fortunate oggi in Italia. Dobbiamo tutti obbligatoriamente guardare oltre la nostra siepe. E’ in atto il genocidio economico italiano e dobbiamo capirlo bene tutti. L’estrema arma democratica è il voto. Non ne esistono altre. Dopo c’è solo la violenza. Se fallisce l ultima risposta democratica, prenderanno piede quelle antidemocratiche. L ultima risposta democratica è il m5s. Pensateci bene signore e signori, perchè dietro di noi gli altri stanno male, molto male. Togliamogli anche la speranza e precipiteremo all’inferno sociale. Così avranno anche la scusa buona per fare leggi speciali deflazionando ancor più i diritti. E’ finita l’epoca delle tifoserie politiche amici. Quì, si muore.

gnutim
Scritto il 29 gennaio 2014 at 13:07

Andrea sarò ripetitivo ma questo post è di una peso e di una importanza cruciale.
Comprimere i salari in Italia (anche se lo stanno già facendo, Marchionne docet) non è proponibile, ucciderebbe ancor di più la debole domenda interna.

Svalutare la moneta per rendere più appetibili i nostri prodotti all’estero è un miraggio, la Bce è immobile.

Uscire dall’Euro è una mossa azzardata, e non possiamo a priori conoscerne gli effetti.

Andare a votare non so se porterebbe a cambiamenti: Pd sono succubi dell’europa. FI è stracotta e Grillo è un demente. Non c’è alternativa.

Che kakkio facciamo? Ok la consapevolezza, ma sapere che sto x crepare senza sapere come cambiare la mia vita è dura…

Se almeno ci fosse un movimento di persone capaci e consapevoli e che agissero in quella direzione allora vedrei qualche speranza….

quesalid
Scritto il 29 gennaio 2014 at 13:36

sul ruolo di Internet come generatore di ineguaglianza e relativa distruzione delka classe media

http://www.theatlantic.com/business/archive/2014/01/the-internet-is-the-greatest-legal-facilitator-of-inequality-in-human-history/283422/

Alessio Vulcan
Scritto il 29 gennaio 2014 at 13:47

gnutim@finanza:
Andrea sarò ripetitivo ma questo post è di una peso e di una importanza cruciale.
Comprimere i salari in Italia (anche se lo stanno già facendo, Marchionne docet) non è proponibile, ucciderebbe ancor di più la debole domenda interna.

Svalutare la moneta per rendere più appetibili i nostri prodotti all’estero è un miraggio, la Bce è immobile.

Uscire dall’Euro è una mossa azzardata, e non possiamo a priori conoscerne gli effetti.

Andare a votare non so se porterebbe a cambiamenti: Pd sono succubi dell’europa. FI è stracotta e Grillo è un demente. Non c’è alternativa.

Che kakkio facciamo? Ok la consapevolezza, ma sapere che sto x crepare senza sapere come cambiare la mia vita è dura…

Se almeno ci fosse un movimento di persone capaci e consapevoli e che agissero in quella direzione allora vedrei qualche speranza….

condivido pienamente. Cosa si uò fare?

mirrortrader
Scritto il 29 gennaio 2014 at 18:45

DOMANDA:
Io ho l’impressione che non ci sia soluzione. La globalizzazione a mio avviso fa la media tra la paga del vietnamita e dell’europeo.
Cioè diamo la colpa a questo e a quello, ma è sicuro che non sia un processo inevitabile?
Se aggiungiamo anche il costo del petrolio, che ha causato il boom del secolo, ho l’mpressione che si sta facendo una caccia alle streghe, quando invece il processo sia inevitabile.
Che poi qualcuno ci mangi sopra è sicuro, ma fino a che punto si puo trovare un colpevole?

alessandroecristina
Scritto il 29 gennaio 2014 at 19:32

come evolve la situazione italica…consiglio la lettura…. http://giorgiofracchiolla.blogspot.it/2014/01/esistono-persone-che-riescono.html

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