AMERICA EUROPA: POLITICA MONETARIA FUMERIA D’OPPIO!

Scritto il alle 10:45 da icebergfinanza

Nell’antica Londra vittoriana le fumerie di oppio erano luoghi di perdizione, oppio antidolorifico che poteva tranquillamente causare effetti allucinogeni alterando le percezioni sensoriali, soprattutto se utilizzato in dosi massicce.

Ieri in diretta su Twitter ho condiviso le affermazioni della nuova governatrice della banca centrale americana, nonna Yellen, chiedendomi cosa mai fumerà alla sua età…

No nessun gioco delle tre carte, nessuna mezza parola, le valutazioni del mercato azionario non sono in bolla, salgono solo sulla base dei fondamentali suppongo, soprattutto sulla base degli utili e margini attesi!

Ovviamente non sembrava vero ai nipotini psicopatici, cocainomani, testosteronizzati di Santa Clause Bernanke, frequentratrice della più colossale fumeria d’oppio finanziaria al mondo di scoprire che Babbo Natale è donna, subito scatenati alla ricerca del pacco regalo migliore.

Yellen non vede bolle, avanti con stimoli all’economiaPolitica monetaria – L’attuale vicepresidente della Fed e probabile futura governatrice non vede rischi legati al piano di acquisto di bond

Il resto lo lascio leggere a Voi, mentre si prepara una dolce cascata “trickle down” per l’economia americana, ma ci sono alcune perle che mi fanno giungere alla conclusione che anche nonna Yellen è in trappola…

“Ci sono prove che suggeriscono che le valutazioni del mercato azionario non sono in territorio da bolla”.

Quali sono, le stesse di Letta, che non si vedono e non si possono toccare, ma ci sono comunque, oppure q
“Il sistema finanziario è più solido e sicuro ora di quanto lo fosse prima della crisi” del 2008, la peggiore dalla Grande Depressione degli anni ’30”

Dopo anni e mesi passati ad ascoltare qualche oca giuliva che ci accusava di vedere fantasmi immaginari dietro la favola europea e tedesca, oggi mezzo mondo attacca la Germania e l’Europa, senza sosta, bombardandola in ogni direzione!

Ma ora sedetevi e mettetevi comodi, prima di svenire perchè la notizia del giorno è che su Repubblica, organo ufficiale ed istituzionale del “Plu Eulopa” si fa il …

Processo alla Germania rimasta senza memoria

Abbiamo visto la scorsa settimana la carta straccia tedesca scatenarsi contro Draghi per la riduzione dei tassi ovviamente foraggiata dai soliti pasdaran della Bundesbank e dai tirapiedi austriaci e olandesi.

“Un contesto di tassi di interesse bassi è un onere sempre maggiore per il sistema finanziario tedesco”, ha dichiarato Andreas Dombret, membro del comitato esecutivo della Bundesbank nel rapporto annuale diffuso oggi, precisando che “tanto più continuano, tanto maggiori saranno i rischi e gli effetti collaterali per la stabilità finanziaria della Germania”.

Eppure mentre parlava alle voragini con la banca intorno in Germania, Weidmann, non sembrava cosi arrabbiato anzi, ben sapendo la situazione disperata delle banche regionali tedesche legate a doppio filo con la politica…

Germania indietro tutta. BundesBank: bene il taglio dei tassi Bce

Davanti alle banche popolari e rurali tedesche, il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, ha affermato che alla luce dei bassi tassi d’inflazione e della prospettiva di prezzi contenuti nel medio termine e vista la debolezza della congiuntura europea, il taglio dei tassi BCE di questo mese è giustificato. La BCE, ha aggiunto, valuta le misure da prendere, sulla base delle condizioni di tutta l’Eurozona, non dei singoli suoi stati.

Le fumerie d’oppio abbondano anche a Francoforte!

“Blutti catifi, siete invidiosen, perchè noi siamo blavi…“Berlino in collera «Noi Troppo bravi, Ue incomprensibile»

Ora non vorrei stare qui tutte le volte a ripetere che abbiamo molto da imparare dai tedeschi, loro sono stati più furbi, otto milioni di lavoratori a 400 euro al mese e pedalare senza fiatare, ma ognuno si prenda le sue responsabilità.

Germania e Francia, furono le prime a fare carta straccia dei parametri di Mastricht, La Germania era la palla al piede d’Europa ha chiesto aiuto per l’unificazione e ora ripercorre le orme della sua storia fatta di dominazione.

Certo, anche a Berlino si sa bene che i tedeschi vendono ma non consumano. Solo in settembre le esportazioni hanno superato le importazioni di oltre venti miliardi di euro. Queste sono cifre sulle quali è difficile obiettare. La domanda interna non viene alimentata. Pochi comprano, molti risparmiano. Come ha detto Peter Bofinger, una voce meno conservatrice tra i cinque «saggi» che hanno presentato proprio ieri il loro rapporto annuale, l’eccedenza delle esportazioni provoca «alti accumuli di capitali che non vengono investiti a sufficienza nel sistema economico». Ma gli avvocati della difesa hanno numerose argomentazioni, a parte quelle ovvie sulle «regole imposte dal mercato» e sul fatto che i molti altri iscritti al club europeo, come Italia e Spagna, non sono mai riusciti ad essere sufficientemente competitivi.L’Europa processa la Germania, Berlino in collera «Noi Troppo bravi

Stasera ci sarà da divertirsi … Germania, Löw: “Italiani illusionisti: sono come lupi travestiti da agnelli”(…) “Gli azzurri sanno cambiare il modo di giocare e spuntano fuori all’improvviso. Nei grandi tornei sono la nostra nemesi, ma a novembre sono gli avversari ideali”

Nella scena finale de “I Soliti Sospetti”, la voce di Kevin Spacey ci rivela che “la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente… sparisce”. In un’intervista alla Süddeutsche Zeitung, Joachim Löw si riferisce più o meno i questi termini alla diabolica Italia: “Sono come lupi travestiti da agnelli, degli illusionisti. Regolano il loro stile di gioco come nessun altro. Riescono a gestire, cambiare ed aggiustare il loro gioco come nessuna altra squadra al mondo. E quanto ti hanno fatto credere di avere in pugno la partita, eccoli lì che spuntano fuori…”. Ecco la differenza, un diavolo che appare invece di scappare. ( La Gazzetta dello Sport )

Un diavolo che appare, invece di scappare…Forza ragazzi siamo lupi travestiti da agnelli, facciamo paura a tutti, come prima di entrare in questa camicia di forza che è l’euro, surplus a nostro favore contro deficit questa era la partita a nostro favore prima di entrare nell’euro.

Ritroviamo le origini, le tradizioni, ripartiamo dal territorio, cooperazione e distretti, la nostra forza culturale e industriale, rifondiamo il nostro Paese, rifondiamo antropologicamente sulle macerie, ritorniamo ad insegnare educazione civica e responsabilità nelle scuole, ma prima cambiamo radicalmente l’euro e l’Europa, cosi non è più possibile andare avanti, diversamente non abbiamo scampo, moriremo lentamente ed inesorabilmente.

Nuovi record a Wall Street, la fumeria d’oppio mondiale, nonna Yellen per il momento ha salutato zio Tapering, affascinante davvero … ora più che mai sulla riva del fiume, si il Mississipp,i come ai vecchi tempi, cercando pepite come suggerisce il nostro Machiavelli, pepite d’oro e pepite di carta.

L’uovo di Colombo, l’ ennesima conferma che abbiamo scelto la rotta giusta è in viaggio, per tutti coloro che hanno sostenuto o vorranno sostenere liberamente il nostro viaggio.

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21 commenti Commenta
ebertuol
Scritto il 15 novembre 2013 at 11:11

Andrea, a quando un’altro libro???!!! Grazie.

icebergfinanza
Scritto il 15 novembre 2013 at 11:18

ebertuol@finanzaonline,

Purtroppo non ho il tempo, peccato perchè questa volta mi divertirei davvero…chissà! Andrea

ilcuculo
Scritto il 15 novembre 2013 at 12:01

Certo che dove il denaro arriva l’inflazione si sente…

icebergfinanza
Scritto il 15 novembre 2013 at 12:57

ilcuculo@finanza,

Va e viene … emergenti docet!

icebergfinanza
Scritto il 15 novembre 2013 at 13:17

Il commissario Rehn a sorpresa boccia la manovra e blocca la clausola per fare più investimenti. Governo nei guai, saltano le coperture…

Lo capite o no che non si può andare avanti cosi ma chi sono questi idioti che decidono per noi!

Fuori subito da questa Europa!

stanziale
Scritto il 15 novembre 2013 at 13:34

icebergfinanza,

Fassina ieri a servizio pubblico con Bagnai, ha detto che ora con il semestre italiano di presidenza (inizia a giugno 2014) ci faremo valere. Non da adesso, ma da giugno. Intanto, la rana puo’ continuare a bollire.

icebergfinanza
Scritto il 15 novembre 2013 at 14:13

stanziale@finanza,

Servizio pubblico è un pentolino dove friggere rane non solo bollirle… a sentir parlar Santoro sembrava di sentire Fantozzi… Travaglio compreso! E Bagnai che stende il tappetto a Fassina…roba da politicamente corretto!

cellula labile
Scritto il 15 novembre 2013 at 14:52

icebergfinanza,

sempre parlare di rane…….io ho paura di fare la fine delle MOECHE! ….prima ci fanno mangiare il tuorlo dell’uovo e poi………………ci friggono vivi!

http://www.veneziasi.it/it/cucina-venezia-culinaria/moeche-fritte.html

buon fine settimana
cellula labile

pecunia
Scritto il 15 novembre 2013 at 15:41

cellula labile@finanza,

le “moeche” sono una bontà… per chi le conosce! :))

scusa, ma tu sei la Annaduc del vecchio forum di spy?

se s^, un saluto da pecunia (non ho cambiato il nome)

cellula labile
Scritto il 15 novembre 2013 at 16:29

pecunia@finanza,

mi spiace non sono Annaduc….però …piacere di conoscerti pecunia.
Le moeche le ho assaggiate oggi per la prima volta, sinceramente preferisco pasta e fagioli!

come dice il nostro capitano….un abbraccio.

laverita
Scritto il 16 novembre 2013 at 18:21

Belga o tedesco?…secondo me tedesco…..
http://www.repubblica.it/economia/2013/11/16/news/la_bce_accarezza_le_armi_non_convenzionali_per_combattere_il_rischio_della_deflazione-71138166/

@@@icebergfinanza: che non sia giunta l’ora per cui i tedeschi intervengono per le loro banche regionali e internazionali?
Quando la melma è alta l’intervento è giustificato immagino.

thundermarc
Scritto il 17 novembre 2013 at 11:57

http://www.lettera43.it/politica/francia-hollande-e-il-bilancio-del-governo_43675113643.htm

sottolineerei una frase

Eppure, nonostante le critiche spietate, i sondaggi inclementi e le molte accuse, in un anno e mezzo di governo Hollande ha fatto più di una scelta coraggiosa. Si potrà anche non essere d’accordo con le loro politiche, ma i francesi, almeno, le hanno.

silvio66
Scritto il 17 novembre 2013 at 12:54

icebergfinanza,

Non mi sento di essere severo con bagnai, ricordiamoci dove era, e con chi. Il più sorpreso era proprio fassina che si è via via figurato in uno sguardo catatonico. Benvengano i teorici in televisione, anche se pochi li capiscono. Sosteniamo i patriottici professori come bagnai. :idea:

kurskit@yahoo.it
Scritto il 17 novembre 2013 at 16:29

Per favore, non scherzo, aiutatemi a trovare una risposta,
http://www.laforzamotrice.it/?p=773

dorf001
Scritto il 17 novembre 2013 at 18:19

kursit, ti rispondo io. ahh non ho debiti. però sono tanto in dificoltà. mi aiuti tu??? servono soldi. ora ti rispondo sul valore indotto. che chissà a forza di dai la capisci.

Auriti, il valore indotto e la proprietà della moneta

Di chi sono i soldi e perché hanno valore?

In questo articolo analizzeremo il meccanismo reale che genera il valore della moneta e cercheremo di capire chi sia il proprietario della valuta di uno Stato all’atto di emissione.
Aristotele definì la moneta come “misura del valore”. Ma cosa è il valore? Lo spiega il professor Giacinto Auriti in uno dei suoi scritti: «Il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Così, ad esempio, una penna ha valore perché prevediamo di scrivere; quindi il valore è un rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto».
La definizione data da Aristotele, però, implica che la moneta sia anche “valore della misura”: ogni unità di misura infatti, possiede anche la qualità corrispondente a ciò che deve misurare. Come il metro che, misurando la lunghezza possiede anche la qualità della lunghezza, anche la moneta, misurando il valore, ha necessariamente intrinseca la qualità del valore, ossia, vale.
Ogni unità di misura è anche una convenzione ed ogni convenzione è una fattispecie giuridica, quindi anche la moneta è una fattispecie giuridica. Il simbolo, la convenzione monetaria, acquista valore semplicemente per il fatto che ci si mette d’accordo che lo abbia. La previsione che ognuno di noi accetti moneta in cambio di merce e viceversa ci induce ad accettare moneta a nostra volta per poi utilizzarla in cambio di prodotti. In poche parole: i soldi sono carta straccia che però acquistano valore solamente perché un’insieme di persone lo decide per convenzione, in previsione di poterli utilizzare. Siamo noi che diamo valore ai soldi. Ricordiamo, fra l’altro, che con la fine degli accordi Bretton Woods nel 1971 la moneta si sgancia completamente dalla riserva aurea, perdendo completamente la convertibilità in oro.

Giacinto Auriti parla di “valore indotto” della moneta, utilizzando il paragone con la dinamo che, per induzione, tramite il movimento, genera la corrente e quindi la luce. Le persone che decidono convenzionalmente di utilizzare una moneta, mettendola in circolo e facendola girare, le attribuiscono, le inducono valore. Il valore indotto del denaro è generato dalla rete di scambi tra i soggetti che stabiliscono di farne uso. Come la luce diventa più forte all’aumentare della velocità di rotazione della dinamo, anche il valore, la forza della moneta, risulta maggiore all’aumentare della sua messa in circolazione. È logico: più le persone utilizzano una moneta, più questa è richiesta e guadagna valore.
Sarebbe quindi naturale pensare che la proprietà della moneta intesa come simbolo, sia da considerarsi ovviamente di quell’insieme di persone che accettano per convenzione di attribuirle un valore. Per esempio nel caso della storica Lira italiana, potrebbe essere scontato pensare che la proprietà del conio fosse stata della collettività che le dava valore accettandola, ossia degli italiani. Purtoppo, almeno durante i suoi ultimi vent’anni, non è stato così. Chiedetevi perché dalle diciture “Biglietto di Stato” e “Repubblica Italiana” (come per esempio nelle vecchie 500 Lire di carta, il “Mercurio alato”), si sia passati alla dicitura “Banca d’Italia”, presente in tutte le ambite banconote in circolazione. La scritta “Repubblica Italiana” poteva essere letta soltanto nelle monete: allo Stato italiano era rimasto il solo diritto di conio degli spiccioli di poco valore.
Se la cosa potrebbe apparire di scarsa rilevanza, bisogna ricordare che la Banca d’Italia (Bankitalia S.p.A.) non è assolutamente di proprietà dello Stato italiano, ma una S.p.A. in mano a banche private.

Cosa c’entra la proprietà della moneta? È ovvio: per prestare qualcosa bisogna anche esserne i proprietari. E di chi è la proprietà della moneta, come ad esempio l’Euro, il Dollaro o la Lira? Come è possibile che, per esempio, la BCE generi dal nulla e presti soldi agli Stati facendosi pagare, per di più, degli interessi?
C’è un vuoto giuridico, ovviamente voluto da menti sopraffine. I banchieri, che muovono i fili di quei burattini chiamati politici, ottengono da sempre leggi a proprio favore. In questo modo possono arrogarsi il diritto di stampare moneta, usurpandolo agli Stati, che perdono così la propria sovranità, a cominciare da quella monetaria. Le banche centrali, in realtà private, si appropriano del valore indotto della moneta, il valore generato dai cittadini che decidono di utilizzarla. Questi usurai particolari addirittura prestano qualcosa che sarebbe di proprietà di altri. Stampano banconote dal nulla al costo di pochi centesimi (il valore intrinseco) e le prestano agli Stati per il valore riportato sulla banconota (il valore nominale) più gli interessi. Però, come abbiamo appena visto, il valore dei soldi non è generato, in realtà, dalla banca, ma dall’insieme di persone che convenzionalmente decidono di accettare una determinata valuta.
La proprietà della moneta dovrebbe essere dei cittadini che, stampando la propria unità di misura del valore, genererebbero un reddito di cittadinanza all’atto di emissione, sgravato fra l’altro degli interessi dovuti ad una banca privata.
Con il sistema imposto dalla dittatura bancaria tutto il denaro in circolazione, la massa monetaria, è essenzialmente un debito nei confronti della banca centrale. Per questo il debito pubblico diventa inestinguibile, come abbiamo spiegato nell’articolo Signoraggio Bancario: perché il debito è inestinguibile?

Faceva giustamente notare anni fa un famoso comico: «Se i soldi sono nostri, perché ce li prestano?».

http://sporchibanchieri.wordpress.com/2013/06/19/auriti-il-valore-indotto-e-la-proprieta-della-moneta/

importante x te : http://digilander.libero.it/onizuka.host/auriti/documenti/Auriti%20-%20Il%20Valore%20Indotto%20della%20Moneta.pdf

e pure questo, lo dice lui stesso, leggi : http://www.simec.org/sim/interviste-al-prof-auriti/45-intervento-del-prof-giacinto-auriti-al-convegno-giustizia-monetaria.html

DORF

kurskit@yahoo.it
Scritto il 17 novembre 2013 at 19:41

dorf001@finanza,

Ti scrivo sperando di non annoiare il capitano e equipaggio.
“La definizione data da Aristotele, però, implica che la moneta sia anche “valore della misura”: ogni unità di misura infatti, possiede anche la qualità corrispondente a ciò che deve misurare. Come il metro che, misurando la lunghezza possiede anche la qualità della lunghezza, anche la moneta, misurando il valore, ha necessariamente intrinseca la qualità del valore, ossia, vale.
Vero, ma la qualità del metro, non è soggettiva, ma oggettiva. Non aumenta in “valore” o in “qualità”, ma in “quantità”. Se una cosa misura trenta metri, non è il valore del metro che aumenta di 30 volte, ma si usano 30 metri per misurarla o trenta volte lo stesso metro.

“Ogni unità di misura è anche una convenzione ed ogni convenzione è una fattispecie giuridica, quindi anche la moneta è una fattispecie giuridica. Il simbolo, la convenzione monetaria, acquista valore semplicemente per il fatto che ci si mette d’accordo che lo abbia. La previsione che ognuno di noi accetti moneta in cambio di merce e viceversa ci induce ad accettare moneta a nostra volta per poi utilizzarla in cambio di prodotti. In poche parole: i soldi sono carta straccia che però acquistano valore solamente perché un’insieme di persone lo decide per convenzione, in previsione di poterli utilizzare.”

Ma questa convenzione per essere riconosciuta a livello sociale, cioè sia da te che da me, DEVE avere una correlazione oggettiva, numerica, misurabile. Mi ripeto, in caso contrario il valore si potrebbe decidere caso per caso, e ovviamente il MIO euro vale molto e il TUO poco. Quindi il vero problema è che è indispensabile trovare, o meglio ri-trovare un qualcosa a cui agganciare il valore della moneta di riferimento in modo di togliere l’arbitrarietà ai signori del denaro. In caso contrario, seguendo la tesi da te espressa, le banche centrali sono GIUSTAMENTE i padroni della moneta, perchè, non avendo altri parametri di riferimento SE NON IL VALORE RICONOSCIUTO, se sono loro che la producono (stampano), e se tu l’ACCETTI, e la SPENDI, al valore nominale, effettivamente è quello il SUO valore.

sd
Scritto il 17 novembre 2013 at 21:38

<a kurskit@yahoo&,

KURSKTI leggo con piacere che stai cominciando a porti le domande che la maggior parte delle persone dovrebbe farsi…….trovare le risposte giuste forse sarà altrettanto difficile ma doveroso.

Per prima cosa, IO (gli altri avranno altri motivi…non saprei) accetto gli euro perchè sono OBBLIGATO dalla LEGGE a farlo (euro = moneta fiduciaria a corso forzoso), se potessi (e a volte ci riesco !!!) userei altri tipi di moneta ma visto che vivo in questo modello di società ed economia cerco di addattarmi con il minimo danno possibile.
Anche gli schiavi del passato lavoravano per non morire……con i risultati che tutti conosciamo o che almeno possiamo vedere…..USA docet !!!!! Peggio per loro hehehe.

In secondo luogo le Banche Centrali NON POSSONO essre i proprietari della moneta che emettono per il semplice fatto che altrimenti sarebbero LEGALMENTE perseguibili per vari reati (partirebbero decine di denuncie…stanne certo) civili e penali…..dall’appropriazione indebita, alla truffa ecc ecc.

Ed allora chi dovrebbe essere il PROPRIETARIO del la MONETA che USA ???? DORF lo ha spiegato perfettamente.

SD

dorf001
Scritto il 18 novembre 2013 at 00:28

senti kursit, alcune cose per te. intanto le banche centrali sono INGIUSTAMENTE i padroni della moneta. CHI ha ordinato loro di appropriarsene? il denaro nasce del popolo non certo della bce. loro banche ci hanno rubato impropriamente la proprietà.

intanto diciamo sulla unità di misura. il fatto è che la moneta/denaro è qualcosa di speciale. è di più del metro. o della bilancia. il metro può misurare SOLO la lunghezza. la bilancia misura SOLO il peso. ma il denaro..il denaro…misura tutto, anche le vite umane purtroppo. non puoi dare nessuna colpa ad AURITI. lui ha solo scoperto queste cose, ha scoperto la truffa.

però tu NON hai letto i link che ti ho detto. male molto male.

ultima cosa. siccome sei un precisino, ti spiego come uscire dall’euro nei dettagli. ti devi asolutamente leggere ” il tramonro dell’euro” di Bagnai. dopo metà libro c’è un capitolo perfetto x te. spiega nei minimi dettagli come e qua do e in quali modalità uscirne. e ti spega pure le tempistiche. tipo venrdi’ sera a borse chiuse. saranno boh 20 pagine, non ricordo. però leggile cavolo. sennò domani sei ancora qui a rifare le stesse domande. e contunui x 1 mese. devi leggere e informarti. ok? ora basta. passo e chiudo.

DORF

mettiamo che tu sei un proprietario di cinema. ha 3-4 sale. tu ci metti macchinari, bobine, sale, ma ti mancano i biglietti. ahh diciamo che fai pagare 5 euro a biglietto, tanto x esempio. cosa fai? devi andare in tipografia ad ordinare diciamo 1000 biglietti, cosi’ ne hai x un pò. secondo te, che prezzo dovrebbe farti a te il tipografo a biglietto? dimmi, e fai il totale. buttiamo li’ esageriamo che vuole 1 euro a biglietto, quindi ti tocca pagare 1000 euro. tu se va bene guadagnerai 5000 euro. però sai cosa fa la bce? che è solo una tipografia! torniamo ai tuoi biglietti cinema. no, sai che ti dice a te il tipografo? caro ruggero IO VOGLIO (imperativo) da lei 5 euro a biglieto, e anzi, x il fantastico servizio che le offro voglio pure un interrsse del 2,5%. saresri tu contento? cioè il tipografo vuole sgraffignare a te il frutto del tuo lavoro. senza far nulla. se tu ci caschi, lui è contentissimo. un altro pirla ci è cascato. è quello che fa la bce, e anche la fed. si appropriano di una cosa che non è loro. si appropriamo del frutto del tuo FUTURO lavoro. il tuo FUTURO introito. è solo questo che fanno. AURITI era un giurista e le leggi le sà tutte. tu no! essite un VUOTO giuridico mai colmato. non si sà di chi è la proprietà della moneta-banconote. e nel trambusto alla chetichella la bce se ne è appropriata in maniera subdola e criminale.

prova a mettere draghi su una isola deserta, e fagli stampare 1000 miliardi di euro. sai quanto varrebbero i suoi soldini? zero assoluto. gli scambia con le scimmie? il vero valore del denaro nasce solo al momento che il popolo lo accetta. quindi caro mio, siamo noi esseri umani, con la nostra sola presenza che diamo vita al vero valore della moneta. senza di noi, nulla vale. guarda che AURITI lo voleva pagare il banchiere tipografo. ma però al giusto valore, cioè 30 centesimi a banconota. non 100 euro + il 2,5% di interesse. capito sti farabutti? e se lo stato con gente onesta, tipo NINO GALLONI ( studiatelo) sistmapa la moneta che serve non si indebita con nessuno, e non gli serve nemmeo stampare quegli stupidi BOT BTP e altre amenità. chiaro??? ma ……c’è un ma….. i padroni e farabutti figli di…..del denaro, non vogliono. loro volgiono sfruttarci tutti al massimo. hanno bisogno di srvi della gleba. schiavi x i loro loschi traffici. semplice!

sherpa
Scritto il 18 novembre 2013 at 08:18

Quello del tessuto industriale e dell’imprenditoria italiana, tema molto caro al nostro Andrea, è legato agli altri argomenti che vengono trattati qui in maniera molto appassionata.
La proprietà della moneta, truffa a tutti noi, è uno di questi, la finanza malata che drena risorse che sarebbero molto più utili all’economia reale è un altro, per non parlare della Politica inesistente per quanto riguarda i problemi reali del paese. (ho usato la maiuscola di proposito, la Politica è un grande valore, ahimè inesistente in Italia).
Questa mattina ho seguito un servizio televisivo sull’ architetto Nervi, Italiano che ha lasciato nel suo campo un grande segno (c’è ne sono tanti di Italiani cosi, anche se non ce ne ricordiamo spesso), Tra le altre cose ha progettato il complesso industriale Burgo cartiere. Il complesso produttivo, ricco di soluzioni architettoniche innovative per il periodo nel quale è stato realizzato e ancora valide è completamente vuoto. L’azienda chiusa. E’ impressionante, un simbolo della decadenza Italiana e chissa quanti esempi come questo ci sono a mostrare tutte le assenze di volontà e valori che possano salvaguardare il lavoro come bene primario per tutti noi.
Notizia dell’altro giorno il continuo chiudere di aziende, partite Iva ecc.
Di fronte a questo collasso quali sono le iniziative politiche:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-17/l-abitudine-malata-prestito-forzoso-143232.shtml

Mi ricollego ad un post letto su finanza.com di dfumagalli, se ricordo bene, in cui spiegava come in Spagna l’imprenditoria viene agevolata in tanti modi. Magari non sarà tutto oro quello che luccica, ma credo che sia una descrizione molto vicino alla realtà.
Io sinceramente ho poche speranze di vedere un cambiamento da noi. Se neppure questa crisi provoca i cambiamenti necessari, (partendo dalla dirigenza: è dalla cima che deve venire l’input ed a seguire tutti noi che non siamo esenti da colpe) non so cos’altro potra capitarci. Ma senz’altro non sarà nulla di buono.

kurskit@yahoo.it
Scritto il 18 novembre 2013 at 10:16

dorf001@finanza,

sd@finanza,

Scusate, ma continuo a non capire. ripeto quello che per me è il punto:
” se sono loro che la producono (stampano), e se TU l’ACCETTI( ne riconosci il valore) e la SPENDI (quindi anche a te viene riconosciuto il valore nominale) al valore nominale, effettivamente quello DIVENTA il SUO valore (o potere d’acquisto)” Quindi non vedo cov’e la truffa, discorso degl’interessi a parte, che oggi, allo 0,25 non mi sembra comunque un gran problema. Rimane invece la questione di QUANTO denaro potrebbero stampare le banche centrali, ma mi rifaccio alla domanda sul mio blog. COMPLETAMENTE diverso, invece è il problema della riserva frazionaria, perchè è li che si crea il debito.

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